{"id":60729,"date":"2020-08-09T11:39:30","date_gmt":"2020-08-09T11:39:30","guid":{"rendered":"https:\/\/www.conoscerevenezia.it\/?p=60729"},"modified":"2020-10-25T15:22:43","modified_gmt":"2020-10-25T15:22:43","slug":"la-guerra-di-candia-1645-1669-ii-parte","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.conoscerevenezia.it\/?p=60729","title":{"rendered":"La Guerra di Candia (1645-1669). II parte"},"content":{"rendered":"\n<h3>La Guerra di Candia (1645-1669). II parte<\/h3>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Burrascosa conferenza dei ministri turchi con gli ambasciatori europei<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A tal notizia grande fu il turbamento a Venezia per le conseguenze che da si gran fatto erano giustamente a temersi; immenso il furore a <em>Costantinopoli<\/em>, immensa la collera d&#8217;<strong>Ibrahim<\/strong>. Dapprincipio essa fu volta soltanto contro i <em>Maltesi<\/em>, ma poi udito del loro sbarco in <em>Candia<\/em>, chiamati tutti gli ambasciatori dinanzi al <em>Cogia<\/em> (precettore) e al <em>Kadilasker<\/em> (generale delle truppe) per interrogarli sul fatto, scriveva il bailo <strong>Giovanni Soranzo<\/strong> al suo governo: &#8220;Le proposte e le risposte furono tanto confuse che mal io posso ripromettermi di riferirle in ordine. Il <em>cadileschiero <\/em>(giudice) della Grecia fu il primo a dire che il re aveva dato ordine di chiamarci per intendere da noi quello che sapevamo della presa del <em>Kislarag\u00e0 <\/em>(capo degli eunuchi). L&#8217;ambasciatore di Francia fu il primo a dire che non aveva saputo mai alcun particolare di pi\u00f9 di quello si \u00e9 divulgato qui. Io confermai lo stesso et il medesimo disse anche l&#8217;agente di Fiandra. Replic\u00f2 il <em>cadileschiero<\/em> che il re credeva che alcuno di noi sapesse tutto molto bene e che non si volesse palesare. Si disse che n\u00e9 in particolare n\u00e9 in universale non vi era alcuno, et che quando altrimenti fosse, nessuna considerazione ci avrebbe potuto impedire di non parteciparlo, perch\u00e9 questo non era il primo caso successo, onde non poteva esser riuscito novo n\u00e9 a S. M. n\u00e9 a sue signorie illustrissime. Il <em>Coza<\/em> con la sua veemente et altera maniera disse che non era tempo di star sulle negative, che si provocher\u00e0 lo sdegno del re purtroppo alterato, facendo con la mano certo atto che hanno qui familiare quando vogliono intimare il taglio della testa. Il <em>dragomano<\/em> (interprete) di Francia si perd\u00e9 un poco di core, et io, feci che il <strong>Grillo<\/strong> (interprete veneziano) riferisse; et ai suddetti concetti disse che dalla giustizia di S. M. non si poteva aspettare se non azioni molto rette et che suo signorie illustrissime molto bene sapevano che li ambasciatori erano qui sotto l&#8217;ombra delle capitolazioni et con la fede data da S.M. Rispose alteratamente che in questi casi il re non la perdonerebbe n\u00e9 anco alla propria madre, che si sapeva certo che <em>Maltesi<\/em> avevano fatto la preda, et che questi erano protetti e aiutati da tutti, che per\u00f2 bisognava che ognuno ne rendesse conto, replicando quell&#8217;esempio altre volte usato da lui, che <strong>Mustaf\u00e0 bass\u00e0<\/strong> aveva ben saputo riaver un suo schiavo, et se un perfido furfante come era quello si era fatto obbedire, meglio lo sar\u00e0 il re il quale era risolutissimo di sapere come e dove sia andato quel vascello; che fin ora era stato detto che il <em>Kislaraga<\/em> fosse morto, ma che restasse schiavo un tal <strong>Usum Meemetag\u00e0<\/strong> moro eunuco prediletto della <strong>Casicchi<\/strong> favorita del re, il <em>cadi della Mecca<\/em> e tre o quattro altri <em>baltagi<\/em> che sono serventi nel serraglio; che il re voleva li particolari di tutto, e che bisognava obbedirlo. L&#8217;ambasciatore di Francia rispose assai freddamente dicendo solo che Malta era lontana di Francia e ne fece la descrizione, mostrando con cenni il sito e che non vi era alcuna comunicazione. Io feci aggiunger che quello era un governo separato et indipendente, che con il corso vi si mantiene il pubblico et il particolare, che certamente da Vostra Serenit\u00e0 non ricevevano n\u00e9 aiuti n\u00e9 appoggi. L&#8217;agente d&#8217;Olanda credendo dire una ragione assai concludente inciamp\u00f2 dicendo che erano di religione contraria ai suoi signori, onde il <em>cadileschiero<\/em> della Grecia lo strinse con argomento (appresso di questa gente irresolubile) che essendo di religione contraria dovevano essere certamente nemici insieme, et che perci\u00f2 bisognava che si unisse col Gran Signore per andar contro a <em>Malta<\/em>. Li rispose a mio creder pi\u00f9 prontamente che prudentemente che se il Gran signore voleva far la guerra ai loro nemici si sarebbero uniti con lui. Il <em>cadileschiero<\/em> l&#8217;interrog\u00f2 chi fossero questi loro nemici, et egli gli rispose: gli Spagnoli. Anco per questo, disse il <em>cadileschiero<\/em>, devono li vostri essere uniti con noi perch\u00e9 li Spagnoli proteggono li maltesi. Stimai questo discorso molto pi\u00f9 molesto del primo che consisteva solo nel voler sapere qualit\u00e0 nova, per\u00f2 ripigliai li concetti altre volte detti, che la grandezza del Gran Signor non ha bisogno d&#8217;aiuti. Mentre discorreva osservai che il <em>Coza<\/em> domand\u00f2 alcuna cosa con grande alterazione al suo <em>chiecaj\u00e0<\/em> et il <strong>Selvago<\/strong> che mi era vicino alla sedia mi disse che domandava uno che scrivesse. Il quale finalmente comparve e si pose tra noi et li <em>cadileschieri<\/em> in alto di scrivere, onde il <em>Coza<\/em> disse che dicessimo separatamente le nostre risposte perch\u00e9 volevano far <em>Talchis<\/em> che vuoi dir relazione, in sommario al re. L&#8217;ambasciator di Francia senza far altra osservazione incominci\u00f2 come prima aveva detto di non saper alcuna cosa di quel fatto; io l&#8217;interruppi e gli considerai certo che non era da permettere che prendessero il nostro detto con via di constituto, e che io non vi avrei per nessun modo assentilo, lui si tacque. Poi feci dire dal <strong>Grillo<\/strong> che non intendendo noi la lingua, n\u00e9 avendo cognizione della scrittura, non era dovere che fossimo impegnati con quella nota che voleva prendere quello scrittore che per la mia parte non avrei certo me particolarmente voleva sapere alcuni particolari per molti avvisi capitati che le galee avevano condotto il vascello in <em>Candia<\/em>, che vi avevano fatto sbarco d&#8217;uomini e di cavalli, e giurando pi\u00f9 volte replic\u00f2 che il re voleva saperlo certo come era risolto di volger le sue armi contro quelli che avevano errato&#8221;.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Contegno del bailo Giovanni Soranzo<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">&#8220;Tali appunto furono li termini et le forme che parl\u00f2. Io li risposi che nessuno pi\u00f9 di me desiderava incontrare il piacere di S. M., ma che la forma di prender in iscritto quello che si andava cos\u00ec discorrendo in voce non era n\u00e9 solito n\u00e9 conveniente, che per le pubblicazioni dell&#8217;andata del!e galee in <em>Candia<\/em> li affermavo con tutta sincerit\u00e0 di non averne mai saputo alcuna cosa, che molte cose si dicono o per curiosit\u00e0 o per malignit\u00e0, ma che la giustizia ricerca di liquidarsi i fatti con il vero, e che molte volte ancora quelle anioni che paiono irragionevoli hanno le loro ragioni che le giustifica; che per trattar con tutta la sincerit\u00e0 non mi volevo impegnar in cosa alcuna, ma che ero ben certo che quelle galere non si saranno mai accostate in luogo alcuno della Repubblica dove avesse potuto arrivare il cannone; come costantemente, che n\u00e9 l&#8217;eccellentissimo signor Governatore n\u00e9 alcun altro rappresentante farebbe cosa contraria alle capitolazioni. Mentre il <strong>Grillo<\/strong> voleva principiare a riferire, quel scrittore principi\u00f2 a scrivere, et io con la mano ritirai il <strong>Grillo<\/strong> facendo atto di volermi levare, e dissi all&#8217;ambasciator di Francia che non volevo in modo alcuno assentire a quella introduzione, al che lui rispose: che cosa si poteva fare? Feci per\u00f2 dire per il <strong>Grillo<\/strong> che se sue Signorie Illustrissime volevano la risposta in iscritto io gliela averci data, il che sentendo l&#8217;ambasciatore fece dire per il suo <em>dragomano<\/em> che farebbe ancor lui fatto il medesimo. Il <em>cadileschier<\/em> della Grecia, che \u00e9 uomo assai capa e di ragione, parl\u00f2 bassamente con il <em>Coza<\/em>, e poi disse che cos\u00ec sarebbe stato bene, che per\u00f2 procurassimo di dar una risposta di soddisfazione del re, e che intanto si espedissero da noi due o tre persone in pi\u00f9 luoghi per saper avvisi perch\u00e9 in termine di quindici o venti giorni si avesse potuto saper ogni particolare, e particolarmente disse a me il <em>Coza<\/em> che spedissi subito in <em>Candia<\/em>, ripigliando le solite violenti forme di aver lui solo mitigalo e fatto condiscender il re a dar questo tempo con altri concetti che non occorre pi\u00f9 replicare, poich\u00e9 pi\u00f9 volte l&#8217;Eccellenze Vostre li averanno finora intesi. Questa conclusione ebbe il congresso e non fu alcuno che non abbia grandemente approvato la risoluta maniera con che mi sono opposto al tentativo sopra narrato, anzi che li Francesi con la loro natural libert\u00e0 hanno detto da per tutto che se non era il <em>Bailo<\/em> la causa era perduta&#8221;.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Sospetti di segrete intenzioni del Turco contro la Repubblica<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma ormai cominciava a farsi sempre pi\u00f9 chiaro che i Turchi solo cercavano qualche pretesto per romper guerra ai Veneziani; e sebbene si vociferasse che i grandi apparecchi che si andavano facendo fossero diretti contro <em>Malta<\/em>, fino dal 27 dicembre, il bailo avea avuto qualche cenno dagli ambasciatori di Francia ed Inghilterra, che si mirasse a <em>Candia<\/em> essendosi il <em>chogia<\/em> lasciato scappare che quell&#8217;isola era stata impegnata dall&#8217;imperatore di Costantinopoli alla Repubblica la quale non l&#8217;aveva pi\u00f9 restituita, e che il Gran Signore possessore di tutti gli Stati di quell&#8217;impero doveva avere anche <em>Candia<\/em>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Il venir incolpa i Veneziani di connivenza con i Maltesi<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Laonde tutte le premure del <em>Bailo<\/em> per persuadere il <em>vesir <\/em><strong>Jusuf pasci\u00e0<\/strong> della innocenza dei Veneziani, tornarono inutili. Nella esposizione di sue ragioni lo aveva interrotto il <em>vezir<\/em> nell&#8217;udienza del 3 gennaio 1645 dicendogli: che non era pi\u00f9 tempo di far discorsi perch\u00e9 il fatto del <em>Kislarag\u00e0<\/em> era molto ben liquidato con la venuta del nocchiero, del <em>pedotta<\/em> (pilota), d&#8217;un mozzo e qualche altro, i quali tutti riferivano costantemente che le galere di <em>Malta<\/em> avevano condotto il vascello in <em>Candia<\/em>, che vi si erano trattenuti venti giorni, che vi aveano sbarcato genti e cavalli, scaricate e vendute molte robe, ricevuto rinfrescamento, in somma avuto ogni comodo; che finalmente aveano fatto vela verso <em>Malta<\/em>, condotto via il vascello vuoto, il cui equipaggio dopo essere stato prigione molti giorni se n&#8217;era fuggito, ma che vi restavano ancora pi\u00f9 di venti persone. Adduceva il <em>Bailo<\/em> la improbabilit\u00e0 del fatto, i contrari risoluti ordini della Repubblica, la vigilanza del <em>Provveditore generale di Candia<\/em>, e di tutti gli altri rappresentanti, ma il <em>vezir<\/em> senza mostrar punto di persuadersi di alcuna ragione disse che essendosi i vascelli fermati ben venti giorni, ci\u00f2 non poteva lasciar presumere ignoranza per parte del Governo, che non poteva pi\u00f9 difenderlo e che volendogli parlare non da <em>vezir<\/em> ma da amico stimava bene dirgli esser necessario trovare qualche risposta migliore delle allegate mentre le attestazioni di quella gente convincevano il reato, dal quale, il Gran Signore avea ricevuto danno ed affronto, cosa che certo non tollererebbe, e che se non si trovasse qualche ripiego, si verrebbe a rottura.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Informazioni sull&#8217;argomento<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sempre pi\u00f9 persuadevasi il <em>balio<\/em> che tutte codeste erano invenzioni e che solo si cercava in esse un appoggio ai malvagi divisamenti. Difatti assicurava il <em>Provveditor generale<\/em> <strong>Andrea Corner<\/strong> essersi i vascelli maltesi avvicinati in tempo di notte ad una spiaggia deserta e non custodita, poich\u00e9 le guardie solite tenersi l&#8217;estate, n&#8217;erano state levate, che quando le genti del paese accorsero quei vascelli s&#8217;erano gi\u00e0 partiti lasciando solo i Greci liberati dalla galeona turca, i quali furono condotti nel lazzaretto; che infine il caporale che non si era trovato al suo posto per impedire ai Maltesi di avvicinarsi, era stato di suo ordine fucilato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le quali assicurazioni trovano riscontro in altro dispaccio del medesimo <strong>Corner<\/strong> del 16 ottobre 1644, quando ancora nessuna dimostrazione di malumore contro Venezia era stata fatta dai Turchi. &#8220;Oggi mi capita avviso, cos\u00ec scriveva, che agli otto del corrente fossero state vedute al di fuori di questo regno nelle acque di esso, in luogo remoto dal commercio, sei galee maltesi di ritorno dal Levante con un ben grosso vascello, e vi avessero sbarcato in terra quarantotto persone del medesimo, e poi proseguito il cammino verso<em> Malta<\/em>. Subito ho fatto volar ordini efficacissimi perch\u00e9 non fossero lasciali (gli sbarcati) praticare con alcuno e molto meno entrare in citt\u00e0, quando per avventura vi si fossero avanzati come poco dopo \u00e9 seguito, con scorta per\u00f2 d&#8217;alcuni privilegiati, e con le necessario cautele di sanit\u00e0. Dal costituto che ne ho fatto levare, ho inteso questi essere stati in qualit\u00e0 di marinari sopra il medesimo vascello stipendiati, andativi al servizio di loro volont\u00e0, di nazione greci et armeni tutti Cristiani e sudditi del Gran Signore. Ne ho anche cavato che il sopra detto vascello sia stato di un <strong>Ibraim<\/strong> <strong>Celebi<\/strong> Turco, carico di legni del <em>mar negro<\/em> per Alessandria, preso fuori di <em>Rodi<\/em> miglio centotrenta verso ostro. Questo era legno di mercanzia ed aveva dentro tra turchi, marinari, mercanti e passeggeri al numero di trecento cinquanta con parecchi pezzi di cannone. Nel conflitto e tre abbordi seguiti \u00e9 stato ammazzalo il medesimo <strong>Ibraim<\/strong> con centocinquanta turchi, e cos\u00ec anche il general maltese con molti dei suoi, compartili gli altri Turchi sopra le galee dalle quali il giorno stesso del combattimento \u00e9 stato gettato a fondo anche un <em>berton<\/em> di Costantinopoli che navigava pure per Alessandria. Tanto risulta dal sopraccennato costituto che che occluso nelle presenti, trasmetto alla Serenit\u00e0 Vostra ad ogni buon fine&#8221;.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Grandi armamenti a Costantinopoli, che si sospettano diretti contro Candia<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I lavori nell&#8217;arsenale di Costantinopoli sollecitati dalla presenza stessa del Sultano, le grosse leve di truppe, l&#8217;arrivo delle galere barbaresche, tutto annunziava qualche grande spedizione, intorno alla quale per\u00f2 si continuava a serbare il pi\u00f9 profondo segreto, e se pur si lasciava trapelare qualche cosa, pareva accennare a <em>Malta<\/em>. Ma ben altri erano i cenni che il <em>Bailo<\/em> continuava a ricevere da pi\u00f9 parti, cio\u00e8 che si mirasse veramente a <em>Candia<\/em>, e che alcuni <em>Calogeri<\/em> (monaci) di quell&#8217;isola eccitavano i Turchi accertandoli della facilit\u00e0 d&#8217;uno sbarco. Eguali avvisi riceveva anche il <strong>Corner<\/strong>, il quale mandatovi fin dal 1543 in qualit\u00e0 di <em>Provveditor generale<\/em>, dava mano prontamente a tutti i maggiori possibili provvedimenti. (1) &#8230; <strong>segue<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">(1) SAMUELE ROMANIN. Storia Documentata di Venezia Tomo VII. Tipografia di Pietro Naratovich 1858.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"La Guerra di Candia (1645-1669). II parte Burrascosa conferenza dei ministri turchi con gli ambasciatori europei A tal notizia grande fu il turbamento a Venezia per le conseguenze che da si gran fatto erano giustamente a temersi; immenso il furore a Costantinopoli, immensa la collera d'Ibrahim. 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