{"id":52417,"date":"2020-02-03T06:14:36","date_gmt":"2020-02-03T06:14:36","guid":{"rendered":"https:\/\/www.conoscerevenezia.it\/?p=52417"},"modified":"2024-02-02T09:30:28","modified_gmt":"2024-02-02T09:30:28","slug":"un-curioso-processo-di-divorzio-nella-venezia-del-settecento","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.conoscerevenezia.it\/?p=52417","title":{"rendered":"Un curioso processo di divorzio nella Venezia del Settecento"},"content":{"rendered":"<h3>Un curioso processo di divorzio nella Venezia del Settecento<\/h3>\n<p style=\"text-align: justify;\">Alla fine del 1775 si era iniziata la causa di divorzio fra il patrizio <strong>Alessandro Dolfin<\/strong> e la nobile <strong>Chiara Corner<\/strong>, la quale attendeva impaziente la libert\u00e0 maritale per correre a nuove nozze con <strong>Almor\u00f2 Grimani<\/strong> fu <strong>Michele<\/strong> di <em>Santa Maria Formosa<\/em>. Ma a messer <strong>Carlo Grimani<\/strong>, fratello di <strong>Almor\u00f2<\/strong>, no garbava troppo avere quella cognata e al divorzio cercava di mettere inciampo in ogni maniera.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Infatti certa <strong>Felicita Doria<\/strong>, <em>rivendigola<\/em> e solita per il suo mestiere a praticare in casa <strong>Dolfin<\/strong>, era stata un bel giorno invitata da alcuni sconosciuti a montare in una gondola con la scusa di averle da consegnare molta roba da vendere, e nella gondola le furono bendati a forza gli occhi e condotta in una casa dove, racconta la Felicit\u00e0: &#8220;<em>Mi viddi in una camera, non molto grande ma bislunga, alta di travatura, dove eravi un huomo in maschera seduto al fuoco in pelizzo verde in bauta e cappello schietto. Poco distante da esso, cio\u00e8 dall&#8217;altra parte del piccolo camin alla Francese, eravi una signora seduta, vestita con abito sopra il cerchio di raso bianco e teneva sopra le spale un gran tabaro nero<\/em>&#8220;.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Alla povera donna, tutta spaventata e tremante di paura, fu subito imposto di dire ci\u00f2 che sapeva sulla condotta e sulle abitudini della <strong>Chiara Dolfin<\/strong> regalando alla nobildonna certi epiteti assai poco eleganti. <strong>Felicita<\/strong> rispose che nulla sapeva; e quelli ad insistere a interrogarla sull&#8217;amicizia che aveva la signora con un turco e con un greco, ai quali &#8220;<em>mandava el so camerier a prendar a titolo d&#8217;imprestito ora vinti, ora trenta zecchini, che dopo non restituiva, ma anzi tutti li suddetti andavano a visitarla e portar regali<\/em>&#8220;.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per\u00f2, a fare lo strano interrogatorio la pi\u00f9 terribile e scevra di reticenze era la signora dal <em>tabaro<\/em> nero, che senza tanti giri di frase, chiedeva se <strong>Almor\u00f2 Pisani<\/strong> dormisse con la <strong>Chiara Dolfin<\/strong> e se con lui fosse rimasta incinta e concludeva che <em>se una brutta busona \u00e8 divenuta Trona<\/em> (cio\u00e8 della famiglia Tron) <em>la Chiara Dolfin che \u00e8 un&#8217;altra brutta busona non diventerebbe mai una Grimani<\/em> (*).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L&#8217;interrogatorio non approd\u00f2 a nulla, poich\u00e9 la <strong>Felicita<\/strong> forse nulla sapeva; ma quel sequestro arbitrario di persona e quelle offese che ben presto furono note a tutta Venezia fecero s\u00ec che <strong>Giovanni Corner<\/strong>, padre della <strong>Chiara<\/strong>, ricorresse agli <em>Inquisitori di Stato<\/em> contro le prepotenze e le calunnie di cui era vittima la nobile sua figlia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il tribunale lesse il ricorso, interrog\u00f2, investig\u00f2 e poi cos\u00ec postillava il ricorso stesso;<em> fu letto e posto a parte sino a nuovi lumi. 1775 primo febbraio<\/em>. Ma i lumi non vennero ed il processo and\u00f2 in <em>casson<\/em> (archiviato). Avvenuto il divorzio, con grande dispetto di <strong>Giovanni Grimani<\/strong>, e della moglie, che si dice fosse la signora dal <em>tabaro nero<\/em>, <strong>Almor\u00f2 Grimani<\/strong> sposava la <strong>Chiara Corner<\/strong>, mentre <strong>Alessandro Dolfin<\/strong> si consolava sposando l&#8217;altra <strong>Corner<\/strong>, la nobile <strong>Venturina Daria<\/strong>. (1)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">(*) Correva a Venezia la seguente satira:<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">Chi gera su la Riva?<br \/>\nLucieta la bela,<br \/>\nLa sorda so sorela,<br \/>\nLa Trona, la Benzona<br \/>\nE qualche altra busona.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">(1) Giovanni Malgarotto. IL GAZZETTINO, 30 dicembre 1923.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Un curioso processo di divorzio nella Venezia del Settecento Alla fine del 1775 si era iniziata la causa di divorzio fra il patrizio Alessandro Dolfin e la nobile Chiara Corner, la quale attendeva impaziente la libert\u00e0 maritale per correre a nuove nozze con Almor\u00f2 Grimani fu Michele di Santa Maria Formosa. 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