{"id":133372,"date":"2026-07-10T00:01:42","date_gmt":"2026-07-10T00:01:42","guid":{"rendered":"https:\/\/www.conoscerevenezia.it\/?p=133372"},"modified":"2026-07-09T18:28:40","modified_gmt":"2026-07-09T18:28:40","slug":"la-disfida-di-pradaglia-durante-la-guerra-tra-il-tirolo-e-venezia-nel-1487","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.conoscerevenezia.it\/?p=133372","title":{"rendered":"La disfida di Pradaglia, durante la guerra tra il Tirolo e Venezia nel 1487"},"content":{"rendered":"<h3>La disfida di Pradaglia, durante la guerra tra il Tirolo e Venezia nel 1487<\/h3>\n<p style=\"text-align: justify;\">La disfida d\u00ec Pradaglia, nel giugno del 1487, fu un &#8220;<em>avvenimento d&#8217;antico esempio&#8221;<\/em> durante la guerra fra il Tirolo e Venezia; una singolare disfida tra <strong>Antonio Maria Sanseverino<\/strong>, terzo figlio del celebre capitano, ed il condottiero tedesco <strong>Giovanni<\/strong> conte <strong>di<\/strong> <strong>Sonnenberg<\/strong>, provveditore di <em>Waldburg<\/em> nel <em>Wurtemberg<\/em>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Antonio Maria Sanseverino<\/strong>, che era arrivato al campo di Serravalle (all&#8217;Adige) ai primi di giugno, era un giovane ardente e valoroso, mal sopportando l&#8217;inazione alla quale era costretto l&#8217;esercito veneziano e desideroso di gloria &#8220;<em>von Kurtzweil und gutter Gesellschaft wegen <\/em>(per divertimento e buona compagnia)<em>&#8220;<\/em>, mand\u00f2 al 7 di giugno un suo trombetta di nome <strong>Sternardin<\/strong> al campo nemico sotto Rovereto a portare a <strong>Gaudenzio di Matsch<\/strong> ed ai conti, baroni e cavalieri dell&#8217;esercito tedesco una sua sfida: si dichiarasse tra loro chi si sentiva di affrontarlo in singolar tenzone con lancia, spada, mazza e stocco: il vinto restasse prigioniero e si potesse riscattare con una somma di mille ducati, cedendo il cavallo e le armi con cui aveva combattuto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Accett\u00f2 quella sfida <strong>Giovanni <\/strong>conte<strong> di Sonnenberg<\/strong>, uno dei pi\u00f9 stimati capitani tedeschi, che era venuto all&#8217;assedio di Rovereto nella prima met\u00e0 di maggio alla testa di 150 armati; si diceva che egli fosse figlio naturale del duca di Baviera. Corsero pratiche tra i due campi dall&#8217;8 all&#8217;11 giugno con un andirivieni di trombetti e di messi finch\u00e9 si stabil\u00ec come giorno della tenzone il 12 giugno.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La mattina dell&#8217;11, otto nobili con otto scudieri, quattro per parte, si portarono a scegliere il campo per la giostra nel <em>piano di Pradaglia<\/em>, ed il 12, pure di mattina, 200 contadini e guastatori, lavorarono a cingerlo di uno steccato, ornandolo di festoni verdi e fiori, e ad erigere alle estremit\u00e0 due padiglioni per i combattenti. In quello stesso giorno <strong>Antonio Maria<\/strong> ed il conte <strong>Giovanni<\/strong> mossero dai rispettivi campi accompagnati da grande stuolo di gente fino alla riva sinistra dell&#8217;Adige: al di l\u00e0 ognuno nei due giovani campioni venne seguito, come era stato convenuto, da soli 32 cavalieri e da quattro trombettieri rivestiti delle loro armature pi\u00f9 belle; degli ostaggi erano stati scambiati quale garanzia dei patti stabiliti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il <strong>Sanseverino<\/strong> mand\u00f2 incontro ad omaggiare l&#8217;avversario due dei suoi compagni e a tanta gentilezza corrispose in egual modo il Tedesco. Ciascuna parte entr\u00f2 poi nel padiglione assegnatole ed i cavalieri italiani e tedeschi fraternizzarono e banchettarono con vicendevoli dimostrazioni di stima: si scelsero fra loro gli otto maestri della giostra nelle persone di <strong>Sigismondo Welsberg<\/strong>, <strong>Federico Kappler<\/strong>, <strong>Gasparo di Loubenberg<\/strong> e <strong>Gualtiero di Stadion<\/strong> per <strong>Giovanni di Sounenberg<\/strong>, di <strong>Francesco da Tolentino<\/strong>, <strong>Giulio Malvezzo<\/strong>, <strong>Giampietro Salerno<\/strong> e <strong>Francesco Parin<\/strong> da parte italiana.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Giunta l&#8217;ora del combattimento i due contendenti montarono a cavallo e si presentarono alle due estremit\u00e0 del campo; &#8220;<em>el conte de Soliburg desmont\u00f2 da cavallo, e se enzenocchi\u00f2 en terra, e disse alcune soe oratione a Dio, e poi mont\u00f2 a cavallo. El Sig.r Antonio Maria pi\u00f9 presto biastemava che fare oratione&#8221;<\/em>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Due dei maestri della giostra consegnano loro le lance e diedero il segnale dell&#8217;attacco. <strong>Antonio Maria<\/strong> messa in resta la lancia spron\u00f2 con gran furia il suo cavallo contro l&#8217;avversario, e mentre costui sbagli\u00f2 nel segno, riusc\u00ec a percuoterlo nella corazza rompendogli l&#8217;asta a dosso senza per\u00f2 scavalcarlo o ferirlo. A quel primo scontro tosto gli otto trombettieri, come di regola, davano fiato alle trombe; senonch\u00e9 il cavallo del campione italiano, nominato &#8220;<em>el drago de Fracasso&#8221;<\/em>, spaventato dal suono e dal cozzo delle armi, &#8220;<em>gaiardo de bocca&#8221;<\/em> com&#8217;era, con una corsa sfrenata sbatt\u00e8 il suo cavaliere contro lo steccato, che rompe, andando a cadere al di fuori.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Antonio Maria<\/strong> con agile mossa si rialz\u00f2 subito ed estratta la spada rientr\u00f2 nel campo e si fece incontro al rivale, che gettatava via la lancia impugnava egli pure la spada; il <strong>Sanseverino<\/strong> per\u00f2 gli afferr\u00f2 il cavallo per il morso e tenutolo fermo riusc\u00ec a ferirlo leggermente in un braccio e a strappargli l&#8217;arma. Il Tedesco retroced\u00e8 ed afferr\u00f2 la mazza, ma tentava invano di lanciare il cavallo, divenuto ombroso, gli toccava la medesima sorte di <strong>Antonio Maria<\/strong>, viene cio\u00e8 sbattuto anch&#8217;egli presso lo steccato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Abbandonato allora il destriero e dopo essersi fatto il segno della croce, snudata la daga, si avvicin\u00f2 all&#8217;Italiano il quale del pari scambi\u00f2 la spada con la daga; cos\u00ec muovevano ancora &#8220;<em>gen einander wie die Lowen (<\/em><span class=\"Y2IQFc\" lang=\"it\">l&#8217;uno verso l&#8217;altro come leoni)&#8221;<\/span>. Ben presto vennero a lottare corpo a corpo, finch\u00e9 caderono a terra restando il <strong>Sanseverino<\/strong> bens\u00ec di sopra, ma col braccio destro sotto il corpo dell&#8217;avversario reso pesante dall&#8217;armatura.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Egli faceva vari ma inutili tentativi per liberarsi da quella svantaggiosa posizione, ed intanto il <strong>conte di Sonnenberg<\/strong> che aveva ambedue le braccia libere, tolto dal farsetto lo stocco, &#8220;<em>el dasia delle ferite al Signor <strong>Antonio Maria<\/strong> in le cullatte<\/em> <em>e ghe dede tre ferite inanzi che il volesse chiamare S. Cattarina&#8221;<\/em>, che era il grido convenuto per dichiararsi vinto. Tosto i maestri del campo accorsero a sollevare i due valorosi, e <strong>Giovanni di Sonnenberg<\/strong> ringrazi\u00f2 Dio in ginocchio dell&#8217;assistenza e dell&#8217;onore concessogli in quel giorno.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Poi il <strong>Sanseverino<\/strong> ed i suoi 32 compagni furono condotti a Rovereto, vennero incontro al loro campione i Tedeschi con alla testa il generalissimo <strong>Gaudenzio di Matsch<\/strong> ed ognuno gli tribut\u00f2 lode ed onore e manifest\u00f2 un giubilo immenso: &#8220;<em>oniuno cridava Tirol, Tirol con trombe, tamburi e gnacchere&#8221;<\/em>. In Rovereto i Veneziani furono trattati con gran cortesia e vennero rimandati gi\u00e0 il 12 al loro campo; il 13 il conte <strong>Giovanni<\/strong> invi\u00f2 cavallerescamente a regalare al vinto avversario un bel corsiero e le fonti dicono che rifiutasse anche la somma pattuita di mille ducati, a sua volta <strong>Antonio Maria<\/strong> il giorno dopo gli faceva pervenire per mezzo di <strong>Giulio Malvezzo<\/strong> un cavallo di gran valore e le armi che aveva usato nel combattimento. (1)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La querra tra il Tirolo e la Serenissima continu\u00f2 nonstante questo episodio cavalleresco, e nello stesso giorno della disfida cadde la Rocca di Rovereto difesa strenuamente da <strong>Nicola Priuli<\/strong>, e il 10 agosto del 1487 i veneziani, furono sconfitti nella battaglia di Calliano, che tuttavia non ebbe conseguenze dal punto di vista strategico e politico. Nel novembre dello stesso anno, il duca <strong>Sigismondo d&#8217;Asburgo<\/strong>, conte del Tirolo, sottoscrisse un trattato con Venezia con il quale venne ripristinato lo &#8220;<em>status quo ante bellum<\/em>&#8220;, ovvero il ritorno ai confini territoriali precedenti allo scoppio delle ostilit\u00e0, garantendo a Venezia il mantenimento delle sue posizioni strategiche nella Valle dell&#8217;Adige. (1)<\/p>\n<p>(1) <span class=\"fontstyle0\">Tridentum Rivista Mensile di Studi Scientifici Annata VII. 1904 <\/span>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La disfida di Pradaglia, durante la guerra tra il Tirolo e Venezia nel 1487 La disfida d\u00ec Pradaglia, nel giugno del 1487, fu un &#8220;avvenimento d&#8217;antico esempio&#8221; durante la guerra fra il Tirolo e Venezia; una singolare disfida tra Antonio Maria Sanseverino, terzo figlio del celebre capitano, ed il condottiero tedesco Giovanni conte di Sonnenberg, [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":133375,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"ngg_post_thumbnail":0,"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_feature_clip_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","default_image_id":0,"font":"","enabled":false},"version":2},"jetpack_post_was_ever_published":false},"categories":[2788],"tags":[],"class_list":{"0":"post-133372","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-storie-e-leggende"},"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/www.conoscerevenezia.it\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/Wolfegg_Pfarrkirche_Deckengemalde_6m.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.conoscerevenezia.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/133372","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.conoscerevenezia.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.conoscerevenezia.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.conoscerevenezia.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.conoscerevenezia.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=133372"}],"version-history":[{"count":23,"href":"https:\/\/www.conoscerevenezia.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/133372\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":134148,"href":"https:\/\/www.conoscerevenezia.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/133372\/revisions\/134148"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.conoscerevenezia.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/133375"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.conoscerevenezia.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=133372"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.conoscerevenezia.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=133372"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.conoscerevenezia.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=133372"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}