{"id":24546,"date":"2022-05-08T04:19:00","date_gmt":"2022-05-08T04:19:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.conoscerevenezia.it\/?p=24546"},"modified":"2022-05-08T04:22:17","modified_gmt":"2022-05-08T04:22:17","slug":"chiesa-e-monastero-di-san-giovanni-battista-della-giudecca","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.conoscerevenezia.it\/?p=24546","title":{"rendered":"Chiesa e Monastero di San Giovanni Battista della Giudecca"},"content":{"rendered":"<h3>Chiesa e Monastero di San Giovanni Battista della Giudecca.&nbsp;&nbsp;<\/h3>\n<p><strong>Storia della chiesa e del monastero<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Allorch\u00e9 nei principi del secolo XIV erano con frequenza dal <em>Monastero di San Mattia di Murano<\/em>, rinomatissimo a quei tempi per la severa osservanza dell<em>&#8216;istituto Camaldolese<\/em>, tradotti eremiti in diversi luoghi per fondare nuove colonie, <strong>Buonacorso Benedetti<\/strong> cittadino lucchese, abitante a causa di commercio in Venezia, essendo gravemente infermo dispose dei suoi averi, ordinando al priore degli <em>eremiti di San Mattia<\/em>, ed ai due nobili destinati suoi commissari, che fondar dovessero nell&#8217;Isola della Giudecca una chiesa dedicata al precursore di Cristo <em>San Giovanni Battista<\/em>, ed accanto di essa un Monastero di <em>Monaci Camaldolesi<\/em> in dipendenza dal priore di <em>San Mattia di Murano<\/em>. Volendo poi, a questa opera di religione, aggiungerne altra di misericordia, prescrisse, che contiguo alla chiesa istituir si dovesse sotto l\u2019invocazione di San Francesco un ospedale, dove potessero esser ricoverati, e mantenuti venti poveri. Essendosi poi riavuto il <strong>Benedetti<\/strong> della sua malattia, volle intraprendere egli stesso l&#8217;opera raccomandata ad altri, e nell&#8217;anno 1333 acquist\u00f2 alcune possessioni nel territorio trevisano per alimento dei monaci, dopodich\u00e9 prima di dar incominciamento alle fabbriche mor\u00ec nell&#8217;anno 1339, come si rileva dall&#8217;iscrizione sepolcrale incisa nella di lui urna. Il di lui corpo, terminato il monastero, fu trasportato, e sepolto nel chiostro.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per adempiere fedelmente le prescrizioni del defunto, i di lui commissari fabbricare fecero il monastero, che gi\u00e0 nell&#8217;anno 1344, si trovava compiuto, e fu poi nell&#8217;anno 1369, con maggiore estesa di fabbriche dilatato. Fu poi il monastero accolto sotto la protezione della Repubblica. Che per\u00f2 avendo <strong>Giovanni XXIII<\/strong> nell&#8217;anno 1413 a favore di un monaco Camaldolese, chiamato <strong>Girolamo Tagliapietra<\/strong>, disposto di quel priorato, commosso da ci\u00f2 il senato accetto bens\u00ec in riverenza dell&#8217;apostolica sede il nuovo priore, ma scrisse efficaci lettere al pontefice, perch\u00e9 in avvenire fosse il monastero mantenuto nella sua prerogativa di eleggersi liberamente il priore; al che con amplissime risponsive lettere segnate nel giorno 2 di agosto dell&#8217;anno stesso 1413, assent\u00ec di buon grado il Pontefice. Con egual vigore di protezione fu dalla pubblica autorit\u00e0 sostenuto questo monastero in caso pi\u00f9 grave, allorch\u00e9 volendo nell&#8217;anno 1442 il pontefice <strong>Eugenio IV<\/strong>, concederlo alla congregazione dei canonici secolari di <em>San Giorgio in Alga<\/em>, resist\u00e9 con costanza la religione del Senato sul rifesso principalmente, che fino dalla prima erezione di quei chiostri era stato solennemente promesso alla religione Camaldolese di conservarlo sempre in di lei dominio. Per questo stesso fervore di pia difesa, essendo nell&#8217;anno 1502, vicino a morte il priore di <em>San Giovanni della Giudecca<\/em>, oper\u00f2 il senato appresso il pontefice <strong>Alessandro VI<\/strong>, con forti uffici, perch\u00e9 lasciare volesse quel monastero unito agli altri due di <em>San Michele<\/em>, e di <em>San Mattia<\/em>; <em>perci\u00f2 quei religiosi di vita e costumi esemplari per la solita loro virt\u00f9 attendevano al culto divino con somma soddisfazione del dominio, e della citt\u00e0<\/em>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L&#8217;ospedale frattanto, che (come si \u00e8 detto) era stato eretto sotto il titolo di San Francesco, continu\u00f2 per qualche tempo sotto la direzione di particolari rettori; finch\u00e9 mancando col decorso del tempo le rendite, termin\u00f2 pure in esso il caritatevole accoglimento dei poveri.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Continu\u00f2 dalla sua origine il Monastero di <em>San Giovanni Battista di Venezia<\/em> nella giurisdizione dell<em>&#8216;Eremo di San Mattia<\/em>, finch\u00e9 separato dalla di lui podest\u00e0 (come scrivono le Storie Camaldolesi) si un\u00ec alla congregazione, detta dei nove luoghi, istituita nell&#8217;anno 1496 e poi aggregato alla congregazione di<em> San Michele di Murano <\/em>divenne uno dei 17 luoghi che la compongono; dal qual tempo cominci\u00f2 ad avere il suo particolar abbate, che ne amministra il governo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L&#8217;annua memoria della dedicazione della chiesa si celebra per immemorabile tradizione nel giorno 12 di febbraio, ignorandosi per altro in quale anno, e da quale vescovo ottenesse il decoro dell&#8217;ecclesiastica consacrazione. (1)<\/p>\n<p><strong>Visita della chiesa (1733)<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"background-color: #e6d3d3;\">E&#8217; ricca questa chiesa di pitture di artisti celebri. La tavola alla sinistra della maggiore, rappresenta una mezza figura di <em>Santa Maria Maddalena<\/em>, opera di <strong>Domenico Tintoretto<\/strong>. Una tavola di <strong>Giovanni Bellino<\/strong> con diversi comparti; in uno al di sopra vi \u00e8 la visita di <em>Santa Elisabetta<\/em>; poi <em>San Mattia Apostolo<\/em>, <em>San Giovanni Battista<\/em>, e <em>San Romualdo<\/em>; sotto vi \u00e8 la storia di <em>San Mattia<\/em>, quando fu posto nel luogo di Giuda traditore; sotto <em>San Giovanni<\/em>; vi \u00e8 la sua <em>Decollazione<\/em>; sotto <em>San Romualdo<\/em> vi \u00e8 il <em>Santo Doge Pietro Orseolo<\/em>, che fu poi Monaco di questo abito assieme con la consorte <strong>Malipiera<\/strong>. Nella Sagrestia vi sono le portelle dell&#8217;Organo cio\u00e8 l&#8217;<em>Annunziata<\/em>, e <em>Santi Giovanni Battista<\/em>; e <em>Matteo<\/em> opere rare del <strong>Conegliano<\/strong>.<\/span>(2)<\/p>\n<p><strong>Eventi pi\u00f9 recenti<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"background-color: #ded9d9;\">Il convento venne soppresso ai tempi della Serenissima nel 1767. Infine venne messo in vendita nel 1774, mentre la chiesa continuer\u00e0 a funzionare fino all\u2019arrivo dei napoleonici.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"background-color: #ded9d9;\">La <em>chiesa di San Giovanni Battista<\/em>, abbandonata nel 1808, sub\u00ec (fin dai primi anni dell&#8217;ottocento) alcune trasformazioni funzionali con l\u2019attivazione del punto franco all&#8217;<em>isola di San Giorgio Maggiore<\/em>, l&#8217;intera isola della Giudecca fu investita da tutta una serie di iniziative in rapporto al funzionamento del porto. <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"background-color: #ded9d9;\"><strong>Napoleone<\/strong> avrebbe voluto trasformare l\u2019intera punta della Giudecca in giardino pubblico, come fu per <em>Sant&#8217;Elena<\/em>, realizzando cos\u00ec la \u201c<em>Passeggiata alla Giudecca<\/em>\u201d, poich\u00e9 la sua ubicazione domina splendidamente tutto il bacino di San Marco. Il progetto per\u00f2 fu realizzato soltanto per quanto concerne l&#8217;intervento demolitore, mentre nulla si fece per adattare l&#8217;edificio rimasto all\u2019uso chiesto dai generali dell&#8217;epoca che pensarono di situare al posto della <em>chiesa di San Giovanni<\/em> un edificio osservatorio per il movimento delle truppe<\/span>. (3)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">(1) FLAMINIO CORNER. Notizie storiche delle chiese e monasteri di Venezia, e di Torcello tratte dalle chiese veneziane e torcellane (Padova, Stamperia del Seminario, 1763).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">(2) ANTONIO MARIA ZANETTI. Descrizione di tutte le pubbliche pitture della citt\u00e0 di Venezia ossia Rinnovazione delle Ricche Miniere di Marco Boschini (Pietro Bassaglia al segno di Salamandra &#8211; Venezia 1733)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">(3) http:\/\/www.gdf.gov.it\/chi-siamo\/organizzazione\/specializzazioni\/ comparto-aeronavale\/servizio-navale\/reparti\/veneto\/stazione-navale-venezia\/la-stazione-navale\/ informazioni\/cenni-storici<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Chiesa e Monastero di San Giovanni Battista della Giudecca.&nbsp;&nbsp; Storia della chiesa e del monastero Allorch\u00e9 nei principi del secolo XIV erano con frequenza dal Monastero di San Mattia di Murano, rinomatissimo a quei tempi per la severa osservanza dell&#8216;istituto Camaldolese, tradotti eremiti in diversi luoghi per fondare nuove colonie, Buonacorso Benedetti cittadino lucchese, abitante [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":87728,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"ngg_post_thumbnail":0,"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_feature_clip_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","default_image_id":0,"font":"","enabled":false},"version":2},"jetpack_post_was_ever_published":false},"categories":[10,99],"tags":[1936,500,502,171],"class_list":{"0":"post-24546","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-chiese","8":"category-monasteri","9":"tag-chiesa-di-san-giovanni-della-giudecca","10":"tag-isola-della-giudecca","11":"tag-parrocchia-del-santissimo-redentore","12":"tag-sestiere-di-dorsoduro"},"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/www.conoscerevenezia.it\/wp-content\/uploads\/2017\/08\/Canaletto-San-Giovanni-Giudecca-Vienna-Kunsthistorisches-Museum.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.conoscerevenezia.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/24546","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.conoscerevenezia.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.conoscerevenezia.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.conoscerevenezia.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.conoscerevenezia.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=24546"}],"version-history":[{"count":15,"href":"https:\/\/www.conoscerevenezia.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/24546\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":84500,"href":"https:\/\/www.conoscerevenezia.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/24546\/revisions\/84500"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.conoscerevenezia.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/87728"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.conoscerevenezia.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=24546"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.conoscerevenezia.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=24546"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.conoscerevenezia.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=24546"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}