{"id":4688,"date":"2016-05-15T19:34:54","date_gmt":"2016-05-15T19:34:54","guid":{"rendered":"http:\/\/www.conoscerevenezia.it\/?p=4688"},"modified":"2023-08-10T06:15:59","modified_gmt":"2023-08-10T06:15:59","slug":"palazzo-dario-a-san-gregorio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.conoscerevenezia.it\/?p=4688","title":{"rendered":"Palazzo Dario Barbaro a San Gregorio, nel Sestiere di Dorsoduro"},"content":{"rendered":"<h3>Palazzo Dario Barbaro a San Gregorio, nel Sestiere di Dorsoduro<\/h3>\n<p style=\"text-align: justify;\">Manca per questo palazzo ogni traccia positiva, onde illustrarlo, e l&#8217;epigrafe che si legge sulla base: <em>genio urbis Joannes Dario<\/em>, se non \u00e8 di inciampo, poca luce vi getta, ad essa unicamente avendo attinto fino ad ora le guide ogni possibile erudizione. Certo \u00e8 bens\u00ec che la fabbrica avr\u00e0 figurato un giorno completa secondo il disegno che ne fece <strong>Pietro Querena<\/strong> nipote a <strong>Lattanzio<\/strong>, e che ora si restringe ad una parte, essendone per\u00f2 ignota la causa. Infatti nell&#8217;atrio di ingresso verso la riva accennerebbero ad un&#8217;epoca antica di architettura le tre colonne superstiti di pietra d&#8217;Istria con capitelli gotici e due colonnette nel mezzo a cui \u00e8 di base l&#8217;anello della cisterna. Il nome poi sulla detta epigrafe, tanto potrebbe essere del fondatore, come di chi forse emendasse pi\u00f9 tardi le ingiurie del tempo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L&#8217;edificio \u00e8 tipo di leggiadria e di eleganza architettonica sul 1450 o in quel torno, poich\u00e9 a prima giunta si scorgono i primordi dell&#8217;arte e i primi tocchi del magistero lombardo, e nell&#8217;angolo del <em>rivo delle Torreselle<\/em> a sinistra pi\u00f9 rifulge il gusto dei tempi, vicini al risorgimento della buona architettura. Marmi finissimi ne rivestono il prospetto; nel primo ordine i medaglioni ornamentali appariscono quasi cammei incastonati in granito, in porfido, in verde antico, e sono ripetuti nell&#8217;intermezzo d&#8217;ogni ordine con variet\u00e0 e ricchezza maggiore di ornati. Nobile \u00e8 il disegno dei cerchi congegnati a mosaico, con ritondi a foggia di piccole nicchie. Nel terzo ordine spiccano poi quadrilateri come intaglio o smalto fiorito, e sotto i davanzali negli angoli del primo ordine risalta l&#8217;opera delle incassature di medaglioni di stile lombardesco a trafori, che si avvicina al di segno dei lavori etruschi. Peccato che il poggiolo con balaustrata di ferro sconci alquanto il prospetto e manchino ora i lapislazzuli che vi erano sparsi, e compievano la decorazione dei marmi! Dall&#8217;atrio si ha per due lati l&#8217;accesso agli appartamenti che sfoggiavano un tempo trabeazioni ricche d&#8217;oro com&#8217;\u00e8 fama fosse una camera bizzarramente coperta di rame in tre facciate, e la sala del primo piano avesse un cornicione gotico cordonato e di bellissimo intaglio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La Casa <strong>Dario<\/strong> oriunda di <em>Creta<\/em>, che apparteneva al distinto <em>Ordine dei Veneti Segretari<\/em>, di un antenato della quale si legge una lapide nella <em>chiesa degli Ognissanti<\/em>, aveva all&#8217;<em>Angelo Raffaele<\/em> la Casa Dominicale poco lungi dal <em>palazzo Minotto<\/em>. Della famiglia antica sussistono ancora pi\u00f9 rami nei <strong>Dario<\/strong> congiunti ed eredi dei <strong>Paulucci<\/strong>; abbiamo di questa Casa il notaio <strong>D. Luigi<\/strong>, e il vivente cavaliere <strong>Camillo<\/strong> conserva nel suo luogo di villeggiatura il ritratto di <strong>Giovanni Dario<\/strong>. Questi bench\u00e9 Segretario, con eccezione alla legge, nella gravit\u00e0 delle circostanze allora dello Stato, fu pure trascelto a sostenere le veci di <em>Bailo alla Sublime Porta<\/em>. E infatti la storia ci avvisa che dopo <strong>Paolo Barbarigo<\/strong> morto nel 1463, la Repubblica non mand\u00f2 pi\u00f9 <em>Baili a Costantinopoli<\/em> finch\u00e9 non segu\u00ec di nuovo la pace, cio\u00e8 per anni 44, onde mancava l&#8217;Ambasciatore quando <strong>Giovanni Dario<\/strong> si present\u00f2 col carattere di inviato speciale a patteggiare col Turco. Nei Diari del <strong>Malipiero<\/strong> riportasi quindi che fu eletto <em>Ambasciatore<\/em> <strong>Benedetto Trevisan<\/strong>, per ratificare, si dice, il trattato di pace concluso da <strong>Giovanni Dario<\/strong>. E il <strong>Sanuto<\/strong> ci conserv\u00f2 due lettere saporitissime dello stesso <strong>Dario<\/strong> che descrivono l&#8217;accoglienza da lui avuta alla <em>Corte Bizantina<\/em>. Pi\u00f9 storici lodano la prudenza, lo spirito e l&#8217;acume del ministro, e fra gli altri scrive il <strong>Malipiero<\/strong>, che la terra si chiama molto sodisfatta di lui, avendo concluso la pace col Turco, da cui fu regalato di tre vesti di drappo d&#8217;oro.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Fu signore di questa Casa dal 1838 al 1842 il chiarissimo <strong>Rawdon Brown<\/strong>, cotanto benemerito della storia veneta per avere pubblicato i dotti ragguagli sulla vita di <strong>Marin Sanuto<\/strong>, del quale Cronista regalava alla Marciana le preziose miscellanee autografe. Egli acquist\u00f2 il palazzo dal <em>marchese<\/em> <strong>Abdoil<\/strong>, mercadante armeno di diamanti, che trattava gli affari della <em>Sassonia<\/em> nel Veneto e lo aveva comperato dai Barbaro. Il <strong>Brown<\/strong> pose amor grande in questa dimora e la ristorava dai guasti, ne racconciava l&#8217;epigrafe, mutava la forma delle finestre ai canti della riva sul modello della mezza luna della <em>Sublime Porta<\/em>, e rimetteva pi\u00f9 ritondi sulla facciata, valendosi del magistero dell&#8217;abilissimo <strong>Spiera<\/strong>. Dopo di lui passava la fabbrica in propriet\u00e0 del co. <strong>Sigismondo Zichy<\/strong> e della di lui consorte <strong>Valeria<\/strong> <em>contessa<\/em> <strong>Kolowrat<\/strong>. Da questi si trasferiva il possesso nell&#8217;i. r. tenente <em>maresciallo<\/em> <strong>Nugent<\/strong>, morto non \u00e8 guari nonagenario, e da lui nei figli maschi, e nelle figlie altres\u00ec, principesse <strong>Strozzi<\/strong> e <strong>Pallavicini<\/strong>. Ora lo possede il Cons. <strong>Aulico<\/strong> co. <strong>Buol<\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questo palazzo \u00e8 storico ricordo della onorifica cessione di <em>Scutari<\/em> del 1477, quando il Pasci\u00e0, comparso con magnificenza in Senato, volle che seco lui propinasse in una sua coppa d&#8217;oro il <em>Doge<\/em> <strong>Giovanni Mocenigo<\/strong>, in un al fiore del patriziato. Coincidenza curiosa nella successione dei tempi! L&#8217;epigrafe sulla base, che in origine esprimeva un tributo di <strong>Giovanni Dario<\/strong> al genio dell&#8217;Adria, risalta adesso merce la storia come un omaggio che la patria allo stesso <strong>Dario<\/strong> consacra. (1)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>La presunta maledizione <\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La bellezza architettonica di <em>Ca&#8217; Dario<\/em> contrasta con la sua fama di palazzo maledetto, nomea conferitale dal tragico destino che ha accomunato molti dei suoi proprietari. Secondo una presunta maledizione che graverebbe sulla casa, infatti, i proprietari di <em>Ca&#8217; Dario<\/em> sarebbero destinati a finire sul lastrico o a morire di morte violenta.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Marietta<\/strong>, la figlia di <strong>Giovanni Dario<\/strong>, si suicid\u00f2 a seguito al tracollo finanziario del marito <strong>Vincenzo Barbaro<\/strong>, che mor\u00ec accoltellato. Tragica fine anche per il loro figlio <strong>Giacomo<\/strong>, che mor\u00ec in un agguato a Candia, nell&#8217;isola di Creta. Queste tre morti fecero scalpore fra i veneziani, che anagrammarono l&#8217;iscrizione posta sulla facciata, trasformandola da <strong>VRBIS GENIO IOANNES DARIVS a SVB RVINA INSIDIOSA GENERO<\/strong> (in latino, &#8220;<em>Io genero sotto una insidiosa rovina<\/em>&#8220;).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I discendenti della famiglia <strong>Barbaro<\/strong> ereditarono il palazzo fino all&#8217;inizio del XIX secolo, quando <strong>Alessandro Barbaro<\/strong> lo vendette ad <strong>Arbit Abdoll<\/strong>, un commerciante armeno di pietre preziose, che fece bancarotta poco dopo aver preso possesso della dimora. <strong>Abdoll<\/strong>, nel 1838, fu costretto a vendere <em>Ca&#8217; Dario<\/em> per 480 sterline all&#8217;inglese <strong>Rawdon Brown<\/strong>, il quale, a sua volta, lo rivendette quattro anni dopo per mancanza di denaro per ristrutturarlo. L&#8217;edificio venne poi acquistato da un conte ungherese e poi rivenduto a un ricco irlandese, tale signor <strong>Marshall<\/strong>, per essere comprato nel 1896 dalla <em>contessa<\/em> <strong>Isabelle Gontran de la Baume-Pluvinel<\/strong>, che lo fece restaurare, e dalla sua amica <strong>Augustine Bulteau<\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ospit\u00f2 il poeta francese <strong>Henri de R\u00e9gnier<\/strong>, invitato dalla contessa de la <strong>Baume-Pluvinel<\/strong>, finch\u00e9 una grave malattia ne interruppe i soggiorni veneziani. Nel dopoguerra <em>Ca&#8217; Dario<\/em> fu acquistata da <strong>Charles Briggs<\/strong>, un miliardario americano, che fu per\u00f2 costretto a fuggire da Venezia a causa delle continue voci sulla sua omosessualit\u00e0, rifugiandosi in Messico, dove il suo amante si suicid\u00f2.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Rimasta a lungo senza proprietario, nel 1964 fra i possibili acquirenti si fece avanti il <em>tenore<\/em> <strong>Mario Del Monaco<\/strong>, che per\u00f2 ruppe le trattative quando, mentre si stava recando a Venezia per ultimare i dettagli del contratto, rimase vittima di un grave incidente stradale che lo costrinse a una lunga riabilitazione e lo fece desistere dall&#8217;acquisto. Pochi anni dopo <em>Ca&#8217; Dario<\/em> venne acquistata dal conte torinese <strong>Filippo Giordano<\/strong> <em>delle Lanze<\/em>, il quale venne ucciso all&#8217;interno del palazzo, nel 1970, da un marinaio croato di nome <strong>Raul Blasich<\/strong>, con il quale intratteneva una relazione. <strong>Blasich<\/strong>, in seguito, fugg\u00ec a Londra, dove venne a sua volta assassinato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il palazzo venne poi acquistato da <strong>Christopher<\/strong> &#8220;<em>Kit<\/em>&#8221; <strong>Lambert<\/strong>, manager del complesso rock <em>The Who<\/em>, innamoratosi del suo aspetto romantico e malinconico. In tale ambiente la sua dipendenza dagli stupefacenti si aggrav\u00f2 a tal punto da minare, nel 1974, i suoi rapporti con la band, da causare il suo arresto per detenzione di droga e da favorire il suo tracollo finanziario. Pur sostenendo di non credere alla maledizione, Lambert aveva confidato ad alcuni amici di dormire nel chiosco dei gondolieri del vicino <em>Hotel Gritti<\/em> per \u00absfuggire ai fantasmi che nel Palazzo lo perseguitavano\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel 1978, tre anni prima della sua morte, <strong>Kit Lambert<\/strong> vendette <em>Ca&#8217; Dario<\/em> a un uomo d&#8217;affari veneziano, <strong>Fabrizio Ferrari<\/strong>, che vi si trasfer\u00ec con la sorella <strong>Nicoletta<\/strong>, la quale mor\u00ec in uno strano incidente stradale senza testimoni. <strong>Fabrizio Ferrari<\/strong>, dopo poco tempo, fu coinvolto in un crack finanziario e venne anche arrestato con l&#8217;accusa di aver picchiato una modella. Alla fine degli anni ottanta il palazzo venne acquistato dal finanziere <strong>Raul Gardini<\/strong>, intenzionato a farne dono alla figlia. Gardini, dopo una serie di rovesci economici e il coinvolgimento nello scandalo di Tangentopoli, si suicid\u00f2 nel 1993 in circostanze mai del tutto chiarite.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dopo la morte di <strong>Gardini<\/strong> nessuno volle pi\u00f9 comprare <em>Ca&#8217; Dario<\/em>, al punto che la prima societ\u00e0 di intermediazione che aveva ricevuto il mandato per la vendita si arrese e rimise l&#8217;incarico. Alla fine degli anni novanta il regista e attore <strong>Woody Allen<\/strong> pareva intenzionato all&#8217;acquisto dell&#8217;edificio, ma desistette. Nel 2002, una settimana dopo aver affittato <em>Ca&#8217; Dario<\/em> per una vacanza a Venezia, il bassista <strong>John Entwistle<\/strong> mor\u00ec di infarto. Nel 2006 la propriet\u00e0 pass\u00f2 a una societ\u00e0 americana in rappresentanza di un acquirente ignoto ed \u00e8 attualmente in fase di restauro. (2)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">(1) GIANJACOPO FONTANA. Cento palazzi fra i pi\u00f9 celebri di Venezia (Premiato Stabilimento Tipografico di P.Naratovich. 1865).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">(2) https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Ca%27_Dario<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Palazzo Dario Barbaro a San Gregorio, nel Sestiere di Dorsoduro Manca per questo palazzo ogni traccia positiva, onde illustrarlo, e l&#8217;epigrafe che si legge sulla base: genio urbis Joannes Dario, se non \u00e8 di inciampo, poca luce vi getta, ad essa unicamente avendo attinto fino ad ora le guide ogni possibile erudizione. Certo \u00e8 bens\u00ec [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":4689,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"ngg_post_thumbnail":0,"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_feature_clip_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","default_image_id":0,"font":"","enabled":false},"version":2},"jetpack_post_was_ever_published":false},"categories":[9],"tags":[505,1137,506,171],"class_list":{"0":"post-4688","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-palazzi","8":"tag-palazzo-dario","9":"tag-parrocchia-dei-gesuati","10":"tag-san-gregorio","11":"tag-sestiere-di-dorsoduro"},"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/www.conoscerevenezia.it\/wp-content\/uploads\/2016\/05\/Palazzo-Dario-San-Gregorio.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.conoscerevenezia.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/4688","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.conoscerevenezia.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.conoscerevenezia.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.conoscerevenezia.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.conoscerevenezia.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=4688"}],"version-history":[{"count":19,"href":"https:\/\/www.conoscerevenezia.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/4688\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":103013,"href":"https:\/\/www.conoscerevenezia.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/4688\/revisions\/103013"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.conoscerevenezia.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/4689"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.conoscerevenezia.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=4688"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.conoscerevenezia.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=4688"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.conoscerevenezia.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=4688"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}