{"id":23820,"date":"2017-07-01T06:43:23","date_gmt":"2017-07-01T06:43:23","guid":{"rendered":"http:\/\/www.conoscerevenezia.it\/?p=23820"},"modified":"2021-10-25T07:22:43","modified_gmt":"2021-10-25T07:22:43","slug":"sinagoga-scuola-grande-tedesca","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.conoscerevenezia.it\/?p=23820","title":{"rendered":"La Scuola (o Sinagoga) Grande Tedesca, in Ghetto Nuovo"},"content":{"rendered":"\n<h3>La Scuola (o Sinagoga) Grande Tedesca, in Ghetto Nuovo<\/h3>\n<p><strong>Storia del Ghetto<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il trattenersi degli Ebrei in Venezia \u00e8 antichissimo, trovandosi documenti che li ricordano sino dal 1152. Nel 1394 l&#8217;universit\u00e0 ebraica venne scacciata da Venezia e confinata a Mestre. Troppo vicina a Venezia \u00e8 questa localit\u00e0 perch\u00e9 un tale confine non potesse essere infranto. Difatti prima alternativamente passavano gli Ebrei quindici giorni a Venezia e quindici a Mestre, e poi al tutto si stabilirono nella citt\u00e0 senza essere ristretti in nessun luogo; ma sparsi vivendo per le contrade, dove avevano le proprie sinagoghe.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A differenziare gli Ebrei dai cristiani fu introdotto prima l&#8217;obbligo in essi di portare un O di tela gialla, e poi nel 1496 un berretto giallo, cambiato in seguito in un cappello rosso, dal quale erano dispensati nei soli viaggi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma nel 1516, ricondotti gli ebrei legalmente da Mestre a Venezia, fu loro prescritto il domicilio nel <em>Ghetto. <\/em>Da quel momento il <em>Ghetto<\/em> si and\u00f2 sempre pi\u00f9 ampliando, instituendosi contemporaneamente le sinagoghe per le varie nazioni. Cinque tali sinagoghe: tre in <em>Ghetto Vecchio<\/em>, e cio\u00e8 la <em>Levantina<\/em>, la <em>Ponentina o<\/em> <em>Spagnola<\/em> e la cos\u00ec detta <em>Luzzato<\/em>, le altre in <em>Ghetto Nuovo<\/em> e cio\u00e8 la <em>Grande Tedesca<\/em>, la <em>Canton<\/em> e quella <em>Italiana. <\/em>(1)<\/p>\n<p><strong>Storia della Scuola Grande Tedesca<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La <em>Scuola Grande Tedesca<\/em> \u00e8 la prima, in ordine di tempo, fra le sinagoghe erette nel <em>Ghetto<\/em>, fu la vecchia \u201c<em>nazione<\/em>\u201d tedesca ad innalzarla nel 1529, per officiarvi in rito <em>ashkenazita<\/em>. Rimaneggiata da restauri eseguiti nell\u2019Ottocento (1860), deve aver avuta la sistemazione originaria decorativa, poco dopo la meta del Seicento. Costruita su pianta irregolare, la forma ellittica della loggia destinata alle donne e la posizione della <em>Tev\u00e0<\/em> o <em>Bim\u00e0<\/em> originariamente al centro del locale, ne dovevano genialmente mascherare l\u2019anormalit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">All\u2019epoca del precisato restauro, oltre all\u2019avere spostata la <em>Tev\u00e0<\/em> in aderenza della facciata a sera (di cui furono chiuse due finestre) deve essere stata rifatta la griglia del matroneo, e ricoperta di una nuova decorazione dipinta, quella originale della fascia anulare ellittica del soffitto. E forse \u00e8 stata anche cambiata la decorazione delle pareti al disopra del dossale ligneo, comunque, se anche in questo tempio primitivo aspetto \u00e8 alterato, ne rimangono vestigia notevoli, sia della sua ossatura come la loggia, la graziosa lanterna sovrastante al centro il posto della <em>Tev\u00e0<\/em>, e il ricco arredo fisso, l\u2019<em>Ar\u00f2n<\/em> e il portale d\u2019ingresso scolpiti e dorati e il dossale di noce, sia di quello mobile aggiunto in epoca posteriore come i banchi che apportano una nota di grazia settecentesca.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La direzione di questo tempio era affidata ai <em>Parnasim<\/em>, questi erano eletti dall\u2019assemblea composta dai frequentatori del tempio che pagavano la tassa per il posto in esso. Infatti i posti erano venduti, per antica consuetudine, ai vari confratelli della scuola, cosa che era considerata come un privilegio invidiabile; il posto diveniva come una propriet\u00e0 dell\u2019occupante, che lo tramandava da padre in figlio, e talora anche a mezzo di testamento. Se ai Parnasim, in numero di tre, era affidata la direzione generale della Scuola, la distribuzione delle Mizvod e di altri compiti amministrativi era affidata ai <em>Gabbaim<\/em> una specie di segretari onorari. Vi erano poi il <em>Parnas al Scemen Lamaor<\/em>, per la raccolta in denaro o in natura dell\u2019olio per l\u2019illuminazione del tempio, e il <em>Parnas<\/em> o <em>Gabbai<\/em>, per la raccolta delle offerte pro ebrei poveri della Palestina. Infine c\u2019era il <em>Ghisbar<\/em> (tesoriere), responsabile della cassa, detta \u201cscrigno\u201d, dove si deponevano, oltre i fondi liquidi disponibili, anche arredi sacri ed i pi\u00f9 importanti documenti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Vicino a questa scuola tedesca non mancava il <em>Medrasc<\/em>, una specie d\u2019accademia di studi religiosi, dove un rabbino, circondato da un pubblico attento e desideroso di imparare, commentava e discuteva le pi\u00f9 interessanti pagine della letteratura biblica e talmudica. (2)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">(1) Ermolao Paoletti. Il fiore di Venezia ossia i quadri, i monumenti, le vedute ed i costumi. (Tommaso Fontana editore. Venezia 1839).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">(2) Adolfo Ottolenghi. Per il IV centenario della Scuola Canton. Tipografia del Gazzettino Illustrato 1932<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"La Scuola (o Sinagoga) Grande Tedesca, in Ghetto Nuovo Storia del Ghetto Il trattenersi degli Ebrei in Venezia \u00e8 antichissimo, trovandosi documenti che li ricordano sino dal 1152. Nel 1394 l'universit\u00e0 ebraica venne scacciata da Venezia e confinata a Mestre. Troppo vicina a Venezia \u00e8 questa localit\u00e0 perch\u00e9 un tale confine non potesse essere infranto. 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