{"id":53021,"date":"2020-03-02T05:24:08","date_gmt":"2020-03-02T05:24:08","guid":{"rendered":"https:\/\/www.conoscerevenezia.it\/?p=53021"},"modified":"2024-02-02T07:24:18","modified_gmt":"2024-02-02T07:24:18","slug":"la-giustizia-a-venezia-le-condanne-per-sodomia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.conoscerevenezia.it\/?p=53021","title":{"rendered":"La giustizia a Venezia; le condanne per sodomia"},"content":{"rendered":"\n<h3>La giustizia a Venezia; le condanne per sodomia<\/h3>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quando si sparse per la citt\u00e0 la notizia che due nobili erano stati arrestati sotto l&#8217;accusa di un turbe reato, fu uno scandalo grave specialmente nei vecchi patrizi che vedevano macchiate la dignit\u00e0 della casta. Correva allora il maggio del 1516 e un tale &#8220;<em>Zuan Todesco ligador in Fontego et stipendiaio di sier Bernardin Orio<\/em>&#8221; si presentava al segretario del <em>Consiglio dei Dieci<\/em> porgendo querela contro due ben noti patrizi che avevano tentato con lusinghe e danari di commettere su lui un infame attentato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il <em>Consiglio<\/em> accolse l&#8217;accusa, ma volle con tutta segretezza indagare la verit\u00e0 dei fatti e dette ordine al segretario e a <em>Missier grande<\/em> di procedere ad una rigorosa inchiesta tenendo celati i nomi dei colpevoli. Le ricerche riuscirono in accordo con le accuse: &#8220;<em>et il Consiglio di Diese prese de retenir (arrestare) sier Nadal Contarini di sier Domenego e sier Marco Antonio Bollani quondam sier Iulio<\/em>&#8220;. Erano due patrizi molto conosciuti in citt\u00e0 specialmente il <strong>Bollani<\/strong> detto &#8220;<em>da l&#8217;orto<\/em>&#8221; perch\u00e9 accanto al suo palazzo in fondamenta di San Trovaso, oggi palazzo del Liceo Marco Polo, possedeva una delle pi\u00f9 belle ortaglie veneziane, mentre sier <strong>Contarini<\/strong> , &#8220;i<em>n casa dil qual \u00e8 seguita la cosa<\/em>&#8221; abitava a San Polo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L&#8217;arresto del <strong>Bollani<\/strong> avvenne lo stesso giorno della deliberazione del <em>Consiglio<\/em>, poich\u00e9 <em>Missier grande<\/em>, incontratolo in Piazza San Marco, lo ferm\u00f2 e lo condusse in Palazzo Ducale e alla mattina seguente da due fanti appostati &#8220;f<em>o preso anche sier Nadal Contarini ne l&#8217;ussir di casa a san Polo<\/em>&#8220;.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La repubblica per estirpare &#8220;<em>l&#8217;abominevole vitium<\/em>&#8221; aveva pubblicato decreti di pene severe, era persino ricorsa al supplizio della &#8220;<em>cheba<\/em>&#8220;, alla pena capitale e bruciato il cadavere, ne sperdeva le ceneri, ma purtroppo il vizio, sebbene molto diminuito, esisteva sempre.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Appena arrestati i due patrizi si form\u00f2 subito il <em>Collegio d&#8217;accusa<\/em> e vennero eletti sier <strong>Girolamo Tiepolo<\/strong>, consigliere ducale, sier <strong>Girolamo Erizzo<\/strong>, <em>capo dei Dieci,<\/em> <strong>Nicol\u00f2 Bernardo<\/strong>, inquisitore, e <strong>Francesco Pesaro<\/strong>, <em>avogador di Comune<\/em>. Messi alla tortura i colpevoli, <strong>Marco Antonio Bollani<\/strong> ebbe &#8220;<em>sette scassi di corda et non ha confessato<\/em>&#8220;, invece sier <strong>Nadal Contarini<\/strong> dopo aver avuta &#8220;<em>usa sola Cavaleta<\/em>&#8220;, tormento che schiacciava i piedi, confess\u00f2 ogni cosa come l&#8217;aveva raccontata il giovane <strong>Zuane Todesco<\/strong>, &#8220;<em>ligador al Fontego<\/em>&#8220;. La discussione in <em>Collegio<\/em> sulla pena da infliggersi fu lunga e vivace: <strong>Nicol\u00f2 Bernardo<\/strong> aveva proposto la pena di morte, sier <strong>Francesco Pesaro<\/strong> il bando perpetuo a confine per salvare il prestigio della toga patrizia, prevalse la proposta del bando, aggravata per\u00f2 da tre anni di carcere. E cos\u00ec la sentenza approvata a sola maggioranza venne il 14 maggio 1516 pubblicata a Rialto e a San Marco: &#8220;<em>Marco Antonio Bolani perpetuamente confin\u00e0 a Famagosta et si presenti al retor ogni ziorno, item Nadal Contarini releg\u00e0 in Cao d&#8217;Istria, et tutti do avanti il confin sia seradi per ani tre in la preson Orba<\/em>&#8220;.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il 22 aprile 1519 i due patrizi colpevoli uscivano dalle prigioni del Palazzo Ducale e venivano imbarcati sulla galera di <strong>Marco Venier<\/strong> che toccando le coste istriane, doveva giungere fino all&#8217;isola di Cipro. Erano due larve, pallidi, curvi, accasciati, &#8220;<em>et nissuno de li parenti zonze al Molo a li salutar et cuss\u00ec andarono al loro tristo destino per causa infame di sodomitio&#8221;<\/em>. (1)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">(1) Giovanni Malgarotto. IL GAZZETTINO, 23 dicembre 1927<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La giustizia a Venezia; le condanne per sodomia Quando si sparse per la citt\u00e0 la notizia che due nobili erano stati arrestati sotto l&#8217;accusa di un turbe reato, fu uno scandalo grave specialmente nei vecchi patrizi che vedevano macchiate la dignit\u00e0 della casta. 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