{"id":50888,"date":"2019-12-14T05:54:19","date_gmt":"2019-12-14T05:54:19","guid":{"rendered":"https:\/\/www.conoscerevenezia.it\/?p=50888"},"modified":"2024-02-22T06:28:08","modified_gmt":"2024-02-22T06:28:08","slug":"la-famiglia-zanotto-dal-barbarossa-alle-pasque-veronesi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.conoscerevenezia.it\/?p=50888","title":{"rendered":"La famiglia Zanotto, dal Barbarossa alle Pasque Veronesi"},"content":{"rendered":"<h3>La famiglia Zanotto, dal Barbarossa alle Pasque Veronesi<\/h3>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Giovanni di Sayn<\/strong>, disceso in Italia nell&#8217;ottobre del 1154, al seguito dell&#8217;imperatore <strong>Federico Barbarossa<\/strong>, venne successivamente infeudato della signoria del <em>castello della Motta<\/em>, a nord di Firenze. <strong>Giovanni di Sayn<\/strong> divent\u00f2 <strong>Giovanni di San<\/strong> e poi <strong>di Zan<\/strong>, e i suoi discendenti vennero chiamati <strong>Zanotti<\/strong> o <strong>Zanotto<\/strong>. Dalla Toscana la famiglia <strong>Zanotto<\/strong> si diram\u00f2 a Venezia, dove venne ascritta all\u2019ordine cittadinesco, e dove annover\u00f2 uomini illustri nella vita religiosa, e nell&#8217;assistenza sociale fornita dalle Scuole di devozione. Ma gli <strong>Zanotto<\/strong> eccelsero soprattutto nell&#8217;uso delle armi; come <strong>Andreas<\/strong> e <strong>Ioannes Zanotto<\/strong> che furono templari, e morirono combattendo durante l&#8217;assedio della <em>citt\u00e0 d\u2019Acri<\/em> (1291), da parte dei mamelucchi di <strong>Al-Ashraf Khalil<\/strong>. (1)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un <strong>Pietro Zanotto<\/strong>, figlio di <strong>Benedetto<\/strong>, partecip\u00f2 alla riconquista di Pordenone nel 1513 con <strong>Bartolomeo d&#8217;Alviano<\/strong> (detto <strong>Liviano<\/strong>), e poi lo segu\u00ec a <em>Marignano<\/em> (<em>Melegnano<\/em>) in aiuto ai francesi di <strong>Francesco I<\/strong>, contro gli svizzeri comandati dal <em>vescovo di Sion<\/em>,<strong> Matteo Schiner<\/strong>, che avevano il controllo del <em>Ducato di Milano<\/em>. Il <strong>Sanudo<\/strong>, nei suoi <em>Diari<\/em>, racconta la battaglia di <em>Marignano<\/em> riportando il testo di una lettera scritta dal <em>proveditor zeneral<\/em> sier <strong>Marco Antonio Contarini<\/strong> a suo fratello <strong>Battista<\/strong>. Scrisse il <strong>Contarini<\/strong> nella lettera: il giorno 13 settembre 1515 dopo aver combattuto fino a notte inoltrata, i francesi chiamarono in soccorso i veneziani che erano accampati a <em>Lodi<\/em>, il giorno successivo i combattimenti ripresero con gli svizzeri che andarono all&#8217;assalto del campo dei francesi, alla fine dei combattimenti i francesi stavano per soccombere quando &#8220;<em>le nostre zente d&#8217;arme comenzarono a zonzer<\/em>&#8220;, non aspett\u00f2 l&#8217;<strong>Alviano<\/strong> di avere tutte le forze a disposizione, ma &#8220;<em>con i sui gentilhomeni<\/em> (con la cavalleria)<em>, intr\u00f2 in la bataja de sguizari, li quali haveano circondalo el redeguarda de franzesi, che erano a mal partito, et rupeli talmente, che da poi sguizari non combaterono pi\u00f9 ma continuamente se andarono retrazendo<\/em>&#8220;, furono successivamente investili da altre <em>lanze<\/em> veneziane e si divisero; una parte fugg\u00ec verso Milano e una parte si ritir\u00f2 in un boschetto, quelli che si ritirarono verso Milano furono inseguiti dai <em>capelleti<\/em> e da altri cavalli leggeri e non furono salvi se non quando entrarono nella citt\u00e0, che &#8220;<em>le fantarie nostre non zonseno a tempo, che senza dubio, se giongeano, non ne tornava algun in Milan<\/em>&#8220;, brutta sorte tocc\u00f2 a quelli che si nascosero all&#8217;interno del boschetto perch\u00e9 &#8220;<em>el signor Bortolomio li messe l&#8217;artelaria al culo<\/em> (alle spalle), <em>et forono rotti, et dicono non li esser scapolato alcun<\/em>&#8220;, finita la battaglia si contarono 15 mila morti tra gli svizzeri e 3\/4 mila tra i francesi, i francesi confessarono di aver avuto la vittoria per merito dei veneziani e dissero che &#8220;<em>mai volerse partir<\/em> (separarsi) <em>da la militia de&#8217; venitiani<\/em>&#8220;. (2)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un <strong>Andrea Zanotto<\/strong>, fu uno dei luogotenenti di <strong>Giovanni dalle Bande Nere<\/strong>, e nel 1526 difese il Regno di Ungheria, come comandante del <em>castello di Dev\u00ecn<\/em> nei pressi di Bratislava, riusc\u00ec a resistere e a respingere l\u2019assedio turco con il nipote <strong>Giovanni<\/strong>, ottenendo il titolo comitale. Il figlio <strong>Antonio<\/strong> si stabil\u00ec a <em>Dulcigno<\/em> (in Dalmazia, oggi Montenegro), venendo riconfermato nel ormai \u201conorifico\u201d titolo comitale, soltanto dopo il 1562 i discendenti di <strong>Andrea<\/strong> si fregiarono di tale titolo. Nel 1571, durante la guerra di Cipro (1570-1573) o quarta guerra turco-veneziana, <em>Dulcigno<\/em> venne assediata dai turchi di <strong>Piali pasci\u00e0<\/strong>, <strong>Antonio<\/strong> sub\u00ec la sorte dei difensori, dopo un\u2019eroica resistenza mor\u00ec decapitato. Dei figli di <strong>Antonio<\/strong>, <strong>Marino<\/strong> e <strong>Andrea<\/strong> morirono in uno scontro in mare davanti a <em>Dulcigno<\/em>, <strong>Giacomo<\/strong> promosse azioni di guerriglia ai danni delle varie piazza-forti ottomane, combatt\u00e9 nella <em>battaglia di Lepanto<\/em>, e venne creato <em>cavaliere di San Marco<\/em>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Infine i fratelli <strong>Giuseppe e Giacomo Zanotto<\/strong>, nell&#8217;aprile del 1797, furono con i loro uomini alle <em>pasque Veronesi<\/em>. Misero insieme dalmati, cechi, ungheresi, schiavoni e tutti gli albanesi che trovavano, gente veloce, irruenta e da sfondamento, ma soprattutto gente fedele che non meditava sulle decisioni, riuscirono a mettere insieme 1437 uomini. Purtroppo non riuscirono ad entrare a Verona a causa dell\u2019enorme numero di truppe che Napoleone, furioso aveva fatto accorrere, riuscirono per\u00f2 con continue sortite di giorno e di notte per cinque giorni di fila a rallentare le operazioni dei francesi, attaccando le retrovie, eliminando i depositi della polvere da sparo e inchiodando quando riuscivano i canoni. Ritornarono solo in nove e tutti feriti; fu l\u2019ultima azione militare degli <strong>Zanotto<\/strong> al servizio della gloriosa <em>Serenissima Repubblica di Venezia<\/em>. (1)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">(1) <a href=\"http:\/\/zanotdezanotto.altervista.org\/pagina-336843.html\">http:\/\/zanotdezanotto.altervista.org\/pagina-336843.html<\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">(2) Marino Sanudo. <em>I Diari<\/em> vol. 21<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La famiglia Zanotto, dal Barbarossa alle Pasque Veronesi Giovanni di Sayn, disceso in Italia nell&#8217;ottobre del 1154, al seguito dell&#8217;imperatore Federico Barbarossa, venne successivamente infeudato della signoria del castello della Motta, a nord di Firenze. Giovanni di Sayn divent\u00f2 Giovanni di San e poi di Zan, e i suoi discendenti vennero chiamati Zanotti o Zanotto. 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