{"id":136928,"date":"2026-02-15T08:12:30","date_gmt":"2026-02-15T08:12:30","guid":{"rendered":"https:\/\/www.conoscerevenezia.it\/?p=136928"},"modified":"2026-10-15T19:09:04","modified_gmt":"2026-10-15T19:09:04","slug":"le-cariche-da-terra-le-gerarchie-dell-esercito-veneziano","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.conoscerevenezia.it\/?p=136928","title":{"rendered":"Le Cariche da Terra &#8211; Le Gerarchie e le Funzioni nell&#8217;Esercito Veneziano del Cinquecento"},"content":{"rendered":"<h3>Le Cariche da Terra &#8211; Le Gerarchie e le Funzioni nell&#8217;Esercito Veneziano del Cinquecento<\/h3>\n<p style=\"text-align: justify;\">All&#8217;inizio del Cinquecento, la Serenissima faceva affidamento su condottieri esterni e fanterie mercenarie, nel 1506, a causa delle pressanti minacce della Guerra della Lega di Cambrai, istitu\u00ec le cernide, milizie rurali di contadini-soldato reclutati nei territori dell&#8217;entroterra per compiti di difesa e scorta. Accanto alle forze di Terraferma rimasero centrali i reparti balcanici e dalmati, come i fidi Schiavoni. Sebbene la potenza di Venezia risiedesse principalmente nella sua flotta, l&#8217;esercito di terra fu indispensabile per proteggere i confini terrestri e gestire la complessa geopolitica italiana ed europea del Cinquecento.&nbsp;&nbsp;<\/p>\n<ul>\n<li><a name=\"Savio alla Scrittura\"><\/a>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em><strong>Savio alla Scrittura<\/strong><\/em>, questa figura istituzionale, nata intorno al 1519 per scorporo di alcune funzioni del pi\u00f9 ampio <em>Collegio dei Savi di Terraferma<\/em>, aveva compiti civili, contabili e logistici fondamentali, controllava i pagamenti delle soldatesche stipendiate ,da qui il termine &#8220;<em>scrittura<\/em>&#8220;, intesa come contabilit\u00e0 cartacea, e gestiva i bilanci militari, supervisionava il reclutamento, le rassegne dei soldati, la disciplina e i rifornimenti delle forze armate terrestri, sia in tempo di pace che di guerra.<\/p>\n<\/li>\n<li><a name=\"Savio alle Ordinanze\"><\/a>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em><strong>Savio alle Ordinanze<\/strong><\/em>, aveva il compito di sovrintendere e presiedere le milizie del territorio reclutate tra la popolazione locale, note come &#8220;<em>cernide&#8221;<\/em>, &#8220;<em>craine&#8221;<\/em> in Dalmazia e &#8220;<em>ordinanze&#8221;<\/em> nei territori del Levante veneto; gestiva i ruoli e i registri dei contadini e dei cittadini arruolabili come riserva in caso di conflitto, coordinava i movimenti delle truppe e la gestione delle guarnigioni all&#8217;interno dei confini della Repubblica.<\/p>\n<\/li>\n<li><a name=\"Provveditore Generale\"><\/a>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em><strong>Provveditore Generale <\/strong><\/em>o<em><strong> Provveditore in Campo<\/strong><\/em>, era l&#8217;inviato sul campo di guerra per affiancare i comandanti militari, aveva l&#8217;autorit\u00e0 di condurre trattative diplomatiche dirette con il nemico, negoziare rese o stipulare tregue per conto del governo veneziano. Sebbene il comando tattico delle battaglie spettasse al <em>Capitano Generale<\/em>, il <em>Provveditore<\/em> partecipava attivamente ai consigli di guerra, le decisioni strategiche pi\u00f9 importanti dovevano essere prese di concerto con lui. Il suo scopo principale era centralizzare il controllo militare e fiscale e fare da raccordo diretto con il governo di Venezia.<\/p>\n<\/li>\n<li><a name=\"Collaterale Generale\"><\/a>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em><strong>Collaterale Generale<\/strong><\/em>, era un funzionario militare e amministrativo incaricato di ispezionare, controllare, e gestire la disciplina delle truppe e dei mercenari dell&#8217;esercito di terraferma. Verificava la consistenza effettiva delle compagnie di ventura e dei soldati sul campo per evitare frodi o pagamenti a truppe inesistenti, emetteva le <em>bollette<\/em>&nbsp;e autorizzava i pagamenti delle paghe e delle provvisioni ai condottieri e ai soldati, si occupava dell&#8217;arruolamento, del rispetto dei contratti militari (<em>condotte<\/em>) e vigilava sull&#8217;ordine e sulla prevenzione delle diserzioni.<\/p>\n<\/li>\n<li><a name=\"Pagador in Campo\"><\/a>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em><strong>Pagador in Campo<\/strong>, <\/em>era un ufficiale civile e finanziario con il compito cruciale di gestire la cassa militare, distribuire le paghe ai soldati e registrare le spese di guerra<em>. <\/em>Il <em>Pagador<\/em> custodiva il denaro inviato da Venezia e si occupava della materiale consegna delle paghe (<em>soldo<\/em>) ai mercenari, alle fanterie e alla cavalleria impegnate nelle campagne militari, effettuava rigide rassegne contabili sul campo, registrando le effettive presenze prima di erogare le paghe. La carica era di natura amministrativa ed era generalmente affidata a esponenti del patriziato veneziano o a cittadini di comprovata fiducia burocratica, nominati dal <em>Senato<\/em> o dal <em>Consiglio dei Pregadi<\/em>.<\/p>\n<\/li>\n<li><a name=\"Capitano Generale\"><\/a>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em><strong>Capitano Generale di Terraferma<\/strong><\/em>, era il comandante supremo delle forze militari terrestri della Repubblica di Venezia in tempo di guerra. Guidava le operazioni sul campo dell&#8217;esercito di terraferma, che comprendeva truppe mercenarie, compagnie di ventura e milizie territoriali. Decideva le manovre tattiche e strategiche durante le campagne militari e le guerre della Serenissima. Dipendeva strettamente dal <em>Senato<\/em> veneziano e dal governo centrale, ricevendo disposizioni dai magistrati preposti alla guerra come il <em>Savio alla Scrittura<\/em>. Operava spesso in stretto contatto o affiancato dai <em>Provveditori Generali<\/em>, incaricati dal governo di Venezia di sorvegliare l&#8217;operato militare e le decisioni del capitano.<\/p>\n<\/li>\n<li><a name=\"Capitani di Ventura\"><\/a>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em><strong>Capitani di Ventura<\/strong><\/em>, erano i comandanti mercenari assoldati dalla Repubblica di Venezia tra il XIV e il XV secolo per guidare il proprio esercito terrestre durante le guerre nei territori della terraferma. Il rapporto con Venezia era regolato da un contratto chiamato &#8220;<em>condotta<\/em>&#8220;, che stabiliva la paga, il numero di truppe messe a disposizione e gli obiettivi militari. Per evitare tradimenti, frequenti nel mondo dei mercenari, Venezia affiancava sempre ai <em>Capitani di Ventura<\/em> dei <em>Provveditori<\/em>, cio\u00e8 magistrati veneziani con il compito di sorvegliare le decisioni strategiche e politiche.&nbsp;<\/p>\n<\/li>\n<li><a name=\"Sergente Maggiore\"><\/a>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em><strong>Sergente Maggiore<\/strong><\/em>, era un ufficiale di stato maggiore o aiutante di campo, era l&#8217;ufficiale dell&#8217;ordine di marcia, dello schieramento tattico delle truppe in battaglia e dei collegamenti interni. Aveva la responsabilit\u00e0 primaria di disporre e allineare l&#8217;intero esercito in vista dello scontro con il nemico. Coadiuvava il comando superiore nella gestione, nel movimento e nella coordinazione dei reparti di fanteria e cavalleria durante le operazioni belliche.&nbsp;<\/p>\n<\/li>\n<li><a name=\"Uomini d'Arme\"><\/a>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em><strong>Uomini d&#8217;Arme<\/strong><\/em>, formavano la cavalleria pesante, erano dei cavalieri di estrazione nobile, protetti da pesanti armature complete e montati su cavalli bardati, erano organizzati in &#8220;<em>Lance o Lanze<\/em>&#8221; (piccole unit\u00e0 composte dal cavaliere, uno scudiero e un ragazzo) e raggruppati in <em>Compagnie da Condotta.<\/em> Rappresentavano la forza d&#8217;urto principale dei campi di battaglia medievali e rinascimentali, e rispondevano ai loro <em>Capitani di Ventura<\/em>. Le <em>Lance Spezzate<\/em> erano gli uomini rimasti senza il loro condottiero.<\/p>\n<\/li>\n<li><a name=\"Capitano dei Stradioti\"><\/a>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em><strong>Capitano dei Stradioti<\/strong><\/em>, dirigeva le unit\u00e0 mobili di cavalleria leggera per scompaginare le linee nemiche, sfruttando la velocit\u00e0 dei cavalli e l&#8217;uso di zagaglie (arma da urto e da getto), e spade curve. Svolgevano compiti di avanscoperta, pattugliamento dei confini e intercettazione dei rifornimenti avversari.&nbsp;<\/p>\n<\/li>\n<li><a name=\"Provveditore dei Stradioti\"><\/a>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em><strong>Provveditore dei Stradioti<\/strong><\/em>, era una carica militare e magistratura di Venezia, istituita per sovrintendere, guidare e amministrare i reparti degli <em>Stradioti<\/em>. Il provveditore affiancava i comandanti degli Stradioti, che avevano i loro capi etnici, detti <em>Capitani<\/em>, per coordinare le operazioni di guerriglia, incursione e avanguardia.<\/p>\n<\/li>\n<li><a name=\"Stradioti o Cappelletti\"><\/a>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em><strong>Stradioti <\/strong><\/em>e<em><strong> Cappelletti<\/strong><\/em>, erano celebri mercenari e soldati di cavalleria leggera provenienti principalmente dai territori balcanici sotto il controllo o l&#8217;influenza veneziana, come l&#8217;Albania e la Grecia. Nacquero nelle regioni balcaniche di confine tra il mondo cristiano e l&#8217;Impero Ottomano, erano impiegati principalmente per esplorazioni, incursioni rapide ed imboscate. Erano armati alla leggera con lance, mazze, spade ricurve (daghe) e talvolta piccole armi da fuoco o archi, privilegiando la velocit\u00e0 e la mobilit\u00e0 estrema sul campo di battaglia. Erano temuti per la loro aggressivit\u00e0 e per l&#8217;uso di pratiche spietate.<\/p>\n<\/li>\n<li><a name=\"Morlacchi\"><\/a>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em><strong>Morlacchi<\/strong><\/em>, erano popolazioni di confine di fede cristiana ortodossa e cattolica, originarie dell&#8217;entroterra balcanico e della Bosnia, che combatterono come fedeli e valorosi soldati al servizio della Repubblica di Venezia tra il XVII e il XVIII secolo. Era un popolo di pastori e guerrieri, iniziarono a spostarsi verso la costa dalmata e i domini veneziani a partire dal XIV secolo, spinti dall&#8217;espansione dell&#8217;Impero Ottomano. Diventati sudditi di Venezia, furono impiegati nei reparti militari di frontiera e in audaci incursioni contro i Turchi, distinguendosi particolarmente durante la Guerra di Candia (1645-1669) e la Guerra di Vienna.&nbsp;<\/p>\n<\/li>\n<li><a name=\"Dragoni\"><\/a>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em><strong>Dragoni<\/strong><\/em>, erano reparti di fanteria montata, usavano il cavallo solo per gli spostamenti veloci, mentre scendevano a terra per il combattimento vero e proprio. Servivano a presidiare punti strategici, proteggere i rifornimenti, pattugliare i confini.<\/p>\n<\/li>\n<li><a name=\"Fanti Nazionali\"><\/a>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em><strong>Fanti Nazionali<\/strong><\/em>, costituivano la componente regolare e di linea della fanteria nazionale dell&#8217;esercito veneziano, formata da sudditi italiani provenienti dalle province della Terraferma e dal Dogado. Nati per ridurre la dipendenza dai mercenari stranieri, vennero riorganizzati stabilmente in reggimenti tra la fine del XVII secolo e l&#8217;inizio del XVIII secolo, in particolare sotto le riforme del doge Francesco Morosini e dei feldmarescialli Von Steinau e Schulenburg<\/p>\n<\/li>\n<li><a name=\"Fanti Oltramontani\"><\/a>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em><strong>Fanti Oltramontani<\/strong><\/em> (Tedeschi, Svizzeri, Olandesi, ecc),&nbsp; trovarono il loro impiego pi\u00f9 massiccio e cruciale a partire dal XVII secolo. Il reclutamento di questi corpi militari avveniva tramite accordi diplomatici e commerciali (<em>Capitolazioni<\/em>) con i cantoni svizzeri o con i principi tedeschi. All&#8217;inizio del XVIII secolo, le enormi spese sostenute per pagare i donativi e i salari di questi mercenari spinsero il Senato veneziano a una profonda riforma.&nbsp; Sotto la guida del feldmaresciallo <strong>Johann Matthias von der Schulenburg<\/strong>, Venezia scelse di rinunciare progressivamente ai reparti oltramontani, preferendo stabilizzare l&#8217;esercito attorno a reggimenti regolari nazionali e d&#8217;oltremare.<\/p>\n<\/li>\n<li><a name=\"Fanti Oltramontani\"><\/a>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em><strong>Fanti Oltramarini<\/strong><\/em>, storicamente noti anche come <em><strong>Schiavoni<\/strong><\/em>, erano i soldati scelti della fanteria d&#8217;oltremare della Repubblica di Venezia. Questo celebre corpo militare proveniva dallo <em>Stato da Mar,<\/em> in particolare dalla Dalmazia, dall&#8217;Albania Veneta e dalle isole greche. Erano soldati di religione cristiana ma di lingua prevalentemente croata, serba, albanese o greca. Si trattava di truppe fedelissime alla Serenissima, tanto che all&#8217;interno dei reparti gli ordini venivano impartiti sia in lingua veneta sia negli idiomi nativi, e i soldati erano soliti chiamarsi tra loro <em>brate<\/em> (fratello). Il comando generale del corpo era situato a Zara, in Dalmazia.&nbsp;<\/p>\n<\/li>\n<li><a name=\"Milizie territoriali\"><\/a>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em><strong>Milizie territoriali o Cernide<\/strong><\/em> istituite all&#8217;inizio del Cinquecento per far fronte alle guerre d&#8217;Italia, erano composte da contadini-soldato della Terraferma. Avevano una struttura gerarchica pi\u00f9 snella e legata al territorio. Erano ripartite in province e suddivise in <em>Centurie<\/em> e <em>Squadre<\/em>.&nbsp; Venivano guidate da <em>Capi centuria<\/em> e <em>Caporali locali<\/em>, ma erano ispezionate e addestrate da <em>Sergenti Maggiori<\/em> e ufficiali dell&#8217;esercito regolare inviati da Venezia.<\/p>\n<\/li>\n<li><a name=\"Bombardieri\"><\/a>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em><strong>Bombardieri<\/strong><\/em>, erano gli artiglieri specializzati nella gestione, manutenzione e impiego delle bombarde e delle artiglierie pesanti. Fino alla met\u00e0 del Settecento, i bombardieri erano composti in gran parte da cittadini volontari (artigiani, fabbri, falegnami) che si dedicavano alla cura e al tiro dell&#8217;artiglieria.<\/p>\n<\/li>\n<li><a name=\"Archibugieri\"><\/a>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em><strong>Archibugieri<\/strong><\/em>,&nbsp; l&#8217;archibugio utilizzato pesava tra i 4 e i 9 kg e sparava proiettili di piombo sferici. Aveva una cadenza di fuoco ridotta (1 o 2 colpi al minuto) e una gittata utile di circa 50 metri, ma la sua capacit\u00e0 di perforare le corazze medievali cambi\u00f2 completamente il volto della guerra. Nelle battaglie campali venivano schierati in file protette dai picchieri per ricaricare in sicurezza<\/p>\n<\/li>\n<li><a name=\"Picchieri\"><\/a>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em><strong>Picchieri<\/strong><\/em>, erano fanti armati di una lunga lancia (<em>picca<\/em>) che costituivano il nerbo delle formazioni da battaglia della Repubblica di Venezia tra il Quattrocento e il Seicento. La picca era un&#8217;asta lunga circa 5 metri e 20 centimetri (15 piedi veneziani), fatta di legno di frassino. Aveva due barre metalliche vicino alla punta per difendersi dai colpi di spada nemici.<\/p>\n<\/li>\n<li><a name=\"Tamburini e Pifferai\"><\/a>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em><strong>Tamburini<\/strong><\/em> e <em><strong>Pifferai<\/strong><\/em> non erano semplici musicisti, ma veri e propri trasmettitori di ordini tattici.&nbsp; <em><strong>Tamburini<\/strong><\/em>: ogni compagnia di fanteria aveva un tamburino, venivano chiamati &#8220;<em>Putti<\/em>&#8220;, poich\u00e9 era giovanissimo ragazzi di circa 15 anni. Il ritmo del loro tamburo scandiva la marcia, segnalava l&#8217;adunata, la ritirata o l&#8217;attacco nel fragore della battaglia. <em><strong>Pifferai<\/strong><\/em>:&nbsp; erano anch&#8217;essi dei giovinetti. Il suono acuto del piffero serviva a tagliare l&#8217;aria e a farsi sentire sopra il rumore dei moschetti, integrandosi con il ritmo dei tamburi. (1)<\/p>\n<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">(1) Fabio Mutinelli. Lessico veneto, compilato per agevolare la lettura della storia dell&#8217;antica Repubblica di Venezia. Tipografia di Giambattista Andreola, Venezia 1852.; WIKIPEDIA pagine diverse; IA GOOGLE richieste diverse<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Le Cariche da Terra &#8211; Le Gerarchie e le Funzioni nell&#8217;Esercito Veneziano del Cinquecento All&#8217;inizio del Cinquecento, la Serenissima faceva affidamento su condottieri esterni e fanterie mercenarie, nel 1506, a causa delle pressanti minacce della Guerra della Lega di Cambrai, istitu\u00ec le cernide, milizie rurali di contadini-soldato reclutati nei territori dell&#8217;entroterra per compiti di difesa [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":137009,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"ngg_post_thumbnail":0,"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_feature_clip_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","default_image_id":0,"font":"","enabled":false},"version":2},"jetpack_post_was_ever_published":true},"categories":[1735],"tags":[],"class_list":["post-136928","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","category-ordinamento"],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/www.conoscerevenezia.it\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/Bartolomeo-Colleoni.jpg","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.conoscerevenezia.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/136928","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.conoscerevenezia.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.conoscerevenezia.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.conoscerevenezia.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.conoscerevenezia.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=136928"}],"version-history":[{"count":50,"href":"https:\/\/www.conoscerevenezia.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/136928\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":137010,"href":"https:\/\/www.conoscerevenezia.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/136928\/revisions\/137010"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.conoscerevenezia.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/137009"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.conoscerevenezia.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=136928"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.conoscerevenezia.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=136928"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.conoscerevenezia.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=136928"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}