{"id":29932,"date":"2025-08-15T04:50:00","date_gmt":"2025-08-15T04:50:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.conoscerevenezia.it\/?p=29932"},"modified":"2026-01-06T18:31:16","modified_gmt":"2026-01-06T18:31:16","slug":"festa-di-san-rocco","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.conoscerevenezia.it\/?p=29932","title":{"rendered":"La Festa di San Rocco (16 agosto)"},"content":{"rendered":"<h3>La Festa di San Rocco (16 agosto)<\/h3>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nella Festa del Redentore il popolo di Venezia ricorreva all\u2019intercessione di <em>San Rocco<\/em>, affinch\u00e9 si ottenesse dal cielo la liberazione dal flagello della peste, che nel 1576 atrocemente incrudel\u00ec; e in qual modo venisse adempiuto il voto fatto a Iddio Redentore allorch\u00e9 la citt\u00e0 consegu\u00ec il sospirato beneficio. Ma la pubblica piet\u00e0 non trascur\u00f2 di rendere giusto tributo di riconoscenza anche al santo intercessore. Per volont\u00e0 del <em>Senato<\/em> il giorno di <em>San Rocco<\/em> fu dichiarato festivo, e ad ogni annua sua ricorrenza venne prescritta la visita solenne del doge alla chiesa a lui dedicata.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In una Repubblica si sagace e s\u00ec illuminata, come la nostra, cosa non vi era che mirasse ad un solo oggetto. La devozione, bench\u00e9 sincera, aveva sempre frammischiata a qualche vista politica. Quelle maestose comparse del principato in corpo erano aggraditisssime alla popolazione tutta, ed arrecavano sommi vantaggi allo stato. La visita a <em>San Rocco<\/em> merita di essere con distinzione considerata.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Poscia che il <em>Concilio di Costanza<\/em> a prov\u00f2 unanimemente nell\u2019anno 1444 il culto verso il glorioso <em>San Rocco<\/em>, e riconosciuta l\u2019efficacia della sua intercessione presso Dio Onnipossente nelle malattie contagiose, molte citt\u00e0 d\u2019Italia si affrettarono con pubbliche dimostrazioni di manifestare la loro venerazione verso questo santo, e il loro desiderio di poter meritarsi il suo favore. Venezia, siccome citt\u00e0 marittima e commerciante, fu in ogni tempo soggetta al terribile malore. Essa non fu, dunque delle ultime a ricorrere a lui, e nell\u2019anno 1478 una delle molte persone di ambo i sessi, e d\u2019ogni condizione, chiese ed ottenne la permissione dal governo di radunarsi in confraternita sotto lo stendardo di <em>San Rocco<\/em>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In principio teneva essa le sue radunanze nella <em>chiesa di San Giuliano<\/em>, poscia si uni ad una societ\u00e0, che si era precedentemente formata nella <em>chiesa di Santa Maria Gloriosa dei Frari<\/em>. Il numero degli individui di questa confraternita si accrebbe vie pi\u00f9, quando nel 1485 un monaco camaldolese fu tanto felice da poter rapire il corpo di <em>San Rocco<\/em>, che era con somma gelosia custodito in <em>Ughiera<\/em> (<em>Voghera<\/em>), castello nel milanese, appartenente alla famiglia <strong>Dal Verme<\/strong>, e portarlo a Venezia. Non si potrebbe dire abbastanza la gioia del popolo, e quella soprattutto della confraternita di <em>San Rocco<\/em>, in pensare ad un tanto prezioso acquisto. Ognuno da quel momento si tenne certo di trovarvi una salute permanente, e di non aver pi\u00f9 nulla a temere dalla contagione. Sul momento fu deposto quel sacro corpo nella <em>chiesa di San Giuliano<\/em>. Ma tale si fu la divozione, la liberalit\u00e0, la premura della confraternita per erigergli un apposito tempio, che nell\u2019anno 1490 fu in caso di trasportare solennemente questa preziosa reliquia nella nuova chiesa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Qualche tempo dopo, cio\u00e8 nel 1516, la medesima confraternita prese la risoluzione d\u2019 innalzare un altro edificio per tenervi le sue radunanze, il quale fosse insieme adattato alla santit\u00e0 di vari altri oggetti, quelli cio\u00e8 di venerar la religione, di aiutare gli infelici, e di abbellire la citt\u00e0. A tal fine chiam\u00f2 essa i professori pi\u00f9 rinomati nelle belle arti, ed ordin\u00f2 loro di formare una unione la pi\u00f9 perfetta di tutte e tre le amabile sorelle, cosicch\u00e9 potesse meritarsi l\u2019universale ammirazione, e si rendesse degna di passare alla pi\u00f9 lontana posterit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Mentre si occupavano in questa grande impresa, il Tempio fabbricato con troppa fretta cominci\u00f2 a crollare. Ci\u00f2 fu, per cos\u00ec dire, una vera consolazione per quei devoti e generosi confratelli; poich\u00e9 tosto risolsero di rifabbricarlo pi\u00f9 ricco e magnifico, e tale che fosse in armonia con l\u2019edificio gi\u00e0 bene avanzato della confraternita. Se io dovessi qui narrare con esattezza ci\u00f2 che vi ha di pi\u00f9 mirabile in questi due superbi edifici, nulla potrei far di meglio, che ricopiare quanto ne dice il <strong>Moschini<\/strong> nella sua <em>Guida di Venezia<\/em> da vero conoscitore. Basti a me il dire, che gli stessi forestieri, e fossero pur del rango pi\u00f9 elevato, all\u2019entrar quelle soglie si sentivano colti dal maggiore stupore in veder col\u00e0 riunita una si gran quantit\u00e0 di pitture, di sculture, d\u2019intagli: nell\u2019esaminare la ricchezza e l\u2019abbondanza degli utensili sacri; nello scorgere la profusione dei marmi pi\u00f9 ricercati e pi\u00f9 rari; e considerando inoltre che tali enormi spese erano state incontrate da semplici particolari, ad onta di lunghe e dispendiosissime guerre sostenute a difesa del proprio onore e della nazionale indipendenza. Niuno vi era che potesse di l\u00e0 scostarsi senza trarre una buona lezione anche per se medesimo, nell\u2019 osservare gli effetti utilissimi delle buone leggi, e di un governo, che col lasciare a ciascuno la libert\u00e0 di godere a suo modo dei frutti del proprio travaglio, era causa principale che se ne facesse un uso si buono.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le occupazioni di questo virtuose compagnie, tra noi chiamate <em>Scuole Grandi<\/em>, e l\u2019utilit\u00e0 che traevano da esse tutte le classi, e la repubblica stessa, l\u2019abbiamo altrove toccato. Quella di <em>San Rocco<\/em>, composta di mercadanti, pot\u00e9 distinguersi fra tutte per ricchezza, e meritare con ci\u00f2 dei privilegi esclusivi. Il giorno del Santo era il giorno del suo maggior trionfo. Si recava il Doge nelle sue barche dorate alla chiesa vestito nella maggior gala, e con l\u2019accompagnamento della <em>Signoria<\/em>, del <em>Senato<\/em> e degli ambasciatori. Le principali cariche della Confraternita, chiamate la <em>Banca<\/em>, erano destinate ad accoglierlo. Il <em>Guardian Grande<\/em> gli presentava un mazzetto di fiori, e si collocava vicino ad esso; il <em>Sotto-Guardiano<\/em> ne presentava uno pure agli ambasciatori ed alla <em>Signoria<\/em>, mentre altri confratelli ne dispensavano a tutti gli altri del seguito. Entrato il Doge in chiesa ed approssimato all\u2019altare maggiore, il <em>Cappellano della Confraternita<\/em> aveva il privilegio di dire la messa, mentre in tutte le altre occasioni spettava al <em>Cappellano Ducale<\/em> il celebrarla. Terminata la messa, i serventi portavano sopra grandissimi bacili d\u2019argento candele di cera in copia, che venivano ad ognuno distribuite, cominciando dal doge. Di l\u00e0 passava la comitiva col Doge alla testa in una delle sale della Confraternita per adorarvi le Sante Reliquie, tesoro preziosissimo di quella Societ\u00e0. Se nel montare quelle superbe scale taluno si sentiva gelar d\u2019orrore allo scorger dalle due bande dipinti al vivo i terribili effetti della peste, ogni impressione gli si doveva cancellare nel gettar l\u2019occhio sul gran quadro della Crocifissione, che si presenta di fronte entrando nella sala, opera stupenda di <strong>Jacopo Tintoretto<\/strong>, del quale non si pu\u00f2 veder niente, di pi\u00f9 nuovo in soggetto cos\u00ec ripetuto, e nel quale risplende il vero genio e la scienza la pi\u00f9 profonda.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il doge non si partiva da quel luogo senza fare un gentil complimento, e dirigendo pi\u00f9 particolarmente la parola al <em>Guardian Superiore<\/em>, lo commissionava di porgere alla societ\u00e0 tutta l\u2019approvazione del governo, e le assicurazioni della sua speciale predilezione. Aggiungeva poi, per suo proprio conto, le proteste della sua viva riconoscenza verso tutti i suoi buoni confratelli (giacch\u00e9 tutti i dogi al momento della loro elezione divenivano membri di questa Societ\u00e0) per I\u2019accoglienza graziosa che ne aveva ricevuto. Riverenze sincerissime erano la risposta la pi\u00f9 eloquente di tutti i cuori.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il doge col suo augusto accompagnamento s\u2019imbarcava finalmente, e ciascuno si restituiva alle proprie case; ma i buoni confratelli non sapevano separarsi senza parlare della felicit\u00e0, e senza promettersi reciprocamente di continuare con tutti i loro sforzi ad onorare la religione, e a dedicarsi interamente a vantaggio e decoro della loro amatissima repubblica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Se abbiamo tuttavia un resto di questa bella Solennit\u00e0; se il decreto della sua soppressione, come pure della Confraternita e stato ritirato; se non fu convertito il superbo edificio, raro deposito di cose mirabili, ad usi profani e vili: se, spogliandolo delle sue ricchezze, non si os\u00f2 spogliarlo degli oggetti delle belle arti, il dobbiamo alla perseveranza ed ai buoni uffizi del suo degno Cappellano don <strong>Sante Valentina<\/strong>, il cui ardente patriottismo, la cui divozione sincera, e il desiderio del bene non poterono mai affievolirsi, malgrado le tante opposizioni che egli ebbe a sostenere. Possa egli godere per lungo corso d\u2019anni del residuo dei suoi privilegi, che forma il principale oggetto della felicit\u00e0 della sua vita. (1)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">(1) GIUSTINA RENIER MICHIEL. Origine delle Feste veneziane. (MILANO 1829. Presso gli editori degli annali universali delle scienze e dell&#8217;industria.)<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La Festa di San Rocco (16 agosto) Nella Festa del Redentore il popolo di Venezia ricorreva all\u2019intercessione di San Rocco, affinch\u00e9 si ottenesse dal cielo la liberazione dal flagello della peste, che nel 1576 atrocemente incrudel\u00ec; e in qual modo venisse adempiuto il voto fatto a Iddio Redentore allorch\u00e9 la citt\u00e0 consegu\u00ec il sospirato beneficio. 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