{"id":23828,"date":"2017-07-01T06:51:39","date_gmt":"2017-07-01T06:51:39","guid":{"rendered":"http:\/\/www.conoscerevenezia.it\/?p=23828"},"modified":"2021-10-25T07:56:54","modified_gmt":"2021-10-25T07:56:54","slug":"sinagoga-scuola-levantina","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.conoscerevenezia.it\/?p=23828","title":{"rendered":"La Scuola (o Sinagoga) Levantina, in Ghetto Vecchio"},"content":{"rendered":"\n<h3>La Scuola (o Sinagoga) Levantina, in Ghetto Vecchio<\/h3>\n<p><strong>Storia del Ghetto<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il trattenersi degli Ebrei in Venezia \u00e8 antichissimo, trovandosi documenti che li ricordano sino dal 1152. &nbsp;N<span style=\"font-size: inherit;\">el 1394 l&#8217;universit\u00e0 ebraica venne scacciata da Venezia e confinata a Mestre. Troppo vicina a Venezia \u00e8 questa localit\u00e0 perch\u00e9 un tale confine non potesse essere infranto. Difatti prima alternativamente passavano gli Ebrei quindici giorni a Venezia e quindici a Mestre, e poi al tutto si stabilirono nella citt\u00e0 senza essere ristretti in nessun luogo; ma sparsi vivendo per le contrade, dove avevano le proprie sinagoghe<\/span><span style=\"font-size: inherit;\">. <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: inherit;\">A differenziare gli Ebrei dai cristiani fu introdotto prima l&#8217;obbligo in essi di portare un O di tela gialla, e poi nel 1496 un berretto giallo, cambiato in seguito in un cappello rosso, dal quale erano dispensati nei soli viaggi.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma nel 1516, ricondotti gli ebrei legalmente da Mestre a Venezia, fu loro prescritto il domicilio nel <em>Ghetto. <\/em>Da quel momento il <em>Ghetto<\/em> si and\u00f2 sempre pi\u00f9 ampliando, instituendosi contemporaneamente le sinagoghe per le varie nazioni. Cinque tali sinagoghe: tre in <em>Ghetto Vecchio<\/em>, e cio\u00e8 la <em>Levantina<\/em>, la <em>Ponentina o<\/em> <em>Spagnola<\/em> e la cos\u00ec detta <em>Luzzato<\/em>, le altre in <em>Ghetto Nuovo<\/em> e cio\u00e8 la <em>Grande Tedesca<\/em>, la <em>Canton<\/em> e quella <em>Italiana. <\/em>(1)<\/p>\n<p><strong>Storia della Scuola Levantina<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Iniziata nella seconda met\u00e0 del Cinquecento, si vuole che la scuola sia stata restaurata nel XVII secolo dal bellunese <strong>Andrea Brustolon<\/strong> (1662-1732), il maggior scultore in legno che abbia operato a quell\u2019epoca a Venezia, o dalla sua bottega. Non esistono prove certe; la tradizione per\u00f2, che ha tramandato il suo nome attraverso i secoli, si pensa possa fare testo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Si entra nella <em>Scuola Levantina<\/em> dal lato che d\u00e0 in <em>Gheto Vechio<\/em>, poich\u00e8 l\u2019ingresso dal <em>Campiello de le Scuole<\/em> \u00e8 stato chiuso da quando \u00e8 stata trasportata qui la<em> Scuola Luzzato<\/em>. Sulla facciata d\u2019ingresso, che corrisponde alla <em>Tev\u00e0<\/em>, sporge un\u2019edicoletta poligonale con tetto a conchiglia, tipica dell\u2019architettura veneziana, detta <em>liag\u00f2<\/em> o <em>diag\u00f2<\/em> che si trova in tanti palazzi veneziani.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sulle pareti della sala al pian terreno numerose e antiche lapidi, la fontanella per lavarsi le mani e delle buche per le offerte. Due rampe di scale portano alla sala di preghiera, nell\u2019aula dove si ha la stessa disposizione comune alle sinagoghe del Ghetto Nuovo; l\u2019<em>Ar\u00f2n<\/em> e la <em>Tev\u00e0<\/em> o <em>Bim\u00e0<\/em> posti di fronte l\u2019uno all\u2019altra sui lati pi\u00f9 brevi, mentre i banchi sono disposti sui lati lunghi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Su lato della <em>Tev\u00e0<\/em> si alza su un basamento decorato a motivi floreali, due ampie scale conducono al pulpito, chiuso da due colonne tortili decorate con altri motivi floreali che sorreggono un severo architrave. Sull\u2019altro lato l\u2019<em>Ar\u00f2n<\/em>, limitato da una balaustra in marmo \u00e8 chiuso da un cancello in ottone, \u00e8 costituito da colonne di marmo classicheggianti in marmo scuro, con la pietra chiara dei capitelli corinzi che sorreggono un architrave. Un doppio timpano, triangolare e ad arco, chiude la parte centrale dell\u2019arca sacra. Sulle pareti dell\u2019<em>Ar\u00f2n<\/em> sono incisi i dieci comandamenti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In alto sopra la parete d\u2019ingresso corre il matroneo, una lunga galleria chiusa da semplici grate. (2)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">(1) ERMOLAO PAOLETTI. Il fiore di Venezia ossia i quadri, i monumenti, le vedute ed i costumi. (Tommaso Fontana editore. Venezia 1839).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">(2) Riccardo Calimani, Giovannina Sullam Reinisch, Cesare Vivante. Venezia Guida alle sinagoghe, al museo e al cimitero. Marsilio 2000.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"La Scuola (o Sinagoga) Levantina, in Ghetto Vecchio Storia del Ghetto Il trattenersi degli Ebrei in Venezia \u00e8 antichissimo, trovandosi documenti che li ricordano sino dal 1152. &nbsp;Nel 1394 l'universit\u00e0 ebraica venne scacciata da Venezia e confinata a Mestre. 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