{"id":20431,"date":"2017-04-15T13:58:54","date_gmt":"2017-04-15T13:58:54","guid":{"rendered":"http:\/\/www.conoscerevenezia.it\/?p=20431"},"modified":"2018-04-25T04:25:43","modified_gmt":"2018-04-25T04:25:43","slug":"san-marco-traslatio-a-venezia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.conoscerevenezia.it\/?p=20431","title":{"rendered":"San Marco &#8211; La traslazione del corpo a Venezia"},"content":{"rendered":"<p><span style=\"font-size: 14pt;\">San Marco &#8211; La traslazione del corpo a Venezia<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il corpo del santo evangelista fu conservato e venerato a lungo ad Alessandria. Oltre la testimonianza citata di Palladio abbiamo quella degli Atti di san Pietro, vescovo di quella citt\u00e0 nel quarto secolo, (la stesura per\u00f2 di questa &#8220;passio&#8221; \u00e8 molto posteriore) che ci dicono come nella localit\u00e0 del martirio di san Marco, a Bucoli, c&#8217;era una chiesa costruita nel 310, appena i cristiani poterono costruirne una all&#8217;aperto, e un cimitero che prendeva il nome del santo. Il corpo di San Marco era molto probabilmente ancora l\u00ec, custodito in una bella tomba di marmo, in una chiesa situata presso il porto all&#8217;entrata della citt\u00e0 quando nel secolo ottavo essa cadde in mano degli Arabi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il monaco franco Bernardo per\u00f2 che verso la fine del secolo nono compie il suo pellegrinaggio in terra santa ci assicura (il manoscritto che abbiamo \u00e8 abbastanza tardo ma sembra doversi ricondurre ad una fonte pi\u00f9 antica) che il corpo dell&#8217;evangelista non si trovava pi\u00f9 in Egitto ma era stato trasportato a Venezia. Queste le voci che il monaco raccoglie sul posto e che confermerebbero la tradizione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Secondo questa infatti nel 828 dieci navi veneziane spinte dal vento contro la volont\u00e0 dei loro marinai, &#8220;navigantes velut inviti&#8221; avrebbero approdato ad Alessandria d&#8217;Egitto contravvenendo ai decreti dell&#8217;imperatore bizantino Leone V l&#8217;Armeno (813-820), confermati dal duca veneziano Giustiniano Partecipazio, che proibivano il commercio con gli arabi; contravvenzione per\u00f2 avvenuta &#8220;Deo volente &#8230; divino nutu&#8221;, tiene a ripetere l&#8217;estensore del racconto. Tra gli occupanti di quelle navi, che tra l&#8217;altro da buoni mercanti avevano approfittato di quella sosta forzata per fare affari, si trovavano i tribuni Buono da Malamocco e Rustico da Torcello. Costoro oltre che buoni mercanti erano anche uomini pii e ogni giorno si recavano nella chiesa dove era sepolto il corpo di san Marco, vicino al porto, per venerarlo. Entrarono cos\u00ec in amicizia con i custodi del tempio e soprattutto col monaco Staurazio e il prete Teodoro, quest&#8217;ultimo secondo il costume orientale, sposato. Data l&#8217;usanza instaurata dal califfo abasside Mamum di spogliare le chiese cristiane per costruire delle moschee e la paura che regnava tra i cristiani di vedere distruggere i luoghi di culto e profanare le preziose reliquie, i due veneziani propongono ai due alessandrini di trafugare il corpo dell&#8217;evangelista. E&#8217; vero, essi rispondono alle obiezioni di quest&#8217;ultimi, che il santo ha evangelizzato Alessandria e sarebbe giusto che vi restasse il suo corpo, ma prima ancora ha evangelizzato Aquileia e la regione veneta &#8220;unde nos sumus primogeniti filii eius&#8221; (e noi siamo i suoi figli primogeniti), per cui non si tratterebbe che di un ritorno &#8220;nos Dominus hic velut invitos adduxit ut nobis eundem nostrum sanctissimum patrem restituat&#8221; e poi ci sar\u00e0 anche una buona ricompensa per voi da parte del duca veneziano.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Staurazio e Teodoro da principio non cedono ma poi, anche perch\u00e9 il pericolo di profanazione diventa sempre pi\u00f9 prossimo ed uno degli altri custodi del tempio \u00e8 gi\u00e0 stato arrestato, acconsentono ai desideri di Buono e di Rustico. Il corpo dell&#8217;evangelista viene imbarcato sotto gli occhi degli arabi con uno stratagemma: la cesta che lo contiene viene riempita di foglie di cavoli e di altri ortaggi e di carne porcina alla cui vista essi si mettono a gridare &#8220;Kinzir, Kinzir&#8221; (maiale, maiale) e si allontanano sputando. Forse tale sistema viene adoperato per ingannare non solo i mussulmani ma anche i cristiani alessandrini, attaccati al loro santo patrono e una frase del racconto potrebbe farcelo sospettare. Incomincia cos\u00ec il viaggio di ritorno e la leggenda fiorisce a questo punto di miracoli. Al passaggio delle sacre spoglie si sparge attorno un insistente profumo; la nave di Buono e Rustico va a piantarsi velocemente sul fianco di un&#8217;altra i cui occupanti li deridevano dicendo che era stata data loro una mummia e non il corpo del santo e non si stacca finch\u00e9 questi ultimi non riconoscono la verit\u00e0; il salvataggio nella tempesta; gli isolani che vanno incontro alla nave, prodigiosamente avvertiti del trasporto; il demonio che si impossessa del negatore pi\u00f9 ostinato. Arrivano finalmente in Istria, ad Umago e si fermano incerti sul da farsi. Mandano allora a Giustiniano Partecipazio un&#8217;ambasceria per dargli il lieto annuncio e farsi perdonare la trasgressione dei suoi ordini. Il duca accoglie con gioia la notizia e si prepara con il vescovo Orso e il popolo a ricevere &#8220;talem thesaurum&#8221;. E la preziosa reliquia arriva a Rivo Alto. Le autorit\u00e0 religiose e civili gli si fanno processionalmente incontro e altri miracoli segnano il suo trasporto. Mentre ci si avvia per la scala che porta al palazzo ducale non c&#8217;\u00e8 neppure il pi\u00f9 tenue soffiar di vento, ma il manto che copre il corpo santo si agita come se fosse mosso da una impetuosa e misteriosa forza e i portatori, cui prima il corpo pesava moltissimo, non fanno pi\u00f9 nessuna fatica. Lo si depone in una stanza vicina la palazzo in attesa di costruirvi la chiesa. Morto nel 829 Giustiniano, secondo quanto egli stesso dispone nel suo testamento viene eretto dal fratello Giovanni &#8220;infra territorio sancti Zachariae&#8221;, una basilica &#8220;elegantissimae formae, ad eam similitudinem, quam supra domuni tumulum Hierosolimis viderat&#8221; cio\u00e8 a pianta centrale e vi si depone &#8220;honore dignissimo venerabillimum corpus&#8221;.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I valori religiosi e civili nel culto di san Marco si potenziano a vicenda e si fondono in una infrangibile unit\u00e0, destinata a durare nei secoli. L&#8217;evangelista diventa il simbolo della patria, le monete e le bandiere si fregeranno del leone alato, la basilica marciana diventer\u00e0 tempio e arengo. &#8220;Viva San Marco!&#8221;; con questo grido i veneziani saluteranno le loro vittorie e si rinfrancheranno dopo le loro sconfitte. (1)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">(1) A. NIERO, Culto dei Santi a Venezia. Venezia, Studium Cattolico Veneziano, 1965.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.conoscerevenezia.it\/?p=20439\" rel=\"noopener\" target=\"_blank\">San Marco \u2013 La vita del santo<\/a><br \/>\n<a href=\"https:\/\/www.conoscerevenezia.it\/?p=20431\" rel=\"noopener\" target=\"_blank\">San Marco \u2013 La traslazione del corpo a Venezia<\/a><br \/>\n<a href=\"https:\/\/www.conoscerevenezia.it\/?p=20435\" rel=\"noopener\" target=\"_blank\">San Marco \u2013 Il ritrovamento del corpo<\/a><br \/>\n<a href=\"https:\/\/www.conoscerevenezia.it\/?p=32230\" rel=\"noopener\" target=\"_blank\">Basilica di San Marco \u2013 Luogo del ritrovamento del corpo di San Marco (1094) \u2013 Pilastro dell&#8217;altarino di San Giacomo <\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>San Marco &#8211; La traslazione del corpo a Venezia Il corpo del santo evangelista fu conservato e venerato a lungo ad Alessandria. 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