{"id":39915,"date":"2018-06-30T05:41:36","date_gmt":"2018-06-30T05:41:36","guid":{"rendered":"http:\/\/www.conoscerevenezia.it\/?p=39915"},"modified":"2026-01-12T13:13:05","modified_gmt":"2026-01-12T13:13:05","slug":"parrocchia-di-santa-maria-del-giglio-vulgo-santa-maria-zobenigo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.conoscerevenezia.it\/?p=39915","title":{"rendered":"Parrocchia di Santa Maria del Giglio vulgo Santa Maria Zobenigo"},"content":{"rendered":"<div data-zoom=\"https:\/\/www.conoscerevenezia.it\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/DSC_8632m-1-scaled.jpg\" class=\"zoom\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.conoscerevenezia.it\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/DSC_8632m-1-scaled.jpg\"><\/div>\n<p><em>Parrocchia di Santa Maria del Giglio vulgo Santa Maria Zobenigo dall&#8217;Iconografia delle trenta Parrocchie &#8211; Pubblicata da Giovanni Battista Paganuzzi. Venezia 1821<\/em><\/p>\n<h3>Parrocchia di Santa Maria del Giglio vulgo Santa Maria Zobenigo<\/h3>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Posizione<\/em> Contermina con le anzi descritte Parrocchie di San Marco, di San Luca e di San Stefano, e stendesi pure lungo il Canal Grande che la bagna al Sud.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Localit\u00e0<\/em> L\u2019isoletta su cui sorge la Chiesa, si chiamava Jubanico, forse a causa di una famiglia di questo nome ivi domiciliata.<\/p>\n<h4>Chiesa<\/h4>\n<p style=\"text-align: justify;\">Di epoca ignota, per\u00f2 dee rimontare al di l\u00e0 dell&#8217;anno 900; poich\u00e9 sappiamo che, intorno a quel tempo, il Doge <strong>Pietro Tribuno<\/strong>, della famiglia <strong>Memmo<\/strong>, eletto nell&#8217;888, fece costruire a difesa della Citt\u00e0 lunga muraglia, la quale, partendo dall&#8217;isola Olivolo ossia Castello, procedeva sino a Santa Maria Giubenico, ove si gettava una catena all\u2019opposta riva di San Gregorio, per chiudere con questo mezzo ai legni corsari l&#8217;ingresso nel Canal Grande.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le famiglie <strong>Giubenico<\/strong>, <strong>Erizzo<\/strong>, <strong>Barbarigo<\/strong>, <strong>Graziaboni<\/strong> e <strong>Semitccolo<\/strong>, concorsero al suo innalzamento. Preda delle fiamme nel 976, indi riedificata, sofferse altro incendio l&#8217;anno 1105: ricostruita di nuovo, si conserv\u00f2 sino al 1680. Allora minacciando crollare, venne rifabbricata nella forma attuale, a spese particolarmente del pievano <strong>Lodovico Baratti<\/strong>, e dei pi\u00f9 cospicui parrocchiani. <strong>Antonio Barbaro<\/strong> segnal\u00f2 in quella circostanza la propria generosit\u00e0 con l&#8217;esborso di 50 mila Ducati. Dopo quest&#8217;ultima riedificazione, fu consacrata, nella terza domenica di luglio l\u2019anno 1700, dal Patriarca di Venezia <strong>Giovanni Badoaro<\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Giuseppe Sardi<\/strong> ne fu l&#8217;architetto; l&#8217;interna disposizione \u00e8 regolare. L&#8217;altar maggiore, ed i laterali sono tutti di fini marmi, e decorati di buone pitture. L&#8217;esterno prospetto sente tutto il peso del cattivo gusto dominante alla fine del secolo XVII in cui fu eretto. Basti osservare, che le statue delle quali \u00e8 fregiato, rappresentano illustri personaggi con parrucca innanellata, e che nei piedestalli delle colonne, si scolpirono in rilievo le piante di alcune piazze forti. Sin dall&#8217;origine, fu sacra a Santa Maria Annunziata, e si chiamava Santa Maria del Giglio, ci\u00f2 essendo allusivo al Mistero dell&#8217;Annunziazione per la comparsa dell\u2019Angelo col Giglio in mano.<\/p>\n<h4>Parrocchia<\/h4>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00c8 una delle pi\u00f9 antiche della citt\u00e0: si annovera fra le cinque parrocchie matrici; pare che la sua istituzione sia contemporanea alla primitiva fabbrica della chiesa. Il suo circondario fu ampliato per la riforma del 1810: le si aggiunsero allora alcune frazioni di quelle di San Mois\u00e8, e di San Maurizio, e l\u2019intera parrocchia di San Fantino, tutte soppresse; come altres\u00ec una porzione della conservata parrocchia di Sant\u2019Angelo trasferita a quel tempo in San Stefano.<\/p>\n<h4>Chiese non ufficiate, soppresse o demolite<\/h4>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em><strong>San Fantino<\/strong><\/em>. Sussidiaria. Era parrocchiale, e fu soppressa, come si \u00e8 detto, all&#8217;epoca della mentovata concentrazione, al qual momento divenne sussidiaria. Questa chiesa venne fondata sin da remoti tempi; al principio del secolo XVI, fu nuovamente costrutta sopra modello della Scuola dei Lombardi. Nel 1564, <strong>J. Sansovino<\/strong> innalz\u00f2 la Maggior Cappella. il suo Prospetto \u00e8 semplicissimo, quanto elegante.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em><strong>Scuola di San Girolamo<\/strong><\/em> Presso la Chiesa di San Fantino era stabilita una Confraternita per l&#8217;assistenza di quegli infelici che, per i loro misfatti, devono subire la pena d&#8217;infame supplizio. Nei primordi, quella pia congregazione si chiamava Scuola di Santa Maria di Giustizia; riformata nel 1458, prese il titolo di San Girolamo, e si diceva Scuola della buona morte. Allora si eresse quell&#8217;Oratorio che sorge lateralmente al tempio di San Fantino, dappoi rinnovato con magnifico marmoreo Prospetto, sopra modello di <strong>Alessandro Vittoria<\/strong>, al principio del secolo XVII, e che comincia ad accennare la degradazione delle arti, tanto scadute all&#8217;occaso del secolo stesso. Soppressa nel 1807 quella pia unione, l&#8217;edificio fu destinato a scientifico-letterarie esercitazioni, e in esso risiede il Veneto Ateneo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em><strong>Scuola di San Gaetano<\/strong><\/em> Altro Oratorio sorgeva all&#8217;opposta parte, a San Gaetano intitolato, convertito presentemente in private abitazioni.<\/p>\n<h4>Localit\u00e0 meritevoli di particolare menzione.<\/h4>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em><strong>Palazzo Duodo ora Balbi-Valier<\/strong><\/em>. Sulla <em>Fondamenta Duodo<\/em>, laterale alla Chiesa di Santa Maria del Giglio, si innalza maestosamente questo palazzo, opera di semplice ed elegante struttura, molto pregevole anche per la interna disposizione: fu eretto dallo <strong>Scamozzi<\/strong> nel 1588.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em><strong>Corte Minelli<\/strong><\/em>. Trovasi questa corte sulla destra della Chiesa di San Fantino: la patrizia famiglia <strong>Giustinian-Recanati<\/strong> vi possiede uno stabile nel quale ebbe i natali quel <strong>Nicol\u00f2 Giustiniani<\/strong> che, nel secolo XII, con pontificio permesso, usci dal Chiostro di San Niccol\u00f2 del Lido, per unirsi ad <strong>Anna<\/strong> figlia del Doge <strong>Vitale II Michiel<\/strong>, all\u2019oggetto di dar successione a quella cospicua famiglia, della quale periti erano, nelle crociate, tutti gli illustri rampolli. Procreati alcuni figli, Nicol\u00f2 fece ritorno al suo chiostro: <strong>Anna<\/strong> pass\u00f2 a chiudersi in un Monastero di Sant&#8217;Ariano, isola di queste lagune. Nella casa medesima nacque pure <strong>Lorenzo Giustiniani<\/strong>, che ricevette il battesimo in San Fantino: egli fu il primo Patriarca di Venezia, a quella dignit\u00e0 innalzato nel 1451; poi ascritto in cielo fra i Santi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em><strong>Teatro La Fenice<\/strong><\/em>. <strong>Antonio Selva<\/strong>, architetto Veneziano, modell\u00f2 e fece erigere, per conto di una societ\u00e0, questo magnifico teatro intorno all&#8217;anno 1791. Nel 1792, ricorrendo la festivit\u00e0 dell\u2019Ascensione, fu aperto per la prima volta; e vi si diede il dramma intitolato : <em>I Giochi d\u2019Agrigento<\/em>, poesia del veneto patrizio <strong>Alessandro Popoli<\/strong>, musica di <strong>Giovanni Paisiello<\/strong>. Divorato dalle fiamme nel 13 dicembre 1836, fu ricostruito entro lo spazio di pochi mesi nella primiera forma, e con maggiore eleganza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em><strong>Teatro San Mois\u00e8<\/strong><\/em>. Piccolo Teatro esisteva nella <em>Corte del Teatro<\/em>, presso la <em>Calle Longa San Mois\u00e8<\/em>, il quale da pochi anni soppresso, ad altri usi fu convertito quel fabbricato. (1)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">(1) ANTONIO QUADRI. Descrizione topografica di Venezia e delle adiacenti lagune. Tipografia Giovanni Cecchini (Venezia, 1844)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Parrocchia di Santa Maria del Giglio vulgo Santa Maria Zobenigo dall&#8217;Iconografia delle trenta Parrocchie &#8211; Pubblicata da Giovanni Battista Paganuzzi. 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