{"id":50396,"date":"2020-10-05T05:51:51","date_gmt":"2020-10-05T05:51:51","guid":{"rendered":"https:\/\/www.conoscerevenezia.it\/?p=50396"},"modified":"2024-02-01T14:11:57","modified_gmt":"2024-02-01T14:11:57","slug":"il-vino-a-venezia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.conoscerevenezia.it\/?p=50396","title":{"rendered":"Il vino a Venezia"},"content":{"rendered":"\n<h3>Il vino a Venezia<\/h3>\n<p style=\"text-align: justify;\">In un antico libro di &#8220;<em>Deliberazioni<\/em>&#8221; del Maggior Consiglio, conservato nel nostro <em>Archivio di Stato<\/em>, si trova trascritto a margine, forse da qualche segretario per ingannare il tempo di una noiosa discussione del Consiglio, uno dei pi\u00f9 vecchi brindisi veneziani che suona:<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><em>Chi ben beve ben dorme\u00a0<\/em><\/br>\n<em> Chi ben dorme mal no pensa\u00a0<\/em><\/br> <em> Chi mal no pensa mal no fa <\/em><\/br> <em>Chi mal no fa in Paradiso va\u00a0 <\/em><\/br> <em>Ora ben bev\u00e8 che Paradiso aver\u00e8<\/em>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La gioconda filosofia dell&#8217;ignoto trascrittore cominciava gi\u00e0 da quell&#8217;epoca a diffondersi a Venezia, dove alle prime locande del duecento si erano aggiunte numerose osterie e pi\u00f9 numerose vendite di vino al minuto chiamate &#8220;<em>magazzeni, bastioni, malvasie<\/em>&#8221; sotto la vigilanza degli ufficiali della <em>Giustizia vechia<\/em>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Pi\u00f9 che altrove a San Marco e a Rialto, i due centri principali della vita cittadina, si trovavano osterie e magazzini, propriet\u00e0 di patrizi e di conventi, i cui conduttori dovevano essere approvati dai deputati del <em>Maggior Consiglio<\/em>. A Rialto l&#8217;osteria della &#8220;<em>Scimia<\/em>&#8221; era delle monache di <em>San Lorenzo<\/em>, quella del &#8220;<em>Sole<\/em>&#8221; apparteneva al convento di <em>San Servolo<\/em> e l&#8217;altra del &#8220;<em>Mellone<\/em>&#8221; ai frati di <em>San Giorgio Maggiore<\/em>, mentre le tre osterie al <em>Ponte de la Pagia<\/em> all&#8217;insegna della &#8220;<em>Serpa<\/em>&#8221; della &#8220;<em>Stella<\/em>&#8221; e della &#8220;<em>Corona<\/em>&#8221; erano della famiglia <strong>Foscari<\/strong>; l&#8217;osteria a Rialto chiamata della &#8220;<em>Campana<\/em>&#8221; dei <strong>Sanudo<\/strong> e molte altre appartenevano ai <strong>Contarini<\/strong>, ai <strong>Malipiero<\/strong> e ai <strong>Morosini<\/strong> di <em>Santa Maria Formosa<\/em>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In piazza San Marco stavano le osterie del &#8220;<em>Cappello nero<\/em>&#8221; e del &#8220;<em>Salvadego<\/em>&#8220;, della prima si vede l&#8217;insegna appesa alle procuratie nel celebre dipinto &#8220;<em>La processione della Croce<\/em>&#8221; di <strong>Gentile Bellini<\/strong>, della seconda si ha memoria fin dal 1312 nel Capitolare dei procuratori &#8220;<em>de supra<\/em>&#8220;. Presso il <em>Ponte di Rialto<\/em> &#8220;<em>da la parte della Dogana de terra<\/em>&#8220;, oggi <em>Fondamenta del Vin<\/em>, c&#8217;erano le osterie del &#8220;<em>Bo<\/em>&#8220;, della &#8220;<em>Torre<\/em>&#8220;, della &#8220;<em>Cicogna<\/em>&#8220;, della &#8220;<em>Donzella<\/em>&#8221; e quella dello &#8220;<em>Sturion<\/em>&#8221; che dette il nome alla calle e la cui insegna il <strong>Carpaccio<\/strong> ritrasse nella splendida tela &#8220;<em>Il Patriarca di Grado che guarisce un infermo<\/em>&#8220;, dove appare la caratteristica veduta del Canal Grande a Rialto, il centro vivo a famoso degli affari e dei traffici veneziani.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nella sola <em>Calle de le Locande<\/em> a <em>San Paterniano<\/em> esistevano tre frequentate osterie all&#8217;insegna delle &#8220;<em>Tre chiavi<\/em>&#8220;, delle &#8220;<em>Tre rose<\/em>&#8221; e dei &#8220;<em>Tre visi<\/em>&#8220;, per\u00f2 sembra avessero una gran cattiva fama se una vecchia legge proibiva a queste tre osterie di tenere &#8220;<em>zoveni di bell&#8217;aspetto et fantesche di una et\u00e0 minore de li anni quaranta<\/em>&#8220;.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma per &#8220;<em>la bella bevuta de chi ben beve ben dorme<\/em>&#8220;, cui fin dal Quattrocento i veneziani erano proclivi sebbene senza esagerazione, pi\u00f9 che le osterie erano frequentati &#8220;<em>li magazeni, li bastioni e le malvasie<\/em>&#8221; che avevano vino buono, genuino, nostrano e navigato e non vendevano che vino al minuto con soli biscotti e ciambelle. Avevano gran rinomanza per i buoni bevitori, dice il <strong>Grandenigo<\/strong> nei suoi &#8220;<em>Commemoriali<\/em>&#8221; le caneve &#8220;<em>ossiano magazeni situati a San Girolamo, alla Ca&#8217; d&#8217;oro a Santa Sofia et ali Incurabili. Per altro la botte pi\u00f9 grande attenente a simili magazeni era nel magazeno a San Zanipolo perch\u00e9 conteneva assai pi\u00f9 di bigonzi ventitre e secchi tredici di vino<\/em>&#8220;, circa quattromila litri.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I &#8220;<em>Bastioni<\/em>&#8221; erano magazzeni pi\u00f9 grandi e nel seicento quello di San Martino era il pi\u00f9 noto perch\u00e9 aveva tutta la clientela dell&#8217;Arsenale: il proprietario <strong>Marco Grandi<\/strong> regalava ai suoi avventori due litri di vino ogni anno nel giorno di Natale, precorrendo l&#8217;uso delle regalie che i mercanti veneziani davano ai loro clienti due volte all&#8217;anno, Natale e Pasqua, tradizione durata fin quasi alla fine del secolo scorso.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma dove si beveva del vino ottimo, famoso vino navigato, era nelle &#8220;<em>Malvasie<\/em>&#8221; vino che veniva dalla <em>Morea<\/em>, la pi\u00f9 grande delle Isole Ionie, e che aveva il nome dai vigneti celebri che circondavano la citt\u00e0 di <em>Malvasia<\/em>. Nelle spese pubbliche della repubblica registrate presso il Magistrato delle &#8220;<em>Rason vechie<\/em>&#8221; che di questo vino con relativi biscottini, i quarantuno elettori del doge confortavano due volte al giorno la loro clausura, e la malvasia si usava anche nel sacrificio della messa. Nel Settecento erano celebri le malvasie di <em>San Fantino<\/em>, di <em>San Giuliano<\/em>, di <em>San Polo<\/em>, di <em>Santa Maria Formosa<\/em> dove si vendevano tutte e tre la qualit\u00e0 &#8220;<em>la dolce, la tonda e la garba<\/em>&#8220;. (1)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">(1) Giovanni Malgarotto. IL GAZZETTINO, 18 dicembre 1929.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify; font-size: x-small;\">Dall&#8217;alto in basso, da sinistra a destra:<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il vino a Venezia In un antico libro di &#8220;Deliberazioni&#8221; del Maggior Consiglio, conservato nel nostro Archivio di Stato, si trova trascritto a margine, forse da qualche segretario per ingannare il tempo di una noiosa discussione del Consiglio, uno dei pi\u00f9 vecchi brindisi veneziani che suona: Chi ben beve ben dorme\u00a0 Chi ben dorme mal [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":62597,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"ngg_post_thumbnail":0,"footnotes":""},"categories":[2788,4335,2948],"tags":[2872,2623,2619],"class_list":["post-50396","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","category-storie-e-leggende","category-giovanni-malgarotto","category-osti-e-caneveri","tag-https-www-conoscerevenezia-it-p50396","tag-venezia","tag-venice"],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/www.conoscerevenezia.it\/wp-content\/uploads\/2020\/09\/DSC_4260.jpg","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.conoscerevenezia.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/50396","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.conoscerevenezia.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.conoscerevenezia.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.conoscerevenezia.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.conoscerevenezia.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=50396"}],"version-history":[{"count":8,"href":"https:\/\/www.conoscerevenezia.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/50396\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":61898,"href":"https:\/\/www.conoscerevenezia.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/50396\/revisions\/61898"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.conoscerevenezia.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/62597"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.conoscerevenezia.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=50396"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.conoscerevenezia.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=50396"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.conoscerevenezia.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=50396"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}