{"id":132513,"date":"2026-07-04T00:38:45","date_gmt":"2026-07-04T00:38:45","guid":{"rendered":"https:\/\/www.conoscerevenezia.it\/?p=132513"},"modified":"2026-07-03T12:39:44","modified_gmt":"2026-07-03T12:39:44","slug":"i-turchi-al-servizio-della-repubblica-di-venezia-dai-diari-del-sanudo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.conoscerevenezia.it\/?p=132513","title":{"rendered":"I Turchi al servizio della Repubblica di Venezia, dai Diari del Sanudo"},"content":{"rendered":"<h3>I Turchi al servizio della Repubblica di Venezia, dai Diari del Sanudo<\/h3>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il 14 maggio 1509 Venezia subiva la pesante sconfitta di Agnadello o Ghiaradadda che metteva un pericolo la sua stessa esistenza e gettava tutti i suoi sudditi nel pi\u00f9 profondo sconforto. Il governo della Repubblica valut\u00f2 con realismo la situazione e cerc\u00f2 di mettere in atto tutti i provvedimenti ispirati dalle necessit\u00e0 del momento.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il 18 maggio, in Senato, si deliber\u00f2 di mandare sier <strong>Girolamo Zorzi<\/strong>, il quale era amico del Sangiacco di Bosnia, per aver l&#8217;aiuto di 5 o 6 mila turchi, ma sier <strong>Antonio Trun<\/strong>, <em>Savio del Consiglio<\/em>, disse <em>&#8220;che <span class=\"fontstyle0\">\u00e8 mal a chiamar turchi, aspetemo quel vor\u00e0&nbsp;<\/span><span class=\"fontstyle0\">far il papa e il re di romani<\/span>&#8220;,<\/em> e chiese di revocare &#8220;<em>pro nunc&#8221;<\/em> la proposta, e fu deciso di soprassedere.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il 12 giugno il <em>baylo<\/em> di Costantinopoli, sier <strong>Andrea Foscolo<\/strong>, scrisse al Consiglio che il sultano era venuto a conoscenza della sconfitta veneziana e dolendosi di questa cosa si meravigli\u00f2 che Venezia, che aveva tante potenze contro, non avesse chiesto aiuto alla Sublime Porta, e che il signore dei turchi si offriva di aiutare la Signoria, per mare e per terra. In realt\u00e0 il sultano temeva che una volta in Italia gli eserciti cristiani, e anche Venezia, si sarebbero coalizzati contro gli stessi turchi. L&#8217;aiuto offerto dai turchi inquiet\u00f2 non poco il Papa che aveva ideato la Lega di Cambrai contro Venezia. Il Senato ritorn\u00f2 invece all&#8217;idea originaria di chiedere l&#8217;aiuto dei turchi (turchi per il <strong>Sanudo<\/strong> erano tutti i sudditi dell&#8217;Impero Ottomano) del Sangiaccato di Bosnia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel agosto del 1509, il <em>Consiglio dei Dieci<\/em> graziava <strong>Jvanis Nenadich,<\/strong> conosciuto come <strong><em>Vanissa<\/em><\/strong> o <strong><em>Vannis<\/em><\/strong>, <em>vaivoda<\/em> (condottiero) di Poglizza (un territorio veneziano semi autonomo nell&#8217;entroterra di Spalato), il quale si era reso responsabile di disordini ai danni della Repubblica, imponendogli il vincolo di difendere i domini della Serenissima dai collegati. Il 5 settembre 1509 il <strong>Vanissa<\/strong> era gi\u00e0 a Padova con alcuni cavalli e un buon numero dei suoi uomini, tutti turchi bosniaci, a difesa della citt\u00e0 contro gli assedianti imperiali e francesi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel marzo del 1510 ritornato in Dalmazia per assoldare altri 250 turchi, fu fermato da chiacchiere malevoli che lo accusarono di reclutare i turchi per poi ucciderli. <strong>Alvise Capello<\/strong>, <em>proveditor di Almissa e Poliza<\/em>, fu costreto a mandare il suo cancelliere <strong>Stefano de Pascali<\/strong> fino in Turchia a dare fede al governo ottomano che si trattava di falsit\u00e0. Il 2 maggio dello stesso anno <strong>Vanissa,<\/strong> arrivava al Lido con 80 uomini dei 250 promessi, si present\u00f2 in <em>Collegio,<\/em> vestito alla turchesca con una casacca d&#8217;oro, i suoi uomini con un cappello rosso in testa, e cos\u00ec si rivolse al doge: &#8220;<em>sono venuto qui, juxta la promessa, menato tanti valenti homeni mi fradelli e pi\u00f9 ne haria menati, ma li invidi han seminato in Turchia, che li voi far anegar et \u00e0 busati li navilij, over tosegarli, tamen \u00f2 men\u00e0 80 cavali con li homeni qui presenti e servir\u00f2 con fede e ben questa Signoria et aspeto altri cavali li ver\u00e0 drio<\/em>&#8220;.&nbsp;Il 2 maggio 1510 arrivava a Venezia un&#8217;altra compagnia di turchi con due capitani <strong>Nasuf Oschadainovich<\/strong> e <strong>Grignol Dragonich<\/strong> di Poglizza il quale portava una vistosa pelle di lupo intorno al corpo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L&#8217;11 maggio, accampato a Legnago, <strong>Vanissa<\/strong> ebbe modo di distinguersi subito contro i francesi che erano usciti da Verona per fare trasporto di vettovaglie, come racconta lui stesso in un lettera indirizzata ad <strong>Andrea Gritti<\/strong> <em>Proveditor General in Campo <\/em>dei veneziani: &#8220;<em>sapi la vostra magnificentia che fesimo la cavalchada, a d\u00ec 11 dil presente e a li 15 fosseno a le man con li francesi, dove con la grasia di missier domene Dio, fossemo vincitori, e questo per la ventura di la vostra magnificentia. Ancora sappi quella de li francesi erano cavali 140, fanti erano 500, dove come trovasemo deboto li investissemo, e li mei turchi hanno tajado teste a li balestrieri e pedoni<\/em>&#8220;.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A queste scaramucce ne seguirono altre, sempre nei pressi di Legnago, che terminavano sovente con l\u2019uccisione di molti collegati. Il 29 maggio il <strong>Vanissa<\/strong> trov\u00f2 nei pressi di Schio sette <em>stratiodi<\/em> di <strong>Mercurio Bua<\/strong>, che allora stava con gli imperiali, e tagli\u00f2 loro la testa, poi sulla strada che da Thiene porta a Isola incontr\u00f2 degli sbandati francesi e spagnoli, che tornavano da un saccheggio, li affront\u00f2, e ne tagli\u00f2 a pezzi 70. Il 3 giugno a Lisiera il <strong>Vanissa<\/strong> con i suoi turchi si scontr\u00f2 con i francesi e ne uccise 150, il 13 giugno a Pozzo (nel vicentino) assalt\u00f2 una colonna di collegati, che usciti da Vicenza erano diretti verso la Brenta a far bottino, e ne uccise circa 200. Il 26 giugno i turchi di <strong>Vanissa<\/strong> venivano sorpresi a Limena da uno squadrone di collegati e perdeva 25 uomini tra uccisi e&nbsp; prigionieri.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Cresceva intanto l&#8217;insofferenza dei contadini padovani e vicentini contro i turchi che erano violenti e causavano danni alle persone e alle cose, come prendevano qualche giovane la tenevano come meretrice, e il podest\u00e0 di Padova ne impicc\u00f2 uno che aveva violentato una donna, ma erano dei valenti soldati e la Serenissima se li teneva buoni. A Padova, in prossimit\u00e0 di San Giovanni di Verdara, due turchi ubriachi che rincorrevano un frate, vennero presi dai fanti veneziani che ne uccisero uno. Il 17 agosto il <strong>Vanissa<\/strong> mand\u00f2 un suo messo al doge per dolersi dell&#8217;uccisione del turco che &#8220;<em>fo spoj\u00e0 e lassa manzar il corpo dai cani<\/em>&#8220;<span class=\"fontstyle0\">.<\/span> Il 19 agosto il <strong>Vanissa<\/strong> venne in Collegio, in compagnia di otto turchi, per chiedere il permesso di ritornare al suo paese, dolentosi del suo compagno ucciso, ma venne rabbonito dal doge che gli fece aumentare il soldo, e gli affianc\u00f2 un <em>Provveditor di Turchi<\/em> nella persona di <strong>Alvise Loredan<\/strong>. (2)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il 3 settembre il <strong>Vanissa<\/strong> e il&nbsp;<strong>Loredan<\/strong> andarono a Montorio da dove, da sopra un monte, videro uscire da Verona 250 spagnoli, questi furono subito attaccati, e nello scontro i turchi ebbero solo due feriti. Il 26 settembre i turchi partecipavano, sotto il comando del <em>Provveditor General<\/em> <strong>Paolo Cappello<\/strong>, alla battaglia di Bevilacqua contro i francesi, nei pressi di Legnago, i quali ebbero 50 uomini d&#8217;arme, 100 arcieri e 30 fanti tra morti feriti o presi prigionieri, non si salv\u00f2 nessuno &#8220;<em>che pur uno non \u00e8 rimasto, che&nbsp;<\/em> <em>porti la nova in Lignago, ma tuti restadi nudi su la campagna morti<\/em>&#8220;.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">15 ottobre 1510 il <strong>Vanissa<\/strong> and\u00f2 in Collegio con i suoi compagni ed <strong>Alvise Loredan<\/strong>, la met\u00e0 di loro voleva ritornare a casa, come dava loro la possibilit\u00e0 il patto sottoscritto con <strong>Alvise Cappello<\/strong>, <em>proveditor di Almissa e Poliza<\/em>, l&#8217;altra met\u00e0 invece accett\u00f2 di ritornaro al campo in Polesine. I circa 60 turchi rimasti in citt\u00e0, che si erano fatti ricchi con i soldi ellargiti dalla Repubblica, fecero numerosi acquisti prima di ripartire, <strong>Grignol Dragonich<\/strong> compr\u00f2 &#8220;<em>una veste di scarlato a manege dogal, fodr\u00e0 di varo, per ducati 17, et se la messe atorno, e la vol portar in li soi paesi; s\u00ec che di pelle di lovo \u00e0 mutato in tal habito<\/em>&#8220;. I turchi volevano anche &#8220;<em>menar alcuni puti con loro, qualli andavano voluntarie, e li haria fati renegar, fo advertida la Signoria, et fonno mandati dextro modo a tuor ditti puti&#8221;.&nbsp;<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il <strong>Vanissa<\/strong> con i turchi che gli rimanevano and\u00f2 al campo di Ficarolo dove probabilmente svern\u00f2 in un inverno registrato dagli storici come particolarmente freddo. Nel marzo 1511 con la sua compagnia di 70 cavalli, a San Felice (sul Panaro), fronteggi\u00f2 i francesi e nello scontro, vennero uccisi 120 fanti e ne vennero catturati altri 30, che furono consegnati al Duca Urbino <strong>Francesco Maria della Rovere<\/strong>. (3)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il 23 aprile il <strong>Vanissa <\/strong>ritorn\u00f2 a Venezia con pochi dei suoi, alloggi\u00f2 in casa di sier <strong>Zaccaria Loredan<\/strong>, a San Canzian, e il 25 aprile, festa di San Marco, partecip\u00f2 alle solenne funzioni per il santo vestito con una casacca d&#8217;oro, nei giorni successivi ritorn\u00f2 a Poglizza con l&#8217;intenzione di arruolare altri bosniaci. Per questo il 15 luglio part\u00ec da Chioggia la galea del sopracomito sier <strong>Antonio Lion<\/strong>, con i soldi destinati ai bosniaci arruolati dal <strong>Vanissa, <\/strong>e furono spediti anche tre arsilii (navi da carico e trasporto truppe) per andarli a prenderli a Spalato, ma gli arsilii una volta arrivati in Istria tornarono indietro vuoti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il 14 settembre 1511 venne a Venezia, da sier <strong>Alvise Loredan,<\/strong> un cancelliere del <strong>Vanissa<\/strong>, con la notizia che il <strong>Vanissa<\/strong> voleva condurre sua moglie e i suoi figli a Venezia con 1000 cavalieri turchi. Il 30 dicembre, il conte di Spalato, sier <strong>Andrea Baseggio<\/strong>, informava il Consiglio, che il <strong>Vanissa<\/strong> dopo un pranzo che aveva avuto con il conte di Clissa lo amazz\u00f2. Nel gennaio del 1512, sempre il <strong>Baseggio,<\/strong> informava che il <strong>Vanissa<\/strong> era stato ucciso dai suoi stessi compaesani. (4-5)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Con la morte <strong>Jvanis Nenadich <\/strong>detto<strong> Vanissa <\/strong>finiva l&#8217;avventura dei turchi bosniaci al servizio della Serenissima.<\/p>\n<p>(1) Marin Sanudo. I Diari. Volume 8; (2) Marin Sanudo. I Diari. Volume 10 (1 Marzo 1510 &#8211; 31 Luglio 1510); (3) Marin Sanudo. I Diari. Volume 11 (1 Agosto 1510 &#8211; 28 Febbraio 1511); (4) Marin Sanudo. I Diari. Volume 12 (1 Marzo 1511 &#8211; 30 settembre 1511); (5) Marin Sanudo. I Diari. Volume 13 (1 Ottobre 1551 &#8211; 28 Febbraio 1512)<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>I Turchi al servizio della Repubblica di Venezia, dai Diari del Sanudo Il 14 maggio 1509 Venezia subiva la pesante sconfitta di Agnadello o Ghiaradadda che metteva un pericolo la sua stessa esistenza e gettava tutti i suoi sudditi nel pi\u00f9 profondo sconforto. 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