{"id":61220,"date":"2020-08-16T04:27:36","date_gmt":"2020-08-16T04:27:36","guid":{"rendered":"https:\/\/www.conoscerevenezia.it\/?p=61220"},"modified":"2020-08-16T04:27:39","modified_gmt":"2020-08-16T04:27:39","slug":"carlo-contarini-doge-c-anni-1655-1656","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.conoscerevenezia.it\/?p=61220","title":{"rendered":"Carlo Contarini. Doge C. \u2014 Anni 1655-1656"},"content":{"rendered":"\n<h3>Carlo Contarini. Doge C. \u2014 Anni 1655-1656 (a)<\/h3>\n<p style=\"text-align: justify;\">Cinque concorrenti al ducato si presentarono, e furono <strong>Giovanni Da Pesaro<\/strong>, <strong>Leonardo Foscolo<\/strong>, <strong>Giovanni Barbarigo<\/strong>, <strong>Girolamo Foscarini<\/strong> e <strong>Bertuccio Valiero<\/strong>, ma nessuno ottenne il favore dei suffragi. In quella vece fu eletto <strong>Carlo Contarini<\/strong>, prudente e gravissimo senatore, il quale per nessun modo pensava al trono, dedito come era a vita ritiratissima, e tutta v\u00f2lta allo esercizio delle opere di piet\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">II d\u00ec prima della sua elezione, che fu il gioved\u00ec santo del 1655, accadde luttuosissimo fatto: in quella sera tanto fu il concorso del popolo nella basilica di San Marco per venerare la insigne reliquia del sangue miracoloso di <em>Baruti<\/em>, che, trovandosi chiuse le porte del tempio verso il Palazzo ducale, com&#8217; era costume durante gli scrutini per eleggere il nuovo doge, siffattamente si strinse e compresse la calca, anche per l&#8217;entrare in chiesa delle grandi confraternite, e per la pioggia che tempestava al di fuori, che rimasero soffocate da oltre cinquanta persone.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il reggimento del <strong>Contarini<\/strong> fu brevissimo, ma non pertanto glorioso, rispetto alle vittorie conseguite sul Turco. Difatti, all&#8217; aprirsi della campagna del 1655, <strong>Lazzaro Mocenigo<\/strong> guardava lo stretto dei <em>Dardanelli<\/em>, affine d&#8217;impedire l&#8217;uscita della flotta ottomana. Egli non aveva al suo comando che sei galee, quattro galeazze e trenta navi ancorate qui e qua in diversi punti del canale. <strong>Mustaf\u00e0<\/strong>, nuovo comandante della flotta nemica, che erasi posto nell&#8217;animo di arrestare le vittorie dei Veneziani, accingevasi, il 24 giugno 1655, di uscire dallo stretto, con forze di molto maggiori. Senonch\u00e9 l&#8217;indomito valore del <strong>Mocenigo<\/strong>, e la sua alta perizia nelle pugne marittime, prevalsero sul numero dei nemici. Non appena il Turco si mosse, il <strong>Mocenigo<\/strong> attacc\u00f2 la battaglia, e tale sconfitta gli fece toccare, che con alcune navi soltanto pot\u00e9 fuggire, rimanendone undici arse, nove affondate, due investite nelle secche e tre prese dai nostri, oltre che seicento prigioni e molti cannoni tolti dalle navi rotte o incendiate. In questo combattimento feroce, durato sei ore, i Veneziani perdettero una sola nave, che per sventura incendi\u00f2 in mezzo al fuoco che struggeva i legni avversari ebbero da circa centocinquanta morti e pari numero di feriti. N\u00e9 contento il <strong>Mocenigo<\/strong> di s\u00ec gloriosa vittoria, volle cogliere anche il frutto di essa. Si presentava, nell&#8217;indomani, dinanzi al <em>porto di Fochies<\/em>, ove erasi <strong>Mustaf\u00e0<\/strong> ritirato coi legni rimastigli, per incitarlo a nuovo combattimento: ma non ebbe egli coraggio di uscire, protetto com&#8217;era dai due castelli che guardavano la foce; e col\u00e0 bloccato non pot\u00e9 mandare soccorsi a <em>Malvasia<\/em>, stretta intanto del pari da <strong>Francesco Morosini<\/strong>. Solo all&#8217;avvicinarsi del verno la flotta veneziana rientr\u00f2 in <em>Candia<\/em>, e la turca per tal modo ebbe agio di ritirarsi a Costantinopoli.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quello che oper\u00f2 il <strong>Mocenigo<\/strong> nella primavera del 1656, non pot\u00e9 vedere doge <strong>Contarini<\/strong>, che moriva il d\u00ec ultimo aprile dell&#8217;anno stesso, ed era tumulato nella chiesa dei padri Francescani riformati di San Bonaventura, ottenendo l&#8217;orazione funebre da Pietro dei Conti Romano, dottore in teologia, che \u00e9 alle stampe.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L&#8217;immagine di lui \u00e9 opera di Girolamo Ferabosco o Forabosco veneziano, molto distinto al suo tempo nello eseguire ritratti. Nel campo di essa immagine si legge questa semplice inscrizione, al tutto diversa da quella riportata dal Palazzi, che suona: <em>Aiusi Remp. occupata Egene opulenta insula. Vola urbe, cuius volabat fama, in Leonis mei ungues incurrit: capta armatum viseum censit. Potentissimam Turcarum classem disieci. Alas et vela Turcis ademi<\/em>.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">CAROLVS CONTARENVS. ANNO MUCLV ELECTVS. AD COELVM PROGREDITVS OBIIT MDCLV. (1)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 10pt;\">(a) Nacque Carlo Contarini nel 1580 da Andrea, e di soli ventotto anni, cio\u00e8 nel 1608, fu mandato podest\u00e0 e capitano a Feltre. Nel 1624 pass\u00f2 n Verona siccome podest\u00e0, e poco appresso fu spedito ambasciatore ordinario al re di Polonia Sigismondo III. In seguito troviamo il Contarini avere sostenuto, fra le altre cariche, quella di avogadore di Comun, nel 1644; e finalmente veniva chiamato, nel 1655, al trono ducale, morendo dopo soli undici mesi di principato, nell&#8217;et\u00e0 d&#8217; anni 76. Ad aiutarlo nello reggenza si prest\u00f2, con molto senno e prudenza, Andrea suo figliuolo, cavaliere e procuratore di San Marco. La dogaressa sua moglie, Paolina Loredano, \u00e9 lodata dagli storici per le sue rare virt\u00f9, massime per la sua piet\u00e0, umilt\u00e0, moderazione e benevolenza verso i soggetti. Ella sopravvisse al marito, morta essendo il 20 aprile 1660, e fu sepolta nell&#8217; arca stessa di lui. <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">(1) Il Palazzo Ducale di Venezia Volume IV. Francesco Zanotto. Venezia MDCCCLXI<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Carlo Contarini. Doge C. \u2014 Anni 1655-1656 (a) Cinque concorrenti al ducato si presentarono, e furono Giovanni Da Pesaro, Leonardo Foscolo, Giovanni Barbarigo, Girolamo Foscarini e Bertuccio Valiero, ma nessuno ottenne il favore dei suffragi. 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