{"id":49939,"date":"2019-11-04T06:19:30","date_gmt":"2019-11-04T06:19:30","guid":{"rendered":"https:\/\/www.conoscerevenezia.it\/?p=49939"},"modified":"2024-02-02T14:02:00","modified_gmt":"2024-02-02T14:02:00","slug":"domenico-gaffaro-parroco-di-san-basso-e-la-terribile-condanna-del-suo-servo-assassino","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.conoscerevenezia.it\/?p=49939","title":{"rendered":"Domenico Gaffaro parroco di San Basso e la terribile condanna del suo servo assassino"},"content":{"rendered":"<h3>Domenico Gaffaro parroco di San Basso e la terribile condanna del suo servo assassino<\/h3>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il noto ponte e la fondamenta omonima ai <em>Tolentini<\/em> traggono il nome da una famiglia <strong>Gaffaro<\/strong>, ricordata da un&#8217;epigrafe mortuaria della <em>Chiesa dei Carmini<\/em> e che aveva la casa sulla fondamenta.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Di tale famiglia usc\u00ec quel <strong>Domenico Gaffaro<\/strong>, prima <em>pievano di San Basso<\/em> e poi <em>vescovo di Eraclea<\/em>, il quale anche nel tempo della sua prelatura teneva casa in Venezia, e la notte del 26 novembre 1370 fu vittima di un selvaggio attentato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Egli teneva al suo servizio uno schiavo di nome <strong>Giovanni<\/strong>, del quale si fidava pienamente ignorandone la perversa indole. Ora costui, messosi d&#8217;accordo con un <strong>Pietro<\/strong> suo fratello, stabil\u00ec di uccidere il padrone per derubarlo, e in quella notte l&#8217;assal\u00ec nel sonno con un pugnale ferendolo gravemente alla gola e al petto. Quindi, credutolo morto, coll&#8217;aiuto del fratello invol\u00f2 danari e gli oggetti preziosi tentando di porsi in salvo con la fuga in una barca del padrone. Complice della trama era pure una schiava friulana di nome <strong>Caterina<\/strong> che il vile servo aveva corrotta con regali e con promessa di matrimonio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I tre fuggitivi vennero per\u00f2 ben tosto raggiunti e dopo avere fatto fra i tormenti piena confessione del loro delitto, andarono incontro a uno di quei terribili supplizi che i tempi consentivano e il grave reato giustificava.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Infatti <strong>Giovanni<\/strong> col banditore al fianco che ad alta voce ne gridava il delitto, per sentenza della <em>Quarantia criminale<\/em> del giorno successivo (la giustizia allora si spicciava assai presto) fu condotto sopra una chiatta fino a <em>Santa Croce<\/em>, quindi per terra alla casa del vescovo, dove ebbe amputata la destra. Di l\u00e0, con la mano appesa al collo, a <em>Rialto<\/em>, ove gli furono inferti quattro colpi di tanaglia infocata, uno per gamba e per braccio. Dopo ci\u00f2 venne tratto <em>fra le due colonne della Piazzetta<\/em>, ed ivi tormentato con altri quattro colpi di tenaglia; due sul petto e uno per ogni coscia, accoppato e finalmente messo a quarti che penzolarono per alcuni giorni dalle forche e quindi furono appesi a pubblico esempio nei soliti quattro luoghi, cio\u00e8, sulla via di <em>Chioggia<\/em>, di <em>Padova<\/em>, di <em>Mestre<\/em> e a <em>San Nicol\u00f2 di Lido<\/em>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Anche <strong>Pietro<\/strong> e <strong>Caterina<\/strong> dovettero seguire <strong>Giovanni<\/strong> in tutti i luoghi del supplizio, variando per\u00f2 la loro condanna in questo che il primo, senz&#8217;altri tormenti fu ucciso e squartato, e la seconda fu bollata e fuoco, mozza del naso e bandita.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Se poi il vescovo sia morto per le ferite riportate, non si sa con precisione; le <em>Raspe<\/em>, o registri della <em>Quarantia criminale<\/em>, dicono solo che esse furono &#8220;<em>cum periculo vitae<\/em>&#8220;. (1)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">(1) Giovanni Malgarotto. IL GAZZETTINO, 4 marzo 1924<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Domenico Gaffaro parroco di San Basso e la terribile condanna del suo servo assassino Il noto ponte e la fondamenta omonima ai Tolentini traggono il nome da una famiglia Gaffaro, ricordata da un&#8217;epigrafe mortuaria della Chiesa dei Carmini e che aveva la casa sulla fondamenta. 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