{"id":14104,"date":"2020-03-04T04:57:49","date_gmt":"2020-03-04T04:57:49","guid":{"rendered":"http:\/\/www.conoscerevenezia.it\/?p=14104"},"modified":"2024-02-02T07:22:44","modified_gmt":"2024-02-02T07:22:44","slug":"i-pozzi-di-venezia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.conoscerevenezia.it\/?p=14104","title":{"rendered":"I pozzi di Venezia"},"content":{"rendered":"<h3>I pozzi di Venezia<\/h3>\n<p style=\"text-align: justify;\">L&#8217;antica casa dei patrizi veneziani, per lo pi\u00f9 a due piani, si componeva a terra quasi sempre dell&#8217;atrio, dove si aprivano i capaci magazzini contenenti le varie mercanzie venute dall&#8217;Oriente; dopo l&#8217;atrio veniva il cortile quadrato e nel mezzo sorgeva la cisterna o pozzo, composto della canna in laterizio e di un serbatoio sotterraneo di legno (puteale), foggiato a piramide tronca col vertice in basso, riempito di sabbia, intonacato di argilla, a traverso il quale filtrava l&#8217;acqua piovana, condotta dalle grondaie.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La pi\u00f9 antica menzione di pozzo col &#8220;<em>puteale<\/em>&#8221; e con la &#8220;<em>vera<\/em>&#8220;, spalletta della cisterna, risale al 1308 in un documento per la divisione di alcuni beni tra <strong>Orso Badoer<\/strong> fu <strong>Pietro<\/strong> e <strong>Tron Giovanni<\/strong> suo consanguineo. Le &#8220;<em>vere<\/em>&#8221; erano spesso formate di ruderi antichi, di frammenti d&#8217;are pagane, di rocchi di colonne, scolpite sovente con figure chimeriche, croci, ornati, meandri.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dal 1322 al 1324 il Governo decretava la costruzione di cinquanta pozzi in altrettanti luoghi diversi, e tale incombenza si dava ai capi sestieri volendosi spendere circa lire seimila, un po&#8217; pi\u00f9 di cento lire per pozzo, costando pochissimo il materiale da impiegarsi, e ancora meno la mano d&#8217;opera occorrente. Cos\u00ec sorsero i primi pozzi pubblici affidati, da una ordinanza degli <em>Avogadori<\/em>, agli ufficiali dei <em>Signori di notte<\/em>, che dovevano vigilare alla loro nettezza, poich\u00e9 non era raro il caso di trovare nei pozzi &#8220;<em>turpitudines, scovadulia<\/em>&#8221; e altre immondizie.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nei periodi di siccit\u00e0 l&#8217;acqua potabile si portava coi burchi dai fiumi, ma pi\u00f9 specialmente dal Brenta che sfociava allora rigoglioso verso <em>Porto Secco<\/em>, o dal ramo dello stesso detto &#8220;<em>Seriola<\/em>&#8221; che correva in vicinanza della laguna tra le terre di <em>Oriago, Gambarare<\/em> e <em>Fusina<\/em>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Qualche volta questi periodi erano disastrosi e la cronaca <strong>Erizzo<\/strong> accenna all&#8217;anno 1425, in cui non essendo caduta n\u00e9 pioggia n\u00e9 neve dall&#8217;undici novembre fino al 27 di febbraio, la Signoria prese la decisione di costruire altri trenta pozzi nei vari campi e campielli veneziani tutti a sue spese, avendo gi\u00e0 i cinquanta pozzi costruiti un secolo prima dimostrato che in casi eccezionali erano insufficienti ai bisogni della popolazione, sebbene a lenire il disagio cittadino concorressero anche le cisterne private delle corti patrizie.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Da una cronaca anonima, conservata nella nostra Marciana, sappiamo che nel 1405 &#8220;<em>si termin\u00f2 il Pozzo che \u00e8 in Palazzo<\/em>&#8220;, probabilmente era una cisterna che sorgeva nell&#8217;angolo destro verso la porta del &#8220;<em>Frumento<\/em>&#8220;, poich\u00e9 i due pozzi che oggi si vedono nel grandioso cortile vennero costruiti tra il 1554 e il 1559 con le due magnifiche &#8220;<em>vere<\/em>&#8221; in bronzo, opere squisite di <strong>Alfonso Alberghetti<\/strong>, quella pi\u00f9 vicina al porticato, l&#8217;altra di <strong>Niccol\u00f2 dei Conti<\/strong>, entrambi celebri <em>maestri fusori di Artiglieria<\/em>, ai quali di dice, occorsero per le fusioni delle &#8220;<em>vere<\/em>&#8221; pi\u00f9 di cinquemila libre di rame puro per formare la lega di bronzo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel 1494 anche la Piazza marciana, chiamata &#8220;<em>Piazza<\/em>&#8221; e non &#8220;<em>Campo<\/em>&#8221; perch\u00e9 anche nel nome si volle renderla unica fra tutte, &#8220;<em>fo principiato a fare dei pozzi<\/em>&#8220;, ma non furono condotti a termine perch\u00e9 la Signoria la volle sgombra di qualsiasi &#8220;<em>ostacolo over impedimento o altro<\/em>&#8221; come si vede nel famoso quadro di <strong>Gentile Bellini<\/strong> dipinto due anni pi\u00f9 tardi: &#8220;<em>La processione della Croce in Piazza San Marco<\/em>&#8220;.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Marin Sanudo<\/strong> nella sua &#8220;<em>Cronachetta<\/em>&#8221; esclamava riferendosi all&#8217;acqua potabile: &#8220;<em>Venezia \u00e8 in acqua et non ha acqua<\/em>&#8220;, ma il saggio con la costruzione dei pozzi, sempre pi\u00f9 numerosi, fatta da abili operai chiamati &#8220;<em>pozzeri<\/em>&#8220;, purificata l&#8217;acqua piovana con ingegnosi modi di filtrazione, dava cagione al medico Rangone di scrivere verso la met\u00e0 del Cinquecento: &#8220;<em>L&#8217;acqua che dopo l&#8217;aere pu\u00f2 assai per la salute, piovuta dal cielo, purgata prima nelle cisterne \u00e8 soave, senza sapore e colore, limpida e leggera<\/em>&#8220;.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E quasi manifestazione di culto a questo necessario elemento della natura, negato a Venezia, le sponde, &#8220;<em>vere<\/em>&#8220;, dei pozzi vennero scolpite da celebri artefici con tutte le leganze dell&#8217;arte, come ne fanno fede i pochi esempi rimasti ancora a Venezia scampati al saccheggio sistematico degli antiquari.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Bellissima \u00e8 la &#8220;<em>vera<\/em>&#8221; del pozzo di <em>San Zanipolo<\/em> (Santi Giovanni e Paolo), lavoro cinquecentesco, con putti reggenti festoni di frutta, la quale, come nota il <strong>Cicogna<\/strong>, fu tolta nel 1824 dal <em>Palazzo Corner<\/em> a San Maurizio, cos\u00ec quella di <em>Palazzo Balbi<\/em> a San Tom\u00e0, quella veneto bizantina del <em>Palazzo Vendramin<\/em>, quella gotica in <em>Corte Petriana<\/em> alla Madonetta e qualche altra nei palazzi o sui campi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Perfino nelle &#8220;<em>vere<\/em>&#8221; dei pozzi splendeva l&#8217;arte a Venezia in quei secoli in cui poteva dirsi: &#8220;<em>Regina dei mari<\/em>&#8220;, e ben a ragione suona quella &#8220;<em>Villotta Veneziana<\/em>&#8220;:<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">&#8220;<em>Vustu che mi te insegna a navegar?<\/em><br \/>\n<em>Vate a far una barca o una batela;<\/em><br \/>\n<em>Co ti l&#8217;ha fata, butila in mar:<\/em><br \/>\n<em>La te condur\u00e0 a Venezia bela!<\/em>&#8221; (1)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">(1) Giovanni Malgarotto. IL GAZZETTINO, 2 giugno 1932.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>I pozzi di Venezia L&#8217;antica casa dei patrizi veneziani, per lo pi\u00f9 a due piani, si componeva a terra quasi sempre dell&#8217;atrio, dove si aprivano i capaci magazzini contenenti le varie mercanzie venute dall&#8217;Oriente; dopo l&#8217;atrio veniva il cortile quadrato e nel mezzo sorgeva la cisterna o pozzo, composto della canna in laterizio e di [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":52812,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"ngg_post_thumbnail":0,"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_feature_clip_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":false,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","default_image_id":0,"font":"","enabled":false},"version":2},"jetpack_post_was_ever_published":false},"categories":[4335,105],"tags":[2982,587,225,2623,2619],"class_list":["post-14104","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","category-giovanni-malgarotto","category-pozzi","tag-https-www-conoscerevenezia-it-p14104","tag-parrocchia-dei-santi-giovanni-e-paolo","tag-sestiere-di-castello","tag-venezia","tag-venice"],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/www.conoscerevenezia.it\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/DSC_2215.jpg","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.conoscerevenezia.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/14104","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.conoscerevenezia.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.conoscerevenezia.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.conoscerevenezia.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.conoscerevenezia.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=14104"}],"version-history":[{"count":13,"href":"https:\/\/www.conoscerevenezia.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/14104\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":53229,"href":"https:\/\/www.conoscerevenezia.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/14104\/revisions\/53229"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.conoscerevenezia.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/52812"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.conoscerevenezia.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=14104"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.conoscerevenezia.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=14104"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.conoscerevenezia.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=14104"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}