{"id":50492,"date":"2020-01-07T05:08:46","date_gmt":"2020-01-07T05:08:46","guid":{"rendered":"https:\/\/www.conoscerevenezia.it\/?p=50492"},"modified":"2020-01-07T06:40:47","modified_gmt":"2020-01-07T06:40:47","slug":"la-fuga-del-casanova-dai-piombi-secondo-il-racconto-del-mutinelli","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.conoscerevenezia.it\/?p=50492","title":{"rendered":"La fuga del Casanova dai Piombi, da un racconto di Fabio Mutinelli (1841)"},"content":{"rendered":"<h3> La fuga del Casanova dai Piombi, da un racconto di Fabio Mutinelli (1841)<\/h3>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Jacopo Casanova<\/strong>, uomo di dottrina bastante, di grandi imprese, di curiosi successi, ma rotto al vizio, riottoso, audace ed ingrato, uomo in somma che per essere stato un furbo in chermis\u00ec e nulla pi\u00f9, non avrebbe titolo certamente a ricordanza, n\u00e8 a quella fama sue avventure in tutta Europa, quella specialmente della sua fuga dalla <em>prigione dei Piombi<\/em>. Ma perch\u00e8 adesso sarebbe forse omissione gravissima il tacere assolutamente del detto furbo, cos\u00ec ristrignendoci all&#8217;avvenimento solo della fuga, diremo come Casanova trascorsa tutta Italia, visitata l&#8217;Asia minore e la Grecia, buona parte di Germania e di Francia, e dopo averne fatto ovunque di quelle coll&#8217;ulivo, Venezia rivedeva patria sua, ove era arrestato dal capo bargello il 26 luglio del 1755. <\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Fosse egli considerato quale turbatore della quiete pubblica per aver fischiato come partigiano di <strong>Goldoni<\/strong> le commedie dell&#8217;antagonista suo <strong>Pietro Chiari<\/strong>, professasse eterodossa credenza, o possedesse libri tali da reputarsi perniciosissimi, condotto era nei <em>Piombi<\/em> e serrato nella segreta rivolta ad occidente, senza altro saperne. <\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Cattivo da parecchi mesi, avveniva che aggirandosi un di per il corridoio mentre gli si spazzava la segreta, adocchiasse tra molte vecchie masserizie accatastate in un canto del palco un grosso e lungo chiavistello. Lieto di quella scoperta pi\u00f9 che veduto avesse rilucer gemma nello sterquilinio, giacch\u00e8 ben avvedevasi che potea divenire in sua mano il chiavistello, di soppiatto impadronivasene, e sotto la vesta nella segreta recandolo, lo mutava, dopo molto e molto averlo arrotato, in un perfetto spuntone, col quale cautamente, e sotto il letto, incominciava a logorar i panconi del solaio, per indi calarsi col mezzo delle lenzuole nella sottoposta camera del segretario degli <em>inquisitori di Stato<\/em>, e per di l\u00e0 fuggirsene. <\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Correva allora inverno fitto, e perci\u00f2 in quei luoghi di perdizione mancava quasi affatto la luce per bene progredire nell&#8217;opera, e per condurla ad effetto. <strong>Casanova<\/strong> se ne accorgeva, e destinando all&#8217;ufficio di lucerna un tegame, facendo lucignoli colla bambagia del coltrone, traendo l&#8217;esca dal proprio abito, che per usarsi allora di seta, andavano tutti sotto le ascelle d&#8217;esca imbottiti, affinch\u00e8 il sudore non avesse danneggiato la seta, rivolgendo a focile la fibbia delle brache, e suscitando finalmente con essa la scintilla da una pietra focaia, chiesta sotto color di farmaco al bonario carceriere, provvedeva col risparmio dell&#8217;olio della insalata al difetto di quello, e caldamente attendeva alla impresa. <\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per\u00f2 tanti ingegni, tante fatiche andavano a vuoto ad un tratto. Imperocch\u00e8, volendo gli <em>Inquisitori di Stato<\/em> addolcire la sorte del prigioniero, disponendo ch&#8217;egli fosse passato in una delle segrete ad oriente, accadeva che il carceriere giungendo sopra il <strong>Casanova<\/strong>, in ora insolita e all&#8217;improvviso, scoprisse l&#8217;artificiosa lucerna, e l&#8217;opera tutta per la macchinata fuga. A quella veduta infuriava diabolicamente il custode; ed or in cagnesco, or piagnoloso aspramente garriva <strong>Casanova<\/strong>, rimbrottandogli di averlo colla numerosa sua figliuolanza mandato per sempre in sterminio: ma <strong>Casanova<\/strong>, fatta faccia tosta, gli rispondeva, considerar dovesse piuttosto s\u00e9 stesso come il solo colpevole, mentre involontariamente gli aveva porto i mezzi tutti atti ad agevolargli la uscita, minacciandolo che se ardito avesse fiatare, egli medesimo lo avrebbe accusato siccome suo complice al <em>segretario degli Inquisitori<\/em>. <\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"> A quelle proteste del destro si perdeva il cuore al gaglioffo; laonde promettendo silenzio inviolabile, ed altrettanto implorando da <strong>Casanova<\/strong>, chetamente eseguiva gli ordini del magistrato. Passava dunque il prigioniero nella nuova segreta, e vi passava col fedele spuntone: ma, fosse che il carceriere avesse propalato alcun che della scoperta macchinazione, o fosse spontanea ordinanza degli <em>Inquisitori<\/em>, da quel giorno in poi erano quotidianamente esaminati e battuti con una barra i canti tutti della segreta per accertarsi della intangibilit\u00e0 di essi, costituendosi inoltre artificiosamente con <strong>Casanova<\/strong> prigioniero un <strong>Soradacci<\/strong>, grande spione di quei tempi, affinch\u00e9 d&#8217;occhio lo tenesse: inutile pertanto si rendeva il possesso dello spuntone. <\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"> Non si scoraggiava per\u00f2 il mariolo, e quindi intento sempre alla sospirata fuga, gli sembrava di esser gi\u00e0 bello e libero nel d\u00ec in cui scartabellando un libro avuto dal guardiano rinveniva in esso una scritta di altro sciagurato, che da pi\u00f9 e pi\u00f9 anni col\u00e0 vedeva il sole a scacchi, nella quale gli manifestava la brama di darsi pur esso alla fuga. <\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Era colui Padre <strong>Marin Balbi<\/strong> uomo quanto di costumi corrotti e di perduta fama, altrettanto d&#8217;animo forte e risoluto, perci\u00f2 per <strong>Casanova<\/strong> mirabilmente adatto. Detto fatto, inviava quest&#8217;ultimo all&#8217;altro temerario, acconciato entro la coperta di una bibbia in foglio, il famoso spuntone, e glielo mandava unitamente all&#8217;istruzione di operar con quello in modo che, pertugiato il cielo della propria segreta, dovesse recarsi sopra quello della sua a fare altrettanto per indi insieme involarsi. <\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E gi\u00e0 dava mano il Padre <strong>Balbi<\/strong> accortamente al lavoro, e si arrabattava, mentre <strong>Casanova<\/strong> intendeva a non meno difficile impresa, a disporre cio\u00e8 al grande avvenimento lo spione <strong>Soradacci<\/strong>, il quale era insigne graffiasanti, oltrech\u00e9 vile e beone. Andava pertanto <strong>Casanova<\/strong> mescendogli di continuo e con profusione, e in pari tempo gli bisbigliava, come il pietoso cielo non lo voleva pi\u00f9 carcerato; sapere che un angelo calerebbe a salvarlo; sapere, che <strong>Soradacci<\/strong> in capo a tre giorni sarebbe uscito di vita se osato avesse palesar quell&#8217;arcano: giurasse quindi, e la spia (certamente pi\u00f9 per essere avvinazzata, che per credere alle parole del furbo) giurava, di tenere occulta per sempre la miracolosa avventura. <\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Stabilite in questo modo le cose, giungeva finalmente il giorno della discesa del Padre <strong>Balbi<\/strong>, onde <strong>Casanova<\/strong>, che ne era stato avvertito, si affrettava di versare nel gorgozzule di <strong>Soradacci<\/strong> quanto vino avea sino all&#8217;ultima stilla, di maniera che non era colui certamente in stato di por mente al picchiare e al ripicchiare dello spuntone, n\u00e9 capace di scernere se il Padre <strong>Balbi<\/strong>, gi\u00e0 felicemente calato nella segreta, uom fosse o veramente angelo. <\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nientedimeno a cenno imperioso di <strong>Casanova<\/strong> si prestava <strong>Soradacci<\/strong> a levar con le forbici si a lui che al compagno suo la barba, che per la prigionia lunga avevano essi fuor d&#8217;ordinario velloso il mento, per quindi sola, attornita e scornacchiata rimanersi nella carcere la spia, mentre gli audaci, nel silenzio della notte, andando branciconi per il tetto del palazzo, correndo mille rischi, e operando collo spuntone meraviglie di rotture di chiusi e d&#8217;imposte, uscivano gi\u00e0 sul far dell&#8217;alba di cattivit\u00e0, e indi a poco, non richiedendosi allor passaporti, anche dallo Stato. (1)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"> (1) FABIO MUTINELLI. Annali Urbani di Venezia. (Venezia 1841) <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La fuga del Casanova dai Piombi, da un racconto di Fabio Mutinelli (1841) Jacopo Casanova, uomo di dottrina bastante, di grandi imprese, di curiosi successi, ma rotto al vizio, riottoso, audace ed ingrato, uomo in somma che per essere stato un furbo in chermis\u00ec e nulla pi\u00f9, non avrebbe titolo certamente a ricordanza, n\u00e8 a [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":51238,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"ngg_post_thumbnail":0,"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_feature_clip_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","default_image_id":0,"font":"","enabled":false},"version":2},"jetpack_post_was_ever_published":false},"categories":[2788,1718,939],"tags":[2870,673,140,2623,2619],"class_list":["post-50492","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","category-storie-e-leggende","category-palazzo-ducale","category-personaggi","tag-https-www-conoscerevenezia-it-p50492","tag-parrocchia-di-san-moise","tag-sestiere-di-san-marco","tag-venezia","tag-venice"],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/www.conoscerevenezia.it\/wp-content\/uploads\/2019\/12\/DSC_6440.jpg","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.conoscerevenezia.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/50492","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.conoscerevenezia.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.conoscerevenezia.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.conoscerevenezia.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.conoscerevenezia.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=50492"}],"version-history":[{"count":13,"href":"https:\/\/www.conoscerevenezia.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/50492\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":51906,"href":"https:\/\/www.conoscerevenezia.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/50492\/revisions\/51906"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.conoscerevenezia.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/51238"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.conoscerevenezia.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=50492"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.conoscerevenezia.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=50492"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.conoscerevenezia.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=50492"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}