{"id":24388,"date":"2017-07-15T11:06:01","date_gmt":"2017-07-15T11:06:01","guid":{"rendered":"http:\/\/www.conoscerevenezia.it\/?p=24388"},"modified":"2017-09-08T19:29:09","modified_gmt":"2017-09-08T19:29:09","slug":"isola-del-lazzaretto-vecchio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.conoscerevenezia.it\/?p=24388","title":{"rendered":"Isola del Lazzaretto Vecchio"},"content":{"rendered":"<h3>Isola del Lazzaretto Vecchio. Chiesa di Santa Maria di Nazareth o Santa Maria Stella del Cielo. Ospedale. Monastero di Monaci Agostiniani. <em>Chiesa demolita, monastero parzialmente demolito<\/em><\/h3>\n<p><strong>Storia dell\u2019isola, della chiesa e del monastero.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"> Quantunque sia ora a noi ignoto in qual tempo gli Eremiti religiosi dell\u2019Ordine di Sant\u2019Agostino fossero introdotti nel possesso dell\u2019isola chiamata col titolo di Santa Maria di Nazareth, contuttoci\u00f2 \u00e8 verosimile che fosse lor concessa nei principi del secolo XIII, leggendosi in un antico, ed autentico documento, che Pietro Pino vescovo di Castello nel mese di maggio dell\u2019anno 1249 ad istanza e richiesta del priore, e dei frati Eremitani di Santa Maria di Nazareth benedisse la prima pietra, e la pose nel luogo, ove abitavano i detti frati, e dove disegnavano i fabbricare una chiesa di Dio, e della Beata Maria Vergine.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"> Fu destinato priore al governo di questo convento nell\u2019anno 1421. Gabriele Garofoli da Spoleto, uomo di singolare virt\u00f9, dalla di cui riputazione tratti quattro giovani riguardevoli per la loro nobilt\u00e0, ed anche pi\u00f9 per la loro piet\u00e0, vollero venire nell\u2019isola per mettersi sotto la di lui direzione. Furono questi Andrea Bondumiero, fatto poi patriarca di Venezia, Michele Morosini, Filippo Paruta, eletto dappoi arcivescovo di Candia, e Francesco Contarini, i quali avendo poco prima assunto l\u2019abito secolare ecclesiastico, aspirando a maggiore perfezione di stato, si ritirarono a vivere in dipendenza dal governo del sopra lodato priore Gabriele, il quale allora senza veruno compagno abitava in quell\u2019isola ritirato. Mentre per\u00f2 ivi attendevano ad istruirsi nei doveri della vita spirituale gli ottimi giovani, accadde, che la citt\u00e0 di Venezia fu attaccata da una feroce pestilenza, per cui periva ogni giorno quantit\u00e0 grande di cittadini. Che per\u00f2 la prudenza del Senato attenta alla possibile preservazione dei sani stabil\u00ec (con il consiglio anche di San Bernardino d\u00ec Siena, come si legge nella di lui vita) che gli infermi infetti di peste dovessero essere condotti, e curati in qualche luogo capace, e remoto dall\u2019abitato. La pi\u00f9 opportuna a ci\u00f2 fu creduta l\u2019isola di Santa Maria di Nazareth, bench\u00e9 di ampio circuito, e lontana per molto tratto dalla citt\u00e0, e con decreto del senato fu assegnata per ospitale a quei miserabili, che languivano con pericolo degli altri nell\u2019infermit\u00e0 contagiosa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"> Dopo stabilita la caritatevole assegnazione del luogo, il priore Gabriele insieme coi nobili suoi novizi, che non avevano per anche professata veruna regola, si ritir\u00f2 nel Monastero di San Daniele in Monte della diocesi padovana, donde poi unitamente tutti passarono all\u2019Isola di Santo Spirito nelle lagune venete, ed ivi sotto la regola di Sant\u2019Agostino (gi\u00e0 professata da essi nel suddetto Monastero di San Daniele) vestirono l\u2019abito di canonici regolari, istituendo (come si \u00e8 detto altrove) la congregazione di Santo Spirito di Venezia. Il priore Gabriele per\u00f2 dopo aver per qualche tempo vestito l\u2019abito di canonico regolare ritorn\u00f2 fra i suoi agostiniani, e fu poi dichiarato vescovo di Nocerra.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"> Cessata poi l\u2019occasione della peste, e riflettendo il senato, che nei tempi remoti per la lontananza dell\u2019isola erano nati fra quei religiosi alcuni disordini di grave scandalo, onde il monastero era rimasto vuoto, ed abbandonato alla sola custodia del Priore, pens\u00f2 di assegnare la chiesa, e le abitazioni ad un pi\u00f9 caritatevole uso, istituendovi un ospitale. Fu d\u2019uopo perci\u00f2 di ricorrere alla suprema autorit\u00e0 del pontefice Eugenio IV, dal quale con apostolico diploma nel giorno primo di giugno dell\u2019anno 1436 furono soppressi nel monastero stesso l\u2019ordine di Sant\u2019Agostino, e la denominazione di Nazareth, e prescritta l\u2019erezione di un ospedale sotto il titolo gi\u00e0 anche per l\u2019avanti adoperato nello stesso luogo (come si rileva da vecchi documenti) di Santa Maria Stella del Cielo, la di cui solennit\u00e0 assegnata fosse secondo l\u2019antico uso al giorno festivo dell\u2019Annunziazione di Nostra Signora. Rest\u00f2 anche stabilito nello stesso diploma, che l\u2019ospedale stesso dovesse in due parti dividersi; onde in una gli uomini, nell&#8217;altra le donne vivessero in perfetta separazione. Al priore, che fu dichiarato superiore del luogo, ai sacerdoti, ed ai ministri, che ivi alla cura degli infermi assistessero, fu concesso il contrassegno di una bianca stella, che dovevano portar affissa al petto, e furono stabilite opportune regole per la buona direzione del pio ospizio. Probabile cosa \u00e8, che l\u2019ospedale o non restasse secondo gli ordini apposti perfettamente istituito, o pure avesse breve durata. Poich\u00e9 essendo indispensabilmente necessario un luogo all\u2019accoglimento dei viandanti, che provengono dall\u2019oriente, affinch\u00e9 con la stabilita contumacia assicurino la citt\u00e0 dai pericoli, il senato decret\u00f2, che in quest\u2019isola disposte fossero le opportune abitazioni per tali alloggi. Fu perci\u00f2 determinato il Lazzeretto, e vi si aggiunse il titolo di vecchio, allorch\u00e9 per maggior comodo degli espurghi delle merci, e del ricovero delle milizie soggette a contumacia si fabbric\u00f2 per ordine pubblico in altra remota isola, la quale era di ragione del Monastero di San Giorgio Maggiore, nell\u2019anno 1468 un altro Lazzaretto, che per distinguersi da quello di pi\u00f9 antica istituzione fu chiamato Lazzaretto nuovo. <\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"> Si rinnovarono nell\u2019anno 1565 le fabbriche gi\u00e0 rese rovinose del Lazzaretto vecchio, e nell\u2019anno 1716 fu eretto nella chiesa, in cui vi era un solo altare di legno, altro nobile altare di marmo dedicato a Nostra Signora della Salute, e pochi anni dopo aggiunti vi furono altri due altari sotto l\u2019invocazione dei due santi protettori contro la peste Sebastiano martire , e Rocco confessore; nel qual incontro comando il Senato, che aggiunta fosse nell\u2019altare di San Sebastiano l\u2019immagine di San Bernardino di Siena , in grata memoria degli eccitamenti dati da esso per lo stabilimento del luogo. (1)<\/p>\n<p><strong>Visita dell\u2019isola<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"> La figura di quest\u2019isola \u00e8 un quadrilungo di circa 200 passi nei maggiori lati e di 100 nei minori. Un ponte la congiunge ad altra isoletta seminata di ortaglie, nella quale sorge una conserva di polvere con presso un alloggio pei soldati di custodia. Sotto il ponte scorre un canale da cui si scende nell\u2019isola; e scendendo s\u2019incontra prima una piazzetta, ove si vedono le abitazioni del priore, del suo assistente, i magazzini degli attrezzi, ed il serbatoio d\u2019acqua per l\u2019espurgo delle cere e de le spugne. Si apre ivi l\u2019ingresso alle due pi\u00f9 antiche gallerie, nelle quali gli uomini sospetti esaurivano la quarantina. Sulla porta loro si vede un basso rilievo rappresentante San Marco, ed i Santi Rocco e Sebastiano protettori contro la pestilenza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"> Dalla piazzetta si passa in un cortile che fu gi\u00e0 l&#8217;antico chiostro. I due lati si formano dalle abitazioni riserbate un d\u00ec ai baili di Costantinopoli, ai provveditori generali, ed ai rettori veneti che ripatriavano dal levante. Il terzo lato si forma dalla chiesetta. Ella \u00e8 piuttosto umile che semplice. Chiusi sedili la circondano e la divide una serie di recinti, nei quali sono separati i passeggeri provenienti da paesi diversi. Sino ai principi del secolo scorso aveva un solo vecchio altare; ma nel 1716, per opera dei devoti, ne fu in sua vece uno edificato ad imitazione di quello della Salute con la statua della Vergine avente ai lati le due figure di Venezia orante e della Peste fuggitiva. Due minori altari anche furono in seguito aggiunti, l\u2019uno a San Rocco e l&#8217;altro a San Sebastiano. Su questo ultimo per ordine del senato si pose l\u2019immagine di San Bernardino, non solo per la caritatevole sua sollecitudine verso gli appestati, ma per le esortazioni date al senato per l\u2019erezione del primo lazzaretto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"> Oltre il chiostro descritto trovasi un secondo cortile interno al quale si edificarono gli appartamenti per i passeggeri. E possono, senza disagio e senza timore di contatto, abitarvi sino a 100 dal tramonto al levare del sole in camerette del tutto simili, le quali mettono sopra una loggia di molteplici accessi, con parecchie divisioni ad impedimento delle comunicazioni reciproche.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"> Al secondo cortile segue una via attraversante tutta la lunghezza dell\u2019isola e che fa capo a sette praticelli, lungo i quali si stendono sette ampie tettoie sbarrate da cancelli di legno e distinte secondo le varie contumacie. Nelle prime si difendono le merci dalle ingiurie delle piogge e dall\u2019ardore del sole, nei secondi si rimuovono, si sbattono, si sciorinano, si asciugano le stesse merci giusta i prescritti regolamenti. Arbusto non vi si lascia crescere, animale domestico non pu\u00f2 vagarvi, spesso si falcia l\u2019erba, affinch\u00e9 fiocchi di lana, di cotone, ec. non si rapprendano.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"> Alle estremit\u00e0 stanno in fine li: abitazioni del guardiano e dei facchini ai quali non \u00e8 lecito uscire, finch\u00e9 compiuto non sia il termine assegnato all\u2019espurgo degli oggetti ad essi affidati. (2)<\/p>\n<p><strong>Eventi pi\u00f9 recenti<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"> Dal 1846 al 1965 l&#8217;isola, come molte altre, pass\u00f2 alle autorit\u00e0 militari, prima austriache e poi italiane. Durante questo periodo ha luogo la demolizione di due ali del chiostro, della chiesa con il campanile, del parlatorio e di altri edifici.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"> Successivamente, Lazzaretto Vecchio fu dato in concessione dal Comune di Venezia ad un gruppo cinofilo, per ospitare un ricovero per cani randagi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"> Fra il 2004 e il 2008 l\u2019isola ha conosciuto importanti interventi di recupero da parte del Ministero ai Lavori Pubblici e del Ministero Beni Culturali, in previsione dell&#8217;allestimento del &#8220;Museo della Citt\u00e0 e della Laguna di Venezia&#8221;. Nell&#8217;occasione, gli scavi hanno portato alla luce fosse singole e comuni con oltre 1.500 scheletri di appestati, la cui analisi fornir\u00e0 informazioni relative alla vita dei veneziani del Cinquecento. Poi il progetto \u00e8 stato sospeso per mancanza di fondi e l\u2019isola ha quindi rischiato nuovamente l\u2019abbandono e il degrado.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"> Dal settembre 2013 la Soprintendenza Archeologica del Veneto ha attivato un protocollo d\u2019intesa per servizio di vigilanza, visita pubblica e piccole manutenzioni per mezzo del contributo gratuito dell\u2019associazione Archeoclub di Venezia, gi\u00e0 attiva da decenni nell\u2019isola del Lazzaretto Nuovo. Grazie ai volontari e a un significativo passaparola, l&#8217;isola \u00e8 oggi aperta mensilmente ospitando migliaia di visitatori. (3)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">  (1) FLAMINIO CORNER. Notizie storiche delle chiese e monasteri di Venezia, e di Torcello tratte dalle chiese veneziane e torcellane (Padova, Stamperia del Seminario, 1763).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">  (2) ERMOLAO PAOLETTI. Il fiore di Venezia ossia i quadri, i monumenti, le vedute ed i costumi. (Tommaso Fontana editore. Venezia 1839). <\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">  (3) https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Lazzaretto_Vecchio<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Isola del Lazzaretto Vecchio. Chiesa di Santa Maria di Nazareth o Santa Maria Stella del Cielo. Ospedale. Monastero di Monaci Agostiniani. Chiesa demolita, monastero parzialmente demolito Storia dell\u2019isola, della chiesa e del monastero. Quantunque sia ora a noi ignoto in qual tempo gli Eremiti religiosi dell\u2019Ordine di Sant\u2019Agostino fossero introdotti nel possesso dell\u2019isola chiamata col [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":24389,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"ngg_post_thumbnail":0,"footnotes":""},"categories":[103],"tags":[1916,171],"class_list":["post-24388","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","category-isole-isole","tag-isola-del-lazzaretto-vecchio","tag-sestiere-di-dorsoduro"],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/www.conoscerevenezia.it\/wp-content\/uploads\/2017\/07\/Isola-del-Lazzareto-Vecchio-Giacomo-Guardi-Venezia-1764-1835.jpg","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.conoscerevenezia.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/24388","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.conoscerevenezia.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.conoscerevenezia.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.conoscerevenezia.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.conoscerevenezia.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=24388"}],"version-history":[{"count":5,"href":"https:\/\/www.conoscerevenezia.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/24388\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":24669,"href":"https:\/\/www.conoscerevenezia.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/24388\/revisions\/24669"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.conoscerevenezia.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/24389"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.conoscerevenezia.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=24388"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.conoscerevenezia.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=24388"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.conoscerevenezia.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=24388"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}