{"id":50193,"date":"2024-08-23T05:29:23","date_gmt":"2024-08-23T05:29:23","guid":{"rendered":"https:\/\/www.conoscerevenezia.it\/?p=50193"},"modified":"2025-04-20T12:12:30","modified_gmt":"2025-04-20T12:12:30","slug":"la-famiglia-longo-della-contrada-di-san-marziale-nel-sestiere-di-cannaregio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.conoscerevenezia.it\/?p=50193","title":{"rendered":"La famiglia e il palazzo Longo, a San Marziale, nel Sestiere di Cannaregio"},"content":{"rendered":"<h3>La famiglia e il palazzo Longo, a San Marziale, nel Sestiere di Cannaregio<\/h3>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sulla <em>Fondamenta della Misericordia<\/em> sorge il vecchio palazzo dei <strong>Longo<\/strong>, dalla bella facciata di stile gotico fiorito con ricchi elementi decorativi; splendido palazzo ai suoi tempi, oggi un gran parte devastato specialmente nel suo interno che eccelleva per ricchezza e buon gusto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La cronaca <strong>Savina<\/strong> afferma che i <strong>Longo<\/strong> venissero da Trieste, altri cronisti da Rimini nel 1043, ma tutti concordano col dire che nel 1381 furono ammessi al <em>Maggior Consiglio<\/em> per le molte benemerenze acquistate nella famosa guerra di Chioggia da un <strong>Nicol\u00f2<\/strong> che teneva spezeria a Rialto all&#8217;insegna della &#8220;<em>Colomba<\/em>&#8221; e nel suo commercio guadagnava tesori. Fu appunto al figlio di sier <strong>Nicol\u00f2<\/strong> che si deve la costruzione del palazzo nella <em>parrocchia di San Marziale<\/em>, volgarmente chiamata &#8220;<em>san Marzilian<\/em>&#8220;, sebbene i <strong>Longo<\/strong> da molti anni possedessero una casa in quella contrada ma non confacente alla nuova condizione nobiliare della famiglia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nella lunga e gloriosa storia della Repubblica il nome dei <strong>Longo<\/strong> s&#8217;incontra raramente; non si occupavano di politica e vivevano ritirati pur amando la patria di un amore ardente: uno solo tra loro pass\u00f2 alla storia con l&#8217;aureola di prode nell&#8217;armi e martire della fede.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Venezia nel 1470, era in guerra con la Turchia e il sultano <strong>Maometto<\/strong>, dopo aver preso qualche piccola isola ai veneziani, si disponeva ad assediare <em>Negroponte<\/em>, l&#8217;antica <em>Eubea<\/em>, da parecchi anni fiorente colonia di San Marco. La flotta turca era meravigliosa e <strong>Girolamo Longo<\/strong>, <em>sopracomito<\/em> della galera &#8220;<em>Teodora<\/em>&#8220;, veleggiando qualche tempo di conserva coi turchi, scriveva al fratello <strong>Andrea<\/strong>: &#8220;<em>Erano pi\u00f9 che quattrocento vele et il mar parea un bosco, questa a sentirla dire pare cosa incredibile, ma a vederla \u00e8 cosa stupenda. Non vi meravigliate che il Turco abbia fatto tanto adesso, perch\u00e9 sono diciasette anni fa ogni anno qualche cosa. Vogano benissimo ma con voga spessa, le loro galee non sono si buone come le nostre, ma le vele e tutte le altre cose mi parono migliori delle nostre, a penso che abbiano pi\u00f9 uomini sopra che non abbiamo noi<\/em>&#8220;.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Negroponte<\/em> fu presa dal Sultano, ma <strong>Nicol\u00f2 Canal<\/strong>, generale della flotta veneziana, per la cui colpa e per i mancamenti del quale era avvenuta la dolorosa perdita, form\u00f2 il disegno di riprenderla e dispose di darvi l&#8217;assalto da quattro parti, come narra la cronaca <strong>Malipiero<\/strong>, promettendo grosse ricompense ai primi quattro che avessero scalate le mura della citt\u00e0. Impresa fallita; il presidio turco forte di ventimila uomini, sconfisse i veneziani dopo accanito combattimento facendo parecchi prigionieri tra i quali <strong>Girolamo Longo<\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A <strong>Girolamo<\/strong>, uno dei pi\u00f9 arditi combattenti, fu promessa salva la vita ed onori se rinegasse la patria e abiurasse la fede, ma il prode non volle rispondendo al sultano: &#8220;<em><strong>Sono veneziano e sono cristiano!<\/strong><\/em>&#8221; e barbaramente venne impalato. Dove fosse sepolto nessuno lo seppe mai, ma in <em>chiesa di San Marziale<\/em> i parenti gli fecero solenni funerali ai quali intervenne la Signoria col vecchio doge <strong>Cristoforo Moro<\/strong>, fu messa una lapide nel secondo altare a destra dell&#8217;altare maggiore, sparita nel rifacimento secentesco della chiesa, e cos\u00ec con sier <strong>Girolamo<\/strong> fu chiusa la breve epopea della casa dei <strong>Longo<\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La famiglia parve quasi addormentarsi nel ricordo glorioso del defunto parente e per circa due secoli il nome dei <strong>Longo<\/strong> non appare in nessun documento veneziano, solo in un Codice della nostra <em>Marciana<\/em> si legge sotto la data del 1632 come: &#8220;<em>Antonio Longo quondam sier Lorenzo hebbe una stilettata da sier Piero Don\u00e0 fo de sier Polo, in parlatorio del convento di san Zaccaria, trovato a fenestra da donna Maria Don\u00e0 quondam Zuane dalle Toreselle, monaca sua morosa, tradito dal Longo<\/em>&#8220;. Quindici anni pi\u00f9 tardi, nel 1697, anche un <strong>Gaspare Longo<\/strong> venne ucciso in campo di santo Stefano &#8220;<em>per causa di giuco dal patrizio Michele Corner della contrada di san Mois\u00e8 in Frezzaria<\/em>&#8220;. L&#8217;uccisore si salv\u00f2 con la fuga ma dal <em>Consiglio dei Dieci<\/em> fu bandito in perpetuo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La famiglia <strong>Longo<\/strong> nei primi anni del settecento di divise in due rami: il ramo principale continu\u00f2 ad abitare nel vecchio palazzo a <em>San Marziale <\/em> dove si estinse nel 1812 in un tale <strong>Mattio<\/strong> <em>quondam<\/em> <strong>Angelo<\/strong>; il ramo cadetto invece comper\u00f2 una casa <em>sulle Zattere <\/em> e vi prese dimora, e alla caduta della Repubblica contava tra i suoi discendenti ben sette giovani patrizi dai quindici ai ventidue anni. (1)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">(1) Giovanni Malgarotto. IL GAZZETTINO, 11 giugno 1933.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La famiglia e il palazzo Longo, a San Marziale, nel Sestiere di Cannaregio Sulla Fondamenta della Misericordia sorge il vecchio palazzo dei Longo, dalla bella facciata di stile gotico fiorito con ricchi elementi decorativi; splendido palazzo ai suoi tempi, oggi un gran parte devastato specialmente nel suo interno che eccelleva per ricchezza e buon gusto. 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