{"id":60423,"date":"2020-07-16T06:04:51","date_gmt":"2020-07-16T06:04:51","guid":{"rendered":"https:\/\/www.conoscerevenezia.it\/?p=60423"},"modified":"2024-02-01T19:55:29","modified_gmt":"2024-02-01T19:55:29","slug":"il-teatro-del-palladio-1565-1630-nel-monastero-della-carita-nel-sestiere-di-dorsoduro","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.conoscerevenezia.it\/?p=60423","title":{"rendered":"Il teatro del Palladio (1565-1630), nel Monastero della Carit\u00e0, nel Sestiere di Dorsoduro"},"content":{"rendered":"\n<h3>Il teatro del Palladio (1565-1630), nel Monastero della Carit\u00e0, nel Sestiere di Dorsoduro<\/h3>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il primo edificio costruito a Venezia ad uso di teatro pubblico era opera del celebre architetto <strong>Andrea Palladio<\/strong> di Vicenza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Fu appunto la compagnia degli &#8220;<em>Accesi<\/em>&#8220;, una delle tante sezioni della famosa <em>compagnia della Calza<\/em>, che ne dette l&#8217;incarico al <strong>Palladio<\/strong> e nell&#8217;ampio atrio e parte del vasto cortile del monastero della Carit\u00e0 dei <em>canonici regolari di Santa Maria<\/em>, venne innalzato &#8220;<em>il teatro di legname a somiglianza di mezzo Colosseo di Roma<\/em>&#8220;, forse con quella distribuzione e quelle forme, imitate dai modelli romani, che il grande architetto adott\u00f2 poi nel <em>teatro Olimpico<\/em> di Vicenza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Durante la fabbrica, per i complicati congegni decorativi, per le esigenze degli attori e probabilmente anche per quelle dei committenti, il <strong>Palladio<\/strong> ebbe seccature non lievi, tanto che appena finito il lavoro, riuscito veramente superbo, egli scriveva al suo concittadino <strong>Vincenzo Arnaldi<\/strong>: &#8220;<em>Ho finito di fare questo benedetto teatro, nel quale ho fatto la penitentia de quanti peccati ho fatti et sono per fare, Marti prossimo si reciter\u00e0 la tragedia. Quando V.S. potesse vederla, io la esorterei a venire perch\u00e9 si spera che debba essere cosa rara<\/em>&#8220;. <\/p>\n\n<p style=\"text-align: justify;\">E difatti in quel prossimo marted\u00ec che era il 28 febbraio 1565, il teatro venne aperto ed una gran folla cominci\u00f2 ad affluire in <em>campo della Carit\u00e0<\/em> quasi un&#8217;ora prima dell&#8217;apertura, nonostante il prezzo del solo ingresso fosse per quella sera di mezzo ducato. Giungevano numerose alle rive del campo le gondole dei patrizi e davvero cosa rara doveva essere quell&#8217;edificio costruito da tanto architetto, con le decorazioni di <strong>Federico Zuccheri<\/strong> di <em>Sant&#8217;Angelo in Vado<\/em> in quel di Pesaro, rinomato pittore, il quale aveva dipinto &#8220;<em>dodici storie grandi di 7 piedi e mezzo l&#8217;una per ogni verso<\/em> (circa due metri e mezzo per lato) c<em>on altre infinite cose de&#8217; fatti d&#8217;Ircano re di Jerusalem, secondo il soggetto della tragedia<\/em>&#8221; che era intitolato &#8220;<em>Antigono<\/em>&#8221; di messer <strong>Conte<\/strong> di <em>Monte vicentino<\/em> &#8220;<em>et dedicato al clarissimo sier Francesco Pisani<\/em>&#8220;.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un solo particolare ci resta di questo primo spettacolo &#8220;<em>et \u00e8 che tra i commedianti era il celebre mosaicista Valerio Zucato con soa moier Paolina et quel Pasquati di Padoa che invent\u00f2 la maschera del Pantalon<\/em>&#8220;, ma certo \u00e8 che dovevano essere spettacoli regalmente magnifici.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Una parte degli introiti andavano a favore dei canonici del <em>convento della Carit\u00e0<\/em> e forse per questo ne ebbero gelosia i Gesuiti, che avevano allora il convento sull&#8217;area degli attuali giardini del Seminario patriarcale, e con il loro solito sistema gesuitico &#8220;<em>messero in considerazione al Senato che facilmente il teatro ligneo del Palladio ad alcun poteva venir in mente di abbrugiarlo et estinguere cos\u00ec buona parte di quella nobilt\u00e0 che tanto grande haveva fatto la terra di santo Marco<\/em>&#8220;.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Vivaci furono le discussioni in Senato pro o contro il teatro; alla fine l&#8217;espediente immaginato dai Gesuiti riusc\u00ec e il <em>teatro della Carit\u00e0<\/em> venne chiuso dopo otto anni dalla sua costruzione &#8220;<em>con gran danno di chi l&#8217;aveva fatto fare<\/em>&#8220;.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma non fu demolito; vi si opposero i patrizi <strong>Andrea Morosini<\/strong>, <strong>Marin Badoer<\/strong>, <strong>Alvise Mocenigo<\/strong> contro <strong>Agostin Barbarigo<\/strong> che, sobillato dai padri gesuiti, lo voleva distrutto e cos\u00ec la magnifica opera del <strong>Palladio<\/strong> resistette all&#8217;urto di <em>Sant&#8217;Ignazio<\/em> pur rimanendo deserta.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per\u00f2 negli ultimi anni del Cinquecento e nella prima decade del Seicento il teatro si aperse ancora e, seguendo le nuove tradizioni, <strong>Sebastiano Serlio<\/strong>, architetto bolognese, volle introdurvi le moderne maniere delle scene: la scena tragica &#8220;<em>con li casamenti di grandi personaggi<\/em>&#8220;; la scena comica &#8220;<em>con li casamenti di personaggi privati&#8221;; la scena popolare &#8220;con sassi, arbori, colli et capanne a la rustica<\/em>&#8220;.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nella notte del 6 novembre 1630 scoppi\u00f2 un violento incendio nel <em>monastero della Carit\u00e0<\/em> e and\u00f2 anche distrutto il magnifico teatro del <strong>Palladio<\/strong>. (1)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">(1) Giovanni Malgarotto. IL GAZZETTINO, 18 settembre 1928<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il teatro del Palladio (1565-1630), nel Monastero della Carit\u00e0, nel Sestiere di Dorsoduro Il primo edificio costruito a Venezia ad uso di teatro pubblico era opera del celebre architetto Andrea Palladio di Vicenza. 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