{"id":46404,"date":"2019-05-19T04:29:35","date_gmt":"2019-05-19T04:29:35","guid":{"rendered":"https:\/\/www.conoscerevenezia.it\/?p=46404"},"modified":"2024-02-02T19:36:08","modified_gmt":"2024-02-02T19:36:08","slug":"la-terribile-profezia-della-distruzione-chioggia-nel-1519","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.conoscerevenezia.it\/?p=46404","title":{"rendered":"La terribile profezia della distruzione di Chioggia, nel 1519"},"content":{"rendered":"<h3>La terribile profezia della distruzione di Chioggia, nel 1519<\/h3>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il 12 aprile 1519 la barca del vescovo di Chioggia, &#8220;<em>reverendo domino Bernardo Venier da Piran<\/em>&#8220;, giungeva al Molo e ne scendeva il vescovo stesso. Entrando quasi di corsa in Palazzo Ducale, domandava affannoso immediata udienza alla Signoria per cosa di grande importanza, e la Signoria lo faceva subito entrare. Il doge, <strong>Leonardo Loredan<\/strong>, lo volle vicino a s\u00e9 e il vescovo allora con voce tremante cominci\u00f2 un suo strano racconto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel palazzo vescovile di Chioggia, da ben dieci giorni, &#8220;<em>uno certo spirito apparso<\/em>&#8221; prediceva il futuro, la citt\u00e0 ne era tutta spaventata e si parlava di abbandonarla, poich\u00e9 la sua distruzione pareva ormai cosa certa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">&#8220;<em>Serenissimo principe<\/em>, continu\u00f2 <strong>Bernardino Venier<\/strong>, <em>questa quaresima ha predicato a Chioza uno frate di san Francesco di nation dil Friuli, de&#8217; Savorgnani, li qual ha minazato molti chiozoti, non se remonando di peccati, di la punition di missier nostro Dio<\/em>&#8220;. Ed ora la punizione era annunciata: in una certa camera del Vescovado, dove dormivano due preti, si era udito, nel luned\u00ec dopo Pasqua, battere a pi\u00f9 riprese sotto il letto. Dapprima non si fece attenzione, ma continuando i colpi nei giorni successivi e sospettando &#8220;<em>che fussero spiriti si messone a sconzurarli<\/em>&#8220;, uno dei preti, tale <strong>Lodovico Tirante<\/strong>, dopo aver portato in camera un Cristo e due candele benedette, volle interrogare lo spirito chiedendogli: &#8220;<em>Si hera venuto li per dir ben, et lo spirito non bateva; si hera venuto per dir mal et lo spirito bateva forte<\/em>&#8220;. Gli si domand\u00f2: &#8220;<em>mal a Venetia?, Silenzio, Mal a Cioza? Bateva, Peste, fame guerra?, Silenzio. Aqua granda? e lu batteva; profundation de la citt\u00e0? e lu batteva forte<\/em>&#8220;.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Cos\u00ec, fra molte domande e molte battute, si giunse a capire che Chioggia doveva sprofondare sotto le acque la domenica del ventidue aprile di quello stesso anno per la espiazione di quattro suoi peccati: la bestemmia, l&#8217;incesto, il sacrilegio, la sodomia. Il povero vescovo, tremante di paura, raccontando piangeva, e la Signoria, confortandolo, lo fece accompagnare dal Patriarca perch\u00e9 anch&#8217;egli sentisse e giudicasse lo strano racconto<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Lo spavento a Chioggia era grandissimo. Racconta il <strong>Sanudo<\/strong> che molte donne da paura <em>&#8220;hanno disperso <\/em> (abortito) <em> ed altre sono fuzite<\/em>&#8220;; e gli uomini stessi alla terribile profezia che voleva distruggere Chioggia in quella domenica del 22 aprile 1519, ricorrevano alla fuga col pretesto di qualche affare. Nelle chiesa si pregava tutto il giorno e furono fatte processioni espiatorie, ma lo spavento cresceva coll&#8217;avvicinarsi della fatale domenica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Girolamo Barbarigo<\/strong>, podest\u00e0 di Chioggia, scriveva alla Signoria di obbligare il vescovo <strong>Bernardino Venier<\/strong> di rientrare in diocesi, poich\u00e9 la sua assenza faceva aumentare la paura. Il <em>Consiglio dei Dieci<\/em> chiamato il <strong>Venier<\/strong> gli dette ordine di ritornare a Chioggia, ma il vescovo rispose: &#8220;<em>Signori, meteme in preson se quello ve piase, ma non torner\u00f2 mai fino non passi domenega<\/em>&#8220;. E dinanzi a quel folle terrore anche il Consiglio sorrise.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il 21 aprile, di mattina, vigilia della catastrofe, giunse una lettera del podest\u00e0 diretta alla Signoria che annunciava &#8220;<em>haver scoperto la barbaria et trufa dil spirito che bateva<\/em>&#8220;. Il <strong>Barbarigo<\/strong>, andato due volte nella famosa camera del Vescovato, non aveva mai sentito nulla. Pose invece gli occhi sui due preti e interrogati partitamente, aveva rilevato contraddizioni, reticenze, incertezze.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Fatto subito arrestare uno di essi, <strong>Lodovico Tirante<\/strong>, e datogli qualche tratto di corda, egli confess\u00f2 tutto &#8220;<em>et come loro battevano, per far uno ziogo al vescovo, ma el ziogo era andato pi\u00f9 in l\u00e0 di la loro intentione faciendo gran rumore in la citt\u00e0<\/em>&#8220;.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L&#8217;altro prete era fuggito, il <strong>Sanudo<\/strong> conclude: &#8220;<em>A Chioza tutti adesso sono aliegri<\/em>&#8220;. (1)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">(1) Giovanni Malgarotto. IL GAZZETTINO, 15 novembre 1925.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La terribile profezia della distruzione di Chioggia, nel 1519 Il 12 aprile 1519 la barca del vescovo di Chioggia, &#8220;reverendo domino Bernardo Venier da Piran&#8220;, giungeva al Molo e ne scendeva il vescovo stesso. 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