{"id":51573,"date":"2020-01-05T06:53:24","date_gmt":"2020-01-05T06:53:24","guid":{"rendered":"https:\/\/www.conoscerevenezia.it\/?p=51573"},"modified":"2024-03-23T07:10:33","modified_gmt":"2024-03-23T07:10:33","slug":"la-famiglia-e-il-palazzo-farsetti-a-san-luca-nel-sestiere-di-san-marco","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.conoscerevenezia.it\/?p=51573","title":{"rendered":"La famiglia e il palazzo Farsetti a San Luca, nel Sestiere di San Marco"},"content":{"rendered":"<h3>La famiglia e il palazzo Farsetti a San Luca, nel Sestiere di San Marco<\/h3>\n<p style=\"text-align: justify;\">Fu eretto nel principio del secolo dodicesimo dall&#8217;antica famiglia <strong>Dandolo<\/strong> e secondo il cronista <strong>Magno<\/strong> aveva allora la facciata principale verso il campanile della <em>chiesa di San Luca<\/em>. In questo palazzo abit\u00f2 il doge <strong>Andrea Dandolo<\/strong> prima di venire eletto al Dogado, ospit\u00f2 <strong>Rodolfo<\/strong> <em>duca d&#8217;Austria<\/em> nel 1361 e alla fine del Quattrocento minacciando rovina fu ricostruito con la facciata verso il Canal grande, conservando per\u00f2 il caratteristico aspetto dei palazzi veneti bizantini dei primi due secoli dopo il mille.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Venduto dai <strong>Dandolo<\/strong> verso il tramonto del Cinquecento, pass\u00f2 di propriet\u00e0 in propriet\u00e0 finch\u00e9 venne acquistato dai <strong>Farsetti<\/strong>, ricca famiglia venuta dalla Toscana e assunta al patriziato nel 1664 con la solita offerta dei centomila ducati a favore della <em>guerra di Candia<\/em>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il palazzo prese allora il nome di <em>ca&#8217; Farsetti<\/em> ed ebbe nuovi e preziosi abbellimenti poich\u00e9 l&#8217;abate sier <strong>Filippo Farsetti<\/strong> che aveva nei suoi numerosi viaggi attraversato l&#8217;Italia e la Grecia raccolte le plastiche delle pi\u00f9 celebri statue, riuniva negli ampi saloni del suo palazzo le copie in gesso permettendo ad ogni studioso d&#8217;arte di poterle copiare. La famiglia <strong>Farsetti<\/strong> era non solo famiglia di mecenati ma di veri artisti: <strong>Tomaso Giuseppe<\/strong> scriveva elegantemente in prosa e in verso; <strong>Filippo<\/strong> aveva speso oltre un milione di ducati d&#8217;argento nella sua <em>villa di Sala<\/em> ricca di marmi e di antiche sculture nei cui giardini crescevano tutte le piante pi\u00f9 rare dei climi pi\u00f9 diversi; <strong>Daniele<\/strong> era stato il fondatore della famosa accademia del &#8220;<em>Granelleschi<\/em>&#8221; il cui vanto fu quello di contribuire a tener vivo in Italia l&#8217;amore pei classici poeti; <strong>Elena Maria<\/strong> maritata a <strong>Michele Pisani<\/strong> componeva in versi ed era ottima musicista.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A <em>Ca&#8217; Farsetti<\/em>, che poteva dirsi una superba e magnifica pinacoteca, inizi\u00f2 i suoi primi studi il giovanetto <strong>Antonio Canova<\/strong> verso il 1770 componendo due &#8220;<em>cestelli di frutta<\/em>&#8221; in marmo, originariamente posti ad ornamento dello salone nel palazzo, ed oggi conservati nella sala <em>Canoviana<\/em> del nostro <em>Museo Correr<\/em>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nei mezzanini, quasi ogni sera, si raccoglievano i pi\u00f9 bei nomi di allora: <strong>Gasparo<\/strong> e <strong>Carlo Gozzi<\/strong>, <strong>Daniele<\/strong> e <strong>Tomaso Farsetti<\/strong>, <strong>Luigi Querini<\/strong>, <strong>Bartolomeo Vitti<\/strong>, <strong>Bastian Crotta<\/strong>, <strong>Marco Foscarini<\/strong>, <strong>Giuseppe Baretti<\/strong> e altri insigni cultori di arte, di letteratura, di storia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma degenerare di questa famiglia d&#8217;artisti fu il figlio di <strong>Daniele Farsetti<\/strong> e di <strong>Isabella Minotto<\/strong>, dedito al gioco, ai bagordi, alle spese pazze. Nel 1783 <strong>Antonio Francesco<\/strong> prendeva in moglie <strong>Andriana da Ponte<\/strong>, ma non cambiava tenore di vita e alla morte del padre avvenuta nel 1787 si trov\u00f2 in tali angustie economiche da decidersi qualche mese dopo a chiudere la galleria con intenzione di vendere le sculture, le pitture e la biblioteca.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La <em>Galleria Farsetti<\/em> era veduta con orgoglio dai veneziani e a quella improvvisa chiusura, sapute le cattive intenzioni del proprietario, gli <em>inquisitori di Stato<\/em> mandarono al patrizio il terribile &#8220;<em>Missier grando<\/em>&#8221; <strong>Cristoforo dei Cristofoli<\/strong> che cos\u00ec gli diceva &#8220;<em>Selenza, son qua da parte de li Eccellentissimi Inquisitori, miei boni paroni, per avvertirla che un zorno o l&#8217;altro i vegner\u00e0 a visitar la so bella Galeria<\/em>&#8220;. E fatto un bell&#8217;inchino il famoso &#8220;<em>fante de&#8217; Cai<\/em>&#8221; si ritirava.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Antonio Francesco<\/strong> intese il latino e subito riaperse la ricca pinacoteca, ma dieci anni dopo, caduta la Repubblica, il patrizio vendette tutto e di quel tesoro artistico non rimasero a Venezia che alcune statue acquistate dall&#8217;Austria e regalate alla nostra <em>Accademia di Belle Arti<\/em>. Il <strong>Farsetti<\/strong>, ultimo rampollo della nobile famiglia, viaggi\u00f2 per alcuni anni finch\u00e9 pieno di debiti, nel 1808 si uccise a Pietroburgo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La vedova <strong>Andriana da Ponte<\/strong> acquist\u00f2 allora il palazzo messo all&#8217;asta dai creditori e lo concesse per parecchi anni ad uso di albergo all&#8217;insegna della &#8220;<em>Gran Bretagna<\/em>&#8221; finch\u00e9 nel 1826 venne comperato dalla <em>Congregazione Municipale<\/em> della citt\u00e0 che nell&#8217;anno seguente vi trasportava la sua sede dal Palazzo Ducale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Cos\u00ec il <em>palazzo Dandolo<\/em> divenne <em>Farsetti<\/em> dalla splendida pinacoteca, albergo poi e infine <em>Municipio di Venezia<\/em> unitamente al <em>palazzo Loredan<\/em>, in origine <strong>Corner Piscopia<\/strong>. (1)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">(1) Giovanni Malgarotto. IL GAZZETTINO, 6 aprile 1930<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La famiglia e il palazzo Farsetti a San Luca, nel Sestiere di San Marco Fu eretto nel principio del secolo dodicesimo dall&#8217;antica famiglia Dandolo e secondo il cronista Magno aveva allora la facciata principale verso il campanile della chiesa di San Luca. 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