{"id":46402,"date":"2019-05-18T05:09:53","date_gmt":"2019-05-18T05:09:53","guid":{"rendered":"https:\/\/www.conoscerevenezia.it\/?p=46402"},"modified":"2024-02-02T19:37:35","modified_gmt":"2024-02-02T19:37:35","slug":"le-pipe-di-terracotta-di-chioggia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.conoscerevenezia.it\/?p=46402","title":{"rendered":"Le pipe di terracotta di Chioggia"},"content":{"rendered":"<h3>Le pipe di terracotta di Chioggia<\/h3>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tra le molte relazioni di ministri della Repubblica presso nazioni straniere \u00e8 degna di nota quella del padovano <strong>Cesare Vignola<\/strong> nel 1764 ministro della Serenissima residente a Londra. Egli tutto osservava e tutto scriveva tanto che il 28 febbraio 1765 parla perfino di una nuova specie di creta con la quale si fabbricavano a Londra le pipe.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">&#8220;<em>Non ometto di gettar l&#8217;occhio sopra alcune di queste manifatture inglesi et per una combinazione mi venne fatto di vedere n\u00e9 giorni scorsi la Terra, e sia Creta, che qui adoperasi per fabbricar pipe. Nell&#8217;esaminarla non potei persuader me stesso che non se ne possa trovar di consimile negli Stati di Vostre Eccellenze e perci\u00f2 ne spediamo una Mostra a cotesto gravissimo Magistrato<\/em>&#8220;.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Difatti il <strong>Vignola<\/strong>, approfittando della partenza per Venezia di una nave inglese chiamata &#8220;<em>L&#8217;Imperatore romano<\/em>&#8220;, mandava una cassetta di quella creta speciale, aggiungendo che persona veneziana, allora di passaggio per Londra, si sarebbe assunta l&#8217;incarico di erigere nelle Lagune una grande fabbrica di pipe qualora si fosse trovata &#8220;<em>nel territorio veneto la materia prima necessaria<\/em>&#8220;. Ma a Chioggia (come narra il <strong>Dandolo<\/strong>) c&#8217;erano gi\u00f9 due fornaci di pipe: la terra cretosa veniva tolta da alcuni terreni della terraferma e le pipe chioggiotte avevano gi\u00e0 acquistato una certa rinomanza nella citt\u00e0 di Venezia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il 12 aprile giunse da Londra il famoso campione che venne subito recato ai cinque <em>Savi alla Mercanzia<\/em>, i quali esaminata la terra, decisero di mandarla al podest\u00e0 di Chioggia, sier <strong>Antonio Marcello<\/strong> di <em>San Tom\u00e0 al Traghetto<\/em>, e questi chiamati il &#8220;<em>Salinier<\/em>&#8221; (sovraintendente alle saline) <strong>Nicol\u00f2 Minio<\/strong> e tale <strong>Bepo Vianello<\/strong> detto &#8220;<em>Spavento<\/em>&#8221; di <em>Calle de la Madonna<\/em> e proprietario di una fornace, mostr\u00f2 loro la terra e ne chiese il parere. Fu nella stessa Podesteria sottoposta ad un esame pratico: una parte venne pestata e imbevuta d&#8217;acqua, e dopo si ebbe il responso di sier <strong>Minio<\/strong>, il <em>salinier<\/em>: &#8220;<em>L&#8217;\u00e8 pi\u00f9 bona la nostra<\/em>&#8220;, cui si aggiunse quella del <strong>Vianello<\/strong>: &#8220;<em>La nostra a ga meno caolini<\/em>&#8220;. E la nuova creta fu restituita ai cinque <em>Savi alla Mercanzia<\/em> accompagnata da una lettera del Podest\u00e0 che dichiarava migliore &#8220;<em>la terra da pipe adoperada da Chioggia<\/em>&#8220;. E cos\u00ec rimase a Chioggia il primato delle sue popolari pipe di creta (1)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Caratteristiche delle pipe di Chioggia sono i tre fori, anzich\u00e9 uno, tra il fornello e il tubicino portacanna, ed inoltre l\u2019assenza pressocch\u00e8 costante del marchio. La fabbricazione della pipa chioggiotta avveniva generalmente a mano: il <em>pip\u00e0ro<\/em> con tecniche tramandate di padre in figlio modellava l\u2019argilla con stampi in piombo entro tavolette di legno. L\u2019argilla veniva scavata sui greti del Po e con barche fluviali (<em>burci<\/em>) portata a Chioggia e quindi depurata. La lavorazione era rapida: posata l\u2019argilla nello stampo, tenuto fermo con una mano, con l\u2019altra si inserivano i due perni per ricavare il fornello e il foro portacanna. Tolta la pipa dallo stampo, la si faceva asciugare, si praticavano i fori alla base del fornello e si eliminavano le sbavature. Quindi si passava alla fase pi\u00f9 difficile, la cottura su appositi supporti, in un forno che poteva contenere ogni volta migliaia di pipe. Per fumare, come testimoniato in molte raffigurazioni di pescatori su <em>bragozzi<\/em> o intenti a rammendare le reti, si usavano come cannelli, rametti forati di marasca o marinella, ciliegio ancora presente allo stato semi-spontaneo lungo i litorali veneti, che donavano un effetto aromatico al fumo. Per accendere il fuoco, si utilizzavano acciarini in ferro, per ottenere le scintille, venivano sfregati con pietre focaie (selci), in genere provenienti dall\u2019altopiano veronese dei <em>Lessini<\/em>, che, anch\u2019esse, costituiscono, assieme alle pipe storiche in terracotta, frequenti rinvenimenti nel territorio lagunare. (2)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">(1) Giovanni Malgarotto. IL GAZZETTINO, 23 gennaio 1927.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">(2) <a href=\"https:\/\/www.gustotabacco.it\/storia\/252-pipe-terracotta\/\">https:\/\/www.gustotabacco.it\/storia\/252-pipe-terracotta\/<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Le pipe di terracotta di Chioggia Tra le molte relazioni di ministri della Repubblica presso nazioni straniere \u00e8 degna di nota quella del padovano Cesare Vignola nel 1764 ministro della Serenissima residente a Londra. 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