{"id":51621,"date":"2020-02-01T06:30:07","date_gmt":"2020-02-01T06:30:07","guid":{"rendered":"https:\/\/www.conoscerevenezia.it\/?p=51621"},"modified":"2026-08-23T08:15:19","modified_gmt":"2026-08-23T08:15:19","slug":"elenco-delle-condanne-capitali-eseguite-a-venezia-dalle-origini-della-repubblica-alla-sua-caduta","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.conoscerevenezia.it\/?p=51621","title":{"rendered":"Elenco delle condanne capitali eseguite a Venezia, dalle origini della Repubblica alla sua caduta"},"content":{"rendered":"<h3>Elenco delle condanne capitali eseguite a Venezia, dalle origini della Repubblica alla sua caduta<\/h3>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questo elenco \u00e8 stato ottenuto partendo da un manoscritto dell&#8217;Ottocento intitolato <em>Serie di tutti li Giustiziati che furono fatti Morire nell\u2019Inclita Citt\u00e0 di Venezia<\/em>, conservato presso la <strong>BIBLIOTECA del SEMINARIO di PORDENONE<\/strong>, integrato poi con altri testi come <em>Alcune delle pi\u00f9 clamorose condanne capitale<\/em> di <strong>Giuseppe Tassini<\/strong> e dagli articoli di <strong>Giovanni Malgarotto<\/strong> pubblicati sotto la rubrica <em>Curiosit\u00e0 Storiche Veneziane<\/em> sul Gazzettino dal 1923 al 1931.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le condanne vengono elencate in ordine cronologico e, nella maggior parte dei casi, per ogni reo viene indicato il nome, l&#8217;et\u00e0 e la professione, il delitto commesso, l&#8217;autorit\u00e0 giudicante e le modalit\u00e0 di esecuzione della pena.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L&#8217;elenco inizia con il doge <strong>Orso Ipato<\/strong>, condannato nel 737, per parzialit\u00e0 in alcune discordie civili tra <em>Jesolo<\/em> ed <em>Eraclea<\/em> e finisce con <strong>Pietro Lucchese<\/strong>, condannato a morte nel mese di settembre 1791, per l\u2019omicidio di <strong>Piero Cesare Corner<\/strong>, podest\u00e0 della comunit\u00e0 di <em>Caneva<\/em>. In questo elenco di condannati sono rappresentate tutte le classi sociali, a significare come la giustizia veneziana non si metteva scrupoli nel giudicare uomini e donne, laici ed ecclesiastici, dogi, nobili e plebei, cattolici ed ebrei, e fornisce una casistica di delitti che conducevano, in quei tempi, all&#8217;esecuzione capitale, come l&#8217;omicidio spesso associato al furto, il furto sacrilego, la bestemmia orrenda, la ribellione alle leggi dello stato, il ladrocinio di strada, la sodomia, l&#8217;incesto, il contrabbando, il peculato, l&#8217;uso di armi da fuoco, e la violenza contro le donne.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel documento vengono riportate le modalit\u00e0 di esecuzione delle pene, e le pene &#8220;accessorie&#8221; che venivano inflitte ai condannati prima della loro esecuzione capitale. Anche se sono crude e violente tali pratiche vanno giudicate con gli occhi di quei tempi ormai lontani, tuttavia alcuni passi potrebbero comunque urtare la sensibilit\u00e0 di chi legge. In un paio di casi \u00e8 stato mantenuto il commento al delitto dell&#8217;ignoto estensore del documento originario.<\/p>\n<style type=\"text\/css\" media=\"screen\"> a.elenchi:link { color:#12488e; text-decoration: none; } a.elenchi:visited { color:#12488e; text-decoration: none; }  a.elenchi:hover { color:#008080; text-decoration: underline; } a.elenchi:active { color:#12488e; text-decoration: underline; } <\/style>\n<p style=\"text-align: justify;\">VIII SECOLO<\/p>\n<ul>\n<li>737. <strong>Orso Ipato<\/strong>, <em>doge<\/em> di <em>Malamocco<\/em>, fu fatto pubblicamente morire, per parzialit\u00e0 in alcune discordie civili tra Jesolo ed Eraclea.<\/li>\n<li>755. <strong>Teodato Ipato<\/strong>, <em>doge<\/em>, figlio di <strong>Orso<\/strong>, ucciso.<\/li>\n<li>756. <strong>Galla Paulo<\/strong>, doge di <em>Malamocco<\/em>, pag\u00f2 il filo dell&#8217;ingiuria recata al suo predecessore, gli venne tolti gli occhi e poi fu ucciso<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">IX SECOLO<\/p>\n<ul>\n<li>803. <strong>Giovanni Bombarda<\/strong>, impiccato per tradimento, alla riva di San Giorgio Maggiore<\/li>\n<li>805. <strong>Domicillo Giulio<\/strong> e <strong>Carlo Salvignani<\/strong>, impiccati<\/li>\n<li>810. <strong>Giovanni Tradonico<\/strong> e <strong>Bruno Bragadin<\/strong>, furono impiccati per aver tentato di uccidere il doge <strong>Giovanni Partecipazio<\/strong><\/li>\n<li>820. <strong>Bon Brandachiel<\/strong>, <strong>Giovanni Monegario<\/strong>, <strong>Giovanni Gradenigo<\/strong> tutti nobili, furono impiccati per congiura alla Riva di San Giorgio<\/li>\n<li>829. <strong>Obelerio Antenoreo<\/strong>, doge, impiccato. Era sposato con <strong>Franca<\/strong>, figlia di <strong>Carlo Magno<\/strong>, e quindi parteggiava per i Franchi. Ma, sconfitto il franco <strong>Pipino<\/strong>, fratello di <strong>Franca<\/strong>, <strong>Obelerio<\/strong> venne esiliato. Senonch\u00e9, avendo tentato di rientrare nel dogado per riprendere il potere con la forza, venne sconfitto e, una volta preso, fu da prima torturato, quindi impiccato sulla riva di San Giorgio Maggiore.<\/li>\n<li>830 o 831. <strong>Beato Antenoreo<\/strong>, fratello di <strong>Obelario<\/strong>, e di lui compagno nel reggimento, pubblicamente decapitato mentre venivano con armati a Venezia per vendicare l\u2019uccisione del fratello.<\/li>\n<li>834 o 835. <strong>Domenico Monegario<\/strong> (o <strong>Monetario<\/strong>), <strong>Teodoro Chiaro Manin<\/strong> patrizio, condannati a morte come partigiani del tribuno <strong>Carausio<\/strong> (o <strong>Caroso<\/strong>), che aveva usurpato il soglio ducale al doge <strong>Giovanni Partecipazio<\/strong>.<\/li>\n<li>864. <strong>Giovanni Tradonico<\/strong>, suo nipote <strong>Pietro Candiano<\/strong>, <strong>Domenico Falier<\/strong>, <strong>Stefano dal Sabion<\/strong> e altri, alcuni impiccati e alcuni tagliati a pezzi per aver ucciso il doge <strong>Pietro Tradonico<\/strong>, reduce dai vesperi di <em>San Zaccaria<\/em>.<\/li>\n<li>15 settembre 864. <strong>Giovanni Zambresa<\/strong>, impiccato per la suddetta causa<\/li>\n<li>894. <strong>Lauro Vivarin<\/strong>, impiccato per aver ferito al capo <strong>Faustino Salmarin<\/strong> in chiesa di San Marco, alla presenza del doge.<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">X SECOLO<\/p>\n<ul>\n<li>957. <strong>Pietro Candiano<\/strong> IV, doge, trucidato con un suo piccolo pargoletto, per furore popolare, in pena della di lui tirannide.<\/li>\n<li>958. In giorno di marted\u00ec furono impiccate per le strade di Venezia 132 persone come aderenti a <strong>Pietro Candiano<\/strong>, che aveva tramato una congiura contro il doge <strong>Pietro Candiano III<\/strong>, suo padre.<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">XII SECOLO<\/p>\n<ul>\n<li>1149. <strong>Guisardo<\/strong>, corsaro anconetano, impiccato.<\/li>\n<li>1160 o 1245. Un N.H. fu tirato a coda di cavallo, tanagliato, decapitato e squartato per aver tagliato le canne della gola alla madre, al padre e a tre sorelle, la qual famiglia abitava a <em>Sant&#8217;Angelo<\/em>.<\/li>\n<li>1172. <strong>Marco Cassolo<\/strong>, impiccato per aver ucciso sulla <em>riva degli Schiavoni<\/em> e precisamente in capo della <em>Calle delle Rasse<\/em>, il doge <strong>Vitale Micheli II<\/strong> mentre, secondo il costume, si recava il giorno di Pasqua alla visita della chiesa di San Zaccaria.<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">XIII SECOLO<\/p>\n<ul>\n<li>1264. <strong>Nicol\u00f2 Bocco<\/strong> e <strong>Giovanni Candiano<\/strong> con altri seguaci, impiccati per essere insorti a cagione della tassa sul macinato contro il doge <strong>Raniero Zen<\/strong>, ed aver minacciato di dar fuoco al <em>palazzo Ducale<\/em>.<\/li>\n<li>1274. <strong>Guecello Dolce<\/strong> e <strong>Pietro d\u2019Arzenta<\/strong>, impiccati per congiura contro il doge <strong>Lorenzo Tiepolo<\/strong>.<\/li>\n<li>1274. <strong>Gherardo Lancia<\/strong>, scoperto traditore, impiccato. Il <strong>Sabellico<\/strong> lo chiama <em>Gerardo da le lance lunghe<\/em>, contestabile di fanti assai stimato nell\u2019esercito veneziano allorquando assediava Trieste. Narra poi che, avendo egli parteggiato coi Triestini di aprire loro la porta di una nostra bastia.<\/li>\n<li>1299. <strong>Marino Bocconio<\/strong>, <strong>Carlo Recif<\/strong>, <strong>Saba Sorian<\/strong>, <strong>Giovanni Maria Dolce<\/strong>, <strong>Pietro Erizzo<\/strong>, <strong>Dario Facel<\/strong>, <strong>Girolamo Secalchi<\/strong>, <strong>Alessandro Barbon<\/strong>, <strong>Marco Guso<\/strong>, impiccati per congiura contro il doge <strong>Pietro Gradenigo<\/strong>, e per aver cercato d\u2019impadronirsi del potere.<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">XIV SECOLO<\/p>\n<ul>\n<li>7 maggio 1310. <strong>Badoero Partecipazio<\/strong> (o <strong>Badoer<\/strong>) <em>Podest\u00e0 di Padova<\/em>, un suo cavaliere <strong>Belario<\/strong>, un suo parente, altri due suoi compagni, decapitati per essere implicati nella celebre congiura <strong>Tiepolo-Querini<\/strong>, tendente ad impadronirsi del potere.<\/li>\n<li>5 luglio 1311. N.N., decapitato e squartato, con la moglie e due figli, per aver assassinato un ebreo in casa propria, per ordine del <em>Consiglio dei Dieci<\/em><\/li>\n<li>1328. <strong>Giacomo Querini<\/strong>, <strong>Giacomo Barozzi<\/strong> e <strong>Marino Barozzi<\/strong>, impiccati come perturbatori, sotto il doge <strong>Giovanni Soranzo<\/strong>.<\/li>\n<li>1340. <strong>Badoero Badoer<\/strong><\/li>\n<li>16 aprile 1355. <strong>Marino Faliero<\/strong>, doge, decapitato, con molti altri suoi complici, per aver tentato d\u2019abbattere il governo. Sedici congiurati vennero arrestati, l&#8217;ammiraglio <strong>Bertuccio Isarael<\/strong> e <strong>Filippo Calendano<\/strong> vennero appesi alle finestre di Palazzo Ducale, dove il doge assisteva alla <em>festa del Gioved\u00ec Grasso<\/em>.<\/li>\n<li>28 maggio 1356. Dopo tredici mesi e dieci giorni, fu preso in rottura di bando, il N.H. <strong>Marco Poli<\/strong>, e per <em>Ordine del Consiglio dei Dieci<\/em> fu impiccato e squartato per complice di congiura del Falier.<\/li>\n<li>20 marzo 1358. <strong>Zuanne Maino<\/strong>, fu preso in rottura di bando nelle barche dei genovesi che assediavano Chioggia, per ordine del <em>Consiglio dei Dieci<\/em>, fu impiccato come ribelle.<\/li>\n<li>23 ottobre 1360. <strong>Zuanne Forasetto<\/strong> di <em>Mestre<\/em>, fu impiccato per traditore, perch\u00e9 conduceva i padovani all&#8217;impresa di Chioggia, per ordine del <em>Consiglio dei Dieci<\/em>.<\/li>\n<li>10 maggio 1363. <strong>Giovanni Visconti<\/strong> ribelle di Candia, fu decapitato per ordine del generale Michieli, indi gettato il suo busto in mare.<\/li>\n<li>28 maggio 1363. <strong>Leonardo Gradenigo<\/strong>, e altri della medesima famiglia furono decapitati per capi di congiura in Candia, e gettati i loro busti in mare e fatte seppellire le loro teste.<\/li>\n<li>1370. <strong>Giovanni <\/strong> schiavo e complici, per aver ucciso il vescovo di Cittanova (Eraclea), <strong>Gaffaro<\/strong>. Fu portato su una chiatta a Santa Croce, attanagliato, ucciso fra le due colonne, quindi squartato.<\/li>\n<li>21 luglio 1372. <strong>Bartolomeo Grataria o Gratuso<\/strong> da Mestre, <strong>Francesco Negro<\/strong> da <em>Terrazza<\/em>, <strong>Marco<\/strong> figlio di una donna gobba ed altri, condotti a Santa Croce gli vennero tagliate la mani valide, tirati a coda di cavallo fino a San Marco, impiccati e squartati, per avere tentato di avvelenare i pozzi, divulgato i segreti della repubblica, per conto di <strong>Francesco il Vecchio da Carrara<\/strong>, signore di Padova.<\/li>\n<li>1379. <strong>Zuanne<\/strong>, impiccato come ribelle, secondo alcuni alla riva di <em>San Giorgio Maggiore<\/em>, secondo altri sopra la stessa barca ove fu preso, essendo fuggito presso l\u2019armata dei genovesi.<\/li>\n<li>1379. <strong>Giovanni Fedeli<\/strong>, <strong>Bernardo Gava<\/strong> e <strong>Andrea Novello<\/strong>, decapitati perch\u00e9 sostenitori dei genovesi.<\/li>\n<li>20 settembre 1380. <strong>Roberto<\/strong> <em>marchigiano da Recanati<\/em>, capitano, impiccato come traditore perch\u00e9 in combutta con i Genovesi.<\/li>\n<li>1381. <strong>Giovanni Lombardo<\/strong>, decapitato per trattative coi nemici, durante l\u2019assedio di Treviso.<\/li>\n<li>5 maggio 1385. <strong>Pietro Giustiniano<\/strong>, <em>Avogador di Comun<\/em>, e <strong>Antonio<\/strong> di <strong>Domenico<\/strong> da <em>Chioggia<\/em>, impiccati quali complici dei Carraresi.<\/li>\n<li>1388. <strong>Stefano Manolesso<\/strong>, di anni 25, fu impiccato sulla pubblica piazza per essere anch\u2019esso nel novero di quelli che parteggiavano per i Carraresi.<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">XV SECOLO<\/p>\n<ul>\n<li>14 luglio 1404. <strong>Brisardo<\/strong> (da altri detto <strong>Rizzardo<\/strong>), <em>francese<\/em>, essendo stato preso in un naviglio predato ai Genovesi, esclam\u00f2 in carcere che ancora sperava di lavarsi le mani nel sangue veneziano, per la qual millanteria fu impiccato per ordine pubblico.<\/li>\n<li>20 luglio 1404. <strong>Giacomo Morellato<\/strong> e tre preti, impiccati con la testa in gi\u00f9 sulla piazza, per ordine del <em>Consiglio dei Dieci<\/em>, come traditori. Manifestavano ai Padovani, per mezzo di biglietti gettati con le saette entro le mura di Padova, avevano anche concertato coi Carraresi, signori di Padova, di incendiare Venezia. I corpi di molti si ritrovarono cuciti entro sacchi, ed annegati, sui lidi.<\/li>\n<li>1405. Prete <strong>Taddeo Buono<\/strong> con altri 2 preti e Giovanni Pietro<\/li>\n<li>1405. <strong>Giovanni<\/strong> da <em>Pavia<\/em>, impiccato come spia dei padovani, che gli corrispondevano un grosso stipendio.<\/li>\n<li>30 dicembre 1405. <strong>Francesco Novello da Carrara<\/strong>, <strong>Francesco<\/strong> suo figlio e <strong>Giacomo<\/strong> suo fratello, strozzati in carcere.<\/li>\n<li>1406. <strong>Agostin Risi<\/strong>, <strong>Girolamo Nani<\/strong>, e <strong>Francesco Bragolato<\/strong>, impiccati quali bestemmiatori.<\/li>\n<li>1406. <strong>Antonio Lanza<\/strong> e compagni, impiccati per ladri, per ordine dei <em>Signori di Notte al Criminal<\/em>.<\/li>\n<li>1410 <strong>Bona Tartara<\/strong>, condotta per il Canal Grande sopra una chiatta, e quindi trascinata a coda di cavallo per la citt\u00e0 fino in mezzo alle due colonne della Piazzetta e l\u00ec pubblicamente abbruciata, per aver avvelenato il suo padrone <strong>Nicol\u00f2 Barbo<\/strong>, per ordine della Quarantia Criminale.<\/li>\n<li>1412. Due fratelli della famiglia <strong>Quinzia<\/strong> (o da <em>Quinto Veronese<\/em>), decapitati e squartati come partigiani degli Scaligeri. Un <strong>Giacomo Verbon<\/strong> fu impiccato per la medesima causa.<\/li>\n<li>1412. <strong>Francesco Baldovino<\/strong>, appeso alle forche fra le colonne rosse del palazzo Ducale per congiura contro lo Stato.<\/li>\n<li>16 maggio 1413. <strong>Giovanni Nogarola<\/strong>, veronese, decapitato e squartato perch\u00e9 procurava di dare Verona in mano agli <em>Scaligeri.<\/em><\/li>\n<li>1412. <strong>Nadalin Brandolin<\/strong> (da altri detto <strong>Bragadin<\/strong>) ed un suo fratello, impiccati come sollevatori del popolo.<\/li>\n<li>10 luglio 1417. N.H. <strong>Giorgio Bragadin<\/strong>, bandito per frodi ed altre azioni malvagie, preso in rottura di bando, impiccato per ordine del <em>Consiglio dei Dieci<\/em>.<\/li>\n<li>8 marzo 1426. <strong>Enrico di Barbante<\/strong> (o di <strong>Brabante<\/strong>), strascinato a coda di cavallo e squartato vivo perch\u00e9, spedito da <strong>Filippo Maria Visconti<\/strong>, aveva tentato d\u2019incendiare il nostro arsenale.<\/li>\n<li>8 marzo 1429. N.H. <strong>Andrea Contarini<\/strong>, condannato al taglio della mano destra e poi al capestro, fra le due colonne della Piazzetta, per aver ferito sul naso il doge <strong>Francesco Foscari<\/strong>. Si impiccarono anche alcuni suoi seguaci.<\/li>\n<li><a href=\"https:\/\/www.conoscerevenezia.it\/?p=23988\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">15 aprile 1432. <strong>Francesco da Bussone <\/strong>detto il <strong>Carmagnola<\/strong> <\/a>. Traditore della Repubblica. Decapitato<\/li>\n<li>28 luglio 1433. <strong>Giacomo Scrovegno<\/strong> (o <strong>Sovenigo<\/strong>), padovano, decapitato per complicit\u00e0 con <strong>Marsilio da Carrara<\/strong>.<\/li>\n<li>24 luglio 1436. <strong>Marsilio da Carrara<\/strong>, figlio di <strong>Francesco Novello<\/strong>, <em>Signore di Padova<\/em>, volendo riacquistare il perduto dominio, fu decapitato.<\/li>\n<li>1442. <strong>Andrea Paggia<\/strong> da <em>Candia<\/em>, impiccato per ladro su ordine dei <em>Signori di Notte al Criminal<\/em>.<\/li>\n<li>1445. <strong>Giovanni Mestemin<\/strong>, decapitato e bruciato come ladro sacrilego.<\/li>\n<li>1445. <strong>Marco Belli<\/strong> e altri, impiccati, e squartati.<\/li>\n<li>10 marzo 1446. <strong>Antonio Molecchietto<\/strong>, impiccato con un laccio, che alcuni pretendono fosse d\u2019oro, per aver rubato nel <em>tesoro di San Marco<\/em>, per ordine del <em>Consiglio dei Dieci<\/em>. Il suo corpo rimase tre giorni sopra la forca.<\/li>\n<li>19 aprile 1447. <strong>Antonio Majante<\/strong> uomo destinato a futuri tradimenti per conto di Francesco Sforza, decapitato.<\/li>\n<li>22 marzo 1449. <strong>Cristofolo<\/strong> di <em>Villabona<\/em>, <strong>Zuanne Orlando<\/strong>, impiccati come traditori per ordine del <em>Consiglio dei Dieci<\/em>, avendo tentato di vendere Verona ai nemici.<\/li>\n<li>8 ottobre 1449. <strong>Stamati Crassioti<\/strong> greco, impiccato, poi buttato a mare, come servo di un turco, per ordine del <em>Consiglio dei Dieci<\/em>.<\/li>\n<li>1456. Prete <strong>Vittore<\/strong> per aver ucciso per derubarlo Mauro d&#8217;Otranto un ricco mansionario.<\/li>\n<li>21 luglio 1468. N.H. <strong>Giovanni Vallaresso<\/strong>, impiccato tra le colonne rosse di Palazzo Ducale, come traditore nell\u2019impresa della Morea, per ordine del <em>Consiglio dei Dieci<\/em>.<\/li>\n<li>3 marzo 1470. N.H. <strong>Bortolo Memmo<\/strong>, impiccato fra le colonne rosse, per aver maltrattato <strong>Domenico Erizzo<\/strong>.<\/li>\n<li>3 marzo 1472. N.H. <strong>Marco<\/strong> (o <strong>Lorenzo<\/strong>) <strong>Baffo<\/strong> impiccato, <strong>Nicol\u00f2<\/strong> da <em>Coste<\/em> decapitato, per ordine del <em>Consiglio dei Dieci<\/em>, per aver falsificato le <em>balote<\/em> delle votazioni (ballottaggio) del <em>Maggior Consiglio<\/em>.<\/li>\n<li>1475. <strong>Nicol\u00f2<\/strong> detto <strong>Gatta<\/strong>, impiccato.<\/li>\n<li>11 settembre 1476. <strong>Marco Baffo<\/strong> sposato con la figlia di <strong>Piramo<\/strong> da <em>Veglia<\/em> e <strong>Francesco Toniuti<\/strong> furono impiccati per sodomia, per ordine del <em>Consiglio dei Dieci<\/em>.<\/li>\n<li>1477. <strong>N.N.<\/strong>, rub\u00f2 ducati 20 al <em>Banco Giro<\/em> di Rialto perci\u00f2 gli fu tagliata la mano destra sul luogo del delitto, poi fu impiccato, restando esposto il di lui cadavere per tre giorni in mezzo del Canal Grande.<\/li>\n<li>10 aprile 1480. <strong>Angelo Caravado<\/strong> e <strong>Marco Venier<\/strong>, impiccati come ribelli, per ordine del <em>Consiglio dei Dieci<\/em>.<\/li>\n<li>1480. <em>Gli Ebrei di Portobuffol\u00e8<\/em>.<\/li>\n<li>1482. <strong>Bernardino Correr<\/strong> quale sodomita.<\/li>\n<li>7 marzo 1482. Fr\u00e0 <strong>Vincenzo Apostata<\/strong>, impiccato quale ladro sacrilego, per ordine del <em>Consiglio dei Dieci<\/em>.<\/li>\n<li>19 ottobre 1483. N.H. <strong>Emo Girolamo<\/strong>, ex ufficiale di marina, impiccato per avere fatto tumulto in Piazza San Marco, mentre si faceva una giostra sotto il doge <strong>Giovanni Mocenigo<\/strong>, per ordine del <em>Consiglio dei Dieci<\/em>.<\/li>\n<li>1483. <strong>Luigi Gofrito<\/strong><\/li>\n<li>20 agosto 1847. Fr\u00e0 <strong>Evangelista<\/strong> <em>francescano<\/em>, fu degradato e impiccato per ladro sacrilego e omicida, per ordine del <em>Consiglio dei Dieci<\/em><\/li>\n<li>1488. <strong>Nicol\u00f2 di Lazzara<\/strong>, nobile padovano, impiccato fra le due colonne rosse perch\u00e9 aveva tentato di strappare la citt\u00e0 di Padova al veneto dominio.<\/li>\n<li>1495. <strong>Domenico Botti<\/strong>, impiccato per aver tenuto mano a ladri sacrileghi.<\/li>\n<li>1495. <strong>Antonio Bonfilo<\/strong> e <strong>Marco Civran<\/strong>, impiccati per infedelt\u00e0.<\/li>\n<li>1498. <strong>Antonio Landi<\/strong><\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">XVI SECOLO<\/p>\n<ul>\n<li>1500. <strong>Atanasio Scotti<\/strong>, impiccato per ribellione e tradimento. Il cadavere rest\u00f2 per tre giorni appeso alle forche.<\/li>\n<li>1500. <strong>Felice Raguseo<\/strong>, decapitato e bruciato come ladro sacrilego.<\/li>\n<li>1501. <strong>Marco Loredan<\/strong>, decapitato.<\/li>\n<li><a href=\"https:\/\/www.conoscerevenezia.it\/?p=47319\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">20 gennaio 1501. N.H. <strong>Ettore Barbarigo<\/strong> di sier <strong>Alvise<\/strong><\/a>, della contrada di Santa Maria Zobenigo e parente del doge, &#8220;<em>zovene di mala qualit\u00e0 et pieno di abominevoli vitii<\/em>&#8220;, perch\u00e9 feriva un uomo e una meretrice al <em>Ponte delle Tette<\/em>, ed aveva gi\u00e0 ucciso <strong>Osvaldo<\/strong> &#8220;<em>murer di San Cassan<\/em>&#8220;, trovato morto in <em>Calle dei Botteri<\/em>, per un riguardo al doge si volle che morisse &#8220;<em>in la preson strangolado<\/em>&#8220;, mentre i suoi compagni di bagordo <strong>Anzolo Contarini<\/strong> e <strong>Andrea Zantani<\/strong> riuscirono a fuggire.<\/li>\n<li>13 gennaio 1502. <strong>Marco Sorgon<\/strong> ufficiali dei <em>Signori di Notte<\/em>, fu impiccato sopra una forca dipinta, alta 32 gradini, affinch\u00e9 fosse veduto da tutti, quale capo di ladri e meretrici, uomo che era malvisto da tutto il popolo, pare che il giorno che fu impiccato il popolo gridasse: &#8220;<em>muora, muora, quella canaja, magari vinti anni avanti<\/em>&#8220;, per ordine del <em>Consiglio dei Dieci<\/em>.<\/li>\n<li>17 settembre 1503. N.H. <strong>Bertuccio Canal<\/strong> qm <strong>Angelo<\/strong> di anni 57, fu impiccato, e <strong>Fabio<\/strong> suo figlio fu decapitato per ordine supremo, come ribelli della patria.<\/li>\n<li>18 ottobre 1503. N.H. <strong>Orsato Priuli<\/strong> gi\u00e0 <em>Provveditore alle Bocche di Angl\u00f2<\/em> si diede l&#8217;animo di vilmente vendergliele e per ordine del <em>Consiglio dei Dieci<\/em> fu decapitato.<\/li>\n<li><a href=\"https:\/\/www.conoscerevenezia.it\/?p=7014\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">25 novembre 1503. <strong>Biagio Carnio<\/strong> dalla Carnia<\/a>, di anni 60. Condannato a colpi di tenaglia infuocata, al taglio di entrambe le mani, alla decapitazione e allo squartamento. Si dice che trucidasse i bambini per confezionare con le loro carni il <em>guazzeto<\/em>.<\/li>\n<li>1504. <strong>Troilo Contarini<\/strong>, impiccato.<\/li>\n<li>2 dicembre 1504. <strong>Alessandro<\/strong> da <em>Corte<\/em> di anni 29, fu decapitato e bruciato quale ladro sacrilego, per ordine del <em>Consiglio dei Dieci<\/em>.<\/li>\n<li>20 aprile 1505. N.H. <strong>Girolamo Tron<\/strong>, impiccato fra le colonne rosse come traditore della patria, perch\u00e9 corrotto dall\u2019oro dei Turchi, cedette loro la rocca di Lepanto.<\/li>\n<li>22 marzo 1507. <strong>Pietro Faciol (o Fasiol)<\/strong>, giovane fornaio, impiccato come omicida e poi scoperto innocente.<\/li>\n<li>1508. <strong>Alessandro Porto<\/strong>, impiccato per vari misfatti.<\/li>\n<li>21 aprile 1509. <strong>Alberto Trapolino<\/strong>, <strong>Bertuccio Bagaroto<\/strong>, <strong>Giacomo<\/strong> <em>da Lione<\/em> e <strong>Lodovico Conti<\/strong>, cittadini padovani, impiccati fra le colonne della Piazzetta sotto accusa di aver seguito le parti imperiali nella guerra di Cambray.<\/li>\n<li>30 dicembre 1509. Il Senato diede ordine a sua eccellenza il Podest\u00e0 di Padova <strong>Pietro Baldo<\/strong>, di fare <em>descopare<\/em> padre e figlia padovani, perch\u00e9 si unirono carnalmente assieme, il padre che fosse anche bruciato, per ordine del <em>Consiglio dei Dieci<\/em>.<\/li>\n<li>8 aprile 1510. N.H. <strong>Soncin (o Santin) Benzon<\/strong>, impiccato e bruciato come ribelle di stato, per ordine del Consiglio dei Dieci.<\/li>\n<li>1510. <strong>Francesco<\/strong> figlio di <strong>Magro<\/strong> <em>barbitonsore<\/em> e complici.<\/li>\n<li>1511. <strong>Gaspare Valier<\/strong>, decapitato come omicida.<\/li>\n<li>1513. <strong>Lorenzo Polani<\/strong>, <strong>Baldassare Molin<\/strong>, <strong>Alessandro Navagero<\/strong>, <strong>Vincenzo<\/strong> e <strong>Agostino Contarino<\/strong>, condannati a morte come ladroni. Il primo fu impiccato, gli altri quattro furono decapitati e poi squartati.<\/li>\n<li>1513. <strong>Gaspare Zilio<\/strong><\/li>\n<li>20 marzo 1514. Prete <strong>Bartolomeo<\/strong> da <em>Mortegliano<\/em>, decapitato come traditore della fortezza di <em>Marano<\/em>; <strong>Vincenzo Castagna<\/strong>, impiccato per la stessa causa.<\/li>\n<li>1515. <strong>Orsato Priuli<\/strong><\/li>\n<li>2 giugno 1515. N.H. <strong>Sagredo<\/strong> fu decapitato, per ordine del <em>Consiglio dei Dieci<\/em>.<\/li>\n<li>1520. <strong>Bertuccio Canal<\/strong> e <strong>Leonardo da Monte<\/strong>, decapitati, e <strong>Taddeo Canal<\/strong>, figlio di <strong>Bertuccio<\/strong>, impiccati come ladri sacrileghi.<\/li>\n<li>3 agosto 1521. <strong>Bernardina<\/strong> moglie di <strong>Luca di Andrea<\/strong> da Montenegro, <em>descopada<\/em> e squartata per aver ucciso il marito e occultato il cadavere nel suo giardino. Bernardina fu la prima donna veneziana punita con lo squartamento.<\/li>\n<li>1522. <strong>Amedeo da Cologna<\/strong>, impiccato per aver esploso una colpo di pistola in Piazza San Marco, il venerd\u00ec santo.<\/li>\n<li>1525. <strong>Cristoforo da Crema<\/strong>.<\/li>\n<li><a href=\"https:\/\/www.conoscerevenezia.it\/?p=45769\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">24 ottobre 1532. <strong>Girolamo<\/strong>, <em>pitor de camere<\/em><\/a> da San Canciano, fu decapitato e squartato per aver ucciso tre dalmati in difesa della sua fantesca, tale <strong>Honoranda<\/strong>, che dopo tre giorni fu rinvenuta annegata presso le <em>Fondamente Nove<\/em>.<\/li>\n<li><a href=\"https:\/\/www.conoscerevenezia.it\/?p=45766\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">22 settembre 1533. <strong>Zuane Pelanda<\/strong><\/a> <em>Fruttarol<\/em> che aveva bottega a San Giovanni Grisostomo all&#8217;insegna dei &#8220;<em>Frutti di la Brenta<\/em>&#8220;, trovata questione con la moglie e dato di piglio ad un coltello l&#8217;aveva ammazzata, moriva di fame in prigione, e quando venne aperta la prigione per condurlo fra le due colonne lo trovarono gi\u00e0 freddo cadavere, fu appeso alla forca e vi stette due giorni.<\/li>\n<li>1536. <strong>Pietro Sardagna<\/strong>, decapitato per ribelle.<\/li>\n<li>1535. <strong>Pompeo Carrara<\/strong> e altri sette, impiccati come capi di sollevazione popolare.<\/li>\n<li>1538. <strong>Sebastiano Sagredo<\/strong> e <strong>Marco Caviato<\/strong>, impiccati per la cessione ai Turchi della fortezza di Nadino.<\/li>\n<li>1539. <strong>Pietro Ramberti<\/strong> e <strong>Giovanni Nasone<\/strong><\/li>\n<li>9 aprile 1540. <strong>Agostino Abondio<\/strong>, <strong>G. Francesco Valier<\/strong> e <strong>Nicol\u00f2 Cavazza<\/strong>, impiccati per aver rivelato i segreti della Repubblica alla Francia.<\/li>\n<li>1541. <strong>Sante<\/strong> da <em>Bologna<\/em> e complici<\/li>\n<li>1544. <strong>Giacomo dei Secchi<\/strong><\/li>\n<li>1545. Prete <strong>Francesco Fabrizio<\/strong>, titolato di San Giuliano, decapitato e bruciato per sodomia.<\/li>\n<li>18 marzo 1546. <strong>Lodovico Stenio<\/strong> di anni 27 da Bologna, <strong>Lodovico Erizzo<\/strong> di anni 28 nobile veneto, per ordine del <em>Consiglio dei Dieci<\/em>, furono decapitati per aver ucciso <strong>Maffio Bernardi<\/strong> fratello della madre dell&#8217;<strong>Erizzo<\/strong>.<\/li>\n<li>4 agosto 1554. <strong>Tommaso Favi<\/strong> da Treviso di anni 29, fu decapitato per aver ucciso, per derubarlo, un uomo che dormiva fuori della porta dei <em>Santi Quaranta<\/em>, per ordine del <em>Consiglio dei Dieci<\/em>.<\/li>\n<li>5 febbraio 1556. <strong>Alvise Negro<\/strong>, detto <strong>Cordellina<\/strong>, decapitato e bruciato per avere lungamente usato carnalmente della propria figlia, la quale fu condannata al carcere a vita, per ordine del <em>Consiglio dei Dieci<\/em>.<\/li>\n<li>14 luglio 1557. N.H. <strong>Angelo Cornaro<\/strong>, avendo perduto una somma di danaro al gioco, usci con le pi\u00f9 fiere bestemmie, e fer\u00ec un\u2019immagine di<em> Maria Vergine<\/em>. Per sentenza del <em>Consiglio dei Dieci<\/em>, fu tratto a coda di cavallo e, dopo il taglio della lingua e di un orecchio sul luogo del fatto, fu decapitato e squartato.<\/li>\n<li>17 settembre 1558 o 1573. N.H. <strong>Paolo Malipiero<\/strong>, <strong>Francesco Barbarigo<\/strong>, <strong>Nicol\u00f2 Gradenigo<\/strong>, <strong>Gasparo Don\u00e0<\/strong> e <strong>Zanetto Proto<\/strong> <em>murer<\/em>, per odine del <em>Consiglio dei Dieci<\/em>, furono impiccati come ribelli dello stato.<\/li>\n<li><a href=\"https:\/\/www.conoscerevenezia.it\/?p=43555\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">9 marzo 1560. <strong>Battista d&#8217;Orazio<\/strong><\/a>, da <em>Lonato<\/em>, verso Trento, ebbe in Rialto il taglio della mano destra, poi fu impiccato in campo San Giacomo di Rialto, per aver rubato nel <em>palazzo dei Camerlenghi<\/em> ottomila ducati.<\/li>\n<li>13 marzo 1560. <strong>Michiel Caiato<\/strong> di <em>Treviso<\/em>, <em>casolino<\/em> in Padova, aiutato da <strong>Fabiano Grioni<\/strong> <em>nonsolo<\/em> della chiesa di Sant&#8217;Antonio in Padova, dava da mangiare ai suoi maiali cadaveri umani, per questo gli furono tagliate la mani, cavati entrambi gli occhi, tagliate le orecchie, tagliata la lingua, tagliata la testa, e poi squartato, il complice venne bruciato vivo, la casa del <strong>Caiato<\/strong> venne demolita alle fondamenta.<\/li>\n<li>10 novembre 1561. <strong>Pietro Leon<\/strong>, cappellano e confessore dell\u2019ospizio delle Convertite, alla Giudecca, fu decapitato e bruciato per molti peccati carnali commessi con quelle recluse, nello stesso giorno si credette che Venezia affondasse per la grande altitudine di acqua spinta da un estremo sciroccale, che dur\u00f2 avanti di poter sortir dalle proprie case, 27 ore.<\/li>\n<li>2 febbraio 1562. N.H. <strong>Gio. Battista Pesaro<\/strong> per aver tentato due volte di uccidere ad archibugiate suo suocero il N.H. <strong>Carlo Zane<\/strong>, fu impiccato fra le due colonne con l&#8217;archibugio ai piedi, per ordine del <em>Consiglio dei Dieci<\/em>.<\/li>\n<li>4 gennaio 1564. N. H. <strong>Fabrizo Emo<\/strong>, fu decapitato su ordine del <em>Consiglio dei Dieci<\/em>, per esser stato ribelle di San Marco e della patria.<\/li>\n<li>4 aprile 1565. <strong>G. Francesco Emo<\/strong>, fu decapitato fra le colonne della Piazzetta.<\/li>\n<li>4 aprile 1566. N. H. <strong>Alessandro Bon<\/strong>, fu decapitato per aver inventato una falsa congiura per ottenere la ricompensa prevista per tale sorte di delazione, su ordine del <em>Consiglio dei Dieci<\/em>.<\/li>\n<li>6 maggio 1571. <strong>Benedetto da Firenze<\/strong>, fu impiccato per aver ucciso sua moglie, per ordine del <em>Consiglio dei Dieci<\/em>.<\/li>\n<li>7 luglio 1571. <strong>Fortunato Torquato<\/strong>, cavaliere Gerosolimitano, fu impiccato per enormi falsit\u00e0.<\/li>\n<li>26 agosto 1572. <strong>Flaminio Perosino<\/strong>, di anni 25 di Venezia, impiccato quale ribelle di stato, per ordine del <em>Consiglio dei Dieci<\/em>.<\/li>\n<li>29 agosto 1572 o 1565. <strong>Due nobili stranieri<\/strong>, per aver in corte di Palazzo, nel tempo in cui erano radunati il Collegio e i Magistrati, ucciso <strong>Galeazzo Pagano<\/strong> napoletano, per ordine del <em>Consiglio dei Dieci<\/em>.<\/li>\n<li>30 gennaio 1573. <strong>Bartolo Tomio<\/strong> e <strong>Domenico Schiavon<\/strong> di anni 30, furono impiccati come ribelli dello stato, per ordine del <em>Consiglio dei Dieci<\/em>.<\/li>\n<li>15 febbraio 1573. <strong>Zorzi da Zante<\/strong> di anni 25 e altri due complici uno da Candia e l&#8217;altro da Cipro, impiccati come assassini della Brenta, per ordine del <em>Consiglio dei Dieci<\/em>.<\/li>\n<li><a href=\"https:\/\/www.conoscerevenezia.it\/?p=31832\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><strong>1574. Nadalin da Trento<\/strong><\/a>. Ladro sacrilego. Impiccato e bruciato.<\/li>\n<li>15 maggio 1574. <strong>Ambrogio Lunotti<\/strong> bolognese di anni 30, <strong>Alessandro Soreso<\/strong> di anni 27, <strong>Lunardo dei Lanari<\/strong> di anni 37, <strong>Vespasion della Mirandola<\/strong> di anni 34, <strong>Francesco da San Martin<\/strong> di anni 30 e <strong>Paolo Todeschini<\/strong> di anni 30, furono impiccati quali assassini da strada, per ordine del <em>Consiglio dei Dieci<\/em>.<\/li>\n<li>17 luglio 1574. N.H. <strong>Nicol\u00f2 Gradenigo<\/strong> qm <strong>Maria<\/strong> di anni 36 fu impiccato, ed il N.H. <strong>Agostin Querini<\/strong> qm <strong>Angelo<\/strong> da San Tom\u00e0 s&#8217;impicc\u00f2 egli stesso in prigione, quali famosi ladri, per ordine del <em>Consiglio di Stato<\/em>.<\/li>\n<li>15 maggio 1575. <strong>Francesco Fulino<\/strong>, di anni 35 fu impiccato per aver ucciso una meretrice e la sua serva e gli rub\u00f2 tutto quello che aveva, per ordine del <em>Consiglio dei Dieci<\/em>.<\/li>\n<li>1575. Alcuni <strong>ignoti<\/strong>, impiccati per ordine del <em>Magistrato alla Sanit\u00e0<\/em> perch\u00e9 rubavano gli effetti dei morti da peste.<\/li>\n<li>18 febbraio 1577. <strong>Domenico Armeno<\/strong>, impiccato per ladro sacrilego, per ordine del <em>Consiglio dei Dieci<\/em>.<\/li>\n<li>18 agosto 1578. <strong>Orazio Pazzo<\/strong> da Verona, impiccato, per ordine del <em>Consiglio dei Dieci<\/em>, avendo ammazzato sua sorella.<\/li>\n<li>16 settembre 1578. N.H. <strong>Daniel Malipiero<\/strong>, uno dei <em>Quaranta al Criminal<\/em>, decapitato fra le colonne della Piazzetta, avendo rivelato per danaro i segreti del governo.<\/li>\n<li>22 dicembre 1580. <strong>Giambattista Cordariol<\/strong> di anni 28, fu impiccato quali assassino da strada, per ordine del <em>Consiglio dei Dieci<\/em>.<\/li>\n<li>10 settembre 1581. <strong>Olivo Facchin<\/strong>, dei <em>Santi Apostoli<\/em>, fu impiccato per ordine del <em>Consiglio dei Dieci<\/em>, per aver ucciso un tedesco e rubata la sua valigia.<\/li>\n<li>29 settembre 1582 o 1583. <strong>Serafino da Fano<\/strong>, cavaliere, fu impiccato per ordine del <em>Consiglio dei Dieci<\/em>, quale ribelle dello stato.<\/li>\n<li>28 aprile 1584. <strong>Marino Greco<\/strong> di anni 28 e <strong>Francesco<\/strong> fratello del maestro di spada a <em>San Giovanni Grisostomo<\/em>, furono impiccati per ordine del <em>Consiglio dei Dieci<\/em>, quali rei di diversi omicidi e furti.<\/li>\n<li>11 agosto 1584. <strong>Giuseppe Semolin<\/strong> di anni 34, <strong>Pietro Caso<\/strong> bergamasco di anni 31, <strong>Francesco Laner<\/strong> bergamasco furono impiccati per ordine del <em>Consiglio dei Dieci<\/em>, essendo guardiani delle prigioni tenevano mano a dei fuggitivi.<\/li>\n<li>10 settembre 1584. <strong>Fra&#8217; Egidio<\/strong> da Venezia, impiccato per ordine del <em>Consiglio dei Dieci<\/em>, quale ribelle dello stato.<\/li>\n<li><a href=\"https:\/\/www.conoscerevenezia.it\/?p=31876\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">4 gennaio 1585. N.H. <strong>Gabriel Emo<\/strong><\/a>, era Governator dei condannati, decapitato fra le colonne della Piazzetta per ordine del <em>Consiglio dei Dieci<\/em>, perch\u00e9 in tempo di pace, senza nessun ordine ma solo per capriccio assal\u00ec una galea turchesca, facendo passare a fil di spada tutti gli uomini e gettare in acqua tutte le donne, fra i quali il figlio del <strong>Ramadan pasci\u00e0<\/strong> vicer\u00e9 di Tripoli.<\/li>\n<li>24 luglio 1585 <strong>Alvise da Oderzo<\/strong> fu impiccato per ordine del <em>Consiglio dei Dieci<\/em>, per aver scannato suo fratello.<\/li>\n<li>19 novembre 1585. N.H. <strong>Lorenzo Bembo<\/strong> dalla <em>riva del Carbon<\/em> qm <strong>Alvise<\/strong>, fu impiccato per ordine del <em>Consiglio dei Dieci<\/em>, per aver privato della vita due persone e ferite altre quattro nella contrada di San Samuele.<\/li>\n<li>29 novembre 1585. <strong>Giulio<\/strong> detto <strong>Paco<\/strong> da <em>Imola<\/em> di anni 40, fu impiccato per ordine del <em>Consiglio dei Dieci<\/em>, quale traditore della patria.<\/li>\n<li>11 dicembre 1585. N.H. <strong>Fabrizio Malipiero<\/strong> di anni 40 fu impiccato per ordine del <em>Consiglio dei Dieci<\/em>, per aver sparato un colpo di pistola, e per aver fatte altre prepotenze,.<\/li>\n<li>1586. N. H. <strong>Carlo Zeno<\/strong>, dei Frari, impiccato per omicidio.<\/li>\n<li>6 febbraio 1586. <strong>Verginio Cochio<\/strong> marchigiano di anni 34, fu impiccato per ordine del <em>Consiglio dei Dieci<\/em>, quale ribelle della patria.<\/li>\n<li>2 aprile 1586. <strong>Domenico d\u2019Antonio Adami<\/strong> fu decapitato e poi squartato per ordine del <em>Consiglio dei Dieci<\/em>, per aver ucciso sua madre quando dormiva a letto.<\/li>\n<li>28 settembre 1586. <strong>Carlo qm Paolo<\/strong> barbiere all\u2019<em>Anconetta<\/em> di anni 31, <strong>Giuseppe qm Bartolomeo Nardi<\/strong> barcarolo da Venezia di anni di 23, <strong>Francesco<\/strong> di anni 30, furono impiccati per ordine del <em>Consiglio dei Dieci<\/em>, quali ribelli.<\/li>\n<li>27 febbraio 1587. <strong>Giovanni Vianuzzi<\/strong> di Firenze di ani 38, e <strong>Antonio de Celsi<\/strong> da Modena, impiccati per ordine del <em>Consiglio dei Dieci<\/em>, per aver assassinato un turco.<\/li>\n<li>6 giugno 1587. <strong>Giovanni Battista Bagniata<\/strong> detto <strong>Bragagnino<\/strong> di anni 30, fu impiccato per ordine del Consiglio dei Dieci, per avere ammazzato con molte ferite, un suo compagno da San Zuane.<\/li>\n<li>11 giugno 1587. <strong>Giovanni di Nicola<\/strong> da <em>Ragusa<\/em> di anni 50, fu impiccato per ordine del <em>Consiglio dei Dieci<\/em>, quale ribelle dello stato.<\/li>\n<li>19 giugno 1587. <strong>Domenico Sparchio<\/strong> detto <strong>Trentin<\/strong> di anni 30 e <strong>Francesco Gazza<\/strong> da Venezia di anni 31, furono impiccati per ordine del <em>Consiglio dei Dieci<\/em>, per aver privato di vita uno a tradimento.<\/li>\n<li>27 giugno 1587. <strong>Gio. Batta Trentin<\/strong> di anni 31 fu impiccato per ordine del <em>Consiglio dei Dieci<\/em>, per aver privato di vita una puta.<\/li>\n<li>16 luglio 1587. <strong>Domenico Zen<\/strong> di anni 27, fu decapitato e poi bruciato quale ladro sacrilego.<\/li>\n<li>19 novembre 1587. N.H. <strong>Sebastiano Malipiero<\/strong> fu <strong>Marin<\/strong> di anni 31, fu decapitato per ordine del <em>Consiglio dei Dieci<\/em>, per aver ammazzato un suo compare.<\/li>\n<li>26 novembre 1587. <strong>Gaspero<\/strong> <em>f\u00eclacanevo<\/em> di anni 31 di Venezia, e <strong>Giulio<\/strong> <em>cordarol<\/em> di anni 28 zuecchin, furono impiccati per omicidi vari.<\/li>\n<li>23 Luglio 1588. Il Conte <strong>Florido da Palma<\/strong> di anni 30, <strong>Vinciguerra<\/strong> da <em>Spilimbergo<\/em> di anni 27, furono impiccati per ordine del <em>Consiglio di Dieci<\/em>, quali ribelli di Stato.<\/li>\n<li>18 marzo 1588. <strong>Giovanni Trentin<\/strong> di anni 34 fu impiccato, per ordine del <em>Consiglio dei Dieci<\/em>.<\/li>\n<li>28 luglio 1588. <strong>Cesare Veroldo<\/strong> di anni 40, <strong>Nicol\u00f2 Consorti<\/strong> di anni 27, e <strong>Gio. Antonio Lane<\/strong> di anni 29 tutti bresciani, furono impiccati per ordine del <em>Consiglio dei Dieci<\/em>, quali assassini da strada.<\/li>\n<li>28 marzo 1589. <strong>Andrea Venturini<\/strong>, impiegato alla Zecca di anni 40 fu impiccato per ordine del <em>Consiglio dei Dieci<\/em>, per aver intascato nella medesima Zecca.<\/li>\n<li>6 aprile 1589. N.H. <strong>Carlo Zen<\/strong> dei Frari qm <strong>Francesco<\/strong> di anni 26 fu impiccato per ordine del <em>Consiglio dei Dieci<\/em>, quale ribelle.<\/li>\n<li>18 aprile 1589. <strong>Girolamo Rigotto<\/strong> di anni 31 da Vicenza, fu impiccato per ordine del <em> Consiglio dei Dieci<\/em>, quale capo di ladri.<\/li>\n<li>5 luglio 1589. <strong>Ottavio Pagani<\/strong> di anni 27, <strong>Pietro Prigato<\/strong> da <em>Castel Baldo<\/em> di anni 30, impiccati per ordine del <em>Consiglio dei Dieci<\/em> quali capi di ladri.<\/li>\n<li>26 ottobre 1589. <strong>Angelo Zavattin<\/strong> da Vicenza e <strong>Francesco<\/strong> <em>marangon<\/em> di anni 57 da Venezia, impiccati per ordine del <em>Consiglio dei Dieci<\/em>, quali ribelli.<\/li>\n<li>5 luglio 1589. <strong>Girolamo Lion <\/strong>di anni 34, conte di Sanguinetto, decapitato per esser stato ribelle di stato.<\/li>\n<li>8 marzo 1590. <strong>Fra&#8217; Angelo<\/strong>, frate Domenicano di anni 35 da Venezia, impiccato e bruciato, per materia del Santo Uffizio, per ordine del <em>Consiglio dei Dieci<\/em>.<\/li>\n<li>1590. <strong>Pietro Conti<\/strong> da Vicenza e <strong>Giulio<\/strong> da Treviso, impiccati.<\/li>\n<li>26 novembre 1590. <strong>Vincenzo Cestari<\/strong> di anni 29 ed <strong>Andrea<\/strong> suo fratello di anni 27, da Chioggia, impiccati per ordine del <em>Consiglio dei Dieci<\/em>, per aver ammazzato un oste a Venezia.<\/li>\n<li>1590. <strong>Giovanni<\/strong> dalla <em>Cavazuccherina<\/em>, decapitato.<\/li>\n<li>10 febbraio 1590. <strong>Antonio<\/strong> <em>stampador<\/em> da Padova di anni 30, fu impiccato per ordine del Consiglio dei Dieci, per aver ammazzato un conte veronese.<\/li>\n<li><a href=\"https:\/\/www.conoscerevenezia.it\/?p=43626\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">1591. <strong>Giulio Dotto, Girolamo Casale e Francesco Tosello<\/strong><\/a>, un bravo soprannominato il <strong>Fornaretto<\/strong> Giulio Dotto e Girolamo Casale assassini di Giacomo Zacco. Giulio Dotto fu impiccato, Girolamo Casale fu bandito perch\u00e9 contumace, il Fornaretto assolto perch\u00e9 innocente<\/li>\n<li>6 marzo 1591. <strong>Ippolito Cocchetta<\/strong> a Ferrara di anni 40, fu impiccato per ordine del <em>Consiglio dei Dieci<\/em>, per aver ucciso uno con una pistola caricata a palla.<\/li>\n<li>1591 <strong>Pietro<\/strong>, detto <strong>dai Cani<\/strong>, <em>barcaiuolo<\/em>, impiccato.<\/li>\n<li>26 novembre 1591. <strong>Alessandro d\u2019Alessandri<\/strong> di anni 20, impiccato per ordine del <em>Consiglio dei Dieci<\/em>, per aver ucciso sua consorte e ferito suo cugino.<\/li>\n<li>15 febbraio 1592. <strong>Ascanio<\/strong> anconetano di anni 36, fu impiccato per ordine del <em>Consiglio dei Dieci<\/em> quale ribelle di stato.<\/li>\n<li>5 aprile 1592. Gio. <strong>Battista Sgris<\/strong> di anni 23, <strong>Girolamo Fasso<\/strong> di anni 24, <strong>Gio. Batta Fontana<\/strong> di anni 27 da Brescia, <strong>Gio. Batta Carmelan<\/strong>, <strong>Piccolo o Fricolo<\/strong> di anni 32, <strong>Gio. Batta Vizzolin<\/strong> o <strong>Picolin<\/strong> di anni 27, <strong>Giovanni Batta Tomasello<\/strong> di anni 30, <strong>Francesco Semenza<\/strong> di anni 31, <strong>Pietro Zago<\/strong> di anni 31, e <strong>Nicol\u00f2 Zermigna<\/strong>, furono impiccati tutti nove nello stesso giorno, come ladri e assassini da strada.<\/li>\n<li>9 agosto 1592. <strong>Gio. Battista Zemelli<\/strong> di anni 30, fu impiccato in campo di Riato in faccia al banco giro, per ordine del <em>Consiglio dei Dieci<\/em>, per aver intaccato Banco dove era impiegato.<\/li>\n<li>23 agosto 1592. <strong>Orazio Contevio<\/strong>, napoletano di anni 44, fu impiccato per ordine del <em>Consiglio dei Dieci<\/em>, per aver ucciso sua madrigna.<\/li>\n<li>21 luglio 1593. <strong>Tommaso Lotti<\/strong> di anni 40, lavorante in Zecca, impiccato in faccia la porta della medesima per avere rubato tutto quello che poteva dalla medesima.<\/li>\n<li>23 settembre 1593. <strong>Marco da Conegliano<\/strong> di anni 27, <strong>Francesco Cronimo<\/strong> o <strong>Cremio<\/strong> da Venezia di anni 46 furono impiccati, per ordine del <em>Consiglio dei Dieci<\/em>, quali capi di ladri notturni.<\/li>\n<li>10 dicembre 1593. N.H. <strong>Marco Canal<\/strong> di anni 35 e N.H. <strong>Nicol\u00f2 Venier<\/strong> di ani 40, furono impiccati per ordine del <em>Consiglio dei Dieci<\/em>, quali ribelli della loro patria<\/li>\n<li>6 dicembre 1593. <strong>Nasciguerra Trevisan<\/strong>, impiccato per ordine della <em>Quarantia Criminale<\/em>, per aver ucciso una donna a tradimento in contrada di San Nicol\u00f2.<\/li>\n<li>15 febbraio 1594. <strong>Carlo Bortolo<\/strong> da <em>Ferrara<\/em> di anni 28 decapitato per ordine della <em>Quarantia Criminal<\/em> per aver ammazzato due donne con un <em>britolin<\/em>, dopo che aveva cercato di dividerle mentre si azzuffavano.<\/li>\n<li>15 gennaio 1595. <strong>Pietro Benuti<\/strong> o <strong>Benvenuti<\/strong> di anni 32 e <strong>Antonio Prinistrati<\/strong> o <strong>Prinis<\/strong> di anni 18 furono impiccati, per ordine del <em>Consiglio dei Dieci<\/em>, quali ladri sacrileghi.<\/li>\n<li>29 marzo 1595. <strong>Costantino<\/strong> da <em>Perugia<\/em> di anni 30 fu decapitato, per ordine del <em>Consiglio dei Dieci<\/em>, per aver ucciso due fantolini per poter loro rubare le fibbie delle scarpe.<\/li>\n<li>30 aprile 1595. Fra&#8217; <strong>Gian Battista<\/strong> da <em>Pesaro<\/em> dell&#8217;Ordine di Sant&#8217;Antonio e fra&#8217; <strong>Lodovico<\/strong> da <em>Genova<\/em> dell&#8217;Ordine dei Minori, furono decapitati per ordine del <em>Consiglio dei Dieci<\/em>, per ladri sacrileghi.<\/li>\n<li>18 giugno 1595. <strong>Zuanne Faruta o Zaneta<\/strong> di anni 23 fu decapitato e squartato per ordine del Consiglio dei Dieci, quale ladro sacrilego.<\/li>\n<li>29 giugno 1595. Un ebreo, <strong>Samuel della Torre<\/strong>, dello stato papale, fu bruciato vivo, poi gettate le sue ceneri in mare, per ordine del <em>Consiglio dei Dieci<\/em>, perch\u00e9 comprava vasi sacri, ed altre argenterie da dei ladri sacrileghi, per prezzi da niente.<\/li>\n<li>10 luglio 1595. <strong>Pellegrino<\/strong> di anni 32, <strong>Nicol\u00f2<\/strong> di anni 38, <strong>Giovanni<\/strong> di anni 34, fratelli <strong>Mattiani<\/strong> da Padova, furono impiccati per ordine del <em>consiglio dei Dieci<\/em>, quali assassini da strada nella Mestrina.<\/li>\n<li>19 luglio 1595. <strong>Francesco Monteferatto<\/strong> di anni 56 fu impiccato per ordine del <em>Consiglio dei Dieci<\/em>, quale assassino da strada, era uno dei compagni dei suddetti <strong>Mattiani<\/strong>.<\/li>\n<li>12 settembre 1595. <strong>Antonio Chiodo<\/strong> <em>caligher<\/em> a San Cassan, era <em>omo di bottega<\/em>, fu decapitato e bruciato per ordine del <em>Consiglio dei Dieci<\/em>, per aver ammazzato il suo padrone.<\/li>\n<li>29 marzo 1596. <strong>Bortolo Froci<\/strong> di anni 50 vicentino, scapolo di galera (condannato ai remi), fu decapitato e bruciato per ordine del <em>Magistrato alla Bestemmia<\/em>, per bestemmie orrende.<\/li>\n<li>21 agosto 1596. <strong>Francesco Segato<\/strong> di anni 22, decapitato per ordine della <em>Quarantia Criminale<\/em>, per aver ucciso un suo compare.<\/li>\n<li>21 agosto 1596. <strong>Nicol\u00f2 Datolo<\/strong> di anni 36, decapitato per ordine della <em>Quarantia Criminale<\/em>, per aver ucciso una meretrice e rubati i suoi <em>manini<\/em>.<\/li>\n<li>2 ottobre 1596. <strong>Carpi dei Carpi <\/strong>di anni 25 vicentino, fu impiccato per ordine della <em>Quarantia Criminale<\/em>, per aver ucciso una meretrice in <em>Calle del Carbon<\/em>, non volendo la suddetta che lo praticasse nel modo con cui esso voleva.<\/li>\n<li>28 novembre 1596. <strong>Domenicano Palpazon<\/strong> di anni 40, dal <em>Polesine<\/em>, impiccato per ordine del <em>Consiglio dei Dieci<\/em>, quale esser ribelle di stato.<\/li>\n<li>12 gennaio 1596. <strong>Antonio Soranzo<\/strong> di anni 40 da Burano, <em>contador<\/em> all\u2019Arsenale, fu impiccato in Campo dell&#8217;Arsenal, per ordine del <em>Regimento dell&#8217;Arsenal<\/em>, quale ribelle di stato.<\/li>\n<li>10 aprile 1596. <strong>Pietro<\/strong> detto <strong>Stratte<\/strong> di anni 22, fu impiccato per ordine del <em>Consiglio dei Dieci<\/em>, quale avere ucciso sua sorella a tradimento.<\/li>\n<li>1597. <strong>Gio. Battista Farina<\/strong>, impiccato per assassinio.<\/li>\n<li>1597. <strong>Raffaele<\/strong> da <em>Ravenna<\/em> ed <strong>Eustachio<\/strong> da <em>Conegliano<\/em>, decapitati e squartati.<\/li>\n<li>13 febbraio 1596. <strong>Antonio Monaco<\/strong> di anni 47 dal <em>Cadore<\/em>, venditore di <em>busoladi<\/em>, fu impiccato con un laccio d&#8217;oro di fronte alla Zecca, per ordine del <em>Consiglio dei Dieci<\/em>, per aver rubato zecchini nella Zecca.<\/li>\n<li>18 agosto 1597. <strong>Gioan Giacomo Gamba<\/strong> di anni 66, fu impiccato per ordine del <em>Consiglio dei Dieci<\/em>, per aver intaccato la cassa pubblica.<\/li>\n<li>24 novembre 1597. <strong>Gio. Battista Bressan<\/strong> di anni 60, fu impiccato per ordine del <em>Consiglio dei Dieci<\/em>, per esser stato capo di assassini.<\/li>\n<li>27 novembre 1597. <strong>Andrea Longo<\/strong> o <strong>Largo<\/strong> di anni 30 fu impiccato per ordine del <em>Consiglio dei Dieci<\/em>, quale ladro sacrilego, nello stesso giorno un cane divor\u00f2 una creatura in Corte di Palazzo figlia di una <em>bigolante<\/em> di anni due e mesi tre.<\/li>\n<li>30 novembre 1597. <strong>Zulian Tonina<\/strong>, scultore di anni 34, fu impiccato per ordine del <em>Consiglio dei Dieci<\/em>, per aver fatto un omicidio e ferito un gentiluomo in Piazza San Marco.<\/li>\n<li>5 dicembre 1597. <strong>Giovanni Battista Fanna<\/strong>, da <em>Susegana<\/em> di anni 36, fu impiccato per ordine del <em>Consiglio dei Dieci<\/em>, per esser stato ribelle alla patria.<\/li>\n<li>20 dicembre 1597. Un ebreo <strong>Rafael Irtufoi o Tirafoi<\/strong>, di anni 30 da Ravenna, fu impiccato per ordine del <em>Consiglio dei Dieci<\/em>, quale ladro sacrilego.<\/li>\n<li>25 febbraio 1598. <strong>Eustachio Farina<\/strong>, da <em>Conegliano<\/em> di anni 60, fu decapitato e squartato per ordine del <em>Consiglio dei Dieci<\/em>, per aver privato di vita una donna onorata perch\u00e9 non voleva acconsentire ai suoi voleri.<\/li>\n<li>21 Aprile 1598. <strong>Gio.Batta Ravanello<\/strong>, di anni 24 da <em>Pordenone<\/em>, fu impiccato per ordine del <em>Consiglio di Dieci<\/em>, quale capo di assassini da strada di altri dodici, che nel medesimo giorno furono decapitati.<\/li>\n<li>27 maggio 1598. N.H. <strong>Giovanni Cassara<\/strong> di anni 29 ed il N.H. <strong>Valerio Canal<\/strong> di anni 32 furono decapitati, il capitano <strong>Zuanne Valsich<\/strong> di anni 27, fu decapitato e bruciato, <strong>Mois\u00e8 Gararlo<\/strong> ebreo fu impiccato per ladrocini di cose sacre.<\/li>\n<li>15 luglio 1598. <strong>Vincenzo<\/strong> qm <strong>Giovanni Battista Tessian<\/strong> di anni 40 fu impiccato, per ordine del <em>Consiglio dei Dieci<\/em>, per aver ucciso un amico al quale dopo avergli prestato dei ducati, che erano passati due anni, nel domandargli lo uccise.<\/li>\n<li>8 agosto 1598. N.H. <strong>Benedetto Lion<\/strong> di anni 40, fu impiccato per ordine del <em>Consiglio dei Dieci<\/em>, per aver ucciso un conte veronese per gelosia di sua moglie.<\/li>\n<li>24 ottobre 1598. <strong>Benetto Lio<\/strong> di anni 36 fu impiccato per ordine del <em>Consiglio dei Dieci<\/em>, per avere intaccato la cassa pubblica.<\/li>\n<li>5 aprile 1599. N.H. <strong>Giacomo Bolani<\/strong>, fu impiccato per ordine del <em>Consiglio dei Dieci<\/em>, per aver sparato con una pistola in Piazza San Marco.<\/li>\n<li>29 giugno 1599. <strong>Paris Zolli<\/strong> di anni 40 bergamasco e <strong>Domenico<\/strong> di <strong>Zuanne Grillo<\/strong> di anni 36 da Venezia, furono impiccati per ordine del <em>Consiglio dei Dieci<\/em>, perch\u00e9 facevano gli assassini da strada e uccisero un pievano di una villa bresciana, e rubata tutta l&#8217;argenteria.<\/li>\n<li>26 giugno 1599. <strong>Orazio Razzetti<\/strong> di anni 36 veronese, fu impiccato per ordine della <em>Quarantia Criminal<\/em>, per aver ucciso una meretrice in Calle del Carbon<\/li>\n<li>6 luglio 1599. N.H. <strong>Francesco Bembo<\/strong> fu di ser <strong>Gasparo<\/strong> il dottor di anni 60, fu decapitato per ordine del <em>Consiglio dei Dieci<\/em>, per aver ucciso un suo compare da San Zuanne, a tradimento.<\/li>\n<li>18 ottobre 1599. <strong>Achille Alessandro<\/strong> di anni 60 da Vicenza, fu impiccato per ordine del <em>Consiglio dei Dieci<\/em>, quale assassino da strada.<\/li>\n<li>21 novembre 1599. <strong>Giovanni Bergamasco<\/strong> di anni 40 fu decapitato per ordine del <em>Consiglio dei Dieci<\/em>, quale ribelle dello stato.<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">XVII SECOLO<\/p>\n<ul>\n<li>21 marzo 1600. <strong>Zuanne Marcini<\/strong> di anni 24 <em>padoan<\/em>, fu decapitato per ordine del <em>Consiglio dei Dieci<\/em>, per aver ucciso suo padre.<\/li>\n<li>30 maggio 1600. <strong>Francesco Filippi<\/strong> di anni 26 da <em>Lendinara<\/em>, fu impiccato per ordine della <em>Quarantia Criminal<\/em>, per aver tolto l&#8217;onore ad una putta e poi la <em>soffeg\u00f2<\/em> e gli rub\u00f2 i <em>manini<\/em>.<\/li>\n<li>30 giugno 1600. <strong>Iseppo Bressan<\/strong> di anni 24, fu impiccato per ordine <em>Consiglio dei Dieci<\/em>, per essere ritornato una sera a casa <em>imbriago<\/em> e baston\u00f2 sua moglie che dopo pochi giorni mor\u00ec.<\/li>\n<li>27 luglio 1600. <strong>Giacomo Busini<\/strong> di anni 27 da <em>Treviso<\/em>, <strong>Santo dell\u2019Armena<\/strong> di anni 29 d&#8217;<em>Asolo<\/em>, <strong>Iseppo Felippi<\/strong> di anni 30 da <em>Vicenza<\/em> furono impiccati per per ordine del <em>Consiglio dei Dieci<\/em>, quali assassini di strada.<\/li>\n<li>3 agosto 1600. <strong>Pietro Colombo<\/strong> di anni 24, fu decapitato et abbruciato per ordine del <em>Consiglio dei Dieci<\/em>, quale ladro sacrilego.<\/li>\n<li>8 settembre 1600. <strong>Cattarina<\/strong> vedova di anni 30, fu decapitata per ordine del <em>Consiglio dei Dieci<\/em>, perch\u00e9 teneva scoletta nella sua casa, di certe ragazzette e le faceva sverginare.<\/li>\n<li>22 gennaio 1601. Fra&#8217; <strong>Zuanne Magnifico<\/strong> di anni 82, fu decapitato per ordine del <em>Consiglio dei Dieci<\/em>, quale ribelle dello stato.<\/li>\n<li>28 febbraro 1601. <strong>Zaccaria Campilonghi<\/strong> di a<em>veronese<\/em> di anni 40, fu decapitato per ordine del <em>Consiglio dei Dieci<\/em>, quale capo di assassini da strada.<\/li>\n<li>19 maggio 1601. N.H. <strong>Giuseppe Don\u00e0<\/strong> di anni 40, fu impiccato per ordine del <em>Consiglio dei Dieci<\/em>, per aver ucciso un conte veronese.<\/li>\n<li>6 luglio 1602. <strong>Gio Batta dai Molori<\/strong> capeller di San Luca, <strong>Luca Marcer<\/strong> di anni 24 furono decapitati e squartati per ordine del <em>Consiglio dei Dieci<\/em>, quali monetari falsi e strozzatori di monete.<\/li>\n<li>24 giugno 1602. <strong>Pietro Ebrero<\/strong> di anni 27 da Venezia, <strong>Alvise Tamiser<\/strong> di anni 24 furono impiccati, <strong>Zuanne Fornasa<\/strong> fu decapitato e squartato per ordine del Consiglio dei Dieci, per aver scannato due donne.<\/li>\n<li>29 ottobre 1602. <strong>Pietro da Pisa<\/strong> di anni 34, fu decapitato et abbruciato per ordine del <em>Consiglio dei Dieci<\/em>, quale ribelle di stato.<\/li>\n<li>17 maggio 1603. <strong>Iseppo Silvestri<\/strong> di anni 28, fu decapitato et abbruciato per ordine del <em>Consiglio dei Dieci<\/em>, quale ladro sacrilego.<\/li>\n<li>17 giugno 1603. <strong>Marco Nebole<\/strong> di anni 29 dalla <em>Zuecca<\/em>, <strong>Gasparro Fanna<\/strong> di anni 30 dalla <em>Zuecca<\/em>, <strong>Antonio Polesana<\/strong> di anni 25 <em>barcarol<\/em>, <strong>Gerolamo Stamegna<\/strong> di anni 24 dalla <em>Zuecca<\/em>, furono impiccati per ordine del <em>Consiglio dei Dieci<\/em>, per aver rubato ad un padron di barca della <em>Motta<\/em> le mercanzie per un valore di 300 zecchini.<\/li>\n<li>19 luglio 1603. <strong>Vincenzo Passarin<\/strong> ortolano da <em>San Rasmo<\/em>, fu impiccato per ordine del <em>Consiglio dei Dieci<\/em>, per aver ucciso il suo padrone.<\/li>\n<li>16 ottobre 1603. <strong>Benetto Francese<\/strong> di anni 22, fu impiccato per ordine del <em>Consiglio dei Dieci<\/em>, quale ribelle della patria.<\/li>\n<li>30 ottobre 1603. <strong>Domenico Bettini<\/strong> di anni 29 da <em>Brescia<\/em>, fu decapitato ed abbruciato per ordine del <em>Consiglio dei Dieci<\/em>, perch\u00e9 faceva soldi falsi<\/li>\n<li>30 ottobre 1604. <strong>Antonio Fortaglia<\/strong> di anni 52, <strong>Iseppo Bertoldo<\/strong> di anni 24 tutti e due da <em>Cittadella<\/em> furono decapitati e squartati per ordine del <em>Consiglio dei Dieci<\/em>, quali capi di assassini da strada.<\/li>\n<li>27 febbraio 1605. <strong>Francesco Ascoliera<\/strong> guardiano di anni 35, fu impiccato per ordine del <em>Consiglio dei Dieci<\/em>, come ministro infedele.<\/li>\n<li>23 marzo 1605. <strong>Michiel Peneter<\/strong> di anni 28, fu decapitato ed abbruciato per ordine del <em>Consiglio dei Dieci<\/em>, quale monetario falso.<\/li>\n<li>28 marzo 1605. <strong>Giovanni Maria Bresengo<\/strong> di anni 27 da <em>Mirano<\/em>, <strong>Tomaso Patr\u00e9<\/strong> di anni 28 da <em>Lucca<\/em>, furono decapitati e squartati per ordine della <em>Quarantia Criminal<\/em>, per aver ucciso due meretrici a San Cassan e rubato l\u2019oro e altri effetti che avevano in casa.<\/li>\n<li>5 luglio 1605. <strong>Bortolo Grassi<\/strong> di anni 25 da <em>Piacenza<\/em>, fu decapitato per ordine del <em>Consiglio dei Dieci<\/em>, per aver ucciso un fanciullo e rubato tutto quello che aveva indosso (<em>sto fiol di un can!<\/em>).<\/li>\n<li>12 novembre 1605. <strong>Domenico Furlan<\/strong> di anni 25, fu decapitato per ordine della <em>Quarantia Criminal<\/em>, per aver ucciso la sua consorte a letto.<\/li>\n<li>4 marzo 1606. <strong>Vincenzo<\/strong> di <strong>Giacomo Chiodo<\/strong> di anni 26, fu decapitato per ordine del <em>Consiglio dei Dieci<\/em>, per aver fatto l\u2019assassino di strada.<\/li>\n<li>29 aprile 1606. <strong>Francesco<\/strong> qm <strong>Vincenzo Sanguin\u00e9<\/strong> di anni 30 <em>genovese<\/em> fu impiccato per ordine del <em>Consiglio dei Dieci<\/em>, per aver ucciso un fanciullo di anni sette per rubargli le fibbie delle scarpe (<em>furfante!<\/em>).<\/li>\n<li>29 maggio 1606. <strong>Girolamo Polacco <\/strong>da Cannaregio, fu decapitato e squartato per ordine del <em>Consiglio dei Dieci<\/em>, quale ladro sacrilego e capo di contrabbandieri.<\/li>\n<li>5 aprile 1607. <strong>Antonio Solari<\/strong> da Vicenza di anni 30, <strong>Zuanne Dolai<\/strong> di anni 27 faceva il ventoletto, <strong>Maria Trinca <\/strong> di anni 30, della Valtolina, furono impiccati per ordine del <em>Consiglio dei Dieci<\/em>, quali assassini da strada sul Terraglio.<\/li>\n<li>3 gennaio 1607. <strong>Antonio Marangon<\/strong> di anni 21 da Venezia, fu impiccato per ordine della <em>Quarantia Criminale<\/em>, per avere ucciso una meretrice alla <em>Corona Vecchia<\/em>.<\/li>\n<li>22 dicembre 1608. Capitan <strong>Antonio d\u2019Ascoli<\/strong> di anni 46, fu impiccato per ordine del <em>Consiglio dei Dieci<\/em>, quale ribelle di stato.<\/li>\n<li>4 maggio 1609. <strong>Giacomo Tirocheto<\/strong> di anni 46, fu impiccato per ordine del <em>Consiglio dei Dieci<\/em>, per aver ucciso suo padre.<\/li>\n<li>4 giugno 1609. <strong>Francesco Sandi <\/strong> veronese di anni 34, fu impiccato per ordine del <em>Consiglio dei Dieci<\/em>, quale capo di contrabbandieri.<\/li>\n<li>27 giugno 1609. N.H. <strong>Giacomo Bolani<\/strong>, fu decapitato per ordine del <em>Consiglio dei Dieci<\/em>, quale ribelle dello stato.<\/li>\n<li>29 novembre 1609. <strong>Davide Etiodatto Gavis<\/strong> di anni 30 da <em>San Simeon Piccolo<\/em>, fu impiccato per ordine del <em>Consiglio dei Dieci<\/em>, per aver ucciso un suo compare e ferita la moglie innocente (<em>per gelosia<\/em>).<\/li>\n<li>19 dicembre 1609. Fra\u2019 <strong>Cristoforo Toscano<\/strong> della citt\u00e0 di <em>Stod<\/em> di anni 33, fu impiccato per ordine del <em>Consiglio dei Dieci<\/em>, per aver ucciso con una trombonata un padre dei Frari.<\/li>\n<li>14 febbraio 1610. Fra\u2019 <strong>Girolamo Lio<\/strong> da <em>San Spirito<\/em>, fu impiccato per ordine del <em>Consiglio dei Dieci<\/em>, quale ladro sacrilego.<\/li>\n<li>30 agosto 1610. <strong>Francesco Ferri <\/strong> da Piacenza di anni 36, fu decapitato per ordine della <em>Quarantia Criminal<\/em>, per aver ucciso suo fratello.<\/li>\n<li>4 gennaio 1611. <strong>Gasparo<\/strong> da <em>Oderzo<\/em> di anni 20, <strong>Alessandro Dano<\/strong> di <strong>Zuanne<\/strong> di anni 21, <strong>Girolamo Bergamasco<\/strong> di anni 39, <strong>Sebastian Feratti<\/strong>di anni 29 da Treviso e <strong>Girolamo Fioretti<\/strong> di anni 22 furono impiccati per ordine del <em>Consiglio dei Dieci<\/em>, quali assassini da strada.<\/li>\n<li>18 febbraio 1612. <strong>Nicol\u00f2 Grasila o Graila<\/strong> di anni 24 fu impiccato, per ordine del <em>Consiglio dei Dieci<\/em>, quale assassino da strada.<\/li>\n<li>19 maggio 1612. <strong>Tomaso Scaleter<\/strong> di anni 34, <strong>Giovan Battista Milanese<\/strong> di anni 26, <strong>Vincenzo Zonfo<\/strong> di anni 44, furono impiccati per ordine del <em>Consiglio dei Dieci<\/em>, quali ladri a mano armata.<\/li>\n<li>19 luglio 1612. <strong>Giovan Battista Gallo<\/strong> dall\u2019Arsenal di anni 30, era custode della Sala dell\u2019Armar, impiccato per ordine del <em>Reggimento dell\u2019Arsenal<\/em>, per aver ucciso un arsenalotto a torto.<\/li>\n<li>30 agosto 1612. <strong>Marcello dalla Corsica<\/strong> di anni 28, impiccato per ordine del <em>Consiglio dei Dieci<\/em>, per aver ucciso sua madre con dieci stilettate.<\/li>\n<li>23 gennaio 1613. <strong>Ippolito Gallo<\/strong> di anni 24 dell\u2019Arsenal, fu impiccato per ordine del <em>Consiglio dei Dieci<\/em>, per aver maltratto con parole e pugni il parroco di Gambarare.<\/li>\n<li>29 gennaio 1613. <strong>Pietro<\/strong> <em>milanese<\/em> di anni 24, fu impiccato per ordine del <em>Consiglio dei Dieci<\/em>, per aver ucciso un suo compare a tradimento sulla strada.<\/li>\n<li>20 marzo 1613. <strong>Girolamo Bressanin o Bressan<\/strong> da Chioggia di anni 36, fu impiccato per ordine del Consiglio dei Dieci, quale ribelle di stato.<\/li>\n<li>29 marzo 1613. <strong>Gio Batta Padovan<\/strong> di anni 36 fu impiccato per ordine del <em>Consiglio dei Dieci<\/em>, per aver intaccato la cassa pubblica.<\/li>\n<li>30 luglio 1613. <strong>Francesco Pescada<\/strong> di anni 40 <em>veneziano<\/em>, fu decapitato per ordine del <em>Consiglio dei Dieci<\/em>, per ucciso sua madre.<\/li>\n<li>18 gennaio 1614. <strong>Stefanin Frasi<\/strong> da <em>Verona<\/em> di anni 40, decapitato per ordine del Consiglio dei Dieci, per aver ucciso suo cugina, e gli rub\u00f2 i <em>Manini<\/em>.<\/li>\n<li>13 marzo 1614. <strong>Pietro Luganegher<\/strong> da Brescia di anni 23, fu impiccato per ordine del <em>Consiglio dei Dieci<\/em>, per aver ucciso sua moglie.<\/li>\n<li>12 aprile 1614. <strong>Paulo Verson<\/strong> da <em>Mestre<\/em> di anni 40, fu impiccato per ordine del <em>Consiglio dei Dieci<\/em>, per aver ucciso suo fratello e ferito sua madre.<\/li>\n<li>24 maggio 1614. <strong>Giovanni Battista Maffei<\/strong> maggior di anni 24 fu decapitato, per ordine del <em>Consiglio dei Dieci<\/em>, per essere stato ribelle dello stato.<\/li>\n<li>7 giugno 1614. <strong>Zuanne Gobo<\/strong> <em>becher<\/em> di anni 32, fu impiccato per ordine <em>Consiglio dei Dieci<\/em>, per ribelle di stato e capo di contrabbandieri.<\/li>\n<li>16 ottobre 1614. <strong>Zuanne Fabri<\/strong> da Venezia di anni 40, <strong>Domenico Darovich<\/strong> di anni 36 da <em>Cattaro<\/em>, furono impiccati per ordine del <em>Consiglio dei Dieci<\/em>, per aver ucciso due ebrei.<\/li>\n<li>16 gennaio 1615. <strong>Teodorin Cipriotto<\/strong> di anni 27, decapitato ed abbruciato per ordine del <em>Consiglio dei Dieci<\/em>, quale ladro sacrilego.<\/li>\n<li>16 febbraio 1614. <strong>Marco Ronco<\/strong> di anni 25 da <em>Montebello<\/em> fu impiccato per ordine del Consiglio dei Dieci, quale capo di assassini da strada.<\/li>\n<li>2 giugno 1615. N.H. <strong>Giovanni Lipomano<\/strong> di anni 22, fu impiccato per ordine del <em>Consiglio dei Dieci<\/em>, per aver ucciso un suo fratello e ferito suo padre.<\/li>\n<li>27 Agosto 1615. <strong>Alessandro Focol<\/strong>, di anni 40 da <em>Murano<\/em>, e <strong>Paulo<\/strong> da <em>San Stin<\/em> di Livenza di anni 30 furono impiccati, per ordine del <em>Consiglio dei Dieci<\/em>, per contrabbandieri.<\/li>\n<li>20 febbraio 1615. <strong>Bortolamio Cessin<\/strong> di anni 30 <em>sartor<\/em> a San Luca fu impiccato, per ordine della <em>Quarantia Criminal<\/em>, per aver ucciso una meretrice<\/li>\n<li>2 gennaio 1616. <strong>Paulo Zanetti<\/strong> di anni 36 <em>orese<\/em> a San Martin di anni 36, decapitato per ordine del <em>Consiglio dei Dieci<\/em>, per fabbricator di <em>manini<\/em> falsi.<\/li>\n<li>27 settembre 1617. <strong>Alessandro Spinosa<\/strong> di anni 35 <em>romano<\/em> fu strozzato nei camerotti e poi appeso per un piede alla forca, per ordine del <em>Magistrato supremo<\/em>, quale ribelle di stato.<\/li>\n<li>15 ottobre 1617. <strong>Donna Ginevra<\/strong> di anni 46, <strong>Elisabetta<\/strong> di anni 20 sua figlia, <strong>Teodora<\/strong> di anni 27 da Barri, furano decapitate et abbruciate per ordine del <em>Magistrato della Bestemmia<\/em>, per orrende infamit\u00e0 fatte nella sua casa e per aver ucciso una giovane di 18 anni perch\u00e9 non voleva condiscendere ai suoi valori.<\/li>\n<li>18 maggio 1618. <strong>Carlo<\/strong> di anni 28, <strong>Giovanni<\/strong> di anni 26 fratelli francesi, strozzati nei camerotti per ordine del <em>Tribunale Supremo<\/em>, per enormi delitti commessi, furono appesi sopra la forca con un piede in su per ribellione.<\/li>\n<li>21 maggio 1618. <strong>Oliva Chiapina<\/strong> di anni 18, <strong>Paulo Trevisan<\/strong> di anni 20 suo marito, <strong>Iseppo del Bello<\/strong>, <strong>Beltrame Farinato<\/strong> di anni 26, impiccati per ordine del <em>Magistrato della Sanit\u00e0<\/em>, perch\u00e9 andarono a rubare in case infette, mentre le suddette case erano chiuse e sequestrate per ordine della Sanit\u00e0.<\/li>\n<li>26 maggio 1618. <strong>Niccol\u00f2 Annover detto il Grinaldi<\/strong> francese di anni 75 era capo di una congiura tramata dal <em>Duca di Ossana Vicer\u00e9 di Napoli<\/em> ed il <em>Marchese di Bedemar<\/em> ambasciatore di Spagna, fu strangolato in prigione e poi attaccato alla forca con un piede in su per ribellione, per ordine del <em>Consiglio dei Dieci<\/em>, e fu il primo sepolto ai Santi Giovanni e Paolo<\/li>\n<li>1 agosto 1618. <strong>Antonio Giuffer<\/strong>, fu quello che diede al Senato il lume della congiura del Vicer\u00e9 di Napoli e del Marchese di Bedemar, fu annegato la scorsa notte, preso in rottura di bando per traditore nell&#8217;impresa di Crema, per ordine del <em>Consiglio dei Dieci<\/em>.<\/li>\n<li>13 settembre 1618. Fra\u2019 <strong>Pacifico<\/strong> dell\u2019ordine dei Predicatori di anni 30, <strong>Sgualdo Quadri<\/strong> <em>vicentino<\/em> furono decapitati ed abbruciati, per ordine del <em>Consiglio dei Dieci<\/em>, quali monetari falsi.<\/li>\n<li>9 settembre 1618. <strong>Lodovico Frezza<\/strong> di anni 30 dalla <em> toscana<\/em> fu impiccato per ordine del Consiglio dei Dieci, per omicidio.<\/li>\n<li>18 ottobre 1618. <strong>Vincenzo Luolarini<\/strong> di anni 35 da <em>Piacenza<\/em> fu impiccato per ordine del <em>Consiglio dei Dieci<\/em>, quale ribelle di stato.<\/li>\n<li>19 novembre 1618. <strong>Girolamo Sasso<\/strong> di anni 39 fiorentino, <strong>Leonardo Cavalli<\/strong> di anni 36 da Prato, <strong>Gio. Batta Bassoli<\/strong> di anni 32 dalla Romagna, ammazzati nella ritenzione, furono appesi alla forca per ordine del <em>Consiglio dei Dieci<\/em>, quali assassini da strada.<\/li>\n<li>16 marzo 1619. <strong>Giovanni Natta Gentili<\/strong> di anni 40 <em>Treviso<\/em> fu impiccato per il <em>Consiglio dei Dieci<\/em>, per aver ucciso la sua consorte.<\/li>\n<li>6 maggio 1619. <strong>Emanuel Francin\u00e9<\/strong> di anni 40 genovese fu impiccato per ordine del <em>Consiglio dei Dieci<\/em>, per aver dato delle ferite a un gentiluomo, in Piazza San Marco.<\/li>\n<li>18 giugno 1619. <strong>Nicol\u00f2 Treve<\/strong> di anni 24 dall\u2019<em>Alemagna<\/em>, impiccato per ordine <em>Consiglio dei Dieci<\/em>, per aver ucciso due furlani in Campo San Boldo.<\/li>\n<li>2 agosto 1619. Il reverendo don <strong>Giovanni Montin<\/strong> di anni 60 <em>cremonese<\/em> di anni 60, fu sconsacrato decapitato per ordine del <em>Consiglio dei Dieci<\/em>, quale monetario falso.<\/li>\n<li>21 ottobre 1619. <strong>Bernardino<\/strong> di <strong>Andrea Botti<\/strong> di anni 30 <em>bergamasco<\/em> di anni 30, impiccato per il <em>Consiglio dei Dieci<\/em>, per essere stato ribelle di stato.<\/li>\n<li>3 gennaio 1620. <strong>Giovanni Maria Contassi<\/strong> di anni 36 <em>romano<\/em> impiccato per ordine del <em>Consiglio dei Dieci<\/em>, per aver ucciso una povera vecchia.<\/li>\n<li>13 febbraio 1620. <strong>Silvio Fortezza<\/strong> di anni 30 <em>padovano<\/em>, impiccato per ordine del <em>Consiglio dei Dieci<\/em>, per aver ucciso uno, alla presenza del podest\u00e0 di Padova, mentre andavano tutte e due per aver udienza per una differenza che avevano.<\/li>\n<li>13 febbraio 1620. <strong>Benetto Spinetti<\/strong> di anni 30 da Ferrara, impiccato per ordine del <em>Consiglio dei Dieci<\/em>, quale ladro sacrilego.<\/li>\n<li>2 aprile 1620. <strong>Zuanne<\/strong> di anni 30 da Ferrara <em>peruchier<\/em>, fu impiccato per il <em>Consiglio dei Dieci<\/em>, per aver ucciso suo padre che lo riprendeva perch\u00e9 la notte stava fuori di casa,<\/li>\n<li>10 settembre 1620. N.H. <strong>Giovanni Battista Bragadin<\/strong> qm <strong>Alvise<\/strong> di anni 36, ebbe intelligenza con l\u2019ambasciatore dell\u2019imperatore, fu strozzato nei camerotti ed appeso per un piede alla forca per odine del <em>Tribunal Supremo<\/em>.<\/li>\n<li>11 marzo 1621. Capitano <strong>Benetto Betti<\/strong> di anni 40 da <em>Piove di Sacco<\/em> fu impiccato per ordine del <em>Consiglio dei Dieci<\/em>, per aver ucciso su figlio in atto di vendetta.<\/li>\n<li>6 luglio 1621. <strong>Bortolo Vianello<\/strong> di anni 26 da <em>Pellestrina<\/em> fu impiccato e sepolto al solito luogo, <strong>Zuanne Nichetto<\/strong> di anni 30 da Sal\u00f2 e <strong>Zorzi Visabovich<\/strong> da <em>Corf\u00f9<\/em> di anni 31, condotti a coda di cavallo a San Giovanni in Bragora ove venne tagliata loro una mano, poi condotti alla Crose ove gli venne tagliata l\u2019altra mano e durante il viaggio tanagliati, poi impiccati a Malamocco, per ordine del <em>Consiglio dei Dieci<\/em>, per aver una notte dello scorso mese bruciata la nave Fortuna e il galeone Balbi di San Marco.<\/li>\n<li>13 luglio 1621. <strong>Gaspero Gattasso<\/strong> di anni 50 dalla <em>Costa di Rovigo<\/em>, impiccato per ordine del <em>Consiglio dei Dieci<\/em>, per aver ucciso un gentiluomo e gli rub\u00f2 la borsa<\/li>\n<li>14 luglio 1621. <strong>Marco<\/strong> detto dalla <strong>Comare<\/strong> ed altri furono impiccati per ordine del <em>Consiglio dei Dieci<\/em>.<\/li>\n<li>19 luglio 1621. <strong>Nicol\u00f2<\/strong> <em> remer<\/em> dell\u2019Arsenal di anni 35, fu tirato a coda di cavallo, tanagliato, tagliato una mano a <em>San Giovanni in Bragora<\/em> e l\u2019altra alla Croce, fu impiccato agli alberi, come principale autore dell\u2019incendio dato alla nave la <em>Fortuna<\/em> e il Galeone di San Marco abbruciato a Malamocco e per aver rubato ed ammazzato, per ordine del Consiglio dei Dieci.<\/li>\n<li>21 aprile 1622 <a href=\"https:\/\/www.conoscerevenezia.it\/?p=29994\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><strong>Antonio Foscarini<\/strong><\/a> fu strangolato in prigione e poi impiccato con un piede in su ribello per ordine del <em>Consiglio dei Dieci<\/em>, e poi fu per tutta la citt\u00e0 e nel maggior consiglio pubblicata la sua innocenza e restituita la fama e suo onore, onde il cadavere fu solennemente trasportato dai <em>Santi Giovanni e Paolo<\/em> ai <em>Frari<\/em> nella sepoltura della sua famiglia<\/li>\n<li>20 giugno 1622. <strong>Giovanni Michielin<\/strong> di <em>Candia<\/em> di anni 25, gli fu tagliate le mani, tanagliato e impiccato per ordine del <em>Consiglio dei Dieci<\/em>, quale ladro sacrilego.<\/li>\n<li>21 luglio 1622. <strong>Giovan Domenico Benedetti<\/strong> di anni 25 bresciano, fu impiccato per ordine del <em>Consiglio dei Dieci<\/em>.<\/li>\n<li>18 gennaio 1622. <strong>Girolamo Cano<\/strong> di anni 36 da <em>Sal\u00f2<\/em>, <strong>Domenico di Zuanne<\/strong> di anni 36 <em>barcarol<\/em> da prova dell\u2019Ambasciator dell\u2019Imperator, furono questi quelli che tramarono la morte dell\u2019innocente N.H. Antonio Foscari, facendo uno da accusatore e l\u2019altro da testimonio, furono impiccati e squartati per ordine del <em>Consiglio dei Dieci<\/em>.<\/li>\n<li>23 gennaio 1622. <strong>Domenico<\/strong> di <strong>Andrea Scalon<\/strong> di <em>Recoaro<\/em> territorio vicentino di anni 30, fu impiccato per il <em>Consiglio dei Dieci<\/em>, quale capo di assassini da strada.<\/li>\n<li>16 maggio 1623. <strong>Battista Losreda<\/strong> di anni 30, gli fu tagliata una mano e poi decapitato per ordine della <em>Quarantia Criminal<\/em><\/li>\n<li>21 luglio 1623. <strong>Adamo<\/strong> da <em>Castel Guglielmo<\/em> di anni 24, <strong>Alvise Dragona<\/strong> detto <strong>Loco<\/strong> di anni 22, <strong>Marco Comin<\/strong> di anni 28 da <em>Este<\/em>, Zuanne Mattei di anni 27 da Castelfranco furono impiccati tutti e tre per ordine del Consiglio dei Dieci, per aver dato delle ferite al N.H. <strong>Paolo Bernardo<\/strong> a Castello in <em>Campo San Piero<\/em>.<\/li>\n<li>14 agosto 1623. <strong>Simon Riosa<\/strong> di anni 30 da <em>Muran<\/em> fu decapitato e squartato per ordine del <em>Consiglio dei Dieci<\/em>, assassin\u00f2 un <em>semolin<\/em> nella sua barca e gli rub\u00f2 tutto.<\/li>\n<li>7 settembre 1623. <strong>Alberto Dandolo<\/strong> ferrarese, <strong>Francesco Duban<\/strong> ferrarese, furono decapitati et abbruciati per ordine del <em>Consiglio dei Dieci<\/em>, quali monetari falsi.<\/li>\n<li>26 ottobre 1623. <strong>Anibal Tintor<\/strong> di anni 55, <strong>Girolamo Bressan<\/strong> di anni 30 impiccati per ordine del <em>Consiglio dei Dieci<\/em>.<\/li>\n<li>1624. <strong>Domenico Zonta<\/strong><\/li>\n<li>9 gennaio 1624. <strong>Gerolamo Manoli<\/strong> di anni 60 fu trovato a segar li ferri del <em>Magistrato alle Biave<\/em> per rubar pegni, fu impiccato per ordine <em>Consiglio dei Dieci<\/em>.<\/li>\n<li>16 gennaio 1624 <strong>Luca Andrioli<\/strong> da <em> Sal\u00f2<\/em> fu preso in contraffazione di bando gli fu tagliata una mano et impiccato per ordine del <em>Consiglio dei Dieci<\/em>.<\/li>\n<li>16 febbraio 1624. <strong>Domenico Pasqualini<\/strong> da <em>Carbonara<\/em> territorio trevisano ammazz\u00f2 suo padre <em>ortolano delle Vignole<\/em> del quale godeva di sua moglie, fu decapitato e squartato e la donna condannata a vita nei camerotti per ordine del <em>Consiglio dei Dieci<\/em>.<\/li>\n<li>1 ottobre 1624. <strong>Zuanne Furlan<\/strong> detto <em>dalla Comare<\/em> capo d\u2019assassini, decapitato ed abbruciato per il <em>Consiglio dei Dieci<\/em><\/li>\n<li>3 gennaio 1625. <strong>Paolo Ferrari<\/strong> <em>cremonese<\/em> di anni 66 fu condannato dal <em>Consiglio dei Dieci<\/em>, per monetario falso, l\u2019impiccagione fu sospesa mentre la <em>Scuola di San Fantin <\/em>era sul ponte della Paglia, ma il 15 del detto mese fu impiccato.<\/li>\n<li>26 aprile 1625. <strong>Gerolamo Sumarina<\/strong> di <em>Padova<\/em> di anni 38, <strong>Bastian Polachetto<\/strong> da Venezia di anni 26, decapitati per ordine del <em>Consiglio dei Dieci<\/em>, presi in rottura di bando.<\/li>\n<li>28 maggio 1625. <strong>Agostin<\/strong> da <em>Perugia<\/em>, <strong>Gerolamo Nain<\/strong> <em>romano<\/em> di anni 26, impiccati per ordine del <em>Magistrato della Bestemmia<\/em>.<\/li>\n<li>28 luglio 1625. <strong>Dal Pusca<\/strong> <em>barcarol<\/em> da Venezia di anni 30, decapitato per la <em>Quarantia Criminal<\/em> .<\/li>\n<li>25 agosto 1625. Il conte <strong>Roberto Negri<\/strong> <em>ferrarese<\/em> di anni 26, preso in contraffazione di bando, fu tanagliato, tirato a coda di cavallo, tagliata una mano, decapitato, squartato, per ordine del <em>Consiglio dei Dieci<\/em>, per aver il venerd\u00ec santo, assieme con altri, con tanaglio piccante col quale toccava le parti posteriori alle donne e altri misfatti.<\/li>\n<li>26 agosto 1625. <strong>Domenico Baldin<\/strong> da <em>Spinea<\/em> di anni 25, fu impiccato per ordine del <em>Consiglio dei Dieci<\/em>, quale assassino da strada.<\/li>\n<li>20 settembre 1625. <strong>Vincenzo<\/strong> <em>sensal official da Barca<\/em> fu condannato ad esser impiccato per ordine del <em>Consiglio dei Dieci<\/em>, per aver perso il rispetto alla barca dell\u2019ambasciator di Francia in tempo che vi era dentro s.e., che andava a San Secondo per suo spasso, mentre andava al patibolo mand\u00f2 l\u2019ambasciatore in collegio e fece sospendere l\u2019esecuzione sino che scrivesse al suo Re.<\/li>\n<li>24 giugno 1626. <strong>Rocco Tagliapietra<\/strong> da Cannaregio<\/li>\n<li>19 settembre 1926. <strong>Agostin<\/strong> da <em>Cattarro<\/em> detto <strong>Angelida<\/strong>, fu impiccato per ordine del <em>Consiglio dei Dieci<\/em>, quale ladro da strada.<\/li>\n<li>27 settembre 1626. <strong>Zuanne Mantovan<\/strong> da <em>Montagnana<\/em>, impiccato per ordine del <em>Consiglio dei Dieci<\/em>, ma cadde in terra rompendosi la testa fu condotto in prigione ove dopo alcuni mesi mori.<\/li>\n<li>9 gennaro 1627. <strong>Mattio Bresciano<\/strong> impiccato per ordine del <em>Consiglio dei Dieci<\/em>.<\/li>\n<li>15 aprile 1627. <strong>Sperandio Polpato<\/strong> da <em>Verona<\/em>, tirato a coda di cavallo, tagliata una mano ai Bari, decapitato e squartato per la <em>Quarantia Criminal<\/em>, per molti omicidi<\/li>\n<li>22 giugno 1627. <strong>Bernardo Bontempo<\/strong> di anni 52, decapitato per esser preso in contraffazione di bando, per ordine della <em>Quarantia Criminal<\/em>.<\/li>\n<li>3 agosto 1627. <strong>Bortolamio Camalgrado<\/strong> da <em>Modena<\/em> di anni 25, decapitato et bruciato per monetario falso, per ordine del <em>Consiglio dei Dieci<\/em>.<\/li>\n<li>9 ottobre 1627 <strong>Bortolo Piero Pilato<\/strong> di anni 40, impiccato per ordine dei <em>Signori di notte al Criminal<\/em>, per ladro.<\/li>\n<li>17 novembre 1627. <strong>Simon Crovato<\/strong> di anni 40, retento con pistole, impiccato per ordine del <em>Consiglio dei Dieci<\/em>.<\/li>\n<li>20 marzo 1628. <strong>Mattio Pace<\/strong> tedesco di anni 27, <strong>Francesco Terra Santa<\/strong> di anni 48, impiccati per ordine del <em>Consiglio dei Dieci<\/em>.<\/li>\n<li>22 gennaio 1628. <strong>Nadalin Santolin<\/strong> <em>zanco<\/em> da Venezia di anni 36, impiccato per ordine del <em>Consiglio dei Dieci<\/em>.<\/li>\n<li>26 maggio 1630. <strong>Gerolamo dal Melon<\/strong> di anni 33 detto <strong>Fantolin<\/strong> da <em>Casal<\/em> fu impiccato per ordine del <em>Consiglio dei Dieci<\/em>, per aver privato della vita una donna maritata perch\u00e9 non volle condiscendere ai suoi voleri illeciti.<\/li>\n<li>12 giugno 1630. <strong>Abram Molettero<\/strong> di <em>Mantova<\/em> di anni 24, impiccato per ordine del <em>Magistrato della Sanit\u00e0<\/em>.<\/li>\n<li>8 marzo 1631. <strong>Zuanne<\/strong> qm <strong> Daniel di Angelo<\/strong> di <em>Candia<\/em> di anni 30, fu impiccato d\u2019ordine dei <em>Presidenti del logier di San Marco<\/em>.<\/li>\n<li>20 aprile 1631. <strong>Iseppo Calegher<\/strong> di anni 35, <strong>Marieta di Biasio<\/strong> sua consorte da Venezia di anni 38, furono impiccati per ordine dei <em> Presidenti del loggier di San Marco<\/em>.<\/li>\n<li>1 settembre 1631. <strong>Gio. Batta Marchelini<\/strong> di anni 46 veronese, <strong>Michiel Sartor<\/strong> di anni 36 da Venezia, furono impiccati per ordine dei <em>Signori di Notte al Criminal<\/em>, quali ladri e prepotenti.<\/li>\n<li>9 settembre 1631. <strong>Benetto Barcarol<\/strong> di anni 30, impiccato per ordine del <em>Magistrato alla Sanit\u00e0<\/em>.<\/li>\n<li>24 settembre 1631. <strong>Pietro Muegno<\/strong> da <em>Vercelli<\/em>, decapitato e squartato per ordine del <em>Consiglio dei Dieci<\/em>.<\/li>\n<li>4 novembre 1631. <strong>Lucrezio Pieguetti<\/strong> di <em>Isola<\/em> di anni 42, <strong>Francesco Pergola<\/strong> di anni 34, decapitati per ordine della <em>Quarantia Criminal<\/em>.<\/li>\n<li>18 novembre 1631. Il conte <strong>Onorio Rotti<\/strong> di anni 20, decapitato per ordine del <em>Consiglio dei Dieci<\/em>.<\/li>\n<li>11 dicembre 1631. <strong>Dionisio Felice<\/strong> <em>padovan<\/em> di anni 25, <strong>Gerolamo Scaricello<\/strong> da <em>Este<\/em> di anni 23, impiccati per ordine del <em>Consiglio dei Dieci<\/em><\/li>\n<li>18 gennaio 1632. <strong>Sante Bonaldi<\/strong> di anni 21 <em>fruttarol<\/em> e <strong>Zuanne Lanfranchi<\/strong> <em>orese<\/em> di anni 27, furono impiccati per ordine della <em>Quarantia Criminale<\/em>, per aver ucciso una meretrice a San Severo, e per averle spogliata la casa del meglio che aveva.<\/li>\n<li>24 aprile 1632. <strong>Bortolo Chiopia<\/strong> di anni 25, tirato a coda di cavallo, tagliate le mani e poi decapitato, per ordine del <em>Consiglio dei Dieci<\/em>.<\/li>\n<li>22 giugno 1632. <strong>Francesco Neon<\/strong> <em>napolitano<\/em> di anni 33. impiccato per ordine del <em>Consiglio dei Dieci<\/em>, con altro suo compagno<\/li>\n<li>14 febbraio 1633. <strong>Zuanne Reali<\/strong> di anni 47 impiegato pubblico, fu impiccato per ordine del <em>Consiglio dei Dieci<\/em>, con un <em>balleton<\/em> ai piedi quali ribelle di stato.<\/li>\n<li>14 giugno 1633. Il reverendo padre Don <strong>Angelo da Verona<\/strong> di <em>San Giorgio Maggior<\/em> di anni 60 decapitato per il <em>Consiglio dei Dieci<\/em><\/li>\n<li>17 luglio 1633. <strong>Andrea Zambon<\/strong> di anni 24 da <em>Brescia<\/em>, impiccato per i <em>Signori di Notte al Criminal<\/em>, per aver rubato molta argenteria.<\/li>\n<li>23 agosto 1633. <strong>Mattio Rizzo<\/strong> <em>pistor<\/em> a Santa Margherita di anni 40, decapitato per il <em>Consiglio dei Dieci<\/em><\/li>\n<li>19 dicembre 1633. <strong>Giacomo Selini<\/strong> dalla <em>Polisella<\/em> di anni 29, trucid\u00f2 il N.H. <strong>Zuanne Vendramin<\/strong>, tirato a coda di cavallo, tagliate le mani e decapitato per il <em>Consiglio dei Dieci<\/em><\/li>\n<li>23 maggio 1634. Misier <strong>Francesco Desno<\/strong> di <em>Campalto<\/em> di anni 36, impiccato per il <em>Consiglio dei Dieci<\/em><\/li>\n<li>16 settembre 1634. <strong>Francesco Rossetti<\/strong> da <em>Desenzan<\/em> di anni 42, decapitato per il <em>Consiglio dei Dieci<\/em><\/li>\n<li>23 novembre 1634. <strong>Pietro Forner<\/strong> di anni 24 dal <em>Cadore<\/em>, fu impiccato per ordine del <em>Consiglio dei Dieci<\/em>, per aver ucciso suo padre, mentre il povero meschino dormiva.<\/li>\n<li>4 gennaio 1635. <strong>Salvador Cordelina<\/strong> <em>capo da barca<\/em> delle Biave di anni 26, impiccato per ordine del <em>Consiglio dei Dieci<\/em>.<\/li>\n<li>2 marzo 1635. <strong>Pietro Perbinello<\/strong> di anni 22 <em>naranzer<\/em> da Venezia, fu impiccato per per ordine del <em>Consiglio dei Dieci<\/em>, per aver ucciso sua madre e delle ferite ad un suo fratello.<\/li>\n<li>11 aprile 1635. <strong>Antonio Negri<\/strong> <em>tentor da seda<\/em> di anni 25, <strong>Zuanne<\/strong> detto <strong>Pachion<\/strong> di anni 30, impiccati per ordine dei <em>Signori di Notte al Criminal<\/em>.<\/li>\n<li>31 maggio 1635. <strong>Ventura Ferro<\/strong> di anni 33, <strong>Lorenzo Fontana<\/strong> di anni 30, impiccati per ordine dei <em>Guardiani della Sanit\u00e0<\/em>.<\/li>\n<li>25 giugno 1635. <strong>Giacomo de Rossi<\/strong> di anni 28, decapitato et bruciato per ladro di calici per ordine dei <em>Signori di Notte al Criminal<\/em>.<\/li>\n<li>18 settembre 1635. <strong>Andrea di Piessi<\/strong> <em>soldato<\/em>, li furono tagliate le mani, tanagliato e decapitato e squartato, per ordine del <em>Consiglio dei Dieci<\/em>.<\/li>\n<li>12 dicembre 1635. <strong>Domenico Morosini<\/strong> di anni 36 e <strong>Domenico Batison<\/strong> di anni 30, <strong>Francesco Luchesi<\/strong> di anni 36, tutti e tre di Vicenza furono impiccati per ordine del <em>Consiglio dei Dieci<\/em>, quali assassini da strada.<\/li>\n<li>8 marzo 1636. <strong>Zuanne Carrasso<\/strong> da Padova di anni 34, <strong>Filippo Bissoni<\/strong> romano di anni 33, impiccati per ordine del <em>Consiglio dei Dieci<\/em>, per aver ferito il N.H. Antonio<\/li>\n<li><a href=\"https:\/\/www.conoscerevenezia.it\/?p=32151\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">15 aprile 1636. <strong>Bartolammeo Guidetti <\/strong> <\/a>di anni 35 abitava a San Gregorio in Rio dei Saloni, condannato per aver cagionato la morte di dieci persone, compresa la moglie Bianca Fioravanti, preso a Padova in rottura di bando, prima di essere decapitato e squartato fu soggetto a della esacerbazioni quali nove colpi di tenaglia infuocata, al taglio di entrambe le mani, al tragitto da Santa Croce a San Marco a coda di cavallo, per il <em>Consiglio dei Dieci<\/em><\/li>\n<li>20 luglio 1636. <strong>Giovan Battista qm Pietro Vidali<\/strong> di anni 35, era spedizionier degli <em>Avogadori di Comun<\/em>, fu impiccato per ordine dell\u2019Avogador stante la sentenza del podest\u00e0 di Padova perch\u00e9 era ministro infedele.<\/li>\n<li>23 agosto 1636. <strong>Iseppo Panella<\/strong> da <em>Cava<\/em>, <strong>Meneghina Moretti<\/strong> sua moglie, impiccati per ladri, per ordine del <em>Consiglio dei Dieci<\/em>.<\/li>\n<li>23 agosto 1636. <strong>Madonna Marchesini<\/strong> veronese di anni 46, e <strong>Michiel Sartor<\/strong> da Venezia di anni 36, impiccati per ordine dei <em>Signori di Notte al Criminal<\/em>.<\/li>\n<li>1637. <strong>Martino Siular <\/strong><\/li>\n<li>16 gennaio 1637. <strong>Santo Bernardo<\/strong> <em>fruttarol<\/em> di anni 20.<\/li>\n<li>10 febbraio 1637. <strong>Marin Scolari<\/strong> da <em>Trento<\/em> di anni 33.<\/li>\n<li>23 luglio 1637. <strong>Giovanni<\/strong> di anni 36, <strong>Marin<\/strong> di anni 30, fratelli <strong>Mattei<\/strong>, <strong>Antonio Lanza<\/strong> barcarol di anni 30, <strong>Francesco Bragolato<\/strong> da <em>Padova<\/em> di anni 36 furono impiccati per ordine del <em>Magistrato alla Bestemmia<\/em>, per orrende iniquit\u00e0 commesse e per aver bene bestemmiato il nome di Ges\u00f9 e di Maria.<\/li>\n<li>23 agosto 1637. <strong>Giulio Frena<\/strong> di anni 50 da Milano, Egissela Gerardi di anni 29 la sua consorte ferraresi locandieri, furono impiccati per ordine del <em>Consiglio dei Dieci<\/em> di anni 24, per aver assassinato un oste nella sua locanda.<\/li>\n<li>29 agosto 1637. Fra\u2019 <strong>Gottardo Gabrielli<\/strong> <em>Cavalier di Malta<\/em> fu impiccato per ordine del <em>Consiglio dei Dieci<\/em>, quale ribelle di stato.<\/li>\n<li>6 ottobre 1638. <strong>Gaspero Pelao<\/strong> di anni 23, fu decapitato per ordine del <em>Quarantia Criminal<\/em>, per aver ucciso una meretrice che stava a San Stae.<\/li>\n<li>12 gennaio 1639. <strong>Giacomo Santi<\/strong> di anni 30 da Venezia lavoratore di vetri a Murano, fu impiccato per ordine dei <em>Signori di Notte<\/em>, per aver rubato.<\/li>\n<li>13 febbraio 1638. <strong>Batta Forner<\/strong> di <em>Monaco di Cadore<\/em> di anni 22, decapitato per il <em>Consiglio dei Dieci<\/em>.<\/li>\n<li>29 ottobre 1638. <strong>Nicol\u00f2 Scorta<\/strong> di anni 25 di <em>Ponte di Piave<\/em> preso in contraffazione di bando, impiccato per ordine del <em>Consiglio dei Dieci<\/em> con una pistola a piedi per aver ucciso uno con la medesima pistola a tradimento.<\/li>\n<li>9 dicembre 1638. <strong>Gasparo Palao<\/strong> di anni 23, decapitato e squartato per li <em>Signori di Notte al Criminal<\/em>.<\/li>\n<li>22 aprile 1639. Il <strong>Pievano di San Basso<\/strong> fu sconsacrato e decapitato per ordine del <em>Consiglio dei Dieci<\/em>, per aver violato il sigillo sacramentale per riscuotere la taglia di un reo che si era da lui confessato.<\/li>\n<li>22 maggio 1639. <strong>Mattio Antetich<\/strong> di anni 27 da <em>Sebenico<\/em>, fu strozzato nei camerotti et appeso alla forca, per ordine del <em>Tribunal Supremo<\/em>, per ribelle dello stato, avendo tentato di dare la fortezza di Corf\u00f9 ai Turchi.<\/li>\n<li>5 luglio 1639. <strong>Domenico Fiume<\/strong> di anni 26 da <em>Chirigella di Puglia<\/em>, fu impiccato per ordine della <em>Quarantia Criminal<\/em>, per aver ucciso una meretrice al <em>Ponte dei Assassini<\/em>.<\/li>\n<li>17 settembre 1639. <strong>Carlo Chisete<\/strong> detto <em>Coccheta<\/em> di <em>Chirigella di Puglia<\/em>, impiccato per ordine della <em>Quarantia Criminal<\/em>, per aver ucciso una meretrice al <em>Ponte dei Assassini<\/em>.<\/li>\n<li><a href=\"https:\/\/www.conoscerevenezia.it\/?p=43558\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">1640. <strong>Doro Rana<\/strong><\/a>. Omicida, giustiziato a colpi di mazza.<\/li>\n<li>24 febbraio 1639. <strong>Francesco Fachinetti<\/strong> di anni 21, doveva esser impiccato per il giorno suddetto ma fu sospesa la sentenza per mancanza di carnefice ma fu impiccato sette giorni dopo, per ordine del <em>Consiglio dei Dieci<\/em>, per molti omicidi e prepotenze fatte.<\/li>\n<li>4 gennaio 1640. <strong>Rizzardo Vigolin<\/strong> di anni 34 da <em>Padova<\/em>, tirato a coda di cavallo, tanagliato, decapitato e squartato, per ordine della <em>Quarantia Criminal<\/em>, per aver ucciso due meretrici.<\/li>\n<li>11 giugno 1641. <strong>Trojano dell\u2019Almi<\/strong>i di anni 36 napoletano e <strong>Gianni Antonio Lombardo<\/strong> di anni 23, furono impiccati per ordine del <em>Consiglio dei Dieci<\/em>, quali ribelli.<\/li>\n<li>24 gennaio 1641. <strong>Stefano Zanchetta<\/strong> da <em>Candia<\/em> di anni 36, impiccato per ordine del <em>Consiglio dei Dieci<\/em>, quale ribelle di stato.<\/li>\n<li>29 gennaio 1641. Abbate <strong>Vincenzo Moro<\/strong> di <em>Ca\u2019 Girolamo<\/em> di anni 40 fu strozzato nei cameroni e poi appeso alla forca con un piede, per ordine del <em>Tribunale Speciale<\/em>, per fellonia gravissima colpa.<\/li>\n<li>11 febbraio 1641, <strong>Domenico Balerin<\/strong>, <strong>Domenico Macerin<\/strong> da <em>Vicenza<\/em> il primo di anni 36, il secondo di anni 30, impiccati per il <em>Consiglio dei Dieci<\/em><\/li>\n<li>27 giugno 1641, <strong>Alessandro Gabrai<\/strong> e <strong>Bartolomeo Spoletti<\/strong> di anni 20 da <em>Spalato<\/em> furono impiccati per ordine del <em>Consiglio dei Dieci<\/em> per essere stati ribelli di stato.<\/li>\n<li>20 luglio 1641. Fra&#8217; <strong>Santo Gariboldi<\/strong> di anni 20 <em>spester<\/em> all\u2019insegna di San Domenico in <em>Calle de le Rasse<\/em>, fu decapitato et abbruciato per ordine del <em>Consiglio dei Dieci<\/em>, quale ladro sacrilego<\/li>\n<li>20 luglio 1641. Fra&#8217; <strong>Gottardo Gabrielli<\/strong> <em>Cavalier di Malta<\/em> di anni 32, decapitato per ordine del <em>Consiglio dei Dieci<\/em><\/li>\n<li>22 luglio 1641. <strong>Giglio Trona<\/strong> da <em>Milano<\/em> di anni 22, <strong>Egizielo Gerardi<\/strong> ferrarese di anni 19, impiccati per ordine del <em>Consiglio dei Dieci<\/em>.<\/li>\n<li>4 settembre 1641. <strong>Francesco Bragolato<\/strong> da <em>Padova<\/em> di anni 55 <strong>Antonio Lanza<\/strong> da <em>Venezia<\/em> di anni 30, <strong>Mattio<\/strong> qm <strong>Nadalin Barcarol<\/strong> da <em>Venezia<\/em>, <strong>Zuanne<\/strong> qm <strong>Nadalin Barcarol<\/strong> da <em>Venezia<\/em>, impiccati per ordine del <em>Magistrato della Bestemmia<\/em> .<\/li>\n<li>23 febbraio 1642. <strong>Nicol\u00f2 Fabris<\/strong> da <em>Bologna<\/em> fu decapitato, squartato e tagliata una mano, per ordine del <em>Consiglio dei Dieci<\/em>, per aver ucciso sua madre, ferito suo padre e despogliata tutta la casa.<\/li>\n<li>19 novembre 1642. <strong>Mattio Moretti<\/strong> di anni 40 da <em>Ponte di Piave<\/em>, fu decapitato e squartato per ordine della <em>Quarantia Criminal <\/em>, per aver ucciso una meretrice e rubato il cordone d\u2019oro che portava al collo.<\/li>\n<li>20 luglio 1643. <strong>Antonio Guarinoni<\/strong> di anni 20 <em>veneziano<\/em> impiccato, per ordine del <em>Magistrato della Bestemmia<\/em>, questi era servo di un Turco e per spasso al suo padrone bestemmiava il nome di Ges\u00f9 e di Maria Vergine.<\/li>\n<li>29 novembre 1643 <strong>Gasparo Seccaduto<\/strong> di anni 60 dal Friul, decapitato per ordine del <em>Consiglio dei Dieci<\/em> quale strozzador di monete<\/li>\n<li>26 maggio 1644. <strong>Marco Antonio Prino <\/strong> di anni 21 ortolano dalle <em>Vignole<\/em>, <strong>Paulo Mariner<\/strong> di anni 34 da Castello, furono impiccati per ordine del <em>Consiglio dei Dieci<\/em>, quali assassini sulla pubblica strada.<\/li>\n<li>23 agosto 1644. <strong>Girolamo Sarghetta<\/strong> di anni 24,fu impiccato per ordine del <em>Consiglio dei Dieci<\/em>, per aver ucciso un suo compare a tradimento con una trombonata.<\/li>\n<li>13 settembre 1644. <strong>Domenico <\/strong> del qm <strong>Pietro da Conte<\/strong> di anni 23 era <em>fonditor di zecca<\/em>, fu impiccato innanzi la Zecca per ordine <em>Consiglio dei Dieci<\/em>, per intacco fatto nella medesima Zecca.<\/li>\n<li>30 maggio 1645. <strong>Gio. Batta. Lunardi<\/strong> detto il <em>Rosso<\/em> di anni 23, fu impiccato per ordine della <em>Quarantia Criminal<\/em>, per aver ucciso una meretrice per gelosia di altro suo amatore.<\/li>\n<li>25 giugno 1645. <strong>Nicol\u00f2 cive Hecolaidi<\/strong> di anni 30 da, fu impiccato per ordine del <em>Consiglio dei Dieci<\/em>, quale ribelle della patria.<\/li>\n<li>30 maggio 1646. <strong>Marco Lunardello<\/strong> di anni 32 fu impiccato per ordine del <em>Consiglio dei Dieci<\/em>, quale capo di assassini da strada.<\/li>\n<li>20 marzo 1647. <strong>Carlo<\/strong> di anni 50, <strong>Antonio<\/strong> di anni 52 fratelli <strong>Maruffini<\/strong> da <em>Cavarzere<\/em>, <strong>Francesco Salvagno<\/strong> di anni 25 da <em>Loreo<\/em>, <strong>Lodovico Modenese<\/strong> di anni 25, furono impiccati per ordine del <em>Consiglio dei Dieci<\/em>, per aver strangolato e assassinato il corriere di Roma.<\/li>\n<li>30 marzo 1647. <strong>Pietro Zerbinetto<\/strong> di anni 22 <em>naranzer<\/em> da Venezia fu preso in contraffazione di bando e per ordine del <em>Consiglio dei Dieci<\/em> fu impiccato, per aver ucciso un fratello con dieci ferite.<\/li>\n<li>19 settembre 1647. <strong>Girolamo Tomasini<\/strong> di anni 40 era <em>segretario di Senato<\/em>, fu strangolato nei camerotti e poi appeso alla forca per ordine del <em>Tribunal Supremo<\/em>, aver rubato somma di denaro nella cassa della <em>liberazion de Banditi<\/em>.<\/li>\n<li>24 settembre 1647. <strong>Pietro Bressan<\/strong> detto <strong>Furlan<\/strong> di anni 24, impiccato per ordine del <em>Consiglio dei Dieci<\/em>, quale capo di contrabbandieri di tabacco.<\/li>\n<li>30 dicembre 1647. N.H. <strong>Gabriel Paruta<\/strong> di anni 36, fu impiccato per ordine del <em>Consiglio dei Dieci<\/em>, per essere stato ribelle di stato.<\/li>\n<li>19 gennaio 1648. <strong>Anzolo Pavese<\/strong> di anni 36 da <em>Rezzana<\/em>, impiccato per ordine del <em>Consiglio dei Dieci<\/em>, per aver assassinato ed ucciso un foresto che era alloggiato nella sua locanda mentre dormiva.<\/li>\n<li>9 febbraio 1649. <strong>Giacomo Sacchi<\/strong> detto <strong>baston<\/strong> di anni 36, fu impiccato il suo cadavere essendo preso in contraffazione di bando e rest\u00f2 morto nella retenzion, per ordine del Consiglio dei Dieci, quale capo di contrabbandieri.<\/li>\n<li>11 marzo 1649. <strong>Andrea del Fornari<\/strong> pescator da <em>Marano<\/em> di anni 50, fu impiccato per ordine del <em>Magistrato dell\u2019Altigliaria<\/em>, per aver danneggiato la fortezza di Maran.<\/li>\n<li>19 aprile 1649. <strong>Iseppo Romano<\/strong>, impiccato per ordine del <em>Consiglio dei Dieci<\/em>.<\/li>\n<li>24 aprile 1649. <strong>Rinaldo o Gianullo Restrin<\/strong> di anni 28 da <em>Corf\u00f9<\/em> , fu impiccato sopra la galera del Zanobrio, per ordine dei <em>Provveditori all\u2019Armar<\/em>, quale ribelle di stato.<\/li>\n<li>25 aprile 1649. <strong>Giuseppe Armano<\/strong> di anni 24 da <em>Vicenza<\/em> fu impiccato per ordine del <em>Consiglio dei dieci<\/em>, per aver ucciso un prete sul Terraglio che non l\u2019aveva assolto da un suo peccato.<\/li>\n<li>11 giugno 1649. Conte <strong>Antonio Lombardo<\/strong> pugliese di anni 33 e messer <strong>Troiano dall\u2019Arme<\/strong> napolitano di anni 36.<\/li>\n<li>27 giugno 1649. <strong>Alessandro Gaban<\/strong> da <em>Ancona<\/em> di anni 30, <strong>Bortolamio Bortoletti<\/strong> da <em>Spoleto<\/em> di anni 20, impiccati per ordine del <em>Consiglio dei Dieci<\/em>.<\/li>\n<li>28 luglio 1649. <strong>Pietro Moraro<\/strong> di anni 41 da <em>Rovigno<\/em> era patron di naviglio, fu moschettato vicino alla Porta della Sanit\u00e0, per ordine <em>Magistrato della Sanit\u00e0<\/em>, per contrabbandi soggetti alla Sanit\u00e0.<\/li>\n<li>4 agosto 1649. <strong>Zuanne Brochetta<\/strong> di anni 41 da <em>Ravenna<\/em>, <strong>Amade turco<\/strong> battezzato di anni 28, <strong>Duce della Brazza<\/strong> di anni 29, <strong>Stefano de Bastian<\/strong> di anni 31 da Venezia, furono impiccati per ordine del <em>Consiglio dei Dieci<\/em>, come ribelli volendo dare nelle mani dei turchi la galera del Zanobrio.<\/li>\n<li>30 agosto 1649. <strong>Carlo Miretti<\/strong> di <em>Ravenna<\/em>, <strong>Barezato Duze<\/strong> dalla <em>Brazza<\/em>, <strong>Stefano di Mattio<\/strong> da <em>Venezia<\/em>, impiccati per il <em>Consiglio dei Dieci<\/em> sopra la <em>Galera Zenobrio<\/em><\/li>\n<li>12 settembre 1649. <strong>Giovan Battista Carlotti<\/strong> qm <strong>Filippo<\/strong> di anni 27, tirato a coda di cavallo, tanagliato, decapitato e squartato, per ordine del <em>Consiglio dei Dieci<\/em>, per aver ucciso un gentiluomo in Piazza San Marco, preso in rottura di bando.<\/li>\n<li>14 settembre 1649. <strong>Bortolo Zamboni<\/strong> di anni 24 dalla <em>Valcamonica<\/em> fu impiccato, per ordine del <em>Consiglio dei Dieci<\/em>, quale assassino di strada.<\/li>\n<li>10 dicembre 1649. <strong>Lorenzo Barcariol<\/strong> di anni 46, <strong>Domenico de Varisco<\/strong> <em>latoner<\/em> di anni 42 tutti e due veneziani, impiccati per ordine dei <em>Signori di Notte al Criminal<\/em>, quale ladro.<\/li>\n<li>22 gennaio 1650. Stefano Larsio e <strong>Antonio Coalonga<\/strong> barcaroli di traghetto di San Giobbe, furono impiccati per ordine del Consiglio dei Dieci, per aver amazzato un foresto che andava a Mestre per affari per derubarlo.<\/li>\n<li>15 settembre 1650 <strong>Zuanne Celini<\/strong> di anni 30, decapitato per ordine del <em>Consiglio dei Dieci<\/em>, per aver ucciso un prete da <em>Mira<\/em> e gli rub\u00f2 tutto quello che aveva.<\/li>\n<li>27 settembre 1650. <strong>Mattio <\/strong> da <em>Rimini<\/em> di anni 40, impiccato per ordine del <em>Consiglio dei Dieci<\/em>, preso in rottura di bando per aver strangolato un corriere sul Terraglio.<\/li>\n<li>26 giugno 1651. <strong>Tommaso <\/strong> qm <strong>Antonio Persialvini<\/strong> di anni 35 de Gerzana, impiccato per ordine della <em>Quarantia Criminale<\/em>, preso in rottura di bando per aver ucciso una meretrice in sua casa e di avergli rubato quel poco denaro che aveva.<\/li>\n<li>2 Aprile 1652. <strong>Nicol\u00f2 Nadal<\/strong> di anni 40 dal Friul, era <em>Capitanio di Nave Pubblica<\/em>, fu strozzato nei <em>Camerotti<\/em>, ed appeso alla forca, per aver dato la nave, in poter dei Turchi, con tutte le provviste che erano dentro, destinate all\u2019Armata Veneta in Candia, e poi si fece Turco, ma fu preso sopra una nave Turca e condotto a Venezia, e fu fatto morire, come abbiamo detto qui sopra, e ci\u00f2 per ordine <em>Supremo<\/em>.<\/li>\n<li>16 luglio 1651. <strong>Francesco Arnetti <\/strong> di anni 34, tirato a coda di cavallo, tanagliato, tagliate le mani, decapitato e squartato per ordine del <em>Consiglio dei Dieci<\/em>, preso in rottura di bando per aver ucciso suo padre e ferita mortalmente sua madre.<\/li>\n<li>19 luglio 1651. <strong>Catterina <\/strong> vedova <strong>Ferrari<\/strong> di anni 25 bolognese, fu decapitata per ordine del <em>Consiglio dei Dieci<\/em>, per aver ucciso un suo drudo.<\/li>\n<li>18 agosto 1651. <strong>Catterina <\/strong> dalla <strong>Rosina<\/strong> di anni 40 da <em>Spalato<\/em>, fu decapitata per ordine della <em>Quarantia Criminal<\/em>, per aver ucciso <strong>Catterina Schiavona<\/strong>.<\/li>\n<li>30 dicembre 1651. <strong>Zamaria Belladonna<\/strong> di anni 31 <em>spicier<\/em> da Padova, impiccato per ordine del <em>Consiglio dei Dieci<\/em>, preso in rottura di bando si rifugi\u00f2 in una chiesa e si fer\u00ec, fu subito impiccato, per essere capo di assassini da strada.<\/li>\n<li>16 marzo 1652. Fra\u2019 <strong>Girolamo Scornigo<\/strong> di anni 27 da <em>Padova<\/em>, fu impiccato per ordine del <em>Consiglio dei Dieci<\/em>, per aver rubato in chiesa di San Marco dei vasi sacri e altro.<\/li>\n<li>2 aprile 1652. <strong>Nicol\u00f2 Nadal <\/strong> di anni 40 dal <em>Friul<\/em>, era capitano di una nave pubblica fu strozzato nei camerotti et appeso alla forca per ordine <em>supremo<\/em>, per aver dato la nave in potere dei Turchi, con tutto quello che c\u2019era dentro, destinata all\u2019Armata Veneta in Candia e poi si fece turco ma fu preso sopra una nave turca e condotto a Venezia.<\/li>\n<li>14 maggio 1652. <strong>Pietro Galvan<\/strong> da <em>Solfizio<\/em> di anni 19 figlio di missier <strong>Zuanne Botter<\/strong>, le furono tagliate le mani, decapitato e squartato per ordine del <em>Consiglio dei Dieci<\/em>, per aver trucidato nel proprio palazzo l\u2019auditor di monsignor <em>Nuncio Apostolico<\/em>.<\/li>\n<li>11 settembre 1652. <strong>Gerolamo Rarolaria<\/strong> di anni 30 e <strong>Zuanne di Giacomo Speri<\/strong> di anni 37 da Vicenza, furono impiccati per ordine del <em>Consiglio dei Dieci<\/em>, quali ladri assassini.<\/li>\n<li>17 settembre 1652. <strong>Daniel<\/strong> <em>Capitano Sopra i Monasteri<\/em> di anni 50, <strong>Giacomo <\/strong> <em>vicio del Missier grande<\/em> di anni 40, <strong>Iseppo Visentin<\/strong> di anni 25, <strong>Bernardo De Toschi o Tocchi<\/strong> di anni 30, <strong>Sebastian Corneri<\/strong> di annni 36, <strong>Francesco Grandi<\/strong> di anni 30, tutti quattro capi dei sbirri, <strong>Sebastian Padovan<\/strong> di anni 40 barcarol da Chioggia, e <strong>Angelo Don\u00e0<\/strong> di anni 40 barcarol da Chioggia, tutti questi avevano la retenzion d\u2019arresto o vivi o morti per ordine del <em>Consiglio dei Dieci<\/em>, catturati da grande forza armata furono uccisi tutti otto a Castello in Quintavalle, e furono appesi alla forca, quali contrabbandieri e ribelli perch\u00e9 erano ammessi per vigilare i contrabbandi e loro invece li facevano.<\/li>\n<li>4 novembre 1652. <strong>Giovan Battista Asti<\/strong> di anni 50 <em>bressiano<\/em>, impiccato all\u2019antenna della fusta per ordine del <em>Procurator all\u2019Armar<\/em>, quale capo di ribelli.<\/li>\n<li>20 novembre 1652. <strong>Francesco<\/strong> detto <strong>Piccolo Grumo<\/strong> di anni 24 fu ammazzato dagli sbirri nella retenzione e poi impiccato e squartato, per ordine del <em>Consiglio dei Dieci<\/em>, quale disturbatore della pubblica quiete.<\/li>\n<li>11 dicembre 1652. <strong>Giacomo Faroli o Zaroli<\/strong> detto <strong>Muson<\/strong> <em>trentino<\/em> di anni 40, <strong>Anzolo<\/strong> qm <strong>Giacomo Bortoluzzi<\/strong> di anni 32 barcarol, impiccati per ordine del <em>Consiglio dei Dieci<\/em>, quali ladri sacrileghi.<\/li>\n<li>4 marzo 1653. <strong>Pasqual Pasqualovich<\/strong> di anni 30 dalla <em>Brazza<\/em>, fu impiccato all\u2019antenna della fusta, per ordine dei <em>Provveditori alla Camera dell\u2019Armar<\/em>, quale ministro infedele.<\/li>\n<li>12 agosto 1653. <strong>Perin Perini<\/strong> da <em>Chioggia<\/em> di anni 46, fu decapitato e squartato per ordine della <em>Quarantia Criminale<\/em>, per aver tolto l\u2019onore ad una putta, l\u2019uccise e le tolse l\u2019oro che aveva addosso, qual caso fu successo a Chioggia.<\/li>\n<li>27 agosto 1653. <strong>Andrea Marangon<\/strong> di anni 40, fu impiccato per ordine del <em>Consiglio dei Dieci<\/em>, per aver sparato con una pistola in Piazza a San Marco per uccidere il suo padrone.<\/li>\n<li>19 novembre 1653. <strong>Anzolo Palmaro<\/strong> di anni 30 da <em>Campo San Piero<\/em>, fu impiccato per ordine della <em>Quarantia Criminale<\/em>, per aver ucciso una meretrice per gelosia di altro drudo.<\/li>\n<li>30 novembre 1653. <strong>Carlo Maggiotti<\/strong> di anni 28 da Brescia, decapitato e squartato per ordine del <em>Consiglio dei Dieci<\/em>, per molti omicidi ed altri fatti.<\/li>\n<li>9 giugno 1654. <strong>Girolamo Bolognese<\/strong> di anni 30, fu strozzato nei camerotti ed appeso alla forca per ordine del <em>Tribunal Supremo<\/em>, quale ribelle di stato.<\/li>\n<li>13 settembre 1654. <strong>Nicol\u00f2 Coli<\/strong> <em>bolognese<\/em> di anni 32 impiccato, il suo cadavere per esser morto il giorno avanti in prigione e ci\u00f2 per aver voluto ammazzare il figlio dell\u2019avvocato <strong>Ponte<\/strong> con lo sparo di tre colpi di pistola, per il <em>Consiglio dei Dieci<\/em><\/li>\n<li>1655. <strong>Angelo Bollani<\/strong><\/li>\n<li>10 gennaio 1655. <strong>Michiel Angelo Colombo<\/strong> <em>milanese<\/em> soleva esser marcante da panni di seta, morto da ferita d\u2019archibugio, fu impiccato il suo cadavere, per ordine del <em>Consiglio dei Dieci<\/em>.<\/li>\n<li>26 giugno 1655. <strong>Girolamo Corner<\/strong> fu di <strong>Girolamo<\/strong> di anni 57, fu strangolato e poi impiccato con un piede in su per fellonia ecc. dagli <em>Inquisitori per il Consiglio dei Dieci<\/em>.<\/li>\n<li>3 febbraio 1656. <strong>Angelo Negri<\/strong> di anni 25, fu decapitato per ordine del <em>Magistrato della Bestemmia <\/em>, per aver bestemmiato il nome di Ges\u00f9 e Maria.<\/li>\n<li>19 novembre 1656. <strong>Olivier Olivieri<\/strong> decapitato di notte per ordine del <em>Consiglio dei Dieci<\/em>.<\/li>\n<li>21 giugno 1657. <strong>Tomaso Garolin<\/strong> da <em>Gersana<\/em> di anni 25, impiccato per ordine della <em>Quarantia Criminal<\/em>.<\/li>\n<li>6 luglio 1657. <strong>Francesco Arnetti<\/strong> di anni 34, fu tirato a coda di cavallo, tagliate le mani, decapitato squartato, per ordine del <em>Consiglio dei Dieci<\/em>.<\/li>\n<li>10 luglio 1657. <strong>Catarina della Resina<\/strong> da <em>Spalato<\/em> per aver data la morte a <strong>Catarina Schiavona<\/strong> fu decapitata per ordine della <em>Quarantia Criminal<\/em>.<\/li>\n<li>16 settembre 1657. Fra\u2019 <strong>Girolamo Scornigo<\/strong> da <em>Padova<\/em> di anni 27, impiccato ed abbruciato per ordine del <em>Consiglio dei Dieci<\/em>.<\/li>\n<li>30 dicembre 1657. <strong>Giovanmaria Basadonna<\/strong> da <em>Padova<\/em> <em>squerariol<\/em> di anni 31, si diede una ferita con una <em>bricola<\/em> nel petto dalla parte del cuore in chiesola per ammazzarsi per esser intromesso, fu impiccato per ordine del <em>Consiglio dei Dieci<\/em><\/li>\n<li>2 marzo 1658. <strong>Lorenzo<\/strong> di Bortolo Giel di anni 36 da Brescia, fu impiccato per ordine del <em>Consiglio dei Dieci<\/em>, per aver ucciso un suo amico prete per rubargli quello che aveva in casa.<\/li>\n<li>13 marzo 1658. <strong>Pietro Galdini o Geltini<\/strong> da <em>Rezzo<\/em> di anni 23, <em>Zuanne<\/em> di <strong>Pietro Garidarin<\/strong> di anni 32 da Venezia, <strong>Sebastian<\/strong> di <strong>Pietro Corraso<\/strong> di anni di anni 20 da <em>Pirano<\/em>, furono impiccati per ordine del <em>Consiglio dei Dieci<\/em>, quali ladri sacrileghi.<\/li>\n<li>17 marzo 1658 <strong>Bastian Coraro<\/strong> da <em>Castel Franco<\/em> di anni 20, impiccato per il <em>Consiglio dei Dieci<\/em>.<\/li>\n<li>2 febbraio 1658. <strong>Iseppo Cevere<\/strong> di ani 23 da <em>Sal\u00f2<\/em>, fu tanagliato decapitato squartato per ordine del <em>Consiglio dei Dieci<\/em>, quale capo di assassini da strada.<\/li>\n<li>27 febbraio 1659. <strong>Stefano Torniello<\/strong> milanese di anni 23, <strong>Cristoforo Grossi<\/strong> qm <strong>Trentin<\/strong> romagnolo di anni 30, impiccati per ordine del <em>Consiglio dei Dieci<\/em>.<\/li>\n<li>21 Febbraro 1659. <strong>Mattio Gonella<\/strong> di anni 42 da <em>Maniago<\/em>, fu tanagliato, decapitato e squartato, per ordine del <em>Consiglio dei Dieci<\/em>, per aver ucciso la sua consorte, con una <em>manara<\/em>, in atto di estrema collera.<\/li>\n<li>3 aprile 1660. <strong>Giulio Filippo Lion<\/strong> da <em>Padova<\/em> di anni 42, fu decapitato e squartato in faccia alla Zecca, per ordine del <em>Consiglio dei Dieci<\/em>, per intacco alla medesima.<\/li>\n<li>7 marzo 1661. <strong>Zuanne<\/strong> del qm <strong> Severo de Piaceroli<\/strong> di anni 26 dai <em>Biri<\/em>, fu tirato a coda di cavallo, decapitato e squartato impiccato per ordine del <em>Consiglio dei Dieci<\/em>, fu preso in rottura di bando per aver ucciso un gentiluomo.<\/li>\n<li>20 maggio 1661. <strong>Zuanne Giornanti o Giardini<\/strong> detto <em>Moggio<\/em> di anni 28 <em>acquarol<\/em>, decapitato per ordine della <em>Quarantia Criminal<\/em>, per aver ucciso una meretrice perch\u00e9 non volle riceverlo nella sua casa.<\/li>\n<li>26 maggio 1661. <strong>Carlo Zanchetti<\/strong> di anni 35 da <em>Castel Maggior<\/em> sotto Cremona, fu impiccato per ordine del <em>Consiglio dei Dieci<\/em>, quale capo di assassini da strada.<\/li>\n<li>17 settembre 1661. <strong>Piero Terzi<\/strong> detto <strong>Colombina<\/strong> di anni 21, fu decapitato per ordine della <em> Quarantia Criminal<\/em>, per aver ucciso suo fratello con nove ferite.<\/li>\n<li>29 ottobre 1661. <strong>Giovan Battista Bocon<\/strong> di anni 50, fu preso in rottura di bando era <em>Guardian delle Prigioni<\/em>, fu decapitato per ordine del <em>Consiglio dei Dieci<\/em>, quale ministro infedele del suo principe.<\/li>\n<li>12 novembre 1661. <strong>Pietro Paulo Zarella<\/strong> di anni 35, fu impiccato per ordine del <em>Consiglio dei Dieci<\/em>, per aver ucciso tre persone.<\/li>\n<li>10 dicembre 1661. <strong>Alvise Massetto, fu impiccato<\/strong> di anni 35, fu impiccato per ordine del <em>Consiglio dei Dieci<\/em>, per aver ucciso un conte veronese.<\/li>\n<li>30 dicembre 1661. <strong>Pasin Peruzzi<\/strong> di anni 36, fu preso in rottura di bando, e per ordine del <em>Consiglio dei Dieci<\/em>, fu impiccato, per aver ucciso il suo padrone, con il <em>brascoler<\/em> perch\u00e9 lo aveva rimproverato di essere ubriaco.<\/li>\n<li>15 marzo 1662. <strong>Mattio<\/strong> di <strong>Zuanne Crosiana<\/strong> di anni 30, fu tanagliato, decapitato, squartato, per ordine della <em>Quarantia criminal<\/em>, per aver ucciso un suo compare con dieci ferite per causa di gelosia della moglie.<\/li>\n<li>8 aprile 1662. <strong>Pietro Cassini<\/strong> di anni 29 fu impiccato per ordine del <em>Consiglio dei Dieci<\/em>, per aver ucciso due meretrici in Piazza a San Marco, la notte di Natale, perch\u00e9 non avevano voluto acconsentirlo, dove poi anche le derub\u00f2.<\/li>\n<li>15 giugno 1662. <strong>Gerolamo Poluce<\/strong> di anni 23 di <em>Sal\u00f2<\/em> fu impiccato per ordine del <em>Consiglio dei Dieci<\/em>, quale monetario falso.<\/li>\n<li>27 giugno 1662. <strong>Tommaso Zambelli<\/strong>, di anni 23 di Asolo, fu impiccato per ordine del <em>Consiglio dei Dieci<\/em>, per aver fatto delle truffe e monete false.<\/li>\n<li>29 giugno 1662. Per relazione segreta di un Cappuccino, confortatore dei pazienti, furono annegate in Canal dei Marani, quattro persone forestiere, ma non si sanno i loro nomi n\u00e9 i cognomi, n\u00e9 per ordine di chi.<\/li>\n<li>25 luglio 1662. <strong>Guglielmo Polatto<\/strong> di anni 30, fu impiccato per ordine del <em>Consiglio dei Dieci<\/em>, per aver ferito un prete in strada, perch\u00e9 voleva rubargli il tabarro e i soldi.<\/li>\n<li>23 agosto 1662. <strong>Rocco Santi<\/strong> genovese di anni 45, impiccato per ordine del <em>Consiglio dei Dieci<\/em>, quale ribelle di stato.<\/li>\n<li>4 giugno 1663. <strong>Venislao Zuanna Volpe<\/strong> di anni 27, fu preso in rottura di bando e per ordine del <em>Consiglio dei Dieci<\/em> fu impiccato, per aver ucciso suo padre.<\/li>\n<li>5 giugno 1663. <strong>Marin Masio<\/strong> <em>becher<\/em> di anni 36 morto d\u2019archibugiata, preso in rottura di bando e morto nella retenzione, impiccato il suo cadavere per il <em>Consiglio dei Dieci<\/em>, quale capo di contrabbandieri.<\/li>\n<li>6 giugno 1663. <strong>Francesco dalla Mora<\/strong> di anni 36 <em>becher<\/em>, preso in rottura di bando, fu impiccato per ordine <em>Consiglio dei Dieci<\/em>, quale contrabbandiere, era compagno del sopradetto Marin.<\/li>\n<li>8 giugno 1663. <strong>Giacomo dalle perle false<\/strong> di anni 38, fu decapitato e Marin Mussico di anni 30 morto nella retenzione fu appeso alla forca per ordine della <em>Quarantia al Criminal<\/em>, per aver ucciso due meretrici a Santa Margherita, e anche rub\u00f2 tutto quello che avevano in casa.<\/li>\n<li>3 ottobre 1663. <strong>Zuanne Bernardin<\/strong> di anni 40 da <em>Vicenza<\/em>, fu impiccato, per ordine del <em>Consiglio dei Dieci<\/em>, per aver ucciso suo fratello perch\u00e9 gli disse <em>becco fotuo<\/em>.<\/li>\n<li>28 febbraio 1664. <strong>Zuanne Porro<\/strong> detto <strong>Pianta<\/strong> di <em>Vigonovo<\/em> di anni 40, decapitato e squartato, per ordine del <em>Consiglio dei Dieci<\/em>.<\/li>\n<li>10 marzo 1664. <strong>Zuanne Nardi<\/strong> detto <strong>Biado<\/strong> di anni da <em>Motta<\/em> di anni 31, fu preso in rottura di bando e per ordine del <em>Consiglio dei Dieci<\/em>, fu impiccato, questo era oste e assassinava la gente che andava ad alloggiare nella sua osteria.<\/li>\n<li>28 giugno 1664. <strong>Giovanni Maria<\/strong> di <strong>Valerio Zerbinelli<\/strong> di anni 24 da <em>Bergamo<\/em>, per ordine del <em>Consiglio dei Dieci<\/em>, per aver dato delle ferite ad uno in Piazza San Marco il giorno dell\u2019Ascensione, e sussurrato tutta la piazza.<\/li>\n<li>11 Luglio 1664. <strong>Gaspero<\/strong> qm <strong>Zuanne Virgilio<\/strong> di anni 28 dal <em>Friul<\/em>, fu preso in rottura di bando, e per ordine del <em>Consiglio dei Dieci<\/em>, fu impiccato, quale capo di assassini da strada.<\/li>\n<li>12 novembre 1664. <strong>Francesco d\u2019Iseppo Zillo<\/strong> di anni 24 da <em>Sal\u00f2<\/em> fu decapitato, et abbruciato per ordine del <em>Consiglio dei Dieci<\/em>, quale ladro sacrilego, fu preso in chiesa dove aveva rubato.<\/li>\n<li>13 agosto 1664. <strong>Fortunato Petrobelli<\/strong> da Padova di anni 35 preso in rottura di bando e per ordine del <em>Consiglio dei Dieci<\/em>, fu tanagliato, decapitato e squartato per aver ucciso sua consorte essendo gravida perch\u00e9 disse <em>tol\u00e9 i vostri corni<\/em>.<\/li>\n<li>1665. <strong>Francesco Brancaleoni<\/strong><\/li>\n<li>7 febbraio 1665. <strong>Nicol\u00f2<\/strong> qm Girolamo Molesse di anni 36 da <em>Cefalonia<\/em>, fu impiccato per ordine della <em>Quarantia Criminal<\/em>, per aver ucciso una meretrice e rubato il meglio che aveva.<\/li>\n<li>2 maggio 1665. <strong>Tommaso<\/strong> qm <strong>Anzolo Doniti o Toniti<\/strong> detto <strong>Favetto<\/strong> di anni 28 faceva la professione di <em>carraro<\/em> da <em>Bassano<\/em>, fu impiccato e poi appeso alla forca con un piede in su per ordine del <em>Consiglio dei Dieci<\/em>, per aver fatto molti furti a mano armata, per aver ucciso una sua amante che dormiva.<\/li>\n<li>11 luglio 1665. <strong>Francesco<\/strong> qm <strong>Nicol\u00f2 Brancalion<\/strong> da <em>Adria<\/em> di anni 33, fu impiccato per odine del <em>Consiglio dei Dieci<\/em>, per aver tentato di dare Corf\u00f9 nelle mani dei Turchi, dove non riusc\u00ec.<\/li>\n<li>31 agosto 1665. <strong>Pietro<\/strong> di <strong>Gio Batta Baldin<\/strong> di anni 20 da <em>Ponte Barban<\/em>, fu tanagliato, decapitato e squartato, per ordine del <em>Consiglio dei Dieci<\/em>, per aver ucciso un cappuccino con una trombonata.<\/li>\n<li>19 dicembre 1665. <strong>Santo Bettin<\/strong> di anni 24 da <em>Montagnana<\/em>, <strong>Andrea Crivatello<\/strong> di anni 28 da <em>Legnago<\/em>, capitan <strong>Tognol<\/strong> di anni 30 da<em>Marostica<\/em>, capitan <strong>Camillo Duce<\/strong> di anni 31 dalla <em>Brassa<\/em>, <strong>Santo Bettin<\/strong> di anni 24 da <em>Montagnana<\/em> a questo gli fu tagliata la mano valida,<br \/>\nfurono impiccati per ordine <em>Consiglio dei Dieci<\/em>, quali uccisori e assassini da strada.<\/li>\n<li>29 dicembre 1665. <strong>Giuseppe Donali<\/strong> di anni 30, gli fu tagliata la mano dritta, e poi fu impiccato per ordine del <em>Consiglio dei Dieci<\/em>, per avere dato molte ferite ad un prete napoletano volendogli rubare il <em>tabaro<\/em> e i denari che si trovava ad avere addosso.<\/li>\n<li>26 gennaio 1666. <strong>Anzolo Perini<\/strong> detto <strong>Gastalbon<\/strong> di anni 26 da <em>Moransan<\/em>, fu preso in rottura di bando. Fu decapitato e squartato per ordine del <em>Consiglio dei Dieci<\/em>, avendo ucciso sua moglie mentre dormiva essendo costui ubriaco.<\/li>\n<li>27 gennaio 1666. <strong>Agostin Casarella<\/strong>, di anni 22 da Vicenza, fu impiccato per ordine del <em>Consiglio dei Dieci<\/em>, per aver ucciso un facchino <em>furlan<\/em> che dormiva sulla porta della chiesa di Santi Apostoli e l\u2019uccisa senza verun astio solo per spasso.<\/li>\n<li>15 marzo 1666. <strong>Domenico Coliano o Bolian<\/strong> di anni 30 da Firenze, <strong>Francesco Pasqualini<\/strong> di anni 22 da Padova, <strong>Giovanni da Valdagno<\/strong> di anni 20, furono impiccati per ordine dei <em>Signori di notte al Criminal<\/em>, quali assassini e omicidiari.<\/li>\n<li>9 giugno 1666. <strong>Giacomo Angeli<\/strong> detto <strong>Anzolotto<\/strong> di anni 45 dalla villa di Tastro territorio feltrin, <strong>Zuanne<\/strong> suo figlio di anni 22, furono presi in rottura di bando e per ordine del <em>Consiglio dei Dieci<\/em> furono impiccati per aver ucciso un greco e rubatogli ogni cosa che aveva.<\/li>\n<li>29 giugno 1666. <strong>Rocco Pien o Pione<\/strong> da <em>Borgognone<\/em> di anni 20, fu impiccato per ordine del <em>Consiglio dei Dieci<\/em>, quale ribelle di stato.<\/li>\n<li>8 luglio 1666. <strong>Marco<\/strong> di <strong>Zuanne Biasi<\/strong> di anni 21 da <em>Pieve di Soligo<\/em>, fu preso in rottura di bando e per ordine del <em>Consiglio dei Dieci<\/em>, fu impiccato per aver ucciso una donna perch\u00e9 non volle accondiscendere ai suoi voleri.<\/li>\n<li>4 agosto 1666. <strong>Sebastian Lovate<\/strong> di anni 34 da <em>Este<\/em>, fu preso in rottura di bando e per ordine del <em>Consiglio dei Dieci<\/em> fu impiccato quale capo di assassini da strada.<\/li>\n<li>24 novembre 1666. <strong>Gio. Batta<\/strong> qm <strong>Arcangelo Zuen<\/strong> di anni 34 da Padova, e <strong>Domenico Gagliardi<\/strong> di anni 24 da <em>Montual di Ferrara<\/em>, furono impiccati per ordine del <em>Consiglio dei Dieci<\/em>, per aver ucciso due padri dell\u2019ordine Riformati di Venezia alla Mira portando via loro il <em>batello<\/em>.<\/li>\n<li>15 dicembre 1666. <strong>Alessio Carubin<\/strong> di anni 32, dall\u2019Aquila nell\u2019Abruzzo, fu preso in rottura di bando e per ordine del <em>Consiglio dei Dieci<\/em> fu impiccato, per aver ammazzato uno sbirro in campo a Santa Fosca sapendo di essere arrestato per i suoi delitti che niente la giustizia sapeva e che poi li pales\u00f2; per aver ucciso un nobiluomo a Legnago, un corriere a Ceneda, e uno sbirro a Montagnana.<\/li>\n<li>18 gennaio 1667. <strong>Iseppo Mancini <\/strong> di anni 32 da Venezia, impiccato per ordine dei <em> Signori di Notte al Criminal<\/em>, stato un famoso ladro, e anche per aver ucciso una meretrice, rubando tutto quello che si trovava nella sua casa cerc\u00f2 di nascondere la refurtiva in un magazzino di una bottega di vestiti.<\/li>\n<li>14 Aprile 1667. <strong>Iseppo Covato<\/strong> furlan di anni 20 e <strong>Teodoro Molin<\/strong> bressan di anni 19, furono presi in rottura di bando e per ordine del <em>Consiglio dei Dieci<\/em>, furono impiccati per aver ucciso un pievano, in villa sulla bresciana, oltre di avergli rubato tutto<\/li>\n<li>30 luglio 1667. <strong>Ambroso Bellato<\/strong> <em>avvocato<\/em> di anni 48, fu decapitato per ordine del <em>Consiglio dei Dieci<\/em>, per aver ucciso una donna sua confidente.<\/li>\n<li>20 marzo 1667. <strong>Andrea Derti<\/strong> di anni 23, fu condotto alla Croce dove gli fu tagliata una mano e poi impiccato, per ordine del <em>Consiglio dei Dieci<\/em>, per aver dato ferite ad una immagine di Maria a San Paternian e altri misfatti.<\/li>\n<li>24 maggio 1668. <strong>Zorzi Leoni<\/strong> di anni 32 dalla <em>Brazza<\/em>, fu impiccato, per ordine del <em>Consiglio dei Dieci<\/em>, quale capo di assassini da strada.<\/li>\n<li>3 giugno 1668. N.H. <strong>Alessandro<\/strong> qm <strong>Girolamo Borromeo<\/strong> di anni 20 nobile padovano, decapitato et abbrucciato per ordine del <em>Consiglio dei Dieci<\/em>, quale sodomita ed era senza legge cristiana, scandaloso, e seduttore di altri compagni suoi amici.<\/li>\n<li>10 dicembre 1668. <strong>Paolo Cricetti<\/strong> di anni 19 era amico del suddetto Borromeo fu preso in rottura di bando e per ordine del <em>Consiglio dei Dieci<\/em>, fu decapitato et abbruciato quale sodomita.<\/li>\n<li>1669. <strong>Teodoro Marpegani<\/strong><\/li>\n<li>29 gennaio 1669. <strong>Domenico<\/strong> di <strong>Gio. Batta.<\/strong> e <strong>Giovanni<\/strong> di anni 22, fratelli <strong>Angeli<\/strong>, furono impiccati per ordine del <em>Consiglio dei Dieci<\/em>, quali ladri sacrileghi.<\/li>\n<li>27 agosto 1669. <strong>Bernardo Gobato<\/strong> di anni 34, fu preso in rottura di bando e per ordine della <em>Quarantia Criminal<\/em>, fu decapitato e squartato per aver ucciso una meretrice in <em>Calle del Carbon<\/em>, per gelosia di altro drudo.<\/li>\n<li>12 ottobre 1669. <strong>Francesco Gaspero Zuccato<\/strong> di anni 30 da <em>Chirignago<\/em>, fu impiccato, per ordine del <em>Consiglio dei Dieci<\/em>, dietro sentenza del podest\u00e0 di Mestre per sentenza del <em>Podest\u00e0 di Mestre<\/em> per aver ardito di uccidere sua consorte e disturbatore della quiete pubblica e la uccise per gelosia di un suo compare che andava per casa per dargli dei <em>bessi<\/em> per aver venduto del pollame al mercato di Mestre.<\/li>\n<li>24 novembre 1669. <strong>Francesco<\/strong> qm <strong>Bartolomeo Bevilacqua<\/strong> di anni 36 dalla <em>Torre<\/em> confine veronese, fu preso in rottura di bando per ordine del <em>Consiglio dei Dieci<\/em>, fu impiccato quale assassino di strada ed aver compiuto molti delitti.<\/li>\n<li>27 marzo 1670. <strong>Bortolo<\/strong> qm <strong>Angelo Zechio<\/strong> di anni 29 da Brescia, fu impiccato per ordine del <em>Consiglio dei Dieci<\/em>, per aver ucciso uno con una pistola in <em>Campo San Vitale<\/em><\/li>\n<li>22 novembre 1670. <strong>Francesco<\/strong> qm <strong>Bortolo Talvini <\/strong>di anni 28, fu preso in rottura di bando su ordine del <em>Consiglio dei Dieci<\/em> fu impiccato per aver ucciso suo fratello minore con dieci ferite.<\/li>\n<li>15 luglio 1671. <strong>Andrea Marcari<\/strong> di anni 25 da <em>Pirano<\/em>, fu preso in rottura di bando e per ordine del <em>Consiglio dei Dieci<\/em> fu impiccato e squartato per aver ucciso il padre con una trombonata.<\/li>\n<li>1 agosto 1671. <strong>Antonio Maria Piagato o Gabato<\/strong> di anni 27 da <em>Cittadella<\/em> fu preso in rottura di bando e per ordine del <em> Consiglio dei Dieci<\/em>, fu decapitato e squartato per aver ucciso due fanciulli.<\/li>\n<li>13 gennaio 1672. <strong>Gio. Batta. Guardo<\/strong> <em>francese<\/em> di anni 26 decapitato ed abbruciato, per ordine del <em> Consiglio dei Dieci<\/em>, quale monetario falso.<\/li>\n<li>18 marzo 1673. <strong>Alvise Quintavalle<\/strong> da <em>Buran<\/em> di anni 26, fu tirato a coda di cavallo tanagliato, tagliata la mano valida, tirato a coda di cavallo decapitato squartato, per aver ucciso un suo compare oltre di avergli rubato venti zecchini, cerc\u00f2 di voler unirsi con la moglie la quale non acconsent\u00ec.<\/li>\n<li>1675. <strong>Procolo Giusti<\/strong><\/li>\n<li>30 agosto 1675. <strong>Zamaria Zampa<\/strong> di anni 50 fu preso in rottura di bando e per ordine del <em>Consiglio dei Dieci<\/em> fu decapitato ed abbruciato per monetario falso.<\/li>\n<li>16 settembre 1675. <strong>Domenico Moschetti<\/strong> di anni 33, fu decapitato e squartato per ordine della <em>Quarantia Criminal<\/em> per aver ucciso una donna e le rub\u00f2 tutto quello che aveva sua casa e dopo averla goduta per forza.<\/li>\n<li>19 ottobre 1675. Conte <strong>Provolo<\/strong> veronese di anni 24, preso in rottura di bando e per ordine del <em>Consiglio di Dieci<\/em> fu impiccato per aver fatto uccidere suo padre per mano di altra persona sua amica.<\/li>\n<li>5 dicembre 1675. <strong>Pietro Pelegrini <\/strong> qm <strong>Nicol\u00f2<\/strong> di anni 34 da <em>Cividal di Belluno<\/em> fu preso di rottura di bando e per ordine <em>Consiglio dei Dieci<\/em> fu tirato a coda di cavallo e decapitato, per aver ucciso un gentiluomo a San Maurizio.<\/li>\n<li>14 dicembre 1675. <strong>Liberto<\/strong> figlio di Rocco Buranello detto <strong>Grosso<\/strong> di anni 26, preso in rottura di bando, morto nelle retenzione, e per ordine del <em>Consiglio dei Dieci<\/em> fu appeso alla forca per aver commesso dei delitti oltre di essere stato contrabbandiere.<\/li>\n<li>11 marzo 1676. <strong>Domenico Trevisan<\/strong> detto <strong>Fossetta<\/strong> di anni 27 da <em>Venezia<\/em>, fu decapitato, per ordine della <em>Quarantia criminal<\/em>, per aver ucciso una meretrice con 19 ferite per gelosia che avesse alto amante stabile.<\/li>\n<li>19 settembre 1676. <strong>Bortolamio Zuliani<\/strong> di anni 31 da <em>Zenson<\/em>, fu decapitato et abbruciato per ordine del <em>Consiglio dei Dieci<\/em>, quale ladro sacrilego.<\/li>\n<li>24 ottobre 1676. <strong>Domenico Signoretti<\/strong> di anni 30 da <em>Soligo<\/em> territorio trevisan, fu preso in rottura di bando e per ordine del <em>Consiglio dei Dieci<\/em>, quale assassino da strada, era nel territorio del Bosco del Montello.<\/li>\n<li>7 settembre 1677. <strong>Michiel Sartor<\/strong> di anni 29 e <strong>Gio. Maria Marchesini<\/strong> da Verona, furono impiccati per ordine dei <em>Signori di Notte<\/em>, furono presi mentre rubavano.<\/li>\n<li>30 marzo 1677. <strong>Girolamo Serena<\/strong> di anni 30, fu impiccato con una pistola a piedi per omicidio fatti con dette armi per ordine del <em>Consiglio dei Dieci<\/em>.<\/li>\n<li>29 aprile 1677 <strong>Giuseppe Marchiori<\/strong> di anni 45 da <em>Fontanella dei Sette Comuni<\/em>, fu preso in rottura di bando, e per ordine del <em>Consiglio dei Dieci<\/em> fu decapitato e abbruciato quale monetario falso e ladro sacrilego.<\/li>\n<li>20 luglio 1677. <strong>Domenico Sanavia<\/strong> di anni 33 da <em>Sant&#8217;Angelo<\/em> di <em>Piove di Sacco<\/em> fu preso in rottura di bando e per ordine <em>Consiglio dei Dieci<\/em>, fu decapitato avendo spogliato, in una chiesa, la beata Vergine che aveva molti preziosi effetti addosso e altre cose.<\/li>\n<li>25 settembre 1677. <strong>Giacomo Treggi o Trevigi <\/strong> di anni 29 bolognese, impiccato, per ordine del <em>Consiglio dei Dieci<\/em>, per aver parlato molto male della condotta della Repubblica.<\/li>\n<li>30 dicembre 1677. <strong>Giacomo Tarrabara<\/strong> di anni 40 da <em>Cannaregio<\/em>, preso in rottura di bando e per ordine del <em>Consiglio dei Dieci<\/em>, fu impiccato per capo di contrabbandieri.<\/li>\n<li>3 aprile 1678. <strong>Angelo Tombal<\/strong> da <em>Cattaro<\/em> di anni 34 impiccato, per ordine del <em>Consiglio dei Dieci<\/em>.<\/li>\n<li>3 aprile 1680. <strong>Andrea Griffi o Gratto<\/strong> napoletano, fu impiccato per ordine del <em>Consiglio dei Dieci<\/em>, per aver commesso un omicidio di un religioso.<\/li>\n<li>30 maggio 1681. <strong>Pietro Berengo<\/strong> di anni 42 da <em>Padova<\/em>,fu impiccato, per ordine del <em>Consiglio dei Dieci<\/em>, per aver ucciso un oste delle Due Spade qui a Venezia, perch\u00e9 dal medesimo fu corretto delle grande cattive regole nel bestemmiare.<\/li>\n<li>29 ottobre 1682. <strong>Angelo Tombel o Tonel<\/strong> di anni 32 da Cattaro, fu preso in rottura di bando e per ordine del <em>Consiglio dei Dieci<\/em> fu impiccato quale capo di contrabbandieri.<\/li>\n<li>9 dicembre 1683. <strong>Girolamo Zon o Lon<\/strong> di anni 20, morto nella retenzione e per ordine del <em>Consiglio dei Dieci<\/em> fu appeso alla forca per ribelle della Repubblica Veneta.<\/li>\n<li>7 febbraio 1683. <strong>Andrea Turni o Tuoni<\/strong> di anni 18 fu decapitato e squartato, per ordine del <em>Consiglio dei Dieci<\/em>, per aver ucciso una donna gravida, et anche un fanciullo perch\u00e9 gridava, e gli rub\u00f2 cento zecchini la qual donna abitava a San Basso.<\/li>\n<li>8 febbraio 1684. <strong>Bernardin Forner<\/strong> di anni 36 da Savoia, fu decapitato e squartato per ordine del <em>Consiglio dei Dieci<\/em>, per aver sparato una trombonata in Piazza San Marco per uccidere un conte.<\/li>\n<li>12 luglio 1687. <strong>Alessandro dall\u2019Orto<\/strong> di anni 34, alle ore 4 di notte fu strozzato nei camerotti, et appeso alla forca, per <em>ordine supremo<\/em>, e ci\u00f2 per ribelle di stato.<\/li>\n<li>8 luglio 1687. <strong>Teodoro<\/strong> detto <em>Medore<\/em> da <em>Padova<\/em> di anni 29 impiccato, per ordine del <em>Consiglio dei Dieci<\/em>.<\/li>\n<li>12 agosto 1687. <strong>Giuseppe Dorato<\/strong> di anni 34 ferrarese, fu impiccato per ordine della <em>Quarantia Criminal<\/em> per aver ucciso una meretrice perch\u00e9 non voleva condiscendere ai suoi nefandi voleri.<\/li>\n<li>7 aprile 1688. <strong>Giovanni Battista Parenti<\/strong> di anni 28 da <em>Mantova<\/em> e <strong>Giovanni Battista Cirona<\/strong> di anni 27, furono impiccati con una pistola a piedi, per ordine del <em>Consiglio dei Dieci<\/em>, per aver tentato di uccidere un avvocato.<\/li>\n<li>16 luglio 1688. <strong>Mattio Alfieri<\/strong> di anni 32 morto di malattia nelle prigioni, fu sepolto e dopo 2 giorni cavato di sepoltura et appeso alla forca, per ordine del <em>Tribunale Supremo<\/em>, per stato ribelle dello stato e capo, se poteva, di ribellione della patria sua veneta.<\/li>\n<li>17 maggio 1689. <strong>Giuseppe Live o Liva<\/strong> di anni 28, Ippolito Girlandi di anni 22 soldati, erano al Lazzaretto per ordine del Magistrato della Sanit\u00e0, si port\u00f2 al Lazzaretto il cappellano di San Fantino con dei Cappuccini la sera antecedente, ed amministrati il Santissimo Sacramento, e la mattina dopo si port\u00f2 il Guardian della Sanit\u00e0 con barche, e levati li sopradetti vennero al Magistrato, ove da soldati da barca armati, furono moschettati vicino alla porta del suddetto magistrato, per ordine del medesimo, per aver rubato cose infette nel Lazzaretto.<\/li>\n<li>22 marzo 1690. <strong>Andrea Anadio Cluson o Colusan<\/strong> di anni 50 da <em>Mosnigo<\/em> in trevisana, fu preso in rottura di bando e per ordine del <em>Consiglio dei Dieci<\/em> fu impiccato quale capo di assassini da strada, avendo commesso molti delitti vicino al Bosco di Lovadina.<\/li>\n<li>10 aprile 1691. <strong>Andre Giovanni Maria Serafino<\/strong> di anni 47 da <em>Bassan<\/em> territorio vicentino, fu impiccato, per ordine del <em>Consiglio dei Dieci<\/em>, per aver ucciso una donna in mezzo ai campi, dopo averla goduta a suo piacere per ambi li fori et altre infamit\u00e0, e di aver rubato quello che aveva al collo.<\/li>\n<li>10 maggio 1692. <strong>Sebastian Salamon<\/strong> di anni 47, ma si regola questo nome perch\u00e9 confesso di esser Adami Veronese della terra di <em>Trento<\/em>, fu impiccato, per ordine del <em>Consiglio dei Dieci<\/em>, quale capo si assassini da strada e colpevole di diversi delitti.<\/li>\n<li>24 gennaio 1693. <strong>Pietro Manerato<\/strong> di anni 34 da <em>Este<\/em>, fu impiccato quale ladro sacrilego, e <strong>Abram dalla Torre<\/strong> di anni 62 ebreo romagnolo, fu decapitato ed abbruciato perch\u00e9 gli teneva mano cio\u00e8 comprava tutto quello che l\u2019altro rubava, per ordine del <em>Consiglio dei Dieci. <\/em><\/li>\n<li>24 febbraio 1693. <strong>Federico Furlanetto<\/strong> di anni 30, morto a <em>Castello<\/em> d\u2019arma da fuoco degli sbirri e appeso alla forca, per ordine del <em>Consiglio dei Dieci<\/em>, quale ribelle dei decreti dell\u2019Arsenal.<\/li>\n<li>6 giugno 1693. <strong>Domenico Giusti<\/strong> di anni 25 da <em>Treviso<\/em>, faceva l\u2019oste, aveva ucciso un foresto nella sua osteria mentre dormiva e gli rub\u00f2 tutto quello che aveva, poi lo sotterr\u00f2 in un campo d\u2019accordo con la moglie, ma un cane scopr\u00ec l\u2019assassinato dopo nove mesi scorsi, la qual sua moglie fu condannata a vita nei camerotti e lui impiccato per ordine del <em>Consiglio dei Dieci<\/em>.<\/li>\n<li>21 luglio 1697. <strong>Domenico Selvagno<\/strong> di anni 25, fu preso in rottura di bando e per ordine del <em>Consiglio dei Dieci<\/em> fu decapitato squartato, per aver ucciso un suo barba prete, per rubargli il denaro che aveva in casa sua.<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">XVIII SECOLO<\/p>\n<ul>\n<li>4 Luglio 1700. <strong>Paolo Barbaro<\/strong> di anni 25 da <em>Udine<\/em>, fu preso in rottura di bando e, per ordine della <em>Quarantia Criminal<\/em> fu impiccato, per aver ucciso una meretrice alla <em>Corona<\/em>, per gelosia d\u2019altro amante.<\/li>\n<li>12 luglio 1701. <strong>Paolo Rissatti<\/strong> di <strong>Gio. Batta <\/strong> di anni 29 e l\u2019altro <strong>Giovanni<\/strong>, furono strozzati nei camerotti et appesi alla forca, per ordine del <em>Supremo Tribunal<\/em>, come ribelli del suo principe.<\/li>\n<li>7 febbraio 1704. <strong>Francesco Longhi<\/strong>, detto <strong>Ferdinando<\/strong>, <em>bolognese<\/em> di anni 29 era bandito e stava con libert\u00e0 in Venezia, fu preso vicino alla chiesa di San Giminiano, con la spia della sua meretrice, che per contrassegno aveva un calza bianca ed una nera e quando vennero gli sbirri gli fecero tirar su i calzoni (come era inteso con la meretrice) e lo afferrarono e lo portarono in prigione, e per ordine del <em>Consiglio dei Dieci<\/em> fu impiccato, quale omicidario e altri delitti.<\/li>\n<li>1709. <strong>Antonio Beltrame<\/strong>, di anni 28 da <em>Vicenza<\/em>, fu impiccato per ordine del <em>Consiglio dei Dieci<\/em>, sentenza dei <em>Rettori di Vicenza<\/em>, quale capo di assassini da strada e ribelle allo stato.<\/li>\n<li><a href=\"https:\/\/www.conoscerevenezia.it\/?p=32700\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">1 febbraio 1708 <strong>Gio. Batta. Piantella<\/strong><\/a> di anni 45, era maestro di dottrina, di professione <em>saoner<\/em> sulla Fondamenta di Sant\u2019Andrea, ladro e assassino, condannato ad essere decapitato e squartato, dopo avere patito cinque colpi di tenaglia infuocata ai vari traghetti e d\u2019aver fatto a coda di cavallo il solito viaggio da Santa Croce a San Marco, fu preso in rottura di bando e per ordine della <em>Quarantia Criminal<\/em> fu decapitato come sopraddetto per avere ucciso un suo compare o padrone e la serva in questo, aiutato da sua madre Maddalena, questa fu condannata a vita nei camerotti.<\/li>\n<li>6 luglio 1709. <strong>Antonio Candon<\/strong> di anni 18 garzone del <em>careghetta<\/em> ai Miracoli impiccato per ordine della <em>Quarantia Criminal<\/em> per avere strangolato a tradimento la serva del suo padrone ed aver involato vari oggetti d\u2019argento.<\/li>\n<li>4 maggio 1716. <strong>Francesco Beltrame<\/strong>, detto <strong>Bovidio<\/strong> di anni 22 <em>becher<\/em>, ucciso nella retenzione e per ordine del <em>Consiglio dei Dieci<\/em>, appeso alla forca quale contrabbandiere di carnami, pane et altre cose.<\/li>\n<li>24 agosto 1714 <strong>Francesco Antonio Masserini<\/strong>, strozzato in prigione e nottetempo appeso alla forca per ordine del <em>Tribunale Supremo<\/em>, come calunniatore del pievano di <em>San Matteo<\/em> di Rialto.<\/li>\n<li>18 maggio 1718. <strong>Domenico Mambrin<\/strong>, di anni 35 da Cannaregio, morto nella retenzione di notte fu grande tumulto tra sbirri e contrabbandieri tale che restarono morti nove sbirri, e per ordine del <em>Tribunale Supremo<\/em> fu appeso alla forca quale capo di contrabbandieri, e altri sette suoi compagni condannati alla galera a vita.<\/li>\n<li>21 maggio 1718. <strong>Giovanni Battista di Quarama o di Quaranta<\/strong> di anni 27 <em>barbier<\/em> alla <em>Calesella<\/em>, fu strozzato nei camerotti ed appeso alla forca, per ordine del <em>Tribunal Supremo<\/em>, qaule ribelle di stato.<\/li>\n<li>17 maggio 1719. <strong>Stefano<\/strong> qm <strong>Gio. Batta. Facco<\/strong> di anni 18 da Venezia, fu preso in rottura di bando e per ordine della <em>Quarantia Criminal<\/em>, fu impiccato per aver ucciso una meretrice e le rub\u00f2 tutto quello che aveva in casa.<\/li>\n<li>14 luglio 1719. Il conte <strong>Andrea Tommaso Guerra<\/strong> di anni 40 da Vicenza e <strong>Gio. Andrea Novello<\/strong> di anni 24 dalla <em>Rosa<\/em>, furono impiccati quali assassini da strada per ordine del <em>Consiglio dei Dieci<\/em>, il conte Guerra faceva l\u2019assassino per vaghezza ed il Novello per bisogno, sicch\u00e9 tutto quello che apparteneva al conte lo donava al Novello e per vaghezza il conte fu impiccato.<\/li>\n<li>27 Marzo 1720. <strong>Bortolo o Bartolomeo Rossi<\/strong> di anni 20 da <em>Palma<\/em>, questo era giovane dal <em>Specier da medecine<\/em> <em>della Vecchia<\/em> in <em>campo a San Lucca<\/em>, fu decapitato, per ordine della <em>Quarantia Criminal<\/em> per aver ucciso una meretrice che abitava a <em>San Paternian<\/em>, e le rub\u00f2 li <em>manini<\/em>, et altro che aveva ed in questo giorno, per tal oggetto, fu un gran tumulto in Piazza.<\/li>\n<li>20 luglio 1721. <strong>Gio. Batta. Novello<\/strong> di anni 24, fu preso in rottura di bando e per ordine del <em>Consiglio dei Dieci<\/em>, fu impiccato per aver ucciso un gentiluomo in Piazza a San Marco. In quel stesso giorno morirono improvvisamente in Piazza San Marco due uomini e due donne.<\/li>\n<li>21 luglio 1721. <strong>Pier Antonio Toffolo<\/strong>, di anni 31 <em>sarto da donna<\/em>, fu impiccato per ordine dei <em>Signori di notte al Criminal<\/em>, per essere ladro ed altri delitti pi\u00f9 maggiori.<\/li>\n<li>22 gennaio 1722. <strong>Carlo Alberto<\/strong>, <em>segretario del Senato<\/em> di anni 40, fu strozzato nei camerotti ed appeso alla forca per ordine del <em>Tribunal Supremo<\/em>, perch\u00e9 confidava i segreti del Senato ad ambasciatori esteri.<\/li>\n<li>25 settembre 1722. <strong>Gaetano Fanton<\/strong> di anni 30 da <em>Vicenza<\/em>, fu impiccato per ordine del <em>Consiglio dei Dieci<\/em>, per aver fatto ad archibugiate con gli scolari di Padova, due dei quali rimasero uccisi.<\/li>\n<li>1723. <strong>Zuanne Fruzandetto<\/strong> di anni 22 da Rovigo della parrocchia di Sant\u2019Antonio, <em>lacch\u00e9<\/em> del N.H. Zuanne Mora, il quale uccise una persona che gli aveva sparato a San Benetto, e per<br \/>\nordine del <em>Consiglio dei Dieci<\/em>, fu appeso alla forca con due pistole ai piedi.<\/li>\n<li>1724. <strong>Girolamo Chiappati<\/strong>, <em>oste di Bergamo<\/em>, strozzato nelle carceri ed impiccato.<\/li>\n<li>16 maggio 1725. <strong>Pompeo<\/strong> qm <strong>Pietro Fapetto<\/strong> dal <em>Friuli<\/em>, impiccato per molti omicidi commessi, per ordine del <em>Consiglio dei Dieci<\/em>.<\/li>\n<li>18 maggio 1725. <strong>Matteo Bassanese<\/strong>, di anni 30 da <em>Mantova<\/em>, preso in rottura di bando, fu decapitato per ordine del <em>Consiglio dei Dieci<\/em>, questo favor\u00ec servizi a due donne per bene ed una notte le uccise per rubare loro 100 zecchini che avevano in casa.<\/li>\n<li>17 settembre 1725. <strong>Antonio Fontana<\/strong> di anni 35 da Verona orefice, fu decapitato ed abbruciato per ordine del <em> Consiglio dei Dieci<\/em>, per aver rubato molti effetti nelle chiese quale ladro sacrilego.<\/li>\n<li>16 Maggio 1725. <strong>Pompeo Sapetto<\/strong> qm <strong>Pietro<\/strong> di anni 32 <em>friulan<\/em> fu impiccato per ordine del Consiglio di dieci, per aver commesso molti omicidi.<\/li>\n<li>27 settembre 1726. <strong>Pietro Benetti<\/strong> di <strong>Antonio<\/strong> di anni 21 fu ferito durante la retenzione e per ordine del <em>Tribunale Supremo<\/em> fu strozzato nei camerotti ed appeso alla forca quale bestemmiatore e disturbatore della quiete pubblica.<\/li>\n<li>10 Luglio 1727. Il conte <strong>Domenico<\/strong> del qm <strong>Giuseppe Altan<\/strong> di anni 30 del <em>friulan<\/em>, fu decapitato per ordine del <em>Consiglio di Dieci<\/em>, per aver ucciso a tradimento con un pistolon (o trombone)) il maggior <strong>Sor<\/strong>, sul <em>ponte di San Martin<\/em>.<\/li>\n<li><a href=\"https:\/\/www.conoscerevenezia.it\/?p=29919\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">22 settembre 1729. <strong>Nicola d\u2019Aragona<\/strong> (o <strong>Faragon<\/strong>)<\/a>, napoletano, decapitato e squartato per aver trucidato due meretrici ed involato quanto possedevano.<\/li>\n<li>9 gennaio 1729 <strong>Antonio Odoli<\/strong>, <em>ragionato<\/em> alla Camera di Verona, impiccato per grave intacco fatto alla cassa.<\/li>\n<li>19 febbraio 1730. <strong>Valeriano Panizza<\/strong>, in contraffazione di bando, impiccato.<\/li>\n<li>13 febbraio 1732. <strong>Bernardo Rossan<\/strong> di anni 28 ladro di vasi sacri, fu preso in rottura di bando, fu decapitato ed abbruciato, e <strong>Salvador Conegliano<\/strong> ebreo da Padova di anni 50, fu strozzato nei camerotti ed appeso alla forca che era piantata alla riva in faccia alla fusta, ed abbruciato e le ceneri furono gettate in acqua, per ordine del <em>Consiglio dei Dieci<\/em><\/li>\n<li>22 maggio 1734. <strong>Giovanni Antonio Cappellari<\/strong> e <strong>Valentino<\/strong> suo fratello, in rottura di bando e per ordine del <em>Tribunal Supremo<\/em>, furono strozzati nelle carceri e quindi appesi alle forche, per enormi delitti quali omicidi, ladrocini, bestemmiatori e disturbatori della quiete pubblica.<\/li>\n<li>1 agosto 1735. <strong>Bortolomeo Pecchiole<\/strong> di anni 59, <strong>Nadal Gorro<\/strong> di anni 22, <strong>Gasparo Rizzo<\/strong> di anni 34 tutti tre da <em>Cittadella<\/em>, furono impiccati per ordine del <em>Consiglio dei Dieci<\/em>, per aver ucciso l\u2019oste pure di Cittadella e tutta la famiglia e dato fuoco all\u2019osteria, dopo avergli rubato tutto quello che aveva.<\/li>\n<li>5 maggio 1736. <strong>Andrea Pini<\/strong> di anni 53, da <em>Cividal de Belluno<\/em>, fu decapitato ed abbruciato per essersi ordine del <em>Consiglio dei Dieci<\/em> per enormi sacrilegi amministrati fingendosi prete e parroco avendo le patenti false ed era cappellano di <em>Marghera<\/em>.<\/li>\n<li>13 settembre 1738. <strong>Giacomo Ghoia o Chas<\/strong>, detto <strong>Spissima<\/strong> di anni 20, fu impiccato per ordine del <em>Consiglio dei Dieci<\/em>, quale ladro sacrilego.<\/li>\n<li>16 settembre 1738. <strong>Francesco Vianello<\/strong> detto <strong>Gianicello<\/strong> di anni 29 da <em>Pellestrina<\/em> fu impiccato per ordine del <em>Consiglio dei Dieci<\/em>, per aver assassinato molte persone come assassino di strada.<\/li>\n<li>17 aprile 1739. Annastasio Ortego di anni 46 da <em>Recoaro<\/em> territorio vicentino e <strong>Domenico Cabianca<\/strong> di anni 35 da <em>Morvignano<\/em> pure territorio vicentino, ed un altro loro compagno fu condannato a passar sotto la forca e poi condannato alla galera a vita, e fu astante dei suoi compagni che prima furono strozzati nei camerotti e poi fatti appendere alla forca per ordine del <em>Tribunal Supremo<\/em>, quale capi di assassini da strada<\/li>\n<li>14 luglio 1740. <strong>Giovanni Maria Guerra<\/strong>, detto <strong>Smaniotto<\/strong> di anni 22 dalla Rocca in territorio di Feltre, fu preso in rottura di bando, e per ordine del <em>Consiglio dei Dieci<\/em> fu impiccato quale assassino da strada.<\/li>\n<li>2 settembre 1740. <strong>Francesco Polisan<\/strong> di anni 18 da <em>Barona<\/em> territorio di Feltre, fu decapitato e squartato per ordine del <em>Consiglio dei Dieci<\/em> per avere privato di vita tre fanciulli per rubar loro le fibbie delle scarpe mentre andavano a scuola.<\/li>\n<li>8 Luglio 1741. <strong>Paolo Misio o Misero<\/strong> di anni 48 da <em>Udine<\/em> dal <em>Borgo di mezo<\/em>, fu preso in rottura di bando, e per ordine del <em>Consiglio di Dieci<\/em> venne decapitato ed abbruciato come ladro sacrilego.<\/li>\n<li>20 aprile 1744. <strong>Ambrogio Sormani<\/strong> di anni 61 di professione <em>laner<\/em> della Villa di <em>Sormana<\/em> diocesi di Milano stava in casa in Rio Marin, fu preso in rottura di bando e per ordine della <em>Quarantia Criminal<\/em> fu decapitato e squartato, per aver ucciso a colpi di mannaia la moglie, in atto di collera, dietro la pessima lingua della suddetta<\/li>\n<li>8 aprile 1745. <strong>Zuanne Lavarda<\/strong> di anni 28 da <em>San Giorgio<\/em> territorio vicentino, fu preso in rottura di bando, e per ordine del <em>Consiglio dei Dieci<\/em>, fu impiccato quale capo di assassini da strada, dove fecero molti altri delitti.<\/li>\n<li>1746. <strong>Matteo Barbieri<\/strong> detto <strong>Zocchetti<\/strong> di anni 44, era custode delle valli del N.H. <strong>Zuanne Cottoni<\/strong>, fu preso in rottura di bando e per ordine del <em>Consiglio dei Dieci<\/em> fu decapitato e squartato per aver strangolato sua moglie per gelosia.<\/li>\n<li>22 Marzo 1746. <strong>Gioanni Battista Piaggia<\/strong> di annni 20 <em>oste in Pordenone<\/em>, fu decapitato e squartato per ordine del <em>Consiglio di dieci<\/em>, per aver ucciso ed assassinato con il rubare le mercanzie di due mercanti tedeschi, che alloggiavano nella sua osteria, seppellendo i cadaveri nel cortile, sotto il letamaio, ed un cane fece la scoperta dei cadaveri.<\/li>\n<li><a href=\"https:\/\/www.conoscerevenezia.it\/?p=29884\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">1746. <strong>Carlo Andrea Bremani<\/strong><\/a> di anni 31 da Longon\u00e9 stato milanese, decapitato e bruciato perch\u00e9 nell\u2019atto di comunicarsi prese la particola fuori di bocca e la gett\u00f2 per terra e la calpest\u00f2 con i piedi prorompendo in orribile bestemmie e spergiuri e per ordine del <em>Consiglio dei Dieci<\/em> fu decapitato ed abbruciato (indegno carattere di costui).<\/li>\n<li>28 gennaio 1747. <strong>Pietro Vettorello <\/strong> detto <strong>Trevisan<\/strong> di anni 24 dalla <em>Zuecca<\/em> di professione barcaro, fu impiccato per aver strangolato un altro barcaiuolo, detto <strong>Tombola<\/strong>, ed essersi impadronito di quanto questi aveva addosso, il <strong>Tombola<\/strong> venne trovato la mattina dopo nella sua gondola sotto il <em>ponte di San Giovanni Laterano<\/em>.<\/li>\n<li>4 giugno 1747. <strong>Giacomo Facchinetti<\/strong> di anni 26 bergamasco, fu preso in rottura di bando e per ordine del <em>Consiglio di Stato<\/em> fu decapitato e squartato per aver ucciso la propria madre con una archibugiata.<\/li>\n<li>11 maggio 1748. <strong>Bernardo Gabrielli<\/strong> di anni 22, dalla <em>Val Sabia<\/em> territorio di Brescia, chierico, fu decapitato per ordine del <em>Consiglio dei Dieci<\/em>, per aver ucciso due sue zie che l\u2019albergavano, una l\u2019uccise a colpi di <em>manera<\/em> e l\u2019altra la soffoc\u00f2 con un laccio al collo e rub\u00f2 tutto.<\/li>\n<li>27 agosto 1748. <strong>Michiele Brusaferro<\/strong> di anni 30 era <em>becher veronese<\/em>, fu preso in rottura di bando e per ordine del <em>Consiglio dei Dieci<\/em> fu impiccato per aver commesso molti omicidi e prepotenze fatte a molte persone riguardevoli.<\/li>\n<li>9 gennaio 1749. <strong>Andrea Noal<\/strong>, detto <strong>Castelan<\/strong> di anni 20 da Brescia, preso in rottura di bando e per ordine del <em>Consiglio dei Dieci<\/em> fu condannato al taglio del le mani decapitato ed abbruciato, ma fu presentata una supplica dai Padri confortatori e fu liberato dal tormento delle mani, perch\u00e9, fra gli altri delitti, aveva oltraggiato un\u2019immagine di Maria Santissima.<\/li>\n<li>18 maggio 1749. <strong>Andrea Barzeli o Barcoli<\/strong> di anni 28 da <em>Mantova<\/em> fu preso in rottura di bando e decapitato ed abbruciato per ordine del <em>Consiglio di Stato<\/em>, per aver rubato in molte chiese e fatto molti misfatti nelle chiese, avendo privato di vita due <em>nonsoli<\/em>.<\/li>\n<li>23 gennaio 1750. <strong>Antonio Manin<\/strong> di anni 26 della Valle di Magna nel bergamasco, fu impiccato per ordine del <em>Consiglio dei Dieci<\/em>, per aver commesso molti omicidi e prepotenze in <em>Bergamo<\/em>, fu preso qui a Venezia dove voleva anche qui usarne.<\/li>\n<li>24 marzo 1751. <strong>Francesco Lorenzetti<\/strong> di anni 47 da <em>Pieve di Soligo<\/em>, <em>marangon<\/em> lavorava al Lazzaretto e per furto di poca seta soggetta alla contumacia fu moschettato appresso la porta della Sanit\u00e0 per sentenza dei Provveditori alla Sanit\u00e0 .<\/li>\n<li><a href=\"https:\/\/www.conoscerevenezia.it\/?p=29904\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">22 aprile 1751. <strong>Francesco Panizza<\/strong> <\/a>, romano, preso in rottura di bando e per ordine del <em>Consiglio dei Dieci<\/em> fu decapitato e squartato per aver uccisa e derubata una meretrice in <em>Calle delle Locande<\/em> a <em>San Paterniano<\/em>.<\/li>\n<li>1752. <strong>Domenico Storzi<\/strong> (o <strong>Storti<\/strong>), impiccato in rottura di bando, per aver ammazzato suo fratello mentre dormiva e maltrattata la cognata a cagione delle divisioni paterne.<\/li>\n<li>2 marzo 1752. <strong>Giovanni Battista Selvan<\/strong> detto <strong>Carpioni o Corponi<\/strong> di anni 45 da Cologno era sbirro, preso in rottura di bando e per ordine del <em>Consiglio dei Dieci<\/em> impiccato come assassino di strada.<\/li>\n<li>7 marzo 1752. <strong>Domenico Strolo o Storto<\/strong> di anni 44 da <em>Recoaro<\/em> nel vicentino, preso in rottura di bando e per ordine del <em>Consiglio dei Dieci<\/em> fu impiccato per aver ucciso suo fratello mentre dormiva e bastonata sua cognata mentre gridava aiuto, per cagione di contesa per soldi.<\/li>\n<li>31 agosto 1752. <strong>Antonio Lambranzi<\/strong> di anni 30 <em>becher<\/em> da Cannaregio, fu decapitato ed abbruciato per ordine del <em>Consiglio dei Dieci<\/em>, per sodomia avendo usato molte iniquit\u00e0.<\/li>\n<li>10 maggio 1753. <strong>Giuseppe Marini<\/strong> di anni 40, fu cancelliere in <em>Carpenedolo<\/em>, territorio bresciano, fu per la mal sua amministrazione bandito, poi fu preso e per ordine del <em>Consiglio dei Dieci<\/em> fu impiccato avendo gi\u00e0 fatto altri delitti.<\/li>\n<li>14 luglio 1753. <strong>Elia Marovich<\/strong> di anni 23 da <em>Cattaro<\/em>, soldato, fu per ordine del <em>Savio alla Sanit\u00e0<\/em> moschettato al Lido, per aver ucciso <strong>Anastasio Astolo<\/strong> il suo caporale entro nel Serraglio.<\/li>\n<li>15 ottobre 1754. <strong>Giuseppe Campesan<\/strong> di anni 43 da <em>Bassano<\/em>, preso in rottura di bando era uno dei compagni del Lavarda (impiccato l\u20198 aprile 1745) e per ordine del <em>Consiglio dei Dieci<\/em> fu impiccato quale capo di assassini e altri delitti.<\/li>\n<li>25 maggio 1756. <strong>Giuseppe Dal Bon<\/strong>, figlio di <strong>Paulo<\/strong> di anni 23 <em>fruttarolo<\/em> in Piazza San Marco fu impiccato per ordine della <em>Quarantia Criminal<\/em>, per aver ucciso una persona e ferite altre due, dirimpetto la porta della Santissima Vergine di San Marco, fu preso sotto le procuratie in una bottega da caff\u00e8.<\/li>\n<li>5 novembre 1757. <strong>Giovanni Francesco Magno<\/strong> di anni 58, gi\u00e0 <em>quadernier<\/em> al <em>Magistrato agli ori ed argenti<\/em> in Zecca, preso in rottura di bando a <em>Mogian<\/em>, dietro accusa fatta da un contadino che lo conosceva, sicch\u00e9 per ordine del <em>Consiglio dei Dieci<\/em> venne impiccato come ministro infedele e reo d\u2019intacco fatto nella cassa del Magistrato del deposito di grossa somma. Lasci\u00f2 quattro figli e cinque figlie, che per ordine pubblico con l\u2019assistenza dell\u2019avogador Querini fu fatta una raccolta di soldi per soccorrere le cinque figlie, nella quale concorsero le scuole grandi, molti nobili e particolari e fu trovata la somma totale di ducati settemila.<\/li>\n<li>19 novembre 1758. <strong>Giovanni Maria Milovich o Milevoi<\/strong> <em>sartor<\/em> da donna di anni 45 da <em>Capo d\u2019Istria<\/em>, solito abitare in calle del volto di Sant\u2019Aponal, fu preso in rottura di bando in Romagna, e per ordine della <em>Quarantia Criminal<\/em> era sentenziato ad esser tirato a coda di cavallo, tanagliato e tagliate le mani di questi tormenti, fu decapitato e squartato per aver trucidato nella propria casa certa <strong>Antonia Lazzari<\/strong> che era sua benefattrice per rubarle l\u2019oro ed altro che aveva.<\/li>\n<li>2 dicembre 1758. <strong>Giuseppe Groppo<\/strong> di <em>Cristoforo<\/em> di anni 40 da <em>Villa di Chiampo<\/em>, fu preso in contraddizione di bando fu condannato ad essere impiccato ma poi si cambi\u00f2 la sentenza e fu decapitato per ordine del <em>Consiglio dei Dieci<\/em>, per aver ucciso nel proprio <em>mez\u00e0<\/em> e spogliato dei suoi migliori averi certo <strong>Girolamo Fardo<\/strong> di professione avvocato fu peso e stette nei camerotti anni 8 ove gli riusc\u00ec di scappare e dopo anni 5 fu nuovamente ripreso.<\/li>\n<li>5 maggio 1759. <strong>Giovanni Maria Furin o Facin<\/strong>, di anni 37 da <em>Este<\/em> questo uccise un suo fratello, ed <strong>Antonio<\/strong> di <strong>Santo Favro<\/strong> da <em>Campo San Piero<\/em> di anni 44 quest\u2019altro ha ucciso un suo germano, furono banditi e poi presi in rottura di bando e per ordine del <em>Consiglio dei Dieci<\/em> vennero strozzati in carcere e poi fatti appendere alla forca quali capi di assassini. I loro compagni, in numero di diciannove, vennero condannati alla galera a vita e fatti passare sotto il patibolo per vedere i loro capi appesi.<\/li>\n<li>17 maggio 1759. <strong>Girolamo Berengo<\/strong> di anni 35 da Padova, lacch\u00e8 del conte <strong>Orazio Sales<\/strong> da Vicenza, questo era innamorato della moglie di <strong>Antonio Cariolatto<\/strong> suo servitore ma il suddetto <strong>Antonio<\/strong> non voleva che sua moglie andasse a ritrovare il conte dietro alla gran gelosia che aveva. Quando che il conte, rilevato questo, aveva occultamente ordinato a <strong>Girolamo<\/strong> suo lacch\u00e9 che lo uccidesse. Il lacch\u00e9 obbed\u00ec ed una sera alle ore 4 di notte col fatto che il servitore si stava spogliando per andar a letto, lo assal\u00ec improvvisamente con un coltello alla mano e lo uccise con 19 ferite. Fu preso in Vicenza e per ordine del<em>Consiglio dei Dieci<\/em> e condannato per esser impiccato per le cane della gola e il conte bandito con pena capitale.<\/li>\n<li>4 luglio 1759. <strong>Zuanne Pessato<\/strong> detto <em>Targa<\/em> di anni 43 da <em>Mira<\/em>, solito ad abitar sulla Brenta, questo era assassino da strada, il quale dopo aver svaligiato ogni sorte di persone, saccheggiate le case, casini e palazzi, e rubate le masserie finalmente nell\u2019anno 1746 fu preso e nella cattura uccise <strong>Fiorin Dureghello<\/strong>missier grande indi fugg\u00ec, dopo tredici anni fu richiesto al duca di Parma e per ordine del <em>Consiglio dei Dieci<\/em> fu impiccato.<\/li>\n<li>21 aprile 1760. <strong>Francesco Capelan<\/strong> di anni 46 da Venezia spedizioniere, <strong>Angelo Grozzotti<\/strong> di anni 36, <strong>Anastasio Clodi<\/strong> di anni 36 da <em>Zante<\/em>, <em>contador alla Dogana da Mar<\/em>, per ordine del <em>Tribunale Supremo<\/em> furono strozzati nei camerotti ed appesi alle forche, per gravissimo fatto nela Dogana da Mar, della quale erano tutti e tre ministri, per intacco e infedele amministrazione, ed <strong>Antonio Signorini<\/strong> <em>coauditor<\/em> di <strong>Andrea<\/strong> condannato ai Piombi a vita e <strong>Martin di Lucca<\/strong> <em>scrivan<\/em> fugg\u00ec prima che seguisse la retenzione.<\/li>\n<li>11 novembre 1760. <strong>Antonio Roseban<\/strong>di anni 30 fu impiccato per ordine del <em>Consiglio dei Dieci<\/em> per aver ucciso don <strong>Fiorin Dureghello<\/strong>, parroco di una villa sotto <em>Castel Franco<\/em>, e gli rub\u00f2 per il valore di 600 ducati.<\/li>\n<li>1760. Il conte <strong>Marino Metachi\u00e0<\/strong> di anni 52 da <em>Cefalonia<\/em>, il conte <strong>Marin Gianino o Omino<\/strong> nipote del suddetto di anni 26 pure da <em>Cefalonia<\/em>, furono mandati a Venezia dal general <strong>Francesco Grimani<\/strong> e per ordine del <em> Tribunal Supremo<\/em> furono strozzati nei camerotti e appesi alle forca con un cartello ai piedi che diceva rei di fellonia e di gravi colpe in materia di stato. Si diceva che costoro conoscendosi signori e potenti della loro patria pretendessero di farsi padroni assoluti di tutta l\u2019isola di <em>Cefalonia<\/em>.<\/li>\n<li>1761. <strong>Paolo Giovanni<\/strong>, soldato della compagnia del capitano Lombatti di anni 54, fu per ordine del <em>Savio alle Scritture<\/em> moschettato per aver ucciso il suo sergente.<\/li>\n<li>23 marzo 1762. <strong>Pietro Mauso o Miussi<\/strong>di anni 56 da <em>Rovigno<\/em>, era pescatore, avendo un giorno bestemmiato il nome di Dio e di Maria diede il pesce sulla faccia di una immagine di Maria, e poi uccise tre persone ed altre malefatte e per ordine del <em>Consiglio dei Dieci<\/em> fu impiccato.<\/li>\n<li>19 aprile 1762. <strong>Andrea Naretich<\/strong> di anni 40 da <em>Lussin Grande<\/em>, questi unitamente al <em>numicioner<\/em> di <em>Corf\u00f9<\/em> vendette ai Turchi munizioni ed attrezzi pubblici, fu preso a <em>Fiume<\/em> stato adriatico, fu chiesto in grazia alla regina d\u2019Ungheria e condotto a Venezia, e per ordine del <em>Tribunale Supremo<\/em> fu strozzato nei camerotti ed appeso sulla forca con un cartello ai piedi sul quale era scritto, come reo di fellonia e grandissime colpe in materia di stato.<\/li>\n<li>15 settembre 1762. <strong>Michela Gondetti Moro<\/strong>, fu battezzata a <em>Sant\u2019Antonin<\/em>, suo padre era da Trieste, fu moglie del qm <strong>Valerio Moro<\/strong> morto in prigione, stava gi\u00f9 del <em>ponte di Santa Giustina<\/em>, fu decapitata, per avere barbaramente ammazzato a colpi di mannaia una certa <strong>Barbara Ziani<\/strong> che credeva ricca e a cui non pot\u00e9 rubare che undici lire.<\/li>\n<li>22 marzo 1764. Il conte <strong>Giovanni Battista Nogarola<\/strong>, nobile veronese di anni 34, essendo innamorato di Caterina Bernini moglie del conte <strong>Bortolo Ceola<\/strong> suo amico, l\u2019uccise a tradimento con un palo di ferro che gli diede sulla testa assieme con <strong>Placido Furtello<\/strong> suo lacch\u00e9, fu impiccato<\/li>\n<li>24 gennaio 1764. <strong>Pietro Vecchia<\/strong> di anni 60 veronese, fu preso in rottura di bando, era bandito l\u2019anno 1751, fu preso a Verona e per ordine del <em>Consiglio dei Dieci<\/em> fu impiccato per aver ucciso uno con una trombonata al <em>ponte dei Assassini<\/em> a San Fantin.<\/li>\n<li>22 marzo 1765. <strong>Giovanni Battista Pelerini<\/strong> detto <strong>Cavafato<\/strong> di anni 36 da <em>Musil di Piave<\/em>, <strong>Carlo Danel<\/strong> detto <strong>Batel<\/strong> di anni 34 dal territorio trevisano furono banditi con altri quattro suoi compagni. Il 5 dicembre 1756 furono presi in rottura di bando e per ordine del <em>Consiglio dei Dieci<\/em> furono impiccati per aver assassinato l\u2019oste di <em>Passarella<\/em> nel proprio letto con la sua consorte di anni 40, ed una fanciulla la quale aveva pochi giorni mor\u00ec da spasimo, e gli rubarono per il valore di 100 zecchini.<\/li>\n<li>1767. <strong>Antonio Pulorin<\/strong> detto <strong>Cavasotto<\/strong> e <strong>Carlo Danel<\/strong>, detto <strong>Battel<\/strong>, impiccati in contraffazione di bando quali ladri ed assassini.<\/li>\n<li>8 febbraio 1769. <strong>Caterina Locatello<\/strong> di anni 28 del territorio bresciano, presa in rottura di bando e per ordine del <em>Consiglio dei Dieci<\/em> fu decapitata. Gi\u00e0 condannata a morte per aver ucciso <strong>Andrea Valenti<\/strong> suo marito, rifugiatasi poi nel territorio milanese venne tradita dal suo drudo un certo <strong>Gio. Batta. Rissi<\/strong> che la ricondusse nello Stato Veneto. Del <strong>Rissi<\/strong> non si seppe mai alcuna nuova, nel giorno che venne l\u2019esecuzione venne tanta neve che mai vi fu qualcosa di simile.<\/li>\n<li>27 novembre 1770. <strong>Domenico Antonio Malinovich<\/strong> qm <strong>Gaspero<\/strong> di anni 39 della contrada dei Cerchi del <em>capitanato di Raspa<\/em>, era stato in galera quale assassino e prepotente, terminata la sua condanna fu posto in libert\u00e0 ma fu di nuovo bandito per aver ucciso suo padre, maltrattata sua madre e per aver tentato di uccidere con un\u2019archibugiata suo fratello, fu preso in rottura di bando e per ordine del <em>Consiglio dei Dieci<\/em> fu decapitato e squartato.<\/li>\n<li>18 febbraio 1772. <strong>Giovanni Battista Mandicardo<\/strong>, detto <strong>Moro Cordelle<\/strong> di anni 42 da Venezia era <em>capo di sbirri<\/em> da barca, fu impiccato per ordine del <em>Consiglio dei Dieci<\/em>, per aver affogato uno schiavone. Un giorno che veniva la barca da Padova pens\u00f2 di visitarla e di asportare da essa un involto di cioccolata ed una scatola con dentro dei fiori gi\u00e0 daziati, e mentre il proprietario <strong>Luca Marovich<\/strong> cercava di salire nella barca degli sbirri per mostrare le bollette del dazio, maliziosamente allarg\u00f2 la sua barca facendolo cadere in acqua e trattenendolo barbaramente col remo sott\u2019acqua finch\u00e9 venne a morte.<\/li>\n<li>29 ottobre 1774. Don <strong>Giuseppe de Bellis<\/strong> di anni 34 calabrese e <strong>Giovanna Pettuzza<\/strong> di anni 28. Era da otto anni in circa che <strong>Giovanna<\/strong> in figura di serva era nella casa del signor conte abbate <strong>Francesco de Fabris<\/strong> da <em>Oderzo<\/em> di anni 70, dal quale caritatevolmente levata dall\u2019Ospitale di Padova. Il <strong>Fabris<\/strong> uccise il <strong>de Bellis<\/strong> con diverse ferite tosto si pose con la <strong>Pettuzza<\/strong> al saccheggio della casa del <strong>de Bellis<\/strong> per poi fuggire verso Vicenza, ma dopo Padova furono catturati e condotti in questa Dominante. Condannati per ordine della <em>Quarantia Criminal<\/em> alla decapitazione e subito portati ad essere seppelliti nella chiesa dei Santi Giovanni e Paolo.<\/li>\n<li>13 settembre 1775. <strong>Antonio Rossi<\/strong> di anni 18 da <em>Brescia<\/em> era <em>zavattiere<\/em>, ma conduceva una vita scorretta per la qual cosa era odioso ai propri fratelli nonch\u00e9 al proprio padre, impiccato per aver ucciso il proprio padre.<\/li>\n<li>26 settembre 1775. <strong>Valentino Tartaroti<\/strong>, trentino, impiccato per aver ucciso un prete vicentino.<\/li>\n<li>5 gennaio 1779. <strong>Marco Rossetto<\/strong>, da <em>Murano<\/em>, capo della sollevazione dei Muranesi, strozzato in carcere e poi appeso alla forca con la scritta: <em>Marco Rossetto da Muran per gravi colpe di Stato<\/em>. All\u2019ora di terza furono fatti passare sotto la forca alcuni suoi complici, e poi mandati in galera.<\/li>\n<li><a href=\"https:\/\/www.conoscerevenezia.it\/?p=29892\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">12 gennaio 1780. <strong>Veneranda Porta<\/strong><\/a>, da <em>Sacile<\/em> di anni 43, decapitata per avere, unitamente all\u2019amante <em>Stefano Fantini<\/em> da <em>Udine<\/em> di anni 32 cameriere, ucciso mentre dormiva e fatto a pezzi il proprio marito. Il <strong>Fantini<\/strong> fu anche, dopo la decapitazione, squartato.<\/li>\n<li>12 dicembre 1781. <strong>Giovanni Dabovich<\/strong>, marinaio, impiccato in contraffazione di bando per essere andato, con altri complici, n casa del conte <strong>Marco Lucovich<\/strong>, che era assente, ed avere ucciso il servo <strong>Paolo<\/strong>, rubando cinquecento lire in danaro e quattro balle di seta.<\/li>\n<li>18 dicembre 1781. <strong>Giorgio Franco<\/strong> e <strong>Marco Sgionfo<\/strong> da <em>Rovigo<\/em>, strozzati in prigione e poi impiccati per rilevante materia di Stato. Sei dei loro compagni, dopo aver dovuto passare sotto le forche, furono condannati alla galera e due donne ai camerotti.<\/li>\n<li>7 settembre 1782. <strong>Zorzi Francesco<\/strong> di anni 54 da <em>Rovigno<\/em>, <strong>Marco Rocco <\/strong> qm <strong>Lorenzo Serafo<\/strong> soprannominato <strong>Verginello<\/strong> di anni 26 da <em>Rovigno<\/em>, furono strozzati nei camerotti ed appesi alla forca con un bollettone ai piedi che diceva per gravi colpe in materia di stato. Sette loro compagni furono destinati alla galera altri tre furono condotti ai piombi perch\u00e9 inabili alla galera, per ordine del <em>Tribunal Supremo<\/em>.<\/li>\n<li>9 ottobre 1784. <strong>Antonio Cima<\/strong> di anni 38 da <em>Brescia<\/em> e <strong>Bortolo Magno<\/strong> di anni 26, birri della compagnia del <em>Capitano Grande<\/em>, furono strozzati nei camerotti, perch\u00e9 furono promotori di una fiera rissa con gli <em>Arsenalotti<\/em>, che custodivano le porte del Palazzo Ducale, per ordine del <em>Tribunale Supremo<\/em>.<\/li>\n<li>2 aprile 1788. <strong>Antonio Galimberti<\/strong>, orefice, impiccato per aver ucciso il conte <strong>Nicol\u00f2 Vimercati Sanseverino<\/strong> di <em>Crema<\/em>.<\/li>\n<li>22 settembre 1791. <strong>Pietro Lucchese<\/strong> detto <strong>Conte<\/strong>, qm. Antonio di anni 21, condannato per l\u2019omicidio di <strong>Piero Cesare Corner<\/strong> podest\u00e0 della comunit\u00e0 di Caneva, <strong>Giovanni Battista Sfalesin<\/strong> di Valentin detto <strong>Stella<\/strong> di anni 27, <strong>Giovanni Rocolo<\/strong>, <strong>Angelo Zorzeto<\/strong>, e <strong>Pietro Poletto<\/strong>, tutti cinque della <em>Villa di Vallegher<\/em> della <em>comunit\u00e0 di Caneva<\/em>, imputati di sopraffazioni, e da molto tempo perturbatori del pubblico vivere in quelle contrade.<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">ALTRE CONDANNE NON CAPITALI<\/p>\n<ul>\n<li><a href=\"https:\/\/www.conoscerevenezia.it\/?p=43560\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">1364. <strong>Zuane Maloni<\/strong> <\/a><\/li>\n<li><a href=\"https:\/\/www.conoscerevenezia.it\/?p=43666\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">1542. <strong>Prete Agostin<\/strong> di Santa Fosca<\/a>. Giocatore e bestemmiatore. Condannato alla <em>Cheba<\/em> e al carcere.<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">Fonti principali: GIUSEPPE TASSINI. Alcune delle pi\u00f9 clamorose condanne capitale. (VENEZIA, Premiata tipografia di Gio. Cecchini 1866); GIOVANNI MALGAROTTO. Curiosit\u00e0 Storiche Veneziane (Il Gazzettino 1923-1931). A.S.VE, Miscellanea codici, I, Storia veneta, busta 75, Raccolta di tutti quelli che per la Ser.ma Dominante di Venezia furono sentenziati a morte, con alcune annotazioni delle loro colpe dall\u2019anno 810; <strong>BIBLIOTECA del SEMINARIO di PORDENONE<\/strong>, <em>Fondo Manoscritti<\/em>, Ms. 93, Serie di tutti li Giustiziati che furono fatti Morire nell\u2019Inclita Citt\u00e0 di Venezia; http:\/\/baliatodaicoi.altervista.org\/; https:\/\/veneziacriminale.wordpress.com\/; https:\/\/www.academia.edu\/28344286\/<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Elenco delle condanne capitali eseguite a Venezia, dalle origini della Repubblica alla sua caduta Questo elenco \u00e8 stato ottenuto partendo da un manoscritto dell&#8217;Ottocento intitolato Serie di tutti li Giustiziati che furono fatti Morire nell\u2019Inclita Citt\u00e0 di Venezia, conservato presso la BIBLIOTECA del SEMINARIO di PORDENONE, integrato poi con altri testi come Alcune delle pi\u00f9 [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":50924,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"ngg_post_thumbnail":0,"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_feature_clip_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":false,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","default_image_id":0,"font":"","enabled":false},"version":2},"jetpack_post_was_ever_published":false},"categories":[492],"tags":[2933],"class_list":["post-51621","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","category-indici","tag-elenco-delle-condanne-capitali"],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/www.conoscerevenezia.it\/wp-content\/uploads\/2019\/11\/DSC_0452m.jpg","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.conoscerevenezia.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/51621","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.conoscerevenezia.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.conoscerevenezia.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.conoscerevenezia.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.conoscerevenezia.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=51621"}],"version-history":[{"count":184,"href":"https:\/\/www.conoscerevenezia.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/51621\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":137105,"href":"https:\/\/www.conoscerevenezia.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/51621\/revisions\/137105"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.conoscerevenezia.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=51621"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.conoscerevenezia.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=51621"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.conoscerevenezia.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=51621"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}