{"id":58097,"date":"2020-05-04T05:30:36","date_gmt":"2020-05-04T05:30:36","guid":{"rendered":"https:\/\/www.conoscerevenezia.it\/?p=58097"},"modified":"2020-05-04T05:30:41","modified_gmt":"2020-05-04T05:30:41","slug":"lorenzo-priuli-doge-lxxxii-anni-1556-1559","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.conoscerevenezia.it\/?p=58097","title":{"rendered":"Lorenzo Priuli Doge LXXXII. Anni 1556-1559"},"content":{"rendered":"\n<h3>Lorenzo Priuli Doge LXXXII. Anni 1556-1559 (a)<\/h3>\n<p style=\"text-align: justify;\">Fra le pubbliche acclamazioni di gioia, il d\u00ec 14 giugno 1556, <strong>Lorenzo Priuli<\/strong>, veniva assunto al principato; e fu s\u00ec caro alla moltitudine, che festeggi\u00f2 solennemente l&#8217;ingresso in palazzo e la coronazione in duchessa della di lui moglie <strong>Zilia Dandolo<\/strong>; funzione che dal tempo di <strong>Pasquale Malipiero<\/strong>, cio\u00e8 dal 1457, non si era pi\u00f9 veduta, e che largamente fu descritta dal <strong>Sansovino<\/strong> nella sua Venezia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La peste per\u00f2 e la carestia, che da questa ne deriv\u00f2, sparsero desolazione e lutto; ma le incessanti cure del Senato, e massime l&#8217;attivit\u00e0 e zelo del provveditore alla sanit\u00e0, <strong>Pietro Da Mosto<\/strong>, valsero ad impedire la maggior propagazione del morbo, ed a fornire la citt\u00e0 doviziosamente d&#8217;annona.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La vigilanza anche della Repubblica per conservare la pace fu di questi tempi operosa; imperocch\u00e9 la guerra, che da un lato pareva doversi rompere inevitabilmente tra l&#8217;inquieto pontefice <strong>Paolo IV<\/strong> e <strong>Filippo II<\/strong>, e dall&#8217;altro, le armi di questo ultimo, venute nuovamente a prova contro Francia a sommuover l&#8217;Italia, tutto ci\u00f2 fu con molta austerit\u00e0 e prudenza guardato e diretto dal Senato, cogliendo con fina politica l&#8217;opportunit\u00e0 della sanguinosissima <em>battaglia di San Quintino<\/em> perduta dai Franchi, per interporsi validamente fra le parti, onde condurle a pace. La quale dopo molte difficolt\u00e0 fu conchiusa il 5 aprile 1559, tra Francia, Spagna e Savoia, per cui ebbero fine le guerre d&#8217;Italia dopo oltre dodici lustri di perpetuo armeggiare.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Anche il Pontefice, a merito dei Veneziani, che gli negarono aiuto, aveva dovuto, fin dal 1557, piegare a pace, ottenendola a buoni patti, cio\u00e9 con la restituzione di tutte le sue terre; pace che poi si consolid\u00f2 viemaggiormente con la sua morte, accaduta il 18 agosto 1559.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il Turco puranco non quietava dall&#8217;affliggere l&#8217;Ungheria, perpetuo campo alle sue armi. Alla notizia dei grandi apparecchi marittimi di esso Turco, la Repubblica del pari metteva in mare una flotta capitanata da <strong>Pandolfo Contarini<\/strong>, il quale per\u00f2 ebbe il solo incarico di dare la caccia ai pirati che infestavano il golfo. Incontrati questi, vennero da lui perseguitati fin sotto le mura di <em>Durazzo<\/em>: per lo che, temendo la Repubblica di venire a rottura col Turco, richiamava il <strong>Contarini<\/strong> a render conto a Venezia; pagava al sultano mille ducati per il ristauro delle mura di quella citt\u00e0, bombardata dal <strong>Contarini<\/strong> stesso, ed in suo luogo gli surrogava <strong>Jacopo Celsi<\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Cos\u00ec eran le cose, quando venne a morte, il d\u00ec 17 agosto 1559, doge <strong>Lorenzo Friuli<\/strong>, in et\u00e0 di anni 79, lodato da <strong>Leonardo Giustiniano<\/strong>, e sepolto nell&#8217;arca dei suoi maggiori a <em>San Domenico<\/em>; ove aveva egli ed il fratello eretto una sontuosa cappella.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La piet\u00e0 del nipote <strong>Lodovico<\/strong> gli faceva erigere, unitamente al doge <strong>Girolamo<\/strong> suo padre, cospicuo monumento nella chiesa del <em>Santissimo Salvatore<\/em> (b).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Al suo tempo, cio\u00e8 nel 1557, s&#8217;institu\u00ec la pia <em>casa dei Catecumeni<\/em>, stabilitasi allora provvisoriamente nella <em>parrocchia dei Santi Ermagora e Fortunato<\/em>, poi nel 1570 trasportata nella <em>contrada di San Gregorio<\/em>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il breve che sta a sinistra del ritratto di <strong>Lorenzo<\/strong>, dice, con molta diversit\u00e0 dal Sansovino e dal Palazzi, i quali dopo l&#8217;ultima parola reduxi, aggiungono: ut, ex Italia diuturnis bellorum incommodis afflictata, irruptiones atque arma exterarum gentium salubri consilio pellerentur.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">OPTIMARUM. ARTIVM STVDIIS CLARVS, PESTILENTI LVE SEDATA, ADMIRARILI PRVDENTIA ADMINISTRATA REP. PONTIFICEM AC CAESAREM NEAPOLITANO BELLO DISTRACTOS, IN PRISTINAM AMICITIAM REDVXI. (1)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 10pt;\">(a) Vari genealogisti, ed altri diversi scrittori, quali il Zabarella, nella sua Christina Augusta, Nicol\u00f2 Caravallo Germani, nell&#8217;Orazione al doge Antonio Friuli, Andrea Chiavenna, nell&#8217;Historia Brandolina, il Frescot ec, citati dal Coppellari, affermano provenuta In famiglia Priuli dagli antichi re d&#8217;Ungheria; mentre Francesco Cividale, nell&#8217;Orazione recitata ni doge predetto, la dice venuta da una citt\u00e0 di Eraclea appellata da lui Priula, e Vincenzo Bianco, in altra Orazione detta al doge stesso, la fa uscita da Marsiglia unitamente ai Priuli nobili milanesi. Ad onta per\u00f2 di siffatte contraddizioni, convengono tutti nell&#8217;affermare conferita, intorno al 1100, la nobilt\u00e0 veneziana a Silvestro Priuli cavaliere, figlio di Zaccaria, o, come vuole il Chiavenna, figlio di Michele, principe di Ungheria. Nella serrata del gran consiglio rimasero esclusi i Priuli, ma furono riassunti al patriziato per aversi dimostrati fedeli in occasione della congiura di Boemondo Tiepolo. Da quel punto annover\u00f2 questa famiglia tre dogi, quattro cardinali, assai prelati e procuratori di san Marco, generali, senatori ed altri molti uomini illustri. Monumenti della piet\u00e0 dei Priuli sono varie chiese da essi restaurate od abbellite, tra cui quelle di san Pietro di Castello, di san Lorenzo, di san Domenico e del Santissimo Salvatore. Una linea di questa casa god\u00e9 la contea di Sanguinetto nel Veronese, e tutta poi us\u00f2 per arme uno scudo palleggiato d&#8217;oro e di azzurro di sei pezzi, sotto un capo vermiglio.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 10pt;\">Doge Lorenzo nacque nel 1480 da Luigi, e nel 1511, per avere prestato sei libbre d&#8217;oro alla patria, in occasione della guerra contro i confederati a Cambrai, ottenne la carica di savio agli ordini, a cui non poteva giungere per la sua giovinezza. Fu quindi insignito della dignit\u00e0 di cavaliere, e, nel 1523, spedito ambasciatore a Carlo V imperatore; e due anni appresso mandato nella stessa qualit\u00e0 nella Spagna. Copr\u00ec poi le cariche di consigliere, nel 1533; di luogotenente di Udine, nel 1537; di capitano di Padova, nel 1544, e nel 1552, nella stessa qualit\u00e0 a Verona: poi, nel 1554, fu di nuovo consigliere, correttore delle leggi, ed ambasciatore a papa Paolo IV, e finalmente eletto doge, come pi\u00f9 sopra dicemmo. Fu lodato il Priuli dagli storici per prudenza, piet\u00e0 e dottrina, e quale appassionato raccoglitore di antiche medaglie, ai quei tempi quasi il solo; somministrandone, massime al Vico, in gran copia, per cui questo pot\u00e9 arricchire ed illustrare le sue opere numismatiche. Oltre il ritratto di lui esistente nel fregio della sala dello Scrutinio, si vede la sua immagine, unitamente a quella di suo fratello Girolamo, che lo segu\u00ec nella ducea, prostrata davanti al Salvatore in gloria, sopra la porta d&#8217;ingresso della sola di Pregadi, dipinta da Iacopo Palma Juniore. <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 10pt;\">(b) Il monumento dei dogi fratelli Lorenzo e Girolamo Priuli, fu per disposizione testamentaria ordinato da Lodovico, figlio dell&#8217;ultimo. Desso \u00e9 veramente magnifico, ornato di colonne di cipollino con basi e capitelli di bronzo. Disposto negli intercolunni, in due ordini, il superiore accoglie entro nicchie, fiancheggiate da colonne di paragone due simulacri dei santi Lorenzo e Girolamo, omonimi dei principi: nell&#8217;inferiore si eleva i due lettisterni, sopra i quali giacciono le statue dei defunti, coperti dei paludamenti ducali, posti ad oro. Architetto di esso monumento fu Cesare Franco, e scultore Giulio Dal Moro. <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">(1) Il Palazzo Ducale di Venezia Volume IV. Francesco Zanotto. Venezia MDCCCLXI<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Lorenzo Priuli Doge LXXXII. Anni 1556-1559 (a) Fra le pubbliche acclamazioni di gioia, il d\u00ec 14 giugno 1556, Lorenzo Priuli, veniva assunto al principato; e fu s\u00ec caro alla moltitudine, che festeggi\u00f2 solennemente l'ingresso in palazzo e la coronazione in duchessa della di lui moglie Zilia Dandolo; funzione che dal tempo di Pasquale Malipiero, cio\u00e8 [...]","protected":false},"author":2,"featured_media":58138,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"ngg_post_thumbnail":0,"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_feature_clip_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":false,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","default_image_id":0,"font":"","enabled":false},"version":2},"jetpack_post_was_ever_published":false},"categories":[1029],"tags":[3050,3049,2623,2619],"class_list":["post-58097","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","category-dogi","tag-https-www-conoscerevenezia-it-p58097","tag-lorenzo-priuli","tag-venezia","tag-venice"],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/www.conoscerevenezia.it\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/DSC_0735m.jpg","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.conoscerevenezia.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/58097","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.conoscerevenezia.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.conoscerevenezia.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.conoscerevenezia.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.conoscerevenezia.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=58097"}],"version-history":[{"count":13,"href":"https:\/\/www.conoscerevenezia.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/58097\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":114716,"href":"https:\/\/www.conoscerevenezia.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/58097\/revisions\/114716"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.conoscerevenezia.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/58138"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.conoscerevenezia.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=58097"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.conoscerevenezia.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=58097"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.conoscerevenezia.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=58097"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}