{"id":52629,"date":"2020-02-09T05:38:19","date_gmt":"2020-02-09T05:38:19","guid":{"rendered":"https:\/\/www.conoscerevenezia.it\/?p=52629"},"modified":"2024-02-02T07:27:41","modified_gmt":"2024-02-02T07:27:41","slug":"un-matrimonio-riparatore-nel-borgo-di-olmo-verso-oderzo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.conoscerevenezia.it\/?p=52629","title":{"rendered":"Un matrimonio riparatore nel borgo di Olmo, verso Oderzo"},"content":{"rendered":"<h3>Un matrimonio riparatore nel borgo di Olmo, verso Oderzo<\/h3>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il 2 aprile del 1515, la Signoria riceveva lettere dal provveditore generale <strong>Andrea Gritti<\/strong> di stanza a Treviso e apprendeva che dove accampava l&#8217;esercito di messer <strong>Bartolomeo d&#8217;Alviano<\/strong>, capitano generale della Repubblica contro i collegati di <em>Cambrai<\/em>, accadevano sempre delitti: furti, uccisioni, stupri. L&#8217;ultimo che si raccontava era avvenuto nel villaggio dell&#8217;<em>Olmo<\/em> (Olmi di San Biagio di Callalta o Cimadolmo ?), piccolo borgo quasi a mezza strada fra Treviso e Oderzo, e la narrazione letta in Senato suscit\u00f2 viva indignazione &#8220;<em>Il soldato Augusto Trapolin, fiol di Piero doctor et citadin paduano, de comun acordo con Julio Manfron, condotier di cavalli, et Zuane Pelizza trobetto<\/em>&#8220;, furono gli autori del grave delitto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Passavano essi a cavallo per il villaggio dell&#8217;<em>Olmo<\/em> nel pomeriggio del 29 marzo, quando videro alla finestra di una casetta una bionda e formosa ragazza e subito tutti e tre furono presi di quella bellezza. Le chiesero la via di <em>Oderzo<\/em>, che fu loro indicata da due fratelli della ragazza che stavano ad un&#8217;altra finestra, ma i tre soldati, fingendo di non capire li pregarono di scendere abbasso. E scesero difatti, e furono allora presi e legati insieme schiena con schiena &#8220;<em>et cuss\u00ec legati li butarono in uno fosso di la strada che bona sorte era senza aqua<\/em>&#8220;. Salirono poi dalla ragazza, s&#8217;intesero pianti e grida, un lungo silenzio di quasi mezz&#8217;ora e dopo i tre ribaldi uscirono insieme e, montati a cavallo presero la strada di Oderzo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La lettera di sier <strong>Andrea Gritti<\/strong> fu trasmessa dal Senato al Consiglio dei Dieci, sier <strong>Zuane Bragadin<\/strong> mand\u00f2 subito ad <em>Oderzo<\/em>, dov&#8217;era il campo di messer <strong>d&#8217;Alviano<\/strong>, il segretario <strong>Alvise Meneghello<\/strong> per procedere ad una inchiesta. Rispose il signor <strong>Bartolomeo<\/strong>: &#8220;<em>Questi homeni d&#8217;arme rischia la vita ora per ora, et non \u00e8 mal che se spassano qualche volta<\/em>&#8220;. &#8220;<em>Nun la intende cuss\u00ec l&#8217;excelentissimo Consejo di Diese!<\/em>&#8220;, replic\u00f2 inchinandosi il <strong>Meneghello<\/strong>, e difatti non la intese cos\u00ec il <em>Consiglio<\/em> il quale mand\u00f2 l&#8217;ordine tassativo al capitano generale di arrestare i colpevoli e mandarli a Venezia, ma ormai due di loro erano fuggiti e solo <strong>Augusto Trapolin<\/strong> venne arrestato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Egli condotto a Venezia e messo alla tortura, confess\u00f2 la colpa e disse di non saper nulla &#8220;<em>di l&#8217;altro caso di la vedoa sforzata in li borgi di Uderzo e di la barufa fata con villani la seconda domenica di Quaresima<\/em>&#8220;. Condannato a carcere perpetuo, dopo un anno fece chiamare l&#8217;avogador <strong>Domenico Venier<\/strong> e gli disse che voleva &#8220;<em>sposar la donna che hav\u00e8 violata se il fevano la gratia<\/em>&#8220;. Accordata la grazia, <strong>Augusto Trapolin<\/strong> part\u00ec per il borgo di Olmo, &#8220;<em>e la puta fo contenta di averlo per marito<\/em>&#8220;. (1)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">(1) Giovanni Malgarotto. IL GAZZETTINO, 27 febbraio 1927<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Un matrimonio riparatore nel borgo di Olmo, verso Oderzo Il 2 aprile del 1515, la Signoria riceveva lettere dal provveditore generale Andrea Gritti di stanza a Treviso e apprendeva che dove accampava l&#8217;esercito di messer Bartolomeo d&#8217;Alviano, capitano generale della Repubblica contro i collegati di Cambrai, accadevano sempre delitti: furti, uccisioni, stupri. 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