{"id":39907,"date":"2018-06-02T05:22:22","date_gmt":"2018-06-02T05:22:22","guid":{"rendered":"http:\/\/www.conoscerevenezia.it\/?p=39907"},"modified":"2026-01-12T13:11:35","modified_gmt":"2026-01-12T13:11:35","slug":"parrocchia-di-san-stefano","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.conoscerevenezia.it\/?p=39907","title":{"rendered":"Parrocchia di San Stefano"},"content":{"rendered":"<div data-zoom=\"https:\/\/www.conoscerevenezia.it\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/DSC_8636m-1-scaled.jpg\" class=\"zoom\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.conoscerevenezia.it\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/DSC_8636m-1-scaled.jpg\"><\/div>\n<p><em>Parrocchia di San Stefano dall&#8217;Iconografia delle trenta Parrocchie &#8211; Pubblicata da Giovanni Battista Paganuzzi. Venezia 1821<\/em><\/p>\n<h3>Parrocchia di San Stefano<\/h3>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Posizione<\/em> Verso il centro della Citt\u00e0: confina al Sud, all\u2019Ovest, e al Nord con il Canal Grande, il quale descrive un arco che bagna tre lati di questo parrocchiale ricinto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Fondazione<\/em> Conviene distinguere la Parrocchia attuale dalla primitiva, di gi\u00e0 istituita nella chiesa a San Michele Arcangelo intitolata, e che, all&#8217;inizio dell&#8217;Ottocento, fu trasferita nella chiesa di Santo Stefano.<\/p>\n<h4>Chiese<\/h4>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Chiesa di Sant&#8217;Angelo<\/em> Sul <em>Campo Sant&#8217;Anzolo<\/em>, lungo la sponda del canale che lo costeggia, alzavasi un tempio. Eretto nel 920 dalle famiglie <strong>Morosini<\/strong>, <strong>Gamba<\/strong>, e <strong>Lupanica<\/strong>, fu dedicato a San Mauro: ristaurato poi, e ingrandito, prese nel 1069 il titolo di San Michele Arcangelo, volgarmente detto <em>Sant&#8217;Anzolo<\/em>. Conserv\u00f2 questa intitolazione anche dopo le rifabbriche del 1431 e del 1631, e sino alla sua secolarizzazione nel 1810 avvenuta. Nel 1837 fu demolito, e l\u2019area ove sorgeva, forma ora parte del mentovato <em>Campo Sant&#8217;Anzolo<\/em>. Una lapide innestata nel pavimento serba memoria del sito da questo sacro edificio occupato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Chiesa di Santo Stefano<\/em>. Una religiosa famiglia di Eremitani di Sant&#8217;Agostino, stabilita nel Cenobio di Sant&#8217;Anna presso l&#8217;isola di Castello, ceduto avendo ad alcune Monache Benedettine quella remota stanza, venne accasarsi nel circondario parrocchiale di San Michele Arcangelo di cui si \u00e8 detto. Qui appunto quei padri fondarono il convento, e la Chiesa a San stefano intitolata, la cui prima pietra si benedisse dal Vescovo di Castello <strong>Bortolammeo II Querini<\/strong>, nel giorno 7 giugno 1294.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tal fu l&#8217;origine di questo sacro edificio, dappoi magnificamente innalzato nelle forme architettoniche del Medio Evo, e a compimento condotto nel 1325. Il chiostro adiacente venne ricostruito, ed ampliato nel 1532 sopra modello di Fra <strong>Gabriele da Venezia<\/strong>. Cospicuissimi personaggi diedero lustro alla religiosa famiglia. Nel 1519 si raccolse in questo Convento il Concilio di tutto l\u2019ordine con intervento di 1100 Confratelli, i quali, sotto la presidenza del cardinale <strong>Egidio<\/strong>, crearono priore generale degli Agostiniani il padre <strong>Gabriele Avolta<\/strong>, veneziano.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Con il processo del tempo, ebbe la chiesa molti ristauri e ricche decorazioni. magnifica \u00e8 la maggior cappella; preziosi marmi, finissime sculture, eleganti tarsie, bronzi, e scelte pitture la rendono molto pregevole. Vi si ammirano mausolei, e monumenti innalzati ad uomini di chiaro ingegno. Si distinguono quelli eretti al celebre medico <strong>Suriani<\/strong>, all\u2019<strong>Alviano<\/strong>, che tanto ha figurato nella famosa guerra contro la Lega di Cambrai, a <strong>Domenico<\/strong> e <strong>Antonio Contarini<\/strong>, ornatissima tomba racchiude la salma del doge <strong>Francesco Morosini<\/strong>, il conquistatore di Atene e della Morea, Peloponnesiaco perci\u00f2 intitolato. Presso la minor porta si vede addossata alla parete del chiostro, ivi conterminante, un\u2019urna marmorea in cui riposano le ceneri dell\u2019intrepido doge <strong>Andrea Contarini<\/strong>, il quale, ottuagenario, conquise le forze dei Genovesi venuti nel 1579 a minacciare la capitale, riprese Chioggia, e disperse l\u2019oste nemica.<\/p>\n<h4>Parrocchia<\/h4>\n<p style=\"text-align: justify;\">In origine, la cura delle anime di questo circondario fu istituita nella summentovata Chiesa di San Michele Arcangelo; ci\u00f2 sembra rimontare ai primi anni della erezione del Tempio, conservato essendosi un documento dell&#8217;anno 1069 firmato da <strong>Tino Chierico<\/strong>, notaio, e pievano di San Michele Arcangelo. Del trasferimento di questa parrocchia in San Stefano,&nbsp; si \u00e8 detto di sopra: rimane quindi soltanto a conoscere la sua presente estensione. Per la riforma del 18l0, si aggiunsero a questa i circondari delle tre allora soppresse Parrocchie di San Samuele, San Vitale, e San Maurizio. All&#8217;epoca stessa ne furon staccate alcune frazioni, che si aggregarono alle due conservate Parrocchie di San Luca, e di Santa Maria del Giglio (Zobenigo). Con questi movimenti si \u00e8 conformata l\u2019attuale parrocchia.<\/p>\n<h4>Chiese non ufficiate, soppresse o demolite<\/h4>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em><strong>San Vitale<\/strong><\/em>. Sussidiaria. Eretta dal doge <strong>Vitale Faliero<\/strong> intorno al 1084 rialzata dopo l\u2019 incendio del 1105, si mantenne sino allo spirare del secolo XVII. Divenuta cadente, fu allora rifabbricata, indi abbellita nel 1702 di marmoreo Prospetto d&#8217;ordine corintio, per opera di <strong>Andrea Tirali<\/strong>, ed a carico della eredit\u00e0 del doge <strong>Carlo Contarini<\/strong>, il cui busto, come quello della dogaressa sua moglie, nel prospetto stesso figurano. Al momento della concentrazione del 1810, fu convertita in sussidiaria di Santo Stefano.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em><strong>San Samuele<\/strong><\/em>. Oratorio Sacramentale. La famiglia <strong>Bold\u00f9<\/strong> fece costruire questa chiesa; e sappiamo che nel 1090 <strong>Pietro Regini<\/strong> ne era pievano. Pare che nei primordi s\u2018intitolasse ai due Santi Matteo e Samuele, indi solamente al secondo. Preda essa pure dell\u2019incendio del 1105, venne rialzata; Scorsi dappoi circa sei secoli, minacciando rovina, fu nel 1689 ricostruita nell&#8217;attuale sua forma. Dopo la soppressione della parrocchia, venne riaperta al culto divino come Oratorio Sacramentale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em><strong>San Maurizio<\/strong><\/em>. Oratorio Sacramentale. I <strong>Candiani<\/strong>, poi chiamati <strong>Sanudo<\/strong>, che diedero alla Repubblica molti dogi, alzarono questa chiesa sino dai primi secoli di Venezia. Incendiata nel 1105, fu nuovamente costrutta; riedificata nel 1590, sussistette per circa due secoli: finalmente negli ultimi anni dello spirato secolo, venne dai fondamenti rialzata, con disegno del veneto Patrizio <strong>Pietro Zaguri<\/strong>. Il suo interno \u00e8 modellato su quello della chiesa, che ora pi\u00f9 non esiste, di San Giminiano. La facciata, semplice ed elegante, vi si aggiunse in questi ultimi tempi sopra disegno dell\u2019architetto <strong>Selva<\/strong> e&nbsp; <strong>Domenico Fadiga<\/strong> ebbe il merito della esecuzione: le statue, e i bassi rilievi si scolpirono dal <strong>Zandomeneghi<\/strong>, e da <strong>B. Ferrari<\/strong>. Anche questa trovasi convertita in Oratorio Sacramentale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em><strong>Annunziata<\/strong><\/em>. Oratorio. Sorge presso un angolo del <em>Campo Sant&#8217;Anzolo<\/em>, e contermina con la canonica del pievano. Per serbare qualche rimembranza della demolita chiesa parrocchiale, si aggiunse a quest\u2019oratorio anche la intitolazione a San Michele Arcangelo. La famiglia <strong>Morosini<\/strong>, che lo innalz\u00f2, lo diede nel 1392 alla <em>Confraternita dei Zotti<\/em>, ospizio una volta dei poveri invalidi militari di marina, che trovavasi stabilito nei dintorni di San Samuele, ove tuttavia esiste la calle chiamata dei <em>Zotti<\/em>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em><strong>San Rocco e Margarita<\/strong><\/em>. Oratorio privato. Questa Chiesa, anticamente dedicata a Santa Susanna, era annessa a un convento di Agostiniane nella calle tuttora chiamata delle monache. Il chiostro fu convertito ad uso di abitazioni, e in un suo quarto trovasi istituita una casa di educazione per povere fanciulle, ai religiosi esercizi delle quali si presta il summentovato Oratorio.<\/p>\n<h4>Scuole<\/h4>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>1.\u00b0<\/strong> Rimpetto alla Parrocchiale di Santo Stefano sorgevano due edifici ufficiati da Confraternite, una chiamata Scuola della Madonna della Cintura, l&#8217;altra dei Lanari. <strong>2.\u00b0<\/strong> Scuola dei Calzolai tedeschi. <strong>3.\u00b0<\/strong> Scuola dei Muratori. <strong>4.\u00b0<\/strong> Scuola dei Legnaiuoli. Erano tre stabilimenti di devozione, nei quali si raccoglievano ad orare i rispettivi Confratelli; tutti e tre situati nel circondario di San Samuele. <strong>5.\u00b0<\/strong> Scuola degli Albanesi: cos\u00ec chiamavasi quel piccolo edificio che sorge presso la chiesa di San Maurizio, sulla cui esterna parete si osservano tuttavia alcune buone sculture del XV secolo. Traeva il nome da una societ\u00e0 di Albanesi che lo fece costruire verso la met\u00e0 del secolo stesso. Tutti i locali di devozione summentovati si convertirono in abitazioni private.<\/p>\n<h4>Localit\u00e0 meritevoli di particolare menzione.<\/h4>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em><strong>Palazzi<\/strong><\/em>. La linea curva del Canal Grande che ricinge porzione di questa parrocchia, \u00e8 coronata pomposamente da marmorei palazzi che si specchiano nelle sue onde: tali sono <strong>1.\u00b0<\/strong> <em>Palazzo Corner<\/em>: dall&#8217;ampiezza dell&#8217;edificio, e dal pingue patrimonio della famiglia cui apparteneva, cbiamasi tuttavia <em>Corner della C\u00e0 Grande<\/em>: opera insigne di <strong>J. Sansovino<\/strong>, intorno all&#8217;anno 1532. Magnifico \u00e8 il suo prospetto in tre ordini : dorico bugnato, ionico, composito. <strong>2.\u00b0<\/strong> <em>Palazzo Barbaro<\/em>: Architettura del Medio Evo. <strong>3.\u00b0<\/strong> <em>Palazzo Cavalli<\/em> : Maestoso edificio di elegante stile moresco. <strong>4.\u00b0<\/strong> : <em>Palazzo Giustiniani-Lolin<\/em>: Architetto <strong>Baldassare Longhena<\/strong> secolo XVII. <strong>5.\u00b0<\/strong> <em>C\u00e0 del Duca<\/em>: Questo fabbricato non altro presenta che il basamento di un grave edificio, di cui rimase sospesa la continuazione. Diede rinomanza a questa casa l&#8217;essere stata abitata dall\u2019ambasciatore di Spagna <strong>La Queva Marchese di Bedmar<\/strong>, quando, nel 1618, di concerto col <strong>Duca d\u2019Ossuna<\/strong> vice Re di Napoli, tram\u00f2 congiura contro la veneto aristocrazia: cospirazione riuscita priva di effetto per essersi a tempo scoperta e dissipata. <strong>6.\u00b0<\/strong> <em>Palazzo Grassi<\/em>: Magnifica marmorea mole quadriforme, il prospetto sul Gran Canale \u00e8 disposto in tre ordini: rustico, jonico e corintio, architetto <strong>Giorgio Massari<\/strong>, intorno all\u2019anno 1740.&nbsp; <strong>7.\u00b0<\/strong> <em>Palazzo Moro-Lin<\/em> : architetto <strong>Sebastiano Massoni<\/strong>, Facciata in 4 ordini: rustico, dorico, ionico e corintio. <strong>8.\u00b0<\/strong> <em>Palazzo Contarini<\/em>, Elegante architettura, che si avvicina alla maniera della celebre scuola della famiglia dei <strong>Lombardi<\/strong>, anno 1504. Facciata in tre ordini corinti, adorna di ricchi marmi, e di fine sculture. Nei fasti della veneta signoria, occupano ampio spazio i nomi dei <strong>Contarini<\/strong>, otto dei quali salirono al trono ducale. <strong>9.\u00b0<\/strong> <em>Palazzo Charmet<\/em>: Architettura semplice dei primi anni del secolo XVII. <strong>10.\u00b0<\/strong> <em>Palazzo Mocenigo<\/em>: Tre vasti palazzi, allineati un presso l&#8217;altro, compongono l&#8217;ampio edificio di abitazione di questa illustre famiglia, la cui prosapia diede alla Repubblica sette dogi. Tale edificio racchiude moltissimi appartamenti di ogni maniera, ed anche un interno leggiadro giardino. <strong>11.\u00b0<\/strong> <em>Palazzo Garzoni<\/em>: Architettura del Medio Evo. <strong>12.\u00b0<\/strong> <em>Palazzo Corner-Spinelli<\/em>: Maestoso palazzo, dello stile dei <strong>Lombardi<\/strong>, eretto alla fine del secolo XV. <strong>Michele Sammicheli<\/strong> ordin\u00f2 alcune interne sue parti. <strong>13.\u00b0<\/strong> <em>Palazzo Sandi<\/em> ora <em>Porto<\/em>: sorge questo palazzo a tergo del n. 43, con maestoso prospetto che guarda il piazzale chiamato <em>Corte de l\u2019Albero<\/em>. Architetto <strong>Domenico Rossi<\/strong>, anno 1721. Figurano nell\u2019interno alcune buone pitture a fresco di <strong>G. B. Tiepolo<\/strong>.&nbsp;&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em><strong>Campo San Stefano<\/strong><\/em>. In questo spazioso Campo s\u2019innalzano i palazzi seguenti. <strong>1.\u00b0<\/strong> <em>Palazzo Loredan<\/em>: si reputa modellato da <strong>J. Sansovino<\/strong>. Facciata in due ordini dorico, corintio. <strong>2.\u00b0<\/strong> <em>Palazzo Pisani<\/em>: Grandioso edificio con pi\u00f9 cortili, e scale magnifiche: pensano alcuni che <strong>Sansovino<\/strong> ne apparecchiasse il progetto; per\u00f2 fu costrutto nel secolo XVII, di cui mostra il carattere, particolarmente nelle decorazioni. <strong>3.\u00b0 <\/strong><em>Palazzo<\/em><em>&nbsp;Morosini-Gatterbourg<\/em>: Appartiene alla famiglia del doge <strong>Francesco Morosini<\/strong> il <em>Peloponnesiaco<\/em>, cos\u00ec dal governo per famose gesta cognominato, come si \u00e8 detto parlando della sua tomba. \u00c8 osservabile la sala d\u2019armi decorata dei trofei riportati da questo prode guerriero, fra i quali sorge la di lui statua in bronzo; quella appunto che, mentre ancora viveva, la Repubblica inaugur\u00f2 nella sala del Consiglio dei Dieci.&nbsp; Il <em>Morosini<\/em>, capitano generale della flotta, difendeva coraggiosamente la citt\u00e0 di Candia, che da 25 anni resisteva al pi\u00f9 feroce assedio delle forze ottomane; venuto agli estremi, segn\u00f2 la capitolazione 6 settembre 1669, con cui cedette la piazza, e ferm\u00f2 pace con il nemico. Grave era la perdita della fortezza, e gravissimo l\u2019arbitrio del generale. Lo stuolo degli invidiosi della sua gloria scagli\u00f2 virulenti accuse contro la sua condotta. Chiamato a difendersi, e udite le giustificazioni, tanto si valutarono, onde assolverlo, conferirgli ogni onorificenze, e innalzarlo pochi anni appresso al trono ducale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em><strong>Campo San Maurizio<\/strong><\/em>. Qui a mano destra, sorgono in linea tre cospicui palazzi, che alla fine del secolo ultimo scorso, appartenevano a tre celebri oratori del foro veneto: <strong>Cromer<\/strong>, <strong>Cordellina<\/strong>, e <strong>Stefani<\/strong>, sommi giurisperiti i quali con la loro ciceroniana facondia hanno saputo crearsi pinguissimo patrimonio. Il primo di quei palazzi fu abitazione una volta di quel <strong>Giorgio Baffo<\/strong>, il quale, ad una morigerata condotta di vita, accoppiava sfrenatissima fantasia che gli acquist\u00f2 poetica rinomanza: senonch\u00e8 l\u2019oscenit\u00e0 dei suoi componimenti richiese che ne fosse interdetta la diffusione. La facciata dell&#8217;edificio si dipinse a fresco da <strong>Paolo Veronese<\/strong>: per\u00f2 quelle pitture sono squagliate a segno che appena se ne ravvisa qualche debole traccia. Dopo l&#8217;ultimo di quei tre palazzi, si forma la <em>Calle del Doge<\/em>, al principio di cui s&#8217;innalza il <em>Palazzo da Ponte<\/em>, ora <em>Giustinian<\/em>. Eretto intorno al 1578 dal doge <strong>Nicol\u00f2 Da Ponte<\/strong>, che vi stabili sua dimora a causa dell&#8217;incendio, verso quel tempo avvenuto, di un quarto del Ducale Palazzo. Il suo prospetto conserva tuttora le targhe della cospicua famiglia di quel doge, e vi si scorgono altresi le vestigia di buone pitture a fresco del secolo XVI.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em><strong>Campo Sant&#8217;Angelo<\/strong><\/em>. Sorgono intorno a questo campo alcuni edifici di quel carattere qui dominante nel secolo XIII, che partecipa dell&#8217;arabo e del gotico, e che manifestano essersi abitata questa parte della citt\u00e0 da cospicue famiglie sino dai primi tempi. In mezzo a tali vetuste reliquie, si alza maestoso lungo il lato di esso campo che guarda il sud, il Palazzo della&nbsp; &nbsp;famiglia dei conti <strong>Medin<\/strong>, architettura dei primi anni del secolo XVII.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em><strong>Teatri<\/strong><\/em>. Presso la corte vicina alla gi\u00e0 mentovata <em>C\u00e0 del Duca<\/em>, sorgeva un teatro, che dal circondario in cui venne eretto, ebbe nome Teatro San Samuel. Sappiamo che esisteva sino dal 1710, e che poi, incendiato, fu ricostruito nel 1747 per opera di <strong>Romualdo<\/strong> e <strong>Alessandro Mauri<\/strong> architetti e pittori. Negli ultimi anni della Repubblica Veneta, il celebre <strong>Vigan\u00f2<\/strong> diede in questo teatro il primo suo ballo eroica comparso sulle scene, sotto il titolo: <em>La Figlia dell&#8217;Aria<\/em>.&nbsp;&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em><strong>Teatro a Sant&#8217;Angelo<\/strong><\/em>. Dalla Parrocchia di Sant&#8217; Angelo, nel cui circondario venne costrutto, si chiamava questo Teatro Sant&#8217;Angelo, e sorgeva sul Canal Grande presso il <em>Palazzo Corner-Spinelli<\/em> di cui si \u00e8 fatta menzione.&nbsp; &nbsp;(1)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">(1) ANTONIO QUADRI. Descrizione topografica di Venezia e delle adiacenti lagune. Tipografia Giovanni Cecchini (Venezia, 1844)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Parrocchia di San Stefano dall&#8217;Iconografia delle trenta Parrocchie &#8211; Pubblicata da Giovanni Battista Paganuzzi. Venezia 1821 Parrocchia di San Stefano Posizione Verso il centro della Citt\u00e0: confina al Sud, all\u2019Ovest, e al Nord con il Canal Grande, il quale descrive un arco che bagna tre lati di questo parrocchiale ricinto. 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