{"id":20439,"date":"2024-04-25T05:18:00","date_gmt":"2024-04-25T05:18:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.conoscerevenezia.it\/?p=20439"},"modified":"2024-04-25T06:00:38","modified_gmt":"2024-04-25T06:00:38","slug":"san-marco-la-vita-del-santo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.conoscerevenezia.it\/?p=20439","title":{"rendered":"La festa del dies natalis (martirio del santo) di San Marco o San Marco del b\u00f2colo (bocciolo) (25 aprile)"},"content":{"rendered":"\n<h3>La festa del <em>dies natalis<\/em> (martirio del santo) di San Marco o San Marco del <em>b\u00f2colo<\/em> (bocciolo) (25 aprile)<\/h3>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Giovanni<\/strong> (At.13, 5 13) o <strong>Marco<\/strong> (At.15, 39) o meglio <strong>Giovanni<\/strong> soprannominato <strong>Marco<\/strong> (At. 12, 12 e 25; 15, 37) era un giudeo-cristiano palestinese. Il caso di binomia era piuttosto frequente in quel tempo tra gli Ebrei a contatto col mondo greco romano.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Apparteneva ad una famiglia agiata, che possedeva una grande e bella casa. Era rimasto senza padre ancora giovanetto e la pia madre ne aveva assunta l&#8217;educazione. Viveva a Gerusalemme, nei grandi tempi dell&#8217;attesa messianica e forse fu tra i 72 discepoli di <em>Ges\u00f9<\/em> di cui parla <em>San Luca<\/em> (Lc. 10,1). <strong>Origene<\/strong> e <em>Sant&#8217;Epifanio<\/em> lo affermarono con sicurezza, ma d&#8217;altra parte <strong>Papia<\/strong> ci rende noto che <strong>Marco<\/strong> non aveva mai n\u00e9 ascoltato n\u00e9 visto il Signore. Pi\u00f9 d&#8217;uno dei commentatori del Vangelo marciano lo identificano con quel &#8220;<em>giovinetto che ravvolto in un lenzuolo sul corpo nudo seguiva Ges\u00f9 nella notte dell&#8217;arresto e che le guardie tentarono di fermare<\/em>&#8220;. &#8220;<em>Ma egli, abbandonando il lenzuolo, se ne era fuggito nudo<\/em> (Mc. 14, 51)&#8221;. Secondo altri era sua la casa dove il Maestro aveva festeggiato l&#8217;ultima Pasqua della sua vita terrena ed istituita l&#8217;Eucarestia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Da questo momento troviamo <strong>Giovanni Marco<\/strong> a un posto di primo tra i collaboratori apostolici, in contatto soprattutto con i due principi e le due colonne della chiesa primitiva: <em>San Pietro<\/em> e <em>San Paolo.<\/em> Ed \u00e8 quest&#8217;ultimo che, rientrato ad Antiochia con <em>Barnaba da Gerusalemme<\/em> dopo la morte di <strong>Agrippa<\/strong> (44 d.C.), vi porta anche <strong>Marco<\/strong> (At. 12, 25). Il giovanetto li segue sia per i legami di parentela con <em>Barnaba<\/em>, sia per l&#8217;amore di <em>Ges\u00f9<\/em> che lo spingeva all&#8217;attivit\u00e0 apostolica, sebbene i suoi compiti fossero pi\u00f9 di servizio e di predicazione (At. 13, 1-5 e 15, 37). Con il cugino <em>Barnaba<\/em> accompagner\u00e0 l&#8217;apostolo delle genti nel suo primo dei grandi viaggi missionari (47 d.C.). La meta \u00e8 Cipro, dove i frutti della predicazione sono veramente abbondanti e seguiti da miracoli, e poi la <em>Panfilia<\/em>. Ma qui, a Perge, <strong>Marco<\/strong> &#8220;<em>si separa da loro per tornare a Gerusalemme<\/em>&#8221; (At. 13, 13). Non conosciamo le ragioni di questo abbandono.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dopo il periodo di lavoro comune con il cugino a Cipro, egli si sarebbe recato nel 52-53 circa in Alessandria. A partire dal quarto secolo infatti (cfr. ad es. <em>Sant&#8217;Epifanio<\/em> nel &#8220;<em>De haeresibus<\/em>&#8221; e le &#8220;<em>Constitutiones Apostolicae<\/em>&#8220;) la tradizione della fondazione dei quella comunit\u00e0 ecclesiale da parte dell&#8217;evangelista domina senza contrasti. Potremmo con molta probabilit\u00e0 porre il suo governo episcopale dal 52 al 62 circa. In quest&#8217;anno infatti lo troviamo a Roma, dove ha la possibilit\u00e0 di collaborare con S<em>an Pietro<\/em> e S<em>an Paolo<\/em>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Anche questa volta non ci \u00e8 dato di sapere con certezza le ragioni che l&#8217;hanno spinto a lasciare <strong>Aniano<\/strong> ed Alessandria per recarsi a Roma. A Roma egli vive accanto a <em>San Pietro<\/em>. In una sua lettera costui lo chiama suo &#8220;<em>figlio<\/em>&#8221; (I P.5,13) e pi\u00f9 d&#8217;uno pensa che il capo della Chiesa abbia voluto indicare, oltre una affettuosa comunanza di vita con lui, anche il fatto che egli stesso avrebbe rigenerato <strong>Marco<\/strong> alla vita spirituale a Gerusalemme. A Roma, dai suoi contatti con <em>San Pietro<\/em>, sarebbe nato il suo vangelo. Scritto per incarico dello stesso principe degli apostoli (<em>San Giustino<\/em> lo chiama &#8220;<em>Memorie di Pietro<\/em>&#8220;) o per desiderio della comunit\u00e0 cristiana romana di conservare il ricordo della predicazione petrina o per comprensibile premura del discepolo di raccogliere quanto aveva udito del suo padre e maestro, esso rifletteva certamente le parole e il pensiero di <em>San Pietro<\/em>. Cos\u00ec nasce il <em>vangelo marciano<\/em>. Quanto all&#8217;epoca della composizione esso dovrebbe essere collocato poco prima o poco dopo (<strong>Papia<\/strong> e <em>Santo Ireneo<\/em> sono di questa opinione) la morte del principe degli apostoli: tra il 63 e il 65 d.C. Per il luogo l&#8217;opinione comune \u00e8 che esso sia stato scritto nella capitale dell&#8217;impero, sebbene non manchi qualche autore che lo vorrebbe steso in Egitto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Da Roma <strong>Marco<\/strong> sarebbe venuto a predicare il Vangelo nella citt\u00e0 di <em>Aquileia<\/em>. Colpisce il fatto che <em>San Girolamo, Rufino, Cromazio, Venanzio Fortunato<\/em>, che pure parlano con mota simpatia ed affetto di quella citt\u00e0 e ne esaltano le glorie cristiane, non ricordino n\u00e9 la predicazione marciana in essa, n\u00e9 la fondazione della sua prima comunit\u00e0 ecclesiale da parte dell&#8217;evangelista. Fino al secolo ottavo non ci \u00e8 giunta nessuna voce n\u00e9 testimonianza su questo episodio. Nella seconda met\u00e0 del secolo VIII affiorer\u00e0 la leggenda. <strong>Paolo Diacono<\/strong>, lo storico longobardo, nella sua indagine sull&#8217;episcopato di Metz (783 &#8211; 786), parlando dell&#8217;invio dei vari discepoli di <em>San Pietro<\/em> a fondare varie chiese in giro per l&#8217;Europa scrive: &#8220;<em>Marcum vero qui praecipuus inter eius discipulos habebatur, Aquileiam destinavit, quibus cum Hermagoram suum comiten Marcus praefecisset, ad beatum Petrum reversus, ab eo nihilominus Alexandriam missus est<\/em>&#8221; (De ordine episcoporum Mettensium, P.L. 95, col. 699 e 711). Ma sar\u00e0 soprattutto al sinodo di Mantova, convocato nel 827 dal metropolita aquileiese <strong>Massenzio<\/strong> per ristabilire la sua autorit\u00e0 su tutta la Venezia, che la leggenda trover\u00e0 una ampia formulazione ed un valore giuridico e storico. Secondo gli atti di quel sinodo il santo evangelista, mandato a predicare dal principe degli apostoli si sarebbe diretto ad Aquileia e vi avrebbe diffusa la fede e da l\u00ec sarebbe cominciato &#8220;<em>l&#8217;exordium christianitatis<\/em>&#8221; di tutta l&#8217;Italia e di molte altre regioni. Desiderando poi rivedere <em>San Pietro<\/em> sarebbe ritornato a Roma e vi avrebbe portato <strong>Ermagora<\/strong>, &#8220;<em>elegantem virum<\/em>&#8220;, scelto da tutto il clero e dal popolo, per essere consacrato vescovo della citt\u00e0 dallo stesso capo del collegio apostolico che l&#8217;avrebbe costituito &#8220;<em>proton Italiae pontificem<\/em>&#8220;, primo dei vescovi italiani (M.G.H., Concilia, II, pp. 583 &#8211; 589).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L&#8217;evangelista stava navigando verso Roma con <strong>Ermagora<\/strong> quando viene sorpreso nella zona paludosa lagunare da un forte vento. La navicella \u00e8 costretta ad arrestarsi in un isolotto &#8220;<em>ubi &#8230; Rivoaltina civitas<\/em> (e cio\u00e8 Venezia) <em>constructa dignoscitur<\/em>&#8220;. Il santo si addormenta ed un angelo in sogno gli annuncia &#8220;<em>Pax tibi Marce, Hic requiescet corpus tuum<\/em>&#8221; (da notare che le antiche &#8220;<em>passiones<\/em>&#8221; riferivano un annuncio simile di <em>Ges\u00f9<\/em> al suo discepolo prigioniero ad Alessandria &#8220;<em>Pax tibi Marce, evangelista meus<\/em>&#8220;). Il santo di fronte a quell&#8217;annuncio di morte crede ad un prossimo naufragio ma il messaggero divino lo rassicura: &#8220;<em>Non temere, o santo evangelista di Dio. Hai ancora molto da fare e da patire per Cristo. Dopo il tuo martirio, gli abitanti della vicina terraferma si raduneranno qui per evitare malanni e soprattutto persecuzioni per loro fede (si vuole cos\u00ec anche dare un senso religioso all&#8217;origine di Venezia) e qui costruiranno una meravigliosa citt\u00e0 e avranno l&#8217;onore di conservare il tuo corpo. E lo onoreranno molto e con i loro meriti e le loro preghiere avranno con la tua intercessione molte grazie da Dio<\/em>&#8220;, \u00e8 la leggenda della predestinazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Da Roma probabilmente dopo la morte di <em>San Pietro<\/em> e di <em>San Paolo<\/em>, verso il 64 o il 67, egli ritorna ad <em>Alessandria<\/em> dove subisce il martirio. Purtroppo anche su questo episodio conclusivo della vita dell&#8217;evangelista tacciono le fonti pi\u00f9 antiche. Le prime notizie le abbiamo in uno scritto intitolato appunto &#8220;<em>Martirio di san Marco<\/em>&#8221; (P.G., CXV, coll. 163-170) e nel &#8220;<em>Chronicon Paschale<\/em>&#8221; (P.G. XCII, col. 608), che sono entrambe delle fonti piuttosto tarde, tuttavia non si pu\u00f2 dubitare del martirio del santo, appoggiati come sono oltre che dal consenso della Chiesa alessandrina e di tutta quella orientale e greca in modo particolare dalla testimonianza degli antichi martirologi occidentali a cominciare da quello di <em>Beda<\/em>. In quegli <em>Atti<\/em> si racconta come l&#8217;evangelista avesse ordinato 3 preti, 7 diaconi e 11 ministri inferiori ad Alessandria, stabiliti dei vescovi nei dintorni, e rassodati i cristiani nella fede. I pagani allora, mal sopportando i meravigliosi segni che il signore operava per mezzo del suo discepolo, si arrabbiano furiosamente per tutti quegli idoli bruciati o distrutti e si vendicavano accusandolo di magia. E&#8217; un giorno di domenica, mentre pagani e cristiani sono in festa, celebrando i primi la solennit\u00e0 di <em>Serapide<\/em>, divinit\u00e0 molto cara agli egiziani, i secondi la <em>Pasqua<\/em>, quando <strong>Marco<\/strong> \u00e8 assalito da una turba inferocita che lo trascina con una corda al collo in un luogo rupestre sul litorale chiamato <em>Bucoli<\/em>, molto probabilmente perch\u00e9 serviva al pascolo o all&#8217;ingrassamento dei buoi, e lo fa oggetto di ludibrio, di scherno, di percosse, di lanci di pietra. Venuta la sera lo mettono in prigione dove appare a confortarlo Ges\u00f9 che lo salutava col &#8220;<em>Pax tibi Marce, evangelista meus<\/em>&#8221; e il giorno dopo, il 25 di aprile del 68 consumano il martirio. (1)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">.(1) A. NIERO, Culto dei Santi a Venezia. Venezia, Studium Cattolico Veneziano, 1965.<\/p>\n<p><style type=\"text\/css\" media=\"screen\"> a.elenchi:link { color:#12488e; text-decoration: none; } a.elenchi:visited { color:#12488e; text-decoration: none; }  a.elenchi:hover { color:#008080; text-decoration: underline; } a.elenchi:active { color:#12488e; text-decoration: underline; } <\/style><\/p>\n<p><a class=\"elenchi\" href=\"https:\/\/www.conoscerevenezia.it\/?p=20439\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">San Marco \u2013 La vita del santo<\/a><br><a class=\"elenchi\" href=\"https:\/\/www.conoscerevenezia.it\/?p=20431\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">San Marco \u2013 La traslazione del corpo a Venezia<\/a><br><a class=\"elenchi\" href=\"https:\/\/www.conoscerevenezia.it\/?p=20435\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">San Marco \u2013 Il ritrovamento del corpo<\/a><br><a class=\"elenchi\" href=\"https:\/\/www.conoscerevenezia.it\/?p=32230\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">Basilica di San Marco \u2013 Luogo del ritrovamento del corpo di San Marco (1094) \u2013 Pilastro dell&#8217;altarino di San Giacomo <\/a><br><a class=\"elenchi\" href=\"https:\/\/www.conoscerevenezia.it\/?p=72995\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">Il giorno di San Marco, e i mazzolini di fiori regalati alle dame, all&#8217;origine della &#8220;Festa del B\u00f2colo&#8221;<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"La festa del dies natalis (martirio del santo) di San Marco o San Marco del b\u00f2colo (bocciolo) (25 aprile) Giovanni (At.13, 5 13) o Marco (At.15, 39) o meglio Giovanni soprannominato Marco (At. 12, 12 e 25; 15, 37) era un giudeo-cristiano palestinese. 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