{"id":23816,"date":"2017-07-01T06:37:00","date_gmt":"2017-07-01T06:37:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.conoscerevenezia.it\/?p=23816"},"modified":"2021-10-25T07:21:55","modified_gmt":"2021-10-25T07:21:55","slug":"sinagoga-scuola-canton","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.conoscerevenezia.it\/?p=23816","title":{"rendered":"La Scuola (o Sinagoga) Canton, in Ghetto Nuovo"},"content":{"rendered":"<h3>La Scuola (o Sinagoga) Canton, in Ghetto Nuovo<\/h3>\n<p><strong>Storia del Ghetto<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il trattenersi degli Ebrei in Venezia \u00e8 antichissimo, trovandosi documenti che li ricordano sino dal 1152. &nbsp;N<span style=\"font-size: inherit;\">el 1394 l&#8217;universit\u00e0 ebraica venne scacciata da Venezia e confinata a Mestre. Troppo vicina a Venezia \u00e8 questa localit\u00e0 perch\u00e9 un tale confine non potesse essere infranto. Difatti prima alternativamente passavano gli Ebrei quindici giorni a Venezia e quindici a Mestre, e poi al tutto si stabilirono nella citt\u00e0 senza essere ristretti in nessun luogo; ma sparsi vivendo per le contrade, dove avevano le proprie sinagoghe<\/span><span style=\"font-size: inherit;\">. <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: inherit;\">A differenziare gli Ebrei dai cristiani fu introdotto prima l&#8217;obbligo in essi di portare un O di tela gialla, e poi nel 1496 un berretto giallo, cambiato in seguito in un cappello rosso, dal quale erano dispensati nei soli viaggi.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma nel 1516, ricondotti gli ebrei legalmente da Mestre a Venezia, fu loro prescritto il domicilio nel <em>Ghetto. <\/em>Da quel momento il <em>Ghetto<\/em> si and\u00f2 sempre pi\u00f9 ampliando, instituendosi contemporaneamente le sinagoghe per le varie nazioni. Cinque tali sinagoghe: tre in <em>Ghetto Vecchio<\/em>, e cio\u00e8 la <em>Levantina<\/em>, la <em>Ponentina o<\/em> <em>Spagnola<\/em> e la cos\u00ec detta <em>Luzzato<\/em>, le altre in <em>Ghetto Nuovo<\/em> e cio\u00e8 la <em>Grande Tedesca<\/em>, la <em>Canton<\/em> e quella <em>Italiana. <\/em>(1)<\/p>\n<p><strong>Storia della Scuola Canton<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La <em>Scuola Canton<\/em>, cos\u00ec chiamata per la sua ubicazione in un angolo (canton) del <em>Ghetto Nuovo<\/em>, venne eretta nell\u2019anno 1532. Il decreto di relegazione degli Ebrei in Ghetto risaliva al 29 marzo 1516, quindi a pochi anni di distanza, e nonostante lo stesso decreto lo vietasse, troviamo questa nuova sinagoga.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non \u00e8 dato di conoscere come appariva internamente la costruzione originaria della Scuola Canton, non essendo rimasto vestigia visibile di ci\u00f2 che costituiva l\u2019organismo decorativo dell\u2019epoca della sua costruzione. A quell\u2019epoca si pu\u00f2 attribuire, con una certa probabilit\u00e0, la parte della disposizione costruttiva generale e pi\u00f9 particolarmente la posizione delle finestre e quella della loggia delle donne (matroneo).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La parte pi\u00f9 antica \u00e8 l\u2019<em>Ar\u00f2n<\/em>, insieme di legno intagliato e dorato, che manifesta il gusto e il fasto della fine del Seicento. I due robusti pilastri, che determinano la parte centrale, sostengono un cornicione dal fregio rigonfio culminante in un frontone spezzato, due colonne scanalate fiancheggiano le portelle dell\u2019arca.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il dossale in noce che fascia tutte le pareti \u00e8 del principio del Settecento, illeggiadrito da delicate sagomature, da snelle colonnine e da minuti intagli. Sopra il dossale, tra finestra e finestra, otto graziosissime formelle in legno intagliato e dorato chiudono nella loro parte centrale altrettante figurazioni scolpite e dipinte che ricordano fatti della vita degli Ebrei nel deserto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nella <em>Tev\u00e0<\/em>, le vicende decorative dell\u2019ambiente hanno ancora pi\u00f9 raffinata continuazione. Sopraelevata di cinque gradini, contenuta da colonne tortili come allora si amava porre a fianco degli altari, ma qui vuote e raffiguranti un intreccio di rami, si apre l\u2019arcata che ne d\u00e0 accesso, con al centro il massiccio e ornatissimo leggio per le officiature.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La dolce curva del soffitto conchiude questo piccolo ambiente, a cui degna corona \u00e8 la lanterna ottagonale con le originali vetrate policrome. (2)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">(1) Ermolao Paoletti. Il fiore di Venezia ossia i quadri, i monumenti, le vedute ed i costumi. (Tommaso Fontana editore. Venezia 1839).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">(2) Adolfo Ottolenghi. Per il IV centenario della Scuola Canton. Tipografia del Gazzettino Illustrato 1932<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La Scuola (o Sinagoga) Canton, in Ghetto Nuovo Storia del Ghetto Il trattenersi degli Ebrei in Venezia \u00e8 antichissimo, trovandosi documenti che li ricordano sino dal 1152. &nbsp;Nel 1394 l&#8217;universit\u00e0 ebraica venne scacciata da Venezia e confinata a Mestre. Troppo vicina a Venezia \u00e8 questa localit\u00e0 perch\u00e9 un tale confine non potesse essere infranto. 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