{"id":22927,"date":"2017-06-20T19:13:09","date_gmt":"2017-06-20T19:13:09","guid":{"rendered":"http:\/\/www.conoscerevenezia.it\/?p=22927"},"modified":"2025-07-14T13:28:23","modified_gmt":"2025-07-14T13:28:23","slug":"famiglia-ziani","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.conoscerevenezia.it\/?p=22927","title":{"rendered":"La famiglia Ziani"},"content":{"rendered":"<h3>La famiglia Ziani<\/h3>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sostengono alcuni cronisti che la famiglia <strong>Ziani<\/strong> sia di un medesimo sangue con gli <strong>Zane<\/strong>. Ma altri, n\u00e8 senza buone ragioni, lo negano decisamente.&nbsp;Certo \u00e8 che li <strong>Ziani<\/strong>, siano venuti da Jesolo o da Torcello, e da questa citt\u00e0 in Rialto, come vogliono alcuni cronacisti, o pervenissero da Padova o da Cavarzere direttamente, secondo altri, furono tribuni nei primi tempi della Repubblica. Era questa famiglia potente e ricchissima, dicendosi che le sue ricchezze le fossero pervenute dall&#8217;avere ritrovata scavando in Altino, una <em>vacca d&#8217;oro massiccio<\/em>, forse idolo degli antichi abitatori, che adoravano, non <em>Proserpina<\/em> sotto quelle forme, come opina il <strong>Gallicciolli<\/strong>, ma piuttosto <em>Venere<\/em>, il cui simbolo era propriamente la vacca, massime in Egitto. <span class=\"fontstyle0\">Ebbe questa illustre famiglia nel 1173 il doge <strong>Sebastiano Ziani <\/strong>e nel 1205 suo figlio<strong> Pietro Ziani.<\/strong><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Grande ruolo ebbe <strong>Sebastiano Ziani<\/strong> nella riconciliazione tra il papa <strong>Alessandro III<\/strong> e l&#8217;imperatore <strong>Federico Barbarossa<\/strong>,&nbsp; &nbsp;il pontefice &nbsp;grato&nbsp; per il contributo don\u00f2 al doge un anello come segno del dominio che gli concedeva sopra il mare Adriatico. Nacque da allora il costume che, arrivato il doge con il Bucintoro alla bocca del porto, gettasse in mare l&#8217;anello (legato con un robusto filo di seta atto a recuperarlo), con queste parole: &#8220;<em>Desponsamus te mare in signum veri perpetuique nostri dominii&#8221;<\/em>. (1)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il doge <strong>Sebastiano Ziani<\/strong> \u00e8 ricordato anche per avere allargato la Piazza, interrando il <em>rio Batario<\/em>, e demolendo la <em>chiesa di San Geminiano<\/em>, la quale si rifece pi\u00f9 addietro l\u00e0 dove, vari secoli dopo, risorse per opera del <strong>Sansovino<\/strong>. Ci\u00f2 fatto, volle lo <strong>Ziani<\/strong> cingere la Piazza medesima di alcuni edifici formati a foggia di gallerie, i quali, perch\u00e8 poi destinati all&#8217;abitazione dei <em>Procuratori di San Marco<\/em>, si dissero Procuratie. Questi edifici ad&nbsp; un piano soltanto, sono quelli che si scorgono nel quadro di <strong>Gentile Bellini<\/strong>, dipinto nel 1496, e rappresentante una processione in Piazza di San Marco.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Fra le molte vigne, che vi erano in Venezia, la pi\u00f9 estesa di tutte, e la prima che avesse fruttificato si reputava quella della famiglia <strong>Ziani<\/strong>. In essa si scorgeva una chiesetta, dedicata a San Marco, perch\u00e8, secondo una volgare tradizione, questo era il luogo ove aveva pernottato l&#8217;Evangelista assalito da fiera burrasca, e gli era apparso un angelo dicendogli: &#8220;<em>Pax tibi Marce evangelista meus!<\/em>&#8221; e profetizzandogli la futura fondazione di Venezia. La vigna, insieme alla chiesa ed alcune botteghe, fu lasciata, mediante testamento 5 giugno 1253, da <strong>Marco Ziani<\/strong> conte d&#8217;Arbe, figlio del doge <strong>Pietro<\/strong>, ai frati Minori o ai frati Predicatori, o ai Cistercensi. Ebbero la preferenza i Minori Osservanti, che vi fermarono in stabile domicilio. (2)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A dimostrar poi essere provenute da un ceppo medesimo le due famiglie <strong>Ziani<\/strong> e <strong>Zane<\/strong>, recano a prova alcuni genealogisti, fra i quali il <strong>Cappellari<\/strong>, innalzare tutte e due lo stesso scudo. Ma \u00e8 questo un errore manifesto. Poich\u00e9 gli <strong>Ziani<\/strong> avevano per impresa uno scudo diviso d&#8217;oro e di azzurro, carico di sei gigli dei colori contrapposti; e gli <strong>Zane<\/strong> usavano alternativamente due scudi; uno diviso d&#8217;argento e di azzurro, con una volpe rampante dei colori contrapposti; l&#8217;altro, inquartato con nella prima e quarta divisione una torre d&#8217;argento in campo vermiglio, e nella seconda e terza la volpe come nel primo scudo. Fu poi variato lo stemma degli <strong>Ziani<\/strong>, non si saprebbe da chi e come, e sotto le immagini dei dogi <strong>Sebastiano<\/strong> e <strong>Pietro Ziani<\/strong> lo si vede inquartato, con nel primo e quarto punto una zampa di volpe d&#8217;argento in campo azzurro, e nel secondo e terzo tre gigli per cadauno, dei colori contrapposti ora detti. (1)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">(1) Il Palazzo Ducale di Venezia Volume IV. Francesco Zanotto. Venezia MDCCCLXI<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">(2) Giuseppe Tassini. Curiosit\u00e0 Veneziane ovvero Origini delle denominazioni stradali di Venezia. Tipografia Grimaldo Venezia 1872<\/p>\n<p><em><strong>I dogi della famiglia<\/strong><\/em>:<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.conoscerevenezia.it\/?p=28670\">Sebastiano Ziani. Doge XXXIX. Anni 1172-1178<\/a><br \/>\n<a href=\"https:\/\/www.conoscerevenezia.it\/?p=28685\">Pietro Ziani. Doge XLII. Anni 1205-1229<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La famiglia Ziani Sostengono alcuni cronisti che la famiglia Ziani sia di un medesimo sangue con gli Zane. 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