{"id":1552,"date":"2016-02-29T15:07:04","date_gmt":"2016-02-29T15:07:04","guid":{"rendered":"http:\/\/www.conoscerevenezia.it\/?p=1552"},"modified":"2017-08-02T14:11:13","modified_gmt":"2017-08-02T14:11:13","slug":"chiesa-dellarcangelo-raffaele-2","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.conoscerevenezia.it\/?p=1552","title":{"rendered":"Chiesa dell&#8217;Arcangelo Raffaele"},"content":{"rendered":"<h3>Chiesa dell&#8217;Arcangelo Raffaele<\/h3>\n<p style=\"text-align: justify;\">In diversi luoghi della citt\u00e0 nascente di Venezia il Vescovo d\u2019Opitergio San Magno fond\u00f2 per divina rivelazione chiese parrocchiali, fra le quali si conta per seconda quella, che dedicata a San Raffaele.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Apparso questo Beato Arcangelo al Santo Prelato, mentre secondo il suo costume orava, rapito in ispirito, gli comand\u00f2 d\u2019innalzare sotto il titolo del glorioso suo nome una chiesa in quella parte della citt\u00e0, che si chiamava Dorsoduro, ove avesse ritrovato molti uccelli insieme uniti. La Fondazione di questa, e dell\u2019altre chiese erette per opera del Santissimo Vescovo, allorch\u00e9 per salvarsi dalla furia dei Longobardi si ricover\u00f2 col suo popolo nelle Lagune dell\u2019Adriatico, comech\u00e9 viene concordemente asserita dai Veneti Cronologi, e dalla costante tradizione delle chiese stesse, fu la principale cagione, perch\u00e9 con pubblico decreto del Senato si annoverasse San Magno fra principali protettori della citt\u00e0 di Venezia. Da questa altrettanto fondata quanto immemorabile tradizione, approvata (come altrove s\u2019\u00e8 detto) dai pi\u00f9 accreditati Cronologi Veneziani, e da molti altres\u00ec degli esterni scrittori, vien riprovato ci\u00f2 che di questa chiesa scrisse troppo facilmente nella sua Venezia il Sansovino, che fabbricata ella fosse da Adriana moglie di Genusio Ruteno Principe di Padova, la quale ai tempi d\u2019Attila fierissimo Re degli Unni ridottasi coi fgli nelle lagune, ivi, ove posto aveva sbarcando il primo piede, promise a Dio, ed all\u2019Arcangelo San Raffaele di fabbricare una chiesa, se ritornato a lei fosse salvo il principe suo marito.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Essendosi per\u00f2 dopo la distruzione di Padova ridotto all\u2019Isole di Venezia Genusio soddisfece ella al voto, ed ivi appresso abitando contratta amicizia con le monache di San Zaccaria, lasci\u00f2 loro morendo la chiesa, che continu\u00f2 in loro dominio, finch\u00e9 abbruciata per un incendio nell\u2019anno 899, fu rifabbricata per rivelazione di San Magno dalle famiglie Candiana, ed Ariana, e le Monache di San Zaccaria ne perdettero allora il possesso.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nella tessitura di questa favola il poco critico, bench\u00e9 per altro assai benemerito, scrittore si dimentic\u00f2 d\u2019avere scritto, che il Monastero di San Zaccaria era stato fabbricato nell\u2019anno 827, cio\u00e8 alcuni secoli dopo l\u2019invasione di Attila, e che il Vescovo San Magno fior\u00ec circa la met\u00e0 del secolo VII, duecento e pi\u00f9 anni avanti quel preteso incendio, da cui si dice consumata la chiesa di San Raffaele.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019altrettanto orribile quanto vero incendio, da cui insieme con molte altre rest\u00f2 distrutta la Chiesa dell\u2019Arcangelo Raffaele, succedette, come scrive nella sua Cronaca il Dandolo, nell\u2019anno 1105, che per\u00f2 la piet\u00e0 dei fedeli commiserandone le rovine con larghe elemosine la rinnovarono dai fondamenti, e fu poi consacrata nell\u2019anno 1193. Per cinque secoli in circa dur\u00f2 la nuova chiesa, finch\u00e9 minacciando per la sua troppa vecchiezza imminenti rovine si rinnov\u00f2 nell\u2019anno 1618, dai fondamenti; indi, fu rifabbricata la facciata esteriore nel 1735, per opera di Giovanni Batista Ghedini zelantissimo piovano, il quale ne procur\u00f2 anche l&#8217;ecclesiastica consacrazione eseguita solennemente nel giorno 15 di maggio dell\u2019anno 1740, da Francesco Antonio Correr dell\u2019Ordine dei Cappuccini Patriarca di Venezia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">All\u2019altare eretto ad onore del Sant\u2019Arcangelo Titolare si conserva il corpo di San Niceta Martire, la di cui solennit\u00e0 si celebra da tutto il clero veneto nel giorno 12 di settembre, e gli atti della di lui passione, bench\u00e9 bisognosi di molta correzione, si leggono registrati negli antichi codici di questa chiesa, in cui pure furono scritti alcuni miracoli coi quali Iddio volle glorificato questo Santo Martire trasferito dall\u2019oriente in tempo ora a noi ignoto da devote religiose persone, e donato a questa chiesa, nella quale si custodisce pure onorevolmente un osso del braccio di Sant\u2019Antonio Abbate, ed una particella del legno della Santissima Santa Croce donata gi\u00e0 dal Pontefice Sisto V, all\u2019illustre Giacomo Foscarini Procuratore.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il Capitolo di questa chiesa \u00e8 formato dal Piovano, da due Preti, da due Diaconi, e da due Suddiaconi titolari. (1)<\/p>\n<p><strong>Visita della chiesa (1839)<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sopra la porta maggiore vi \u00e8 in una nicchia la statua dell&#8217;Angelo Raffaele, e la tavola del primo altare a fianco di questa porta con Nostra Donna ed alcuni santi. Graziosissima \u00e8 poi, sullo stile di Tiepolo, la pala con San Liberale vescovo ed i Santi Sebastiano, Girolamo e Giovanni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non meritano osservazione le tavola degli altri altari. Un ricordo deve farsi del quadro laterale nella cappella alla destra dell&#8217;altare maggiore esprimente la Cena del Signore di Bonifacio ed un ricordo si deve pure fare dei due laterali della cappella maggiore; l&#8217;uno con il centurione innanzi a Cristo, di Alvise dal Friso che assai si \u00e8 accostato allo stile di Paolo, e l&#8217;altro col castigo dei serpenti, di Antonio Aliense.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Niente altro addomanda qui le considerazioni dell&#8217;intelligente, dal soffitto a fresco in fuori con San Michele vincitore di Satana che sembra opera di Francesco Fontebasso. Diremo solo che innanzi all&#8217;invenzione degli organi si usava in questa chiesa il Rigabella, dapprima, indi il Torsello, e finalmente i Ninfali. (2)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">(1) FLAMINIO CORNER. Notizie storiche delle chiese e monasteri di Venezia, e di Torcello tratte dalle chiese veneziane e torcellane (Padova, Stamperia del Seminario, 1763).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">(2) ERMOLAO PAOLETTI. Il fiore di Venezia ossia i quadri, i monumenti, le vedute ed i costumi. (Tommaso Fontana editore. Venezia 1839).<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Chiesa dell&#8217;Arcangelo Raffaele In diversi luoghi della citt\u00e0 nascente di Venezia il Vescovo d\u2019Opitergio San Magno fond\u00f2 per divina rivelazione chiese parrocchiali, fra le quali si conta per seconda quella, che dedicata a San Raffaele. 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