{"id":23833,"date":"2017-09-14T13:36:11","date_gmt":"2017-09-14T13:36:11","guid":{"rendered":"http:\/\/www.conoscerevenezia.it\/?p=23833"},"modified":"2021-10-13T14:09:38","modified_gmt":"2021-10-13T14:09:38","slug":"sinagoga-scuola-ponentina-o-spagnola","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.conoscerevenezia.it\/?p=23833","title":{"rendered":"La Scuola (o Sinagoga) Ponentina o Spagnola, in Ghetto Vecchio"},"content":{"rendered":"<h3>La Scuola (o Sinagoga) Ponentina o Spagnola, in Ghetto Vecchio<\/h3>\n<p><strong>Storia del Ghetto<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il trattenersi degli Ebrei in Venezia \u00e8 antichissimo, trovandosi documenti che li ricordano sino dal 1152. &nbsp;N<span style=\"font-size: inherit;\">el 1394 l&#8217;universit\u00e0 ebraica venne scacciata da Venezia e confinata a Mestre. Troppo vicina a Venezia \u00e8 questa localit\u00e0 perch\u00e9 un tale confine non potesse essere infranto. Difatti prima alternativamente passavano gli Ebrei quindici giorni a Venezia e quindici a Mestre, e poi al tutto si stabilirono nella citt\u00e0 senza essere ristretti in nessun luogo; ma sparsi vivendo per le contrade, dove avevano le proprie sinagoghe<\/span><span style=\"font-size: inherit;\">. <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: inherit;\">A differenziare gli Ebrei dai cristiani fu introdotto prima l&#8217;obbligo in essi di portare un O di tela gialla, e poi nel 1496 un berretto giallo, cambiato in seguito in un cappello rosso, dal quale erano dispensati nei soli viaggi.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma nel 1516, ricondotti gli ebrei legalmente da Mestre a Venezia, fu loro prescritto il domicilio nel <em>Ghetto. <\/em>Da quel momento il <em>Ghetto<\/em> si and\u00f2 sempre pi\u00f9 ampliando, instituendosi contemporaneamente le sinagoghe per le varie nazioni. Cinque tali sinagoghe: tre in <em>Ghetto Vecchio<\/em>, e cio\u00e8 la <em>Levantina<\/em>, la <em>Ponentina o<\/em> <em>Spagnola<\/em> e la cos\u00ec detta <em>Luzzato<\/em>, le altre in <em>Ghetto Nuovo<\/em> e cio\u00e8 la <em>Grande Tedesca<\/em>, la <em>Canton<\/em> e quella <em>Italiana. <\/em>(1)<\/p>\n<p><strong>Storia della Scuola Ponentina o Spagnola<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La pi\u00f9 vasta e la pi\u00f9 nota delle Scuole (o Sinagoghe) veneziane \u00e8 quella fatta erigere dagli Ebrei spagnoli (o <em>Ponentini<\/em>) e portoghesi rifugiatisi nei territori della Serenissima dopo la cacciata dalla penisola iberica nel 1492 e 1498: essi formarono una grossa comunit\u00e0 (si parla di pi\u00f9 di 1000 anime) con larghe possibilit\u00e0 economiche e fecero costruire la loro sinagoga nel <em>Campiello de le Scuole<\/em>, di fronte a quella <em>Levantina<\/em>, chiamando certamente i migliori architetti che lavoravano in citt\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La primitiva costruzione, della seconda met\u00e0 del Cinquecento (la data \u00e8 incerta, 1555 o 1584), fu completamente rifatta e restaurata ad opera di <strong>Baldassare Longhena<\/strong> o della sua bottega, cui si devono tante scuole e palazzi veneziani. La facciata appare quasi chiusa e costretta dalle case vicine, non ha l\u2019ampio respiro della <em>Scuola Levantina<\/em>. Sul muro della facciata una semplice lapide ricorda i duecento Ebrei veneziani deportati nei campi di sterminio. Sull\u2019arco del portalo si legge \u201c<em>Beati coloro che risiedono nella Tua casa e che continuamente Ti lodano<\/em>\u201d. (Salmi, 84, 5) Entrando nell\u2019atrio si trova, a sinistra il piccolo <em>Misdrash<\/em> che mantiene intatti i caratteri originali di sala di studio e di preghiere.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Accanto, sulla destra, la lunga scala che conduce al matroneo ed un piccolo cortile dove ogni anno la comunit\u00e0 si raccoglie nella <em>succ\u00e0<\/em> (capanna che si costruisce per la festa del <em>Succot<\/em> che ricorda la dimora degli Ebrei nel deserto). Uno scalone che si divide poi in due rampe porta alla sala di culto. La sala colpisce per la sua imponenza e per la sua vastit\u00e0. Pi\u00f9 volte rimaneggiata nei secoli scorsi la <em>Scuola Spagnola<\/em> mantiene la forma tipica delle Scuole veneziane con l\u2019<em>Ar\u00f2n<\/em> e la <em>Tev\u00e0<\/em> poste sui lati brevi ed i banchi che si fronteggiano su quelli lunghi, mentre l\u2019originale matroneo ovoidale raccorda i vari elementi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019<em>Ar\u00f2n hakodesh<\/em>, circondato da un\u2019elegante balaustra semicircolare con slanciate colonnine e chiusa da un cancello finemente lavorato, \u00e8 un imponente costruzione con timpano e colonne policrome classicheggianti, sormontato da elementi barocchi ricchi di fregi e dorature. Sulle porte dell\u2019<em>Ar\u00f2n<\/em> sono riportati, come nelle altre Scuole, i dieci Comandamenti. Davanti l\u2019<em>Ar\u00f2n<\/em>, sul pavimento una piccola lapide ricorda che nel 1848 \u201c<em>una bomba colp\u00ec la Sinagoga nella sera di Rosh-ha-shan\u00e0<\/em> (Capodanno) <em>5609: s\u2019incastr\u00f2, ma ebbe piet\u00e0&#8221;<\/em>. (2)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">(1) Ermolao Paoletti. Il fiore di Venezia ossia i quadri, i monumenti, le vedute ed i costumi. (Tommaso Fontana editore. Venezia 1839).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">(2) Giovanna Reinisch Sullam. Il Ghetto di Venezia, le Sinagoghe e il Museo. Carnucci editore Roma 1985<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La Scuola (o Sinagoga) Ponentina o Spagnola, in Ghetto Vecchio Storia del Ghetto Il trattenersi degli Ebrei in Venezia \u00e8 antichissimo, trovandosi documenti che li ricordano sino dal 1152. &nbsp;Nel 1394 l&#8217;universit\u00e0 ebraica venne scacciata da Venezia e confinata a Mestre. 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