{"id":50242,"date":"2019-12-07T06:52:18","date_gmt":"2019-12-07T06:52:18","guid":{"rendered":"https:\/\/www.conoscerevenezia.it\/?p=50242"},"modified":"2024-02-02T13:44:48","modified_gmt":"2024-02-02T13:44:48","slug":"la-giustizia-a-venezia-i-richiami-verbali-bonari","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.conoscerevenezia.it\/?p=50242","title":{"rendered":"La giustizia a Venezia; i richiami verbali &#8220;bonari&#8221;"},"content":{"rendered":"<h3>La giustizia a Venezia; i richiami verbali &#8220;bonari&#8221;<\/h3>\n<p style=\"text-align: justify;\">Era pratica consueta, durante la Repubblica, l&#8217;uso del richiamo verbale da parte delle diverse magistrature, ciascuna per il suo ramo di competenza. Quando il reato era tale da non doversi instaurare un processo, o si trattava di prevenire un reato, il presunto colpevole veniva invitato a Palazzo Ducale al cospetto dei magistrati e qui riceveva un richiamo verbale &#8220;bonario&#8221;. Era un forma di suggerimento, di consiglio, che per\u00f2 non ammetteva repliche, e che i destinatari di tali avvertimenti mettevano subito in pratica. Il <strong>Sanudo<\/strong> nei suoi <em>Diari<\/em> racconta diversi casi di questi suggerimenti &#8220;bonari&#8221;.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Alla festa data dagli <em>Immortali<\/em> della <em>Compagnia della Calza<\/em>, il 12 febbraio 1510, in palazzo Pesaro a <em>San Benedetto<\/em>, dopo la recita del &#8220;<em>Soldato millantatore<\/em>&#8221; di <strong>Plauto<\/strong>, comparve sulla scena <strong>Zanipolo<\/strong> (un comico) tra le risa generali, vestito da monaca e cominci\u00f2 a cantare tra le pi\u00f9 strane contorsioni una canzone ironica sulle suore di Sant&#8217;Andrea. E la canzone continu\u00f2 tra le pi\u00f9 grasse risate. La mattina seguente il buffone <strong>Zanipolo<\/strong> venne chiamato all&#8217;<em>Avogaria<\/em> e dall&#8217;avogador sier <strong>Antonio Bragadin<\/strong> si sent\u00ec subito dire: &#8220;<em>Ieri sera a c\u00e0 Pesaro hav\u00e8 molto stonado, et el Consiglio di Diese ha pens\u00e0 ben mandarve in campagna curar la voxe per tre anni. Have capio?<\/em>&#8220;. <strong>Zanipolo<\/strong> aveva capito benissimo e nella stessa giornata, raccolte le sue robe, prese una barca per Fusina e si rec\u00f2 a <em>Montagnana<\/em>. (1)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Marco Visin<\/strong> era un costruttore di carrozze della contrada di San Samuele che nel 1778 costru\u00ec per sier <strong>Leonardo Dolfin<\/strong> della contrada di San Pantaleone, detto <em>caregheta<\/em> per il suo umor chiacchierino, podest\u00e0 e capitano di Brescia, la pi\u00f9 bella e la pi\u00f9 ricca carrozza della citt\u00e0. I <em>Provveditori alle Pompe<\/em> in base ad una vecchia legge del 1562 contro il lusso &#8220;<em>de li cocchi, cocchiesse et carrette<\/em>&#8221; minacciando il patrizio di applicare le multe e le pene sancite in quel decreto, ma quasi convinti di nulla ottenere, fecero chiamare dagli <em>Inquisitori<\/em> <strong>Marco Visin<\/strong> di <em>Calle de le Carozze<\/em>. Corse il <strong>Visin<\/strong> a Palazzo e sier <strong>Marin Garzoni<\/strong>, uomo di poche parole, gli disse subito: &#8220;<em>Vu costru\u00ec carozze?<\/em>&#8220;- &#8220;Si, exelenza!&#8221; &#8211; &#8220;<em>Ben, vu segretario lez\u00e8 la parte de li proveditori a le pompe<\/em>&#8220;. E dopo letta la legge dei <em>Provveditori alla Pompe<\/em>, l&#8217;<em>Inquisitore<\/em> ordin\u00f2 ad un fante di far uscire il <strong>Visin<\/strong> dal Palazzo non prima di avergli mostrato la <em>sala del tormento<\/em>. <strong>Marco Visin<\/strong> pieno di spavento corse subito a rifugiarsi nella sua bottega in <em>Calle de le Carozze<\/em>, e dopo tre giorni decise di chiuder bottega e ritirarsi in campagna. (2)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">(1) Giovanni Malgarotto. IL GAZZETTINO, 28 gennaio 1927.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">(2) Giovanni Malgarotto. IL GAZZETTINO, 14 ottobre 1926.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La giustizia a Venezia; i richiami verbali &#8220;bonari&#8221; Era pratica consueta, durante la Repubblica, l&#8217;uso del richiamo verbale da parte delle diverse magistrature, ciascuna per il suo ramo di competenza. 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