{"id":20447,"date":"2017-04-15T20:14:18","date_gmt":"2017-04-15T20:14:18","guid":{"rendered":"http:\/\/www.conoscerevenezia.it\/?p=20447"},"modified":"2017-09-15T06:01:22","modified_gmt":"2017-09-15T06:01:22","slug":"san-rocco","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.conoscerevenezia.it\/?p=20447","title":{"rendered":"San Rocco"},"content":{"rendered":"<p><span style=\"font-size: 14pt;\">San Rocco<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non si sa dove il Monticolo abbia tolto la notizia di un culto veneziano di san Rocco nel 1415, a cui ora aderisce anche lo Zangirolami, che ritiene esistenti nel 1415 due piccole societ\u00e0 intitolate al santo: una a S. Giuliano e l&#8217;altra ai Frari. Meglio si colloca il gruppo dei devoti a S. Rocco in S. Giuliano nel 1477 durante la peste di quest&#8217;anno, trasformatasi poi in confraternita il 27 marzo 1478 e riconosciuta dal Consiglio dei Dieci il 10 giugno dello stesso anno. <\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"> Il 31 agosto 1480, essa si fondeva col gruppo dei Frari originando una unica scuola. Si pu\u00f2 supporre che il suo culto sia penetrato nella laguna dalla via di Lombardia, dati i rapporti commerciali, sebbene non sia possibile precisare in quale relazione stia il santo vogherese con il S. Rochus confessor, festeggiato a Treviso il 11 luglio sin dal sec. XIII.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"> La translatio delle reliquie nel 1485 determin\u00f2 un fervore devozionale notevole, soprattutto in occasionedi pestilenze, tale da eclissare S. Sebastiano, con cui dapprima \u00e8 in coppia nella piet\u00e0 e nell&#8217;iconografia e poi lo sostituisce del tutto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"> Contemporanea alla chiesa e scuola in suo onore ai Frari sorgeva un oratorio sacro a S. Margherita e S. Rocco in contrada di S. Samuele al posto di casa di malaffare come dice il Corner, con significato, si direbbe esaugurale, quale consacrazione contro un tipo di peste, ma per volont\u00e0 della Scuola di S. Rocco.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"> Il santo risulta gi\u00e0 inserito nel Missale Romanum nelle edizioni veneziane del 1481, 1483, 1493, 1497; nel Memoriale Franco, che si pu\u00f2 datare anche negli ultimi decenni del quattrocento, \u00e8 festa di precetto con la rubrica: ad\u00ec 16 S. Rocco: se varda. Senz&#8217;altro nella vicina Mestre attorno al 1499 Cima da Conegliano lavorava il polittico con il santo, che appare anche nella pala di S. Marco alla Salute, di Tiziano, databile o nel 1504 o tra il 1510 e il 1512. Se attribuiamo a Giorgione la Madonna del Prado, tra i santi Antonio da Padova e Rocco, dovremmo porla prima del 1510 o forse per la peste del 1504. Anche se va assegnata a Tiziano, siamo sempre prima del 1510: utile documento di culto per S. Rocco nei primordi del cinquecento veneziano.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"> Dopo la peste del 1576 il doge si recava in S. Rocco, ai Frari, come ex-voto, rivestito di manto d&#8217;oro, ad udire la Messa. Ma il culto del santo era tutt&#8217;altro che pacifico. Il 14 luglio 1590, il Badoer, oratore della Repubblica presso la Santa Sede, scriveva al doge Pasquale Cicogna, di particolare sensibilit\u00e0 ai problemi religiosi, che il papa Sisto V era incerto se canonizzare ufficialmente il santo o toglierlo dal catalogo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"> Nel calendario diocesano dell&#8217;anno prima (1589), figurava ancora dal 16 agosto, come in quello Priuli di dieci anni dopo (1599), per quanto manchi l&#8217;ufficio nel Libellus del 1602, essendo de Communi sin dal 1589.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"> Tutte codeste esitazioni determinarono certi quesiti del patriarca Tiepolo nel 1628 alla Congregazione dei Riti, che rispose per l&#8217;abolizione della festa del santo, poich\u00e9 non canonizzato de more. Senonch\u00e9 il Senato, con rigido e severo intervento del 19 dicembre dello stesso anno, confortato da un consulto del teologo ufficiale Fulgenzio Micanzio decretava che nulla si innovasse rispetto al calendario diocesano. L&#8217;anno dopo, peraltro, la sacra Congregazione, ne permetteva la festa nelle chiese dove era onorato. Ma particolari avvenimenti dovevano far ricredere proprio il patriarca riguardo a S. Rocco. Lo scoppio della peste nel 1630 spavent\u00f2 tutti. Per conseguire la protezione celeste, il Tiepolo, indisse particolari preghiere alla chiesa di S. Rocco. Al santo si riconobbe il patrocinio, poich\u00e9 nel dipinto del Prudenti allusivo alla salvezza di Venezia esposto nel giorno della prima pietra della Basilica della Salute, S. Rocco era raffigurato assieme a S. Sebastiano, al b. Giustiniani, a S. Marco.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"> Da allora non ci furono pi\u00f9 tentennamenti per il suo culto. Nel 1745 il suo ufficio \u00e8 inserito nel Proprium del dominio Veneto; nel 1747 \u00e8 concesso in particolare a Venezia; nel Menologio corneriano del 1749 il santo viene catalogato tra i santi veneziani; dal 1764 figura patrono della citt\u00e0, nell&#8217;elenco del patriarca Bragadin: poi nel Kalendarium perpetuum del 1791 vi si aggiunge il 1317 come anno della morte.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"> L&#8217;iconografia locale del santo richiede un saggio appropriato, data la intensa presenza nelle chiese, spiegabile per la funzione difensiva contro la peste. La tipologia fondamentale \u00e8 quella consueta: bastone e mozzetta di pellegrino, che da lui prese il nome di sanrocchetto; piaghe evidenti in posizione frontale, per favorire la devozione per contatto, con il cane che lecca.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"> Mi limito alla basilica della Salute, eretta per la peste del 1630: qui oltre al sopracitato dipinto del Prudenti, sussiste nella statua dietro l&#8217;altar maggiore, assieme a S. Sebastiano. <\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"> Soprattutto \u00e8 notevole nella chiesa e scuola omonima presso i Frari. In facciata della chiesa: il santo in gloria, altorilievo di A. Marchiori (1696-1778); sul coronamento: statua di G. M. Morleiter (1699-1782). Nell&#8217;interno, i fatti della vita, di J. Tintoretto (1518-1594), presentato al papa; nella solitudine; cura gli appestati in carcere; \u00e8 confortato da un angelo; risana gli ammalati; \u00e8 trasportato in cielo; dipinti di A. Schiavone (1522-1563) sul prospetto della sua cassa. <\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"> Nella sacrestia: sua gloria di F. Fontebasso (1709-1769).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"> Nella scuola. Altare della sala terrena: statua di G. Campagna (1549-1622); lungo le pareti dello scalone: S. Rocco e gli infermi di G. Pellegrini (met\u00e0 sec. XVII); con i Ss. Marco e Sebastiano protegge Venezia di P. Negri (1673). Sala superiore: pala d&#8217;altare, con sua gloria, di J. Tintoretto: episodi della vita nei dossali lignei, di G. Marchiori (1743). Ed ancora del Tintoretto: il santo in dipinto di faccia all&#8217;altare; il santo in gloria nel soffitto dell&#8217;albergo; ancora in gloria nel soffitto della cancelleria di G. Angeli (1709-1798).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"> Le scuole in suo onore avrebbero potuto essere pi\u00f9 numerose: oltre quella grande (1478) ricordiamo: S. Zulian (1496); ai Ss. Rocco e Margherita (1555); a S. Canciano (1592); a S. Eufemia (1720 ca.).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"> Non \u00e8 neppure frequente nell&#8217;onomastica n\u00e9 aristocratica, n\u00e9 popolare, forse per motivo superstizioso difensivo, data l&#8217;associazione concettuale e nominale della peste con il suo nome.\u00a0(1)<\/p>\n<p>(1) A. NIERO, I santi Patroni, in Culto dei Santi a Venezia. Venezia, Studium Cattolico Veneziano, 1965.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>San Rocco Non si sa dove il Monticolo abbia tolto la notizia di un culto veneziano di san Rocco nel 1415, a cui ora aderisce anche lo Zangirolami, che ritiene esistenti nel 1415 due piccole societ\u00e0 intitolate al santo: una a S. Giuliano e l&#8217;altra ai Frari. 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