{"id":131114,"date":"2026-10-15T20:28:04","date_gmt":"2026-10-15T20:28:04","guid":{"rendered":"https:\/\/www.conoscerevenezia.it\/?p=131114"},"modified":"2026-10-15T20:28:04","modified_gmt":"2026-10-15T20:28:04","slug":"il-monumento-adhuc-viventi-al-doge-francesco-morosini-nella-sala-degli-armamenti-e-altri-monumenti-al-peloponnesiaco","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.conoscerevenezia.it\/?p=131114","title":{"rendered":"Il monumento &#8220;adhuc viventi&#8221; al doge Francesco Morosini\u00a0nella Sala degli Armamenti, e altri monumenti al Peloponnesiaco"},"content":{"rendered":"<h3>Il monumento &#8220;adhuc viventi&#8221; al doge Francesco Morosini nella Sala degli Armamenti, e altri monumenti al Peloponnesiaco<\/h3>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nacque<strong> Francesco Morosini<\/strong> nel 1618 da <strong>Pietro<\/strong> <em>Procuratore di San Marco<\/em>, e a soli 18 anni si applic\u00f2 alla militar disciplina, imbarcandosi come nobile sulla galea di <strong>Pietro Badoaro<\/strong>, capitano della guardia di Candia. Tre anni dopo, cio\u00e9 nel 1639, combatt\u00e9 nel fatto della Vallona, contro i pirati che infestavano l&#8217;Arcipelago; e l&#8217;anno appresso pass\u00f2 <em>Sopraccomito di galea<\/em>, e fu spedito a Messina ad incontrare il principe <strong>Ludovisi<\/strong>, generale di santa Chiesa. Il suo valore apparve pi\u00f9 spiccato nel 1645, nella battaglia combattutasi a Milo, ove abbord\u00f2 una nave sultana sottomettendola: poi nel 1647, promosso <em>Governatore di galeazza<\/em>, difese la breccia fatta dai Turchi alle mura di Candia, richiamando, col suo esempio, le milizie che l&#8217;avevano abbandonata. L&#8217;anno appresso, pugnando ai Dardanelli, sottomise una galeazza nemica, sicch\u00e9, a premio del suo valore, l&#8217;anno dopo, fu nominato <em>Capitano del Golfo<\/em>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Eletto, nel 1651, alla carica di <em>Capitano delle galeazze<\/em>, pugn\u00f2 a Trio, e nella battaglia data nelle acque di Paros, fece schiavo il rinegato Nicol\u00f2 di Natalino Furlano, grande almirante delle navi ottomane, e fece cattivi altri cinquecento infedeli, predando la sua nave, munita di settantacinque cannoni, e disfece la galea del capudan-pasci\u00e0. Fatto <em>Provveditore dell&#8217;armata<\/em>, nel 1653, prese la galea del bei di Cipro, ed altri legni nemici carichi di munizioni e di vettovaglie. L&#8217;anno dopo combatt\u00e9 ai Dardanelli, sottomise Egina, prese due saicche cariche di biscotto, e rese tributarie Scopulo ed altre isole. Torn\u00f2 l&#8217;anno seguente mi Egina e vi distrusse tutti i munimenti guerreschi; acquist\u00f2 le fortezze di Volo e di Megara, e nelle acque della Prevesa cattur\u00f2 tredici galeotte.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Eletto, nel 1656, <em>Governatore e generale in Candia<\/em>, disperse la flotta turca, che ne bloccava il porto, obbligandola ad abbandonar l&#8217;Arcipelago. Perito miseramente, nella battaglia datasi ai Dardanelli, nel 1657, il generalissimo <strong>Luigi Leonardo Mocenigo<\/strong>, fu a lui sostituito il nostro <strong>Morosini<\/strong>; il quale soggiogava, l&#8217;anno appresso, l&#8217; isola di Canea; e nel seguente s&#8217;impadroniva di Calamata, fugava la flotta nemica nelle acque di Samo, correva le coste della Natolia, conquistava i castelli di Torm, di Cismes, di Ruggio, recandosi a svernare a Milo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel 1660, tent\u00f2 di dare assalto improvviso al campo turco, sotto Candia; ma le truppe che aveva poste a terra furono accerchiate e poste in fuga prima che potessero occupare posizione vantaggiosa. Di tale sinistro accus\u00f2 il <strong>Morosini<\/strong> il provveditore <strong>Antonio Barbaro<\/strong>, e quindi lo puniva di bando capitale. Ma il <strong>Barbaro<\/strong> vol\u00f2 a Venezia, si discolp\u00f2 e fu assolto; ed in quella vece il <strong>Morosini<\/strong> fu richiamato e rimosso dal supremo comando, vedendosi obbligato a difendersi da gravi imputazioni, dalle quali si lav\u00f2 e fu dichiarato innocente.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel 1663 fu eletto <em>Provveditore in Friuli<\/em>, indi <em>Provveditore di armata<\/em>; e nel 1667, per la seconda volta, era designato <em>Generalissimo del mare<\/em>, recandosi alla difesa di Candia. Per quasi tre anni, durante i quali il Morosini ritard\u00f2 la caduta di quella citt\u00e0, fece prodigii di valore, operando ci\u00f2 tutto si poteva fare a salute di quella misera terra, onde a premio veniva eletto nel 1668 <em>Cavaliere di San Marco<\/em>; ma alfine ceder dovette alla necessit\u00e0 prepotente, abbandonato da ogni aiuto, e cesse la piazza a condizioni onorevolissime, stabilendo in pari tempo la pace. Rinpatriatosi, fu il 20 settembre 1669 creato <em>Procuratore straordinario di San Marco de supra<\/em>; ma venendo tosto accusato siccome violatore delle patrie leggi ed usurpatore della sovrana potest\u00e0, perch\u00e9 senza permissione del Senato aveva ceduto Candia e fermata la pace, fu inquisito, e per la difesa eloquente di <strong>Giovanni Sagredo<\/strong> e di <strong>Michele Foscarini<\/strong> fu assolto pienamente. Venne poi eletto <em>Savio del consiglio<\/em>; e nel 1678 <em>Revisore alle fortificazioni in Terraferma<\/em>; passando nel I683 <em>Provveditore generale in Friuli<\/em>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Rottasi nuovamente, nel 1684, la guerra con la Porta ottomana, veniva per la terza volta, eletto il nostro <strong>Morosini<\/strong> a <em>Capitan generale<\/em>. Salp\u00f2 nel mese di luglio, e corse subitamente ad assediare Santa Maura, e se ne impadron\u00ec in capo a sedici giorni; prese poi Nicopoli, occup\u00f2 la Prevesa e il Zeromero. L&#8217;anno dopo, conquist\u00f2 Corone, Calamata, Zarnata, Chiefal\u00e0, Passava e la fortezza delle Gomenizze, ed in ogni incontro riport\u00f2 sopra i nemici vittoria. Nella campagna del 1686, fug\u00f2 l&#8217; esercito turco sotto Chiefal\u00e0, prese Napoli di Romagna, Navarino, Modone, Argos ed altri luoghi. L&#8217; anno dopo disfece l&#8217; oste turca, prese Patrasso e Lepanto, e, con lo flotta del golfo, Castel Tornese, Misistra ed altre terre, traducendo cattivi da circa tremila nemici. Poi acquist\u00f2 Corinto ed Atene, la quale ultima citt\u00e0 bombardando, a grande sventura, da lui stesso compianta, sofferse mina gran parte del tempio famoso di Minerva, il Partenone.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tante splendide vittorie valsero a far s\u00ec che, con nuovo esempio, il Senato decretasse l&#8217;erezione del suo busto fuso in bronzo, nelle sale d&#8217;armi del Consiglio dei Dieci, e gli valsero il soprannome di Peloponnesiaco. Poco appresso, passato alla seconda vita il doge <strong>Marc&#8217;Antonio Giustiniano<\/strong>, quantunque assente il <strong>Morosini<\/strong> dalla patria, fu eletto a succedergli, finch\u00e9 venne a morte nell&#8217; et\u00e0 sua di\u00a0 anni 76, dopo sei anni circa di principato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il <strong>Morosini<\/strong> fu un eroe che illustr\u00f2 la patria e la fece splendere di gloria non peritura, e la storia narra essere stata la sua morte pianta sinceramente dall&#8217;armata, la quale aveva sempre ammirato in lui il valoroso guerriero, l&#8217;esperto capitano, il padre dei suoi soldati, l&#8217; ottimo cittadino; e narra del pari che la citt\u00e0 tutta fu a quell&#8217;amara notizia immersa nel lutto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il sepolcro del <strong>Morosini<\/strong> \u00e9 situato poco lontano dalla porta centrale della chiesa di Santo Stefano, nella navata maggiore. Il sigillo \u00e9 ricco di ornamenti in bronzo fusi da <strong>Filippo Parodi<\/strong>, e reca questa inscrizione :<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">&#8220;FRANCISCI MAVROCENI \/ PELOPONNESIACI \/ VENETIARVM PRINCIPIS \/ OSSA MDCXCIV&#8221; (1)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><u><em>Altri monumenti a Francesco Morosini<\/em><\/u><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il Senato veneziano l&#8217;11 agosto del 1687 decret\u00f2 di dedicare ad <strong>Francesco Morosini<\/strong>, quando era ancora in vita, <em>adhuc viventi<\/em>, un busto celebrativo in bronzo commissionato allo scultore genovese <strong>Filippo Parodi<\/strong>. <strong>Morosini<\/strong> \u00e8 ritratto nella veste di <em>Capitano Generale da Mar<\/em>, con la tipica <em>bereta a tozzo<\/em>, l&#8217;armatura con il rilievo del leone di San Marco e la clamide con cinque bottoni d&#8217;oro. Nella destra impugna il bastone di comando che appoggia su una mappa della Morea; alla base altri due bastoni di comando, a ricordo dei precedenti incarichi di comandante supremo della flotta in tempo di guerra e lo stemma gentilizio. (2) L&#8217;opera \u00e8 in mostra nella Sale dell&#8217;Armamento del Palazzo Ducale, una copia in marmo venne fatta per il Palazzo Morosini a San Stefano, dove un targa del 1817 lo ricorda.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un altro busto in marmo del <strong>Morosini<\/strong>, opera di <strong>Giovanni Comin<\/strong>, si trova in mostra al Museo Correr.\u00a0 (3)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em><u>L&#8217;Arco Trionfale ad onore del doge Francesco Morosini detto il Peloponnesiaco architettato da Andrea Tirali ed ornatio con sei dipinti di Gregorio Lazzarini nella Sala dello Scrutinio.<\/u>\u00a0<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Si eleva questo arco di fronte alla parete ove stava il trono ducale, e serve d&#8217;ingresso alla sala dello Scrutinio, venendo dalle scale che metton piede nella loggia del cortile. Occupa tutta l&#8217;altezza della sala fin sotto il fregio che la circonda, nel quale son collocate, per ordine di tempo, le imagini dei Dogi, e s\u00ec che la effigie del <strong>Morosini<\/strong> cade, per avventura, sulla mediet\u00e0 dell&#8217;arco in parola.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Si decorava con quattro colonne canalate, che sopportano capitelli compositi di nuova forma, formati di scudi, corazze, manopole, trombe guerriere, contornanti la campana, e sopra esse stanno disposti elmi chiusi da visiere, che tengono luogo delle volute.\u00a0 Due Fame occupano gli interstizi dell&#8217;arco, le quali ostentano in mano, una il corno di dogale, l&#8217;altra una corona reale; allusioni alla ubert\u00e0 ed all&#8217;impero del Peloponneso; e la serraglia dell&#8217;arco \u00e8 formata dallo scudo gentilizio del <strong>Morosini<\/strong>. Fra gli intercolumnii sono collocati quattro dipinti, due per lato, e l&#8217;attico coronante il monumento, diviso in tre comparti, da pilastrini che sorgono in corrispondenza delle sottoposte colonne, decorati pur questi da trofei guerrieri, accoglie ne due comparti laterali altri dipinti, e nel centrale l&#8217;iscrizione seguente, scritta in caratteri aurati: &#8220;FRANCISCO \/ MAVROCENO \/ PELOPONNESIACO \/ SENATVS \/ ANNO MDCVIC&#8221;.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I sei dipinti tra gli intercolumni e l&#8217;attico sono opera di <strong>Gregorio Lazzarini: <\/strong>il primo,\u00a0 incominciando a sinistra dell&#8217;osservatore, e dall&#8217;inferior parte dell&#8217;arco, figura la Pace in atto di coronare la Difesa e la Costanza, alla sinistra dell&#8217;osservatore, lontano lontano, \u00e8 l&#8217;isola di Candia, teatro delle memorabili gesta dell&#8217;eroe <strong>Morosini<\/strong>. Il secondo, dall&#8217;opposta parte, figura Venezia fatta persona, seduta su ricco trono, al cui lato sta il leone; la quale riceve, dal doge <strong>Morosini<\/strong>, la sommessa Morea.\u00a0\u00a0La terza tela \u00e8 collocata sopra la prima, figura un&#8217;allegoria relativa alle due insigni vittorie riportate dal Morosini l&#8217;anno 1684, per le quali consegu\u00ec l&#8217;isola di Leucade e la piazza di Prevesa, l&#8217;antica Nicopoli. La quarta opera sta sopra la seconda, ed \u00e8 pur questa un&#8217;allegoria dell&#8217;altra vittoria navale notturna ottenuta dal <strong>Morosini<\/strong> nel giugno dell&#8217;anno 1685, sotto Corone, la quale pochi d\u00ec appresso cadeva in sua mano.\u00a0\u00a0La quinta e la sesta tela raffigurano gli onori che ricevette il <strong>Morosini<\/strong> dalla Chiesa e dalla patria. Quindi la prima, a sinistra dell&#8217;osservatore, mostra l&#8217;imagine della Religione seduta sulle nubi, velata il capo, e con alla manca un angelo che le sorregge la croce sull&#8217; omero. Ostenta con ambe mani il pileo spedito in dono al <strong>Morosini<\/strong> dal Pontefice unitamente alla spada, che qui pure osservasi portata da due altri angeli. Nella seconda tela, a destra, \u00e8 figurato il Merito accompagnato da due genii; il quale ed i quali recano, il primo il corno ducale, i secondi quattro bastoni generalizi, per alludere agli onori che ricevette l&#8217;eroe dalla patria, cio\u00e8 quattro volte le insegne di supremo rettore delle armi, e quelle di capo della Repubblica. (1)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0(1) Il Palazzo Ducale di Venezia Volumi IV e V. Francesco Zanotto. Venezia MDCCCLXI<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0(2) &#8220;Francesco Morosini. Ultimo Eroe della Serenissima tra storia e mito&#8221;. Mostra al Museo Correr 2019<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0(3) ConoscereVenezia<\/p>\n<style id=\"bwg-style-0\">      #bwg_container1_0 #bwg_container2_0 #bwg_mosaic_thumbnails_div_0 {        width: 100%;        position: relative;        background-color: rgba(255, 255, 255, 0.00);        text-align: center;        justify-content: center;                  margin-left: auto;          margin-right: auto;                    padding-left: 4px;          padding-top: 4px;                }          #bwg_container1_0 #bwg_container2_0 .bwg_mosaic_thumb_spun_0 {        display: block;        position: absolute;\t\t\t\tborder-radius: 0;\t\t\t\tborder: 0px none #CCCCCC;    \t\t    \t\tbackground-color:rgba(0,0,0, 0.30);        -moz-box-sizing: content-box !important;        -webkit-box-sizing: content-box !important;        box-sizing: content-box !important;      }\t\t\t#bwg_container1_0 #bwg_container2_0 .bwg_mosaic_thumb_0 {\t\t\t\tdisplay: block;\t\t\t\t-moz-box-sizing: 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trinonfo nella Sala dello Scrutinio in Palazzo Ducale; Busto in marmo, opera di Filippo Parodi, nel Museo Correr; Targa ricordo nel Palazzo Norosini a San Stefano; Busto in bronzo, opera di Filippo Parodi, nelle Sale dell&#8217;Armamento in Palazzo Ducale<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il monumento &#8220;adhuc viventi&#8221; al doge Francesco Morosini nella Sala degli Armamenti, e altri monumenti al Peloponnesiaco Nacque Francesco Morosini nel 1618 da Pietro Procuratore di San Marco, e a soli 18 anni si applic\u00f2 alla militar disciplina, imbarcandosi come nobile sulla galea di Pietro Badoaro, capitano della guardia di Candia. Tre anni dopo, cio\u00e9 [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":131138,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"ngg_post_thumbnail":0,"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_feature_clip_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","default_image_id":0,"font":"","enabled":false},"version":2},"jetpack_post_was_ever_published":false},"categories":[1029,4949],"tags":[673,140],"class_list":["post-131114","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","category-dogi","category-monumenti","tag-parrocchia-di-san-moise","tag-sestiere-di-san-marco"],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/www.conoscerevenezia.it\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/DSC_7278m.jpg","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.conoscerevenezia.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/131114","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.conoscerevenezia.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.conoscerevenezia.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.conoscerevenezia.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.conoscerevenezia.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=131114"}],"version-history":[{"count":30,"href":"https:\/\/www.conoscerevenezia.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/131114\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":137027,"href":"https:\/\/www.conoscerevenezia.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/131114\/revisions\/137027"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.conoscerevenezia.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/131138"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.conoscerevenezia.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=131114"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.conoscerevenezia.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=131114"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.conoscerevenezia.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=131114"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}