{"id":2837,"date":"2016-04-08T11:58:57","date_gmt":"2016-04-08T11:58:57","guid":{"rendered":"http:\/\/www.conoscerevenezia.it\/?p=2837"},"modified":"2026-02-18T12:38:33","modified_gmt":"2026-02-18T12:38:33","slug":"palazzo-dolfin-bollani-in-campo-santa-marina","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.conoscerevenezia.it\/?p=2837","title":{"rendered":"Palazzo Bollani a Santa Marina"},"content":{"rendered":"<h3>Palazzo Bollani a\u00a0Santa Marina<\/h3>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le pergamene gotiche, che vedemmo assai bene conservate nell&#8217;archivio domestico, ci danno fede risalire la fondazione di questo palazzo ad un&#8217;et\u00e0, ben anteriore alla superstite architettura. Vi si legge infatti indicato un acquisto di casa, che un Giovanni Curtulo fece da Marino, suo figlio, il 14 maggio 1274, e l&#8217;anno dopo, il 3 agosto, se ne trova <em>jure proprio<\/em> l&#8217;investitura. Coinciderebbe quindi con la storia dell&#8217;origine l&#8217;apparenza di quei resti di stile moresco nella facciata, che risulta circoscritta sul Rivo di Santa Marina, quasi avanzo della maggiore, che si estende dal lato del campo, e che soggiacque certamente a qualche modificazione, in tempi meno remoti. In appresso sta indicato, che comperava lo stabile un Nicol\u00f2 Dolfin, detto del Banco, dall&#8217;ufficio dei sopraconsoli, i quali giudicavano sugli aperti concorsi delle ditte oberate, e si tiene dietro al traslato seguito da un Trevisan in Giovanni Tomaso, Marco e Andrea Malcavello, che eseguirono tra loro la divisione del fondo nel 1310; ed ecco l&#8217;epoca, a quanto pare, men dubbia, di attribuirsi al prospetto sul Rivo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A pi\u00f9 tarda stagione, posto all&#8217; incanto il palazzo dai creditori del Banco Dolfin, ne diveniva proprietario, per 7701 ducati, Giovanni Antonio Cima del fu Pietro; quegli, che dalla Lombardia si trasferiva tra noi, e quivi arricchiva nella mercatura, ed era creato cittadino veneto dalla Repubblica. In questa casa fiorivano, ad illustrarla, vari conti e cavalieri di Malta. Ad essa appartenne Francesco, dottore celebrato in filosofia e medicina, e aveva ancora domicilio in questo palazzo la discendenza nel 1643, poich\u00e9 un testamento, in atti Nicol\u00f2 Doiani, del 26 maggio di quell&#8217;anno, lo legava a Lucrezia Cima, sposa di Antonio Bollani, fin dal 1601; onde ai Bollani stessi si trasfondeva la propriet\u00e0, per fideicommisso. Ed essi, fattane ristorare la fabbrica, la destinavano loro casa dominicale nel 1709. Per il fatto per\u00f2 non si recavano ad abitarla che nel 1820, trasferitisi allora dall&#8217;altro palazzo, che Francesco Bollani aveva commesso, a proprie spese, al Tirali, e che sorge a Santi Gervasio e Protasio sulla fondamenta Sangiantoffetti, ora propriet\u00e0 del Comune ad uso di Regio Ginnasio Liceale. Il tipo di questo edificio rivelerebbe il genio del Buono o del Calendario. Gli archi sono cuspidati, a sesto acuto, con arabeschi alla sommit\u00e0 dei davanzali; il poggiolo nel centro, s\u00ec dell&#8217;ordine primo, che del secondo, si scomparte colonnato, ad archi eguali, e i capitelli si vedono fogliati e diamantati: ne \u00e8 grazioso l&#8217;intercolunnio; i cordoni, che ricingono ogni finestra, rispondono all&#8217; insieme del disegno, con opera di scalpello, delicato in vero e gentile. I due poggioli poi, sporgenti dal lato destro e mancino, con sopra leoncini accosciati, accusano un restauro posteriore di un secolo, certamente all&#8217; epoca dell&#8217;ultimo acquisto dei Cima. Bench\u00e9 la patrizia casa Bollani stanziasse fino dal secolo X, sulle lagune, non diede per\u00f2 Dogi, n\u00e9 generali da mare, ma per meriti di prima grandezza segnalava per altro la sua carit\u00e0 e devozione alla patria. Un Tomaso infatti, unito al fratello Nicol\u00f2, fervendo la guerra di Chioggia, assoldava militi a proprie spese, ed offriva in dono alla Repubblica, sino al termine della gigantesca battaglia, tutti pro degli imprestiti, che costituivano un ragguardevole valsente.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un Maffeo del pari, quando fu stretta la Dominante dalla formidabile lega di Cambray, era si magnanimo, da cancellare una grossa partita aperta verso lo Stato, a suo credito, e ne rilasciava quietanza amplissima al Doge Loredan. Gran valore palesava un Giuseppe Bollani alla presa di Santa Maura, di Patrasso e Lepanto, e all&#8217;assedio di Negroponte. E Antonio, provveditore in Macarsca, fattosi schermo al guardato castello di Singh, con giuoco di s\u00ec fina tattica investiva per tre giorni il nemico, che, in onta all&#8217;ineguale risorsa di ottocento militi per l&#8217;attacco, sapeva resistere di fronte ad un esercito di ventimila ottomani; esempio di valore, comune a pochi guerrieri del suo tempo. N\u00e9 taceremo di Marco, oratore distinto al Senato, e procurator di San Marco, di cui toccano il Paruta ed il Bembo, n\u00e9 di Domenico, amico al Navagero e all&#8217;Aretino, senator, cavaliere e insigne storico del Consiglio dei Dieci.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ai nostri giorni un grande restauro ordinava a questo palazzo il conte Girolamo Bollani, e ne fregiava allora le pareti di molti rari dipinti del Tintoretto, del Giambellino, del Caracci, del Turchi detto l&#8217;orbetto, di Guido Reno, del Guercino da Cento. Ed egli, di colto ingegno e di cuore gentile, e onore nostro per la sua carit\u00e0 verso la patria, ben a ragione poneva amore ad un edificio, che non pu\u00f2 non esser caro, non a Venezia soltanto, ma a tutta Italia per le memorie insigni, che ci ridesta. Poich\u00e9 fu di tutta Italia il beneficio, che, merc\u00e9 il valore anche degli avi suoi, nella famosa battaglia alle Curzolari, che oscura la gloria dei pi\u00f9 celebrati certami, venisse ai Turchi l&#8217;orrido pensiero attraversato d&#8217;inalberare la mezza luna sul Campidoglio. (1)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Attualmente la propriet\u00e0 \u00e8 frazionata.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">(1) GIANJACOPO FONTANA. Cento palazzi fra i pi\u00f9 celebri di Venezia (Premiato Stabilimento Tipografico di P.Naratovich. 1865).<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Palazzo Bollani a\u00a0Santa Marina Le pergamene gotiche, che vedemmo assai bene conservate nell&#8217;archivio domestico, ci danno fede risalire la fondazione di questo palazzo ad un&#8217;et\u00e0, ben anteriore alla superstite architettura. 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