{"id":59074,"date":"2020-07-11T05:12:34","date_gmt":"2020-07-11T05:12:34","guid":{"rendered":"https:\/\/www.conoscerevenezia.it\/?p=59074"},"modified":"2024-02-02T06:59:31","modified_gmt":"2024-02-02T06:59:31","slug":"una-presa-di-tabacco-salva-la-vita-a-don-luca-da-san-moise","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.conoscerevenezia.it\/?p=59074","title":{"rendered":"Una presa di tabacco salva la vita a don Luca da San Mois\u00e8"},"content":{"rendered":"\n<h3>Una presa di tabacco salva la vita a don Luca da San Mois\u00e8<\/h3>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel 1745 tra le botteghe che circondavano tre lati del <em>campanile di San Marco<\/em>, c&#8217;erano, dalla parte delle che guarda le <em>Procuratie Vecchie<\/em>, quella &#8220;<em>di un cavadenti, di un calegher e di un vecchio marzer<\/em>&#8220;. Il cavadenti, un tale <strong>Alfier Lombardo<\/strong> quasi ottantenne, era famoso per la sua arte; il calzolaio, certo <strong>Zuane di Castello<\/strong>, brontolava dalla mattina alla sera col suo garzone, e <strong>Nicolo Seda<\/strong>, il merciaio, passava tutti i pomeriggi col suo grande amico prete <strong>Luca<\/strong> di <em>San Mois\u00e8<\/em>, chiacchierando e fiutando tabacco. Il giorno di <em>San Giorgio<\/em> 23 aprile 1745, quasi all&#8217;improvviso cadde un improvviso acquazzone con lampi e tuoni, mentre il prete don <strong>Luca<\/strong> si trovava in mezzo alla piazza diretto verso la bottega dell&#8217;amico. Ai primi goccioloni egli si mise a correre. Entrato e cercando uno scagno per sedersi, il merciaio gli disse scherzando che gli avrebbe dato lo scagno, se gli avesse regalato una presa di tabacco di cui era completamente sprovvisto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Rispose il prete &#8220;<em>No ghe n&#8217;ho, ho corso per la piova e non l&#8217;ho comprado!<\/em>&#8220;.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Replic\u00f2 ridendo il merciaio: &#8220;<em>Se vede che s\u00e9 prete e che una poca de piova ve fa paura!<\/em>&#8220;.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Scatt\u00f2 arrabbiato don <strong>Luca<\/strong>: &#8220;<em>Mi paura, diselo ancora, Nicol\u00f2<\/em>&#8220;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non l&#8217;avesse mai detto, mentre scrosciava la pioggia a dirotto il prete puntiglioso usc\u00ec dalla bottega e si diresse in furia verso le <em>Procuratie Vecchie<\/em> dove c&#8217;era un negozietto che vendeva tabacco, ma non era ancor giunto a met\u00e0 del cammino quando un lampo abbagliante illumin\u00f2 la piazza e un fulmine si precipit\u00f2 sul <em>campanile di San Marco<\/em>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sembr\u00f2 un terremoto! &#8220;<em>La saetta colp\u00ec l&#8217;angolo verso l&#8217;Orologio con gran sconquasso e molta ruina<\/em>&#8220;, mille metri cubi narra il <strong>Todeschini<\/strong> nelle sue <em>Memorie<\/em>, precipitarono fraccasando le bottteghe &#8220;<em>del cavadenti, del calegher e del marzer<\/em>&#8220;, don <strong>Luca<\/strong> al tremedo fracasso si volt\u00f2, vide l&#8217;orribile rovina e come pazzo continu\u00f2 la sua corsa senza capire, ma spinto inconsciamente avanti da un terribile spavento.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sotto le macerie erano morti &#8220;<em>il cavadenti Alfier Lombardo, il calegher col suo puto garzon, e il marzer Nicol\u00f2 Seda<\/em>&#8220;. Corse subito una squadra di <em>Arsenalotti<\/em> e dopo un lungo lavoro furono tratti di sotto alle rovine i quattro cadaveri che ebbero sepoltura nel cimitero di San Zaccaria.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Don <strong>Luca<\/strong> che se non partiva per il suo puntiglio sarebbe restato ancor lui oppresso nelle rovine, quando prendeva tabacco, mormorava da quel giorno un &#8220;<em>requiem<\/em>&#8221; in suffragio del suo povero amico. (1)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">(1) Giovanni Malgarotto. IL GAZZETTINO, 3 aprile 1927.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Una presa di tabacco salva la vita a don Luca da San Mois\u00e8 Nel 1745 tra le botteghe che circondavano tre lati del campanile di San Marco, c&#8217;erano, dalla parte delle che guarda le Procuratie Vecchie, quella &#8220;di un cavadenti, di un calegher e di un vecchio marzer&#8220;. 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