{"id":24696,"date":"2025-02-16T04:11:46","date_gmt":"2025-02-16T04:11:46","guid":{"rendered":"http:\/\/www.conoscerevenezia.it\/?p=24696"},"modified":"2025-02-16T05:52:20","modified_gmt":"2025-02-16T05:52:20","slug":"chiesa-di-santantonino-prete-e-martire-vulgo-santantonin","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.conoscerevenezia.it\/?p=24696","title":{"rendered":"Chiesa di Sant&#8217;Antonino Prete e Martire vulgo Sant&#8217;Antonin"},"content":{"rendered":"\n<h3>Chiesa di Sant&#8217;Antonino Prete e Martire vulgo Sant&#8217;Antonin<\/h3>\n<p><strong>Storia della chiesa <\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Allorch\u00e9 pass\u00f2 da Malamocco circa i principi del VII secolo, la nobile famiglia <strong>Badoar<\/strong>&nbsp;insieme con la sede ducale, da essa per lungo tempo poi occupata, ad abitar in Venezia, diede molte e ragguardevoli testimonianze di sua religione, erigendo in diverse parti della citt\u00e0 monasteri, e chiese, fra le quali annoverano il <strong>Sansovino<\/strong>, e il <strong>Sabellico<\/strong>, e molti dei veneti cronologi la parrocchiale <em>Chiesa di Sant&#8217;Antonino prete e martire<\/em>, di cui apporta, la memoria il martirologio romano al giorno 2 di settembre.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A decoro di questa chiesa fu dappoi trasportato dall&#8217;oriente l&#8217;incorrotto corpo di <em>San Sabba abbate<\/em>, che meno eremitica vita nella Cappadocia, ed illustre per santit\u00e0 fu in vita, e dopo morte glorificato da Dio con stupendi miracoli. Variano gli scrittori delle cose venete nell&#8217;assegnare il tempo di tal traslazione, ed in una nota apposta al margine della <em>Cronica<\/em> di <strong>Andrea Dandolo<\/strong> doge, nel codice <em>Ambrosiano<\/em>, viene riferito, essere ella seguita al tempo di <strong>Marino Morosini<\/strong> doge, che fu eletto nell&#8217;anno 1249.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Differente <strong>Marin Sanudo<\/strong> nella sua <em>Cronaca<\/em>, asserendo essere stato il venerabile corpo condotto a Venezia sotto il doge <strong>Tribuno Memo<\/strong> eletto nell&#8217;anno 979, e dopo la vita di <strong>Pietro II Orseolo<\/strong> doge stende una storia latina di tal trasporto, che mostra essere stata tratta da codice pi\u00f9 antico, e che si conserva ancora nella matricola della confraternita istituita ad onore del santo abbate.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La sostanza di tale documento \u00e8 la seguente.&nbsp;<strong>Pietro Centranico<\/strong>, che poi fu doge di Venezia, essendo con la propria nave per affari mercantili in Costantinopoli, osserv\u00f2, che in una chiesa si custodiva il corpo di <em>San Sabba abbate<\/em>. Onde con quantit\u00e0 di soldo corruppe il sacerdote custode, il quale appostata una notte di torbido e piovoso tempo, si accost\u00f2 all&#8217;arca per indi trarne il venerabile deposito; ma sorpreso nell\u2019atto di toccarlo da repentino tremore, si trattenne dall&#8217;intrapresa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Erano presenti il mentovato <strong>Pietro Centranico<\/strong> con due figli, e due servi, che pieni di fiducia si accostarono al sacro corpo, e facilmente trattolo dall&#8217;arca, tutti lieti lo condussero alla nave gi\u00e0 preparata alla partenza, e in poco tempo approdarono felicemente alla patria. Volle il <strong>Centranico<\/strong> con solenne pompa del clero, che invitato l&#8217;accompagnava, deporre quel sacro pegno in sua casa nella <em>contrada di Sant&#8217;Antonino<\/em>: ma quasi dinotasse egli di voler essere collocato in luogo pi\u00f9 decente e sacro, si rese immobile, n\u00e9 pi\u00f9 fu valevole forza umana a distaccarlo dalla nave, in cui si era fermato.&nbsp;Si aggiunse a questa un&#8217;altra non men grande meraviglia, che le campane della vicina <em>torre di Sant&#8217;Antonino<\/em>, senza essere tocche da alcuno risuonarono cos\u00ec altamente, che ben diedero a conoscere, essere divino volere, che il sacro corpo nel vicino tempio venisse deposto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Si ubbid\u00ec dunque alla divina disposizione, e tosto che il corpo del santo abbate fu depositato sull&#8217;altare maggior della chiesa, cessarono dal prodigioso lor suono le campane, ed apparve sopra esso corpo una bianca colomba, che vi dimor\u00f2 immobile, finch\u00e9 furono cantati a Dio i dovuti rendimenti di grazie. Successo la traslazione nel giorno 5 di dicembre dell&#8217;anno 911, e poco dopo il <strong>Centranico<\/strong> fu elevato al trono ducale della sua patria, che governo cinque anni, e morendo volle essere sepolto nella <em>Chiesa di Sant&#8217;Antonino<\/em>, avanti la porta della sacristia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Glorific\u00f2 poi il Signore questo santo suo servo con molti miracoli, mentre invocato da due veneziani schiavi dei turchi, visibilmente loro apparve, ed infranti i loro ceppi li liber\u00f2 dalla prigione, e dalla morte, a cui erano gi\u00e0 destinati. Cos\u00ec pure sperimentarono la forza di sua intercessione altri, che a lui ricorrendo o restarono sanati da malattie incurabili, o liberati da maligni spiriti, che li possedevano.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tale \u00e8 il racconto apportato dal <strong>Sanudo<\/strong>, che non avvert\u00ec, essere stato <strong>Pietro Centranico<\/strong> eletto doge nell&#8217;anno 1026 e vale a dire cento e quindici anni dopo il trasporto da lui fatto del santo corpo; onde \u00e8, che per questo anacronismo, e per le strepitose meraviglie, che sono taciute dagli altri storici, non merita un tal documento molta fede.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Comunque per\u00f2 sia la verit\u00e0 del tempo, in cui segu\u00ec il prezioso acquisto, certo \u00e8, che con continue grazie impartite ai devoti fa veder Iddio, quanto sia valida l\u2019intercessione del santo abbate, esperimentata in questi ultimi tempi, cio\u00e8 nell&#8217;anno 1729 dal Rev. P. <strong>Ippolito Carrara<\/strong> arciprete di Solto, diocesi di Bergamo, il quale si sent\u00ec guarito da una dolorosa attrazione di nervi, che lo rendevano inabile al moto, nel baciare con fede e divozione la croce di San Sabba conservata nella chiesa di Sant&#8217;Antonino. \u00c8 questa una croce di legno, che per tradizione si dice fatta per mano del santo abbate nel deserto, e di cui si serviva per risanare benedicendo gli infermi. Fu questa portata a Venezia col santo corpo, che si vede tuttavia vestito di quei rozzi abiti, che adoperava vivente.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tutto ci\u00f2 abbiamo dalla tradizione ma la nobile famiglia <strong>Tiepolo<\/strong>, che per collocare il venerabile corpo, eresse nella <em>Chiesa di Sant&#8217;Antonino<\/em> una magnifica cappella, si gloria, essere stato uno dei suoi antenati quello, che arricch\u00ec la patria, e la chiesa di un s\u00ec pregiato tesoro: del che e ne legge incisa in marmo nella cappella stessa la memoria. Ad onore del prodigioso eremita permise il <em>Consiglio di Dieci<\/em>, che si istituisse nella <em>Chiesa di Sant\u2019Antonino<\/em> una devota confraternita, e nel decreto emanato in data del giorno penultimo di luglio dell&#8217;anno 1389, rende una distinta testimonianza agli infiniti miracoli, con i quali il santo soccorse i suoi devoti nelle malattie, e massimamente nelle pestilenze; che per\u00f2 si annovera fra i principali protettori contra il flagello terribile della peste.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Col corso degli anni and\u00f2 talmente indebolendosi l&#8217;antica fabbrica, che molto faceva temere di sua non lontana rovina. Per cui il piovano <strong>Niccol\u00f2 Brunelli<\/strong> circa la met\u00e0 del secolo XVII, accorrendo alla parte pi\u00f9 bisognosa, procur\u00f2 che fosse rinnovata la cappella maggiore con le due laterali, ed il di lui successore <strong>Domenico David<\/strong> fece compir la rifabbrica dell&#8217;intera chiesa, e dell&#8217;unito campanile. Fu poi eretta in collegiata l&#8217;anno 1711, essendo stata per l&#8217;avanti amministrata e officiata dal solo Piovano.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Si conservano in essa chiesa con particolar venerazione un articolo del prodigioso vescovo di Trimitunte <em>Santo Spiridione<\/em>, ed un osso di <em>Sant\u2019Ilarione abbate<\/em>. (1)<\/p>\n<p><strong>Visita della chiesa (1815)<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"background-color: #e6d3d3;\">Questa chiesa ad una sola nave fu alzata in sulla fine del secolo XVII. Da poco abile pennello si dipinse a fresco nel soffitto l&#8217;incontrarsi dei due <em>santi Antonino e Sabba<\/em>.&nbsp;Nella cappella alla sinistra della maggiore la tavola con <em>Sant\u2019Antonio di Padova<\/em>, malamente ristorata, tiene la epigrafe <strong>Gioseffo Enz<\/strong><em> 1664<\/em>.&nbsp;Nella cappella maggiore la tavola dell&#8217;altare con il martirio del santo \u00e8 opera poco pregiata d&#8217;incerta maniera del secolo XVII.&nbsp;Il quadro alla sinistra di chi guarda con il <em>Giudizio Universale<\/em> porta la epigrafe <em><strong>Gioseffo Enz d&#8217;Augusta<\/strong> 1661<\/em>.&nbsp;All&#8217;altra parte \u00e8 opera, ben pi\u00f9 assai spiritosa, di <strong>Pietro Vecchia<\/strong>, il quadro con <em>No\u00e8 usclto dall&#8217;arca<\/em> in atto di sacrificare.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"background-color: #e6d3d3;\">Sull&#8217; altare in sacrestia vi \u00e8 una pregevole tavola di maniera moderna, con <em>Nostra Donna con il Bambino, San Giovanni Evangelista, San Giuseppe e San Filippo Neri<\/em>. Sopra il lavatoio vi sta un quadro sulla maniera del <strong>Palma<\/strong> con <em>Nostra Donna col Bambino, San Giuseppe, San Giovannino<\/em> ed un ritratto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"background-color: #e6d3d3;\">Nella cappella che segue, tutta con opere di <strong>Jacopo Palma<\/strong>, ve ne \u00e8 alcuna degna di essere osservata. Sull&#8217;altare vi \u00e8 <em>San Sabba<\/em> portato in cielo dagli angeli. Nella mezza luna sopra l&#8217;altare vi \u00e8 il <em>Padre Eterno<\/em> in gloria; e nella mezza luna in faccia alla finestra un miracolo operato dal santo. Nel v\u00f3lto vi ha quattro piccoli comparti, in uno dei quali si veggono due santi martiri, in un altro due sante, nel terzo <em>San Girolamo<\/em> e una <em>santa monaca<\/em>, e nel quarto altri due santi, siccome quelli, di cui si conserva in questo altare una qualche reliquia. Nei quattro quadri laterali si rappresenta alla destra di chi guarda e la morte del santo e la traslazione del suo cadavere, dov&#8217;\u00e8 dipinto il prospetto della piazzetta, e alla sinistra due fatti della sua vita. A questa parte vi \u00e8 con onorevole iscrizione, travagliato dallo scalpello di <strong>Alessandro Vittoria<\/strong>, il busto del procuratore <strong>Alvise Tiepolo<\/strong>, morto l&#8217;anno 1590, che devoto aveva fatto erigere questa s\u00ec bene intesa e ben ornata cappella.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"background-color: #e6d3d3;\">Nell&#8217;ultimo altare \u00e8 opera di <strong>Antonio Zanchi<\/strong>, fatta l&#8217;anno 1681, la tavola con i <em>Santi Giambattista<\/em> e <em>Lodovico re di Francia<\/em> al piano, e il <em>vescovo San Liborio<\/em> nell&#8217;alto. Ai lati di questo altare vi \u00e8 due ornate epigrafi in marmo alla memoria di <strong>Lodovico<\/strong> e di <strong>Giambattista Vidali<\/strong>, morti nel secolo XVII, che fecero dipingere nella tavola i santi del loro nome.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"background-color: #e6d3d3;\">Il campanile venne alzato alla met\u00e0 del secolo scorso, giacch\u00e9 il parroco <strong>Antonio Fusarini,<\/strong> morto l&#8217;anno 1762, \u00e8 chiamato nella pietra sepolcrale <em>Sacrae auctor turris<\/em>. (2)<\/p>\n<p><strong>Eventi pi\u00f9 recenti<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"background-color: #ded9d9;\">Nella concentrazione delle parrocchie (anno 1810) divenne questa chiesa la succursale di <em>San Giovanni Battista in Bragora<\/em>. Tre scuole di devozione in essa altre volte esistevano: la <em>Beata Vergine del Rosario<\/em>, <em>San Spiridione<\/em> composta di nobili e mercatanti greci, la <em>Buona Sorte<\/em> ed un sovvegno dell&#8217;<em>Addolorata,<\/em> che somministrava ai fratelli d&#8217;ambo i sessi sei lire alla settimana e medico come cadessero infermi. (3)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"background-color: #ded9d9;\">Nel 1964 le reliquie di <em>San Saba<\/em> vennero restituite, dal beato <strong>Paolo VI<\/strong>, al monastero che porta il nome del santo nel deserto presso Betlemme.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">(1) FLAMINIO CORNER. Notizie storiche delle chiese e monasteri di Venezia, e di Torcello tratte dalle chiese veneziane e torcellane (Padova, Stamperia del Seminario, 1763).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">(2) GIANNANTONIO MOSCHINI. Guida per la citt\u00e0 di Venezia all&#8217;amico delle belle arti. (Tipografia Alvisopoli. Venezia 1815)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">(3) ERMOLAO PAOLETTI. Il fiore di Venezia ossia i quadri, i monumenti, le vedute ed i costumi. (Tommaso Fontana editore. Venezia 1839).<\/p>\n<style id=\"bwg-style-0\">      #bwg_container1_0 #bwg_container2_0 #bwg_mosaic_thumbnails_div_0 {        width: 100%;        position: relative;        background-color: rgba(255, 255, 255, 0.00);        text-align: center;        justify-content: center;                  margin-left: auto;          margin-right: auto;                    padding-left: 4px;          padding-top: 4px;                }          #bwg_container1_0 #bwg_container2_0 .bwg_mosaic_thumb_spun_0 {        display: block;        position: absolute;\t\t\t\tborder-radius: 0;\t\t\t\tborder: 0px none #CCCCCC;    \t\t    \t\tbackground-color:rgba(0,0,0, 0.30);        -moz-box-sizing: content-box !important;        -webkit-box-sizing: content-box !important;        box-sizing: content-box !important;      }\t\t\t#bwg_container1_0 #bwg_container2_0 .bwg_mosaic_thumb_0 {\t\t\t\tdisplay: block;\t\t\t\t-moz-box-sizing: content-box !important;\t\t\t\t-webkit-box-sizing: content-box 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