{"id":132933,"date":"2026-06-20T00:57:45","date_gmt":"2026-06-20T00:57:45","guid":{"rendered":"https:\/\/www.conoscerevenezia.it\/?p=132933"},"modified":"2026-06-18T05:58:58","modified_gmt":"2026-06-18T05:58:58","slug":"antonio-landi-secretario-di-pregadi-divulgatore-di-segreti-1498","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.conoscerevenezia.it\/?p=132933","title":{"rendered":"Antonio Landi. &#8220;Secretario di Pregadi&#8221;, divulgatore di segreti (1498)"},"content":{"rendered":"<h3>Antonio Landi. &#8220;<i>Secretario di Pregadi&#8221;<\/i>, divulgatore di segreti (1498) <sup>1<\/sup><\/h3>\n<p style=\"text-align: justify;\">Correva voce per Venezia la mattina del 27 marzo 1498 che un cadavere penzolava dalle forche, erette in Piazzetta di San Marco fra le colonne. Molti accorrevano spinti dalla curiosit\u00e0, fra cui l&#8217;illustre cronista <strong>Marin Sanudo<\/strong> <sup>2<\/sup>, che vide con gli altri appiccato <strong>Antonio Landi<\/strong>, uomo di circa settanta anni, e ci lasci\u00f2 nei suoi <em>Diari<\/em> i seguenti ragguagli del tragico caso.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Antonio Landi<\/strong> <sup>3<\/sup>, dopo lunghi anni spesi nel servizio di cancelleria, copriva la carica di <em>secretario di Pregadi<\/em> <sup>4<\/sup>. Lontano dalla moglie, che abitava in Padova, egli bazzicava in casa di una <strong>Laura Troilo<\/strong>, domiciliata a Santa Ternita, ove di spesso restringevasi in secreto colloquio, usando dell&#8217;idioma latino, con un <strong>G. Battista Trevisan<\/strong> <sup>5<\/sup>, che pur egli un tempo apparteneva alla <em>Cancelleria<\/em>, ma ne era stato espulso.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La donna, incapace di tacere, comunic\u00f2 il fatto ad un altro suo amico, per nome <strong>Girolamo Amai<\/strong>, cittadino Veneziano <sup>6<\/sup>, e questi, nascostosi dietro il letto, pot\u00e8 udire il <strong>Landi<\/strong> parlare col <strong>Trevisan<\/strong> di gelosissime materie di stato, e stabilire il modo d&#8217;informarne il duca di Mantova, di cui il <strong>Trevisan<\/strong> era amicissimo. L&#8217;<strong>Amai<\/strong> affrettossi di tutto palesare al <em>Consiglio dei X<\/em>, che il 24 marzo 1498 mand\u00f2 i birri a casa della <strong>Troilo<\/strong> per imprigionare il <strong>Landi<\/strong>, ove lo trovarono ammalato. Dacch\u00e8 fu preso egli ricus\u00f2 di prender cibo, sicch\u00e8 la mattina del 26 mor\u00ec di morbo e d&#8217;inedia nelle carceri <sup>7<\/sup>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ci\u00f2 nonostante, volle il governo che, giunta la notte, il di lui corpo venisse appeso alle forche, e che col\u00e0 vi restasse tutto il giorno successivo. Si avrebbe voluto pur anche togliere di vita il <strong>Trevisan<\/strong>, colto mentre ritornava da Mantova, ove avea vuotato il sacco, ma la considerazione che egli non entrava pi\u00f9 nel novero dei pubblici funzionarii fece s\u00ec che venisse soltanto confinato in Candia (8).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quanto all&#8217;<strong>Amai<\/strong> ed alla <strong>Troilo<\/strong>, essi in premio delle loro rivelazioni ebbero, il primo un provento in vita sopra il <em>Fondaco della Farina<\/em> a Rialto, e la seconda venti ducati per una volta soltanto (9).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">ANNOTAZIONI<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><sup>1<\/sup>Ho seguito i <em>Diarii<\/em> del <strong>Sanudo<\/strong>, rettificandoli coi <em>Misti del Consiglio dei X<\/em>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><sup>2<\/sup> La famiglia <strong>Sanudo<\/strong>, trasmigrata da Roma a Padova, e da Padova a Venezia, chiamavasi anticamente <strong>Candiano<\/strong>, e fu <strong>Pietro III<\/strong>, uno dei cinque dogi che essa produsse, il quale assunse il nuovo cognome, alludendo, dice il <strong>Cappellari<\/strong>, alla sana prudenza, ed al maturo senno degli ascendenti. Da un <strong>Leonardo<\/strong> di questa famiglia e da <strong>Lucrezia Venier<\/strong> nacque nel 1466 quel <strong>Marino<\/strong>, di cui si parla, diligentissimo scrittore di cose patrie. Egli compose varie opere, alcune delle quali tuttora inedite, fra cui tengono il primo posto i <em>Diarii<\/em>, stesi in cinquantasei libri, ove si descrivono minutamente i fatti pubblici e privati avvenuti in Venezia e fuori dal gennajo 1496 al settembre 1533 inclusivamente. <strong>Marin Sanudo<\/strong> mori nel 1536, come appare dalla lapide, che fu posta sopra il palazzo gi\u00e0 da lui posseduto a S. Giacomo dall&#8217; Orio, sulla cosi detta <em>Fondamenta del Megio<\/em>, al N. A. 1751.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><sup>3<\/sup> Due famiglie <strong>Landi<\/strong> annovera la <em>cronaca cittadinesca<\/em> del <strong>Ziliolo<\/strong> ( Classe VII, Cod. XC della Marciana), l&#8217;una venuta da Milano, e l&#8217;altra dalla Romagna.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><sup>4<\/sup> Cosi si chiamava il <em>Senato<\/em> perch\u00e8 nei primi tempi era composto dai pi\u00f9 vecchi e saggi cittadini, pregati dal doge a sovvenirlo di consiglio negli affari pi\u00f9 importanti della repubblica. E tal nome si mantenne costante anche, dopoch\u00e8 organizzato il Senato nel 1229, e reso ordinario, la scelta dei suoi membri fu tolta al doge, ed attribuita al <em>Maggior Consiglio<\/em>. Questo corpo, fino dall&#8217;epoca della sua organizzazione, constava di sessanta patrizii, e veniva presieduto dal doge col suo <em>Consiglio Minore<\/em>. Allora aveva il maneggio degli affari tutti del commercio, quindi gli si commise l&#8217;invio degli ambasciatori ai principi stranieri, e delle navi da mercato ad altre nazioni, volendosi che le sue ordinazioni avessero valore come se fossero state emesse dal M. C.; in seguito nel 1363 gli si affid\u00f2 il maneggio degli affari di guerra, e finalmente nel secolo XV qualunque oggetto politico ed economico. Perci\u00f2 fu d&#8217;uopo fargli una <em>Zonta<\/em> (aggiunta) di venti individui, accresciuta nel principio del secolo XV d&#8217;altri venti, e d&#8217;altri venti alla met\u00e0 del secolo stesso, sicch\u00e9 la <em>Zonta<\/em> arriv\u00f2 coll&#8217;andar del tempo ad adeguar in numero l&#8217;originario <em>Pregadi<\/em>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><sup>5<\/sup> Avevamo parecchie famiglie <strong>Trevisan<\/strong> cittadinesche discese, dicono le cronache, dalla patrizia. Una di queste abitava a S. Ternita.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><sup>6<\/sup> La famiglia <strong>Amadi<\/strong>, chiamata anche <strong>Amai<\/strong>, ebbe origine nella Baviera, da cui passo in varie citt\u00e0 d&#8217;Italia. Un ramo di essa venne a Venezia da Cremona nell&#8217;820, \u0435 manco nel 1286. Un altro ramo venne da Lucca nel 1210, e fece parte del consiglio, dal quale per\u00f2 si vide escluso nel 1297. Alcuni <strong>Amai<\/strong> vennero da Lucca anche nel secolo XIV coi mercadanti e tessitori di seta. Questa famiglia, sebbene rimasta fra i cittadini originarii, si mantenne sempre in gran fiore, producendo uomini distinti si nella carriera ecclesiastica che nella civile.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><sup>7<\/sup> Misti, XXVII, 153. Da ci\u00f2 si scorge l&#8217;errore del <strong>Sanudo<\/strong>, il quale, seguendo le voci popolari, lasci\u00f2 scritto che <strong>Antonio Landi<\/strong> venne appiccato vivo fra le colonne della Piazzetta nella notte dal 26 al 27 marzo 1498; che non trovandosi il carnefice provveduto di capestro, e non essendo le botteghe aperte, si dovette ricorrere per fune all&#8217;Arsenale; che finalmente il condannato nel venire sospeso cadde, e si ruppe un braccio. In realt\u00e0 il <strong>Sanudo<\/strong> annota nei <em>Diarii:<\/em> &#8220;<em>Noto. Vidi la corda ligata al collo con 2 groppi senza sacola, e la vesta imbratada da terra a la schena come corpo stato morto sora la terra. Altri hanno opinion fusse stangolato in prexon<\/em>&#8221; (2)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><sup>8<\/sup> Misti XXVII, 153.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><sup>9<\/sup> Misti, ibidem (1)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">(1) Giuseppe Tassini. Alcune delle pi\u00f9 clamorose condanne capitale. (VENEZIA, Premiata tipografia di Gio. Cecchini 1866)<\/p>\n<p>(2) ConoscereVenezia<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Antonio Landi. &#8220;Secretario di Pregadi&#8221;, divulgatore di segreti (1498) 1 Correva voce per Venezia la mattina del 27 marzo 1498 che un cadavere penzolava dalle forche, erette in Piazzetta di San Marco fra le colonne. 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