{"id":66561,"date":"2021-02-14T05:44:31","date_gmt":"2021-02-14T05:44:31","guid":{"rendered":"https:\/\/www.conoscerevenezia.it\/?p=66561"},"modified":"2021-02-14T05:44:35","modified_gmt":"2021-02-14T05:44:35","slug":"niccolo-orsini-conte-di-pitigliano-capitano-generale-della-repubblica-di-venezia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.conoscerevenezia.it\/?p=66561","title":{"rendered":"Niccol\u00f2 Orsini conte di Pitigliano, Capitano Generale della Repubblica di Venezia"},"content":{"rendered":"\n<h3>Niccol\u00f2 Orsini conte di Pitigliano, Capitano Generale della Repubblica di Venezia<\/h3>\n<p style=\"text-align: justify;\">Due grandi e possenti e celebri case in ogni tempo della moderna storia d&#8217;Italia furono certamente i <strong>Colonna<\/strong> e gli <strong>Orsini<\/strong>, quasi indipendenti per lunga et\u00e0 dagl&#8217;imperatori e dai papi, emule tra loro, e contendenti in modo da far correre torrenti di sangue per le strade di Roma. Ma nei secoli decimoquarto e docimosesto esse produssero inoltre capitani di gran senno e valore, il cui nome suoner\u00e0 sempre chiaro nei fasti della milizia italiana. Noi verremo tratto tratto ricordando \u013ce gesta e vicende de principali tra loro; ed intanto diamo principio da <strong>Niccol\u00f2 Orsini<\/strong>, <em>conte di Pitigliano<\/em>, il quale nato nel 1412, cominci\u00f2 a segnalarsi nelle guerre della passata di <strong>Carlo VIII<\/strong> in Italia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non mai l&#8217;Italia era stata pi\u00f9 libera dall&#8217;ascendente straniero quanto nei trent&#8217;anni che corsero dalla pace di <em>Lodi<\/em> (1454) sino alla calata di <strong>Carlo VIII<\/strong> (1494). La supremazia dell&#8217;impero Germanico vi si faceva appena sentire; e la governavano i suoi naturali signori. Rispettata e ambita da tutti i principi d&#8217;Europa era l&#8217;amicizia dei duchi di Milano, delle repubbliche di Venezia e di Firenze, e dei reali di Napoli; venerata per ogni dove l&#8217;autorit\u00e0 suprema del romano pontefice, gli stranieri accorrevano in folla alle nostre citt\u00e0 per impararvi l&#8217;industria e le buone arti, ed acquistarvi la mitra o la porpora; gli Italiani non senza grande utile ed onore occupavano coi loro traffichi le Fiandre, la Francia e l&#8217;Inghilterra e tutte le marine del Mediterraneo; in somma nessuna parte esterna ci mancava di una grande ed indipendente nazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Turb\u00f2 tanta mole di beni l&#8217;ambizione di <strong>Lodovico il Moro<\/strong>, che per i suoi fini gi\u00e0 da noi descritti nella sua vita, chiam\u00f2 in Italia al conquisto del regno di Napoli <strong>Carlo VIII<\/strong> re di Francia. La cavalleresca impresa piacque alla nobilt\u00e0 francese che segu\u00ec volonterosa il suo monarca, e i potentati italiani, sbalorditi e discordi, non gli opposero alcun saldo contrasto. <strong>Carlo<\/strong> and\u00f2 alla conquista di quel regno come ad un militare passeggio, e se lo rec\u00f2 tutto in suo potere quasi senza abbassare la lancia. Ma si scossero allora dal letargo i potentati italiani, e strinsero lega insieme e adunarono un esercito per troncargli il ritorno. Nondimeno vinse l&#8217;impeto francese al passo del <em>Taro<\/em>, e <strong>Carlo VIII<\/strong> pot\u00e9 ricondursi in Francia con perdita lieve.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il conte da <strong>Pitigliano<\/strong> era stato preso prigioniero a <em>Nola<\/em> dai Francesi, i quali lo conducevano con loro nel giorno della battaglia. Ma nel trambusto della pugna, egli venne a capo di fuggire dal campo francese, e passato nel campo italiano, con le grida e con l&#8217;esempio seppe raffrenare le schiere fuggenti, e scampare da piena sconfitta il corpo comandato dal marchese di Mantova. Continu\u00f2 poi egli a travagliarsi nelle continue guerre che ardevano a quel tempo in Italia, ma non sali in grande riputazione se non allorquando capitano le armi della repubblica di Venezia assaltata da mezza Europa per la lega stretta a <em>Cambrai<\/em> (10 dicembre 1508).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non mai aveva l&#8217;Europa mirato una pi\u00f9 vasta e compatta lega di quella, che contro ai Veneziani stringevano a <em>Cambrai<\/em> <strong>Luigi XII<\/strong> re di Francia, <strong>Massimiliano I<\/strong> re dei Romani, il papa <strong>Giulio II<\/strong>, e <strong>Ferdinando il Cattolico<\/strong> re di Aragona; ai quali poco stante si aggiungevano ancora <strong>Carlo<\/strong> duca di Savoia, <strong>Alfonso d&#8217;Este<\/strong> duca di Ferrara e <strong>Francesco Gonzaga<\/strong> marchese di Mantova. Comune stimolo di tutti era l&#8217;ambizione; ma ognuno di essi aveva il proprio suo fine. <strong>Giulio<\/strong> il faceva per ricuperare <em>Cervia<\/em>, <em>Ravenna<\/em> e le altre terre che la repubblica aveva usurpato alla Chiesa subito dopo la morte di <strong>Alessandro VI<\/strong>; <strong>Massimiliano<\/strong> per vendicare le vergogne ricevute nella passata guerra; il re di Francia per distendere il dominio milanese agli antichi confini; <strong>Ferdinando<\/strong>, pronto sempre a partecipare nei guadagni, non mai dei pericoli, anelava all&#8217;acquisto delle citt\u00e0 marittime della <em>Puglia<\/em>. Il <em>duca di Savoia<\/em> era piuttosto trascinato dall&#8217;esempio e dall&#8217;autorit\u00e0 della Francia, dal cui dominio si trovava allora lutto circondato. Quanto all\u2019<strong>Estense<\/strong> e al <strong>Gonzaga<\/strong>, non mancavano loro antichi rancori e desideri da soddisfare.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Accolse Venezia con grandezza di animo veramente italiana l&#8217;inaspettata disfida, e, quantunque sola, e privata del braccio di <strong>Renzo<\/strong> e di <strong>Giulio Orsini<\/strong> (li aveva essa assoldati con 500 lance e 3000 fanti, ma il papa li soprattenne a forza), si apparecchi\u00f2 a resistere agli sforzi combinati di mezzo l&#8217;Europa. Riun\u00ec un esercito di 2000 uomini d&#8217;arme, 3000 tra cavalleggieri e <em>Stradiotti<\/em>, 15.000 cernite, e altrettanti soldati a piedi delle migliori fanterie d&#8217;Italia. Prepose a comandarlo <strong>Niccol\u00f2 Orsini<\/strong> <em>conte da Pitigliano<\/em>, e <strong>Bartolomeo d\u2019Alviano<\/strong>, quello con il grado di capitano generale, questo di governatore.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per\u00f2 non mai erano state costrette a cooperare insieme due nature tanto fra loro contrarie, quanto quelle di questi due condottieri. Vecchio di et\u00e0, lento, impassibile, ostinato, era il <strong>Pitigliano<\/strong> uno di coloro, che reputano vincere il non perdere, n\u00e9 il vantaggio di una vittoria cos\u00ec grande da superare il pericolo di una sconfitta. Minore di et\u00e0 e di esperienza, tutto ira; tutto impeto, l&#8217;<strong>Alviano<\/strong> non aveva di comune con lui che il nome del casato, e il vessillo sotto il quale combattevano; del resto pronto a pugnare sempre ed a marciare sempre innanzi; insomma di quelli che, vincitori, tutto conculcano nella prima foga, vinti, non sanno rimettersi che assaltando.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Consigliava il <strong>Pitigliano<\/strong> di raccogliere le soldatesche in un forte sito tra l&#8217;<em>Oglio<\/em> ed il <em>Serio<\/em>, e, abbandonata al nemico la <em>Ghiaradadda<\/em>, da quell&#8217;inaccessibile ricovero assicurare senz&#8217;altra fatica tutta la terraferma; partito prudente, che posto accortamente in esecuzione avrebbe salvato lo Stato. Proponeva l&#8217;<strong>Alviano<\/strong> di passare l&#8217;<em>Adda<\/em>, assalire inopinatamente i Francesi dentro il proprio loro confine, vincerli, e vinti che fossero ritornare addietro per respingere con uguale prontezza i Tedeschi; partito audace, ma non disperato, n\u00e9 privo di molti vantaggi. La signoria non ebbe coraggio di appigliarsi affatto all&#8217;una od all&#8217;altra di queste due opinioni; ma, dando con infelice consiglio di mezzo ad entrambe, deliber\u00f2 che l&#8217;esercito si accostasse bens\u00ec all&#8217;<em>Adda<\/em> per difendere tutto quel tratto di paese e impedirne l&#8217;entrata al nemico , ma si guardasse assolutamente di venire alle mani.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Con questa risoluzione i Veneziani si approssimarono all&#8217;<em>Adda<\/em>, ed espugnarono <em>Treviglio<\/em>: ma mentre sono intesi a metterla a ferro ed a sacro, il re <strong>Luigi XII<\/strong> getta tre ponti a <em>Cassano<\/em>, e traghetta senza ostacoli sull&#8217;altra sponda. Ci\u00f2 fatto, il <strong>Triulzio<\/strong> gli gridava: <em>Sire, oggi abbiamo vino i nemici!<\/em> Nulladimeno il re, vedendo che i Veneziani non si muovevano punto dai trinceramenti presso <em>Treviglio<\/em>, avvio l&#8217;esercito verso <em>Pandino<\/em> e <em>Vail\u00e0<\/em>, affine di recidere loro le comunicazioni con le citt\u00e0 di Crema e di Cremona, e quindi o snidarli dal forte sito, o trascinarli nella necessit\u00e0 di venire ad un fatto d&#8217;arme.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Segui nondimeno il fatto d&#8217;armi, e fu il d\u00ec 14 maggio 1509 ed i Francesi ottennero la vittoria che port\u00f2 il nome di <em>Ghiaradadda<\/em> con dolorosa sconfitta dei Veneziani, e pia dell&#8217;<strong>Alviano<\/strong>. Vario suona il racconto di quella battaglia per quanto concerne al conte da <strong>Pitigliano<\/strong>. Ma il <strong>Muratori<\/strong> dice: &#8220;<em>Certo \u00e8 che tutto l&#8217;esercito francese unito combatt\u00e9; laddove il Pitigliano arriv\u00f2 a combattere solamente dappoich\u00e9 l&#8217;Alviano era in rotta. Se unita tutta l&#8217;armata veneta fosse stata a fronte dei nemici, poteva essere diverso il fine di quella giornata<\/em>&#8220;.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La repubblica non disper\u00f2, ed in tanta sciagura mostr\u00f2 l&#8217;antica fermezza romana. Per gran ventura poterono i Veneziani racquistare Padova, gi\u00e0 occupata dalle armi della lega. E alla difesa di Padova, concorse la nobilt\u00e0 veneta, infiammata dalle generose parole del doge <strong>Loredano<\/strong>, e vi si radunarono circa 25.000 uomini, tra Italiani, Schiavoni, Greci ed Albanesi, sotto capi reputati nella milizia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Comandava a tutta questa gente con suprema autorit\u00e0 il <strong>Pitigliano<\/strong>, cattivo capitano in aperta campagna e nelle arrischiate fazioni, ottimo nella difesa delle terre, e in tutte quelle imprese; a compier le quali fosse uopo specialmente di prudenza e di fermezza. Cominci\u00f2 egli dal pigliare in piazza da tutte le soldatesche un solenne giuramento di fedelt\u00e0; quindi con la solita accuratezza le dispose alle guardie dei siti. Bentosto sopravvenne in persona ad assediare la citt\u00e0 <strong>Massimiliano<\/strong> re dei Romani, accompagnato da cento e pi\u00f9 migliaia di combattenti, e da cento e sei pezzi di artiglieria. Ma sia per l&#8217;imperfetto maneggio di questa, sia per la bravura dei difensori, sia per la mala intelligenza che passava nell&#8217;esercito assediante tra i cavalli e i fanti, e tra i Francesi e i Tedeschi, tutto cotesto apparato di guerra, il maggiore che l&#8217;Italia avesse veduto dal <strong>Barbarossa<\/strong> in poi, svan\u00ec appi\u00e8 delle mura di Padova. Dopo quaranta giorni d&#8217;inutili conati, <strong>Massimiliano<\/strong> si trov\u00f2 nella necessit\u00e0 di levare il campo, e ritirarsi a Verona. I Veneziani onorarono di pubbliche esequie e di una statua equestre il <strong>Pitigliano<\/strong> morto indi a non guar\u00ec di febbre a <em>Lonigo<\/em>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questa statua sorge sopra il deposito, ch&#8217;\u00e9 di pietra istriana. Tutto il monumento, posto nella <em>chiesa dei Santi Giovanni e Paolo<\/em> in Venezia, si fa ammirare per purissimo stile. Scolpito in quell&#8217;et\u00e0 dei grandi artefici, esso congiunge la maest\u00e0 del complesso alla bellezza delle singole parti. Le due statue laterali rappresentano la Prudenza e la Fede. (1)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">(1) E.R.&nbsp; Il Mondo Illustrato 26 agosto 1848<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Niccol\u00f2 Orsini conte di Pitigliano, Capitano Generale della Repubblica di Venezia Due grandi e possenti e celebri case in ogni tempo della moderna storia d'Italia furono certamente i Colonna e gli Orsini, quasi indipendenti per lunga et\u00e0 dagl'imperatori e dai papi, emule tra loro, e contendenti in modo da far correre torrenti di sangue per [...]","protected":false},"author":2,"featured_media":66579,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"ngg_post_thumbnail":0,"footnotes":""},"categories":[939,2559],"tags":[3451,3450,2623,2619],"class_list":["post-66561","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","category-personaggi","category-storia","tag-https-www-conoscerevenezia-it-p66561","tag-niccolo-orsini","tag-venezia","tag-venice"],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/www.conoscerevenezia.it\/wp-content\/uploads\/2020\/12\/DSC_0021m2.jpg","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.conoscerevenezia.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/66561","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.conoscerevenezia.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.conoscerevenezia.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.conoscerevenezia.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.conoscerevenezia.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=66561"}],"version-history":[{"count":21,"href":"https:\/\/www.conoscerevenezia.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/66561\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":68157,"href":"https:\/\/www.conoscerevenezia.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/66561\/revisions\/68157"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.conoscerevenezia.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/66579"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.conoscerevenezia.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=66561"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.conoscerevenezia.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=66561"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.conoscerevenezia.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=66561"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}