{"id":46959,"date":"2020-02-06T05:40:58","date_gmt":"2020-02-06T05:40:58","guid":{"rendered":"https:\/\/www.conoscerevenezia.it\/?p=46959"},"modified":"2024-02-02T07:29:18","modified_gmt":"2024-02-02T07:29:18","slug":"sier-lorenzo-marcello-della-contrada-dei-tolentini-e-il-doganiere-marcone","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.conoscerevenezia.it\/?p=46959","title":{"rendered":"Sier Lorenzo Marcello della contrada dei Tolentini, e il doganiere Marcone"},"content":{"rendered":"<h3>Sier Lorenzo Marcello della contrada dei Tolentini, e il doganiere Marcone<\/h3>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il 10 febbraio 1513 il vecchio patrizio <strong>Lorenzo Marcello<\/strong> quondam sier <strong>Bernardo<\/strong> della <em>contrada dei Tolentini<\/em> se ne ritornava con la sua barca da <em>Lizza Fusina<\/em> dove, poco lontano dalle foci del Brenta, possedeva una piccola villa. Era una giornata fredda; aveva nevicato tutta la notte e sulla laguna soffiava un forte vento di tramontava sotto un cielo di piombo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">All&#8217;altezza dell&#8217;<em>isola di San Giorgio in Alga<\/em> una barca della dogana avvicin\u00f2 quella del patrizio e interrogati i barcaioli se portassero merce sottoposta a dazio, questi risposero negativamente, ma gli sbirri vollero procedere alla solita visita e trovarono &#8220;<em>sotto alcuni zochi<\/em> (ceppi) <em>do baffe di porcho<\/em> (prosciutti) <em>et dita carne la tolsero<\/em>&#8220;. Il capo della barca doganiera, tale <strong>Marcone<\/strong>, si rivolse allora a sier <strong>Marcello<\/strong> che ben conosceva &#8220;<em>et volendo pegno per la multa li vuolse tuor el felze et lui pregando, era vecchio, nol lassasse discoperto disse daria pi\u00f9 presto la vesta, et cuss\u00ec ghe tolse la vesta cum pelo et lass\u00f2 venir a casa il povero vecchio senza vesta in zipon<\/em> (farsetto)&#8221;.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sier <strong>Lorenzo<\/strong> vi giunse tutto intirizzito, dovette subito porsi a letto e fu miracolo &#8220;<em>si non morite per fievre et gran catarro<\/em>&#8220;, ma contro la malattia vinse la robusta fibra del vecchio patrizio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Intanto casa <strong>Marcello<\/strong> port\u00f2 querela alla <em>Quarantia criminale<\/em> per il trattamento illegale e prepotente fatto dal <strong>Marcone<\/strong> e sier <strong>Francesco Orio<\/strong> <em>avogador di Comune<\/em> lo fece arrestare e chiudere nelle carceri del Palazzo Ducale. Fattogli il processo, chiamati i testimoni e birri e barcaiuoli, il <strong>Marcone<\/strong> fu condannato, ad essere frustato da San Marco a Rialto, esposto fino al tramonto di quel giorno in berlina tra le due colonne della Piazzetta e gli fu tolto per sempre l&#8217;impiego di doganiere.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il 23 febbraio doveva aver luogo l&#8217;esecuzione: il colpevole fu spogliato fino alla cintola e, tratto dal carcere, gli vennero legate le braccia e affidato al carnefice armato di uno staffile di cuoio e a due fanti del <em>Consiglio dei Dieci<\/em>. Attraversarono il cortile del Palazzo verso la <em>porta della Carta<\/em>, ma giunti &#8220;<em>sotto il portego de la chiesa di San Marco<\/em>&#8220;, l&#8217;ampio <em>porticato Foscari<\/em>, tre donne si scagliarono contro di loro &#8220;<em>con un pugnal per una contra li fanti et li fece tirar in drio et il boia si tir\u00f2 etiam in drio et le donne tai\u00f2 la corda e desligarono Marcone et fe&#8217; che lui coresse in chiesa<\/em>&#8220;. Fu una scena fulminea e quando i fanti e il boia si riebbero dalla sorpresa, le donne erano gi\u00e0 fuggite e il capo doganiere stava al sicuro in chiesa San Marco. Le tre donne erano la moglie di <strong>Marcone<\/strong> e due sue parenti che avevano voluto prender parte all&#8217;audace complotto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dice il <strong>Sanudo<\/strong> commentando il fatto: &#8220;<em>Cossa notanda et non pi\u00f9 seguita in questa serra, tuor uno di man da la justitia!<\/em>&#8220;. Ma due giorni dopo, una simile scena di ribellione si ripeteva in <em>Campo San Barnaba<\/em> dove i birri, mentre conducevano in prigione un tale che aveva questionato con un patrizio, sier <strong>Anzolo Venier<\/strong>, venivano assaliti da molte donne con graffi e morsi e dovettero mollare il prigioniero che prese la fuga verso <em>San Sebastiano<\/em>. Per\u00f2 si seppe che tanto nel primo caso quanto in questo secondo di <em>San Barnaba<\/em> le donne erano spalleggiate, incitate e protette da alcuni uomini che sembravano forestieri e che rimasero sconosciuti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il 28 febbraio si convoc\u00f2 l&#8217;urgenza il <em>Consiglio dei Dieci<\/em> e venne subito pubblicato un bando per la citt\u00e0: &#8220;<em>se quelle donne verano a nontiar quelli li anno dato aiuto et favor a far quello \u00e8 st\u00e0 facto siano libere et assolte, et non venendo nissun chi acuser\u00e0 habi taia di centa ducati<\/em>&#8220;. Due sole donne si presentarono dichiarando &#8220;<em>che quelli homeni erano foresti e digavano mal de li patrici<\/em>&#8220;, ma nessun li conosceva, n\u00e9 mai prima di allora erano stati veduti. Corse voce fossero emissari tedeschi mandati per sollevare il popolo, si cerc\u00f2 di scoprirli ma erano fuggiti come pure fuggito era il <strong>Marcone<\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il <em>Consiglio dei Dieci<\/em>, occupato nella famosa <em>Lega di Cambrai<\/em>, mise in tacere ogni cosa, tuttavia dette ordine ai <em>Signore di notte<\/em> di raddoppiare la vigilanza sui forestieri e ai Capi contrada di tener d&#8217;occhio le donne ribelli tutte ormai conosciute. (1)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">(1) Giovanni Malgarotto. IL GAZZETTINO, 24 ottobre 1928.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Sier Lorenzo Marcello della contrada dei Tolentini, e il doganiere Marcone Il 10 febbraio 1513 il vecchio patrizio Lorenzo Marcello quondam sier Bernardo della contrada dei Tolentini se ne ritornava con la sua barca da Lizza Fusina dove, poco lontano dalle foci del Brenta, possedeva una piccola villa. 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