{"id":1517,"date":"2016-02-29T07:44:08","date_gmt":"2016-02-29T07:44:08","guid":{"rendered":"http:\/\/www.conoscerevenezia.it\/?p=1517"},"modified":"2017-11-13T16:16:17","modified_gmt":"2017-11-13T16:16:17","slug":"chiesa-e-monastero-di-gesu-e-maria-monache-agostiniane-dette-le-muneghette","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.conoscerevenezia.it\/?p=1517","title":{"rendered":"Chiesa e Monastero di Ges\u00f9 e Maria vulgo de le Muneghete"},"content":{"rendered":"<h3>Chiesa di Ges\u00f9 e Maria vulgo de le Muneghete.\u00a0Monastero di Monache Agostiniane. <em>Chiesa e Monastero demoliti<\/em><\/h3>\n<p><strong>Storia della chiesa e del monastero<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tutto il corso dell&#8217;ammirabile vita di suor Angela Maria Pasqualigo, fondatrice del monastero dedicato a Ges\u00f9 e a Maria, pu\u00f2 dirsi sia stata una disposizione della Divina Providenza, che la volle istitutrice malgrado molte umane contrariet\u00e0, che vi si opposero. Nacque questa buona vergine in Venezia nel giorno 29 di settembre dell&#8217;anno 1562. e ben dalla prima sua infanzia diede contrassegni di essere stata prescelta da Dio, e prevenuta con benedizioni di santit\u00e0. Aspra contra il suo delicato corpo non sapeva concedergli altra quiete, che quella dell&#8217;orazione, a cui donava quanto tempo le restava dall\u2019operare domestico. Nell&#8217;et\u00e0 di nove anni restata orfana dei suoi genitori si adott\u00f2 per Madre Maria Santissima, di cui ne senti poi sempre utile il patrocinio, massimamente allorch\u00e9 caduta tra le fiamme prodigiosamente ne rest\u00f2 illesa. Dalla casa di una sua zia materna, ove insieme con Lucia sua sorella si era ricoverata, pass\u00f2 non molto tempo dopo ad abitare con Antonio suo zio paterno, che destinato dalla Repubblica ad un governo nell&#8217;Isola di Candia, l\u00e0 seco condusse le nipoti, dove richiesta in matrimonio Angela da un giovane ugualmente nobile che ricco, mai pot\u00e9 n\u00e9 per minacce, n\u00e9 per preghiere essere rimossa da quel costante proposito, che fatto aveva di conservare la sua verginit\u00e0 intatta a Ges\u00f9 Cristo. Morto lo zio nel fine di sua reggenza, entr\u00f2 con la sorella nel Monastero di Santa Caterina di Candia, ove fecero ogni sforzo le monache per seco trattenerla, offrendole persino il governo del monastero; ma sentendosi ella chiamata altrove, mai pot\u00e9 quietarsi di stabilire ivi una perpetua dimora.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Superata frattanto molte difficolt\u00e0, ritornarono le povere giovani alla loro patria, ove ributtate dai parenti, ed abbandonate da tutti convenne che si riducessero a miseramente vivere in un\u2019angusta cameretta. Quasi per\u00f2 che la loro miseria fosse poco per saziare l\u2019animo ansioso di patire, ai domestici disagi aggiunse le volontarie penitenze di lunghi, e frequenti digiuni, per lo pi\u00f9 sofferti in pane ed acqua, di quotidiane discipline a sangue, e di un orrido cilicio, con cui d\u00ec e notte teneva coperte e afflitte l&#8217;innocenti sue carni. Matura dunque alla grande opera, a cui Dio la destinava, essendosi gi\u00e0 appresso tutti sparsa la fama della di lei santit\u00e0, cominciarono prima a frequentemente visitarla alcune nobili e civili donzelle, che sempre pi\u00f9 animate e dalla dolcezza del suo tratto, e dall&#8217;esempio di sua virt\u00f9, se le diedero per discepole e compagne; dal che intese la Serva di Dio essere ella destinata alla fondazione di un monastero. Per disporne per\u00f2 i mezzi, procur\u00f2 ella prima di ricuperare dalle mani di chi illegittimamente li aveva usurpati i beni di sua casa paterna, il che ottenuto, mentre sperava tranquillamente procedere nell&#8217;ideata impresa, ebbe a provare contro di s\u00e9 gli sforzi dell\u2019inferno per divertirne i principi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sparsa la fama del nuovo monastero, che si disegnava, chi derideva la povert\u00e0 della fondatrice, chi n\u00e9 esagerava troppo coraggiosa l&#8217;impresa, come contraria alle pubbliche leggi, n\u00e9 vi manc\u00f2 chi ardisse di sciogliere la sanguinosa lingua contro gli irreprensibili costumi di Angela, e delle di lei compagne. Fra tante, e s\u00ec orribili persecuzioni intrepida la buona vergine tutto soffrendo in pazienza, altro non fece che raddoppiare l&#8217;austerit\u00e0 contro s\u00e9 stessa, e le orazioni a Dio; onde merito di vedere talmente cangiate le cose, che i di lei pi\u00f9 gagliardi persecutori rapiti dalla di lei virt\u00f9 ne divennero benefici protettori.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Spicc\u00f2 la forza del Divino aiuto, allorch\u00e9 avendo per il numero assai dilatato di sue compagne ricercato di avere una casa pi\u00f9 comoda, che serviva allora per l&#8217;adunanza di divertimento di alcuni giovani nobili, quantunque questi facessero ogni sforzo in contrario, pur loro malgrado l\u2019ottenne, e con eguale facilit\u00e0 ricevette dal <em>Magistrato de Sopra Ospitali<\/em> una casa, quantunque al principio i Giudici se le mostrassero mal inclinati, e contrari; disponendo cos\u00ec la divina provvidenza, che tutti gli emuli di essa o si rivolgessero a proteggerla, o durando ostinati nella loro malizia soggiacessero ad esemplari castighi della<br \/>\ngiustizia di Dio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Furono dunque disposte le acquistate case in forma regolare di un piccolo monastero bens\u00ec ristretto, ma altamente acconcio, nel di cui Oratorio dedicato a Ges\u00f9 e Maria celebr\u00f2 il primo la messa nel giorno 25 di febbraio dell&#8217;anno 1623 il Patriarca Giovanni Tiepolo, ammettendo alla partecipazione della celeste mensa Angela col coro delle verginelle di lei figlie. Fu scelta al vivere spirituale delle religiose la regola di Sant&#8217;Agostino, ed intrapresa poi nell&#8217;anno 1633 la fabbrica della nuova angusta chiesa sotto la stessa invocazione, in cui era il primo Oratorio di Ges\u00f9, e Maria, fu ridotta nel breve giro di un anno a perfezione; sicch\u00e9 nel giorno 26 di luglio dell&#8217;anno seguente pot\u00e9 essere solennemente benedetta.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Mentre ci\u00f2 si andava col divino aiuto compiendo, vol\u00f2 al cielo l&#8217;ottima di lei sorella Lucia, colpo che quantunque gravissimo al cuor di Angela fu da lei ricevuto con rassegnazione e tranquillit\u00e0. Si rivolse ella poi a ci\u00f2 che riguardava lo spirituale esercizio del monastero, che per\u00f2 avutane per missione dal Senato, fece porger umili suppliche al pontefice, acciocch\u00e9 la regola di Sant&#8217;Agostino gi\u00e0 da lei scelta a direzione delle sue figlie, fosse con autorit\u00e0 apostolica nel nuovo monastero istituita, ed approvate pure fossero alcune costituzioni da lei formate per il governo del monastero. Si and\u00f2 tanto dilazionando il rescritto, che gi\u00e0 vi era chi si avanzava a consigliare la fondatrice a desistere dall&#8217;intrapresa; ma piena ella di fiducia in Dio con la forza, dei digiuni, e delle orazioni, ottenne finalmente da papa Innocenzo X, nel giorno primo di luglio dell&#8217;anno 1647, l&#8217;affermazione della regola, e la conferma delle costituzioni; onde il luogo rest\u00f2 canonicamente eretto a monastero. Recatone a Venezia l&#8217;avviso, rese Angela devote grazie a Dio; indi elesse con permissione del patriarca da Monastero di Sant\u2019Andrea Cherubina Balbi, vergine di piet\u00e0, e prudenza esimia, perch\u00e9 a norma del pontificio diploma piantasse nel nuovo chiostro la religione di Sant\u2019Agostino. Dopo ci\u00f2, quasi ch\u00e9 nulla pi\u00f9 le restasse che operare in terra, sorpresa la venerabile fondatrice da infermit\u00e0; mortale con acuti dolori da lei tollerati con miracolo di pazienza, placidamente ripos\u00f2 in pace nel giorno 12 di aprile dell&#8217;anno 1652, e dell&#8217;et\u00e0 di novant\u2019anni. Il di lei corpo fu dalle afflitte figlie deposto in un luogo appartato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A consolazione di quelle vergini, che piangevano la perdita della loro Madre, il patriarca Giovanni Francesco Morosini loro condusse dai chiostri di Sant&#8217;Andrea nello stesso anno 1652, la sopra lodata Cherubina Balbi, istituendola prima priora del nuovo monastero, che tale formalmente divenne per l&#8217;imposizione della clausura. La piccola, ma ben adorna chiesa fu poi arricchita col dono del corpo di Santa Sabina martire e delle teste dei Santi Flavio, e Massimino pure martiri, tratti dai romani sotterranei, ove giacevano sepolti. (1)<\/p>\n<p><strong>Visita della chiesa (1839)<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La clausura termin\u00f2 nel 1805, anno in cui passarono queste monache nel convento di Sant&#8217;Andrea. Per opera del parroco di San Cassiano Domenico Bazzana nel 1821 in questo convento furono introdotte le monache servite eremitane con titolo dell&#8217;Addolorata.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Aveva nei diversi altari pitture di Pietro Mera di origini fiamminghe, un soffitto e altri quadri di Angelo Venturini, un dipinto di Domenico Tintoretto (1560-1635) rappresentante la Vergine con San Giuseppe, Sant&#8217;Anna e San Giovanni Battista. Nel 1955 la chiesa e il monastero vennero demoliti, al loro posto vennero costruite delle case popolari. (2)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">(1) FLAMINIO CORNER. Notizie storiche delle chiese e monasteri di Venezia, e di Torcello tratte dalle chiese veneziane e torcellane (Padova, Stamperia del Seminario, 1763).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">(2) ERMOLAO PAOLETTI. Il fiore di Venezia ossia i quadri, i monumenti, le vedute ed i costumi. (Tommaso Fontana editore. Venezia 1839).<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Chiesa di Ges\u00f9 e Maria vulgo de le Muneghete.\u00a0Monastero di Monache Agostiniane. 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