{"id":60374,"date":"2020-09-05T05:15:40","date_gmt":"2020-09-05T05:15:40","guid":{"rendered":"https:\/\/www.conoscerevenezia.it\/?p=60374"},"modified":"2020-10-25T15:41:15","modified_gmt":"2020-10-25T15:41:15","slug":"morto-da-feltre-o-lorenzo-de-luzo-un-pittore-tra-il-quattrocento-e-il-cinquecento","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.conoscerevenezia.it\/?p=60374","title":{"rendered":"Morto da Feltre o Lorenzo de Luzo, un pittore tra il Quattrocento e il Cinquecento"},"content":{"rendered":"\n<h3>Morto da Feltre o Lorenzo de Luzo, un pittore tra il Quattrocento e il Cinquecento<\/h3>\n<p style=\"text-align: justify;\">Scrive il <strong>Vasari<\/strong>: &#8220;<em>Morto, pittore da Feltre, il quale fu astratto nella vita, come era nel cervello e nelle novit\u00e0, nelle grottesche che egli faceva, le quali furono cagione di farlo molto stimare, si condusse a Roma nella sua giovinezza in quel tempo che il Pinturicchio per Alessandro VI dipingeva le camere papali, ed in Castel S. Angelo le logge e stanze da basso nel torrione e sopra altre camere<\/em>&#8220;.&nbsp;Siamo dunque in quel periodo di tempo che va dal 1492 al 1500.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il <strong>Vasari<\/strong> continua dicendo come il <strong>Morto<\/strong>, ch&#8217;era malinconia persona, studiando di continuo gli antichi spartimenti di volte e ordini di facce alla grottesca, divenisse si eccellente nei modi del girar le foglie all&#8217;antica, che in quella professione a nessuno fu al suo tempo secondo. Dopo essere stato per qualche tempo a Tivoli e a Napoli, ritorn\u00f2 a Roma, dove lavor\u00f2 molti mesi, e per poter studiare anche la figura, si condusse a Firenze, ma vedute le opere di <strong>Leonardo<\/strong> e <strong>Michelangelo<\/strong>, non parendogli poter raggiungere lo stesso magisterio ottenuto nella prima professione, ritorn\u00f2 a lavorare di grottesche. Venutogli a noia lo stare a Firenze, si trasfer\u00ec a Venezia, e con <strong>Giorgione da Castelfranco<\/strong>, che lavorava allora al <em>Fondaco dei Tedeschi<\/em>, si mise ad aiutarlo, facendo gli ornamenti di quell&#8217;opera. Poi se ne and\u00f2 nel Friuli, ma a lungo non vi stette, che essendo i veneziani in guerra nella <em>Dalmazia<\/em>, si arruol\u00f2 nell&#8217;esercito della Serenissima, e in una scaramuccia presso Zara rimase morto, come nel nome era stato sempre, in et\u00e0 di anni quarantacinque. Che il vero nome del pittore cognominato <strong>Morto da Feltre<\/strong>, fosse <strong>Luzzo<\/strong> o <strong>de Luzo<\/strong>, il <strong>Vasari<\/strong> non dice, come non dice che egli abbia dipinto quadri di figura. N\u00e9 i documenti veneziani fanno menzione di alcun pittore feltrino quale aiuto del <strong>Giorgione<\/strong> nell&#8217;opera del <em>Fondaco dei Tedeschi<\/em>, n\u00e9 la Repubblica di Venezia, a quel tempo, aveva guerre in <em>Dalmazia<\/em>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Carlo Ridolfi<\/em>, nelle <em>Maraviglie dell&#8217;Arte<\/em>, stampate a Venezia nel 1648, intorno alla morte del <strong>Giorgione da Castelfranco<\/strong> scrive: &#8220;<em>Piacque a Dio levarlo dal mondo d&#8217;anni 34 il 1511, infettandosi di peste, per quello si dice, praticando con una sua amica; bench\u00e9 altrimenti il fatto si racconti, che godendosi Giorgio in piaceri amorosi con tale donna, da lui ardentemente amata, le fosse sviata di casa da Pietro Luzzo da Feltre, detto Zarato, suo scolare &#8230; perloch\u00e9 datosi in preda alla disperazione termin\u00f2 di dolore la vita<\/em>.&#8221;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Qui il <strong>Ridolfi<\/strong> non d\u00e0 il soprannome di <strong>Morte<\/strong> al pittore feltrino. N\u00e9 del tradimento del <strong>Morto da Feltre<\/strong> aveva fatto menzione il <strong>Vassari<\/strong>, il quale credette per\u00f2 che <strong>Giorgione<\/strong> morisse di mal francese contratto da una sua amante.&nbsp;<strong>Luigi Lanzi<\/strong> afferma che il <strong>Morto da Feltre<\/strong>, ricordato dal <strong>Vassari<\/strong>, \u00e8 quel <strong>Pietro Luzzo<\/strong> da <em>Feltre<\/em>, scolaro e rivale amoroso del <strong>Giorgione<\/strong>, menzionato dal <strong>Ridolfi<\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Di <strong>Pietro Luzzo<\/strong> il <strong>Lanzi<\/strong> stesso trov\u00f2 memorie in un manoscritto sulle pitture di Udine e in una cronaca di <em>Feltre<\/em>, scritta nel 1580 da un <strong>Bonifacio Posale<\/strong>. Di colui, che sedusse e rap\u00ec la donna amata dal grande maestro, e nel suo stesso nome portava un sinistro augurio, si credette ravvisare le sembianze in un ritratto agli <em>Uffizi di Firenze<\/em>, che rappresenta un uomo sparuto, accanto ad un teschio. Ma l&#8217;opera \u00e8 da alcuni riconosciuta di scuola fiorentina, da altri del <strong>Torbido<\/strong> veronese, senza che alcun indizio ci dica che il dipinto ritragga le sembianze del pallido feltrino.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La versione volentieri accettata dalle anime gentili, che <strong>Giorgione<\/strong> sia morto da pena di amore tradito, inspir\u00f2 il bel dramma di <strong>Pietro Cossa<\/strong>, intitolato <em>Cecilia<\/em>. Ricordiamo la bellissima scena, in cui a <strong>Giorgione<\/strong> morente viene data la notizia che il <strong>Morto da Feltre<\/strong>, il discepolo traditore, era morto combattendo strenuamente in difesa di Venezia. Allora <strong>Giorgione<\/strong>, tutto obliando, in un impeto sublime d&#8217;amore patrio esclamava: &#8220;<em>Egli cadeva per salvare \/ Venezia! &#8230; Fosse stato pi\u00f9 malvagio \/ Del traditore ch&#8217;\u00e0 venduto Cristo, \/ Questo novo battesimo di sangue, \/ Venezia per la patria, lo fa puro \/ Come un fanciullo &#8230; Perdoniamo a lui ..<\/em>&#8220;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tutto ci\u00f2 \u00e8 bello! Peccato che non sia vero! Non \u00e8 vero che il grande pittore da <em>Castelfranco<\/em> sia morto di un morbo immondo, come affermano alcuni, profanandone la memoria, ma non \u00e8 neppure vera la sua morte poetica, che inspir\u00f2 la <em>Musa<\/em> del <strong>Cossa<\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sappiamo con certezza che <strong>Giorgione<\/strong> mor\u00ec di peste, che nell&#8217;anno 1510 infier\u00ec a Venezia. <strong>Giorgio Gronau<\/strong>, critico sapiente, accuratamente osserva che si pu\u00f2 accettare la versione del <strong>Vasari<\/strong>, dando per\u00f2 alla parola peste un altro senso, cio\u00e8 che la donna amata fu colpita prima dal morbo, ed egli prese da lei il male e mor\u00ec.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma il <strong>Morto da Feltre<\/strong> non c&#8217;entr\u00f2 per nulla. N\u00e9 di questo misterioso personaggio, di questo strano pittore di grottesche, la storia, la grande ucciditrice degli ideali, pu\u00f2 trovare traccia alcuna.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il nomignolo di <strong>Morto<\/strong> fu appiccicato a un altro bravo e modesto pittore feltrino, il <strong>de Luzo<\/strong>, che nella vita e nell&#8217;arte nulla rassomiglia al pallido e leggiadro pittore di grottesche, al quale furono invece attribuiti quadri di figure dell&#8217;eccellente <strong>de Luzo<\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Che sia esistito un pittore cognominato <strong>Morto da Feltre<\/strong>, maestro nel dipingere grottesche, \u00e8 da credere, perch\u00e9 il <strong>Vasari<\/strong> non pu\u00f2 averlo inventato, ma Dio sa chi nascondeva sotto quel triste nomignolo. Il <strong>Vasari<\/strong> ha dimenticato di dircelo, e nessuno documento pot\u00e9 farlo indovinare neppure ai suoi annotatori. Nulla certo egli ha di comune con quel <strong>de Luzo<\/strong>, ricordato dal <strong>Lanzi<\/strong>, che si chiamava <strong>Lorenzo<\/strong> e non <strong>Pietro<\/strong>, che non fu mai n\u00e9 a Roma, n\u00e9 a Napoli, n\u00e9 a Firenze, che non lavor\u00f2 mai con il <strong>Giorgione<\/strong> al <em>Fondaco dei Tedeschi<\/em>, che non dipinse mai grottesche ma figura, che non rap\u00ec mai le donne altrui, che non mor\u00ec con l&#8217;arma in pugno combattendo per la <em>Serenissima<\/em>, ma nel suo letto, circondato dal dolce affetto della buona moglie.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Lorenzo de Luzo<\/strong> nacque in <em>Feltre<\/em>, e in patria lavor\u00f2 tranquillo sino al 1519 e forse pi\u00f9 oltre. Trasferitosi a Venezia, vi mor\u00ec nel 1526.&nbsp;Il testamento fatto <em>corpore languens<\/em>, il 12 dicembre 1526, fu pubblicato da <strong>Michele Caffi<\/strong> (Arc. Stor. Lombrado, fasc. IV, anno 1889) e ci rivela la mite anima del pittore<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Egli vuol essere seppellito nel cimitero dei Padri Osservanti a <em>San Francesco della Vigna<\/em>, lascia un legato ai frati di <em>San Vittore in Feltre<\/em>, e tutti i suoi abbozzi e disegni al suo esecutore testamentario l&#8217;intagliatore <strong>Vittore Screzia<\/strong>, Feltrese. Tutta la sua sostanza residuaria a Giovanna &#8220;<em>uxori meae dilectae, cum hac conditione quod possit viro matrimonio copulari et post mortem suam volo et ordino quod quedam domuncula p. me fabricata <\/em>(in Feltre)<em> detur et assignatur alicui bono sacerdoti honeste vite qui habeat orae domi et celebrare missas pro anima mea<\/em>&#8220;. Come pittore il <strong>de Luzo<\/strong> s&#8217;accosta al fare belliniano, non senza qualche influsso giorgionesco, e il <em>Cicerone<\/em> del <strong>Burkhardt<\/strong>, che lo crede sempre il <strong>Morto da Feltre<\/strong>, lo avvicina a <strong>Pellegrino<\/strong> da <em>San Daniele<\/em>. Del <strong>de Luzo<\/strong>, chiamato con il solito melanconico soprannome, sono secondo il <strong>Caffi<\/strong> parecchie tele e alcuni affreschi a <em>Feltre<\/em>. Nei villaggi vicini: un quadro d&#8217;altare rappresentante San Rocco nella chiesa di <em>Villabruna<\/em>, un San Pietro nella chiesa di <em>Facen<\/em>, e il quadro di <em>Campo<\/em>, che in questi giorni merit\u00f2 le sollecite cure dei ladri specialisti. Finalmente un <em>San Sebastiano<\/em> nel Museo di Vicenza, e una tavola d&#8217;altare con la <em>Madonna e i Santi Stefano e Vittore<\/em> nella <em>Galleria di Berlino<\/em>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quest&#8217;ultima tavola che adornava la chiesa, ora distrutta, di <em>Santo Stefano<\/em> in <em>Feltre<\/em>, attrasse l&#8217;attenzione di una terza specie di ladri artistici, i conquistatori, e fu ai tempi della conquista napoleonica, rubata dal <strong>Massena<\/strong> e portata a Parigi, donde, non si sa come n\u00e9 quando, passo a Berlino. La tavola porta inscritto il nome del pittore e la data: LAURENTIUS&nbsp; LUCIUS FELTRENSIS FACIEBAT MDXI. (1)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">(1) Pompeo Molmenti nel <em>Il Marzocco<\/em> del 10 gennaio 1910 <a href=\"https:\/\/www.vieusseux.it\/coppermine\/index.php?cat=25\">https:\/\/www.vieusseux.it\/coppermine\/index.php?cat=25<\/a><\/p>\n\n\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Morto da Feltre o Lorenzo de Luzo, un pittore tra il Quattrocento e il Cinquecento Scrive il Vasari: &#8220;Morto, pittore da Feltre, il quale fu astratto nella vita, come era nel cervello e nelle novit\u00e0, nelle grottesche che egli faceva, le quali furono cagione di farlo molto stimare, si condusse a Roma nella sua giovinezza [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":60385,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"ngg_post_thumbnail":0,"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_feature_clip_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":false,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","default_image_id":0,"font":"","enabled":false},"version":2},"jetpack_post_was_ever_published":false},"categories":[2788],"tags":[3210,3209],"class_list":{"0":"post-60374","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-storie-e-leggende","8":"tag-feltre","9":"tag-https-www-conoscerevenezia-it-p60374"},"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/www.conoscerevenezia.it\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/ICCD8493233_GA000814m2.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.conoscerevenezia.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/60374","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.conoscerevenezia.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.conoscerevenezia.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.conoscerevenezia.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.conoscerevenezia.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=60374"}],"version-history":[{"count":20,"href":"https:\/\/www.conoscerevenezia.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/60374\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":62325,"href":"https:\/\/www.conoscerevenezia.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/60374\/revisions\/62325"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.conoscerevenezia.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/60385"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.conoscerevenezia.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=60374"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.conoscerevenezia.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=60374"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.conoscerevenezia.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=60374"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}