{"id":54328,"date":"2020-05-02T05:30:38","date_gmt":"2020-05-02T05:30:38","guid":{"rendered":"https:\/\/www.conoscerevenezia.it\/?p=54328"},"modified":"2020-06-25T16:16:51","modified_gmt":"2020-06-25T16:16:51","slug":"quadro-cronologico-dei-fatti-veneziani-dalla-fondazione-alla-caduta-della-repubblica","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.conoscerevenezia.it\/?p=54328","title":{"rendered":"Quadro cronologico dei fatti Veneziani, dalla fondazione alla caduta della Repubblica"},"content":{"rendered":"\n<h3>Quadro cronologico dei fatti Veneziani, dalla fondazione alla caduta della Repubblica<\/h3>\n<p><style type=\"text\/css\" media=\"screen\"> a.elenchi:link { color:#12488e; text-decoration: none; } a.elenchi:visited { color:#12488e; text-decoration: none; }  a.elenchi:hover { color:#008080; text-decoration: underline; } a.elenchi:active { color:#12488e; text-decoration: underline; } <\/style><\/p>\n<p><span style=\"text-decoration: underline;\"><strong>V SECOLO<\/strong> <\/span><\/p>\n<ul style=\"text-align: justify;\">\n<li>402\/403 I <em>Goti<\/em> sotto la condotta di <strong>Alarico<\/strong> e di <strong>Radagasio<\/strong> entrano in Italia, i <em>Veneti<\/em> fuggono nelle lagune.<\/li>\n<li>408 <em>Vandali<\/em> ed <em>Alani<\/em>, passato il Reno, discendono in Italia.<\/li>\n<li>413 Origine seconda dei <em>Veneziani<\/em> per il saccheggio di Padova fatto da <strong>Alarico<\/strong>.<\/li>\n<li>418 Fuoco che in <em>Rialto<\/em> incendia la <em>chiesa di San Giacomo<\/em>, che nel 421 viene riedificata.<\/li>\n<li>452 <strong>Attila<\/strong>, assedia <em>Aquileia<\/em>, terza fuga dei <em>Veneti<\/em>. Gli <em>Aquileiesi<\/em> a <em>Grado<\/em>; i concordiesi a <em>Caorle<\/em>; gli altinati a <em>Torcello<\/em>, <em>Burano<\/em>, <em>Mazzorbo<\/em>, <em>Ammiana<\/em>, <em>Costanziaco<\/em>; i patavini a <em>Rivoalto<\/em> e <em>Malamocco<\/em>.<\/li>\n<li>497 <strong>Cassiodoro<\/strong>, a nome di <strong>Teodorico<\/strong>, ricerca i <em>Veneziani<\/em> per indurli a prestargli assistenza con i loro navigli.<\/li>\n<\/ul>\n<p><span style=\"text-decoration: underline;\"><strong>VI SECOLO<\/strong> <\/span><\/p>\n<ul style=\"text-align: justify;\">\n<li>501 Molti <em>Veneziani<\/em>, ritornano in terra ferma.<\/li>\n<li>541 Cresciuta la popolazione nelle isole sono posti in ciascuna di esse i tribuni per amministrare la giustizia.<\/li>\n<li>551 <strong>Narsete<\/strong>, capitano dell&#8217;impero orientale chiede aiuti ai <em>Veneziani<\/em>, e per l&#8217;aiuto ricevuto edifica le chiese dei <em>Santi Teodoro<\/em> e <em>Gemimiano.<\/em><\/li>\n<li>569 I <em>Longobardi<\/em> di <strong>Alboino<\/strong>, chiamati dalla <em>Pannonia<\/em> da <strong>Narsete<\/strong>, spingono nuovi rifugiati nelle lagune.<\/li>\n<li>570 <strong>Paolo<\/strong>, prelato di <em>Aquileia<\/em>, trasporta la sua sede a <em>Grado<\/em>.<\/li>\n<li>574 <em>Dieci Tribuni<\/em> creati per il governo delle isole.<\/li>\n<li>578 <strong>Longino<\/strong>, <em>esarca<\/em> di <em>Ravenna<\/em>, viene a <em>Rialto<\/em> e dai navigli veneziani \u00e8 accompagnato a <em>Costantinopoli<\/em>.<\/li>\n<li>582 <em>Grado<\/em> \u00e8 fatta la metropoli della Venezia e dell&#8217;Istria.<\/li>\n<\/ul>\n<p><span style=\"text-decoration: underline;\"><strong>VII SECOLO<\/strong> <\/span><\/p>\n<ul style=\"text-align: justify;\">\n<li>630 <strong>Rotario<\/strong> re dei <em>Longobardi<\/em> distrugge <em>Oderzo<\/em>, e <em>San Magno vescovo<\/em> di quella chiesa, condotto il suo popolo alle lagune, edifica la citt\u00e0 di <em>Eraclea<\/em>.<\/li>\n<li>650 Due tribuni, vengono aggiunti ai dieci, cosicch\u00e9 sono dodici in tutto nel governo delle isole.<\/li>\n<li>697 <strong>Paoluccio Anafesto<\/strong> doge I. Riuniti i cittadini ad <em>Eraclea<\/em> elessero il nuovo principe al quale venne imposto il titolo di <em>Duce<\/em>, il popolo converte il titolo in <em>Doxe o <\/em><em>Doge<\/em>. Il Doge doveva: convocare e presiedesse l&#8217;assemblea, a lui superiore per autorit\u00e0, eleggere i tribuni e gli altri giudici, convocare i consigli del clero, ed i comizi di questo e del popolo per la elezione dei vescovi e dei parrochi, disporre delle forze dello Stato, fare la guerra e la pace di consenso ed accordo dell&#8217;assemblea, avere l&#8217;autorit\u00e0 esecutiva delle leggi, ecc. Vengono spediti degli ambasciatori per ottenere dal papa <strong>Sergio I<\/strong> il diritto del popolo <em>Veneziano<\/em> di eleggere i propri Dogi. Viene stretta l&#8217;alleanza con il re dei <em>Longobardi<\/em> <strong>Liutprando<\/strong>.<\/li>\n<\/ul>\n<p><span style=\"text-decoration: underline;\"><strong>VIII SECOLO<\/strong> <\/span><\/p>\n<ul style=\"text-align: justify;\">\n<li>717 Il doge <strong>Paoluccio Anafesto<\/strong> passa a miglior vita ad <em>Eraclea<\/em>. <strong>Marcello Tegalliano<\/strong> doge II. Protezione dei <em>Veneziani<\/em> del <em>patriarca di Grado<\/em> <strong>Donato<\/strong> contro il <em>patriarca di Aquileia<\/em> <strong>Sereno.<\/strong><\/li>\n<li>726 Il doge <strong>Marcello Tegalliano<\/strong> muore, viene sepolto ad <em>Eraclea<\/em>. <strong>Orso Ipato <\/strong>doge III, esercita i giovani alla ginnastica. L&#8217;imperatore <strong>Leone III I&#8217;Isaurico<\/strong>, emana l&#8217;editto contro il culto delle immagini sante, rottura fra l&#8217;imperatore e papa <strong>Gregorio II<\/strong>. Nel disordine che ne segue <strong>Liutprando<\/strong> re dei <em>Longobardi, <\/em>in lega con il Papa, assedia <em>Ravenna<\/em> e la <em>Pentapoli<\/em>: <em>Rimini<\/em>, <em>Pesaro<\/em>, <em>Fano<\/em>, <em>Umana<\/em> ed <em>Ancona<\/em>. L&#8217;esarca <strong>Paolo<\/strong> chiede soccorso al doge, che allestita un&#8217;armata espugna <em>Ravenna<\/em> e rimette l&#8217;esarca in sede.<\/li>\n<li>736-737 Guerra civile tra <em>Eraclea<\/em> ed <em>Equilio<\/em> (Jesolo) in cui il doge <strong>Orso Ipato<\/strong>, parziale agli <em>Eracliani<\/em>, viene ucciso in un tumulto.<\/li>\n<li>737\u2013742 In luogo del doge, il supremo potere viene affidato ad un magistrato militare, il <em>Maestro dei militi<\/em>. Si susseguono cinque maestri: <strong>Domenico<\/strong>, soprannominato <strong>Leone<\/strong> pel suo valore nelle armi; <strong>Felice Cornicola<\/strong>, uomo umile e pacifico;<strong> Diodato<\/strong>, figlio di <strong>Orso<\/strong>, che sapiente ed ottimo ben resse lo Stato; <strong>Giuliano<\/strong>, o <strong>Gioviano Cepario<\/strong>, che ebbe dall&#8217;imperatore il titolo d&#8217; <strong>Ipato, <\/strong>per avere rimesso in sede l&#8217;esarca di Ravenna; <strong>Giovanni Fabriciazio<\/strong>, questi riaccende per malvagio intendimento la guerra fra <em>Eraclea<\/em> ed <em>Equilio<\/em>, e per questo si ritorna alla nomina di un doge.<\/li>\n<li>742 L&#8217;assemblea spostata a <em>Malamocco<\/em>, isola di quei tempi maggiore delle altre, elegge <strong>Deodato o Teodato Ipato<\/strong> figlio di <strong>Orso<\/strong>, gi\u00e0 <em>Maestro dei militi<\/em>, doge IV.<\/li>\n<li>754 Il nuovo doge, rinnova con i <em>Longobardi<\/em> i patti e conferma i confini gi\u00e0 stabiliti tra <strong>Liutprando<\/strong> ed <strong>Anafesto<\/strong>, e fortifica con castelli le imboccature dei fiumi (<em>Brondolo<\/em>). Nuove discordie tra le famiglie degli <strong>Obeleri<\/strong> di <em>Malamocco<\/em>, dei <strong>Villonici<\/strong> e <strong>Barbaromani<\/strong> di <em>Eraclea<\/em> e dei <strong>Gauli<\/strong> di <em>Equilio<\/em>. <strong>Galla Gaulo <\/strong>assale a <em>Brondolo<\/em> il doge e lo depone<strong>.<\/strong><\/li>\n<li>755 <strong>Galla Gaulo<\/strong> doge V, occupa, senza elezione, e con la forza si sostiene per oltre un anno nell&#8217;usurpato dominio. Abborrito dal popolo, il quale ordisce una segreta congiura, e levatosi in armi, cinge <em>Malamocco<\/em>, prende <strong>Galla Gaulo<\/strong>, ed abbacinatolo, lo caccia in esilio.<\/li>\n<li>756 <strong>Domenico Monegario<\/strong> doge VI, cittadino di <em>Malamocco<\/em>, uomo di carattere pressoch\u00e9 simile all&#8217;antecessore; al cui fianco posero i <em>Veneziani<\/em> due tribuni annuali, <strong>Candian Candiano<\/strong>, e <strong>Agnello od Angelo Partecipazio<\/strong>, onde limitarne il potere. Dopo otto anni di mal tenuto governo venne deposto.<\/li>\n<li>764 Radunatosi clero e nobili in assemblea a <em>Malamocco<\/em> venne eletto <strong>Maurizio Galbajo<\/strong> doge VII, uomo di grande ingegno, peritissimo in ogni scienza politica, prudente, chiaro per la integrit\u00e0 del vivere. L&#8217;<em>isola di Rivoalto<\/em> di questi tempi unita per via di ponti con le isolette circostanti, e pi\u00f9 salubre, pi\u00f9 sicura e pi\u00f9 popolata delle altre. Il doge associa <strong>Giovanni<\/strong> suo figlio, con licenza del popolo, alla ducea.<\/li>\n<li>774 Viene eretto un vescovato nell&#8217;isola di Castello, od Olivolo.<\/li>\n<li>775 Soccorso dato da <em>Veneziani<\/em> a <strong>Carlo Magno<\/strong> per sconfiggere <strong>Desiderio<\/strong> re dei <em>Longobardi<\/em>.<\/li>\n<li>787 Morte del doge <strong>Maurizio Galbajo<\/strong>. <strong>Giovanni Galbajo<\/strong>, figlio di <strong>Maurizio<\/strong>, gi\u00e0 dato per compagno al padre, \u00e8 fatto doge VIII. <strong>Giovanni<\/strong> governa assieme al figlio <strong>Maurizio<\/strong>, i <em>Veneziani<\/em> hanno due dogi i quali governano come dei tiranni.<\/li>\n<li>793 <strong>Maurizio Galbajo<\/strong>, figlio del doge <strong>Giovanni<\/strong>, per commessione del padre fa precipitare da una torre, a <em>Grado<\/em>, il patriarca <strong>Giovanni<\/strong>. <strong>Maurizio<\/strong>, stimando di calmare l&#8217;ira pubblica, elegge poi <em>patriarca di Grado<\/em>, <strong>Fortunato<\/strong> nipote dell&#8217;estinto.<\/li>\n<\/ul>\n<p><span style=\"text-decoration: underline;\"><strong>IX SECOLO<\/strong> <\/span><\/p>\n<ul style=\"text-align: justify;\">\n<li>804 Guerra civile di <em>Malamocco, <\/em>i vecchi dogi si fuggono. Il tribuno <strong>Obelerio<\/strong> <strong>Antenoreo<\/strong> doge IX. <strong>Obelerio <\/strong>chiede di potere associare al governo suo fratello <strong>Beato<\/strong>. Continuano le discordie tra gli abitanti di <em>Eraclea<\/em> e quelli di <em>Equilio<\/em>, sicch\u00e9 rimane quasi distrutta <em>Eraclea<\/em>.<\/li>\n<li>807 <b>Valentino Antenoreo<\/b> fratello di <strong>Obelerio<\/strong> viene associato al governo, tre dogi in un tempo. <strong>Obelerio<\/strong> <strong>Antenoreo<\/strong> \u00e8 relegato a <em>Costantinopoli<\/em> sul sospetto che fosse d&#8217;intelligenza con <strong>Pipino<\/strong>.<\/li>\n<li>809 Guerra di <strong>Pipino<\/strong> re d&#8217;Italia contro i <i>Veneziani<\/i>, egli prende <em>Malamocco<\/em>, e volendo passar a <em>Rialto<\/em>, \u00e8 rotto all&#8217;<em>Albiola<\/em> o <em>Portosecco<\/em>. (dipinto di <strong>Andrea Vicentino<\/strong>, nella <em>sala dello Scrutinio<\/em>). La sede ducale viene trasportata da <em>Malamocco<\/em> a <em>Rialto<\/em>.<\/li>\n<li>810 <strong>Obelerio<\/strong> e <strong>Beato<\/strong>, vengono confinati il primo a <em>Costantinopoli<\/em>, l&#8217;altro a <em>Zara<\/em>, <strong>Valentino<\/strong>, non temuto per la sua giovinezza, rimane a Venezia spoglio di ogni potere. <strong>Angelo<\/strong> <strong>Partecipazio<\/strong>, ovvero <strong>Badoaro<\/strong>, detto <strong>Agnello<\/strong>, viene eletto doge X. A frenare l&#8217;ampia autorit\u00e0 del doge, vennero eletti due tribuni per amministrare la giustizia civile e criminale; i primi tribuni furono <strong>Vitale Michiel<\/strong> e <strong>Pantaleone Giustinian<\/strong>. S&#8217;istituisce il <em>Primicerio<\/em> nella cappella di Rialto. Le isole della nuova sede ducale, nella pi\u00f9 tarda stagione chiamata VENEZIA, comprendono le isolette di<em> Olivolo<\/em>, <em>Luprio<\/em>, <em>Gemine<\/em>, <em>Dorsoduro<\/em>, <em>Spinalunga<\/em>, ecc.<\/li>\n<li>814 <strong>Angelo Partecipazio<\/strong> inizia la fabbrica del Palazzo Ducale, costruisce le <em>chiese di San Zaccaria<\/em>, di <em>San Severo<\/em> e di <em>San Lorenzo<\/em>, e moltissimi ponti di legno, alfine di unire le minori alle maggiori isolette. Rifabbrica la <em>badia di San Michele<\/em> o <em>della Trinit\u00e0<\/em> di <em>Brondolo<\/em>, protegge e incoraggia le genti di <em>Chioggia<\/em>, di <em>Brondolo<\/em>, di <em>Pellestrina<\/em>, di <em>Albiola<\/em> e di altri luoghi, che a quelle facevano ritorno. Associa nel dogato <strong>Giovanni<\/strong> suo figlio minore, che viene poi mandato in esilio da <strong>Giustiniano<\/strong> figlio maggiore.<\/li>\n<li>827 Morte del doge <strong>Angelo Partecipazio<\/strong>, ottiene sepoltura nell&#8217;a<em>bbadia dei Santi Ilario e Benedetto<\/em>, posta sul margine della laguna, fra la distrutta <em>Abondia<\/em>, e <em>Lizza-Fusina<\/em>. <strong>Giustiniano Partecipazio<\/strong>, doge XI, revoca suo fratello <strong>Giovanni<\/strong> dall&#8217;esilio di <em>Costantinopoli<\/em> e lo collega nel ducato.<\/li>\n<li>828 Il <em>corpo di San Marco<\/em> evangelista da <em>Alessandria<\/em> \u00e8 portato a Venezia, si principia la <em>Basilica di San Marco<\/em>. Da quel momento \u00e8 acclamato SAN MARCO <em>protettore della citt\u00e0<\/em>. <em>Saraceni<\/em> assaltano la Sicilia difesa dall&#8217;armata veneziana per l&#8217;imperatore Greco.<\/li>\n<li>829 <strong>Giovanni Partecipazio<\/strong>, doge XII, continua l&#8217;edificazione della <em>chiesa di San Marco<\/em>. <strong>Obelerio<\/strong>, toltosi dall&#8217;esilio di <em>Costantinopoli<\/em>, entra nello estuario: si ricovera nell&#8217;<em>Isola di Vigilia<\/em>; ma il doge lo assale, lo vince, ed lo fa decapitare. Si istituisce nella <em>basilica di San Marco<\/em> la dignit\u00e0 di <em>Primicerio<\/em>.<\/li>\n<li>837 Dopo molti torbidi il doge <strong>Giovanni<\/strong>, \u00e8 attaccato dalla fazione <em>Massalizia<\/em> a lui contraria, e muore relegato a <em>Grado<\/em>. <strong>Pietro Tradonico<\/strong>, doge XIII, collega nel principato <strong>Giovanni<\/strong> suo figliuolo che premuore al padre.<\/li>\n<li>839 Guerra contro i <em>Narentani<\/em> pirati dell&#8217;Adriatico, la flotta \u00e8 capitanata dal doge stesso.<\/li>\n<li>848 I <em>Saraceni<\/em> assediano <em>Taranto<\/em>: i <em>Veneziani<\/em> aiutano con una flotta, comandata dal figlio del doge, <strong>Teofilo<\/strong> imperatore, ma Greci e <em>Veneziani<\/em> sono rotti a Crotone.<\/li>\n<li>856 <strong>Benedetto III<\/strong> pontefice viene a Venezia e visita la <em>chiesa di San Zaccaria<\/em>. E di questi tempi il dono del primo CORNO DUCALE fatto al doge dall&#8217; <em>abbadessa di San Zaccaria<\/em>, <strong>Agnese Morosini<\/strong>.<\/li>\n<li>864 Morte del doge <strong>Pietro Tradonico,<\/strong> assassinato mentre esce dalla <em>chiesa di San Zaccaria<\/em>, viene tumulato nell&#8217;atrio di quella chiesa. <strong>Orso I Partecipazio<\/strong> doge XIV, dona all&#8217;imperatore di Oriente dodici campane. Guerra contro gli <i>Slavi<\/i>, illustre vittoria navale dal doge.<\/li>\n<li>867 I <em>Saraceni<\/em> si gettano ancora nella Dalmazia, sino a <em>Grado<\/em>; ma i nostri, guidati dal doge <strong>Orso<\/strong>, li respingono.<\/li>\n<li>868 Il doge <strong>Orso<\/strong> \u00e8 scelto dall&#8217;imperatore <strong>Basilio il Macedone<\/strong> a comandare la flotta greco-veneziana, contro i <em>Saraceni<\/em>, e venuto allo scontro presso <em>Taranto<\/em> li vince.<\/li>\n<li>876 <strong>Giovanni<\/strong> figliuolo del predetto <strong>Orso<\/strong>, per la sua bont\u00e0, \u00e8 fatto collega del padre nel principato.<\/li>\n<li>880 Gli <em>Slavi-Croati<\/em> invadono l&#8217;<em>Istria,<\/em> cadono in poter loro <em>Cittanuova<\/em>, <em>Umago<\/em>, <em>Rovigno<\/em>, <em>Muggia<\/em> ed altre citt\u00e0, che rimangono desolate. <strong>Orso<\/strong><br>allestisce una flotta e li incontra e li sconfigge. Tornato in patria, il doge glorioso volse l&#8217;animo a reprimere il molte volte dannato commercio degli schiavi. Concordia tra i <em>Veneziani<\/em> ed il <em>patriarca di Aquileia<\/em>.<\/li>\n<li>881 Morte del doge <strong>Orso I Partecipazio<\/strong>, viene sepolto nella <em>chiesa di San Zaccaria<\/em>. <strong>Giovanni II Partecipazio<\/strong> doge XV. Guerra di <em>Comacchio<\/em> per aver quegli abitanti ferito <strong>Badoaro<\/strong> fratello del doge. Il doge in vendetta arde la citt\u00e0, e dopo una gravissima malattia, associa <strong>Pietro<\/strong> suo fratello nel dogato; ma morto <strong>Pietro<\/strong>, lo sostituisce con un altro fratello.<\/li>\n<li>887 Morte del <strong>doge Giovanni II Partecipazio<\/strong>. <strong>Pietro I Candiano<\/strong> ovvero <strong>Sanuto<\/strong>, doge XVI. I <em>Narentani<\/em> infestano ancora l&#8217;Adriatico; il doge si muove contro loro, ma muore nell&#8217;azione, ed il suo corpo \u00e8 portato a <em>Grado<\/em>.<\/li>\n<li>888 <strong>Pietro Tribuno Memo<\/strong> doge XVII, nipote al predetto.<\/li>\n<\/ul>\n<p><strong><span style=\"text-decoration: underline;\">X SECOLO <\/span><\/strong><\/p>\n<ul style=\"text-align: justify;\">\n<li>903 Gli <em>Ungheri<\/em>, dopo aver fatti gravissimi danni all&#8217;Italia si voltano contro i <em>Veneziani<\/em>, e penetrano sino a <i>Lissa-Fusina e a Sant&#8217;Ilario, <\/i>passando quindi ad occupare<i> Capodargine, Loredo, Brondolo <\/i>e le due<i> Chioggie, <\/i>stendendosi fino al porto di <i>Albiola<\/i>, ma sono rotti dal doge nel 906.<\/li>\n<li>912 Morte del doge <strong>Pietro Tribuno Memo<\/strong>, viene sepolto nella <em>chiesa di San Zaccaria<\/em>. <strong>Orso II Partecipazio<\/strong> doge XVIII, soprannominato <strong>Paureta, <\/strong>dal che si vede come i <em>Veneziani<\/em>, si valevano, gi\u00e0 allora, anche dei soprannomi. <strong>Rodolfo di Borgogna<\/strong>, re d&#8217;Italia e imperatore conferma alla Repubblica la licenza di battere moneta propria.<\/li>\n<li>932 Il doge <strong>Orso II Partecipazio<\/strong> si spoglia delle insegne ducali e si ritira nel <em>monastero di Santo Felice<\/em> nell&#8217;<em>isola di Ammiana<\/em>, ove poco dopo muore in odore di santit\u00e0. <strong>Pietro II Candiano<\/strong>, figliuolo di <strong>Pietro<\/strong> doge XIX. <strong>Wintkero<\/strong>, marchese allora dell&#8217;<em>Istria<\/em>, confisca le terre dei <em>Veneziani<\/em>, la Repubblica risponde bloccando tutti i traffici e le comunicazione con l&#8217;<em>Istria<\/em>, poi su istanza di <strong>Marino Contarini<\/strong> <em>patriarca di Grado<\/em> gli accordata la pace. Guerra contro la citt\u00e0 di <em>Comacchio<\/em> i cui abitanti pirateggiavano il golfo.<\/li>\n<li>935 Viene attribuito a questi tempi il ratto delle spose veneziane. Si portavano le spose con gli sposi nell&#8217;ultimo giorno di gennaio, nella cattedrale di <em>Olivolo<\/em>. Non era ignota questa tradizione ai <em>Triestini<\/em> o ai pirati <em>Narentani<\/em>, per cui spinti da cupidigia entrarono nel sacro recinto e rapirono le spose. Fuggono i pirati fino a <em>Caorle<\/em>, qui vengono raggiunti dai <em>Veneziani<\/em> e sopraffatti.<\/li>\n<li>939 Muore il doge <strong>Pietro II Candiano<\/strong>. <strong>Pietro Partecipazio Badoaro<\/strong>, doge XX.<\/li>\n<li>942 Muore il doge <strong>Pietro Partecipazio Badoaro<\/strong>, viene sepolto nella <em>chiesa di San Felice<\/em> nell&#8217;<em>isola Ammiana<\/em>. <strong>Pietro III Candiano<\/strong>, doge XXI.<\/li>\n<li>943 Contro le pretensioni di <strong>Lupo<\/strong> patriarca di Aquileia, la Repubblica risponde bloccando tutti i traffici, specialmente del sale, e le comunicazione con il Friuli, ci\u00f2 valse al patriarca di chiedere la pace.<\/li>\n<li>948 Guerra contro i <em>Narentani <\/em>che infestano<i> il Golfo<\/i>, ed \u00e8 fatta la pace.<\/li>\n<li>956 Il doge si collega nel principato con <strong>Pietro<\/strong> suo figliuolo, soffre per esso molte amarezze che gli costano la vita, il figlio viene esiliato.<\/li>\n<li>959 Muore il doge <strong>Pietro III Candiano<\/strong>, viene sepolto nella <em>chiesa di Sant&#8217;Ilario in isola<\/em>. <strong>Pietro IV Candiano<\/strong> richiamato dall&#8217;esilio, \u00e8 fatto doge XXII.<\/li>\n<li>976 Cresciuta in <strong>Pietro<\/strong> l&#8217; ambizione, viene odiato dal popolo, che si rivolta e bruciano il <em>Palazzo Ducale<\/em> e la <em>Basilica<\/em> e lo giustiziano. <strong>Pietro I Orseolo<\/strong>, santo, doge XXIII. Viene rinnovata la <em>Basilica di San Marco<\/em> e restaurato <em>Palazzo Ducale<\/em> dai danni sofferti dall&#8217;incendio.<\/li>\n<li>978 La piet\u00e0 e religione del doge lo induce ad erigere un ospedale sulla pubblica piazza, affine di ricoverare i pellegrini, poi abbandona il trono e la patria per raccogliersi in Dio. <strong>Vitale Candiano<\/strong>, doge XXIV.<\/li>\n<li>979 Il doge <strong>Vitale Candiano<\/strong> rinuncia al mondo e veste le sacre lane nel <em>monastero dei Santi Benedetto ed Ilario<\/em>. <strong>Tribuno Memo<\/strong> doge XXV.<\/li>\n<li>982 Guerra civile di <strong>Stefano Caloprimo<\/strong> che mandato in esilio si ripara a Verona.<\/li>\n<li>983 Moti di <strong>Caloprino<\/strong>, assecondato dall&#8217;imperatore <strong>Ottone<\/strong>, contro la patria. Morto quell&#8217;imperatore, <strong>Caloprino<\/strong>, con l&#8217;interposizione dell&#8217;imperatrice vedova, ritorna in Venezia.<\/li>\n<li>991 Nuove discordie tra i <strong>Morosini<\/strong> ed i <strong>Caloprini<\/strong>, e non sapendo frenarle, il doge \u00e8 forzato a prendere l&#8217;abito monastico, e muore di dolore. <strong>Pietro II Orseolo<\/strong>, doge XXVI.<\/li>\n<li>998 I <em>Dalmati<\/em> implorano l&#8217;aiuto de <em>Veneziani<\/em> contro le infestazioni degli <em>Slavi-Croati<\/em> e dei <em>Narentani<\/em>. Un&#8217;armata capitanata dal doge, li sconfigge e molte citt\u00e0 della <em>Dalmazia<\/em> si danno alla repubblica. <strong>Ottone<\/strong> imperatore viene a Venezia segretamente.<\/li>\n<\/ul>\n<p><span style=\"text-decoration: underline;\"><strong>XI SECOLO<\/strong> <\/span><\/p>\n<ul style=\"text-align: justify;\">\n<li>1005 Guerra contro i <em>Saraceni<\/em> in favore di papa <strong>Giovanmi XVIII,<\/strong> il doge li vince a <em>Bari<\/em>.<\/li>\n<li>1007 Pestilenza fierissima in Venezia.<\/li>\n<li>1008 Morte del doge <strong>Pietro II Orseolo<\/strong>, viene sepolto nella <em>chiesa di San Zaccaria. <\/em><strong>Ottone Orseolo<\/strong>, figlio del predetto, \u00e8 fatto doge XXVII.<\/li>\n<li>1015 Guerra contro gli <em>Adriesi<\/em> per i confini da essi pretesi, <strong>Pietro I<\/strong> vescovo di <em>Adria<\/em> si reca a Venezia a chiedere perdono.<\/li>\n<li>1018 Guerra contro <strong>Cresimiro<\/strong> capo degli <em>Slavi-Croati<\/em>, e vittoria riportata dal doge.<\/li>\n<li>1023 Il patriarca di Aquileia <strong>Pepone<\/strong> occupa e saccheggia <i>Grado<\/i>, ma la ricupera il doge, rimettendo sulla sede lo scacciato patriarca <strong>Orso Orseolo<\/strong>.<\/li>\n<li>1026 Viene deposto ed esiliato a <em>Costantinopoli<\/em> il doge <b>Ottone Orseolo<\/b>. <b>Pietro<\/b> <b>Centranico<\/b> doge XXVIII.<\/li>\n<li>1032 Non pi\u00f9 gradito <strong>Pietro Centranico<\/strong> viene esiliato a <em>Costantinopoli<\/em>, e viene richiamato <strong>Ottone Orseolo<\/strong>. In attesa del suo rientro <strong>Orso Orseolo<\/strong> <em>vescovo di Grado<\/em> occupa per quattordici mesi il ducato, fino alla notizia della morte di <strong>Ottone<\/strong> avvenuta a <em>Costantinopoli<\/em>. <strong>Domenico Orseolo <\/strong>si vale della generale agitazione del popolo per occupare il seggio ducale, ma dura un giorno, poi si rifugia a Ravenna. <strong>Domenico Flabanico<\/strong>, doge XXIX, bandisce la famiglia <em>Orseola. <\/em>Viene vietato al doge associarsi al trono ed eleggersi a successore il proprio figliuolo o il fratello. Quasi tutte le citt\u00e0 dalmate, e forse anche quelle dell&#8217; Istria, si allontanano dalla Repubblica.<\/li>\n<li>1040 Concilio nazionale celebrato in Venezia per alcuni punti di ecclesiastica disciplina.<\/li>\n<li>1042 Muore il doge <strong>Domenico Flabanico<\/strong>, viene tumulato nella <em>chiesa di Santa Croce<\/em> o nella <em>chiesa di San Zaccaria<\/em>.<\/li>\n<li>1043 <strong>Domenico Contarini<\/strong>, doge XXX. <em>Zara<\/em> che si \u00e8 data a <strong>Salomone<\/strong> re d&#8217;Ungheria, \u00e8 ricuperata dal doge. <em>Grado<\/em> \u00e8 ancora occupata dal <em>patriarca di Aquileia<\/em>.<\/li>\n<li>1049 <strong>Leone IX<\/strong> viene a Venezia a visitare il <i>corpo di San Marco<\/i>, viene al papa intitolata la <i>chiesa di Santa Caterina<\/i> che si chiama <em>San Leone<\/em> o <i>San Lio<\/i>. <em>Grado<\/em> viene ripresa dai <em>Veneziani<\/em>, ma per i danni sofferti i suoi patriarchi trasportano la loro residenza poco lontano dalla <em>chiesa di San Giovanni Elemosinario a Rialto<\/em>, ove possiedono un palazzo.<\/li>\n<li>1050 <strong>Cresimiro<\/strong> re dei <em>Croati<\/em>, istiga alla ribellione <em>Zara<\/em>, il doge arma una flotta e costringe la citt\u00e0 all&#8217;osservanza dei patti.<\/li>\n<li>1053 Fondazione del <em>monastero e della chiesa del Lido<\/em>, intitolata a <em>San Nicol\u00f2<\/em> vescovo di Mira.<\/li>\n<li>1071 Muore il doge <strong>Domenico Contarini<\/strong>, viene sepolto nella <em>chiesa di San Nicol\u00f2 del Lido<\/em>. A questo doge si deve la riduzione la <em>Basilica di San Marco<\/em> nella forma attuale. <strong>Domenico Selvo<\/strong>, doge XXXI<\/li>\n<li>1072 Viene portata a compimento la fabbrica della <em>Basilica di San Marco<\/em>.<\/li>\n<li>1080 Guerra dei <em>Veneziani<\/em> in favore di <strong>Alessio Comneno<\/strong> imperatore greco contro <strong>Roberto Guiscardo<\/strong> re di Puglia, assedio di <em>Durazzo<\/em> da parte dei <em>Normanni<\/em> respinto dai <em>Veneziani<\/em>. Guerra contro <strong>Roberto Guiscardo<\/strong>, che grazie al tradimento di <strong>Pietro Contarini<\/strong> sconfigge i <em>Greci<\/em> e i <em>Veneziani<\/em>.<\/li>\n<li>1085 Morte del doge <strong>Domenico Selvo<\/strong>, viene sepolto nell&#8217;atrio della <i>Basilica di San Marco<\/i>. Durante la ducea del <strong>Selvo<\/strong> \u00e8 rinnovata l&#8217;antica chiesa di <em>San Giacomo di Rialto<\/em>. <strong>Vital Faliero<\/strong>, doge XXXII. Nuova battaglia tra <strong>Roberto Guiscardo<\/strong> e i <em>Veneziani<\/em>, che tra <em>Corf\u00f9<\/em> e <em>Butrint\u00f2<\/em>, sgominano e disperdono la flotta dei <em>Normanni<\/em>.<\/li>\n<li>1094 Consacrazione della <i>Basilica di San Marco<\/i>.<\/li>\n<li>1096 Muore il doge <strong>Vital Faliero<\/strong> quando la citt\u00e0 viene percossa da un fiero incendio, da bufera impetuosissima, da un forte terremoto e da una fame crudele. <strong>Vital Michele<\/strong> doge XXXIII. Guerra d&#8217;Istria.<\/li>\n<li>1097 I <em>Veneziani<\/em> partecipano con una poderosa flotta alla prima crociata. Nelle acque di <em>Licia<\/em>, presa terra a <em>Mira<\/em>, i <em>Veneziani<\/em> acquistano i corpi di santi <em>Teodoro martire<\/em> e <em>Nicolao<\/em>, zio dell&#8217;altro <em>Nicol\u00f2<\/em> protettore dei marinai. I <em>Veneziani<\/em> assaltano per mare il castello di <em>Caifa<\/em>.<\/li>\n<li>1098 Il <em>corpo di San Nicol\u00f2<\/em> vescovo di <em>Mira<\/em> \u00e8 portato a Venezia.<\/li>\n<\/ul>\n<p><strong>XII SECOLO<\/strong><\/p>\n<ul style=\"text-align: justify;\">\n<li>1101 Viene edificato nel <em>lido di Malamocco<\/em> il tempio ed il <em>cenobio di San Cipriano<\/em>, rovinati poi dalla furia del mare, vengono riedificati nell&#8217; <em>isola di Murano<\/em>.<\/li>\n<li>1102 Un turbine accompagnato da escrescenza stragrande delle acque marinerovina molti edifici, e guaste le mercanzie di parecchi fondaci, con incalcolabile danno. Morte del doge <strong>Vital Michele<\/strong>, viene sepolto nella <em>chiesa di San Zaccaria<\/em>. <strong>Ordelaffo Falier<\/strong>, doge XXXIV.<\/li>\n<li>1104 <strong>Re Baldovino<\/strong> invoca l&#8217;aiuto dei <em>Veneziani<\/em>, i quali si recano in <em>Terra Santa<\/em> con 100 galee, <em>San Giovanni d&#8217;Acri<\/em> (Tolemaide) viene presa e i Veneziani ottengono un&#8217;intera contrada dove dimorare. E&#8217; in questa occasione che si d\u00e0 mano alla fondazione dell&#8217;<em>Arsenale<\/em>.<\/li>\n<li>1105 Il doge ordina a <em>Costantinopoli<\/em> la <em>Pala d&#8217;Oro<\/em> che serve di tavola all&#8217;ara massima della <em>Basilica di San Marco<\/em>. Un incendio che si sviluppa nella <em>contrada dei Santi Apostoli<\/em>, arde la chiesa stessa e si dilata, distrugge altre contrade e parte del <em>Palazzo Ducale<\/em>. Qualche giorno dopo un altro incendio, ancora pi\u00f9 grave, colpisce diverse contrade e diversi edifici tra i quali il <em>cenobio di San Zaccaria<\/em>, facendo perire soffocate cento monache. Sommersione di <em>Malamocco<\/em>, accaduta per terremoto e per le replicate escrescenze delle acque marine, il vescovo <strong>Enrico II Grancavolo<\/strong>, implorava ed ottiene dal doge la facolt\u00e0 di trasferire a <em>Chioggia<\/em> la sua sede.<\/li>\n<li>1110 Guerra prima contro i <i>Padovani<\/i>, vittoria dei <em>Veneziani<\/em> vicino a <i>Sant&#8217;Ilario<\/i> e alla <em>Torre del Bebbe<\/em>.<\/li>\n<li>1116 L&#8217;imperatore <strong>Enrico IV<\/strong> viene a Venezia ed \u00e8 festeggiato solennemente. Guerra di <em>Dalmazia<\/em>, <em>Zara<\/em> \u00e8 ripresa dai <em>Veneziani<\/em> vittoriosi contro il re <strong>Calomanico <\/strong>prima e contro <strong>Stefano II <\/strong>re di Ungheria poi.<\/li>\n<li>1117 Morte del doge <strong>Ordelaffo Falier<\/strong>, durante la difesa di <em>Zara<\/em> (dipinto dell&#8217;<strong>Aliense<\/strong> nel soffitto della <em>sala dello Scrutinio<\/em>), viene sepolto nell&#8217;atrio della <em>basilica di San Marco.<\/em><\/li>\n<li>1118 <strong>Domenico Michel<\/strong>, doge XXXV. Orribile inverno, tale che si pu\u00f2 cavalcare le paludi, e nell&#8217;estate seguente desolava la peste e carestia.<\/li>\n<li>1120 Va a fuoco la <em>chiesa di San Pietro di Castello<\/em>.<\/li>\n<li>1123 I <em>Veneziani<\/em> soccorrono <strong>Baldovino II<\/strong> re di Gerusalemme con una spedizione di 200 navi, il califfo d&#8217;Egitto \u00e8 vinto a <em>Jaffa<\/em> (dipinto di <strong>Santo Peranda<\/strong> nella <em>sala dello Scrutinio<\/em>). Viene posto l&#8217;assedio di <em>Tiro<\/em>, i marinai <em>Veneziani<\/em> del doge <strong>Michel<\/strong> scendono a terra e combattono con i crocesegnati (dipinto di <strong>Antonio Vassilachi<\/strong>, detto l&#8217;<strong>Aliense <\/strong>nella <em>sala dello Scrutinio<\/em>).<\/li>\n<li>1125 Gli <em>Ungheri<\/em> levano alla repubblica <em>Zara<\/em>, ma il doge, partito da <em>Tiro<\/em>, la riprende con altre citt\u00e0 suddite. I greci dell&#8217;imperatore <strong> Giovanni Comneno<\/strong> corrono i mari prendendo le navi dei <em>Veneziani<\/em>, questi prendono <em>Cefalonia<\/em>.<\/li>\n<li>1130 Morte del doge <strong>Domenico Michiel<\/strong>. <strong>Pietro Polani,<\/strong> doge XXXVI.<\/li>\n<li>1133 L&#8217;isola di Veglia si rende tributaria alla Repubblica. Erezione della <em>chiesa di San Marziale<\/em>.<\/li>\n<li>1137 Si ripristina la <em>festa delle Marie<\/em>.<\/li>\n<li>1138 Erezione del <em>monastero di San Daniele<\/em> per opera di <strong>Leone da<\/strong><br><strong>Molino<\/strong>, monaco cisterciense.<\/li>\n<li>1140 Guerra dei <em>Veneziani<\/em> in favore della citt\u00e0 di <em>Fano<\/em> oppressa dalle citt\u00e0 convicine.<\/li>\n<li>1141 <strong>Pietro Gatileso<\/strong> istituisce sotto l&#8217;invocazione di <em>San Clemente<\/em>, in una palude contigua al <i>canal Orfano<\/i> un ospizio per pellegrini.<i><\/i><\/li>\n<li>1145 Guerra contro i <em>Padovani<\/em>, vittoria dei <em>Veneziani <\/em>nel villaggio nominato<em> la Tomba<\/em> non lontano da <em>Gambarare<\/em>.<\/li>\n<li>1146 Su una palude situata fra <em>Murano<\/em> e <em>Mazzorbo<\/em>, si erige, in onore di <em>San Giacomo Apostolo<\/em>, un ospizio per i pellegrini di <em>Terra santa<\/em>.<\/li>\n<li>1148 Morte del doge <strong>Pietro Pollani<\/strong>, viene tumulato nella <em>chiesa di San Cipriano di Murano<\/em>. I <em>Veneziani<\/em> vanno in aiuto all&#8217;imperatore d&#8217;Oriente, contro <strong>Ruggiero<\/strong> re di Sicilia, e a <em>Corf\u00f9<\/em> scacciarono i <em>Siculi<\/em>, non senza orrida strage (dipinto di <strong>Marco Vecellio<\/strong> nella sala nella <em>sala dello Scrutinio<\/em>). <strong>Domenico Morosini<\/strong>, doge XXXVII.<\/li>\n<li>1149 Guerra contro i pirati dell&#8217;<em>Istria<\/em> che danneggiano in mare i Veneziani, <em>Pola<\/em> \u00e8 assalita e in breve ridotta a giurar nuovamente, cos\u00ec come anche <em>Rovigno<\/em>, <em>Parenzo<\/em>, <em>Cittanuova<\/em> ed <em>Umago<\/em>.<\/li>\n<li>1151 Anche gli <em>Anconitani <\/em>scorrevano il golfo pirateggiando<em>, <\/em>sicch\u00e9, speditasi contro di essi una flotta, rimangono compiutamente disfatti, ed il loro capo <strong>Guiscardo di Brancafiamma<\/strong><em>, <\/em>caduto cattivo, venne impeso subitamente. <em><br><\/em><\/li>\n<li>1155 Al tempo di questo doge si fabbrica la chiesa di <em>Santa Maria dei Crociferi<\/em>, a cui viene annesso un albergo di povere donne. Morte del doge <strong>Domenico Morosini<\/strong>, viene sepolto presso la <em>chiesa di Santa Croce di Luprio<\/em>.<\/li>\n<li>1156<strong> Vital II Michel<\/strong>, doge XXXVIII.<\/li>\n<li>1157 La peste infierisce in citt\u00e0, anche negli anni 1161 e 1165.<\/li>\n<li>1162 Guerra contro <strong>Ulderico<\/strong> Patriarca di <em>Aquileia<\/em>. Sconfitti gli <em>Aquileiesi<\/em>, \u00e8 fatto prigioniero <strong>Ulderico<\/strong> con dodici canonici, che viene poi liberato a condizione di pagare ogni anno alla Repubblica il tributo di un toro e di dodici porci, da questo episodio deriva la festa di <em>gioved\u00ec Grasso<\/em>. <em>Zara<\/em> si rivolta nuovamente, mossa dalle istigazioni di <strong>Stefano III<\/strong> re d&#8217;Ungheria, e nuovamente viene domata sicch\u00e9, duecento nobili zaratini vengono a Venezia a chiedere perdono.<\/li>\n<li>1167 Venezia partecipa alla <em>Lega Lombarda<\/em>.<\/li>\n<li>1168 Fuoco uscito da <em>San Salvatore<\/em>, brucia sei contrade.<\/li>\n<li>1170 <strong>Emanuello<\/strong>, imperatore greco, toglie alla Repubblica <em>Ragusa<\/em>, <em>Trau<\/em>, e <em>Spalato<\/em>, e spoglia i mercatanti <em>Veneziani<\/em>. Cento galee in venti giorni sono allestite e dal doge comandate. Si ricuperano le citt\u00e0; ma mentre conchiudonsi accordi con l&#8217;imperatore, la peste fa perire quasi tutta la gente <em>Veneziana<\/em>, che ritorna con sole 17 galee. La citt\u00e0 viene divisa in sei SESTIERI, ed ogni sestiere in parrocchie o contrade.<\/li>\n<li>1172 Muore il doge <strong>Vitale II Michiel<\/strong>, viene ucciso mentre tenta di ritirarsi nel <em>monastero di San Zaccaria<\/em>, viene sepolto nella stessa <em>chiesa di San Zaccaria<\/em>. Viene stabilito che il nuovo doge sia presentato<br>al popolo dicendo: <em>E&#8217; questo il vostro doge, se vi \u00e9 a grato<\/em>. <strong>Sebastiano Ziani<\/strong>, doge XXXIX. Primo atto del doge <strong>Ziani<\/strong> \u00e8 di punire <strong>Marco Casolo<\/strong>, assassino del suo predecessore.<\/li>\n<li>1174 Vengono istituite varie magistrature: <em>Giustizia vecchia<\/em>, <em>Giustizia nuova<\/em>, delle <em>Biade<\/em>, <em>Dazio del vino<\/em>, <em>Ternaria vecchia sopra gli oli<\/em>, e quella delle <em>Beccherie<\/em>. Viene rinnovata dai fondamenti della <em>chiesa di San Geremia<\/em>.<\/li>\n<li>1177 Papa <strong>Alessandro III<\/strong> viene a Venezia per salvarsi dalla persecuzione di <strong>Federico Barbarossa<\/strong>: pugna navale dei <em>Veneziani<\/em> contro l&#8217;armata di <strong>Federico<\/strong> in favore del Papa. Pace a Venezia tra il Papa e l&#8217;imperatore (12 dipinti nella <em>sala del Maggior Consiglio<\/em> e nella <em>sala del Consiglio dei Dieci<\/em>).<\/li>\n<li>1178 Muore il doge <strong>Sebastiano Ziani<\/strong>, viene sepolto nella <em>chiesa di San Giorgio Maggiore<\/em> in isola. Sotto questo doge si provvede a selciare la <em>piazza San Marco<\/em>, demolendo la muraglia merlata che le cingeva, si erigono le fabbriche d&#8217;intorno alla piazza, si restaura e si ingrandisce il <em>Palazzo ducale<\/em>, s&#8217;innalzano le due immani <em>colonne sulla piazzetta<\/em>, e da si costruisce il primo <em>ponte di Rialto<\/em> in legno. <strong>Orio Mastopietro<\/strong>, doge XL. Viene istituito il magistrato del <em>Forestiero<\/em>. Viene riedificata la <em>chiesa di San Giovanni in Bragora<\/em>.<\/li>\n<li>1179 Si crea il consiglio minore dei dogi, ovvero la Signoria.<\/li>\n<li>1182 La peste affligge la citt\u00e0.<\/li>\n<li>1185 <em>Zara<\/em> si d\u00e0 nuovamente agli <em>Ungheri<\/em> del re <strong>Bela III<\/strong>.<\/li>\n<li>1189 Spedizione dei <em>Veneziani<\/em> contro i <em>Saraceni<\/em> per la <em>Terra Santa,<\/em> insieme ai <em>Pisani<\/em> e ai <em>Genovesi<\/em>, e riconquista della citt\u00e0 di <em>Acri<\/em>. Si rifabbrica la <em>chiesa di San Salvatore<\/em>, per opera del priore <strong>Gregorio Fioravanti<\/strong>. Si fonda una chiesa ed un ospedale, nell&#8217; <em>isola di San Lazzaro<\/em>, per curare i lebbrosi, dalla piet\u00e0 di <strong>Leone Paolini<\/strong>.<\/li>\n<li>1193 Muore il doge <strong>Orio Mastropiero<\/strong>, viene sepolto nella <em>chiesa di Santa Croce in Luprio.<\/em> <strong>Enrico Dandolo<\/strong>, doge XLI.<\/li>\n<li>1195 I <em>Veneziani<\/em> pongono l&#8217;assedio a <em>Zara<\/em>, i quali chiamano in soccorso i <em>Pisani<\/em>, battaglia dei <em>Veneziani<\/em> contro i <em>Pisani<\/em> a <em>Pola<\/em>.<\/li>\n<li>1199 Si fonda la <em>chiesa ed il monastero di Sant&#8217;Andrea della Certosa in isola<\/em>.<\/li>\n<\/ul>\n<p><span style=\"text-decoration: underline;\">XIII SECOLO <\/span><\/p>\n<ul style=\"text-align: justify;\">\n<li>1200 Bandita dal papa <strong>Innocenzo III<\/strong> una nuova crociata per liberare la <em>Palestina<\/em>.<\/li>\n<li>1201 I <em>Crociati<\/em> arrivano in Venezia per concertare il passaggio di <em>Terra Santa<\/em>, ma non sono in grado di soddisfare alla somma convenuta, per cui assistono la Repubblica, con a capo il doge <strong>Enrico Dandolo,<\/strong> nel ricupero di <em>Zara<\/em> defezionata (dipinto di <strong>Giovanni Clerck Loronese<\/strong> nella <em>sala del Maggior Consiglio<\/em>).<\/li>\n<li>1204 <strong>Alessio<\/strong> figlio d&#8217; <strong>Isacco<\/strong> imperatore bizantino implora l&#8217;assistenza dalla Repubblica e dei crociati per recuperare il trono paterno rapitogli dallo zio. In seguito dei torbidi scoppiati nella citt\u00e0 di <em>Costantinopoli<\/em> si decide la sua conquista (dipinto di <strong>Domenico Robusti<\/strong> detto il <strong>Tintoretto<\/strong> nella <em>sala del Maggior Consiglio<\/em>). Viene eletto imperatore <strong>Baldovino conte di Fiandra<\/strong>. Distribuito il bottino, a norma del trattato, ai <em>Veneziani<\/em> toccano i <em>quattro cavalli enei,<\/em> l&#8217;immagine santa della <i>Madonna di Nicopeia<\/i>, le isole e le coste tali da formare una linea non interrotta di porti da <em>Costantinopoli<\/em> fino a Venezia I <em>Veneziani<\/em> acquistano il <em>regno di Candia<\/em> dal <strong>marchese di Monferrato<\/strong>. Si istituisce il magistrato dell&#8217;<em>Esaminador<\/em>, con l&#8217;incarico di esaminare i testimoni, di sottoscrivere i contratti, ecc.<\/li>\n<li>1205 Morte del doge <strong>Enrico Dandolo<\/strong>, viene sepolto nel portico della <em>chiesa di Santa Sofia<\/em>. <strong>Pietro Ziani<\/strong>, doge XLII. <strong>Marino Zeno<\/strong> primo podest\u00e0 di Costantinopoli. Vittoria di <strong>Reniero Dandolo <\/strong>contro il pirata genovese <strong>Leone Vetrano<\/strong> e ripresa di Corf\u00f9. La peste tre volte affligge la citt\u00e0, cio\u00e8 nel 1205, 1217 e 1218. Un terremoto gravissimo mina un lato del monastero di <em>San Giorgio Maggiore. <\/em>Si riedifica la <em>chiesa di San Cassiano.<\/em><\/li>\n<li>1212 Una colonia di nobili e di altri cittadini viene mandata in Candia. Si concede l&#8217;<em>isola di San Michele<\/em> ad <strong>Alberto<\/strong>, monaco camaldolese, perch\u00e9 possa erigere un cenobio.<\/li>\n<li>1214 Un incendio distrugge la <em>chiesa di Santa Maria dei Crocecchieri<\/em>.<\/li>\n<li>1215 Guerra contro i <em>Padovani,<\/em> dopo i fatti successi durante la <em>festa dal Castello d&#8217;Amore<\/em> a Treviso. Vittoria dei <em>Veneziani<\/em> presso la <em>Torre del Bebbe<\/em>.<\/li>\n<li>1222 Si fonda la <em>chiesa della Maddalena <\/em>e si rinnova quella di<em> San Pantaleone<\/em>. La beata <strong>Giuliana Collalto<\/strong> fonda il <em>cenobio di San Biagio<\/em> alla Giudecca.<\/li>\n<li>1225 Si creano i magistrati di <em>Petizione e dei Cinque alla pace<\/em>. Si rinnova la <em>chiesa di San Giacomo dall&#8217;Orio<\/em>.<\/li>\n<li>1229 Morte del doge <strong>Pietro Ziani<\/strong>, viene sepolto nella <em>chiesa di San Giorgio Maggiore<\/em>. <strong>Jacopo Tiepolo<\/strong>, doge XLIII.<\/li>\n<li>1232 Guerra contro i ribelli di Candia, sedata questa per opera di <strong>Marco Sanudo<\/strong> e <strong>Marco Gradenigo<\/strong>.<\/li>\n<li>1233 L&#8217;<em>isola di Santa Elena<\/em> viene concessa da <strong>Marco Micheli<\/strong>, vescovo di Castello, a fra <strong>Demetrio<\/strong>, priore dei canonici regolari, affine di adunarvi i monaci dell&#8217;ordine suo. Un terremoto reca gravissime rovine ai fabbricati.<\/li>\n<li>1234 Viene donato a fra <strong>Alberico<\/strong>, priore dei domenicani, un terreno coperto dalle acque per fabbricarvi il <em>tempio dei Santi Giovanni e Paolo<\/em>. Gela la laguna in guisa che si pu\u00f2 varcarla a piedi fino alla terraferma.<\/li>\n<li>1236 Guerra sociale dei principi Italiani in favore del papa <strong>Alessandro III<\/strong> contro l&#8217;imperatore Federico. <strong>Giovanni<\/strong>, <strong>Maria<\/strong> e <strong>Lavinia Badoaro<\/strong> donano un ampio terreno alla monaca <strong>Costanza<\/strong>, onde possa fondare la <em>chiesa ed il cenobio di Santa Chiara<\/em>.<\/li>\n<li>1237 Si erige il <em>monastero di Santa Maria della Celestia<\/em>.<\/li>\n<li>1238 Guerra seconda contro il greco imperatore <strong>Giovanni Vitazzo<\/strong> che tenta di occupare <em>Costantinopoli<\/em>.<\/li>\n<li>1240 Guerra dei <em>Veneziani<\/em> contro Ferrara che viene tolta a <strong>Salinguerra Torello<\/strong>. Sesta guerra per la ribellione di <em>Zara<\/em>, e vittoria di <strong>Remiero Zeno<\/strong>. L&#8217;acqua cresce tanto da giungere sopra le vie all&#8217;altezza di un uomo.<\/li>\n<li>1242 I <em>Veneziani<\/em> contro i <em>Pisani<\/em> alleati di <strong>Federico II<\/strong>, danno il guasto a <em>Tremoli <\/em>a <em>Vasto<\/em> e ad altre terre pugliesi. <strong>Reniero Zeno <\/strong>riprende e riporta all&#8217;ordine la <em>citt\u00e0 di Zara<\/em> che si \u00e8 data agli <em>Ungheri<\/em>. Si fonda il <em>monastero di Sant&#8217;Anna<\/em> da frate <strong>Jacopo da Fano<\/strong>.<\/li>\n<li>1248 e 1249 Peste e carestia apportarono desolazione gravissima.<\/li>\n<li>1249 Morte del doge <strong>Jacopo Tiepolo<\/strong>, viene sepolto nella esterna fronte del <em>tempio dei Santi Giovanni e Paolo<\/em>. A questo doge si deve l&#8217;istituzione dei <em>Correttori della Promissione ducale<\/em>, degli <em>Inquisitori sopra il doge defunto<\/em>, del <em>Magistrato del Petizion<\/em> e del magistrato dei <em>Cinque alla Pace <\/em>che avevano l&#8217;incarico di trattare le contese di lieve importanza. <strong>Marino Morosini<\/strong>, doge XLIV. Si fonda la <em>chiesa ed il monastero degli Eremitani di Santa Maria del Lazzaretto vecchio<\/em>.<\/li>\n<li>1250 Si pone la prima pietra del <em>tempio di Santa Maria dei Frari<\/em>.<\/li>\n<li>1251 Piantata o riedificata, nelll&#8217;<em>isola di Candia<\/em>, la citt\u00e0 di <i>Canea<\/i>. Viene mandata una quarta colonia a <em>Creta<\/em>. Papa <strong>Innocenzo IV<\/strong> al <em>primicerio di San Marco<\/em>, <strong>Jacopo Belegno<\/strong>, ed ai suoi successori, concede l&#8217;uso della mitra, dell&#8217;anello e del pastorale.<\/li>\n<li>1252 Si erige il <em>monastero della Santissima Trinit\u00e0<\/em>, dove poi sorge la <em>chiesa di Santa Maria della Salute<\/em>, concedendolo ai cavalieri teutonici.<\/li>\n<li>1253 Viene istituito il magistrato dei <em>Signori di Notte<\/em>, alfine di vigilare alla sicurezza delle strade, quello dei <em>Consoli dei mercatanti<\/em>, e quello appellato del <em>Sopra-Gastaldo<\/em>, e l&#8217;altro della <em>Ternaria<\/em>, detta poi <em>Vecchia<\/em>, giacch\u00e9 non molto tempo dopo ne fu instituito uno col titolo di <em>Ternaria nuova<\/em>. Morte del doge <strong>Marino Morosini<\/strong>, viene sepolto nell&#8217;<em>atrio della Basilica di San Marco<\/em>, con appeso il suo scudo, costume che venne poi seguito dai suoi successori, fino a che, per l&#8217;ingombro che recavano tutti quegli scudi, si tolsero. <strong>Reniero Zeno<\/strong>, doge, XLV.<\/li>\n<li>1255 Viene istituito il magistrato del <em>Mobile<\/em>, affine di sollevare gli altri due magistrati del <em>Proprio<\/em> e della <em>Petizion<\/em>.<\/li>\n<li>1256 Papa <strong>Alessandro IV<\/strong> bandisce una crociata contro <strong>Ezzelino da Romano<\/strong>. Nelle battaglie combattute <strong>Ezzelino<\/strong> perde <em>Padova<\/em>, <em>Cittadella<\/em>, <em>Este<\/em> ed altre terre. Guerra seconda de <em>Genovesi<\/em> per le cose di San Saba. Si istituiscono i tre <em>provveditori del Comune<\/em>, ai quali spettava di vigilare sul traffico e sulla mercatura.<\/li>\n<li>1258 Vittoria di <strong>Lorenzo Tiepolo<\/strong> sui <em>Genovesi<\/em> e fine della <em>guerra di San Sabba<\/em> in <em>Acri<\/em> (dipinto di <strong>Francesco Montemezzano<\/strong> nella <em>sala dello Scrutinio<\/em>).<\/li>\n<li>1259 Si istituiscono i <em>Visdomini alla Ternaria<\/em>, che intendono ad imporre ed esigere le pubbliche gravezze per l&#8217;ingresso e per lo consumo dell&#8217;olio, della legna e delle grascie. Un orribile turbine rovina molte fabbriche.<\/li>\n<li>1260 Guerra contro i <em>Genovesi<\/em> confederati con l&#8217;imperatore <strong>Paleologo<\/strong>. Istituita la confraternita della <em>Carit\u00e0<\/em>.<\/li>\n<li>1261 Si aggiungono ai tre giustizieri gi\u00e0 esistenti altri tre, distinguendoli in <em>giustizieri vecchi<\/em> e <em>nuovi<\/em>, affinch\u00e9 pi\u00f9 sollecitamente fossero trattati gli affari concernenti alle arti. Istituita la confraternita di <em>San Giovanni Evangelista<\/em>.<\/li>\n<li>1262 Vittoria riportata sopra i <em>Genovesi<\/em> da <strong>Giberto Dandolo<\/strong>.<\/li>\n<li>1264 Si rinnova il <em>Ponte di Rialto<\/em> fondandolo sopra pali, il quale primaera formato sopra barche, ed si appellava del <em>quartarolo<\/em>, perch\u00e9 appunto si pagava quella moneta per valicarlo. Si d\u00e0 sistema al <em>magistrato dell&#8217;Avvogaria<\/em>, d&#8217;ignota ed antichissima istituzione. Viene concessa l&#8217;isola, posteriormente appellata di <em>Santa Maria della Grazia<\/em>, a frate <strong>Lorenzo<\/strong>, <em>rettore dell&#8217;ospitale della casa di Dio<\/em>.<\/li>\n<li>1264 Tiro in Siria viene espugnata da <strong>Andrea Barozzi<\/strong> contro i <i>Genovesi<\/i>, poi la flotta dei <em>Veneziani<\/em> in inferiorit\u00e0 numerica sconfigge la flotta genovese-bizantina nella <em>Battaglia di Settepozzi<\/em> nelle acque del <em>Peloponneso<\/em> (<em>Morea<\/em>).<\/li>\n<li>1266 Altra battaglia navale, altra vittoria sopra i <em>Genovesi<\/em> riportata tra <em>Trapani<\/em> e <em>Masara<\/em> da <strong>Giacomo Dandolo<\/strong> e da <strong>Marco Gradenigo.<\/strong><\/li>\n<li>1268 Si instituiscono i <em>Visdomini al fondaco dei Tedeschi,<\/em> i quali dovevano vigilare sulle merci e sul traffico dei <em>Tedeschi<\/em> dimoranti in Venezia. Viene ampliato l&#8217;ospedale di San Marco, gi\u00e0 fondato dal santo doge <strong>Pietro Orseolo<\/strong>. Muore il doge <strong>Reniero Zeno<\/strong>, viene sepolto nel <em>tempio dei Santi Giovanni e Paolo<\/em>. <strong>Lorenzo Tiepolo<\/strong>, doge XLVI. Si istituisce la carica di <em>Cancellier Grande<\/em>, il primo innalzato a questa carica \u00e8 <strong>Corrado Ducato<\/strong><em>, <\/em>l&#8217;ultimo <strong>Giannantonio Gabrieli<\/strong>, il quale al cadere della Repubblica, \u00e8 il quarantesimoquinto.<\/li>\n<li>1271 Istituiti i <em>Governatori delle dogane d&#8217;ingresso<\/em>, ed il <em>Capitanato delle barche armate alla riviera della Marca<\/em>, i quali devono custodire<br>tutti gli sbocchi dei fiumi nell&#8217;Adriatico, ed invigilare sui contrabbandi. Guerra con i <em>Bolognesi<\/em> per i dazi marittimi.<\/li>\n<li>1272 Viene fondato l&#8217;<em>ospitale della Casa di Dio<\/em>, per donazione di un fondo fatta da <strong>Maggio Trevisano<\/strong> a frate <strong>Lorenzo<\/strong>. Questo ospitale venne poi destinato ad albergare povere donne di vita onesta e sciolte dai legami del matrimonio.<\/li>\n<li>1275 Vittoria sopra i <em>Bolognesi<\/em> di <strong>Marco Gradenigo<\/strong>. <em>Umago<\/em>, <em>Cittanuova<\/em>, <em>Cervia<\/em>, ed i castelli di <em>Montone<\/em> e di <em>San Lorenzo<\/em> vengono in devozione della Repubblica. Muore il doge <strong>Lorenzo Tiepolo<\/strong>, viene sepolto nel <em>tempio dei Santi Giovanni e Paolo<\/em>. <strong>Jacopo Contarini<\/strong>, doge XLVII.<\/li>\n<li>1276 Discordie con gli <em>Anconetani<\/em>, l&#8217;assalto di Ancona viene respinto. <strong>Marco Cornaro<\/strong> e <strong>Jacopo Tiepolo<\/strong> riportano all&#8217;obbedienza <em>Capodistria<\/em>.<\/li>\n<li>1277 La peste infierisce in Venezia, secondo una cronaca antica citata dal <strong>Gallicciolli<\/strong>.<\/li>\n<li>1280 Morte del doge <strong>Jacopo Contarini<\/strong>, viene sepolto nel <em>chiostro di Santa Maria dei Frari<\/em>. <strong>Giovanni Dandolo<\/strong>, doge XIVIII. Guerra dei <em>Triestini<\/em> ribellatisi alla Repubblica e datisi al <em>patriarca di Aquileia<\/em>. Istituita la magistratura dei <em>Cattaveri<\/em>, ossia trova averi, a cui spettava d&#8217;investigare tutto ci\u00f2 che avea relazione ai pubblici averi. Due gravi sciagure, un orribile terremoto, che sparse lo spavento per tutta la citt\u00e0, la seconda, da una inondazione stragrande accaduta nel dicembre, dalla quale rimasero molti sommersi o morti dal freddo.<\/li>\n<li>1281 I <em>Triestini<\/em> si spingono fino a <em>Caorle<\/em>, trassero cattivo il podest\u00e0 <strong>Marino Selvo<\/strong>, incendiarono il palazzo pretorio, e, proseguendo, giunsero sino ai <em>lidi di Malamocco<\/em>, depredandoli. I <em>Veneziani<\/em> si recano con una nuova flotta a Trieste, e dopo lunga pugna la doma. <em>Isola<\/em>, in <em>Istria<\/em>, viene in devozione alla Repubblica.<\/li>\n<li>1282 L&#8217;acqua delle lagune allaga la citt\u00e0.<\/li>\n<li>1283 <em>Pirano<\/em>, in <em>Istria<\/em>, viene a divozione della repubblica. Un altro terremoto per il quale rovinano quasi tutti i camini, e danneggiata grandemente la <em>torre di Mestre<\/em>. Una terribile inondazione per la quale<br>la citt\u00e0 si salva per miracolo.<\/li>\n<li>1284 Guerra contro il <em>patriarca d&#8217;Aquileia<\/em>. Si decreta, per la prima volta, la coniazione del famoso ducato d&#8217;oro, appellato poi <em>zecchino<\/em>.<\/li>\n<li>1287 <strong>Tommasina Morosini<\/strong> diventa moglie di <strong>Stefano<\/strong> re di Ungheria. Istituzione della magistratura degli <em>Ufficiali alla dogana da terra<\/em>, detti<br>alle tre <em>Tavole d&#8217;introito<\/em>, sopra le quali si scrivevano tutte le merci per la esazione dei dazi.<\/li>\n<li>1289 <em>Tripoli<\/em> e <em>Tolemaide (Acri)<\/em> sono prese dal <b>Soldano<\/b>, una squadra <em>Veneziana<\/em> va contro il <strong>Soldano<\/strong>. Su istanza di papa <strong>Nicol\u00f2 IV<\/strong>, viene ammesso il <em>Santo ufficio<\/em>. Morte del doge <strong>Giovanni Dandolo<\/strong>, viene sepolto nel primo <em>chiostro dei Santi Giovanni e Paolo<\/em>. <strong>Pietro Gradenigo<\/strong> doge XLIX<\/li>\n<li>1290 Guerra contro i <em>Padovani<\/em> per aver essi fortificato <em>Peta di b\u00f2<\/em>. Pace con <strong>Raimondo dalla Torre<\/strong> <em>patriarca di Aquileia<\/em>.<\/li>\n<li>1291 <em>Acri<\/em> \u00e8 presa dal Soldano <strong>Menichesadar<\/strong>. Guerra della repubblica contro l&#8217;imperatore Greco, generale dell&#8217;armata \u00e8 <b>Pancrazio Malipiero<\/b>, ma ributtato all&#8217;<em>isola di Lango<\/em> va in suo luogo <strong>Jacopo Tiepolo<\/strong> figlio del doge. Pace della repubblica col <em>patriarca di Aquileia<\/em> e con il <em>conte di Gorizia<\/em>.<\/li>\n<li>1293 La peste affligge la citt\u00e0, poi ripetutasi negli anni 1301 e 1307.<\/li>\n<li>1294 Guerra con i <em>Genovesi<\/em> a <em>Pera<\/em>: vi muove con le armi alla mano <strong>Andrea Cappello<\/strong>. Si fonda la <em>chiesa di San Stefano<\/em>.<\/li>\n<li>1295 Viene istituita la magistratura dei <em>Sopra-Consoli<\/em>, la quale intendeva alle faccende dei fallimenti.<\/li>\n<li>1296 <strong>Ruggiero Morosini<\/strong>, generale di 58 galee, arde da <em>Largir\u00f2<\/em> sino a <em>Pera<\/em>, insieme a molte navi <em>Greche<\/em>, ed assalta <em>Costantinopoli<\/em>. <em>Jaffa<\/em> \u00e8 tolta a <em>Genovesi<\/em> da <b>Giovanni Soranzo<\/b> (dipinto di <strong>Guilio Dal Moro<\/strong> nel soffitto della <em>sala dello Scrutinio<\/em>)<\/li>\n<li>1297 Serrata del <i>Maggior Consiglio<\/i>; viene resa ereditaria l&#8217;appartenenza al <em>Maggior Consiglio<\/em>, con l&#8217;esclusione delle famiglie di pi\u00f9 recente ricchezza e del popolo da ogni cosa relativa alla pubblica amministrazione. L&#8217;acqua delle lagune cresce con danno della citt\u00e0. Si rinnova la <em>chiesa di Santa Fosca<\/em>.<\/li>\n<li>1298 Battaglia navale nelle acque di <em>Curzola<\/em> nella Dalmazia, con rotta piena dei <em>Veneziani<\/em> comandati da <strong>Andrea Dandolo<\/strong> contro i <em>Genovesi<\/em> di <strong>Lamba Doria<\/strong>. <strong>Marco Polo<\/strong> prigioniero dei Genovesi trova in quelle prigioni il pisano <strong>Rustichelli<\/strong>, al quale detta il racconto dei suoi viaggi. Vengono aggiunti, ai due, quattro altri consiglieri del doge, sicch\u00e9 questo corpo di sei \u00e8 appellato <em>Consiglio minore del doge<\/em>, o <em>Signoria.<\/em><\/li>\n<\/ul>\n<p><span style=\"text-decoration: underline;\">XIV SECOLO <\/span><\/p>\n<ul style=\"text-align: justify;\">\n<li>1300 La congiura di <strong>Marino Bocconio<\/strong> viene estinta felicemente.<\/li>\n<li>1302 La citt\u00e0 di Costantinopoli viene assalita da <strong>Belletto Giustiniani.<\/strong><\/li>\n<li>1303 Si ingrandisce per la prima volta l&#8217;<em>Arsenale<\/em>.<\/li>\n<li>1304 Guerra di nuovo contro i <em>Padovani<\/em>, <strong>Giovanni Soranzo<\/strong> e <strong>Eufrosio Morosini<\/strong> assaltano un forte dei <em>Padovani<\/em> messo a difesa delle loro saline.<\/li>\n<li>1305 <strong>Tomasina Morosini<\/strong>, figlia di <strong>Michele<\/strong>, impalma da <strong>Stefano<\/strong>, figlio di Ungheria. <strong>Costanza Morosini<\/strong>, figlia del procuratore <strong>Michele<\/strong> q. <strong>Alberico<\/strong>, impalma <em>Uladislao re di Servia<\/em>.<\/li>\n<li>1308 <strong>Azzo d&#8217;Este<\/strong> cede Ferrara ai Veneziani, che la difende con <strong>Nicol\u00f2 Quirini<\/strong>, contro le pretese di <strong>papa Clemente V<\/strong>, il quale emette <em>bolla di scomunica<\/em> contro la citt\u00e0 di Venezia. Guerra dei <em>Veneziani<\/em> e <em>Napolitani<\/em> contro l&#8217;impero di <em>Costantinopoli<\/em>, nella quale <strong>Marco Minotto<\/strong> prende <em>Stalimene<\/em> e danneggia molti paesi della Romania, per cui l&#8217;imperatore chiede la pace.<\/li>\n<li>1309 Guerra contro il <em>patriarca di Aquileia<\/em> e con il conte di Gorizia.<\/li>\n<li>1310 Guerra civile e congiura di <strong>Baiamonte Tiepolo <\/strong>e <strong>Marco Quirini<\/strong>. Istituito il <em>Consiglio dei Dieci<\/em>, prima provvisorio, in seguito perpetuo. Istituzione della prima festa della regata, per distrarre il popolo dopo la congiura.<\/li>\n<li>1311 <em>Ferrara<\/em> ritorna al pontefice. Morte del doge <strong>Pietro Gradenigo<\/strong>, non senza sospetto di veleno, viene sepolto nella <em>chiesa di San Cipriano di Murano<\/em>. <strong>Marino Zorzi<\/strong> doge L.<\/li>\n<li>1312 Erezione della <em>chiesa di San Domenico di Castello<\/em>, dell&#8217;unito cenobio, e di un ospitale, ove accogliere orfani abbandonati di ambedue i sessi. Morte del doge <strong>Marino Zorzi<\/strong>, ottiene sepoltura nel primo chiostro del <em>cenobio dei Santi Giovanni e Paolo<\/em>. <strong>Giovanni Soranzo<\/strong>, doge LI. Pace per le cose di Ferrara col papa sdegnato coi <em>Veneti<\/em>. Guerra e vittoria settima di <em>Zara<\/em> ribellatasi dalla repubblica, tornano all&#8217;obbedienza anche <em>Tra\u00f9<\/em>, <em>Sebenico<\/em> (1322), e <em>Spalato<\/em> (1327).<\/li>\n<li>1313 <strong>Clemente V<\/strong>, soddisfatto con centomila fiorini d&#8217;oro, leva la scomunica scagliata contro i <em>Veneziani<\/em> per le cose di <em>Ferrara<\/em>.<\/li>\n<li>1314 L&#8217;acqua della laguna allaga la citt\u00e0.<\/li>\n<li>1315 Si fonda la <em>chiesa <\/em>e il<em> cenobio di Santa Marta<\/em>.<\/li>\n<li>1318 Incendio del <em>fondaco de Tedeschi<\/em>. Venuta in Venezia di molti <em>Lucchesi<\/em>, parecchi dei quali erano distinti lavoratori di seriche stoffe. Introduzione nella citt\u00e0 del lavoro degli specchi, per opera di tre industri cittadini. Si aggiungono ai <em>Signori di Notte<\/em> sei capi, uno per sestiere.<\/li>\n<li>1320. Si allarga L&#8217;<em>Arsenale<\/em>, occupando la piscina di ragione dei <em>monaci di San Daniele<\/em>. Si consolida la <em>Punta della Dogana<\/em>, si costruiscono i magazzini, compreso quello per il sale, si murano alcuni ponti, si selciano varie strade, si costruiscono nuovi mulini.<\/li>\n<li>1321 <strong>Dante Alighieri<\/strong>, viene spedito da <strong>Guido Novello da Polenta<\/strong>, signor di <em>Ravenna<\/em>, a Venezia per una ambasceria. Si rifabbrica la <em>chiesa di Santa Agnese<\/em>.<\/li>\n<li>1324 Guerra quinta contro i <em>Genovesi<\/em> difensori del greco imperatore <strong>Andronico<\/strong>, e vittoria di <strong>Giustiniano Giustimiani<\/strong>, presso il canale di <em>Costantinopoli<\/em>.<\/li>\n<li>1328 Morte del doge <strong>Giovanni Soranzo<\/strong>, dopo avere sapientemente governato, viene sepolto nella <em>cappella del Battistero della Basilica di San Marco<\/em>. <strong>Francesco Dandolo<\/strong> doge LII. Scoperta della congiura di <strong>Jacopo Querini<\/strong> ed altri.<\/li>\n<li>1329 Battaglia contro i <em>Genovesi<\/em> nel mar Maggiore, nella quale <strong>Giustiniano Giustiniani<\/strong> assedia <em>Pera<\/em>. Si gettano le fondamenta della <em>chiesa dei Servi<\/em> e si fonda il <em>monastero di Sant&#8217;Andrea<\/em> da quattro nobili matrone veneziane.<\/li>\n<li>1330 Guerra quinta contro i sediziosi di <em>Candia<\/em>, e vittoria di <strong>Giovanni Cornaro<\/strong>. Si amplia grandemente l&#8217;<em>ospitale dei Santi Pietro e Paolo<\/em> a Castello. <em>Pola<\/em>, citt\u00e0 dell&#8217;Istria, viene in devozione della Repubblica<\/li>\n<li>1334 Lega della Repubblica con il Papa, Imperatore e Francia contro il Turco; generale veneziano \u00e8 <strong>Pietro Zeno<\/strong>, che riporta vittoria.<\/li>\n<li>1336 Lega con i <em>Fiorentini<\/em> di <strong>Pietro dei Rossi<\/strong> contro <strong>Mastino della Scala<\/strong> signore di Verona.<\/li>\n<li>1337 <strong>Alberto della Scala<\/strong>, governator di Padova, condotto in prigione a Venezia.<\/li>\n<li>1339 Viene statuita la pace con <strong>Mastino della Scala<\/strong>, <em>Treviso<\/em> col suo territorio passano sotto il dominio dei <em>Veneziani.<\/em><\/li>\n<li>Morte del doge <strong>Francesco Dandolo<\/strong>, viene sepolto nella <em>chiesa di Santa Maria dei Frari<\/em>. <strong>Bartolomeo Gradenigo<\/strong>, doge LIII.<\/li>\n<li>1340 Si decreta l&#8217;edificazione della <em>sala del Maggior Consiglio<\/em> in <em>Palazzo Ducale<\/em>. Memorabile inondazione della citt\u00e0, per prodigio salvata, a perpetuarne la memoria due ampie tele, del <strong>Giorgione<\/strong> e del <strong>Paris Bordone<\/strong>, ora all&#8217;<em>Accademia di Belle Arti<\/em>.<\/li>\n<li>1341 Viene compiuta l&#8217;erezione dei <em>pubblici granai in Terranuova<\/em>. Viene portata a compimento la <em>scuola della confraternita della Misericordia<\/em>.<\/li>\n<li>1343 Morte del doge <strong>Bartolomeo Gradenigo<\/strong>, viene sepolto nell&#8217;<em>atrio della Basilica di San Marco. <\/em> <strong>Andrea Dandolo<\/strong>, doge LIV. Si crea la magistratura degli <em>Auditori delle sentenze<\/em>, a cui si appellavano i giudizi civili di prima istanza.<\/li>\n<li>1344 Lega indetta dal papa <strong>Clemente VI<\/strong> contro i <em>Turchi<\/em>, conquista provvisoria di <em>Smirne<\/em> e sacrificio di <strong>Pietro Zeno<\/strong> (dipinto di <strong>Pietro Longo<\/strong> nel soppalco della <em>sala del Maggior Consiglio<\/em>). Si eleva la fabbrica della <em>scuola grande della Carit\u00e0<\/em>.<\/li>\n<li>1345 Viene eretta la <em>cappella di Sant&#8217;Isidoro<\/em>, riceve nobile decorazione nella facciata principale, e si amplia e si riduce la <em>pala d&#8217;oro<\/em>.<\/li>\n<li>1346 Sesta ribellione di <em>Zara<\/em>, e vittorie di <strong>Pietro Canale<\/strong> e <strong>Marino Faliero<\/strong>. Fra <strong>Pietro d&#8217; Assisi<\/strong> fonda, presso il <em>cenobio di San Francesco della Vigna<\/em>, il <em>pio luogo della Piet\u00e0<\/em>, trasportato poi, nel 1475, nel sito attuale. Si pone la prima pietra della <em>chiesa di Sant&#8217;Antonio di Castello<\/em>. <strong>Marco Michieli<\/strong> dispone, in morte, la fondazione la <em>chiesa ed il cenobio di San Pietro Martire<\/em>, effettuata poi nel 1363.<\/li>\n<li>1347 Tremendo terremoto, nel giorno di <em>San Paolo<\/em>, a Venezia e in tutta l&#8217;Italia, si secca il <em>Canal Grande<\/em>. Si rifabbrica la <em>chiesa di San Basilio<\/em>.<\/li>\n<li>1348 Peste orrenda per tutta l&#8217;Italia, periscono i tre quinti della popolazione di Venezia, e si estinguono cinquanta famiglie nobili. <em>Capodistria<\/em> di ribella ma viene prontamente sottomessa. Guerra settima <em>Genovese<\/em> per le cose mercantili di Tana, vittoria sopra di loro a <em>Caristo<\/em> riportata da <strong>Marco Ruggeri<\/strong><em>.<\/em><\/li>\n<li>1349 Si crea il <em>Collegio sopra le biade<\/em>, con la facolt\u00e0 di provvedere granaglie e disporle.<\/li>\n<li>1352 Rotta, nelle acque del Bosforo, dei <em>Veneziani<\/em> di <strong>Pancrazio Giustiniano<\/strong> ad opera dei <em>Genovesi<\/em> comandati da <strong>Paganino Doria<\/strong>.<\/li>\n<li>1353 Vittoria di <strong>Nicol\u00f2 Pisani<\/strong> alla <em>Lojera<\/em> contro i <i>Genovesi<\/i>, questi guidati da <strong>Paganino Doria<\/strong> devastano <em>Parenzo<\/em>.<\/li>\n<li>1354 I <em>Genovesi<\/em> di <strong>Giovanni Doria<\/strong> sorprendono la flotta dei <em>Veneziani<\/em> all&#8217;<em>isola della Sapienza<\/em> e la sbaragliano. Viene istituito il magistrato delle <em>Rason Vecchie<\/em>, la cui ispezione era l&#8217;economia e la disciplina del pubblico erario. Morte del doge <strong>Andrea Dandolo<\/strong>, viene sepolto nella <em>cappella del Battistero della Basilica di San Marco<\/em>. <strong> Marino Faliero<\/strong>; doge LV.<\/li>\n<li>1355 Trama del doge contro la Repubblica, conosciuta la trama il <em>Consiglio dei Dieci<\/em> fa arrestare e condanna il doge alla pena di morte. Morte del doge <strong>Marino Faliero<\/strong>, il suo corpo viene tumulato nella <em>cappella della Madonna della Pace<\/em>, presso la <em>chiesa dei Santi Giovanni e Paolo<\/em>. <strong>Giovanni Gradenigo<\/strong>, doge LVI.<\/li>\n<li>1356 Re <strong>Lodovico d&#8217;Ungheria<\/strong> penetra nella <em>Dalmazia<\/em>, ed entrato nel Friuli, s&#8217;impadronisce di <em>Sacile<\/em> e <em>Conegliano<\/em>, giungendo fin sotto <em>Treviso<\/em>. Morte del doge<strong> Giovanni Gradenigo<\/strong>, viene sepolto nel <em>capitolo dei Frari<\/em>, dentro un&#8217; urna dorata, senza inscrizione. <strong>Giovanni Delfino<\/strong>, doge LVII.<\/li>\n<li>1358 Pace con il re d&#8217;Ungheria.<\/li>\n<li>1361 Morte del doge <strong>Giovanni Delfino<\/strong>, viene sepolto nella cappella maggiore del <em>tempio dei Santi Giovanni e Paolo<\/em>. <strong>Lorenzo Celsi<\/strong>, doge LVIII. Venuta a Venezia del duca d&#8217;Austria, di <strong>Pietro Lusignano<\/strong> re di Cipro e del <strong>Petrarca<\/strong>. Si inizia ad edificare, su progetto di <strong>Tomaso Viaro<\/strong>, il <em>campanile dei Frari. <\/em><\/li>\n<li>1364 Rivolta dell&#8217;isola di Candia e sua riconquista da parte di <strong>Domenico Michele<\/strong> e <strong>Lucchino del Verme<\/strong>.<\/li>\n<li>1365 Morte del doge <strong>Lorenzo Celsi<\/strong>, viene sepolto nella <em>chiesa di Santa Maria della Celestia<\/em>. <strong>Marco Cornaro<\/strong>, doge LIX. Vittoria in <em>Candia<\/em> di <strong>Nicol\u00f2 Trevisano<\/strong>.<\/li>\n<li>1367 Compiuta la <em>sala del Maggior Consiglio<\/em>, si inizia a decorarla con pitture storiche e con le immagini dei dogi. Le galee dei <em>Veneziani<\/em> accompagnano papa <strong>Urbano V<\/strong> che rientra da <em>Avignone<\/em> a Roma. Morte del doge <strong>Marco Cornaro<\/strong>, viene sepolto nel <em>tempio <\/em><em>dei Santi Giovanni e Paolo<\/em>.<\/li>\n<li>1368 <strong>Andrea Contarini,<\/strong> contro la sua volont\u00e0, doge LX. Sollevazione dei <em>Triestini<\/em> che chiedono aiuto a <strong>Leopoldo duca d&#8217;Austria<\/strong>, <strong>Taddeo Giustiniani<\/strong> li sconfigge, e per tenere in freno gli abitanti, si d\u00e0 mano alla erezione del <em>castello di San Giusto<\/em>. Prende fuoco il <em>monastero delle Vergini<\/em>.<\/li>\n<li>1373 Guerra prima contro <strong>Francesco da Carrara<\/strong> signore di Padova per ragione dei confini. Gli <em>Ungheri<\/em> di <strong>Stefano<\/strong>, <em>voivoda di Transilvania<\/em>, e <strong>Francesco da Carrara<\/strong> sconfiggono i Veneziani. Rotta dei <em>Padovani<\/em> e degli <em>Ungheri <\/em>a <em>Piove di Sacco<\/em>, i <em>Veneziani<\/em> li sorprendono con una schiera di balestrieri ed arcieri <em>Candioti<\/em>. Pace con i <em>Padovani<\/em>, <strong>Francesco detto il Novello<\/strong> viene a Venezia, accompagnato dal <strong>Petrarca<\/strong>, a chiedere il perdono. Viene accordato agli ebrei di fermarsi per cinque anni a Venezia.<\/li>\n<li>1375 Si fonda intorno a quest&#8217;anno il <i>cenobio del Corpus Domini<\/i>.<i><\/i><\/li>\n<li>1376 Si decreta che gli stendardi della piazza siano costrutti pi\u00f9 nobilmente.<\/li>\n<li>1378 Vittoria di <strong>Vittore Pisani<\/strong> ad <em>Azio<\/em> sopra i <em>Genovesi<\/em> di <strong>Luigi Fieschi<\/strong>.<\/li>\n<li>1379 Battaglia navale al largo di <em>Pola<\/em>, la flotta dei <i>Genovesi <\/i>si scontra con i <i>Veneziani, <\/i>dove<strong> Vittore Pisani <\/strong>convinto della sua superiorit\u00e0, viene sorpreso dalla retroguardia avversaria. Perdita di <em>Chioggia.<\/em><\/li>\n<li>1380 Vittoria di <strong>Carlo Zeno <\/strong>e recupero di Chioggia tolta ai <em>Genovesi, <\/em>che hanno tremila morti e quattromila tratti in cattivit\u00e0<em>, <\/em>muore anche <strong>Pietro Doria<\/strong> il loro capitano supremo (dipinto di <strong>Paolo Veronese<\/strong> nella <em>sala del Maggior Consiglio<\/em>). <strong>Vittore Pisani<\/strong> sconfigge i resti della flotta genovese sotto <em>Cattaro<\/em>. Perdita di Trieste occupata dai <em>Tedeschi<\/em>. Muore il capitano illustre <strong>Vittore Pisani<\/strong>. Si scava per la prima volta il <em>Canal Grande<\/em>.<\/li>\n<li>1381 Perdita della citt\u00e0 di Treviso.<\/li>\n<li>1382 La peste dura dal marzo all&#8217;ottobre, dalla quale perirono circa 19.000 persone. Morte del doge <strong>Andrea Contarini<\/strong>, viene sepolto, in mezzo al compianto generale, nel <em>chiostro di San Stefano<\/em>.<\/li>\n<li>1382<strong> Micheli Morosini<\/strong>, doge LXI. Morte del doge <strong>Micheli Morosini<\/strong>, viene sepolto nel <em>tempio dei Santi Giovanni e Paolo<\/em>.<\/li>\n<li>1382<strong> Antonio Veniero<\/strong>, doge LXII.<\/li>\n<li>1383 Si rifabbrica la citt\u00e0 di <em>Chioggia<\/em> quasi distrutta, e si riparava il castello.<\/li>\n<li>1385 <em>Corf\u00f9<\/em> viene a devozione della Repubblica.<\/li>\n<li>1388 Confederazione con il duca di Milano e seconda guerra contro il <strong>Carrarese<\/strong> per la ricuperazione di <em>Treviso<\/em>, <em>Ceneda<\/em>, ec. Acquisto della citt\u00e0 d&#8217;<em>Argo<\/em>, e di <em>Napoli di Romania<\/em>. Si fabbrica la chiesa di <em>San Lodovico<\/em> (<em>Alvise<\/em>).<\/li>\n<li>1389 Si rifabbrica la <em>chiesa di San Provolo<\/em> per opera di <strong>Amadeo <\/strong><strong>de&#8217; Bonguadagni<\/strong>.<\/li>\n<li>1392 Si fonda il <em>monastero dei Gesuati<\/em>.<\/li>\n<li>1393 Scoppia la prima delle tre pesti che des\u00f2lano Venezia durante la ducea di <b>Antonio Veniero<\/b>. Si costruisce l&#8217;orologio di Rialto, che suonava le ore a comodo dei mercanti.<\/li>\n<li>1394 Si fabbrica la <em>chiesa del Corpus Domini<\/em>.<\/li>\n<li>1395 Si rifabbrica la <em>chiesa di San Tommaso<\/em>.<\/li>\n<li>1396 Si fondano la <em>chiesa ed il cenobio di San Sebastiano.<\/em><\/li>\n<li>1397 Vittoria presso il <em>fiume Po<\/em> dei <em>Veneziani<\/em> contro l&#8217;armata di <strong>Giovanni Galeazzo Visconti<\/strong> signor di Milano. Seconda peste dalla quale periscono oltre 15.000 persone.<\/li>\n<li>1398 Si erige il <em>campanile di San Giovanni Elemosinano<\/em>, si restaura la <em>chiesa della Madonna dell&#8217; Orto<\/em>, e si ammattona la pubblica <em>pescheria di Rialto<\/em>.<\/li>\n<\/ul>\n<p><span style=\"text-decoration: underline;\">XV SECOLO <\/span><\/p>\n<ul style=\"text-align: justify;\">\n<li>1400 Terza pestilenza, ancor pi\u00f9 grave, dalla quale muoiono fino cinquecento persone al giorno. Morte del doge <strong>Antonio Veniero<\/strong>, viene sepolto nel <em>tempio dei Santi Giovanni e Paolo<\/em>. <strong>Michele Steno<\/strong>, doge LXIII.<\/li>\n<li>1401 Si erige il castello al <i>porto del Lido<\/i>, ed il <em>ponte di Rialto<\/em>, rovinatosi il d\u00ec 12 dicembre dello stesso anno, e si rifa in legno quale era dapprima.<\/li>\n<li>1403 Guerra nona contro i <em>Genovesi<\/em>, e vittoria di <strong>Carlo Zeno<\/strong> a Modone. Acquisto fatto dei <em>Veneti<\/em> di Vicenza, Feltre, Cividal di Belluno, Bassano ed altri luoghi. Guerra terza contro <strong>Francesco di Carrara<\/strong> signor di Padova. Va a fuoco il pinacolo del <em>campamle di San Marco<\/em>, tostamente rifatto, e per di pi\u00f9 posto ad oro.<\/li>\n<li>1404 Acquisto del <em>Polesine<\/em>. Si costruisce il grande verone del <em>Palazzo Ducale<\/em>, verso il <em>Molo<\/em>.<\/li>\n<li>1405 Guerra contro <strong>Francesco II Novello Carrara<\/strong>, signore di Padova, Cattura del <strong>Novello<\/strong> con i due figli, tutti e tre posti a morte. Il fine di questa guerra fu l&#8217;acquisto delle citt\u00e0 di <em>Vicenza<\/em>, di <em>Verona<\/em> e di <em>Padova<\/em>, dei distretti chiamati dei <em>Sette Comuni<\/em>, di <em>Este<\/em>, <em>Montagnana<\/em>, <em>Monselice<\/em>, <em>Camposampiero<\/em>, <em>Cittadella<\/em>, <em>Piove<\/em> e di altri luoghi nel <em>Padovano<\/em>.<\/li>\n<li>1406 Cologna viene aggregata al Dogado e unita al Sestiere di Dorsoduro.&nbsp; Si istituisce la <em>processione del Corpus Domini<\/em>.<\/li>\n<li>1407 Grandi feste per l&#8217;esaltazione al trono pontificale di <strong>Angelo <\/strong><strong>Corraro<\/strong>, patrizio veneto, che assumeva il nome di <strong>Gregorio XII<\/strong>.<\/li>\n<li>1408 Acquisto di <em>Zara<\/em> per cessione fatta da <strong>Ladislao di Napoli<\/strong>, verso l&#8217;esborso di centomila fiorini d&#8217;oro. Acquisto, per trattative col marchese di Ferrara, dei castelli sul Po, di <em>Guastalla<\/em>, <em>Brescello<\/em>, <em>Casalmaggiore<\/em> e <em>Colorno<\/em>.<\/li>\n<li>1410 Guerra contro re <strong>Sigismondo d&#8217;Ungheria<\/strong>, dura due anni. Un forte terremoto rovina di parecchie case, dei <em>campanili di santa Fosca<\/em>, e del <em>Corpus Domini<\/em>, di mura, camini ecc.<\/li>\n<li>1412 Gli <em>Ungheri<\/em> guidati da <strong>Pippo Spano<\/strong> saccheggiano l&#8217;<em>Istria<\/em> e la <em>Dalmazia<\/em>, e con alcune zattere si spingono fino a <em>San Nicol\u00f2 del Lido<\/em>, dove sorprese le guardie, si danno alle devastazioni. Battaglia presso la <em>Motta<\/em>, al passo del <em>Livenza<\/em>, con i <em>Veneziani<\/em> guidati da <strong>Pietro Loredano<\/strong> e da <strong>Carlo Malalesta<\/strong> che sconfiggono gli <em>Ungheri<\/em> e li inseguono fino <em> Portobuffol\u00e9<\/em>.<\/li>\n<li>1413 Morte del doge <strong>Michele Steno<\/strong>, viene tumulato nella <em>chiesa di Santa Marina<\/em>. La peste scoppiata causa la morte di circa 50.000 persone. <strong>Tommaso Mocenigo<\/strong>, doge LXIV.<\/li>\n<li>1415 Guerra seconda contro <strong>Sigismondo<\/strong> imperatore, nella quale <em>Sacile<\/em>, <em>Cividal di Belluno, Serravalle<\/em>, <em>Feltre<\/em> e la <em>Motta<\/em> sono ricuperati, e finalmente Udine si d\u00e0 ai <em>Veneziani<\/em>. Si istituiscono<\/li>\n<li>1416 Acquisto di <em>Sebenico<\/em> e di altre citt\u00e0 della <em>Dalmazia<\/em> fatto da <strong>Pietro Loredano<\/strong> e sua vittoria contro i <em>Turchi<\/em>.<\/li>\n<li>1417 Una saetta distrugge il pinacolo del <em>campanile di San Marco<\/em>.<\/li>\n<li>1418 Si incendiano le cupole della <em>Basilica di San Marco<\/em><\/li>\n<li>1423 Muore il doge <strong>Tommaso Mocenigo<\/strong>, viene sepolto nella <em>chiesa dei Santi Giovanni e Paolo<\/em>. <strong>Francesco Foscari<\/strong>, doge LXV. Durante l&#8217;interregno si delibera l&#8217;abolizione dell&#8217;antico ruolo dell&#8217;<em>Arengo <\/em>del popolo, per tal modo cessa ogni parte del popolo nel governo, che si fece del tutto aristocratico, e venne a cessare altres\u00ec la denominazione di <em>Comune Venetiarum<\/em>, che si sostituita con quella di <i>Signoria<\/i>, rimane l&#8217;usanza della richiesta rituale di approvazione del nuovo doge al popolo. Il <em>Maggior Consiglio<\/em>, composto da novecento undici nobili, si riunisce per la prima volta nella <em>Sala del Maggior Consiglio<\/em>. <em>Salonicchio<\/em> si d\u00e0 alla Repubblica. Patrasso dall&#8217;arcivescovo \u00e8 data al senato. <strong>Giovanni<\/strong> imperatore, figlio di <strong>Emanuello<\/strong>, arriva a Venezia. L&#8217;<em>isola di Santo Spirito<\/em> viene concessa ai <em>monaci cisterciensi di Brondolo. <\/em>Grande peste a Venezia, motivo dell&#8217;istituzione del<em> Lazzaretto<\/em>, e dalla quale perirono, 16.300 persone nel primo anno, e nel secondo 11.300<em>.<\/em><\/li>\n<li>1424 L&#8217;<em>isola di Lesina<\/em> si d\u00e0 alla Repubblica volontariamente. L&#8217;<em>isola di San Cristoforo<\/em> viene data a <strong>Giovanni Brunacci<\/strong> per stabilirvi un cenobio, poi concessa nel 1436, a fra <strong>Simeone da Camerino<\/strong> per fondarvi un <em>monastero di frati eremitani di Monte Ortone<\/em>. L&#8217;<em>isola di Sant&#8217;Andrea<\/em> viene concessa ai <em>Certosini<\/em>.<\/li>\n<li>1425 Terremoto importante in Venezia. Privilegio concesso da papa <strong>Martino V<\/strong> ai canonici di San Marco di portare l&#8217;<em>almuzia<\/em>.<\/li>\n<li>1426 Guerra prima contro <strong>Filippo Maria Visconti<\/strong> duca di Milano.<\/li>\n<li>1427 Vittoria navale sul Po di <strong>Francesco Bembo<\/strong> contro il <strong>Visconti<\/strong>, e di <strong>Francesco Carmagnola<\/strong> generale dei <em>veneti<\/em> eserciti terrestri a <em>Maclodio<\/em>. Un&#8217;altra peste invade la citt\u00e0 per sei mesi di seguito ne muoiono circa centoventi al giorno.<\/li>\n<li>1428 Pace tra la repubblica ed il <strong>Visconti<\/strong>, acquisizione di Brescia con tutte le terre, castella, giurisdizioni annesse. L&#8217; acqua alta sale a cinque piedi sopra le strade.<\/li>\n<li>1429 L&#8217;acqua cresce con gravissimo danno. Bologna si offre alla signoria, la quale non accetta, ma s&#8217;interpone per accordare quella citt\u00e0 col Papa.<\/li>\n<li>1430 Pace coi <em>Turchi<\/em>, perdita di <em>Salonicchio<\/em>. La Repubblica \u00e8 istituita commissaria di Ravenna da <strong>Obizzo da Polenta<\/strong> suo signore. Acque alte oltre quest&#8217;anno anche nel 1440, 1444 e 1445. Un fierissimo turbine affonda settantacinque navigli.<\/li>\n<li>1431 <strong>Eugenio IV<\/strong> Papa Veneziano, detto prima <strong>Gabriele Condulmer<\/strong>. Guerra seconda contro il duca di Milano <strong>Filippo Maria Visconti<\/strong>, e rotta sul Po avuta da <em>Veneziani<\/em>. Vittoria di <strong>Pietro Loredan<\/strong> a <em>Rapallo<\/em> contro i <em>Genovesi<\/em> in cui <strong>Francesco Spinola<\/strong> loro generale \u00e8 fatto prigioniero. I <em>Veneziani<\/em> vengono sconfitti dagli <em>Ungheri<\/em> presso l&#8217;<em>abazia di Rosazzo<\/em>. Si costruisce di nuovo in legno, il <em>ponte di Rialto<\/em>. La laguna gela che viene da <em>Mestre<\/em>, sopra un carro, una sposa con la sua dote, e nel 1442 si andava pure a <em>Mestre<\/em> ed a <em>Murano<\/em> a piedi.<\/li>\n<li>1432 Il conte <strong>Francesco Carmagnola<\/strong> viene condannato a perdere il capo fra le due colonne della <em>piazzetta di San Marco<\/em>. Sconfitta dei <em>Veneziani<\/em> in <em>Valtellina<\/em>, <strong>Giorgio Cornaro<\/strong> viene catturato, il marchese <strong>Gian Francesco Gonzaga<\/strong> di Mantova, prende il comando generale delle armi che la ricupera ed assicura la <em>Val Camonica<\/em>.<\/li>\n<li>1433 Pace tra la repubblica ed il <strong>Visconti,<\/strong> acquisizione di <em>Bergamo<\/em> e del suo territorio. L&#8217; acqua alta sale a cinque piedi sopra le strade. Attentato contro il doge <strong>Foscari<\/strong> commesso da <strong>Andrea Contarini<\/strong>.<\/li>\n<li>1434 Sconfitta del <strong>Gattamelata<\/strong> generale veneziano ad <em>Imola<\/em> che combatte contro <strong>Nicol\u00f2 Piccinino<\/strong> capitano del duca <strong>Filippo<\/strong>.<\/li>\n<li>1436 Si fabbrica la <em>chiesa e il cenobio di Sant&#8217;Alvise<\/em> (Lodovico) e l&#8217;<em>ospitale<\/em> nell&#8217;<em> isola del Lazzaretto vecchio. <\/em>Un incendio distrugge le botteghe intorno il <em>campanile di San Marco<\/em>.<\/li>\n<li>1437 Guerra terza contro <strong>Filippo Maria Visconti<\/strong> duca di Milano, la quale dura cinque anni.<\/li>\n<li>1438 Vittoria di <strong>Franceso Barbaro<\/strong> sopra <strong>Piccinino<\/strong> nella difesa di Brescia (<span style=\"color: #000000;\">dipinto di <strong>Jacopo Robusti<\/strong> detto <strong>Il Tintoretto<\/strong>, nel soppalco della <em>sala del Maggior Consiglio<\/em><\/span>). Battaglia navale sul <em>Po. <\/em><\/li>\n<li>1440 La flotta risale il <em>fiume Adige<\/em> fino a <em>Rovereto<\/em> e viene trasportata via terra a <em>Torbole<\/em>, la flotta comandata da <strong>Stefano Contarini,<\/strong> si scontra con quella milanese, al largo del torrente <em>Ponale<\/em>, e acquisisce il completo dominio del lago (dipinto di <strong>Jacopo Robusti <\/strong>detto <em>Il Tintoretto<\/em>, nel soppalco della <em>sala del Maggior Consiglio<\/em>). Vittoria a <em>Maderno<\/em> di <strong>Pietro Avogaro<\/strong> e di <strong>Paride da Lodrone<\/strong>, generali <em>veneziani<\/em>, contro il <strong>Visconte<\/strong>. La citt\u00e0 di <em>Ravenna<\/em> passa sotto il dominio di Venezia. L&#8217;<em>isola di Santa Maria delle Grazie<\/em>, viene concessa a <strong>Corrado Armanno<\/strong>, eremita.<\/li>\n<li>1441 Vittoria di <strong>Stefano Contarini<\/strong> presso Riva di Trento contro <strong>Biagio Assereto<\/strong> generale del duca <strong>Filippo<\/strong>. Acquisto di <em>Ravenna<\/em> e di <em>Cervia<\/em>. Sconfitta toccata ai <em>Veneziani<\/em> da parte di <strong>Nicol\u00f2 Piccinino<\/strong> generale del duca di Milano, per cui perdono il <em>Bergamasco<\/em>. Un fiero turbine rovescia molte barche, sicch\u00e9 si annegano da trecento persone.<\/li>\n<li>1442 <em>Drivasto<\/em>, citt\u00e0 dell&#8217;Albania e <em>Pamaliotti<\/em>, vengono a divozione della repubblica. Vengono aggiunti tre ai sei <em>Procuratori di San Marco<\/em>, cosicch\u00e9 sono nove. Si fonda la <i>chiesa di San Giobbe<\/i> e si rinnovano, per la seconda volta, la <em>chiesa e il monastero del Corpus Domini<\/em>, e la <em>chiesa di San Luca<\/em>. L&#8217;acqua sale a quattro passi sopra il comune marino, reca cotale danno nelle merci, che fu valutato ad oltre un milione d&#8217;oro, e nelle case per centomila ducati. Delle saette colpiscono i campanili di <em>San Giorgio Maggiore<\/em>, di <em>Sant&#8217;Antonio<\/em> e di <em>San Pietro di Castello<\/em>.<\/li>\n<li>1444 L&#8217;acqua delle lagune allaga con gran danno la citt\u00e0. <strong>Paolo Ducagino<\/strong> e <strong>Lecca<\/strong> suo fratello vengono, coi loro stati d&#8217;Albania, in divozione della repubblica.<\/li>\n<li>1445 Il figlio del doge <strong>Jacopo<\/strong> caduto in sospetto di avere accettato doni da parecchi cittadini e contro lo statuito dalle leggi, veniva confinato a Treviso, tornato a Venezia veniva accusato di avere causato la morte <strong>Ermolao Donato<\/strong> viene confinato nell&#8217;<em> isola di Candia<\/em>. Dall&#8217;isola scrive al sultano, affinch\u00e9 gli mandasse una sua galea a levarlo, scoperta la cosa, venne fatto tradurre a Venezia, e nuovamente condannato al confino, dove muore. L&#8217;acqua delle lagune, cresce con gran danno degli abitanti.<\/li>\n<li>1446 Guerra quarta contro il duca di Milano, ed acquisti fatti dai <em>Veneziani<\/em> fra quest&#8217;anno ed il seguente di <em>Ghiaradda<\/em>, di <em>Cassano<\/em>, del <em>Cremonese<\/em>, e del <em>Monte di Brianza<\/em>. Vittoria de <em>Veneziani<\/em> ad <em>Isola<\/em> presso <em>Casal Maggiore<\/em> contro <strong>Francesco Piccinino <\/strong>(dipinto di <strong>Francesco Da Ponte detto Il Bassano<\/strong>, nel soffitto della <em>sala del Maggior Consiglio<\/em>). Si riforma la <em>chiesa di Santa Maria della Carit\u00e0<\/em><\/li>\n<li>1447 Vittoria di <strong>Lorenzo Loredano<\/strong> presso Napoli: <strong>Alfonso <\/strong>re di Napoli sdegnato si collega col duca di Milano ad offesa della repubblica. Perdita di <em>Piacenza<\/em>, poco avanti dai <em>Veneziani<\/em> acquistata, con la cattivit\u00e0 di <strong>Gherardo Dandolo<\/strong> e di <strong>Taddeo Estense<\/strong>. Acquisto di <em>Lodi<\/em> fatto dai <em>Veneziani. S<\/em>i erige la <em>scuola degli Albanesi<\/em> a San Maurizio, e poco poi si rifabbrica la <em>chiesa di San. Zaccaria. <\/em>Terribile contagio di peste per la quale si spopola quasi la capitale, mentre rimangono preda di morte da trecento persone al giorno.<\/li>\n<li>1448 Rotta ricevuta da <strong>Andrea Quirino<\/strong> a <em>Casal Maggiore<\/em>. Perdita di <em>Lodi<\/em>.<\/li>\n<li>1449 Acquisto di <em>Crema<\/em> fatto dai <em>Veneziani.<\/em> Vittoria di <strong>Giacomo Antonio Marcello<\/strong> presso <em>Sesia<\/em> (fiume del Vercellese) contra i <em>Savoini<\/em> collegati col <strong>Visconte<\/strong>. Guerra di <strong>Luigi Loredano<\/strong> contro <strong>Alfonso<\/strong> re di Napoli. Guerra dei <em>Veneziani<\/em> contro il conte <strong>Francesco Sforza<\/strong>, e dura quattro anni. Il <em>Tesoro di San Marco<\/em> \u00e8 rubato da <strong>Stamati<\/strong> greco, e poi ricuperato. Si crea il <em>Magistrato sopra le Camere<\/em>, onde vegliare sopra le Camere nelle citt\u00e0 della Terraferma, per togliere i disordini.<\/li>\n<li>1451 Erezione in patriarcato del <em>vescovato di Castello<\/em>, nella persona di <strong>Lorenzo Giustiniani<\/strong>, poi santo, <strong>Domenico Michele<\/strong> \u00e8 l&#8217;ultimo patriarca di Grado.<\/li>\n<li>1452 Viene creato il <em>Provveditore ai boschi dello Stato<\/em>, per la regolata provvista della legna da fuoco.<\/li>\n<li>1453 Caduta di <em>Costantinopoli<\/em>, conquistata dai <em>Turchi<\/em>, invano difesa da <strong>Nicol\u00f2 Molino<\/strong>, <strong>Giovanni Loredano<\/strong>, <strong>Battista Gritti<\/strong> ed altri cristiani. Si assegna l&#8217;<em>isola di San Francesco del Deserto<\/em> ai minori osservanti.<\/li>\n<li>1454 Pace di <em>Lodi<\/em> con lo <strong>Sforza<\/strong>.<\/li>\n<li>1456 Un incendio rovina interamente la <em>chiesa di San Girolamo<\/em>.<\/li>\n<li>1457 Viene deposto per limiti di et\u00e0 il doge <strong>Francesco Foscari<\/strong>, che muore poco dopo, decretati solenni esequie a pubbliche spese, viene tumulato nella <em>chiesa dei Frari<\/em>.<\/li>\n<li>1457 <strong>Pasqual Malipiero<\/strong>, doge LXVI; fa incoronare la moglie. <em>Terremoto<\/em> notabile in Venezia.<\/li>\n<li>1459 L&#8217;arte della stampa viene condotta per la prima volta in Venezia da <strong>Nicol\u00f2 Jenson Tedesco<\/strong>.<\/li>\n<li>1461 <strong>Jacopo Venier<\/strong> penetra nello stretto dei <em>Dardanelli<\/em>.<\/li>\n<li>1462 Muore il doge <strong>Pasquale Malipiero<\/strong>, viene tumulato nella <em>chiesa dei Santi Giovanni e Paolo<\/em>. <b>Cristoforo Moro<\/b>, doge LXVII.<\/li>\n<li>1463 Guerra quinta contro Trieste per i danni fatti da quella citt\u00e0 agli uomini dell&#8217;<em>Istria<\/em>: il Papa per\u00f2 s&#8217;interpone. Guerra dei<em> Veneziani<\/em> cominciata quest&#8217;anno contro i <em>Turchi<\/em>, e nella quale la repubblica perde quasi tutta la <em>Morea<\/em>. Si crea il <em>Collegio dei dieci Savi<\/em> sopra le decime, ai quali fu devoluta l&#8217;imposizione del balzello sopra gli affitti delle case, molini, beni di qualunque sorta posseduti dai cittadini, tanto ecclesiastici che secolari. Si fonda il <em>campanile di San Pietro di Castello<\/em>, finito nel 1474.<\/li>\n<li>1464 Innalzato al soglio pontificale <strong>Pietro Barbo<\/strong> veneziano, con il nome di <strong>Paolo II<\/strong>. La peste irrompe nella citt\u00e0.<\/li>\n<li>1467 Gran parte dell&#8217;Albania \u00e8 lasciata alla repubblica da <strong>Giorgio Castriota<\/strong>.<\/li>\n<li>1468 Cardinal <strong>Bessarione<\/strong> lascia la libreria alla repubblica. <strong>Federico III<\/strong> imperatore viene a Venezia, ed \u00e8 festeggiato. <strong>Caterina Cornaro<\/strong>, figlia di <strong>Marco<\/strong>, impalma <strong>Jacopo Lusignano<\/strong> <em>re di Cipro<\/em>. Per la peste di quest&#8217;anno si erge il <em>Lazzaretto nuovo<\/em>, per cessione fatta dai monaci di <em>San Giorgio Maggiore<\/em> della vigna in quell&#8217;isola da loro posseduta.<\/li>\n<li>1469 Lega contro i <em>Turchi<\/em> di Paolo II. S&#8217;introdusse l&#8217;arte della stampa a Venezia per opera di <strong>Giovanni di Spira<\/strong>, il quale ottenne privilegio di stampare le <em>Epistole<\/em> di <strong>Cicerone<\/strong> per cinque anni. Si costruisce di nuovo la chiesa di <em>San Michele in isola<\/em>, con architettura di <strong>Mordo di Lorenzo<\/strong>.<\/li>\n<li>1470 Perdita dell&#8217;<em>isola di Negroponte<\/em> difesa contro i <em>Turchi<\/em> di <strong>Paolo Erizzo;<\/strong> morte inaudita di quest&#8217;ultimo, segato in due.<\/li>\n<li>1471 <em>Smirne<\/em> viene presa e messa a ferro e fuoco da <strong>Pietro Mocenigo<\/strong> (dipinto di <strong>Paolo Veronese<\/strong>, nel soffitto della <em>sala del Maggior Consiglio<\/em>). Si istituisce il <em>magistrato Sopra Gastaldo<\/em>, a cui fu commessa la esecuzione delle sentenze delle varie magistrature. Morte del doge <strong>Cristoforo Moro<\/strong>, viene sepolto nella <em>chiesa di San Giobbe<\/em>. <strong>Nicol\u00f2 Tron<\/strong>, doge LXVIII. <strong>Caterina Cornaro<\/strong> diventa regina di Cipro.<\/li>\n<li>1472 <strong>Pietro Mocenigo<\/strong> rimette le cose della <em>Morea<\/em>. Incoronazione della moglie del doge <strong>Nicol\u00f2 Tron<\/strong>. 1472, Si inizia a fondare l&#8217;<em>Arsenale<\/em> detto <em>nuovissimo<\/em>, capace di cento galee. Si erige il <em>monastero di Tutti i santi<\/em>, a cui fu annessa poco poi la chiesa. Si coniava la lira effettiva di argento da soldi venti, detta <em>lira Tron<\/em>.<\/li>\n<li>1473 Congiura nell&#8217;<em>isola di Cipro<\/em> contro la regina <strong>Cornaro<\/strong>, sicch\u00e9 <strong>Pier Mocenigo<\/strong> vi accorre con la flotta e doma quei rivoltosi, e ripristina l&#8217;ordine turbato in quell&#8217; isola.<\/li>\n<li>1473 Morte del doge <strong>Nicol\u00f2 Tron<\/strong>, viene sepolto nella <em>chiesa di Santa Maria dei Frari<\/em>. <strong>Nicol\u00f2 Marcello<\/strong>, doge LXIX.<\/li>\n<li>1474 Difesa della citt\u00e0 di <em>Scutari<\/em> da parte di <strong>Antonio Loredano<\/strong> contro i <em>Turchi<\/em> (dipinto di <strong>Paolo Caliari<\/strong> detto <strong>Il Veronese<\/strong>, nel soffitto della <em>sala del Maggior Consiglio<\/em>). Si fonda la <em>chiesa dei Gesuiti,<\/em> per la quale fabbrica il doge elargisce denaro e lascia ricchi addobbi. Si istituisce il <em>Magistrato dei tre Savi sopra-conti<\/em>, al quale magistrato si impone il carico di rivedere i conti dei governatori delle pubbliche entrate. Viene rinnovata la <em>chiesa di San Pietro martire di Murano<\/em> a motivo dell&#8217;incendio che l&#8217;aveva distrutta. Morte del doge <strong>Nicol\u00f2 Marcello<\/strong>, viene sepolto nella <em>chiesa di Santa Marina<\/em>. <strong>Pietro Mocenigo<\/strong>, doge LXX.<\/li>\n<li>1475 I <em>Turchi<\/em> arrivano sino nel Friuli. S&#8217;incendia la <em>chiesa di San Giovanni Crisostomo<\/em>, viene riedificata quella di <em>San Giovanni in Bragora<\/em>.<\/li>\n<li>1476 Morte del generale <strong>Bartolomeo Coleoni<\/strong>, che lascia alla patria un ricco legato, alfine di continuare la guerra col Turco, si stabilisce d&#8217;innalzargli un monumento in <em>campo dei Santi Giovanni e Paolo<\/em>, opera insigne fusa in bronzo da <strong>Alessandro Leopardi<\/strong> nel 1496, sopra modello di <strong>Andrea del Verocchio<\/strong>. Morte del doge <strong>Pietro Mocenigo<\/strong>, \u00e8 sepolto nella <em>chiesa dei Santi Giovanni e Paolo<\/em> dove ha pompa funebre. <strong>Andrea Vendramino<\/strong>, doge LXXI. Si fonda l&#8217;<em>ospitale di Ges\u00f9 Cristo<\/em>, presso <em>Sant&#8217;Antonio di Castello<\/em>, destinato ad accogliere i poveri vecchi marinai. Si promulga la prima legge contro il lusso smodato delle donne.<\/li>\n<li>1477 Morte del doge, <strong>Andrea Vendramino<\/strong>, viene tumulato nella <em>chiesa di Santa Maria dei Servi<\/em>. <strong>Giovanni Mocenigo<\/strong>, doge LXXII.<\/li>\n<li>1478 La peste di quest&#8217;anno, che dura dalla primavera fino al mese di novembre, fa perire dalle 30 alle 80 persone al giorno.<\/li>\n<li>1479 Si edifica la scuola dei calzolai a <em>San Tomaso<\/em>.<\/li>\n<li>1482 Rotta data dai <em>Veneziani<\/em> alle armi di <strong>Ercole I<\/strong> duca di Ferrara da <strong>Pietro Mocenigo<\/strong> (dipinto di <strong>Francesco Da Pont<\/strong>e detto <strong>Il Bassano<\/strong>, soffitto della <em>sala del Maggior Consiglio<\/em>), ed acquisto del <em>Polesine<\/em>. Vittoria conseguita da <strong>Vittore Soranzo<\/strong> sopra le armi di <strong>Sigismondo d&#8217;Este<\/strong> (dipinto di <strong>Jacopo Robusti<\/strong> detto <strong>Il Tintoretto<\/strong>, nel soffitto della <em>sala del Maggior Consiglio<\/em>).<\/li>\n<li>1483 Brucia il <em>Palazzo Ducale<\/em> dal lato d&#8217;oriente. Si fonda il <em>monastero dello Spirito Santo.<\/em><\/li>\n<li>1484 Presa di <em>Gallipoli<\/em> conseguita da <strong>Jacopo Marcello<\/strong> contro gli <em>Aragonesi<\/em> (dipinto di <strong>Jacopo Robusti<\/strong> detto <em>Il Tintoretto, <\/em>nel soffitto della<em> sala del Maggior Consiglio<\/em>).<\/li>\n<li>1485 Brucia parte del <em>tempio dei Santi Giovanni e Paolo<\/em> e tutta la fabbrica della vicina <i>confraternita di San Marco<\/i>, si d\u00e0 mano a costruirle in pi\u00f9 bella forma. Morto a causa della peste il doge <strong>Giovanni Mocenigo<\/strong>, viene sepolto nella <em>chiesa dei Santi Giovanni e Paolo<\/em>. <strong>Marco Barbarigo<\/strong>, doge LXXIII.<\/li>\n<li>1486 Morte del doge <strong>Marco Barbarigo<\/strong>, dopo un alterco con il fratello <strong>Agostino<\/strong>, viene sepolto nella <em>chiesa di Santa Maria della Carit\u00e0<\/em>. <strong>Agostino Barbarigo<\/strong>, fratello del suddetto, doge LXXIV. Grandi nevicate e ghiacci durano un mese, sicch\u00e9 le viti tutte morirono, e gelata la laguna, le genti vengono da <em>Marghera<\/em> a Venezia a cavallo, e il <em>podest\u00e0 di Mestre<\/em> giunge tirato su un carro fino all&#8217;<em> isola di San Secondo<\/em>.<\/li>\n<li>1487 Guerra Retico-Austrica, promossa dall&#8217;imperatore <strong>Sigismondo<\/strong>. Incendio per la seconda volta il monastero delle Vergini.<\/li>\n<li>1488 Si fonda la <em>chiesa e il monastero dei Santi Rocco e Margherita<\/em>.<\/li>\n<li>1489 La regina <strong>Cornaro<\/strong>, morto il marito <strong>Jacopo Lusignano re di Cipro<\/strong>, cede la corona alla Repubblica (dipinto di <strong>Leonardo Corona<\/strong> nel soffitto della <em>sala del Maggior Consiglio<\/em>). Peste gravissima in Venezia. Su rifabbrica la <em>chiesa di San Rocco<\/em> e la <em>chiesa<\/em>, gi\u00e0 incendiata, <em>di San Giovanni Crisostomo<\/em>.<\/li>\n<li>1490 Ancora nevicate e ghiacci, che gli stratioti giostrarono in <em>Canal Grande<\/em>.<\/li>\n<li>1491 Peste per la quale si crea il <em>magistrato di Sanit\u00e0<\/em>.<\/li>\n<li>1492 Istituzione della <em>Quarantia civil nuova<\/em>, per sollievo della <i>Quarantia vecchia<\/i> viene demandato giudicare le controversie della <em>Terraferma<\/em> e di altri luoghi dello Stato. Si rifabbrica della <em>chiesa di Santa Maria Formosa.<\/em><\/li>\n<li>1493 Per festeggiare <strong>Beatrice d&#8217;Este<\/strong> si fa per la prima volta una regata di donne. Si fonda il monastero e la <em>chiesa del Santo Sepolcro<\/em>.<\/li>\n<li>1494 Si costruisce la <em>chiesa dei Gesuati<\/em><\/li>\n<li>1495 Pace con l&#8217;imperatore <strong>Sigismondo<\/strong>. Lega dei <em>Veneziani<\/em> con il Papa, e col duca di Milano per frenare i progressi di <strong>Carlo VIII<\/strong> re di Francia<\/li>\n<li>1496 S&#8217;innalza la <em>Torre dell&#8217;Orologio<\/em> e si getta la statua equestre del generale <strong>Bartolomeo Coleoni<\/strong>.<\/li>\n<li>1497 Si fonda il <em>monastero di Santa Maria Maggiore<\/em>.<\/li>\n<li>1498 Guerra contro i <em>Turchi<\/em> promossa da <strong>Sforza<\/strong> duca di Milano. Peste a Venezia, sospesa la <em>Fiera della Sensa<\/em>.<\/li>\n<li>1499 Nella guerra contro <strong>Lodovico il Moro<\/strong> i <i>Veneziani<\/i> acquistano la citt\u00e0 di <em>Cremona<\/em>. <em>Battaglia della Sapienza<\/em> sconfitta dei <em>Veneziani<\/em>, <strong>Antonio Grimani<\/strong> generale della flotta viene sottoposto a processo. Istituzione degli <em>Auditori novissimi<\/em>, per ascoltare le appellazioni dalle sentenze delle cause minori. Istituito il <em>Magistrato dell&#8217; armar<\/em>, ossia armamento, preposto alle cose marittime. Si costruisce la <em>Scuola della Misericordia<\/em><\/li>\n<\/ul>\n<p><span style=\"text-decoration: underline;\">XVI SECOLO <\/span><\/p>\n<ul style=\"text-align: justify;\">\n<li>1500 Innalzate le fabbriche che fiancheggiano la <em>Torre dell&#8217;Orologio<\/em>, e rifabbrica della <em>chiesa di Santa Giustina.<\/em><\/li>\n<li>1501 Morte del Doge <strong>Agostino Barbarigo<\/strong>, tumulato nella <em>chiesa della Carit\u00e0<\/em>. <strong>Leonardo Loredano<\/strong>, doge LXXV. Si decreta il magistrato dei <i>Tre Savi alle acque<\/i> o <em>Magistrato alle acque.<\/em><\/li>\n<li>1503 Pace di <em>Bajazette<\/em> con i <em>Turchi<\/em>. Infierisce la peste e tre anni dopo una nuova epidemia per la qual causa perirono molti abitanti.<\/li>\n<li>1504 Un terremoto fa danni gravissimi, giacch\u00e9 cadono molte case, chiese e torri campanarie, rimanendo offeso perfino il campanile di San Marco.<\/li>\n<li>1505 Si rifabbricano le <em>chiese degli Ognissanti<\/em> e di <em>San Geminiano<\/em>, quest&#8217;ultima murata con disegno di <b>Jacopo Sansovino<\/b>. Si gettano da <strong>Alessandro Leopardi<\/strong> i tre pili di bronzo eretti nella <em>piazza di San <\/em><em>Marco<\/em>. Va a fuoco il <em>fondaco dei Tedeschi<\/em>.<\/li>\n<li>1506 Instituita la magistratura dei <em>Cinque Savi alla mercanzia<\/em>, affinch\u00e9 intendessero ed investigassero ogni disordine nel commercio. Si rifabbrica la <em>chiesa di San Sebastiano<\/em>. Un grave incendio distrugge molte case a <em>San Cassiano<\/em>. Venuta di quattro ambasciatori di <em>Norimberga<\/em>, spediti a chiedere un esemplare delle venete leggi, a regola del proprio governo (dipinti di <strong>Carlo<\/strong> e <strong>Gabriele Caliari<\/strong> nella <em>sala della Quattro Porte<\/em> del Palazzo Ducale e di <strong>Andrea Vicentino<\/strong> nella <em>sala del Maggior Consiglio<\/em>)<\/li>\n<li>1508 Vittoria del <em>Veneziani<\/em> di <strong>Bartolomeo d&#8217; Alviano<\/strong> nella battaglia di <em>Rusecco<\/em> in <em>Cadore<\/em> contro i <em>Tedeschi<\/em>. Si costituisce <em>lega di Cambrai<\/em> contra la repubblica, composta dal papa <strong>Giulio II<\/strong>, <strong>Luigi XII<\/strong> di Francia, l&#8217;imperatore <strong>Massimiliano I<\/strong> e <strong>Fer dinando V<\/strong>, re di <em>Aragona<\/em> e di <em>Napoli<\/em> ed altri principi. Si ingrandirono le chiese di <em>San Pietro di Castello<\/em> e di <em>San Tomaso<\/em>.<\/li>\n<li>1509 <strong>Papa Giulio II<\/strong> lancia una scomunica sulla Serenissima. Sconfitta dei <em>Veneziani<\/em> nella <em>battaglia di Agnadello<\/em> contro i <em>Francesi<\/em> di <strong>Luigi XII, <\/strong>la <em>Repubblica<\/em> decide l&#8217;evacuazione dei suoi <em>Domini di Terraferma<\/em> per concentrarsi sulla difesa della laguna, togliendo le province dall&#8217;obbligo di fedelt\u00e0. Padova viene presa da <strong>Andrea Gritti<\/strong> e da <strong>Giovanni Diedo<\/strong> (dipinto di <strong>Jacopo Palma il Giovane<\/strong> nel soffitto della <em>sala del Maggior Consiglio<\/em>). <em>Treviso<\/em> insorge contro la dedizione della citt\u00e0 agli imperiali. <strong>Massimiliano I<\/strong> leva l&#8217;assedio di <em>Padova<\/em> e si ritira nel <em>Tirolo<\/em>. Due incendi rovinano molta parte dell&#8217;<em>Arsenale<\/em>, con varie case appresso, e per i quali periscono alquante persone.<\/li>\n<li>1510 Si rinnova la <em>chiesa di Santa Maria Mater Domini<\/em>. Si rinnovella la peste, che per\u00f2 \u00e9 mite, ma l&#8217;anno appresso infuria in modo tale che morivano quaranta persone al giorno, a motivo anche della grave carestia.<\/li>\n<li>1511 Lega de <em>Veneziani<\/em> col Papa e col re di Spagna, 1512 Si rif\u00e0 la cima del <em>campanile di San Marco<\/em>, ponendovisi sopra, nel 1517, l&#8217;angelo dorato. Nuovo terremoto.<\/li>\n<li>1512 Sconfitta delle truppe dei <em>Veneziani<\/em> a <em>Valeggio<\/em> ad opera dei <em>Francesi<\/em> di <strong>Gaston de Foix-Nemours<\/strong>. Si fonda la <em>chiesa ed il monastero di San Giuseppe di Castello<\/em><\/li>\n<li>1513 Nella battaglia de <em>La Motta<\/em>, l&#8217;esercito dei <em>Veneziani<\/em> subisce una netta sconfitta contro gli <em>Spagnoli<\/em> di <strong>Cardona<\/strong>. Instituito il <em>Collegio delle arti<\/em>, a cui era commesso il correggere gli abusi.<\/li>\n<li>1514 Reso stabile il magistrato dei <em>Tre Provveditori sopra le pompe<\/em>, vale a dire, sopra il lusso smodato. Un incendio brucia il <em>cenobio dei Crocicchieri<\/em> e tutto <em>Rialto<\/em>, con danno di duecentomila ducati.<\/li>\n<li>1515 Battaglia di <em>Marignano<\/em> e vittoria dei <em>Francesi<\/em> e dei <i>Veneziani<\/i> contro gli <em>Svizzeri<\/em> che hanno il controllo di Milano.<\/li>\n<li>1516 Trattati di <em>Noyon<\/em>, termina la guerra della <em>Lega di Cambrai<\/em>, <em>Verona<\/em>, <em>Brescia<\/em> e <em>Padova<\/em> vengono ricuperate, <em>Cremona<\/em>, <em>Cervia<\/em>, <em>Ravenna<\/em> e <em>Rovereto<\/em> invece non tornano mai pi\u00f9. Instituiti i <em>Tre Riformatori dello studio di Padova<\/em> furono, e ci\u00f2 per far risorgere lo studio delle lettere. Si ordina che gli <em>Ebrei<\/em> debbano abitare separatamente dai cristiani nel luogo appellato il <em>Ghetto<\/em>, cio\u00e9 in un circondario di case chiuso con due porte.<\/li>\n<li>1517 Affine d&#8217;impedire i mali cagionati dall&#8217;ambito, si crea il <em>Magistrato dei Censori<\/em>. Si da principio ad edificare la grandiosa fabbrica della <em>confraternita di San Rocco<\/em>, con la direzione degli architetti <strong>Giulio<\/strong> e <b>Santo Lombardo<\/b>.<\/li>\n<li>1520 Si riedifica dai fondamenti <em>la chiesa di San Leone<\/em>.<\/li>\n<li>1521 Muore il doge <strong>Leonardo Loredano<\/strong>, onori funebri e sepoltura nel <em>tempio dei Santi Giovani e Paolo<\/em>. Si stabilisce che stante la difficolt\u00e0 di procurare il numero occorrente di uccelli salvatici, soliti dispensarsi dal doge a <em>Santa Barbara <\/em>(4 dicembre), siano a quelli sostituita una moneta del valore di un quarto di ducato. <strong>Antonio Grimani<\/strong>, doge LXXVI. Viene istituito il <em>Magistrato sopra Monasteri<\/em>, per provvedere a tutte le cose ad essi monasteri relative.<\/li>\n<li>1522 Si sistema il <em>Magistrato del Forestiere<\/em>.<\/li>\n<li>1523 Si firma il trattato di <em>Worms<\/em> con l&#8217;imperatore <strong>Carlo V<\/strong>, che toglie la Repubblica dalla <em>guerra d&#8217;Italia<\/em>. Si fonda l&#8217;<em>ospedale degli Incurabili<\/em> dalla piet\u00e0 di <strong>Maria Malipiero<\/strong> e <strong>Marina Grimani<\/strong>. Muore il doge <strong>Antonio Grimani<\/strong>, sepolto nella <em>chiesa di Sant&#8217;Antonio di Castello<\/em>. <strong>Andrea Gritti<\/strong>, <em>doge<\/em> LXXVII.<\/li>\n<li>1524 Si richiama in vigore il <em>Magistrato de Censori<\/em> dopo la sua sopressione. Elezione dei <em>Provveditori sopra banchi<\/em>, per far eseguire le leggi emanate sopra i banchi e i cambisti.<\/li>\n<li>1525 Crollo del <em>Ponte di Rialto<\/em> e nuova costruzione in legno. Costruzione del <em>Palazzo dei Camerlenghi<\/em>.<\/li>\n<li>1526 Proibita, dal <em>Consiglio dei Dieci<\/em>, la stampa di qualsiasi libro senza espressa licenza.<\/li>\n<li>1527 Rifabbrica della <i>chiesa di San Giovanni Elemosinario<\/i>, erezione di quella di <em>Santa Maria dei Derelitti<\/em> con l&#8217;annesso ospedale. La peste e la carestia di quest&#8217;anno superano la memoria dei viventi, la peste si rinnova nel 1536.<\/li>\n<li>1528 Fondazione della <em>chiesa e del cenobio di San Nicola da Tolentino.<\/em><\/li>\n<li>1529 Istituzione del <em>Collegio dei X Savi<\/em> , al quale furono delegate le liti di privilegi e pretese esenzioni dai dazi, imposte o gravezze delle citt\u00e0, comuni e persone suddite fuori della capitale.<\/li>\n<li>1530 <strong>Francesco Sforza II<\/strong>, duca di Milano, viene a Venezia. Riordino del <em>Tesoro di San Marco. <\/em>Erezione della <em>Cappella Emiliana<\/em>, o meglio tempietto, presso <em>San Michele in isola<\/em>.<\/li>\n<li>1531 Istituzione dei <em>Provveditori sopra-olii<\/em>, i quali avevano l&#8217;uffizio di mantenere l&#8217;abbondanza dell&#8217; olio nella capitale. Rifacimento della <em>chiesa di San Felice<\/em>.<\/li>\n<li>1533 Incendio <em>all&#8217;Arsenale.<\/em><\/li>\n<li>1534 Si posa la prima pietra della rinnovato <em>chiesa di San Francesco della Vigna<\/em>. Si erige, ad opera del <strong>Sansovino<\/strong>, la grandiosa fabbrica della <em>scuola della Misericordia.<\/em><\/li>\n<li>1535 Si decreta la fabbrica della <em>Zecca<\/em> e della <em>pubblica Libreria<\/em>.<\/li>\n<li>1537 Fallito tentativo dei <em>Turchi<\/em> di prendere <em>Corf\u00f9<\/em>. Istituzione dei magistrati <em>Esecutori contro la Bestemmia<\/em>, il cui incarico era quello di punire i bestemmiatori e coloro che mancavano di rispetto ai luoghi santi, di sorvegliare le donne perdute, i forestieri, gli <em>Ebrei<\/em>, ed in generale al costume.<\/li>\n<li>1538 Morte del doge <strong>Andrea Gritti<\/strong>, pompa funebre nella chiesa dei <em>Santi Giovanni e Paolo<\/em>, tumulato nella <em>chiesa di San Francesco della Vigna<\/em>. <strong>Pietro Lando<\/strong>, doge LXXVIII.<\/li>\n<li>1539 Guerra con <strong>Solimano<\/strong> imperatore dei <em>Turchi<\/em> per mare e nella <em>Dalmazia<\/em>. Si ordina in forma stabile i tre <em>Inquisitori di Stato<\/em>. Una carestia gravissima procura la morte, per fame, di molte persone. Si posa la prima pietra della chiesa magnifica di <em>San Giorgio dei Greci<\/em>.<\/li>\n<li>1540 Pace con i <em>Turchi<\/em>, vengono cedute le citt\u00e0 di <em>Napoli di Romania<\/em> e <em>Malvasia<\/em>. <strong>Jacopo Sansovino<\/strong> erige la <em>loggetta<\/em> ai piedi del campanile di <em>San Marco<\/em>, e riedifica, l&#8217;anno stesso, la <em>chiesa di San Martino<\/em>.<\/li>\n<li>1542 Vengono creati i <em>Provveditori alle Fortezze, <\/em>i quali hanno la sorvegliava alla conservazione delle mura, all&#8217;accrescimento delle fortezze, vestiario dei soldati, munizioni, artiglierie.<\/li>\n<li>1544 <strong>Michiele Sanmicheli<\/strong> fonda il portentoso <em>castello di Sant&#8217; Andrea<\/em> del Lido, ed erige, nell&#8217; arsenale, il deposito del <em>Bucintoro<\/em>. Viene istituito il <em>Collegio dei Signori di notte al Civile,<\/em> ad essi sono demandate le cause civili, per affitti di case, per pegni, ecc., sicch\u00e9 viene abolito l&#8217;antico <em>Magistrato dei capi di Sestiere<\/em>.<\/li>\n<li>1545 Si eleva il <em>campanile di San Sebastiano<\/em>. Viene istituita la <em>Milizia da Mar<\/em> per provvedere i marinai occorrenti per l&#8217;armo dei pubblici legni. Viene istituito il <em>Magistrato dei Provveditori sopra le Beccarie<\/em>, che deve far derivare dall&#8217;estero gli animati bovini per l&#8217;abbondanza di carni nella citt\u00e0. Morte del doge <strong>Pietro Lando<\/strong>, sepolto nella chiesa di <em>Sant&#8217;Antonio di Castello. <\/em><strong>Francesco Donato<\/strong> doge, LXXIX.<\/li>\n<li>1548 Viene istituito il <em>Collegio dei XII<\/em> del corpo dei XL, al quale furono demandate le cause sino alla somma di ducati 200, e poi nel 1668, fino a quella di ducati 400.<\/li>\n<li>1549 Gela la laguna in guisa che si va a piedi alla Giudecca ed a Murano.<\/li>\n<li>1550 Onde impedire la diffusione degli errori di <strong>Lutero<\/strong> e di <strong>Calvino<\/strong>, si creano i <em>Tre Savi assistenti contro l&#8217; Eresia<\/em>.<\/li>\n<li>1551 Si ordinano i <em>Provveditori sopra gli ori, argenti e monete<\/em>, con l&#8217;incarico di sorvegliare alle monete in corso, ed ai metalli preziosi che giungono nella capitale. S&#8217;instituiscono sei pubbliche scuole, una per sestiere onde la giovent\u00f9 impara la grammatica e lettere umane.<\/li>\n<li>1553 Muore il doge <strong>Francesco Donato<\/strong>, viene sepolto nella <em>chiesa di Santa Maria dei Servi<\/em>. <strong>Marc&#8217;Antonio Trevisano<\/strong>, doge LXXX. Si istituisce il <em>Magistrato degli tre Conservatori delle leggi<\/em>, il cui incarico \u00e8 di far osservare la legge emanata dal <em>Maggior Consiglio<\/em>. Il <strong>Sansovino<\/strong> erige la facciata della chiesa di <em>San Giuliano. <\/em>Muore il doge <strong>Marc&#8217;Antonio Trevisano, <\/strong>domato, pi\u00f9 che dagli anni, dalle penitenze e digiuni, viene sepolto nella chiesa di <em>San Francesco della Vigna<\/em>.<\/li>\n<li>1554 <strong>Francesco Venier<\/strong>, doge LXXXI.<\/li>\n<li>1556 Peste e carestia spopolano la citt\u00e0. Viene istituita la magistratura dei <em>Provveditori sopra luoghi incolti<\/em>, i quali promuovono con l&#8217;agricoltura dei beni abbandonati l&#8217;abbondanza di biade. Muore il doge <strong>Francesco Venier, <\/strong>viene tumulato nel tempio del Santissimo Salvatore. <strong>Lorenzo Priuli<\/strong>, doge LXXXII.<\/li>\n<li>1557 Viene istituita la pia <em>casa dei Catecumini<\/em>, stabilita provvisoriamente nella parrocchia dei <em>Santi Ermagora e Fortunato<\/em>, poi traportata nella contrada di <em>San Gregorio<\/em>.<\/li>\n<li>1559 Muore il doge <strong>Lorenzo Priuli<\/strong>, viene sepolto nella <em>Chiesa di San Domenico<\/em>. <strong>Girolamo Priuli<\/strong>, fratello del suddetto, doge LXXXIII. Il <strong>Palladio<\/strong> rinnovava parte del monastero e la <em>chiesa di San Giorgio Maggiore in isola<\/em>.<\/li>\n<li>1561 Viene istituita la magistratura <em>Sopra gli ospitali e luoghi pii<\/em>, il cui incarico era principalmente di rivedere i testamenti rogati a vantaggio di detti pii luoghi, indagare se ai poveri fosse prestato il dovuto servigio.<\/li>\n<li>1562 <strong>Cristoforo Canale<\/strong> muore dopo la vittoria riportata sul pirata rinnegato <strong>Mustaf\u00e0<\/strong>. Il <strong>Palladio<\/strong> erige la facciata della chiesa di <em>San Francesco della Vigna<\/em>.<\/li>\n<li>1564 Il papa <strong>Pio IV<\/strong> per riconoscenza alla Repubblica, per l&#8217;aiuto avuto nel corso del <em>Concilio di Trento<\/em>, le dona il <em>palazzo di San Marco<\/em> in Roma. L&#8217;<em>Arsenale<\/em> viene per la quinta volta allargato.<\/li>\n<li>1565 Viene istituita la magistratura dei <em>Provveditori sopra la giustizia vecchia<\/em>, la cui incombenza \u00e8 quella dell&#8217;appellazione delle sentenze dei <em>giustizieri vecchi<\/em>. Per cagione della pesta portata da una galea venuta da Alessandria, si rinnovavano le fabbriche del <em>Lazzaretto vecchio<\/em>. Si pongono nella <em>scala dei Giganti<\/em> le due statue di Marte e di Nettuno, scolpite dal <strong>Sansovino<\/strong>.<\/li>\n<li>1567 Muore il doge <strong>Girolamo Priuli<\/strong>, viene sepolto nella <em>Chiesa di San Domenico<\/em>. <strong>Pietro Loredano<\/strong>, doge LXXXIV.<\/li>\n<li>1569 Rifabbrica della <em>chiesa di Santa Sofia<\/em>. La pi\u00f9 grande carestia che a memoria d&#8217;uomini fosse accaduta, ed incendio nell&#8217;Arsenale,<\/li>\n<li>1570 Morte del doge <strong>Pietro Loredano, <\/strong>viene sepolto nella <em>chiesa di San Giobbe<\/em>. <strong>Alvise I Mocenigo<\/strong>, doge LXXXV. I <em>Turchi<\/em> sbarcano nell&#8217;isola di <em>Cipro<\/em> presso <em>Limiss\u00f2<\/em>, prendono la citt\u00e0 di <em>Nicosia<\/em> e danno morte miserevole a <strong>Nicol\u00f2 Dandolo<\/strong>, al vescovo <strong>Francesco Contarini<\/strong>, a <strong>Pietro Pisani<\/strong>, e a tutti gli altri magistrati per dignit\u00e0 ragguardevoli e per natali. <em>Famagosta<\/em> viene posta sotto assedio e poi deve arrendersi, <strong>Marcantonio Bragadin<\/strong> \u00e8 torturato a scorticato vivo, la sua pelle \u00e8 poi riempita di paglia e innalzata sulla galea del <strong>Pasci\u00e0<\/strong>, il colonnello <strong>Nestore Martinengo<\/strong> \u00e8 impiccato tre volte (dipinto di <strong>Pietro Longo<\/strong> nel soffitto della sala del Maggior Consiglio).<\/li>\n<li>1571 Vittoria ammiranda dei <em>Veneziani<\/em> condotti da <strong>Sebastiano Venier<\/strong> e dei principi Cristiani alle <em>Curzolari<\/em> (<em>Lepanto<\/em>) (dipinto di <strong>Andrea <\/strong><strong>Vicentino<\/strong> nella <em>sala dello Scrutinio<\/em>). Viene costituita la magistratura dei <em>Provveditori sopra danari<\/em>, avevano incarico di tenere esatto registro di tutti i debitori.<\/li>\n<li>1574 Incendio del <em>Palazzo Ducale<\/em>, oltre che l&#8217;abitazione ducale, le sale del <em>Pregadi<\/em>, del <em>Collegio<\/em>, l&#8217;antisala del medesimo e la vicina, appellata poi <em>sala delle Quattro Porte<\/em>. <strong>Enrico III<\/strong>, re di Francia e di Polonia, viene a Venezia (dipinto di <strong>Adrea Vicentino<\/strong> nella <em>sala delle Quattro Porte<\/em>). Costituita la magistratura dei <em>Provveditori sopra i beni comunali<\/em>, alla quale spettava presentare al <em>Collegio dei Savi<\/em> i loro divisamenti intorno alla buona amministrazione dei beni suddetti. Istituita la magistratura dei <em>Revisori e Regolatori alla scrittura<\/em>, ila quale aveva l&#8217;obbligo di far pareggiare i conti dei magistrati.<\/li>\n<li>1575 Peste in Venezia. Gli appestati vengono tradotti nell&#8217;<em>isola di Santa Maria di Nazaret<\/em>, appellatesi poi <em>Lazzaretto vecchio, <\/em> e si trasferiscono presso il <em>Lazzaretto<\/em> molte vecchie galee e molti grossi vascelli in disarmo, costruendovi sopra altre case di legno. Si rifabbrica la <em>chiesa dei Santi Apostoli<\/em>.<\/li>\n<li>1576 Per richiedere l&#8217;assistenza del cielo il doge fa voto a nome della Repubblica, di erigere un tempio a <i>Dio Redentore<\/i>. Costituiti i <em>Provveditori e Revisori sopra la scansazione e regolazione delle spese superflue<\/em>, i quali dovevano sorvegliare alla economia ed al buon impiego del pubblico patrimonio.<\/li>\n<li>1577 Posa della prima pietra della <em>chiesa del Santissimo Redentore, <\/em>incarico dato alla sua costruzione all&#8217;immortale architetto <strong>Andrea Palladio<\/strong>. Morte del doge <strong>Alvise I Mocenigo<\/strong>, viene sepolto nella chiesa dei Santi Giovanni e Paolo. <strong>Sebastiano Veniero<\/strong>, doge LXXXVI. Furioso incendio che arde le principali sale del <em>Palazzo Ducale<\/em>.<\/li>\n<li>1578 Domato dagli anni muore il doge <strong>Sebastiano Veniero<\/strong>, viene sepolto nella chiesa di <em>Santa Maria degli Angeli a Murano<\/em>. <strong>Nicol\u00f2 da Ponte<\/strong>, doge LXXXVII. <strong>Bianca Cappello<\/strong> sposa il gran duca di Toscana. Si costruisce la <em>Sala dei modelli<\/em> e dell&#8217;ampia <em>Officina della corderia<\/em> all&#8217;<i>Arsenale<\/i>.<\/li>\n<li>1580 Viene nuovamente selciata di macigni la <em>Piazza San Marco<\/em>. Viene edificata la <em>Scuola di San Fantino<\/em>, ora <em>Ateneo<\/em>, su progetto di <strong>Alessandro Vittoria<\/strong>.<\/li>\n<li>1581 Instituita la magistratura del <em>Collegio dei Ragionati<\/em>, dal quale corpo fu prescritto di prendere gli ufficiali appellati <em>Scontri<\/em>, <em>Quadernieri<\/em>, <em>Appuntatori<\/em> ed i <em>Ragionati<\/em> tutti della <em>Zecca<\/em>. Si riedifica la <em>chiesa di Santa Luca<\/em>, e si edifica la chiesa di <em>San Gallo<\/em>.<\/li>\n<li>1582 Il Senato decreta l&#8217;erezione delle <em>Procuratie nuove<\/em>, e due anni dopo, l&#8217;architetto <strong>Vincenzo Scamozzi<\/strong>, da mano al lavoro. A cagione della riforma del <em>calendario Giuliano<\/em>, il giorno che segu\u00ec il 4 ottobre 1582, fu contato per il decimoquinto di quel mese.<\/li>\n<li>1583 Si pone la prima pietra nella rifabbrica della <em>chiesa della Croce.<\/em> Cadde inopinatamente la <em>chiesa dei Santi Gervasio e Protasio<\/em>, l&#8217;anno successivo s&#8217;inizia ad erigere la nuova.<\/li>\n<li>1584 Si eleggono i <em>Revisori e regolatori dell&#8217;entrate pubbliche in Zecca<\/em>.<\/li>\n<li>1585 Muore il doge <strong>Nicol\u00f2 da Ponte<\/strong>, all&#8217;et\u00e0 di 94 anni, viene sepolto nella <em>chiesa di Santa Maria della Carit\u00e0<\/em>. <strong>Pasquale Cicogna<\/strong>, doge LXXXVIII.<\/li>\n<li>1586 Si istituiscono i tre <em>Provveditori sopra l&#8217;Adige<\/em>, onde vigilassero a conservare la navigazione di quel fiume, e <em>Sopraintendenti alle decime del clero<\/em>, per provvedere ai disordini insorte nell&#8217;esigerle.<\/li>\n<li>1587 Si decreta l&#8217;instituzione dei <em>Provveditori sopra feudi<\/em>, il cui incarico \u00e8 di esaminare le istanze dei sudditi, che domandano le investiture di feudi. Si erige il campanile di <em>San Giorgio dei Greci<\/em>, ad opera dell&#8217;architetto <strong>Bernardino Ongarin. <\/strong><\/li>\n<li>1588 Si decreta e si compie in pietra nel 1591, il <em>Ponte di Rialto<\/em> per opera di <strong>Antonio Da Ponte<\/strong>. Si fabbrica la chiesa di <em>San Francesco di Paola<\/em>.<\/li>\n<li>1589 Si istituiscono i <em>Provveditori alle artiglierie<\/em>, onde sopraintendere<br>all&#8217;esercizio degli artiglieri e delle cose relative. Si erige, da parte di <strong>Bartolomeo Manopola<\/strong>, assistito da <strong>Antonio da Cittadella<\/strong>, nel cortile del <em>Palazzo Ducale<\/em>, la facciata dell&#8217; orologio.<\/li>\n<li>1590 Si costituisce il magistrato dei <em>Tre Provveditori sopra il bosco del Montello<\/em>, per la conservazione ed il buon ordine del bosco stesso. Si rifabbricava la <em>chiesa di San Maurizio<\/em>.<\/li>\n<li>1591 Viene edificata la grandiosa <em>fabbrica delle prigioni<\/em>, architettate da <strong>Antonio Da Ponte<\/strong>. Fondazione della <em>chiesa e del cenobio dei Tolentini<\/em>, innalzata la prima con il disegno del <strong>Palladio<\/strong>, alterato in parte dallo <strong>Scamozzi<\/strong>.<\/li>\n<li>1592 Fondazione della fortezza di <em>Palma Nova<\/em> nel Friuli. Si riedifica la chiesa di San Lorenzo sul modello di <strong>Simone Sorella.<\/strong><\/li>\n<li>1593 Si trasporta all&#8217;<em>Angelo Raffaele<\/em> il pio luogo del <em>Soccorso<\/em>, e si erige la chiesa.<\/li>\n<li>1594 Si rinnova la chiesa di <em>San Pietro di Castello<\/em>. Muratura ed allargamento della via bordeggiante la laguna al nord, detta le <em>Fondamente nuove.<\/em><\/li>\n<li>1595 Morte del doge <strong>Pasquale Cicogna<\/strong>, viene deposto nella <em>chiesa dei Crociferi<\/em>. <strong>Marino Grimani<\/strong>, doge LXXXIX.<\/li>\n<li>1597 Coronazione della dogaressa <strong>Morosina Morosini Grimani<\/strong>.<\/li>\n<\/ul>\n<p><span style=\"text-decoration: underline;\">XVII SECOLO <\/span><\/p>\n<ul style=\"text-align: justify;\">\n<li>1600 Controversia con Papa <strong>Clemente VIII<\/strong> per la <em>Sacca di Goro<\/em> e il dominio temporale di <em>Ceneda<\/em>. Inondazioni per le quali soffrirono gravi danni i cittadini, valutati ad oltre un milione di ducati d&#8217;oro.<\/li>\n<li>1601 Gelata della laguna per il corso di alquanti giorni.<\/li>\n<li>1602 Si rifabbrica il <em>Bucintoro<\/em> pi\u00f9 lussuosamente e si rinnova la <em>chiesa di San Giacomo di Rialto<\/em> nell&#8217;antica forma.<\/li>\n<li>1603 Trattato stabilito con i <em>Grigioni<\/em>.<\/li>\n<li>1604 Si crea il magistrato dei <em>Presidenti alla esazione del denaro pubblico<\/em>, avea l&#8217;incarico di presiedere a tutte le esazioni.<\/li>\n<li>1605 Morte del doge <strong>Marino Grimani<\/strong>, sua sepoltura nella <em>chiesa di San Giuseppe di Castello<\/em>.<\/li>\n<li>1606 <strong>Leonardo Donato<\/strong>, doge XC. Grande carestia, menomata dalla provvidenza del Senato. Breve di scomunica della Repubblica del papa <strong>Paolo V<\/strong>, il Senato ordina di continuare a celebrare i divini misteri della Bolla vietati. Si cacciano i <em>Gesuiti<\/em>, e si licenziano i <em>Teatini<\/em> ed i <em>Cappuccini<\/em>.<\/li>\n<li>1607 Attentato contro <strong>Paolo Sarpi<\/strong>, che sostiene la causa della Repubblica contro le istanze di Roma.<\/li>\n<li>1608 Freddo intenso in principio dell&#8217;anno, cade s\u00ec gran copia di neve da impedire l&#8217;uscita dalle case e il transito per le vie. Riordinata la <em>chiesa di San Salvatore<\/em>.<\/li>\n<li>1610 Istituita una nuova magistratura, quella degli <em>Esecutori delle deliberazioni del Senato<\/em>, i quali ebbero incombenza di far eseguire tutte le deliberazioni del Senato riguardanti la Terraferma.<\/li>\n<li>1611 Riedificata per la sesta ed ultima volta la <em>chiesa di San Cassiano<\/em>. Istituita una nuova magistratura dei <em>Deputati sopra la valle e bosco di Montona<\/em>, a cui fu demandata la sorveglianza di questo bosco, nel modo stesso che a quello del <em>Montello<\/em>. Morte del doge <strong>Leonardo Donato<\/strong> viene sepolto in <strong>San Giorgio Maggiore in isola.<\/strong><\/li>\n<li>1612 <strong>Marcantonio Memmo<\/strong>, doge XCI.<\/li>\n<li>1615 Morte del doge <strong>Marcantonio Memo<\/strong>, viene sepolto in <em>San Giorgio Maggiore. <\/em><strong>Giovanni Bembo<\/strong>, doge XCII. Istituita una nuova magistratura, quella del <em>Conservatore del deposito in zecca<\/em>, il quale curava che ci fossero conservati i pubblici depositi.<\/li>\n<li>1616 Gli <em>Uscocchi<\/em> sono il pretesto per lo scoppio della <em>Guerra di Gradisca<\/em>, gli arciducali penetrano qui e l\u00e0 nel Friuli, ed i <em>Veneziani<\/em> corrono, dal canto loro, nelle terre nemiche. Con il <em>Trattato di Madrid<\/em> finisce la guerra e le famiglie superstiti degli <em>Uscocchi<\/em> vengono trasferite nell&#8217;interno (vicino a <em>Karlovac<\/em>) e le loro navi bruciate.<\/li>\n<li>1617 Istituita una nuova magistratura, quella dei <em>Revisori e regolatori dei dazi<\/em>, composto di tre nobili, con lo scopo di redigere regolamenti opportuni a riparo dei disordini occorsi nei dazi.<\/li>\n<li>1618 Muore il doge <strong>Giovanni Bembo<\/strong>, viene sepolto nel <em>tempio dei Santi Giovanni e Paolo.<\/em><\/li>\n<li>1618 <strong>Nicol\u00f2 Donato<\/strong>, doge XCIII. Morte per apoplessia del doge <strong>Nicol\u00f2 Donato<\/strong>, viene sepolto nella <em>chiesa di Santa Chiara in Murano<\/em>. <strong>Antonio Priuli<\/strong>, doge XCIV. Congiura del <strong>duca di Ossuna<\/strong>, del Vice-re di Napoli, del governatore di Milano, e del <strong>marchese di Bedmar<\/strong>, per distruggere nel giorno dell&#8217;Ascensione la repubblica. Rifabbrica della <em>chiesa dell&#8217;Angelo Raffaelo<\/em>.<\/li>\n<li>1619 Istituzione della <em>Magistratura sopra il Banco Giro<\/em>.<\/li>\n<li>1620 Rivoluzione in <em>Valtellina<\/em> per oggetto di religione e dai cattolici<br>fatto macello dei protestanti, i protestanti <em>grigioni<\/em> corrono al riacquisto delle terre perdute. I <em>Veneziani<\/em> cooperano per la riunione della <em>Valtellina<\/em> coi <em>Grigioni<\/em>.<\/li>\n<li>1621 Nuove stanze e la sala dei <em>Banchetti<\/em> nel <em>Palazzo Ducale<\/em>.<\/li>\n<li>1622 Viene condannato a morte <strong>Antonio Foscarini<\/strong>, perch\u00e9 dava informazioni a ministri esteri dei segreti di Stato, poi rivelatosi innocente.<\/li>\n<li>1623 Muore il doge <strong>Antonio Priuli<\/strong>, viene sepolto nella <em>chiesa di San Lorenzo<\/em>. <strong>Francesco Contarini<\/strong>, doge CXV.<\/li>\n<li>1624 Morte del <strong>doge Francesco Contarini<\/strong>, viene sepolto nel <em>tempio di San Francesco della Vigna.<\/em><\/li>\n<li>1625 <strong>Giovanni Cornaro<\/strong>, doge XCVI.<\/li>\n<li>1626 Rinnovazione dai fondamenti della <em>chiesa di San Nicol\u00f2 del Lido<\/em>.<\/li>\n<li>1627 Creazione stabile della magistratura dei <em>Tre Inquisitori e Revisori sopra le scuole grandi.<\/em><\/li>\n<li>1629 Lega tra la Francia e la Repubblica in favore del <strong>duca di Nevers<\/strong> per la successione del ducato di Mantova. I <em>Veneziani<\/em> restano soli a sostenerlo. <strong>Francesco Erizzo<\/strong>, muove in soccorso di Mantova minacciata dagli imperiali, le milizie alemanne irrompono in <em>Valtellina<\/em> spargendo desolazione e lutto, e con la carestia scoppia la peste. Morte del doge <strong>Giovanni Cornaro<\/strong>, viene sepolto nella <em>chiesa di San Nicola da Tolentino<\/em>.<\/li>\n<li>1630 <strong>Nicol\u00f2 Contarini<\/strong>, doge XCVII. Sconfitta dei <em>Veneziani<\/em> a <em>Valeggio<\/em> , presa di Mantova ad opera degli imperiali. Pace di <em>Ratisbona<\/em> che tutto restituisce. Peste in Venezia per cui si vota di erigere il <em>tempio della Salute <\/em>(25 ottobre). Un incendio distrugge la maggior parte del <em>cenobio di Santa Maria della Carit\u00e0<\/em>, un altro incendio rovina la <em>chiesa di Sant&#8217;Agostino<\/em>, la quale viene tostamente rifabbricata.<\/li>\n<li>1631 Secondo i <em>Magistrati della sanit\u00e0<\/em> il morbo spegne nella sola citt\u00e0 46.489 cittadini, altri 35.686 nelle isole di Murano, Malamocco, Chioggia e vicine, 600.000 nelle provincie veneziane di terraferma. Muore il doge <strong>Nicol\u00f2 Contarini<\/strong>, che viene sepolto nella <em>chiesa di Santa Maria Nova<\/em>. <strong>Franceso Erizzo<\/strong>, doge XCVIII. Restauro della <em>chiesa di Sant&#8217;Angelo<\/em>.<\/li>\n<li>1632 Rinnovata dai fondamenti la <em>chiesa di San Mois\u00e8<\/em>.<\/li>\n<li>1636 Compiuti totalmente la <em>chiesa e l&#8217;ospitale dei Mendicanti<\/em>.<\/li>\n<li>1637 Apre il <em>teatro di San Cassiano<\/em>.<\/li>\n<li>1639 Costruito in tavola il <em>teatro dei Santi Giovanni e Paolo<\/em>, un altro si murava nel 1640. Istituita una nuova magistratura quella del <em>Provveditore alli pr\u00f2 in zecca. <\/em>Emanata una legge per moderare l&#8217;uso della veste senatoria a larghe maniche.<\/li>\n<li>1640 Si mura la ricca facciata di <i>Santa Giustina<\/i>.<\/li>\n<li>1641 Lega della repubblica coi duchi di Modena e di Toscana per l&#8217; occupazione, del ducato di <em>Castro<\/em> fatta dal <strong>Barberini<\/strong> nipoti di <strong>Urbano VII<\/strong>I.<\/li>\n<li>1645 Comincia la famosa guerra di <em>Candia<\/em>. Cosicch\u00e9 per far fronte alla nuova guerra dal nobile al popolano, dal sacerdote e dal monaco al prelato, da tutti gli ordini vennero spontaneamente recati sull&#8217;altare della patria gli ori propri ed i propri ornamenti. Al forte dello <em>scoglio di San Teodoro<\/em> <strong>Biagio Giuliani<\/strong>, con settantacinque soldati, si fa saltare in aria per non cedere ai <em>Turchi<\/em>. Resa con patti onorevoli della <em>Canea<\/em>. Fuga di <strong>Anton Marino Cappello<\/strong> con le sue navi da <em>Suda<\/em>, per la qual cosa viene richiamato a Venezia e muore in carcere in attesa di giudizio.<\/li>\n<li>1646 Morte del doge <strong>Francesco Erizzo<\/strong>, tumulato con la sua armatura nella chiesa di <em>San Martino di Castello<\/em>, il cuore deposto invece nella <em>Basilica di San Marco. <\/em><strong>Francesco Molino<\/strong>, doge XCIX. Si ordina a tutti i cittadini di recare alla zecca tre quarti del loro vasellame prezioso, si propone di vendere la nobilt\u00e0, e sebbene non passa la parte, vengono ascritti ottanta nuovi nobili nel libro d&#8217;oro. Si rinnova dai fondamenti la <em>chiesa di San Procolo<\/em>. <strong>Tommaso Morosini<\/strong> con una sola nave rompe 45 galee Turche.<\/li>\n<li>1647 Si rialza dai fondamenti la <em>chiesa di Santa Margherita<\/em>, la Repubblica fonda la <i>chiesa ed il monastero di Santa Maria del Pianto<\/i> per impetrare la protezione del cielo nella guerra di <em>Candia<\/em>.<\/li>\n<li>1648 Blocco dello stretto dei <em>Dardanelli<\/em> da parte dei <em>Veneziani<\/em>. Viene trucidato il sultano, e sostituito suo figlio <strong>Maometto IV<\/strong>, che conta appena dodici anni.<\/li>\n<li>1649 <strong>Jacopo Da Riva<\/strong> distrugge vicino alle coste della <em>Natolia<\/em> la flotta dei turchi. Si fonda la <em>chiesa ed il monastero di Santa Maria in Nazaret<\/em>, detta degli <em>Scalzi<\/em>; ed si erige la barocca facciata della confraternita di <em>San Teodoro. <\/em>Si fonda il <em>teatro dei Santi Apostoli<\/em>.<\/li>\n<li>1651 Altra battaglia navale vicino a <em>Paros<\/em> vinta dal generale <strong>Luigi-Leonardo Mocenigo<\/strong>. S&#8217;innalza il ricco altare al Santo di Padova, nel <em>tempio di Santa Maria della Salute<\/em>. Si fondano i <em>teatri di Sant&#8217;Apollinare<\/em> e dei <em>Saloni<\/em> a <em>San Gregorio<\/em>, tutti con l&#8217;andare degli anni distrutti.<\/li>\n<li>1654 I <em>Turchi<\/em> forzano i <em>Dardanelli<\/em>, e si scontrano con la flotta dei <em>Veneziani<\/em>, azioni di grande valore di <strong>Giuseppe Dolfin<\/strong>, <strong>Francesco Morosini<\/strong> capitano del golfo e <strong>Daniele Morosini<\/strong>.<\/li>\n<li>1655 Muore il doge <strong>Francesco Molino<\/strong>, viene tumulato nella <em>chiesa di San Stefano<\/em>. Il <em>Gioved\u00ec Santo<\/em> nella <em>basilica di San Marco<\/em> per venerare la insigne reliquia del sangue miracoloso di <em>Baruti<\/em>, compresse nella calca, sono soffocate oltre cinquanta persone. <strong>Carlo Contarini<\/strong>, doge C. I <em>Turchi<\/em> tentano ancora di forzare il blocco dei Dardanelli ma vengono sconfitti in battaglia navale da <strong>Lazzaro Mocenigo<\/strong>.<\/li>\n<li>1656 Morte del doge <strong>Carlo Contarini<\/strong>, viene tumulato nella chiesa dei padri <em>Francescani riformati di San Bonaventura<\/em>. <strong>Francesco Cornaro<\/strong>, doge CI, visse nella ducea che soli diciannove giorni. Morte del doge <strong>Francesco Cornaro<\/strong>, la salma viene deposta nella <em>chiesa di San Nicol\u00f2 da Tolentino<\/em>. <strong>Bertuccio Valier<\/strong>, doge CII. Battaglia dei <em>Dardanelli<\/em> della flotta veneta comandata da <strong>Lorenzo Marcello <\/strong>contro la flotta dei turchi al comando di<strong> Sinan-Pasci\u00e0<\/strong>, in una fra le pi\u00f9 grandi e splendide vittorie dei <em>Veneziani <\/em>(dipinto di <strong>Pietro Liberi<\/strong> nel soffitto della <em>sala dello Scrutinio<\/em>). Un violento turbine distrugge i <em>monasteri di Santa Maria Maggiore e della Celestia<\/em>, e rovina molte case, palazzi, campanili e cammini.<\/li>\n<li>1657 Rientro dei <em>Gesuiti<\/em> dietro acquisto del <em>monastero dei Crociferi<\/em> per cinquantamila ducati. Altra battaglia navale vinta da <strong>Lazzaro Mocenigo<\/strong> contro la flotta dei <em>Turchi<\/em> comandata dal capitan pasci\u00e0 <strong>Mehemet<\/strong>. Tentativo fallito dei <em>Veneziani<\/em> di forzare lo stretto dei <em>Dardanelli<\/em>, morte dello stesso capitano supremo <strong>Lazzaro Mocenigo<\/strong>.<\/li>\n<li>1658 Morte del doge <strong>Bertuccio Valiero<\/strong>, venne sepolto nella <em>chiesa di San Giobbe<\/em>, da dove poi fu trasportato nel <em>tempio dei Santi Giovanni e Paolo<\/em>. <strong>Giovanni Pesaro<\/strong>, doge CIII. Viene istituita una nuova magistratura quella dei <em>Deputati alla provvigione del denaro<\/em>, il cui carico \u00e8 di proporre i mezzi pi\u00f9 acconci di raccogliere il danaro occorrente alle provvisioni di guerra. Scorrerie di Francesco Morosini lungo le coste della <em>Morea<\/em> e nell&#8217;<em>Arcipelago<\/em> recando ai nemici gravi danni.<\/li>\n<li>1659 Morte del doge <strong>Giovanni Pesaro<\/strong>, viene tumulato nel <em>tempio di Santa Maria dei Frari<\/em>. <strong>Domenico II Contarini<\/strong>, doge CIV.<\/li>\n<li>1660 Soccorso dato dai <em>Francesi<\/em> ai <em>Veneziani<\/em> nella guerra di <em>Candia<\/em> con quattromila uomini guidati dal principe <strong>Almerigo d&#8217; Este<\/strong>.<\/li>\n<li>1661 Il Capitano generale <strong>Giorgio Morosini<\/strong> vince la battaglia navale di <em>Milo<\/em> contro i <em>Turchi<\/em>.<\/li>\n<li>1662 Il generale <strong>Giorgio Morosini<\/strong> tra <em>Andro<\/em> e <em>Scio<\/em>, attacca e distrugge la carovana, che da <em>Costantinopoli<\/em> si reca ad <em>Alessandria<\/em>. Si crea il <em>Magistrato alla compilazione delle leggi<\/em>, composto di due nobili, il cui incarico \u00e8 di compilare e ridurre in giusti sommari tutte le leggi del <em>Maggior Consiglio<\/em> e del <em>Pregadi<\/em>.<\/li>\n<li>1663 Viene nuovamente costruito il <em>teatro di San Cassiano<\/em> dall&#8217;architetto <strong>Bognolo<\/strong>, si elevava la facciata della <em>chiesa del Santissimo Salvatore<\/em> dall&#8217;architetto <strong>Giuseppe Sardi. <\/strong><\/li>\n<li>1664 Si rifabbrica la <em>chiesa di San Basso<\/em>, rovinata dal fuoco nell&#8217;anno stesso. Aperto per la prima volta il <em>teatro di San Luca<\/em>.<\/li>\n<li>1665 Si istituisce il <em>Magistrato dei tre deputati sopra le miniere<\/em>, onde coltivare e porre in buon ordine esse miniere.<\/li>\n<li>1667 Una formidabile armata turca mette sotto assedio la fortezza di <em>Candia<\/em>.<\/li>\n<li>1668 Il Papa concede la soppressione degli ordini dei <em>Gesuati<\/em>, dei <em>Canonici regolari di San Giorgio in Alga<\/em>, e degli <em>eremiti della congregazione di Fiesole di Santa Maria delle Grazie in isola<\/em>, e il loro incameramento dei beni. Si rifabbrica dalla pianta, la <em>chiesa di San Pantaleone<\/em>, coi disegni di <strong>Francesco Comino<\/strong>; e dall&#8217;architetto <strong>Alessandro Tremignan<\/strong>, si elevava la <em>facciata di San Mois\u00e9<\/em>.<\/li>\n<li>1669 <em>Candia<\/em> capitola e si fa una onorevole resa con la <i>Porta<\/i>, parte della popolazione viene raccolta in <em>Parenzo<\/em>, citt\u00e0 dell&#8217;Istria, con assegnamento di case e terreni.<\/li>\n<li>1672 Si erige, da parte <strong>Andrea Tirali<\/strong>, il <em>campanile dei Santi Apostoli<\/em>, e la vicina <em>scuola dell&#8217;Angelo custode<\/em>.<\/li>\n<li>1673 Si costruisce, da <strong>Giuseppe Sardi<\/strong>, la fronte della <em>chiesa dei Mendicanti<\/em>.<\/li>\n<li>1674 Si rifabbrica la <em>chiesa dell&#8217;Ospedaletto<\/em> con l&#8217;annesso luogo pio, la prima coi disegni di <strong>Baldassare Longhena<\/strong> e il secondo per opera di <strong>Matteo Lucchesi. <\/strong>Morte del doge <strong>Domenico II Contarini <\/strong>, viene tumulato nella <em>chiesa di San Benedetto<\/em>. <strong>Nicol\u00f2 Sagredo<\/strong>, doge CV.<\/li>\n<li>1675 Viene costruita la chiesa di <em>Santa Croce degli Armeni<\/em>.<\/li>\n<li>1676 Si decreta di selciare le vie di macigni, sostituiti al mattone cotto, dandosi principio dalla strada delle<em> Mercerie<\/em> e si fabbrica la <em>dogana di mare<\/em> alla Salute, per opera dell&#8217;architetto <strong>Giuseppe Benoni<\/strong>. Morte del doge <strong>Nicol\u00f2 Sagredo, <\/strong>dopo poco pi\u00f9 di diciotto mesi di ducea, viene sepolto nella <em>chiesa di San Francesco della Vigna<\/em>. <strong>Alvise II Contarini<\/strong>, doge CVI.<\/li>\n<li>1677 Viene eretto il <em>teatro di San Giovanni Crisostomo<\/em>.<\/li>\n<li>1678 Rifabbrica della chiesa di <em>Santo Eustachio vulgo San Stae<\/em>, coi disegni di <strong>Giovanni Grassi<\/strong>.<\/li>\n<li>1679 Apertura del <em>teatro di Cannaregio<\/em> a San Giobbe.<\/li>\n<li>1680 Rifabbrica della <em>chiesa di Sant&#8217;Antonino<\/em>, e nuovamente innalzate le chiese di <em>Santa Maria del Giglio<\/em> e degli <em>Scalzi<\/em>, quella dall&#8217;architetto <strong>Giuseppe Sardi<\/strong>, e questa da <strong>Baldassare Longhena<\/strong>.<\/li>\n<li>1683 Vasto incendio in <em>Barbaria de le tole<\/em>, che reca incalcolabile danno.<\/li>\n<li>1684 Morte del doge <strong>Alvise II Contarini<\/strong>, viene sepolto nel <em>tempio di San Francesco della Vigna<\/em>. <strong>Marc&#8217;Antonio Giustinian<\/strong>, doge CVII. La Repubblica si allea con il pontefice, l&#8217; imperatore ed il re di Polonia, contro i <i>Turchi<\/i>, Venezia dichiara guerra al sultano <strong>Maometto IV<\/strong>, e affida la suprema carica di capitano generale a <b>Francesco Morosini<\/b>, che segna la sua campagna con moltiplicate vittorie degne del suo nome e del valore dei <em>Veneziani<\/em>. A preparar nuove armi per la stagione ventura, viene offerta una nuova aggregazione di cittadini al<br><em>Maggior Consiglio<\/em> contro l&#8217;esborso 400,000 ducati d&#8217;argento. Il freddo glaciale gela la laguna, e produce la morte di parecchi uomini, e quella totale delle viti.<\/li>\n<li>1686 Rilevante alta marea per cui si gira in barca per tutta la citt\u00e0. Un furioso incendio brucia nuovamente la <em>Barbaria de le Tole<\/em> e tutta quella contrada.<\/li>\n<li>1687 <strong>Francesco Morosini<\/strong> e <strong>Otto Wilhelm von K\u00f6nigsmarck<\/strong> conquistano <em>Napoli di Romania<\/em> nella <em>Morea<\/em>. Per riconoscenza viene posta una tavola votiva nella <em>chiesa della Salute<\/em>. Conquista di Atene con bombardamento del <em>Tempio di Minerva<\/em>, il <em>Partenone<\/em>, tramutato dai <em>turchi<\/em> in polveriera. I leoni che stanno sul <em>Pireo<\/em>, vengono spediti in patria siccome trofeo della vittoria. Un incendio rovina il <em>monastero di San Antonio<\/em> a Castello, e con esso si perde l&#8217;insigne libreria donata a quei monaci, nel 1523, dal cardinale <strong>Domenico Grimani<\/strong>.<\/li>\n<li>1688 Morte del doge <strong>Marc&#8217;Antonio Giustinian<\/strong>, ottiene sepoltura nella <em>chiesa di San Francesco della Vigna<\/em>. <strong>Francesco Morosini<\/strong>, <em>Peloponnesiaco<\/em>, doge CVIII.<\/li>\n<li>1690 Conquista della citt\u00e0 di <em>Malvasia<\/em> e di <em>Vallona<\/em> da parte <strong>Girolamo Cornaro<\/strong>.<\/li>\n<li>1693 Il doge <strong>Morosini<\/strong> assume di nuovo il comando della flotta.<\/li>\n<li>1694 Morte del doge <strong>Francesco Morosini <\/strong>a <em>Napoli di Romania<\/em>, il corpo imbalsamato ritorna a Venezia, compiuta la funebre pompa nel tempio dei Santi Gioavanni e Paolo viene sepolto nella <em>chiesa di San Stefano. <\/em><strong>Silvestro Valier<\/strong>, doge CIX.<\/li>\n<li>1698 Pace di <em>Carlovvitz<\/em> che lascia lo statu quo. Rinnovazione della <em>chiesa di Santa Sofia<\/em>.<\/li>\n<li>1699 Guerra per la successione di Spagna: la repubblica rimane neutrale. Apertura del nuovo <em>teatro di San Fantino<\/em>, durato venti ani soltanto.<\/li>\n<\/ul>\n<p><span style=\"text-decoration: underline;\">XVIII SECOLO <\/span><\/p>\n<ul style=\"text-align: justify;\">\n<li>1700 Morte del doge <strong>Silvestro Valier<\/strong>, viene tumulato nel <em>tempio dei Santi Giovanni e Paolo<\/em>. Si decreta, in sede vacante, il divieto per la dogaressa alla coronazione, all&#8217;uso del berretto ducale, e di ricevere ambasciatori. <strong>Alvise II Mocenigo<\/strong>, doge CX. La Repubblica rimane neutrale nella guerra rottasi fra l&#8217;imperatore ed il re di Francia per la successione al trono di Spagna. Rimostranze della Repubblica alle corti di Vienna e di Parigi per il continuo scorrazzare delle due armate nel territorio veronese. Il doge viene a morte il 11 maggio 1709, e viene sepolto nella <em>chiesa di Santo Eustachio<\/em>.<\/li>\n<li>1700 Si rifabbrica di pianta la <em>chiesa di San Vitale<\/em>, con i disegni di <strong>Andrea Tirali<\/strong>.<\/li>\n<li>1705 S&#8217;innalza la <em>chiesa di Santa Maria della Consolazione<\/em> detta della <em>Fava<\/em> con le seste dell&#8217;architetto <strong>Antonio Gaspari<\/strong>. Il fuoco arde la chiesa ed il <em>cenobio di San Girolamo<\/em>.<\/li>\n<li>1706 Si mura la fronte della <em>chiesa di San Canciano<\/em>, per lascito fatto da <strong>Michele Tommasi<\/strong>, e si elevava la <em>chiesa ed il conservatorio di Santa Maria delle Penitenti.<\/em><\/li>\n<li>1707 Viene creato l&#8217;<em>Inquisitore sopra le arti e viveri<\/em>, con l&#8217;autorit\u00e0, rito e segretezza del Senato medesimo contro i delitti commessi in ogni genere di commestibili.<\/li>\n<li>1709 Gelano le acque della laguna, si trasportano i viveri sopra carri dalla Terraferma alla citt\u00e0. <strong>Giovanni Cornaro<\/strong>, doge CXI. Continua la Repubblica nel suo sistema di <em>neutralit\u00e0 armata<\/em> fra l&#8217;imperatore e il re di Francia, il quale ridotto a mal partito, si rivolge alla Repubblica, affinch\u00e9 s&#8217;interponga come mediatrice nella contesa.<\/li>\n<li>1712 Terza <em>redecimazione<\/em> di tutti i beni.<\/li>\n<li>1714 Nuova guerra contro il Turco; La flotta ottomana, comandata dal capudan-pasci\u00e0, esce dai <em>Dardanelli<\/em> forte di trentadue vascelli mentre l&#8217;esercito si avanzava verso la <em>Morea<\/em>, il Senato affida la carica di capitan generale a <strong>Girolamo Delfino<\/strong>, e pone sotto i suoi ordini ventidue vascelli.<\/li>\n<li>1715 Si riedifica la <em>chiesa di Santa Maria dei Gesuiti<\/em>, coi disegni di <strong>Domenico Rossi<\/strong>.<\/li>\n<li>1716 Bella difesa dell&#8217;isola di <em>Corf\u00f9<\/em> ad opera di <strong>Antonio Loredano<\/strong>, <strong>Matteo di Schoulembourg<\/strong>, e del provveditore <strong>Francesco Moro<\/strong>. Per tal modo finisce l&#8217;assedio di <em>Corf\u00f9<\/em>, che dur\u00f2 quarantadue giorni, che costava ai <em>Turchi<\/em> la perdita di quindicimila uomini. Freddo intenso per modo che si gelano le lagune, e transitavano sul ghiaccio dalla Terraferma genti e robe.<\/li>\n<li>1717 Vittorie navali dei <em>Veneziani<\/em> contro i <em>Turchi<\/em> ai <em>Dardanelli<\/em> con <strong>Lodovico Flangini<\/strong>, a <em>Capo Natapan<\/em> con <strong>Andrea Pisani,<\/strong> e vittorie terrestri con la riconquista di <em>Prevesa<\/em>. Il venerabile <strong>Mechitar de Petro<\/strong> ottiene l&#8217;<em>isola di San Lazzaro<\/em> a perpetua abitazione della sua comunit\u00e0.<\/li>\n<li>1718 Pace di <em>Passarowitz<\/em> con i <em>Turchi<\/em>, per il quale i <em>Veneziani<\/em> dovettero accontentarsi della conservazione dei castelli conquistati nella <em>Dalmazia, Albania ed Erzegovina<\/em>, si obbliga per\u00f2 di cedere tutta la <em>Morea<\/em>. La ciurma di una barca di Dulcigno, con bandiera turca, in alterco con alcuni <em>Schiavoni<\/em> viene messa alle fiamme e trucidata. Si elevava nuovamente dalla pianta la <em>chiesa dei Santi San Simeone e Giuda,<\/em> per opera dell&#8217;architetto <strong>Giovanni Scalfarotto<\/strong>. Un incendio procura gravi danni nella contrada di <em>San Giovanni in Oleo<\/em>.<\/li>\n<li>1721 Nuova legge a reprimere il lusso smodato. Viene instituita la magistratura dei <em>Tre inquisitori sopra l&#8217;universit\u00e0 degli Ebrei,<\/em> con piena autorit\u00e0 di regolare qualsiasi disordine del Ghetto.<\/li>\n<li>1722 Si innalza e si lastrica di selci la <em>piazza di San Marco<\/em>, con la sopraintendenza di <strong>Andrea Tirali<\/strong>.<\/li>\n<li>1722 Muore il doge <strong>Giovanni Cornaro<\/strong>, lasciando la Repubblica in pace, funerali solenni nel <em>tempio dei Santi Giovanni e Paolo<\/em>, tumulazione nella <em>chiesa di San Nicol\u00f2 da Tolentino<\/em>. <strong>Alvise III<\/strong> detto <strong>Sebastiano Mocenigo<\/strong>, doge CXII.<\/li>\n<li>1723 Ampliata e decorata la <em>chiesa di San Bartolomeo<\/em>. Il Senato decreta l&#8217;istituzione di una pubblica <em>Accademia di pittura<\/em>, assegnando ad essa un luogo decoroso a San Mois\u00e8.<\/li>\n<li>1725 Ingrandita la <em>chiesa di San Rocco<\/em>, per opera dell&#8217;architetto <strong>Giovanni Scalfarotto<\/strong>.<\/li>\n<li>1726 Eretta dai fondamenti la <em>chiesa di Santa Maria del Rosario<\/em>, detta dei <em>Gesuati<\/em>, con i disegni di <strong>Giorgio Massari<\/strong>.<\/li>\n<li>1727 Viene rinnovato il <em>Bucintoro<\/em>, con le sculture operose poste ad oro, secondo l&#8217;invenzione dello scultore <strong>Antonio Corradini<\/strong>.<\/li>\n<li>1728 Rinnovata dai fondamenti la <em>chiesa dei Santi Ermagora e Fortunato<\/em> detta di <em>San Trovaso,<\/em> sempre con i disegni di <strong>Giorgio Massari<\/strong>. Il 31 dicembre un&#8217;alta marea inonda la citt\u00e0 recando gravissimi danni.<\/li>\n<li>1732 Morte del doge <strong>Sebastiano Mocenigo<\/strong> funerali solenni nel <em>tempio dei Santi Giovanni e Paolo<\/em>, e tumulazione nello stesso. <strong>Carlo Ruzzini<\/strong>, doge CXIII.<\/li>\n<li>1733 Guerra per la successione al ducato di Parma, tra Austria contro la Francia e la Spagna, a cui si un\u00ec anche la Sardegna, la Repubblica \u00e8 ferma nel suo proposito di contenersi nella pi\u00f9 stretta neutralit\u00e0 armata. Morte del doge <strong>Carlo Ruzzini<\/strong>, funerali solenni nel <em>tempio dei Santi Giovanni e Paolo<\/em>, viene tumulato nella <em>chiesa dei Carmelitani Scalzi. <\/em><strong>Alvise Pisani<\/strong>, doge CXIV.<\/li>\n<li>1734 Estrazione, per la prima volta, del <em>pubblico lotto<\/em> in Venezia.<\/li>\n<li>1740 Venezia soffre gravi ed irrimediabili danni nel commercio per la creazione dei porto-franchi di Trieste, Ancona e Livorno, e della fiera di <em>Sinigaglia<\/em> istituita da <strong>Clemente XII<\/strong>. Si ordina la quarta ed ultima <em>redecimazione generale<\/em> di tutti i beni. Gela la laguna, in guisa che si recano i viveri alla citt\u00e0 sopra carri sul ghiaccio.<\/li>\n<li>1741 Muore il doge <strong>Alvise Pisani<\/strong>, che viene tumulato nella chiesa di <em>Sant&#8217;Andrea della Certosa in Isola<\/em>. <strong>Pietro Grimani<\/strong>, doge CXV. Guerra per la successione in Austria, la Repubblica \u00e8 ferma nel suo sistema di <em>neutralit\u00e0 armata<\/em>, si pone in piedi un&#8217;armata di osservazione di ventiquattro mila uomini retta dal provveditor generale <strong>Angelo Emo<\/strong>. La pace diede modo ai cittadini d&#8217; innalzare, intorno a questi tempi, vari palazzi, tra i quali quello dei <em>Grassi<\/em>, dei <em>Morolin<\/em>, dei <em>Curti<\/em>, dei <em>Mangilli<\/em>, dei <em>Fontana<\/em>, dei <em>Rezzonico<\/em>, degli <em>Emo<\/em>, dei <em>Martinengo<\/em>, dei <em>Labia<\/em>, sul gran canale, e dei <em>Zenobio<\/em> ed altri nell&#8217;interno della citt\u00e0.<\/li>\n<li>1742 Rifabbrica di pianta della <em>chiesa di San Tommaso<\/em> apostolo, con i disegni di <strong>Francesco Bognolo<\/strong>.<\/li>\n<li>1744 Viene posta la prima pietra dei &#8220;<em>murazzi<\/em>&#8220;, costruiti contro la furia del mare, che di continuo minacciava d&#8217;irrompere nelle lagune, su disegno offerto da <strong>Bernardino Zendrini<\/strong>, e dopo sette anni di continuato lavoro terminati. Cade con gran ruina il campanile della <em>Carit\u00e0<\/em>.<\/li>\n<li>1745 Fabbrica della <em>chiesa di Santa Maria della Piet\u00e0<\/em>. Rifabbrica della <em>chiesa di Santa Teresa<\/em> bruciata da un incendio.<\/li>\n<li>1746 e 1750 Cresce cos\u00ec alta la marea, che si va in barca per la <em>piazza di San Marco<\/em>.<\/li>\n<li>1747 A fuoco il <em>teatro di San Samuele<\/em>.<\/li>\n<li>1749 Controversia con la corte di Vienna per il patriarcato di Aquileia. Rifabbrica della <em>chiesa della Maddalena<\/em> con i disegni dell&#8217;architetto <strong>Tommaso Temanza<\/strong>. Elezione di due <em>Inquisitori sopra li dazi della Terraferma,<\/em> ai quali diede l&#8217;incombenza, di riconoscere principalmente la quantit\u00e0 degli olii estratti nei territori di <em>Sal\u00f2<\/em> e di Verona. Rinnovata la <em>chiesa di San Barnaba<\/em> sul modello di <strong>Lorenzo Boschetti.<\/strong><\/li>\n<li>1752 Morte del doge <strong>Pietro Grimani<\/strong>, funerali celebrati nella chiesa dei Santi Giovanni e Paolo, tumulazione in<em> Sant&#8217;Andrea della Certosa in isola<\/em>. <strong>Francesco Loredan<\/strong>, doge CXVI. Viene innalzata dai fondamenti la <em>chiesa di San Geremia<\/em> secondo il disegno dell&#8217;abate <strong>Carlo Corbellini<\/strong> di Brescia.<\/li>\n<li>1755 Costruzione del <em>teatro di San Benedetto<\/em>, per opera dell&#8217;architetto <strong>Francesco Costa<\/strong>. Si restaura la <em>torre dell&#8217;orologio<\/em>, ed si aggiunge i due piani superiori alle fabbriche che la fiancheggiano, a cui aveva dato il disegno <strong>Giorgio Massari,<\/strong> assistito poi nell&#8217;opera da <strong>Andrea Camerata<\/strong>.<\/li>\n<li>1758 Elezione nel trono pontificale di <strong>Carlo Rezzonico<\/strong> con il nome di <strong>Clemente XIII<\/strong>. La laguna gela in guisa che transitano sul ghiaccio viveri e genti sopra carri.<\/li>\n<li>1762 Muore il doge <strong>Francesco Loredano<\/strong> dopo lunga malattia, tumulato nel <em>tempio dei Santi Giovani e Paolo<\/em>. <strong>Marco Foscarini<\/strong>, doge CXVII.<\/li>\n<li>1763 Muore il doge <strong>Marco Foscarini<\/strong>, viene sepolto nella <em>chiesa di Sant&#8217;Eustachio<\/em>. <strong>Alvise IV Mocenigo<\/strong>, doge CXVIII. Trattato con il <strong>Bey d&#8217;Algeri<\/strong> con il quale viene garantita ai legni veneziani la sicurezza, uguali patti conchiusi con Tunisi nel 1763 e con Tripoli nel 1764.<\/li>\n<li>1766 La repubblica rompe l&#8217;antico trattato con i <em>Grigioni<\/em> conservando buona e sincera amicizia. Istituzione del magistrato ad <em>pias causas<\/em>.<\/li>\n<li>1768 Riforme religiose.<\/li>\n<li>1769 Un incendio distrugge il <em>cenobio di Santa Maria dei Servi<\/em>.<\/li>\n<li>1771 Creazione della magistratura degli <em>Inquisitori sopra l&#8217;amministrazione dei pubblici roli<\/em>, il cui ufficio era di sopraintendere ai ruoli dell&#8217;armata terrestre.<\/li>\n<li>1773 Un incendio rovina il <em>teatro di San Benedetto<\/em>.<\/li>\n<li>1774 Arrivo di <strong>Giuseppe II<\/strong> a Venezia. Cade repentinamente il campanile di <em>San Giorgio Maggiore<\/em> in isola, e la sua rovina porta quella del dormitorio, del chiostro, della sagrestia e di parte del coro. Istituzione di alcune scuole pubbliche, si provvede di locali, di maestri e di testi, chiamando a rettore di esse l&#8217;abate <strong>Bartolommeo Bevilacqua<\/strong> da <em>Asolo<\/em>, dottore in teologia.<\/li>\n<li>1775 Nuove fabbriche vengono erette di questi tempi, tra le quali la facciata della <em>chiesa di San Rocco<\/em> dall&#8217;architetto <strong>Bernardino Maccaruzzi<\/strong>, il quale diede anche il disegno del recinto architettonico in legno che si innalza per la fiera della <em>Sensa<\/em> nella piazza di San Marco. Istituito un ufficio postale in Venezia nelle forme e con le discipline degli altri Stati d&#8217;Europa.<\/li>\n<li>1777 Si destina l&#8217;<em>isola di Poveglia<\/em> per stazio delle navi provenienti dal Levante per compiere la contumacia e ripararsi.<\/li>\n<li>1778 Approvata la legge, che ordina la chiusura del <em>Ridotto<\/em> a San Mois\u00e9 e viene rigorosamente proibito ogni giuoco d&#8217;azzardo sia in Venezia che nelle provincie. Muore il doge <strong>Alvise IV Mocenigo<\/strong>, viene sepolto nel <em>tempio dei Santi Giovanni e Paolo<\/em>.<\/li>\n<li>1779 <strong>Paolo Renier<\/strong>, doge CXIX.<\/li>\n<li>1781 Arrivo dei <em>duchi del Nord<\/em> e di <strong>Pio VI<\/strong> a Venezia.<\/li>\n<li>1786 Bombardamento dei porti di <em>Sfax<\/em>, <em>Tunisi<\/em>, <em>Biserta<\/em>, tramite l&#8217;utilizzo di zatteroni, da parte di <strong>Angelo Emo<\/strong>.<\/li>\n<li>1789 Muore il doge <strong>Paolo Renier<\/strong>, viene sepolto senza pompa, per non interrompere le feste di carnevale, nella <em>chiesa di San Nicol\u00f2 da Tolentino<\/em>. <strong>Lodovico Manin<\/strong>, doge CXX, cavaliere e <em>procurator di San Marco<\/em>, di anni sessantasei, uomo che aveva sostenuto, con grande sua lode, molte importanti magistrature e varie straordinarie deputazioni, il suo avvenimento al trono fu quindi grato al popolo, ma il popolo non si avvide che in lui mancava il vigore dell&#8217;animo e l&#8217;ingegno valevole ad affrontare le difficili condizioni dei tempi. Rivoluzione di Francia.<\/li>\n<li>1792 Il Senato statuisce a grande maggioranza la <em>neutralit\u00e0 disarmata<\/em> della Repubblica.<\/li>\n<li>1794 Il Senato decreta il richiamo di truppe di ogni arma dalla <em>Dalmazia<\/em>, onde spedirle in <em>Terraferma<\/em>.<\/li>\n<li>1796 I <em>Francesi<\/em> entrano nello Stato Veneto.<\/li>\n<li>1797 (17 aprile) Con il preliminare di <em>Leoben<\/em>, l&#8217;Austria cede il Belgio e la Lombardia fino all&#8217;<em>Oglio<\/em> alla Francia in cambio dei territori della Repubblica di Venezia, compresa <em>Istria<\/em> e <em>Dalmazia<\/em>. Il preliminare viene poi confermato dal trattato di <em>Campoformio<\/em>. <em>Pasque veronesi<\/em> (17-25 aprile), insurrezione della citt\u00e0 di Verona. Cattura da parte dei Veneziani del <em>Liberateur d&#8217;Italie<\/em> (20 aprile). (12 maggio) caduta della Repubblica. In tal modo si spegneva, dopo quattordici secoli, la <strong>Repubblica veneziana<\/strong>.<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">Fonti: FRANCESCO SANSOVINO. Venetia citt\u00e0 nobilissima et singolare. Appresso Stefano Curti (Venezia, 1663). SAMUELE ROMANIN. Storia documentata di Venezia. Pietro Naratovich Tipografo Editore (Venezia, 1853). ERMOLAO PAOLETTI. Il fiore di Venezia. I quadri, i monumenti, le vedute ed i costumi veneziani. Vol III (Venezia, Tommaso Fontana Tipografico Edit., 1840); FRANCESCO ZANOTTO Il Palazzo Ducale di Venezia Volume IV. Venezia 1861.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Quadro cronologico dei fatti Veneziani, dalla fondazione alla caduta della Repubblica V SECOLO 402\/403 I Goti sotto la condotta di Alarico e di Radagasio entrano in Italia, i Veneti fuggono nelle lagune. 408 Vandali ed Alani, passato il Reno, discendono in Italia. 413 Origine seconda dei Veneziani per il saccheggio di Padova fatto da Alarico. 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