{"id":50105,"date":"2019-11-15T05:48:42","date_gmt":"2019-11-15T05:48:42","guid":{"rendered":"https:\/\/www.conoscerevenezia.it\/?p=50105"},"modified":"2024-02-02T13:54:40","modified_gmt":"2024-02-02T13:54:40","slug":"la-bella-marina-querini-benzon-da-san-beneto-detta-la-biondina-in-gondoleta","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.conoscerevenezia.it\/?p=50105","title":{"rendered":"La bella Marina Querini Benzoni da San Beneto, detta la &#8220;biondina in gondoleta&#8221;"},"content":{"rendered":"<h3>La bella Marina Querini Benzoni da San Beneto, detta la &#8220;<em>biondina in gondoleta<\/em>&#8220;<\/h3>\n<p style=\"text-align: justify;\">Famiglia antichissima di Crema, anzi una vecchia tradizione racconta che furono i <strong>Benzon<\/strong> tra i principali fondatori della citt\u00e0, ma venuti nelle lagune nel 1312 e pi\u00f9 tardi scritti al veneto patriziato per opera del doge <strong>Michele Steno<\/strong> non ebbero pi\u00f9 quel lustro e quella celebrit\u00e0 che avevano conquistato nella terra d&#8217;origine.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il loro palazzo sorgeva sul Canal Grande <em>contrada di San Benedetto<\/em>, volgarmente detta <em>Beneto<\/em>, e ci si andava per la <em>Calle Benzon<\/em> che ancora col suo nome la ricorda, palazzo che venne fino a noi, modificato in gran parte e celebre per il suo salotto letterario tra la fine del Settecento e i primi anni dell&#8217;Ottocento.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel 1426, dicono le cronache, un <strong>Giorgio Benzon<\/strong> venne assunto quale condottiere d&#8217;arme della Repubblica, ma non lasci\u00f2 traccia nella storia, e pass\u00f2 quasi inosservato pure combattendosi in quel tempo una guerra aspra e terribile contro il duca di Milano <strong>Filippo Maria Visconti<\/strong>, &#8220;<em>il quale ispirava all&#8217;imperio dell&#8217;Italia, disprezzava le rason divine et numane et occupava quel de altri con fraude et inganni<\/em>&#8220;. Dalla seconda met\u00e0 del secolo decimoquinto fino agli ultimi vent&#8217;anni del Settecento la famiglia <strong>Benzon<\/strong> appare raramente nelle vicende della Serenissima; un <strong>Zuane Battista<\/strong> governatore di galera, un <strong>Vettore<\/strong> <em>vescovo di Conegliano<\/em>, un <strong>Jacopo<\/strong> senatore, e qualche altro &#8220;<em>appartenente alla Quarantia civile o criminale<\/em>&#8221; vissero senza infamia e senza lode; buoni patrizi, amanti della patria, ma di carattere debole e di non troppo ingegno nelle pubbliche faccende.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Solo nel Settecento, negli ultimi anni, il nome dei <strong>Benzon<\/strong>, ebbe a Venezia una certa notoriet\u00e0, non bella per\u00f2, ma dati i tempi e la decadenza dei costumi, non del tutto antipatica, poich\u00e9 la persona che portava quel nome pecc\u00f2 pi\u00f9 che altro per il disprezzo delle convenienze, per l&#8217;esuberanza del carattere, per le impulsive passioni dell&#8217;anima.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Marina Querini<\/strong> figlia di <strong>Antonio<\/strong>, del ramo di <em>San Leonardo<\/em>, e di <strong>Matilde da Ponte<\/strong>, nacque nel 1757 a Corf\u00f9, dove il padre aveva un alto ufficio militare, e and\u00f2 sposa appena ventenne al patrizio <strong>Pietro Benzon<\/strong> di <em>San Benedetto<\/em>. Nella allegra vita veneziana <strong>Marina<\/strong> si lasci\u00f2 andare senza misura ai capricci amorosi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Era, come la madre, d&#8217;aspetto dignitoso e di alta statura, e a quanto scrive <strong>Jacopo Foscarini<\/strong> nelle sue <em>Memorie<\/em> formava uno strano contrasto con la bassa persona dell'&#8221;<em>eroico<\/em>&#8221; marito, piuttosto brutto e alquanto melenso. La carnagione aveva bianchissima, i capelli morbidi, abbondanti, di seta e d&#8217;oro; una espressione passionata e intensa spirava dagli occhi e dalla bocca ridente; <strong>Marina Benzon<\/strong> era bella di una bellezza sensuale che colpiva di ammirazione e di desiderio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Venezia, il Canal Grande, la gondola componevano come una cornice incantevole ai suoi dolci amori, e ancora oggi, nelle serene notti veneziane si ripete il canto voluttuoso che <strong>Marina<\/strong> inspir\u00f2 al poeta <strong>Antonio Lamberti<\/strong> e posto in musica dal maestro <strong>Gian Simone Mayr<\/strong>:<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">&#8220;<em>La biondina in goldoleta<br \/>\nL&#8217;altra sera g\u00f2 men\u00e0<br \/>\nDal piaxer la povereta<br \/>\nLa s&#8217;\u00e0 in bota indormenz\u00e0<\/em>&#8220;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La canzonetta fece chiasso e crebbe la fama della bionda <strong>Benzon<\/strong>, che, unitamente ad alcune sue amiche al pari di lei spregiudicate in amore, veniva dal popolo colpita mordacemente, dal noto epigramma:<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">&#8220;<em>Chi che gera sula riva?<br \/>\nLucieta la bela,<br \/>\nLa sorda so sorela,<br \/>\nLa Trona, la Benzona<br \/>\ne qualche altra busarona<\/em>&#8220;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">le quali passeggiando al &#8220;<em>liston<\/em>&#8221; gettavano sguardi assassini, sorrisi, saluti. Con &#8220;<em>Lucieta la bela<\/em>&#8220;, si alludeva a Lucia, sposata clandestinamente a un patrizio <strong>Foscarini<\/strong>; &#8220;<em>so sorela sorda<\/em>&#8221; era la moglie di un conte <strong>Zanetti<\/strong>; la Tron la gaia <strong>Cecilia Zeno Tron<\/strong>, e la <strong>Benzona<\/strong> la bionda <strong>Marina<\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La <strong>Marina<\/strong> era avida di amore e di moltiplicare il piacere, la sua indole vivace non soffriva ritegni, &#8220;<em>cercando nel sentimento religioso il perdono alla calda sensualit\u00e0 del desiderio, mescolando la lasciva al rosario<\/em>&#8220;. La cattiva rinomanza delle dame veneziane del Settecento deriv\u00f2 in gran parte dalla libert\u00e0 di costumi e di linguaggio della <strong>Benzon<\/strong>, di <strong>Cecilia Tron<\/strong> e di altre cotali, che rifiutando maschere ipocrite non vollero imitare certe caute dame di altri paesi, che con lo stesso abbandono si davano agli stessi peccati, mantenendo sempre una ipocrita riservatezza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Cos\u00ec in Venezia appariva austera di aspetto e di costumi <strong>Giustiniana Winne<\/strong> amante di <strong>Andrea Memmo<\/strong>, di <strong>Giacomo Casanova<\/strong> e altri, cos\u00ec <strong>Ernestina di Weissenvolf<\/strong>, maritata <strong>Durazzo<\/strong>, amante di parecchi patrizi, cos\u00ec <strong>Isabella Teotochi Albrizzi<\/strong> che fino a sessant&#8217;anni ebbe molti adoratori, dei quali fu amante per pochi giorni e amica per tutta la vita. (1)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">(1) Giovanni Malgarotto. IL GAZZETTINO, 28 maggio 1933.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La bella Marina Querini Benzoni da San Beneto, detta la &#8220;biondina in gondoleta&#8220; Famiglia antichissima di Crema, anzi una vecchia tradizione racconta che furono i Benzon tra i principali fondatori della citt\u00e0, ma venuti nelle lagune nel 1312 e pi\u00f9 tardi scritti al veneto patriziato per opera del doge Michele Steno non ebbero pi\u00f9 quel [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":50112,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"ngg_post_thumbnail":0,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","default_image_id":0,"font":"","enabled":false},"version":2}},"categories":[2788,282,4335],"tags":[2834,332,140,2623,2619],"class_list":{"0":"post-50105","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-storie-e-leggende","8":"category-famiglia","9":"category-giovanni-malgarotto","10":"tag-https-www-conoscerevenezia-it-p50105","11":"tag-parrocchia-di-san-luca","12":"tag-sestiere-di-san-marco","13":"tag-venezia","14":"tag-venice"},"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/www.conoscerevenezia.it\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/DSC_0606m.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.conoscerevenezia.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/50105","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.conoscerevenezia.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.conoscerevenezia.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.conoscerevenezia.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.conoscerevenezia.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=50105"}],"version-history":[{"count":12,"href":"https:\/\/www.conoscerevenezia.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/50105\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":109678,"href":"https:\/\/www.conoscerevenezia.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/50105\/revisions\/109678"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.conoscerevenezia.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/50112"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.conoscerevenezia.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=50105"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.conoscerevenezia.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=50105"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.conoscerevenezia.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=50105"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}