{"id":24289,"date":"2022-09-25T04:05:04","date_gmt":"2022-09-25T04:05:04","guid":{"rendered":"http:\/\/www.conoscerevenezia.it\/?p=24289"},"modified":"2022-09-25T04:18:24","modified_gmt":"2022-09-25T04:18:24","slug":"chiesa-della-santissima-trinita","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.conoscerevenezia.it\/?p=24289","title":{"rendered":"Chiesa e Monastero della Santissima Trinit\u00e0"},"content":{"rendered":"\n<h3>Chiesa della Santissima Trinit\u00e0. Monastero dei Cavalieri Teutonici, poi Seminario Patriarcale. <em>Chiesa e monastero demoliti<\/em><\/h3>\n<p><strong>Storia della chiesa e del monastero<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per i validi soccorsi, con i quali la casa dei <em>Cavalieri Teutonici<\/em>, religione militare illustre gi\u00e0 nell&#8217;oriente, aiut\u00f2 la Repubblica veneziana nella guerra intrapresa circa l&#8217;anno 1256 per reprimere le ingiuste violenze dei Genovesi, il <em>doge Reniero Zeno non ingrato del favore <\/em>(cos\u00ec si esprime nella sua Cronaca il <strong>Dandolo<\/strong>) <em>fece fabbricare un monastero sotto il titolo della Santissima Trinit\u00e0, ed avendolo dotato di possessioni l&#8217;offr\u00ec alla sopraddetta casa dei Cavalieri Teutonici<\/em>. Ove situata fosse questa casa della religione dei Teutonici, posseduta prima d&#8217;aver il <em>Monastero della Santissima Trinit\u00e0<\/em>, ora si ignora, ma pur \u00e8 certo, che anche avanti, che fosse eletto nell&#8217;anno 1252 doge <strong>Reniero Zeno<\/strong>, essi avevano stabile domicilio in Venezia, ed in esso nell&#8217;anno 1221 (come scrive il <strong>Crunovio<\/strong> nel <em>Trattato sopra i Maestri Generali dell&#8217;Ordine<\/em>) tennero il loro generale capitolo per l&#8217;elezione ivi eseguita del maestro generale della religione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Posti poi in possesso del nuovo monastero fondato dal doge <strong>Zeno<\/strong>, ivi stabilirono la loro residenza, ed essendo poi nell&#8217;anno 1298 assediata Tolemaide (ove avevano la principale sede dell&#8217;ordine i teutonici) da un innumerabile esercito dei Saraceni, <strong>Conrado de Fauchtuvangen<\/strong> gran maestro della religione conoscendo impossibile la difesa si salv\u00f2 insieme coi suoi cavalieri fuggendo, e sopra ben veloci navi approdato in Venezia ivi trasporto il domicilio principale della sua religione. Variano per\u00f2 gli scrittori prussiani nello stabilire il tempo della primaria residenza fissata in Venezia, perch\u00e9 alcuni la fissano ai tempi di <strong>Hermanno de Saltza<\/strong> eletto nell&#8217;anno 1210 maestro generale, che mor\u00ec nell&#8217;anno 1221 ed in conseguenza nella primiera casa posseduta dalla religione (e forse quella casa sar\u00e0 stata <em>Santa Maria della Trinit\u00e0<\/em> di giurisdizione dei teutonici), e poi concessa alla <em>Compagnia di Ges\u00f9<\/em> ed altri la rapportano all&#8217;anno 1298, in cui il sopraccitato <strong>Conrado de Fauchtuvangen<\/strong>, abbandonata Tolemaide, altrimenti detta Acri, si ritir\u00f2 in Venezia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Pi\u00f9 di ogni altro scrittore rischiara questa verit\u00e0 <strong>Cristoforo Hartknoch<\/strong> nella dissertazione XIX della Repubblica dei Prussiani, ove scrive, <em>che gli Maestri Generali dell&#8217;Ordine Teutonico avendo molte Provincie della lor Religione, risiedettero prima in Acri, poscia in Venezia, e finalmente a Marieburgo in Prussia, facendo amministrare le altre Provincie da Maestri Provinciali<\/em>. E poi soggiunge, che anche <em>avanti il governo del suddetto Fauchtuvangen i Maestri Generali dell&#8217;Ordine abitavano in Venezia<\/em>. Pass\u00f2 poi il <strong>Fauchtuvangen<\/strong> in Boemia, e nella citt\u00e0 di Praga chiuse i giorni suoi, dopodich\u00e9 il capitolo generale dei cavalieri radunato in Venezia elesse <strong>Gotfrido Hohenlo<em>e<\/em><\/strong> per gran maestro dell&#8217;ordine, ed avendo questi poco dopo, mentre era in <em>Elbinga<\/em> di Prussia, rinunziato al suo carico, fu ivi eletto <strong>Siffredo Fauchtuvangen<\/strong>, quale tosto (cos\u00ec scrive il <strong>Dusburgio<\/strong> storico prussiano) <em>si port\u00f2 in Venezia alla casa principale dell&#8217;ordine. Quivi dimor\u00f2 alquanto tempo Siffredo, finch\u00e9 nell&#8217;anno 1309, ritorn\u00f2 nella Prussia, e trasfer\u00ec a Mergenburg la residenza principale, che dal tempo della distruzione di Tolemaide fin allora era stata in Venezia<\/em>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Cominci\u00f2 in tal occasione la veneta casa dei teutonici a decadere dall&#8217;antico suo splendore, e diminuirsi in essa il numero dei cavalieri; ma ci\u00f2 nonostante continu\u00f2 la chiesa a frequentarsi dal solito numeroso concorso di popolo, che ivi accorreva per le copiose indulgenze concesse dai sommi pontefici a qualunque chiesa di quella religione militare. Per agevolarsi ero l&#8217;acquisto di tali tesori, alcuni devoti uomini nell&#8217;anno 1419 impetrarono facolt\u00e0 dal <em>Consiglio di Dieci<\/em> d\u2019istituire in essa chiesa una pia confraternita ad onore della <em>Triade Santissima<\/em>, ed ottennero poi nell&#8217;anno susseguente 1420, dal provinciale di Lombardia, e dei <em>Cavalieri Teutonici<\/em> abitanti in Venezia una porzione del loro Monastero, ad uso degli spirituali esercizi con lo stabilito censo di ducati otto d\u2019oro, da pagarsi ogni anno nell\u2019ottava della Santissima Trinit\u00e0 al maestro provinciale dei cavalieri di Lombardia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il credito di questa nuova compagnia, e gli esimi atti di religione, nei quali ella si esercitava, le attrassero tosto gli applausi della citt\u00e0, onde molti anche dei pi\u00f9 riguardevoli cittadini ricercarono di essere ascritti al numero dei confratelli, ed offrirono copiose elemosine, e ricchi doni a riparazione ed ornamento della chiesa. Fra questi per\u00f2 furono i pi\u00f9 pregevoli alcune sacre reliquie donate nell&#8217;anno 1448, alla confraternita da <strong>Giacomo Pagani<\/strong> vicario del cardinal <strong>Pietro Barbo<\/strong> (poi <strong>Paolo II<\/strong>) delle quali dalla lodevole avvedutezza del Santo vescovo di Castello <strong>Lorenzo Giustiniano<\/strong> prima di permettere: la pubblica venerazione ne fu riconosciuta l\u2019identit\u00e0 con l\u2019esperimento del fuoco, prova in questi secoli non solo permessa, ma frequentemente anche autenticata da Dio con manifesti prodigi.&nbsp;Nuova porzione poi del monastero a dilatazione del loro ospizio acquistarono i confratelli con le condizioni di livello perpetuo nell&#8217;anno 1493, dal provinciale di Lombardia coll&#8217;assenso del maestro generale dell&#8217;ordine, e di <strong>Giovanni Krebel<\/strong> allora priore del monastero di Venezia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Fu poi per concessione della sede apostolica dato il veneto priorato dei teutonici ai soggetti della patrizia Famiglia <strong>Lippomana<\/strong>, fra i quali <strong>Andrea<\/strong> Priore uomo di singolare piet\u00e0 cedette a Sant&#8217;<strong>Ignazio Lojola<\/strong> le due chiese di <em>Santa Maria Maddalena<\/em> di Padova, e di <em>Santa Maria dell&#8217;Umilt\u00e0<\/em> di Venezia insieme con le loro rendite per fondare in esse due collegi della compagnia recentemente istituita dal santo. Dopo <strong>Andrea<\/strong> succedette nel priorato <strong>Pietro<\/strong> della stessa famiglia Lippomana, per la di cui morte successa nell&#8217;anno 1592, essendosi reso vacante il priorato, <strong>Massimiliano<\/strong> arciduca d\u2019Austria, ed eletto Re di Polonia, essendo allora maestro provinciale nella Germania, ed Italia, lo volle conferire al conte <strong>Sforza Porzia<\/strong>, il quale per\u00f2 dal senato non fu ammesso al possesso del priorato stesso, essendo ci\u00f2 ripugnante alle interne leggi della Repubblica. Per toglier per\u00f2 fra i principi amici un&#8217;occasione di discordia, stabili il pontefice <strong>Clemente VIII<\/strong>, che con la contribuzione di una stabilita somma di soldo all&#8217;<em>Ordine dei Teutonici<\/em>, dovesse il priorato veneto della <em>Santissima Trinit\u00e0<\/em> interamente sopprimersi, e la di lui chiesa, e fabbriche annesse assegnarsi per la fondazione del seminario dei chierici, gi\u00e0 universalmente comandata dal Sacro Concilio di Trento.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">All&#8217;erezione di un luogo cos\u00ec necessario gi\u00e0 era stato con lettere apostoliche del pontefice <strong>Pio IV<\/strong> nell\u2019anno 1563, eccitato il zelo del patriarca <strong>Giovanni Tiepolo<\/strong>, il quale per l&#8217;innata piet\u00e0 dell&#8217;animo suo ne dispose i principi entro gli antichi chiostri di <em>San Cipriano di Murano<\/em>, sostenendosi per qualche tempo il grave peso del mantenimento con gli aiuti somministrati dal clero secolare, e dalle monache, e con qualche caritatevole soccorso dei fedeli; sussidi per\u00f2 tutti di gran lunga inferiori al bisogno. Come per\u00f2 l&#8217;aggravare di nuove contribuzioni il clero era peso intollerabile alle di lui ristrettezze, ed all&#8217;ufficiatura del divino culto nelle chiese parrocchiali, cos\u00ec con nuova apostolica provvidenza accorsovi il sopra lodato pontefice <strong>Clemente VIII,<\/strong> nell&#8217;anno 1594, stabil\u00ec, che unir si dovessero al nuovo seminario tanti benefici ecclesiastici dello stato veneziano, quanti abbisognassero a formare la somma di annui mille ducati di rendita. Mentre dunque in esecuzione del pontificio decreto andavano dal legato apostolico residente in Venezia unendosi alla mensa del seminario alcuni benefici, accadde che rest\u00f2 vacante il priorato della <em>Santissima Trinit\u00e0<\/em> dei teutonici posseduto per apostolica concessione da <strong>Pietro Lippomano<\/strong> chierico veneziano. Colsero con sollecitudine i rettori del seminario una cos\u00ec favorevole congiuntura, ed implorarono dal pontefice, che fosse assegnato alla fondazione e mantenimento del seminario il vacante priorato. Accolte furono con pienezza di affetto le istanze dei supplicanti dal Santo Padre, e fervorosamente oper\u00f2 col gi\u00e0 rammemorato <strong>Massimiliano<\/strong>, acciocch\u00e9 per qualunque pretesa avesse egli come maestro provinciale dei teutonici nell&#8217;Italia si contentasse di un limitato sborso di soldo, cedendo il luogo interamente a favore dell&#8217;istituito seminario. Stabilita dunque la somma del prezzo in 14 mila ducati, furono questi poi puntualmente pagati, e rest\u00f2 il seminario nel pieno, e perpetuo dominio del priorato coi luoghi, e beni ad esso annessi. Ridotte poi le fabbriche nella disposizione opportuna per un seminario, entrarono ad abitarvi i chierici destinati, ed ivi continuarono la lor permanenza, finch\u00e9 un nuovo incontro li fece di nuovo ritornare alla prima loro abitazione nell\u2019Isola di Murano.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per l&#8217;erezione della nuova votiva chiesa di <em>Santa Maria della Salute<\/em> venne scelto il luogo della <em>Santissima Trinit\u00e0<\/em>, ove trasportato si era il seminario patriarcale. Per un oggetto cos\u00ec nobile, ed interessante acconsent\u00ec il patriarca <strong>Tiepolo<\/strong> alla vendita, e dopo averne fissato il giusto prezzo, gett\u00f2 egli stesso nel giorno primo di aprile dell&#8217;anno 1631 la prima pietra benedetta nei fondamenti. (1)<\/p>\n<p><strong>Visita della chiesa (1733)<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"background-color: #e6d3d3;\">Nel mese di dicembre del 1631, cessata la pestilenza, il Governo della Repubblica ademp\u00ec immediatamente alla promessa. Per l&#8217;erezione del nuovo Tempio fu scelto il punto dove era <em>chiesa e monastero della santissima Trinit\u00e0<\/em> che vennero demoliti in uno alla scuola che era al lato.&nbsp;La scuola venne rifabbricata vicino alla Dogana, e venne chiamata Scuola Maggiore per essere a capo di tutte le Scuole della Dottrina Cristiana. (2)<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"background-color: #e6d3d3;\">In questa Scuola, trasferita dalla Chiesa, vi sono tredici quadri del <strong>Tintoretto<\/strong> intorno la Scuola; cio\u00e8; l&#8217;<em>Eterno Padre, che crea il Mondo<\/em>, <em>la formazione di Adamo, ed Eva<\/em>; <em>la proibizione del pomo<\/em>; <em>Eva che tenta Adamo<\/em>; <em>l&#8217;uccisione di Caino<\/em>, questi due, che sono i pi\u00f9 distinti, e famosi per i bellissimi nudi ottimamente dipinti inventati, e disegnati, sono alle stampe del <strong>Lovisa<\/strong>, vi sono poi i <em>quattro Evangelisti, due Apostoli, e l&#8217;Annunziata<\/em> in due pezzi vicino all&#8217;Altare. Si vedono poi due quadri l&#8217;uno con la <em>Coronazione della Madonna<\/em> del <strong>Ponzone<\/strong>; l&#8217;altro con la <em>Santissima Trinit\u00e0, e vari Angeli<\/em> del <strong>Malombra<\/strong>. Vi sono altri quattro quadri appartenenti alla <em>Creazione del Mondo<\/em> della scuola di <strong>Martin de Vos<\/strong>. La <em>Madonna nell&#8217;Altare<\/em> \u00e8 della scuola dei <strong>Bellini<\/strong>. Due profeti sono del <strong>Ponzone<\/strong>, il quadro d&#8217;<strong>Antonello di Messina<\/strong> nella Sacristia pi\u00f9 non si vede. Vi \u00e8 ancora altro quadretto con Santissima del <strong>Tintoretto<\/strong>. (3)<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">(1) Notizie storiche delle chiese e monasteri di Venezia, e di Torcello tratte dalle chiese veneziane e torcellane (Padova, Stamperia del Seminario, 1763).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">(2) ANTONIO MARIA ZANETTI. Descrizione di tutte le pubbliche pitture della citt\u00e0 di Venezia ossia Rinnovazione delle Ricche Miniere di Marco Boschini (Pietro Bassaglia al segno di Salamandra &#8211; Venezia 1733)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">(3) MARCO BOSCHINI. Descrizione di tutte le pubbliche pitture della citt\u00e0 di Venezia (Pietro Bassaglia &#8211; Venezia 1733)<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Chiesa della Santissima Trinit\u00e0. Monastero dei Cavalieri Teutonici, poi Seminario Patriarcale. 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