{"id":59519,"date":"2020-07-12T12:40:32","date_gmt":"2020-07-12T12:40:32","guid":{"rendered":"https:\/\/www.conoscerevenezia.it\/?p=59519"},"modified":"2020-10-25T15:52:13","modified_gmt":"2020-10-25T15:52:13","slug":"una-farmacia-del-700-iv-parte","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.conoscerevenezia.it\/?p=59519","title":{"rendered":"Una farmacia del &#8216;700 (IV parte)"},"content":{"rendered":"\n<h3>Una farmacia del &#8216;700 (IV parte)<\/h3>\n<p><strong>I guadagni di un farmacista<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La <em>teriaca<\/em>, questo intruglio di cento elementi, in cui aveva parte importante il sangue di vipera, era una specialit\u00e0 medicinale veneziana; un&#8217;apposita cerimonia ne celebrava annualmente la fabbricazione, vigilata con gelosa cura dai magistrati alla Sanit\u00e0. Era essa la principale fonte di lucro della farmacia all&#8217; &#8220;<em>Aquila nera<\/em>&#8220;, nonostante la concorrenza esercitata dalla non lontana &#8220;<em>Testa d&#8217;oro<\/em>&#8220;, la cui teriaca godeva verso la fine del Settecento particolare fama.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Riusc\u00ec pure a <strong>Francesco Rigoni<\/strong> esportare la sua teriaca in Germania, in Francia, nella terraferma veneta, e specialmente in Turchia ed in Polonia. Egli ne diffondeva la conoscenza con certi foglietti, che oggi qualcuno potrebbe credere un ritrovato moderno di &#8220;<em>r\u00e9clame<\/em>&#8220;: aveva fatto tradurre in varie lingue e spargere dovunque le istruzioni sul modo di adoperarla e sulle malattie per le quali si riteneva utile: &#8220;<em>ottimo ritrovato, e che vale e sempre pi\u00f9 diffonderla, farla nota e darle credito<\/em>&#8220;. In Turchia si spedivano in una sola volta da quattro a sei casse del peso di libre 200 ciascuna, e contenevano 4800 vasetti da mezza oncia. Ma l&#8217;imprudente farmacista rivela uno degli inganni del mestiere &#8230; che taluno pu\u00f2 sospettare sia tuttora seguite dai fabbricatori di specialit\u00e0. Il prezzo di lire 55 al migliaio lasciava scarso margine al guadagno; considerando la confezione, l&#8217;imballaggio, il trasporto, i dazi, lo sbarco a Costantinopoli, la provvigione al rivenditore, il cambio della valuta (la piastra equivaleva a circa 5 lire venete, era molto se dalla merce si ricavava il prezzo di costo. E perci\u00f2 il cronista confessa: &#8220;<em>Spiegher\u00f2 ben io in che il trucco consiste, e senza di cui non sarebbe possibile il continuare la missione; ogni vasetto non contiene mezza oncia, ma poco pi\u00f9 di due dramme, ecco il guadagno<\/em>&#8220;.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L&#8217;esportazione in Turchia (circa 2600 libbre di triaca all&#8217;anno) superava di molto la vendita presso altre nazioni o in terraferma, tanto che alcuni governi ne ostacolavano l&#8217;importazione. Ma inoltre l'&#8221;<em>Aquila nera<\/em>&#8221; serviva droghe e specifici a grossi clienti, come l&#8217;<em>ospitale di San Servolo<\/em> e i <em>Padri Scalzi di Genova<\/em>. N\u00e9 erano da disprezzare alcuni avventori privati; fra gli altri la nobile casa <strong>Manin<\/strong>, che consumava medicinale e droghe in quantit\u00e0 non comune, se essa sola dava al <strong>Rigoni<\/strong> un utile netto di circa 140 ducati all&#8217;anno. In casa <strong>Manin<\/strong> c&#8217;era certamente qualche ipocondriaco, che cercava nei segreti galenici il rimedio ai suoi tormenti!<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma pure la vendita minuta quotidiana era notevole; la farmacia era fornita di !tutta quella farragine di composti, di bagattelle, che sono in una ben sortita spezieria ed in una gran Capitale, che sono in uso nella medicina curativa, ove le varie scuola nelle quali sono stati allevati i medici, i chirurghi s\u00ec nazionali che esteri, che sono in Venezia, e che vi vengono a cercar fortuna e di che viver, ordinano e mettono in pratica s\u00ec della farmacia galenica antica, come della moderna. E non soltanto i medici o i chirurghi ordinavano complicate ricette, ma pure gli &#8220;<em>spargirici<\/em>&#8221; e i dilettanti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le tasse di cui era gravato un farmacista erano di due specie, 20 ducati per la bottega e 10 al collegio degli &#8220;<em>spezieri<\/em>&#8220;; di pi\u00f9 l'&#8221;<em>Aquila nera<\/em>&#8221; doveva l&#8217;affitto della casa e della bottega al N.H. <strong>Nani<\/strong> in ragione di 180 ducati all&#8217;anno, e un dividendo annuo di 400 ducati ai fratelli <strong>Calvi<\/strong>, sempre comproprietari dell&#8217;azienda. A queste passivit\u00e0 erano da aggiungere i salari: 120 ducati al direttore, 30 ducati tanto al giovani <em>Rigoni<\/em> che al facchino, 16 alla serva greca. Poi vi erano i capricci del proprietario: 100 ducati per la villeggiatura, 200 per\u00a0 aiuti frequenti alla nipote <strong>Marianna Maria<\/strong>, 800 per il mantenimento di casa, 150 per vestiario e caff\u00e8, poi altre spese minute: in tutto circa 2100 ducati. Malgrado tutto doveva restare al vecchio <strong>Rigoni<\/strong> un guadagno netto annuo di 2000 ducati. Guadagno che sarebbe stato ancora maggiore se il <strong>Migliorati<\/strong> e la serva non avessero spesso allungate le mani nella cassa della bottega.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma se il vecchio <strong>Rigoni<\/strong> rimase cieco di fronte alle mariolerie del <strong>Migliorati<\/strong>, venne invece il giorno in cui aperse gli occhi sulla condotta della serva, che non solo sottraeva denaro alla famosa &#8220;<em>cassella<\/em>&#8220;, ma se ne serviva per donarlo a qualche suo amici, per pagarsi qualche lusso e per intrattenere certi piccoli commerci, sui quali al <strong>Migliorati<\/strong>, che era uno dei suoi amanti, conveniva chiudere ambedue gli occhi. Una sera a tarda ora il vecchio si accorse che la greca non era in casa, n\u00e9 essendo uscita per la bottega, comprese che aveva preso il volo dalla porticina di casa. Allora egli ebbe un atto insolito di energia: serr\u00f2 i catenacci e attese in bottega il ritorno della serva. Trovando chiusa la porticina per cui era solita ad uscire clandestinamente, rientrando in casa la greca chiam\u00f2 il facchino e il garzone (il <strong>Migliorati<\/strong> era in campagna) nessuno rispondeva, che tale era l&#8217;ordine del padrone. Entr\u00f2 dalla bottega, dove fu assai sorpresa nel ritrovare il vecchio. Essa affront\u00f2 la situazione con alterigia ma nulla ottenne, e il Rigoni le ingiunse di ritornare l\u00e0 dove&#8217;era stata sino allora. Fu costretta a far fagotto e se ne and\u00f2 bestemmiando, e vani riuscirono i tentativi di interposte persone per essere richiamata in servizio dal <strong>Rigoni<\/strong>. Questi fu irremovibile, e fece consegnare alla donna la cassa che conteneva il suo vestiario dopo averla perquisita e avendovi trovato numeroso biancheria sua ridotta per donna. Quando il <strong>Migliorati<\/strong> fu ritornato dalla villeggiatura di <em>Latisana<\/em> trov\u00f2 piazza pulita.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma la prudenza amministrativa di <strong>Francesco Rigoni<\/strong> non gli impediva di soddisfare qualche capriccio, che il nipote qualificava come &#8220;<em>stravagante<\/em>&#8221; i gironi in cui si peritava di adoperare parole grosse. Gi\u00e0 prima della sua venuta a Venezia, verso il 1754, lo zio si era dato ad una improvvisa generosit\u00e0 che il nipote, nel suo indomito spirito <em>voltairiano<\/em>, che forse era una reazione necessaria a tante umiliazioni quotidiane, non poteva approvare. Il vecchio farmacista si era adoperato per far risorgere la <em>confraternita di San Nicol\u00f2 e San Leonardo<\/em>, e volle che questa confraternita dedicasse un altare ai due santi protettori nella <em>chiesa di San Salvatore<\/em>. E tanto fece che i confratelli si riunirono e deliberarono di costruire un altare di marmo. <strong>G.B. Piazzetta<\/strong> fu incaricato dal <strong>Rigoni<\/strong> di dipingere la pala, e ne fece il disegno cominciando a tradurlo sulla tela, ma poi, essendosi ammalato (il Piazzetta mor\u00ec nel 1754), l&#8217;opera fu compiuta dal <strong>Maggiotto<\/strong>, fra i migliori suoi allievi. La pala si ammira tuttora nel primo altare della navata sinistra della <em>chiesa di San Salvatore<\/em>, e accanto ai due santi \u00e8 rappresentato, come aveva voluto il <strong>Rigoni<\/strong>, il beato <strong>Arcangelo Canetoli<\/strong> bolognese, ch\u00e9 ci\u00f2 gli era servito di preteso per ottenere una contribuzione di 10 ducati dai frati che amministravano la chiesa perch\u00e9 era quello l&#8217;unico beato del loro ordine. La spesa della pala era stata affrontata a cuor leggero dal <strong>Rigoni<\/strong>, che fin\u00ec col rimettere parecchio denaro per conto dei confratelli, e perci\u00f2 contrasse un debito di 100 ducati con l&#8217;abate raguseo <strong>Stefano Sciugliaga<\/strong>, che, come si vede, non era soltanto generoso con il <strong>Goldoni<\/strong>, che ne fa spesso l&#8217;elogio nei <em>M\u00e9moires<\/em> e con cui intrattenne attiva corrispondenza, ma anche con quanti erano del partito dei &#8220;<em>goldonisti<\/em>&#8220;.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Giovanni Rigoni<\/strong>, che aveva disapprovato la spesa sostenuta a tale scopo dallo zio, e protestava a suo modo leggendo <strong>Rousseau<\/strong> e <strong>Voltaire<\/strong>, non appena sar\u00e0 morto lo zio si affretter\u00e0 a raccogliere il disegno del <strong>Piazzetta<\/strong>, e lo possedeva ancora quando scriveva la sua cronaca. Chiss\u00e0 se in <em>Valdagno<\/em> qualcuno a raccolto, senza conoscerne l&#8217;autore, il prezioso bozzetto ?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma un bel giorno accadde un fatto che ebbe grande importanza nei destini dell&#8217;azienda e nelle vicende future del giovane valdagnese: i fratelli <strong>Calvi<\/strong> vennero a sciogliersi dalla societ\u00e0 con il <strong>Rigoni<\/strong>,\u00a0 e decisero di vendere la loro parte di negozio. Chi tratt\u00f2 l&#8217;acquisto di quella parte? il <strong>Migliorati<\/strong>. E cos\u00ec alla <em>ditta Rigoni e Calvi<\/em> si sostitu\u00ec quella <em>Rigoni e Migliorati<\/em>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tutta questa faccenda fu condotta nel massimo segreto, cos\u00ec che quando la cosa fu nota non era possibile alcun rimedio. Svanirono i sogni del giovane Rigoni, che talvolta faceva i suoi conti sulla sorte futura dell&#8217;azienda, pensando di divenire un giorno di diritto erede della spezieria. Egli aveva sorpreso dei lunghi colloqui fra gli eredi <strong>Calvi<\/strong>, il <strong>Migliorati<\/strong>,\u00a0il <strong>Rigoni<\/strong>, e sospettava si tramasse qualche losco affare, ma non avrebbe mai immaginato a quale punto sarebbe giunta la furba avidit\u00e0 del &#8220;<em>furlano<\/em>&#8220;. il contratto di acquisto fu subito seguito da una convenzione scritta che stabiliva i reciproci patti fra <strong>Francesco Rigoni<\/strong> e il <strong>Migliorati<\/strong>. Ci\u00f2 suonava amara derisione per giovanni: veniva a mancare quella che forse era la ragione maggiore per cui tollerava ogni sopruso, la speranza che un giorno egli sarebbe rimasto l&#8217;erede dell'&#8221;<em>Aquila nera<\/em>&#8220;, che lo avrebbe vincolato per sempre a Venezia. E il <strong>Migliorati<\/strong>, per farlo tacere spinse la sua generosit\u00e0 sino ad aumentargli lo stipendio a sei ducati al mese.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Naturalmente nella societ\u00e0 chi, al solito, ebbe la parte del leone, e se la prese al di fuori di ogni convenzione scritta, fu il <strong>Migliorati<\/strong>, che divenne assoluto padrone di fronte al vecchio credulone, il quale consumava a poco a poco tutti i suoi risparmi. Cos\u00ec che quando venne a morire lasci\u00f2 un grosso debito e in casa si trovarono soltanto &#8220;<em>uno zecchino vecchio, un filippo, due piastre romane di L. 12 l&#8217;una, ed una picciola moneta d&#8217;argento del valore di L. 2<\/em>&#8220;.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questo era il misero peculio di un professionista che per 45 anni aveva condotto una delle spezierie pi\u00f9 rinomate di Venezia, dove avrebbe potuto accumulare, per lo meno, un gruzzolo di 30.000 ducati. Cos\u00ec che gli eredi dovettero sborsare del proprio per pagare le spese dei funerali, c&#8217;\u00e8 da scommettere, il <strong>Migliorati<\/strong> nulla avr\u00e0 sborsato per rendere l&#8217;estremo tributo al vecchio che egli aveva per tanto tempo raggirato. (1) &#8230;. segue<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">(1) Bruno Brunelli nel <em>Il Marzocco<\/em> dal 12 luglio al 27 settembre 1925 <a href=\"https:\/\/www.vieusseux.it\/coppermine\/index.php?cat=25\">https:\/\/www.vieusseux.it\/coppermine\/index.php?cat=25\u00a0<\/a><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.conoscerevenezia.it\/?p=59461\">Una farmacia del &#8216;700 (I parte)\u00a0<\/a><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.conoscerevenezia.it\/?p=59515\">Una farmacia del &#8216;700 (II parte)\u00a0<\/a><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.conoscerevenezia.it\/?p=59517\">Una farmacia del &#8216;700 (III parte)\u00a0<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Una farmacia del '700 (IV parte) I guadagni di un farmacista La teriaca, questo intruglio di cento elementi, in cui aveva parte importante il sangue di vipera, era una specialit\u00e0 medicinale veneziana; un'apposita cerimonia ne celebrava annualmente la fabbricazione, vigilata con gelosa cura dai magistrati alla Sanit\u00e0. Era essa la principale fonte di lucro della [...]","protected":false},"author":2,"featured_media":59775,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"ngg_post_thumbnail":0,"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_feature_clip_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":false,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","default_image_id":0,"font":"","enabled":false},"version":2},"jetpack_post_was_ever_published":false},"categories":[2788,2910],"tags":[3118,588,140,2623,2619],"class_list":{"0":"post-59519","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-storie-e-leggende","8":"category-spezieri","9":"tag-https-www-conoscerevenezia-it-p59519previewtrue","10":"tag-parrocchia-di-san-salvador","11":"tag-sestiere-di-san-marco","12":"tag-venezia","13":"tag-venice"},"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/www.conoscerevenezia.it\/wp-content\/uploads\/2020\/06\/vanitas-teriaca-farmacia-sebastien-stoskopff-1627m.jpg","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.conoscerevenezia.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/59519","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.conoscerevenezia.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.conoscerevenezia.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.conoscerevenezia.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.conoscerevenezia.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=59519"}],"version-history":[{"count":20,"href":"https:\/\/www.conoscerevenezia.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/59519\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":60073,"href":"https:\/\/www.conoscerevenezia.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/59519\/revisions\/60073"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.conoscerevenezia.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/59775"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.conoscerevenezia.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=59519"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.conoscerevenezia.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=59519"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.conoscerevenezia.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=59519"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}