{"id":39900,"date":"2018-06-02T05:23:57","date_gmt":"2018-06-02T05:23:57","guid":{"rendered":"http:\/\/www.conoscerevenezia.it\/?p=39900"},"modified":"2026-01-11T19:36:50","modified_gmt":"2026-01-11T19:36:50","slug":"parrocchia-di-san-luca-evangelista","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.conoscerevenezia.it\/?p=39900","title":{"rendered":"Parrocchia di San Luca Evangelista"},"content":{"rendered":"<div data-zoom=\"https:\/\/www.conoscerevenezia.it\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/DSC_8634m-1-scaled.jpg\" class=\"zoom\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.conoscerevenezia.it\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/DSC_8634m-1-scaled.jpg\"><\/div>\n<p><em>Parrocchia di San Luca Evangelista dall&#8217;Iconografia delle trenta Parrocchie &#8211; Pubblicata da Giovanni Battista Paganuzzi. Venezia 1821<\/em><\/p>\n<h3>Parrocchia di San Luca Evangelista<\/h3>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Posizione<\/em> Susseguita all&#8217;antecedentemente descritta Parrocchia di San Salvatore, e parimenti contermina con il Canal Grande alla parte settentrionale.<\/p>\n<h4>Chiesa<\/h4>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Fondazione<\/em> Si ignora l&#8217;epoca in cui venne eretta; per\u00f2 una donazione del 1072 fatta alla Chiesa di Santa Maria di Murano ci istruisce; che sino da quel tempo esisteva, firmato essendo quel documento da <strong>Fiorenzo<\/strong> o <strong>Lorenzo Flabonico<\/strong> accolito e pievano di San Luca. Si reputa innalzata per cura delle famiglie <strong>Dandolo<\/strong> e <strong>Pizzamano<\/strong>: non si sa quando, ma certamente prima della Donazione summentovata. Divenuta cadente, <strong>Fantino Dandolo<\/strong>, poi vescovo di Padova, la fece riediticare nel 1449, e le assegn\u00f2 rendite e case onde potesse meglio procedere la sua costruzione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Fu poi fabbricata di nuovo nel secolo appresso, e decorata nel 1581 della magnifica maggior cappella. Giacendo la facciata in grave deperimento, ne croll\u00f2 una porzione l&#8217;anno 1827; fu bentosto ristabilita con elegante prospetto di ordine corintio. L&#8217;interno del tempio richiedeva parimenti radicale restauro, al che zelantemente accorse con religiosa solerzia, e con generosit\u00e0 propria, e di molti benefattori, il pievano, adoperando ogni sollecitudine per provvedere ai bisogni, e nel tempo stesso ampliare e abbellire le sue decorazioni, assegnando anche adattato collocamento ai monumenti che vi stavano riposti. Conservata nonpertanto l&#8217;anteriore sua forma, prese nuovo nobile aspetto.<\/p>\n<h4>Parrocchia<\/h4>\n<p style=\"text-align: justify;\">Intorno all&#8217;epoca della sua istituzione non abbiamo che il mentovato documento del 1072, al quale sembra essere stata anteriore: mantenne costantemente i parrocchiali diritti; e alla fine, per la riforma del 1840, ebbe maggiore estensione con l&#8217;aggiunta del circondario della Parrocchia di San Benedetto, e della massima parte di quella di San Paterniano, entrambe allora soppresse. In quel movimento, le si unirono altresi alcune contrade delle due conservate Parrocchie di Sant&#8217;Angelo, e di San Salvatore; come d&#8217;altro canto alcune frazioni se ne staccarono, per assegnarle in parte a San Marco, e in parte a San Salvatore.<\/p>\n<h4>Chiese non ufficiate, soppresse o demolite<\/h4>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em><strong>San Benedetto<\/strong><\/em>. Sussidiaria. Eretta dalla famiglia <strong>Falier<\/strong>, aveva il carattere di parrocchia le sin dall&#8217;anno 1043, epoca in cui alcuni individui di quel casate la posero sotto la giurisdizione del Monastero di San Michele Arcangelo in Brondolo. Nel 1229 pass\u00f2 in potest\u00e0 dell&#8217;abate del Monastero della Colomba (Territorio Piacentino); poi fu assegnata ai Canonici Regolari di Santo Spirito di Venezia. Mal convenendo ai parrocchiani la ufficiatura che i monaci vi facevano esercitare, fu nel 1437 istituita parrocchia libera, sotto la dipendenza del diocesano. Questa chiesa minacciando rovina, si rinnov\u00f2 nel 1619 e si consacr\u00f2 nel 19 marzo 1695. Soppressa la parrocchia nel 1810, come si \u00e8 detto, la chiesa fu conservata al culto divino, assegnandola qual sussidiaria a San Luca.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em><strong>San Paterniano<\/strong><\/em> Ebbe questa Chiesa umil principio nel IX secolo a cura della famiglia <strong>Andrearda<\/strong>. Intorno a quel tempo istituita parrocchiale, fu dotata di beni stabili da <strong>Pietro Candiano <\/strong>IV, doge nel 959. Incendiata nel 976, risorse poco appresso in forma migliore. Negli anni 1105, 1168 e 1437 le fiamme la divorarono nuovamente; per\u00f2 fu sempre rialzata, e si mantenne sino alla recente concentrazione di cui si \u00e8 parlato. Il rozzo suo campanile, segnava il secolo X in cui venne costruito. Nella cos\u00ec detta <em>Corte del Forno vecchio<\/em>, vi \u00e8 piccola cappella dedicata alla Beata Vergine Assunta, eretta da alcuni devoti, la quale n\u00e8 alle chiese ufficiate, n\u00e8 alle secolarizzate appartiene; niente altro essendo che un privato oratorio destinato a recitarvi le preci, nel quale per\u00f2 non si celebra la Santa Messa.<\/p>\n<h4>Localit\u00e0 meritevoli di particolare menzione.<\/h4>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em><strong>Palazzi<\/strong><\/em>. Sulla sponda del tronco del Canal Grande che lambisce il fianco settentrionale di questa parrocchia, maestosamente si innalzano i seguenti Edifici: <strong>1.\u00b0<\/strong> <em>Palazzo Benzoni<\/em>, abitazione in addietro della rinomata <strong>Marina Quirini Benzon<\/strong>. <strong>2.\u00b0<\/strong> <em>Palazzo Grimani<\/em>, opera di alto pregio del <strong>Sammicheli<\/strong>. Il suo marmoreo prospetto \u00e8 disposto in tre ordini corintii. <strong>3.\u00b0<\/strong> Palazzo Murtinengo. <strong>4.\u00b0<\/strong> <em>Palazzo Farsetti<\/em>, la sua architettura sente del gusto gotico, residenza attuale del Municipio di Venezia. <strong>5.\u00b0<\/strong> <em>Palazzo Loredan<\/em>: architettura del Medio Evo, altra sede del Municipio di Venezia. <strong>6.\u00b0<\/strong> <em>Palazzo Dandolo<\/em>, sulla linea del suddetto palazzo una lapide innestata nell&#8217;esterna parete delle case erette lungo la cos\u00ec detta <em>Riva del Carbon<\/em>, accenna, che ove sorgono quei moderni edificii, ebbe soggiorno una volta la celebre famiglia <strong>Dandolo<\/strong> che diede a Venezia il conquistatore di Costantinopoli.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sul Rio che scorre dinanzi la Chiesa di San Luca, primeggia il <em>Palazzo Contarini<\/em>, architettura elegante della scuola dei <strong>Lombardi<\/strong>. Presso San Paternian si stende la <em>Calle de la Vida o delle Locande<\/em>, lungo la quale si apre, sulla destra, un&#8217;altra piccola <em>Calle del Maltese o dei Risi<\/em>: percorrendo questa si scorge l&#8217;antico edificio della famiglia <strong>Minelli<\/strong>, lateralmente al cui giardino si alza una scala a chiocciola di straordinaria ampiezza, fasciata di arcate a giorno, sostenute da colonne isolate di buona architettura del Medio Evo, le quali procedono in sette ordini del basso all&#8217;alto, seguendo la linea ascendente dei gradini della scala medesima; costruzione unica nel suo genere in questa citt\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em><strong>Teatri<\/strong><\/em>. Il Goldoni gi\u00e0 Apollo: eretto intorno al 1699, rifabbricato verso l&#8217;anno 1750. Il Rossini gi\u00e0 Gallo: ricostruito nel 1775: Opere ambedue dell&#8217;architetto <strong>Pietro Chezia<\/strong>: in questi ultimi tempi ebbero radicali restauri, e molti abbellimenti che li fecero pi\u00f9 eleganti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em><strong>Rio Terr\u00e0 degli Assassini<\/strong><\/em>. Questa via, che forma linea di confine fra la Parrocchia di San Luca di cui si parla, e l&#8217;altra vicina di Santa Maria del Giglio, era in addietro un rio attraversato dal\u00a0 <em>Ponte dei Assassini<\/em> perch\u00e9 ivi succedevano frequenti aggressioni. Per prevenire siafatti delitti, viet\u00f2 il governo l&#8217;uso di portare barba posticcia alla greca, mediante cui si trasformavano i malfattori per non essere conosciuti. A maggiore tutela fu anche attivata in quella localit\u00e0, sin da remoti tempi, l&#8217;illuminazione notturna, provvedimento dappoi esteso alla intera citt\u00e0 di Venezia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em><strong>Campo San Luca<\/strong><\/em>. Nel centro di questo campo sorge un piedestallo di marmo che sostiene l&#8217;antenna con lo stendardo. \u00c9 scolpita in questo piedestallo l&#8217;epoca di sua erezione nell&#8217;anno 13l0; poi vi si aggiunsero quelle dei suoi ristauri nel 1794 e 1837. Nella circostanza della popolare sommossa eccitata da <strong>Bajamonte Tiepolo<\/strong>, gli abitanti di questa parrocchia impugnate le armi a favor del governo, fugarono quella schiera di ribelli che ritirandos\u00ec dalla <em>Piazza San Marco<\/em>, aveva presa la direzione della loro contrada onde ritornare a Rialto. In rimembranza di si coraggiosa azione, si eresse quel monumento, nel quale figurano lo stemma della Repubblica Veneto, e quelli pure delle due Scuole della Carit\u00e0 e dei Pittori, i cui confratelli accorsi erano al combattimento. (1)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">(1) ANTONIO QUADRI. Descrizione topografica di Venezia e delle adiacenti lagune. Tipografia Giovanni Cecchini (Venezia, 1844)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Parrocchia di San Luca Evangelista dall&#8217;Iconografia delle trenta Parrocchie &#8211; Pubblicata da Giovanni Battista Paganuzzi. Venezia 1821 Parrocchia di San Luca Evangelista Posizione Susseguita all&#8217;antecedentemente descritta Parrocchia di San Salvatore, e parimenti contermina con il Canal Grande alla parte settentrionale. 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